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Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003) Disposizioni varie in materia di IRPEF e di IVA

Circolare n. 15/E

Direzione Centrale

Normativa e Contenzioso

Roma,
05 marzo 2003

OGGETTO: Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge
finanziaria per il 2003)
Disposizioni varie in materia di IRPEF e di
IVA

INDICE:
1) Art. 2, commi 1, 2 e 10: chiarimenti in ordine al
primo modulo di riforma
dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche …………………………………………… 4
1.1
Applicazione delle nuove deduzioni e detrazioni d’imposta:
adempimenti
dei sostituti d’imposta
……………………………………………………………………………….
4
1.2 Emolumenti aggiuntivi per prestazioni di lavoro dipendente
corrisposti nel
periodo d’imposta successivo alla cessazione del
rapporto di lavoro …………….. 8
1.3 Irregolare applicazione
delle nuove deduzioni e detrazioni ……………………. 9
1.4
Emolumenti arretrati di lavoro dipendente
………………………………………… 10
1.5 Redditi
derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
11
2) Art. 2, comma 5: proroga e modificazioni della detrazione
dall’IRPEF del
36% per gli interventi di recupero edilizio su
unità abitative ………………….. 15
3) Art. 2, comma 6 :
proroga e modificazioni della detrazione dall’IRPEF
del 36% per
l’acquisto di immobili
ristrutturati……………………………………… 20
2
4)
Art. 2, comma 6: proroga dell’aliquota IVA del 10% per le
prestazioni di
assistenza domiciliare e gli interventi di recupero del
patrimonio edilizio .. 21
5) Art. 2, comma 12:incaricati alle vendite
a domicilio …………………………… 23
6) Art. 19, comma 3:
detrazione dall’IRPEF del 36% per la manutenzione e
la
salvaguardia dei boschi
……………………………………………………………………..
24
7) Art. 59, comma 1: erogazioni liberali a favore della ricerca
sulle malattie
neoplastiche;
…………………………………………………………………………………………
24
8) Art. 75, comma 6: carte di circolazione gratuite rilasciate
dalle aziende
ferroviarie ai dipendenti
………………………………………………………………………..
25
9) Art. 90, comma 9: erogazioni liberali in favore delle società e
associazioni
sportive
dilettantistiche………………………………………………………………………….
26
10) Art: 91, comma 6:Asili nido nei luoghi di lavoro
…………………..27
Con la presente
circolare si forniscono ulteriori precisazioni sulla nuova
disciplina
dell’IRPEF introdotta dall’articolo 2 della legge 27
dicembre 2002, n.
289, ad integrazione delle indicazioni già fornite
con la circolare n. 2 del
15gennaio 2003, concernente i primi
chiarimenti sulla materia. Si illustrano,
inoltre, le altre
disposizioni recate dalla medesima legge n. 289 del 2002 in
materia di
imposta sul reddito delle persone fisiche e di imposta sul
valore
aggiunto.
1) Articolo 2, commi 1, 2 e 10: chiarimenti in ordine
al primo modulo di
riforma dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche
1.1 Applicazione delle nuove deduzioni e detrazioni
d’imposta: adempimenti dei
sostituti d’imposta
La nuova
formulazione dell’articolo 13 del Tuir, introdotta
dall’art. 2,
comma 1, lett. d), della legge finanziaria per il
2003, attribuisce ai lavoratori
3
dipendenti e ai pensionati
detrazioni d’imposta commisurate all’ammontare del
reddito
complessivo.
In ordine alle modalità di riconoscimento delle
detrazioni d’imposta, va
tenuto presente che è rimasta invariata
la disciplina recata dall’articolo 23 del
Dpr n. 600 del 1973 in
base alla quale le detrazioni d’imposta di cui agli articoli
12
(detrazioni per carichi di famiglia) e 13 (altre detrazioni) del Tuir
sono
riconosciute dal sostituto d’imposta se il lavoratore
dipendente dichiara di avervi
diritto, indicando le condizioni di
spettanza ed impegnandosi a comunicare
tempestivamente le eventuali
variazioni. La dichiarazione ha effetto anche per i
periodi di imposta
successivi.
Considerato che, in base alla nuova formulazione
dell’art. 13, le detrazioni
spettano a prescindere dalla durata
del rapporto di lavoro, il sostituto deve
ragguagliare al periodo di
paga l’intero importo delle stesse, ove spettanti, anche
nel
caso in cui il rapporto di lavoro abbia durata inferiore
all’anno.
Al fine di consentire che la tassazione operata a
titolo d’acconto nel
corso dell’anno si discosti il meno
possibile rispetto a quella che verrà operata in
sede di conguaglio o
di dichiarazione dei redditi, il dipendente che vi abbia
interesse
comunica l’ammontare presunto del reddito complessivo al quale
il
sostituto dovrà commisurare le detrazioni.
Naturalmente, ove le
necessità gestionali lo consiglino, il sostituto può
invitare i
dipendenti a fornire, qualora lo ritengano opportuno, le
indicazioni
necessarie all’applicazione della nuova disciplina
concernente il nuovo sistema
