AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell'ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 | Geometra.info

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell’ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell'ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003. (GU n. 257 del 5-11-2007 - Suppl. Ordinario n.225)

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

COMUNICATO

Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non
dirigente dell’ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 e
biennio economico 2002-2003.

In data 20 dicembre 2006 alle ore 12.00 ha avuto luogo l’incontro
per la definizione del CCNL in oggetto tra:
L’ARAN:
nella persona del Commissario straordinario avv. Massimo
Massella Ducci Teri (Massimo Massella Ducci Teri)
e le seguenti Organizzazioni e Confederazioni sindacali:

=====================================================================
Organizzazioni Sindacali | Confederazioni Sindacali
=====================================================================
CGIL/SNUR (f.to) |CGIL (f.to)
CISL/FIR (f.to) |CISL (f.to)
UIL.PA/U.R. (f.to) |UIL (f.to)
Cisal ricerca (f.to) |CISAL (f.to)
Anpri (f.to) |CIDA (f.to)

Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non
dirigente dell’ENEA quadriennio normativo 2002-2005 e biennio
economico 2002- 2003.

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Capo I

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro,
stipulato ai sensi dell’art. 70, comma 4, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, si applica a tutto il personale con rapporto
di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato, esclusi i
dirigenti, dell’Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente
(d’ora in avanti “ENEA”).
2. Il riferimento al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni ed integrazioni e’ riportato nel testo del
presente contratto come d. lgs. n. 165 del 2001.

Art. 2.
Durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione del contratto

1. Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 2002 –
31 dicembre 2005, per la parte normativa ed e’ valido dal 1° gennaio
2002 fino al 31 dicembre 2003, per la parte economica.
2. Gli effetti decorrono dal giorno successivo alla data di
stipulazione, salvo diversa prescrizione del presente contratto.
L’avvenuta stipulazione viene portata a conoscenza dell’ENEA con
idonea pubblicita’ da parte dell’ARAN.
3. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere
vincolato ed automatico sono applicati dall’ENEA entro trenta giorni
dalla data di stipulazione di cui al comma 2.
4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente
di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti
con lettera raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola
scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono
integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal
successivo contratto collettivo.
5. Per evitare periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme
sono presentate tre mesi prima della scadenza del contratto. Durante
tale periodo e per il mese successivo alla scadenza del contratto, le
parti negoziali non assumono iniziative unilaterali ne’ procedono ad
azioni dirette.
6. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla
data di scadenza della parte economica del presente contratto o a tre
mesi dalla data di presentazione delle piattaforme, se successiva, ai
dipendenti dell’ENEA sara’ corrisposta la relativa indennita’ secondo
le scadenze stabilite dall’Accordo sul costo del lavoro del 23 luglio
1993. Per l’erogazione di detta indennita’ si applica la procedura di
cui agli articoli 47 e 48, comma 1, del decreto legislativo 165 del
2001.
7. In sede di rinnovo biennale, per la determinazione della parte
economica da corrispondere, ulteriore punto di riferimento del
negoziato sara’ costituito dalla comparazione tra l’inflazione
programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio,
secondo quanto previsto dall’Accordo del 23 luglio 1993, di cui al
comma precedente.

Titolo II
RELAZIONI SINDACALI

Capo I

Art. 3.
Relazioni sindacali

1. Si conferma il sistema delle relazioni sindacali previsto dal
CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001), con le modifiche
riportate ai seguenti articoli.

Art. 4.
Tempi e procedure per la stipulazione dei contratti integrativi

1. I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale,
si riferiscono a tutti gli istituti contrattuali rimessi a tale
livello e si svolgono in un’unica sessione negoziale. Essi conservano
la loro efficacia fino alla stipulazione dei successivi contratti.
Sono fatte salve specifiche materie previste dal presente contratto
che, per loro natura, richiedano tempi di negoziazione diversi,
essendo legate a fattori organizzativi contingenti. L’individuazione
e l’utilizzo delle risorse sono determinati in sede di contrattazione
integrativa con cadenza annuale.
2. L’ENEA costituisce la delegazione di parte pubblica abilitata
alla trattativa entro 30 giorni da quello successivo alla data di
stipulazione del presente contratto e convoca la delegazione
sindacale prevista dall’art. 12, comma 2, lettera a), del CCNL del
21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001), per l’avvio del negoziato,
entro 30 giorni dalla presentazione delle piattaforme.
3. Il controllo sulla compatibilita’ dei costi della
contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e la
relativa certificazione degli oneri, secondo i principi di cui
all’art. 2 del decreto legislativo n. 286 del 1999, e’ effettuato dal
collegio dei revisori o analogo organo previsto dall’ordinamento
dell’Enea. A tal fine, l’ipotesi di contratto collettivo integrativo
definita dalla delegazione trattante e’ inviata all’organismo
competente per il controllo, entro 5 giorni, corredata dall’apposita
relazione illustrativa tecnico finanziaria. Trascorsi 15 giorni senza
rilievi, l’organo di governo dell’Enea autorizza il presidente della
delegazione trattante di parte pubblica alla sottoscrizione del
contratto.
4. Il contratto integrativo deve contenere apposite clausole per
quanto concerne i tempi, le modalita’ e le procedure di verifica
della loro attuazione. Essi conservano la loro efficacia fino alla
stipulazione dei successivi contratti collettivi integrativi.
5. L’ENEA e’ tenuto a trasmettere all’ARAN, entro cinque giorni
dalla sottoscrizione definitiva, il testo contrattuale con la
specificazione delle modalita’ di copertura dei relativi oneri con
riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio.
6. Il presente articolo sostituisce l’art. 5 del CCNL del
21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001), che e’, pertanto,
disapplicato.

Art. 5.
Integrazione alla disciplina sulla contrattazione integrativa

1. Le materie di contrattazione integrativa di cui all’art. 4,
comma 3 (contrattazione integrativa di livello nazionale o di sede
unica di ente) del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001),
sono integrate come segue:
“- articolazione delle tipologie dell’orario di lavoro”.

Art. 6.
Integrazione alla disciplina sulla informazione

1. All’art. 6, comma 4, lettera a) del CCNL del 21 febbraio 2002
(quadriennio 1998-2001) dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti
lettere:
“i) attuazione delle procedure per le progressioni di livello
economico e per le progressioni verticali.”

Art. 7.
Integrazione alla disciplina sulla consultazione

1. All’art. 7 del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio
1998-2001) dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente comma:
“4. I soggetti sindacali di cui all’art 10, comma 1, vengono
informati sullo stato dell’occupazione nell’Enea. A tal fine l’Enea
predispone, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente
CCNL, un atto ricognitivo dei rapporti di lavoro dipendente, delle
collaborazioni, delle forme contrattuali flessibili comunque
denominate in corso nelle strutture in cui si articola l’ENEA, anche
se dotate di autonomia. Delle varie forme di occupazione viene
rilevato e comunicato il termine eventualmente previsto, il profilo
professionale ed il livello economico cui sono riconducibili i
compiti affidati, nonche’ le risorse complessivamente e
analiticamente impegnate, che sono oggetto di consultazione con i
soggetti di cui all’art. 10 comma 1. L’atto ricognitivo viene
aggiornato con cadenza annuale”.

Art. 8.
Integrazione alla disciplina sulla concertazione

1. All’art. 8, comma 2 del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio
1998-2001) dopo la lettera f) e’ aggiunta la seguente lettera:
“g) alla valutazione dei risultati ai fini dell’attribuzione
della relativa indennita’ di risultato.”

Art. 9.
Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing

1. Le parti prendono atto che nelle pubbliche amministrazioni sta
emergendo, sempre con maggiore frequenza, il fenomeno del mobbing,
inteso come forma di violenza morale o psichica in occasione di
lavoro – attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti – nei
confronti di un lavoratore. Esso e’ caratterizzato da una serie di
atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in
modo sistematico ed abituale, aventi connotazioni aggressive,
denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle
condizioni di lavoro, idoneo a compromettere la salute o la
professionalita’ o la dignita’ del lavoratore stesso nell’ambito
dell’ufficio di appartenenza o, addirittura, tale da escluderlo dal
contesto lavorativo di riferimento.
2. In relazione al comma 1, le parti, anche con riferimento alla
risoluzione del Parlamento europeo del 20 settembre 2001, riconoscono
la necessita’ di avviare adeguate ed opportune iniziative al fine di
contrastare la diffusione di tali situazioni, che assumono rilevanza
sociale, nonche’ di prevenire il verificarsi di possibili conseguenze
pericolose per la salute fisica e mentale del lavoratore interessato
e, piu’ in generale, migliorare la qualita’ e la sicurezza
dell’ambiente di lavoro.
3. Nell’ambito delle forme di partecipazione previste dall’art. 9
del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001) e’, pertanto,
istituito, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente
contratto, uno specifico comitato paritetico presso l’ENEA con i
seguenti compiti, da svolgere in parallelo:
a) indagine conoscitiva relativa all’aspetto quantitativo e
qualitativo del fenomeno del mobbing in relazione alle materie di
propria competenza;
b) individuazione delle possibili cause del fenomeno, con
particolare riferimento alla verifica dell’esistenza di condizioni di
lavoro o fattori organizzativi e gestionali che possano determinare
l’insorgere di situazioni persecutorie o di violenza morale;
c) elaborazione e formulazione di proposte di azioni positive
in ordine alla prevenzione e alla repressione delle situazioni di
criticita’, anche al fine di realizzare misure di tutela del
dipendente interessato;
d) formulazione di proposte per la definizione dei codici di
condotta, con particolare riferimento al codice di cui al successivo
art. 28 (codice contro le molestie sessuali che rimanda all’allegato
codice tipo).
4. In relazione all’attivita’ di prevenzione del fenomeno di cui
al comma 3, il comitato valuta l’opportunita’ di attuare, nell’ambito
dei piani generali per la formazione, previsti dall’art. 42 del CCNL
del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001) idonei interventi
formativi e di aggiornamento del personale, che possono essere
finalizzati, tra l’altro, ai seguenti obiettivi:
a) affermare una cultura organizzativa che comporti una
maggiore consapevolezza della gravita’ del fenomeno e delle sue
conseguenze individuali e sociali;
b) favorire la coesione e la solidarieta’ dei dipendenti,
attraverso una piu’ specifica conoscenza dei ruoli e delle dinamiche
relazionali.
5. Le proposte formulate dal comitato sono presentate all’ENEA
per i conseguenti adempimenti tra i quali rientrano, in particolare,
la costituzione ed il funzionamento di qualificati sportelli di
ascolto nell’ambito delle strutture esistenti, con funzioni di primo
ascolto, raccolta delle domande, predisposizione delle istruttorie
locali sul fenomeno denunciato, nonche’ la definizione dei codici,
sentite le organizzazioni sindacali firmatarie.
6. Il comitato e’ costituito da un componente designato da
ciascuna delle organizzazioni sindacali rappresentative e da un pari
numero di rappresentanti dell’ENEA. Il Presidente del Comitato viene
designato tra i rappresentanti dell’ENEA ed il vicepresidente dai
componenti di parte sindacale. Per ogni componente effettivo, e’
previsto un componente supplente. Ferma rimanendo la composizione
paritetica del Comitato, di esso fa parte anche un rappresentante del
comitato per le pari opportunita’, appositamente designato da
quest’ultimo, allo scopo di garantire il raccordo tra le attivita’
dei due organismi.
7. L’ENEA favorisce l’operativita’ del comitato e garantisce
tutti gli strumenti idonei al suo funzionamento. In particolare
valorizza e pubblicizza con ogni mezzo, nell’ambito lavorativo, i
risultati del lavoro svolto dallo stesso. Il comitato e’ tenuto a
svolgere una relazione annuale sull’attivita’ svolta.
8. Il comitato di cui al presente articolo rimane in carica per
la durata di un quadriennio e, comunque, fino alla costituzione del
nuovo. I componenti del comitato possono essere rinnovati
nell’incarico per un solo mandato.

Capo II
Prerogative e diritti sindacali

Art. 10.
Norma di rinvio

1. In materia di prerogative e diritti sindacali, si rinvia al
CCNQ del 7 agosto 1998 e successive modificazioni ed integrazioni ed
ai precedenti CCNL.

Titolo III
SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Art. 11.
Definizioni di base del sistema di classificazione

1. Il sistema di classificazione del personale ENEA e’ unico ed
e’ articolato in profili professionali e livelli economici.
2. Ai profili professionali corrisponde una omogenea
professionalita’ necessaria per l’espletamento di una gamma di
attivita’ lavorative, descritta mediante le declaratorie riportate
nell’allegato A.
3. Ciascun profilo professionale costituisce un unico organico ed
e’ articolato in livelli economici. Nell’ambito di ciascun profilo
professionale, i livelli economici identificano gradi via via
crescenti di competenza professionale nell’espletamento delle
attivita’ proprie del profilo di appartenenza, secondo le indicazioni
di cui al medesimo allegato A.
4. All’interno di ciascun profilo professionale tutte le
mansioni, in quanto professionalmente equivalenti, sono esigibili.
Sono fatte salve quelle per il cui esercizio siano previste
specifiche abilitazioni professionali. L’assegnazione di mansioni
equivalenti costituisce atto di esercizio del potere determinativo
dell’oggetto del contratto di lavoro.
5. L’assegnazione temporanea di mansioni superiori costituisce il
solo atto lecito di esercizio del potere modificativo.

Art. 12.
Modalita’ di accesso dall’esterno

1. In sede di programmazione triennale sono definiti i fabbisogni
di personale, assicurando un adeguato ed equilibrato accesso
dall’esterno, secondo le disposizioni normative in materia di accesso
agli impieghi pubblici.
2. L’accesso dall’esterno e’ previsto, per ciascun profilo
profes-sionale, nell’ambito dei relativi posti espressamente
destinati a tale finalita’ dalla programmazione di cui al comma 1.
L’accesso avviene al livello iniziale di ciascun profilo
professionale. E’ consentito l’accesso ai livelli economici superiori
all’iniziale, nei casi in cui, oltre ai requisiti del livello
iniziale, siano richiesti ulteriori specifici livelli di competenza
professionale, in coerenza con le declaratorie di cui all’allegato A
al presente CCNL.
3. I requisiti richiesti per l’accesso sono stabiliti
dall’allegato A al presente CCNL.

Art. 13.
Progressione di livello economico

1. Per il personale in servizio, nell’ambito del sistema di
classificazione, i passaggi dal livello economico di appartenenza a
quello immediatamente superiore, nell’ambito di ciascun profilo
professionale, avvengono mediante procedure selettive, nel limite
delle risorse del fondo di cui all’art. 31 ad essi destinate.
2. L’ENEA prevede modalita’ di espletamento delle procedure
selettive di cui al comma 1, secondo quanto previsto nei successivi
commi.
3. Le procedure selettive per i passaggi di livello di cui al
comma 1 sono finalizzate all’accertamento delle competenze e dei
requisiti professionali richiesti in relazione alla posizione da
coprire. Esse sono preventivamente individuate dall’ENEA secondo
criteri di imparzialita’, trasparenza, tempestivita’, economicita’ e
celerita’ di espletamento, previa concertazione con i soggetti
sindacali di cui all’art. 10, comma 1 del CCNL 21 febbraio 2002
(quadriennio normativo 1998-2001).
4. Le procedure selettive e i criteri di cui al comma 3 tengono
conto delle competenze professionali acquisite e conseguenti
all’esperienza professionale – desumibili dalle risultanze dei
processi di valutazione del personale, dal curriculum professionale
del dipendente, dalla certificazione di percorsi formativi pertinenti
– verificate da apposite selezioni.
5. Le progressioni di livello nell’ambito dei profili di
ricercatore Enea e tecnologo enea avvengono attraverso procedure
selettive affidate ad apposite commissioni, finalizzate
all’accertamento del merito scientifico ovvero tecnologico.
6. In sede di approvazione del bilancio di previsione, previa
contrattazione integrativa di livello nazionale, sono definite le
risorse, nell’ambito del fondo di cui all’art. 31, destinate alle
procedure di cui al presente articolo. Tali risorse dovranno comunque
garantire la copertura di un congruo numero di passaggi.
7. A decorrere dal 31 dicembre 2003, si provvedera’ al
completamento, previa contrattazione di livello nazionale, delle
procedure aventi pari decorrenza di cui all’art. 50 del CCNL
21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001), con le risorse
del fondo di cui all’art. 31 gia’ destinate dal precedente CCNL,
anche attraverso l’utilizzo di eventuali graduatorie di idonei.
8. Gli effetti delle progressioni di cui al presente art.
decorrono dal 1° gennaio dell’anno di riferimento; i requisiti utili
alle selezioni di cui al presente articolo, ivi comprese quelle di
cui al comma 7, devono essere posseduti alla stessa data.
9. Le procedure di cui al presente art. sono attivate con cadenza
biennale. Il numero dei posti destinati alle procedure di cui al
presente art. e’ definito con riferimento al numero degli
appartenenti al livello inferiore.

Art. 14.
Progressione verticale nel sistema di classificazione

1. Le procedure attuative del presente art. sono preventivamente
individuate dall’Enea con atto regolamentare improntato a principi di
imparzialita’, trasparenza, tempestivita’, economicita’ e celerita’
di espletamento ai sensi di quanto previsto dall’art. 35, comma 3,
del decreto legisltivo n. 165/2001.
2. L’atto regolamentare di cui al comma 1, nell’ambito della
dotazione organica, prevede modalita’ di espletamento di procedure
selettive per l’accesso a ciascun profilo, riservate al personale in
servizio del profilo immediatamente inferiore. Va salvaguardato
comunque un adeguato accesso dall’esterno.
3. L’atto regolamentare di cui al comma 1, ai fini della
progressione verticale, si ispira a criteri di valutazione delle
competenze professionali acquisite e conseguenti all’esperienza
professionale risultante dal curriculum del dipendente nonche’
verificate da apposite prove di esame dimensionate in relazione ai
livelli di professionalita’ richiesta per ciascun profilo
professionale.
4. L’atto regolamentare di cui al comma 1 e’ oggetto di
concertazione con i soggetti sindacali di cui all’art. 10, comma 1
del CCNL 21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001).
5. Il numero dei posti di organico da destinare ai passaggi al
profilo professionale immediatamente superiore e all’accesso esterno
e’ definito dall’ENEA – nella percentuale, per le procedure di cui al
comma 2, pari al 50% dei posti da coprire calcolati su base annua –
nell’ambito della programmazione triennale del fabbisogno del
personale e dei suoi eventuali aggiornamenti, previa consultazione
con i soggetti sindacali di cui all’art. 10, comma 1 del CCNL
21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001). In tali incontri,
sono presi in esame anche i fabbisogni quantitativi e/o qualitativi
di personale, derivanti dalla costituzione di nuove strutture o dal
loro potenziamento, e gli eventuali connessi interventi formativi
necessari. Sullo stato di attuazione della programmazione si svolgono
confronti con periodicita’ semestrale con gli stessi soggetti
sindacali.
6. Anche i posti destinati ai passaggi al profilo professionale
immediatamente superiore sono coperti mediante accesso dall’esterno
se la selezione di cui al comma 3 ha avuto esito negativo o se
mancano del tutto all’interno le professionalita’ da selezionare; in
tale ultimo caso, l’Enea adotta un atto motivato, oggetto di
informazione preventiva ai soggetti sindacali di cui all’art. 10,
comma 1 del CCNL 21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001).
7. I dipendenti che vengano inquadrati nel profilo professionale
immediatamente superiore, a seguito delle procedure selettive indette
ai sensi del presente art. non sono soggetti al periodo di prova.
8. Il personale in servizio, collocato nel livello 8 alla data
del 31 dicembre 2005, partecipa alle procedure di cui al presente
articolo, anche in deroga al titolo di studio prescritto per
l’accesso ai sensi dell’allegato A, con modalita’ previste nell’atto
regolamentare di cui al comma 1, fatti salvi i titoli previsti per
l’accesso ai livelli 9.1 e 9.2 nonche’ i titoli abilitativi previsti
dalle vigenti disposizioni in materia. Occorre, in ogni caso, dare
un’adeguata valorizzazione al possesso del titolo di studio
prescritto per l’accesso.
9. Al fine di favorire la ricollocazione verso i profili del
livello 9 del personale di livello 8 inquadrato nei profili di
ricercatore-tecnologo in addestramento, professionista in
addestramento, esperto di amministrazione-gestione in addestramento,
esperto di operazione in addestramento, alla data del 31 dicembre
2005, in sede di prima applicazione della disciplina di cui al
presente articolo, la progressione che interessa il predetto
personale, viene attuata con procedure e modalita’ semplificate.