delle detrazioni di cui all’art. 13
del Tuir, comunicando l’ammontare presunto
degli altri redditi
diversi da quelli corrisposti dal sostituto.
Peraltro, come già
chiarito con la circolare n. 15 del 2002 in relazione
alle detrazioni
per carichi di famiglia, anch’esse rapportate al
reddito
complessivo (a seguito delle modifiche introdotte dalla legge
finanziaria per il
2002, n. 448 del 2001), ai fini del riconoscimento
delle detrazioni d’imposta
previste dal nuovo articolo 13 il
sostituto, qualora non abbia ricevuto –secondo le
indicazioni
sopra specificate – comunicazioni dal percipiente circa il
presumibile
4
importo del proprio reddito complessivo, deve
considerare, in via presuntiva,
quale reddito complessivo quello di
lavoro dipendente che corrisponde nel corso
dell’anno.
Resta
inteso che il sostituito non è tenuto a rinnovare anno per anno
le
comunicazioni già rese: il sostituto, ove non riceva nuove
indicazioni dal
dipendente in ordine alle detrazioni spettanti ed al
reddito complessivo presunto,
può utilizzare i dati da questo già
comunicati prima dell’entrata in vigore della
legge finanziaria
n. 289 del 2002.
Qualora il lavoratore dipendente abbia comunicato
l’ammontare del
proprio reddito complessivo al fine della
corretta applicazione delle detrazioni, il
sostituto dovrà tenerne
conto anche ai fini dell’attribuzione della deduzione
per
assicurare la progressività dell’imposta prevista
dall’art. 10-bis del Tuir. Ciò
consente di evitare che, in sede
di conguaglio o in sede di dichiarazione dei
redditi, il dipendente
debba eventualmente sopportare un prelievo
d’imposta
particolarmente gravoso derivante dalla minore
deduzione spettante in relazione
al reddito complessivo realmente
percepito.
Per quanto riguarda le modalità di calcolo della deduzione
per assicurare
la progressività dell’imposizione, la circolare
n. 2 del 2003 ha chiarito che la
stessa deve essere riconosciuta dal
sostituto d’imposta sin dal primo periodo di
paga del 2003,
fermo restando il fatto che in occasione del conguaglio di fine
anno,
ovvero al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il
sostituto
deve ricalcolare l’importo della deduzione
spettante.
Al fine di determinare la ritenuta da operare sulle somme e
sui valori
corrisposti in ciascun periodo di paga, il sostituto deve
applicare le aliquote
dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche ragguagliando al periodo di paga gli
scaglioni annui di
reddito previsti dall’articolo 11 del Tuir, previa
deduzione
degli importi spettanti ai sensi dell’art. 10-bis,
anch’essi ragguagliati al periodo
di paga.
Come già chiarito con
la circolare n. 2 del 2003, per consentire che la
tassazione
effettuata in corso d’anno sui compensi erogati sia quanto
più
5
possibile vicina a quella effettiva – che, ovviamente, sarà
realizzata solo in sede
di conguaglio di fine anno -, se nel corso del
periodo di imposta le retribuzioni
aumentano per effetto, ad esempio,
di una promozione, il sostituto ridetermina
l’importo della
deduzione spettante sulla base del nuovo reddito complessivo
e
provvede ad adeguare le ritenute a decorrere dal periodo di paga nel
quale la
retribuzione risulta modificata.
L’adeguamento della
tassazione deve essere effettuato anche in relazione
ad altre
variazioni in diminuzione o in aumento delle retribuzioni dovute,
per
esempio, ad una riduzione di orario o alla corresponsione di
emolumenti
aggiuntivi, quali i premi di bilancio, le gratifiche
natalizie e pasquali, i compensi
per lavoro straordinario.
Per quanto
riguarda i rapporti di lavoro a tempo indeterminato di
durata,
preventivamente nota, inferiore all’anno (ad esempio
rapporti che iniziano o che
terminano nel corso dell’anno)
devono essere seguite le indicazioni fornite dalla
circolare n. 2 del
2003 in ordine ai rapporti di lavoro dipendente a tempo
determinato.
Si ricorda, in particolare, che occorre rapportare anche la
deduzione
teorica base (che ammonta a euro 3.000) al periodo di durata
del rapporto di
lavoro.
Tuttavia, anche in tali casi il sostituto può
invitare i dipendenti a fornire,
ove lo ritengano opportuno, gli
elementi che consentano un’applicazione più
precisa della nuova
deduzione. Se, ad esempio, il dipendente assunto dichiara di
non
possedere altri redditi, il sostituto deve assumere, ai fini del
calcolo della
deduzione spettante, l’intero importo della
deduzione teorica base (euro 3.000), a
partire dalla corresponsione
della prima retribuzione. Resta fermo che la ulteriore
deduzione
teorica di euro 4.500, prevista specificamente per i
lavoratori
dipendenti, deve essere comunque rapportat…

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