Art. 15.
Mobilita’ tra profili professionali a parita’ di livello

1. A domanda del dipendente, l’Enea puo’ disporre, a parita’ di
livello, l’assegnazione del dipendente a profilo diverso – sempre che
lo stesso sia in possesso del titolo di studio e degli altri
requisiti richiesti per l’assegnazione del nuovo profilo – qualora
risulti, esclusivamente in base ad atti d’ufficio di data certa, che
abbia di fatto esercitato, per non meno di un quinquennio, attivita’
che coincidano, del tutto o in prevalenza, con i contenuti
professionali propri del profilo di destinazione ovvero che abbia
acquisito la relativa professionalita’ attraverso appositi corsi di
formazione certificati, circa i percorsi formativi seguiti ed i
contenuti di professionalita’ raggiunti. Il dipendente non puo’
richiedere l’applicazione del presente comma ove ne abbia fruito nel
precedente quinquennio.
2. In prima attuazione, la disposizione di cui al presente
articolo trova applicazione con decorrenza 31 dicembre 2005.

Art. 16.
Incarichi di elevata responsabilita’

1. L’ENEA, sulla base del proprio ordinamento ed in relazione
alle proprie esigenze organizzative, puo’ conferire al personale dei
profili professionali di ricercatore enea o tecnologo enea, in
possesso del livello economico 9, 9.1 o 9.2, incarichi comportanti,
con assunzione diretta di piu’ elevata responsabilita’:
a) la direzione di unita’ organizzative di particolare
complessita’, con elevato grado di autonomia gestionale e
organizzativa;
b) funzioni di direzione di progetto, di particolare rilevanza
e complessita’, con elevato grado di autonomia gestionale;
c) lo svolgimento di altre attivita’ ad elevata autonomia,
correlate a qualificate funzioni istituzionali dell’ENEA, individuate
dallo stesso ENEA, previa concertazione
2. Gli incarichi di cui al comma 1 sono conferiti, con atto
scritto e motivato, per un periodo determinato non superiore a tre
anni, secondo quanto previsto nell’ordinamento dell’ENEA, previa
determinazione di criteri. I predetti criteri sono oggetto di
concertazione. Gli incarichi possono essere rinnovati con le medesime
formalita’.
3. Per il conferimento degli incarichi si tiene conto rispetto
alle funzioni ed alle attivita’ da svolgere della natura e
caratteristiche dei programmi da realizzare, dei requisiti culturali
e professionali posseduti, delle attitudini, delle capacita’
professionali e dell’esperienza acquisite dal personale.
4. Gli incarichi possono essere revocati prima della scadenza con
atto scritto e motivato, in relazione ad intervenuti mutamenti
organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati
negativi.
5. I risultati dell’attivita’ svolta dai dipendenti cui siano
stati attribuiti gli incarichi di cui al presente art. sono oggetto
di valutazione annuale in base a criteri e procedure predeterminati
dall’ENEA, previa concertazione ai sensi dell’art. 8, comma 2,
lettera h) del CCNL del 21 febbraio 2002, ispirati ai principi di cui
al decreto legislativo n. 286/1999. La valutazione positiva da’
titolo alla corresponsione della indennita’ di risultato di cui
all’art. 17. L’ENEA, prima di procedere alla definitiva
formalizzazione di una valutazione non positiva, acquisisce in
contraddittorio le valutazioni del dipendente interessato anche
assistito dalla organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce
mandato o da persone di sua fiducia. La stessa procedura di
contraddittorio vale anche per la revoca dell’incarico di cui al
comma 4.
6. La revoca o la cessazione dell’incarico comporta la perdita
delle connesse indennita’ di responsabilita’ e di risultato, fermo
restando il diritto del dipendente di essere adibito a mansioni
proprie del profilo professionale di appartenenza.

Art. 17.
Indennita’ di responsabilita’ e indennita’ di risultato

1. Il trattamento economico accessorio del personale cui sia
stato conferito uno degli incarichi di cui all’art. 16 e’ composto
dalla indennita’ di responsabilita’ e dalla indennita’ di risultato.
2. L’importo della indennita’ di responsabilita’ di cui al
comma 1 varia da un minimo di Euro 2.000,00 ad un massimo di Euro
8.000,00 annui lordi per tredici mensilita’. L’ENEA stabilisce la
graduazione della indennita’ di responsabilita’ in rapporto a
ciascuna tipologia di incarico previamente individuata, nel rispetto
dei criteri definiti dallo stesso ENEA previa concertazione.
3. La indennita’ di risultato e’ finalizzata a remunerare i
risultati espressi da ciascun dipendente titolare dell’incarico in
termini di efficienza/produttivita’, grado di conseguimento degli
obiettivi assegnati e competenze dimostrate nell’espletamento
dell’incarico, a seguito della valutazione effettuata secondo quanto
previsto dall’art. 16, comma 5. L’importo annuo della indennita’ di
risultato eventualmente spettante e’ compreso tra il 10% e il 25%
della indennita’ di responsabilita’ attribuita.
4. La indennita’ di responsabilita’ e la indennita’ di risultato
sono finanziate con le risorse di cui all’art. 31 Econfermato il
limite di cui all’art. 57, comma 4 del CCNL 21 febbraio 2002
(quadriennio 1998-2001).

Art. 18.
Clausola di primo inquadramento del personale in servizio
nel nuovo sistema di classificazione

1. Con decorrenza 31 dicembre 2005, il personale in servizio alla
data di entrata in vigore del presente CCNL e’ collocato nei profili
di cui all’allegato A, secondo le corrispondenze con i preesistenti
profili comunque attribuiti di cui all’allegata tabella A.
2. I medesimi criteri di cui al presente art. si applicano anche
ai vincitori di concorso nelle procedure concorsuali gia’ bandite
alla data di entrata in vigore del presente CCNL.
3. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto nel presente
articolo, il personale di quinto livello appartenente ai profili
professionali di collaboratore tecnico e collaboratore di
amministrazione e gestione e’ inquadrato al sesto livello, con la
decorrenza che sara’ stabilita nel CCNL relativo al biennio economico
2004-2005, nei nuovi profili professionali di collaboratore tecnico e
collaboratore di amministrazione e gestione. Il sesto livello,
secondo le indicazioni di cui all’allegato A, costituisce nuovo
livello iniziale di accesso per i predetti nuovi profili.

Art. 19.
Disapplicazioni

1. Il presente titolo sostituisce il titolo V del CCNL del
21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001), che viene pertanto
disapplicato.

Titolo IV
RAPPORTO DI LAVORO

Capo I
Norme disciplinari

Art. 20.

Clausola generale

1. E’ confermata la disciplina contenuta nella parte VII del CCNL
del personale ENEA “Area tecnico amministrativa” quadriennio
normativo 1994-1997 stipulato il 4 agosto 1997, fatte salve le
modificazioni di cui ai successivi articoli.
2. La disciplina di cui al comma 1, come modificata ed integrata
dagli articoli seguenti si applica anche al personale inquadrato nei
profili professionali di ricercatore Enea e di tecnologo Enea. Di
conseguenza sono disapplicate le disposizioni contrattuali contenute
nelle parti VII ed VIII del CCNL ENEA “Area Dirigenziale e delle
specifiche tipologie professionali” quadriennio normativo 1994-1997
stipulato il 4 agosto 1997.

Art. 21.
Modifiche all’art. 52 del CCNL del 4 agosto 1997

1. All’art. 52 del CCNL del 4 agosto 1997 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) la rubrica dell’articolo “doveri del dipendente” e’
modificata in “obblighi del dipendente”;
b) al termine del comma 1, dopo il punto, e’ aggiunta la
seguente frase “Il dipendente adegua altresi’ il proprio
comportamento ai principi riguardanti il rapporto di lavoro,
contenuti nel codice di condotta allegato” (allegato C);
c) al comma 2, lettera d), le parole “alla legge 4 gennaio
1968, n. 15” vengono sostituite con “al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”;
a) al comma 2, lettera r), dopo le parole “interessi propri” e
prima del punto viene aggiunta la frase “o di suoi parenti entro il
quarto grado o conviventi”.

Art. 22.
Modifiche all’art. 55 del CCNL del 4 agosto 1997

1. All’art. 55 del CCNL del 4 agosto 1997 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) Il comma 7, lettera c), numero 1) e’ sostituito dal
seguente:
“comma 7, lettera c) 1. Per i delitti gia’ indicati dall’art. 1,
commi 1 e 4-septies, lettere a), b) limitatamente all’art. 316 del
codice penale, c) ed e) della legge n. 16 del 1992”.
b) Dopo il comma 7, lettera c), numero 2) e’ aggiunto il
seguente numero:
“3) per i delitti indicati dall’art. 3, comma 1 della legge n.
97 del 2001”.

Art. 23.
Modifiche all’art. 56 del CCNL del 4 agosto 1997

1. All’art. 56 del CCNL del 4 agosto 1997 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente comma:
“4-bis. Qualora, anche nel corso del procedimento, emerga che la
sanzione da applicare non sia di spettanza del responsabile della
struttura, questi, entro cinque giorni, trasmette tutti gli atti
all’ufficio competente, dandone contestuale comunicazione
all’interessato. Il procedimento prosegue senza soluzione di
continuita’ presso quest’ultimo ufficio.”;
b) dopo il comma 12 viene aggiunto il comma 12-bis:
“12-bis. Con riferimento al presente art. sono da intendersi
perentori il termine iniziale e quello finale del procedimento
disciplinare. Nelle fasi intermedie i termini ivi previsti saranno
comunque applicati nel rispetto dei principi di tempestivita’ ed
immediatezza, che consentano la certezza delle situazioni
giuridiche”;
c) il comma 13 e’ sostituito dal seguente:
“13. Per quanto non previsto dalle presenti disposizioni, si
rinvia all’art. 55 del decreto legislativo n. 165 del 2001”.

Art. 24.
Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale

1. Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti di
rilevanza penale l’ente inizia il procedimento disciplinare ed
inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane
tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione
e’ disposta anche nel caso in cui l’obbligo della denuncia penale
emerga nel corso del procedimento disciplinare gia’ avviato.
2. Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando
l’ente venga a conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale a
carico del dipendente, per i medesimi fatti oggetto di procedimento
disciplinare, questo e’ sospeso fino alla sentenza definitiva.
3. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2 della legge
n. 97 del 2001, in linea generale, il procedimento disciplinare,
sospeso ai sensi del presente articolo, e’ riattivato entro
centottanta giorni da quando l’ente ha avuto notizia della sentenza
definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua riattivazione.
4. Per i casi previsti all’art. 5, comma 4, della legge n. 97 del
2001, il procedimento disciplinare precedentemente sospeso e’
riattivato entro novanta giorni da quando l’ente ha avuto notizia
della sentenza definitiva e deve concludersi entro i successivi
centoventi giorni dalla sua riattivazione.
5. L’applicazione della sanzione prevista dall’art. 55 del CCNL
del 4 agosto 1997, come conseguenza delle condanne penali citate nei
commi 6, lettera f) e 7, lettera c) 1) 2) e 3), e lettera d) non ha
carattere automatico essendo correlata all’esperimento del
procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2
della legge n. 97 del 2001.
6. In caso di assoluzione, si applica quanto previsto dall’art.
653, comma 1, c.p.p. Ove nel procedimento disciplinare sospeso al
dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi
sia stata assoluzione, siano state contestate altre violazioni, il
procedimento medesimo riprende per dette infrazioni.
7. In caso di proscioglimento, si procede analogamente al
comma 6.
8. In caso di sentenza irrevocabile di condanna, trova
applicazione l’art. 1 della legge 1997 del 2001.
9. Il dipendente licenziato ai sensi dell’art. 55 del CCNL del
4 agosto 1997, comma 6, lettera f) e comma 7, lettera c), 1), 2) e 3)
e lettera d), e successivamente assolto a seguito di revisione del
processo, ha diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla
riammissione in servizio nella medesima sede o in altra, su sua
richiesta, anche in soprannumero, nella medesima qualifica e con
decorrenza dell’anzianita’ posseduta all’atto del licenziamento.
10. Il dipendente riammesso ai sensi del comma 9, e’
reinquadrato, nel livello e nella posizione economica in cui e’
confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora
sia intervenuta una nuova classificazione del personale. In caso di
premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno
diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al
dipendente nel periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le
indennita’ comunque legate alla presenza in servizio ovvero alla
prestazione di lavoro straordinario.
11. A seguito delle modifiche introdotte dal presente articolo,
sono disapplicati i commi 8 e 9 dell’art. 55 del CCNL del personale
ENEA “Area tecnico amministrativa” quadriennio normativo 1994-1997
stipulato il 4 agosto 1997 come modificato dall’art. 22.

Art. 25.
Sospensione cautelare in caso di procedimento penale

1. Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della
liberta’ personale e’ sospeso d’ufficio dal servizio con privazione
della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o,
comunque, dello stato restrittivo della liberta’.
2. L’ente, ai sensi del presente articolo, cessato lo stato di
restrizione della liberta’ personale, puo’ prolungare il periodo di
sospensione del dipendente, fino alla sentenza definitiva, alle
medesime condizioni del comma 3.
3. Il dipendente puo’ essere sospeso dal servizio, con privazione
della retribuzione, anche nel caso in cui venga sottoposto a
procedimento penale che non comporti la restrizione della liberta’
personale, quando sia stato rinviato a giudizio per fatti
direttamente attinenti al rapporto di lavoro o, comunque, per fatti
tali da comportare, se accertati, l’applicazione della sanzione
disciplinare del licenziamento ai sensi dell’art. 55 del CCNL del
4 agosto 1997, commi 7 e 8.
4. Resta fermo l’obbligo di sospensione per i delitti gia’
indicati dall’art. 1, commi 1 e 4-septies, lettere a), b)
limitatamente all’art. 316 del codice penale, c) ed e) della legge n.
16 del 1992.
5. Nel caso dei delitti previsti all’art. 3, comma 1, della legge
n. 97 del 2001, in alternativa alla sospensione di cui al presente
articolo, possono essere applicate le misure previste dallo stesso
art. 3. Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non
definitiva, ancorche’ sia concessa la sospensione condizionale della
pena, si applica l’art. 4 comma 1 della citata legge 1997 del 2001.
6. Nei casi indicati ai commi precedenti, si applica quanto
previsto dall’art. 24, in tema di rapporti tra procedimento
disciplinare e procedimento penale.
7. Al dipendente sospeso, ai sensi dei commi da 1 a 5, sono
corrisposti un’indennita’ pari al 50% della retribuzione indicata
all’art. 60 del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001)
(retribuzione fondamentale mensile), nonche’ gli assegni del nucleo
familiare e la retribuzione individuale di anzianita’, ove spettanti.
8. Nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o in caso di
proscioglimento, ai sensi dell’art. 24, commi 6 e 7, quanto
corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di
indennita’ verra’ conguagliato con quanto dovuto al lavoratore se
fosse rimasto in servizio, escluse le indennita’ o i compensi per
servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il
giudizio disciplinare riprenda per altre infrazioni, ai sensi del
medesimo articolo (rapporto tra procedimento disciplinare e
procedimento penale), comma 6, secondo periodo, il conguaglio dovra’
tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
9. In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento
disciplinare a seguito di condanna penale, ove questo si concluda con
una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente
sospeso verra’ conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio,
escluse le indennita’ o compensi per servizi e funzioni speciali o
per prestazioni di carattere straordinario nonche’ i periodi di
sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del
giudizio disciplinare riattivato.
10. Quando vi sia stata sospensione cautelare del servizio a
causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non
revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque
anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare e’ revocata di
diritto e il dipendente e’ riammesso in servizio. Il procedimento
disciplinare rimane comunque sospeso sino all’esito del procedimento
penale.
11. La presente disciplina sostituisce quella contenuta nell’art.
54 del CCNL del 4 agosto 1997.

Art. 26.
Disposizioni transitorie per i procedimenti disciplinari

1. I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione
del presente contratto vanno portati a termine secondo le procedure
vigenti alla data del loro inizio.

Art. 27.
Norma di rinvio

1. In materia di conciliazione e arbitrato, si rinvia a quanto
previsto dall’art. 6 CCNQ del 23 gennaio 2001, e successive
modificazioni, integrazioni o proroghe.

Art. 28.
Codice di condotta relativo alle molestie sessuali
nei luoghi di lavoro

1. L’ENEA nel rispetto delle forme di partecipazione di cui al
CCNL adotta con proprio atto, il codice di condotta relativo ai
provvedimenti da assumere nella lotta contro le molestie sessuali nei
luoghi di lavoro, come previsto dalla raccomandazione della
Commissione del 27 novembre 1991, n. 92/131/CEE. Le parti, allo scopo
di fornire linee guida uniformi in materia, allegano a titolo
esemplificativo il codicetipo (allegato B).

Titolo v
TRATTAMENTO ECONOMICO

Capo I
Istituti di carattere generale

Art. 29.
Stipendio tabellare

1. Gli stipendi tabellari sono incrementati tenendo conto
dell’inflazione programmata per ciascuno dei due anni costituenti il
biennio 2002-2003, del recupero dello scarto tra inflazione reale e
programmata del biennio precedente nonche’ delle ulteriori risorse
destinate al trattamento fisso derivanti dalle modifiche introdotte
dall’art. 33, comma 1 della legge n. 289 del 27 dicembre 2002
(Finanziaria 2003), pari allo 0,5%.
2. Ai sensi del comma 1, gli stipendi tabellari, come stabiliti
dall’art. 2, comma 2 del CCNL del 21 febbraio 2002 (biennio economico
2000-2001), sono incrementati degli importi mensili lordi, per
tredici mensilita’, indicati nella tabella B, alle scadenze ivi
previste.
3. Gli importi annui tabellari risultanti dall’applicazione dei
commi 1 e 2 sono rideterminati nelle misure e alle scadenze stabilite
dall’allegata Tabella C.
4. Gli incrementi di cui al presente art. devono intendersi
comprensivi dell’indennita’ di vacanza contrattuale, prevista dal
CCNL sottoscritto in data 15 luglio 2004.

Art. 30.
Effetti dei nuovi stipendi

1. Le misure degli stipendi risultanti dall’applicazione
dell’art. 29 sono utili ai fini della tredicesima mensilita’, dei
trattamenti di previdenza e di quiescenza, dell’equo indennizzo e
sono assunte a base ai fini delle ritenute previdenziali e
assistenziali e relativi contributi nonche’ della determinazione
della misura dei contributi di riscatto. Resta fermo quanto previsto
dall’art. 1, comma 210 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006).
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell’art. 29
sono computati ai fini previdenziali, secondo gli ordinamenti
vigenti, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo
articolo, nei confronti del personale comunque cessato dal servizio,
con diritto a pensione, nel periodo di vigenza economica del presente
contratto. Agli effetti del trattamento di fine servizio, della
indennita’ sostitutiva del preavviso, nonche’ di quella prevista
dall’art. 2122 del codice civile, si considerano solo gli aumenti
maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Art. 31.

Integrazione alla disciplina delle risorse per le politiche di
sviluppo del personale e per la produttivita’

1. Sono confermate, con le modifiche di cui al presente articolo,
le disposizioni previste dagli articoli 64 e 65 del CCNL del
21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001) come integrate dall’art. 3
CCNL del 21 febbraio 2002 (biennio 2000-2001) in ordine alle
modalita’ e ai criteri per la quantificazione e l’utilizzo delle
risorse per le politiche di sviluppo del personale e per la
produttivita’.
2. Le risorse per le politiche di sviluppo del personale e per la
produttivita’ di cui dall’art. 64 del CCNL del 21 febbraio 2002
(quadriennio 1998-2001) come integrate dall’art. 3 CCNL del
21 febbraio 2002 (biennio 2000-2001) sono incrementate, a decorrere
dal 1° gennaio 2003, di un importo pari allo 0,61% del monte salari
relativo all’anno 2001, esclusa la dirigenza. Le predette risorse
sono prioritariamente destinate alle progressioni di livello
economico di cui all’art. 13.
3. Le risorse previste dall’art. 64, comma 1, lettera f), del
CCNL quadriennale del 21 febbraio 2002 possono derivare, in
particolare, dalla attivazione delle seguenti iniziative:
a) contratti di sponsorizzazione e accordi di collaborazione
con soggetti privati e associazioni senza fini di lucro, per
realizzare o acquisire servizi, interventi, prestazioni, beni o
attivita’ inseriti nei programmi di spesa ordinari, idonei al
conseguimento di risparmi di spesa rispetto alle previsioni di
bilancio dei relativi capitoli;
b) convenzioni con soggetti pubblici e privati diretti a
fornire, a titolo oneroso, prestazioni, servizi scientifici e
tecnologici, consulenze aggiuntivi rispetto a quelli ordinari;
c) contributi dell’utenza per servizi pubblici non essenziali
o, comunque, per prestazioni non connesse a garanzia di diritti
fondamentali.
4. L’indennita’ di sede disagiata continua ad essere erogata a
carico delle risorse di cui al presente art. ai sensi dell’art. 65,
comma 2, lettera e) del CCNL 21° febbraio 2002 (quadriennio
1998-2001). La contrattazione integrativa puo’ modificare i criteri
di corresponsione, gli importi e le sedi disagiate, di cui all’art.
41 del CCNL “Area tecnico amministrativa” quadriennio normativo
1994-1997 ed all’art. 40 del CCNL “Area dirigenziale e delle
specifiche tipologie professionali” quadriennio normativo 1994-1997.
5. Le risorse in atto destinate alla corresponsione delle
indennita’ di reperibilita’, indennita’ di disagio ambientale,
indennita’ di uso indumenti protettivi, indennita’ di operazione di
impianti nucleari, indennita’ maneggio denaro restano acquisite al
fondo di cui all’art. 31, con possibilita’ di revisione dei criteri
di corresponsione in sede di contrattazione integrativa, nonche’ di
riordino e/o razionalizzazione complessiva degli stessi emolumenti.
6. Le risorse di cui al presente art. finanziano anche le
progressioni di livello economico disciplinate dall’art. 13.
7. Resta confermata la disciplina per la corresponsione dell’EAR
dinamica di cui all’art. 49 del CCNL del 21° febbraio 2002
(quadriennio normativo 1998-2001), con finanziamento a carico delle
risorse di cui al presente articolo.

Capo II
Benefici economici particolari

Art. 32.
Buono pasto

1. In sede di contrattazione integrativa sara’ verificata la
possibilita’ di incrementare il valore unitario del buono pasto fino
a un importo di Euro 7,00.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione, a far
data dalla sottoscrizione definitiva dell’apposito contratto
integrativo, esclusivamente nei confronti dei dipendenti che operano
presso sedi dell’Enea sprovviste del servizio di mensa.

Art. 33.

Attivita’ per prestazioni a committenti esterni

1. I proventi di progetti di ricerca, consulenza e formazione
finanziati con risorse private, comunitarie o pubbliche, diverse
dalle fonti di finanziamento delle attivita’ istituzionali, detratte
tutte le spese direttamente connesse alla realizzazione del progetto
stesso e i relativi costi marginali di funzionamento, sono utilizzati
anche per la costituzione di un fondo di incentivazione la cui
destinazione terra’ conto dell’apporto dei gruppi oltre che dei
singoli dipendenti, anche con riferimento alle specifiche
responsabilita’ di progetto dei funzionari e dei collaboratori
tecnici e di amministrazione e gestione. La relativa deliberazione
dell’Enea sara’ assunta previa concertazione con le organizzazioni
sindacali.

Art. 34.
Modalita’ di applicazione di benefici economici previsti
da discipline speciali

1. In favore del personale riconosciuto, con provvedimento
formale, invalido o mutilato per causa di servizio e’ riconosciuto un
incremento percentuale, nella misura rispettivamente del 2,50 e
dell’1,25 del trattamento tabellare in godimento dalla data del
riconoscimento formale dell’infermita’ a seconda che l’invalidita’
sia stata ascritta alle prime sei categorie di menomazione ovvero
alle ultime due. Il predetto incremento non riassorbibile, viene
corrisposto, per una sola volta nella misura massima, a titolo di
retribuzione individuale di anzianita’.
2. In relazione ai benefici previsti per gli ex combattenti e
simili, continua a farsi riferimento alla legge n. 336 del 1970, art.
1 e art. 2, e successive modificazioni ed integrazioni.

Titolo VI
DISPOSIZIONI FINALI

Capo I

Art. 35.
Personale a tempo determinato

1. Fermo restando che i contratti a termine legati a progetti
hanno durata congruente con quella dei progetti stessi, la durata del
rinnovo degli altri contratti a termine non puo’ essere superiore ai
termini previsti dalla vigente normativa applicabile all’Enea.
2. Qualora l’assunzione a tempo determinato avvenga con le
medesime modalita’ e procedure previste dalla legge per i concorsi a
tempo indeterminato, l’Enea potra’, nei limiti stabiliti del
fabbisogno di personale e previo il superamento di un’ulteriore
verifica sull’attivita’ svolta e sulla qualificazione conseguita,
trasformare il rapporto a tempo indeterminato. La norma di cui al
presente comma si applica, per un quadriennio, anche al personale a
tempo determinato che, in servizio alla data di entrata in vigore del
presente contratto, sia in possesso dei requisiti di ammissione alle
predette procedure concorsuali. Restano ferme, oltre ai principi
costituzionali di acceso ai pubblici impieghi, le limitazioni
relative alle procedure autorizzative alle assunzioni e alle
determinazioni del fabbisogno.
3. Il servizio prestato a tempo determinato presso l’Enea e’
titolo valutabile ai fini dell’assunzione a tempo determinato o
indeterminato, fino ad un massimo di dieci anni. L’Enea potra’
altresi’ prevedere, nella definizione dei bandi concorso, una riserva
per il personale di cui al presente comma fino al 20% dei posti. Alla
stessa riserva puo’ accedere il personale di ruolo che, appartenente
al profilo inferiore, sia in possesso dei necessari requisiti
professionali e di studio per concorrere al profilo immediatamente
superiore.
4. Fatti salvi i contratti a tempo determinato a carico di altri
fondi, la percentuale dei contratti a tempo determinato a carico
delle fonti di finanziamento ordinarie del bilancio Enea dovra’
tendenzialmente e progressivamente essere ricondotta, sentite le
organizzazioni sindacali, nei limiti fisiologici previsti dalle
vigenti disposizioni e, comunque, non oltre il 20%.

Art. 36.
Integrazioni o modifiche a discipline precedenti

1. Nei limiti previsti dalle vigenti normative in materia di
riconoscimento di diritti d’autore e di diritti derivanti da
invenzione industriale, la disciplina di cui all’art. 68 del CCNL del
21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001) si applica anche
allo sviluppo del software.
2. Al comma 3, dell’art. 64 del CCNL del 4 agosto 1997 (area
tecnico-amministrativa) e al comma 3 dell’art. 68 del CCNL del
4 agosto 1997 (area dirigenziale e delle specifiche tipologie
professionali), dopo le parole “le parti convengono che…”, sono
eliminate le parole “le modalita’ di adesione ed”.
3. All’art. 24 del CCNL del 4 agosto 1997 (area
tecnico-amministrativa) e all’art. 23 del CCNL del 4 agosto 1997
(area dirigenziale e delle specifiche tipologie professionali) il
comma 4 e’ eliminato.

Art. 37.
Conferma discipline precedenti

1. Per quanto non previsto nel presente CCNL, restano confermate,
in quanto compatibili, le disposizioni dei precedenti CCNL nelle
parti non disapplicate.

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Allegato A

PROFILI PROFESSIONALI

Nell’ambito del sistema di classificazione, come definito nel
titolo III, sono individuati i seguenti profili professionali:
– ricercatore Enea;
– tecnologo Enea;
– funzionario Enea;
– collaboratore tecnico;
– collaboratore di amministrazione e gestione;
– operatore tecnico;
– operatore di amministrazione e gestione;
– ausiliario.
Ai profili professionali corrisponde una omogenea
professionalita’ necessaria per l’espletamento di una gamma di
attivita’ lavorative, caratterizzate da diversi livelli di
competenza.

Ricercatore Enea

Il ricercatore Enea contribuisce al raggiungimento degli
obiettivi programmatici dell’ente attraverso:
a) attivita’ di studio ricerca e sviluppo delle conoscenze
tecnico-scientifiche;
b) progettazione, di specifiche sperimentazioni e valutazione
dei relativi risultati;
c) sviluppo di nuove tecnologie;
d) gestione progettuale di iniziative per la realizzazione di
strutture tecnico-scientifiche.
Requisiti culturali e di esperienza per l’accesso al livello
iniziale 9.0.
Titolo di studio che consente l’accesso al dottorato; inoltre,
occorre essere in possesso del dottorato di ricerca attinente
all’attivita’ richiesta ovvero aver svolto per un triennio attivita’,
certificata di ricerca presso Universita’ o qualificati Enti e Centri
di ricerca pubblici e privati, anche stranieri.
Il ricercatore Enea di livello 9 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i livelli economici 9.1 e
9.2, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di competenza
professionale. Ai fini delle predette procedure il livello economico
9.1 costituisce sviluppo del livello 9 ed il livello economico 9.2
sviluppo del livello economico 9.1.

Tecnologo Enea

Il tecnologo Enea contribuisce al raggiungimento degli obiettivi
programmatici dell’ente attraverso:
a) la gestione degli impianti di ricerca o protitipici, o di
servizio, ad alta complessita’, ovvero con elevato rischio di impatto
ambientale o sanitario;
b) lo sviluppo delle conoscenze giuridico-economiche nonche’
con attivita’ relazionali nei settori specifici, attraverso attivita’
e prestazioni inerenti alla sua specifica competenza professionale,
con assunzione di personale responsabilita’, nonche’ con attivita’ di
studio nel rispetto dei limiti e con l’esercizio delle prerogative
previste dalla normativa vigente e dai rispettivi ordini
professionali;
c) lo svolgimento di funzioni di supporto alle unita’
programmatiche in merito alla gestione di risorse umane e risorse
finanziarie.
Requisiti culturali e di esperienza per l’accesso al livello
iniziale 9.0.
Titolo di studio che consente l’accesso al dottorato; inoltre,
occorre essere in possesso del dottorato di ricerca attinente
all’attivita’ richiesta ovvero aver svolto per un triennio attivita’,
certificata tecnologica e/o professionale; inoltre occorre essere in
possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione ove
richiesto per la funzione da svolgere.
Il tecnologo enea di livello 9 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i livelli economici 9.1 e
9.2, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di competenza
professionale. Ai fini delle predette procedure il livello economico
9.1 costituisce sviluppo del livello 9 ed il livello economico 9.2
sviluppo del livello economico 9.1.

Funzionario Enea

Il funzionario Enea nell’ambito del proprio settore disciplinare,
realizza, sulla base delle indicazioni del responsabile, ovvero sulla
base di programmi di sperimentazione e/o di servizio, attivita’ di
sviluppo, e/o di gestione, e/o di controllo del corretto svolgimento
di processi e/o fasi di processo complesse che richiedono l’autonoma
programmazione temporale degli interventi piu’ adeguati, nonche’
l’individuazione e la scelta delle soluzioni tecniche piu’ idonee.
Nell’ambito di tali attivita’ rientrano, ad esempio:
l’adattamento e lo sviluppo di sistemi, impianti, componenti,
apparecchiature e strumenti complessi;
l’effettuazione di prove di collaudo e funzionali;
la definizione delle caratteristiche tecniche e dei materiali
piu’ idonei per ottenere le prestazioni richieste;
la gestione e lo sviluppo di sistemi informatici.
Ovvero, nell’ambito del proprio settore disciplinare, provvede,
sulla base delle disposizioni di legge e della normativa interna,
alle azioni istruttorie e di programmazione per il buon andamento
della attivita’ amministrativa di competenza, anche attraverso
l’autonoma interpretazione della normativa di riferimento, nonche’
l’individuazione degli interventi/adattamenti specifici in relazione
alla situazione contingente.
Nell’ambito di tali attivita’ rientrano, ad esempio:
la verifica della documentazione necessaria all’iter del
processo al quale e’ applicato;
la realizzazione dei programmi di competenza dell’Unita’ nella
quale opera;
l’effettuazione, sulla base delle caratteristiche
tecnico-economiche di interesse dell’utente, di specifiche
valutazioni di mercato;
la rendicontazione di atti e/o documenti anche ai fini della
valutazione di merito di competenza dei livelli organizzativi
superiori.
Tali attivita’ possono richiedere anche azioni di guida,
coordinamento e controllo di altro personale addetto al medesimo
processo, nonche’ l’interazione con interlocutori e/o organi
esecutori esterni.
Requisiti culturali per l’accesso al livello iniziale 8: laurea.
Il funzionario Enea di livello 8 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i gradini economici 8.1 e
8.2, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di competenza
professionale. Ai fini delle predette procedure il gradino economico
8.1 costituisce sviluppo del livello 8 ed il gradino economico 8.2
sviluppo del gradino economico 8.1. Sui livelli 8.1 e 8.2 non e’
previsto l’accesso dall’esterno.

Collaboratore tecnico

Il collaboratore tecnico assicura, sulla base delle indicazioni
del responsabile, ovvero sulla base di programmi di sperimentazione
e/o di servizio, attivita’ di gestione e/o controllo per il corretto
svolgimento di processi e/o fasi di processo che richiedono
l’autonoma program-mazione temporale degli interventi operativi piu’
adeguati, l’individuazione e la scelta delle catene di misura piu’
idonee e buone conoscenze tecnico-teoriche delle discipline di
riferimento, acquisibili anche con formazione specifica e/o
esperienza lavorativa.
Nell’ambito di tali attivita’ di gestione e/o controllo
rientrano, ad esempio:
la progettazione, l’adattamento e lo sviluppo di sistemi,
impianti, componenti, apparecchiature e strumenti, anche complessi;
la progettazione e l’effettuazione di prove di collaudo e
funzionali;
la definizione delle caratteristiche tecniche e dei materiali
piu’ idonei per ottenere le prestazioni richieste;
la gestione ed il controllo del buon funzionamento degli
impianti affidati, assicurandone la schedulazione della manutenzione
ordinaria e straordinaria;
la gestione e lo sviluppo di sistemi informatici, assicurando
anche l’assistenza all’utenza interna.
Tali attivita’ possono richiedere anche azioni di guida,
coordinamento e controllo di altro personale addetto al medesimo
processo, nonche’ l’interazione con organi esecutori esterni.
Requisiti culturali per l’accesso al livello iniziale 6: diploma
di istruzione secondaria di secondo grado.
Il collaboratore tecnico di livello 6 puo’ acquisire, in
successione, attraverso le procedure di cui all’art. 13, i livelli
economici 7 e 8, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di
competenza professionale. Ai fini delle predette procedure il livello
economico 7 costituisce sviluppo del livello 6 ed il livello
economico 8 sviluppo del livello economico 7.
Il collaboratore tecnico di livello 8 puo’ acquisire, in
successione, attraverso le procedure di cui all’art. 13, i gradini
economici 8.1 e 8.2, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di
competenza professionale. Ai fini delle predette procedure il gradino
economico 8.1 costituisce sviluppo del livello 8 ed il gradino
economico 8.2 sviluppo del gradino economico 8.1. Sui livelli 8.1 e
8.2 non e’ previsto l’accesso dall’esterno.

Collaboratore di amministrazione e gestione

Il collaboratore di amministrazione e gestione assicura, sulla
base delle indicazioni del Responsabile, ovvero sulla base delle
disposizioni di legge e della normativa interna, attivita’ di
gestione e/o controllo per il corretto svolgimento di processi e/o
fasi di processo complesse che richiedono l’autonoma programmazione
temporale delle azioni piu’ adeguate, l’autonoma interpretazione
della normativa di riferimento, nonche’ l’individuazione degli
interventi specifici in relazione alla situazione contingente.
Tali attivita’ richiedono, oltre ad una buona conoscenza del
contesto organizzativo, anche buone conoscenze teorico-pratiche delle
discipline di riferimento, acquisibili anche con formazione specifica
e/o esperienza lavorativa.
Nell’ambito di tali attivita’ di gestione e/o controllo
rientrano, ad esempio:
la verifica e l’integrazione della documentazione necessaria
all’iter del processo al quale e’ applicato;
l’autonoma individuazione degli interlocutori piu’ idonei per
un ottimale conseguimento del “prodotto” atteso;
l’effettuazione, sulla base delle caratteristiche
tecnico-economiche di interesse dell’utente, specifiche ricerche di
mercato;
la rendicontazione e la certificazione di atti e/o documenti di
competenza dell’Unita’ nella quale opera;
la corretta tenuta di dati/informazioni, di carattere anche
riservato, utili alla gestione del processo al quale e’ applicato.
Tali attivita’ possono richiedere anche azioni di guida,
coordinamento e controllo di altro personale addetto al medesimo
processo, nonche’ l’interazione con organi esecutori esterni.
Requisiti culturali per l’accesso al livello iniziale 6: diploma
di istruzione secondaria di secondo grado.
Il collaboratore di amministrazione e gestione di livello 6 puo’
acquisire, in successione, attraverso le procedure di cui all’art.
13, i livelli economici 7 e 8, corrispondenti a livelli via via piu’
elevati di competenza professionale. Ai fini delle predette procedure
il livello economico 7 costituisce sviluppo del livello 6 ed il
livello economico 8 sviluppo del livello economico 7.
Il collaboratore di amministrazione e gestione di livello 8 puo’
acquisire, in successione, attraverso le procedure di cui all’art.
13, i gradini economici 8.1 e 8.2, corrispondenti a livelli via via
piu’ elevati di competenza professionale. Ai fini delle predette
procedure il gradino economico 8.1 costituisce sviluppo del livello 8
ed il gradino economico 8.2 sviluppo del gradino economico 8.1. Sui
livelli 8.1 e 8.2 non e’ previsto l’accesso dall’esterno.

Operatore tecnico

L’operatore tecnico realizza, sulla base delle indicazioni del
Responsabile, ovvero di disegni costruttivi e/o informazioni d’uso,
attivita’ di installazione e/o manutenzione, anche complesse che
richiedono l’uso di strumenti di misura, l’individuazione e la scelta
delle attrezzature piu’ idonee e buone conoscenze tecniche e abilita’
di mestiere acquisibili con formazione specifica e/o esperienza
lavorativa.
Nell’ambito di tali realizzazioni rientrano, ad esempio:
l’installazione di componenti e sezioni di impianti
fluidinamici, anche complessi;
l’effettuazione di prove di collaudo e funzionali, anche
mediante l’uso di apparecchiature e/o strumenti di impiego complesso;
l’installazione, l’assemblaggio e il collaudo di componenti e
apparecchiature elettriche e/o elettroniche;
la gestione/manutenzione di impianti telefonici e simili;
la gestione operativa di sistemi informatici, eventualmente
assicurando assistenza all’utenza interna;
l’installazione di strumenti per misure e analisi
chimico-fisiche, eventualmente assicurando l’esecuzione dei programmi
operativi inerenti le sperimentazioni e/o misure richieste.
Requisiti culturali e professionali per l’accesso al livello
iniziale 4: assolvimento dell’obbligo scolastico, attestato di
qualifica e/o abilitazioni/patenti previste da specifiche
disposizioni di legge e/o normative per lo svolgimento dei compiti.
L’operatore tecnico di livello 4 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i livelli economici 5, 6
e 7, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di competenza
professionale. Ai fini delle predette procedure il livello economico
5 costituisce sviluppo del livello 4, il livello economico 6 sviluppo
del livello economico 5, il livello economico 7 sviluppo del livello
economico 6.

Operatore di amministrazione e gestione

L’operatore di amministrazione e gestione esegue sulla base delle
indicazioni del Responsabile, ovvero in conformita’ a procedure o
prassi, compiti operativi di natura amministrativo-funzionale a
supporto delle attivita’ di gestione. Una adeguata esecuzione di tali
compiti comporta una buona conoscenza dell’ambiente organizzativo nel
quale si opera, delle disposizioni e prassi interne ed una
sufficiente capacita’ di interrelazione con altre Unita’
organizzative.
Nell’ambito di tali compiti rientrano, ad esempio:
la rilevazione, il controllo, l’ordinamento e la registrazione
di dati o fatti aventi rilevanza amministrativa;
l’elaborazione, mediante l’uso degli strumenti informatici di
supporto, di sintesi, rendiconti e computi di interesse gestionale;
la ricezione, lo smistamento e la preparazione di risposte a
quesiti ricorrenti;
la verifica della correttezza formale, della esattezza e
pertinenza dei dati/informazioni aventi rilevanza amministrativa;
l’esecuzione di attivita’ a carattere amministrativo,
relativamente alla gestione amministrativa delle risorse umane.
Requisiti culturali e professionali per l’accesso al livello
iniziale 4: assolvimento dell’obbligo scolastico, attestato di
qualifica e/o abilitazioni/patenti previste da specifiche
disposizioni di legge e/o normative per lo svolgimento dei compiti.
L’operatore di amministrazione e gestione di livello 4 puo’
acquisire, in successione, attraverso le procedure di cui all’art.
13, i livelli economici 5, 6 e 7, corrispondenti a livelli via via
piu’ elevati di competenza professionale. Ai fini delle predette
procedure il livello economico 5 costituisce sviluppo del livello 4,
il livello economico 6 sviluppo del livello economico 5, il livello
economico 7 sviluppo del livello economico 6.

Ausiliario

L’Ausiliario svolge compiti semplici che presuppongono la
capacita’ di assicurare il necessario supporto alle attivita’
dell’Unita’ organizzativa di appartenenza, sulla base di istruzioni
dettagliate e/o prassi e norme definite.
L’adeguato espletamento dei compiti comporta anche l’utilizzo di
apparecchiature di uso comune e/o di tecniche e procedure di routine.
Requisiti culturali per l’accesso al livello iniziale 3:
assolvimento dell’obbligo scolastico.
L’ausiliario di livello 3 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, il livello economico 4,
corrispondente a livelli via via piu’ elevati di competenza
professionale.

——

Allegato B

SCHEMA DI CODICE DI CONDOTTA DA ADOTTARE NELLA LOTTA
CONTRO LE MOLESTIE SESSUALI

Art. 1.
Definizione

1. Per molestia sessuale si intende ogni atto o comportamento
indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale arrecante offesa
alla dignita’ e alla liberta’ della persona che lo subisce, ovvero
che sia suscettibile di creare ritorsioni o un clima di intimidazione
nei suoi confronti.

Art. 2.
Principi

1. Il codice e’ ispirato ai seguenti principi:
a) e’ inammissibile ogni atto o comportamento che si configuri
come molestia sessuale nella definizione sopra riportata;
b) e’ sancito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad
essere trattati con dignita’ e ad essere tutelati nella propria
liberta’ personale;
c) e’ sancito il diritto delle lavoratrici/dei lavoratori a
denunciare le eventuali intimidazioni o ritorsioni subite sul luogo
di lavoro derivanti da atti o comportamenti molesti;
d) e’ istituita la figura della Consigliera/del Consigliere di
fiducia, cosi’ come previsto dalla risoluzione del Parlamento europeo
A3-0043/94, e denominata/o d’ora in poi Consigliera/Consigliere, e
viene garantito l’impegno delle aziende a sostenere ogni componente
del personale che si avvalga dell’intervento della Consigliera/del
Consigliere o che sporga denuncia di molestie sessuali, fornendo
chiare ed esaurimenti indicazioni circa la procedura da seguire,
mantenendo la riservatezza e prevenendo ogni eventuale ritorsione.
Analoghe garanzie sono estese agli eventuali testimoni;
e) viene garantito l’impegno dell’Amministrazione a definire
preliminarmente, d’intesa con i soggetti firmatari del Protocollo
d’intesa per l’adozione del presente Codice, il ruolo, l’ambito
d’intervento, i compiti e i requisiti culturali e professionali della
persona da designare quale Consigliera/Consigliere. Per il ruolo di
Consigliera/Consigliere le Amministrazioni individuano al proprio
interno persone idonee a ricoprire l’incarico alle quali rivolgere un
apposito percorso formativo;
f) e’ assicurata, nel corso degli accertamenti, l’assoluta
riservatezza dei soggetti coinvolti;
g) nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori autori di
molestie sessuali si applicano le misure disciplinari ai sensi di
quanto previsto dagli articoli 55 e 56 del decreto legislativo n. 165
del 2001 venga inserita, precisandone in modo oggettivo i profili ed
i presupposti, un’apposita tipologia di infrazione relativamente
all’ipotesi di persecuzione o vendetta nei confronti di un dipendente
che ha sporto denuncia di molestia sessuale. I suddetti comportamenti
sono comunque valutabili ai fini disciplinari ai sensi delle
disposizioni normative e contrattuali attualmente vigenti;
h) l’amministrazione si impegna a dare ampia informazione, a
fornire copia ai propri dipendenti e dirigenti, del presente Codice
di comportamento e, in particolare, alle procedure da adottarsi in
caso di molestie sessuali, allo scopo di diffondere una cultura
improntata al pieno rispetto della dignita’ della persona.
2. Per i dirigenti, il predetto comportamento costituisce
elemento negativo di valutazione con le conseguenze previste dai CCNL
in vigore.

Art. 3.
Procedure da adottare in caso di molestie sessuali

1. Qualora si verifichi un atto o un comportamento indesiderato a
sfondo sessuale sul posto di lavoro la dipendente/il dipendente
potra’ rivolgersi alla Consigliera/al Consigliere designata/o per
avviare una procedura informale nel tentativo di dare soluzione al
caso.
2. L’intervento della Consigliera/del Consigliere dovra’
concludersi in tempi ragionevolmente brevi in rapporto alla
delicatezza dell’argomento affrontato.
3. La Consigliera/il Consigliere, che deve possedere adeguati
requisiti e specifiche competenze e che sara’ adeguatamente formato
dagli Enti, e’ incaricata/o di fornire consulenza e assistenza alla
dipendente/al dipendente oggetto di molestie sessuali e di
contribuire alla soluzione del caso.

Art. 4.
Procedura informale intervento della consigliera/del consigliere

1. La consigliera/il consigliere, ove la dipendente/il dipendente
oggetto di molestie sessuali lo ritenga opportuno, interviene al fine
di favorire il superamento della situazione di disagio per
ripristinare un sereno ambiente di lavoro, facendo presente alla
persona che il suo comportamento scorretto deve cessare perche’
offende, crea disagio e interferisce con lo svolgimento del lavoro.
2. L’intervento della consigliera/del consigliere deve avvenire
mantenendo la riservatezza che il caso richiede.

Art. 5.
Denuncia formale

1. Ove la dipendente/il dipendente oggetto delle molestie
sessuali non ritenga di far ricorso all’intervento della
Consigliera/del consigliere, ovvero, qualora dopo tale intervento, il
comportamento indesiderato permanga, potra’ sporgere formale
denuncia, con l’assistenza della Consigliera/del Consigliere, alla
dirigente/al dirigente o responsabile dell’ufficio di appartenenza
che sara’ tenuta/o a trasmettere gli atti all’Ufficio competenze dei
procedimenti disciplinari, fatta salva, in ogni caso, ogni altra
forma di tutela giurisdizionale della quale potra’ avvalersi.
2. Qualora la presunta/il presunto autore di molestie sessuali
sia la dirigente/il dirigente dell’ufficio di appartenenza, la
denuncia potra’ essere inoltrata direttamente alla Direzione
generale.
3. Nel corso degli accertamenti e’ assicurata l’assoluta
riservatezza dei soggetti coinvolti.
4. Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/1991,
qualora l’Amministrazione, nel corso del procedimento disciplinare,
ritenga fondati i dati, adottera’, ove lo ritenga opportuno, d’intesa
con le OO.SS. e sentita la Consigliera/il Consigliere, le misure
organizzative ritenute di volta in volta utili alla cessazione
immediata dei comportamenti di molestie sessuali ed a ripristinare un
ambiente di lavoro in cui uomini e donne rispettino reciprocamente
l’inviolabilita’ della persona.
5. Sempre nel rispetto dei principi che informano la legge n.
125/1991 e nel caso in cui l’Amministrazione nel corso del
procedimento disciplinare ritenga fondati i fatti, la denunciante/il
denunciante ha la possibilita’ di chiedere di rimanere al suo posto
di lavoro o di essere trasferito altrove in una sede che non gli
comporti disagio.
6. Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/1991,
qualora l’Amministrazione nel corso del procedimento disciplinare non
ritenga fondati i fatti, potra’ adottare, su richiesta di uno o
entrambi gli interessati, provvedimenti di trasferimento in via
temporanea, in attesa della conclusione del procedimento
disciplinare, al fine di ristabilire nel frattempo un clima sereno;
in tali casi e’ data la possibilita’ ad entrambi gli interessati di
esporre le proprie ragioni, eventualmente con l’assistenza delle
Organizzazioni Sindacali, ed e’ comunque garantito ad entrambe le
persone che il trasferimento non venga in sedi che creino disagio.

Art. 6.
Attivita’ di sensibilizzazione

1. Nei programmi di formazione del personale e dei dirigenti le
aziende dovranno includere informazioni circa gli orientamenti
adottati in merito alla prevenzione delle molestie sessuali ed alle
procedure da seguire qualora la molestia abbia luogo.
2. L’amministrazione dovra’, peraltro, predisporre specifici
interventi formativi in materia di tutela della liberta’ e della
dignita’ della persona al fine di prevenire il verificarsi di
comportamenti configurabili come molestie sessuali. Particolare
attenzione dovra’ essere posta alla formazione delle dirigenti e dei
dirigenti che dovranno promuovere e diffondere la cultura del
rispetto della persona volta alla prevenzione delle molestie sessuali
sul posto di lavoro.
3. Sara’ cura dell’Amministrazione promuovere, d’intesa con le
Organizzazioni Sindacali, la diffusione del Codice di condotta contro
le molestie sessuali anche attraverso assemblee interne.
4. Verra’ inoltre predisposto del materiale informativo destinato
alle dipendenti/ai dipendenti sul comportamento da adottare in caso
di molestie sessuali.
5. Sara’ cura dell’Amministrazione promuovere un’azione di
monitoraggio al fine di valutare l’efficacia del Codice di condotta
nella prevenzione e nella lotta contro le molestie sessuali. A tale
scopo la Consigliera/il Consigliere, d’intesa con il CPO, provvedera’
a trasmettere annualmente ai firmatari del Protocollo ed alla
Presidente del Comitato Nazionale di Parita’ un’apposita relazione
sullo stato di attuazione del presente Codice.
6. L’Amministrazione e i soggetti firmatari del Protocollo
d’Intesa per l’adozione del presente Codice si impegnano ad
incontrarsi al termine del primo anno per verificare gli esisti
ottenuti con l’adozione del Codice di condotta contro le molestie
sessuali ed a procedere alle eventuali integrazioni e modificazioni
ritenute necessarie.

——

Allegato C

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI
DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Art. 1.
Disposizioni di carattere generale

1. I principi e i contenuti del presente codice costituiscono
specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealta’ e
imparzialita’, che qualificano il corretto adempimento della
prestazione lavorativa. I dipendenti pubblici – escluso il personale
militare, quello della polizia di Stato ed il Corpo di polizia
penitenziaria, nonche’ i componenti delle magistrature e
dell’Avvocatura dello Stato – si impegnano ad osservarli all’atto
dell’assunzione in servizio.
2. I contratti collettivi provvedono, a norma dell’art. 54,
comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al
coordinamento con le previsioni in materia di responsabilita’
disciplinare. Restano ferme le disposizioni riguardanti le altre
forme di responsabilita’ dei pubblici dipendenti.
3. Le disposizioni che seguono trovano applicazione in tutti i
casi in cui non siano applicabili norme di legge o di regolamento o
comunque per i profili non diversamente disciplinati da leggi o
regolamenti. Nel rispetto dei principi enunciati dall’art. 2, le
previsioni degli articoli 3 e seguenti possono essere integrate e
specificate dai codici adottati dalle singole amministrazioni ai
sensi dell’art. 54, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165.

Art. 2.
Principi

1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere
costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina ed
onore e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialita’
dell’amministrazione. Nell’espletamento dei propri compiti, il
dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente
l’interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri
comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli e’ affidato.
2. Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine
di evitare di prendere decisioni o svolgere attivita’ inerenti alle
sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di
interessi. Egli non svolge alcuna attivita’ che contrasti con il
corretto adempimento dei compiti d’ufficio e si impegna ad evitare
situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o
all’immagine della pubblica amministrazione.
3. Nel rispetto dell’orario di lavoro, il dipendente dedica la
giusta quantita’ di tempo e di energie allo svolgimento delle proprie
competenze, si impegna ad adempierle nel modo piu’ semplice ed
efficiente nell’interesse dei cittadini e assume le responsabilita’
connesse ai propri compiti.
4. Il dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone
per ragioni di ufficio e non utilizza a fini privati le informazioni
di cui dispone per ragioni di ufficio.
5. Il comportamento del dipendente deve essere tale da stabilire
un rapporto di fiducia e collaborazione tra i cittadini e
l’amministrazione. Nei rapporti con i cittadini, egli dimostra la
massima disponibilita’ e non ne ostacola l’esercizio dei diritti.
Favorisce l’accesso degli stessi alle informazioni a cui abbiano
titolo e, nei limiti in cui cio’ non sia vietato, fornisce tutte le
notizie e informazioni necessarie per valutare le decisioni
dell’amministrazione e i comportamenti dei dipendenti.
6. Il dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e
delle imprese a quelli indispensabili e applica ogni possibile misura
di semplificazione dell’attivita’ amministrativa, agevolando,
comunque, lo svolgimento, da parte dei cittadini, delle attivita’
loro consentite, o comunque non contrarie alle norme giuridiche in
vigore.
7. Nello svolgimento dei propri compiti, il dipendente rispetta
la distribuzione delle funzioni tra Stato ed enti territoriali. Nei
limiti delle proprie competenze, favorisce l’esercizio delle funzioni
e dei compiti da parte dell’autorita’ territorialmente competente e
funzionalmente piu’ vicina ai cittadini interessati.

Art. 3.
Regali e altre utilita’

1. Il dipendente non chiede, per se’ o per altri, ne’ accetta,
neanche in occasione di festivita’, regali o altre utilita’ salvo
quelli d’uso di modico valore, da soggetti che abbiano tratto o
comunque possano trarre benefici da decisioni o attivita’ inerenti
all’ufficio.
2. Il dipendente non chiede, per se’ o per altri, ne’ accetta,
regali o altre utilita’ da un subordinato o da suoi parenti entro il
quarto grado. Il dipendente non offre regali o altre utilita’ ad un
sovraordinato o a suoi parenti entro il quarto grado, o conviventi,
salvo quelli d’uso di modico valore.

Art. 4.
Partecipazione ad associazioni e altre organizzazioni

1. Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di
associazione, il dipendente comunica al dirigente dell’ufficio la
propria adesione ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere
non riservato, i cui interessi siano coinvolti dallo svolgimento
dell’attivita’ dell’ufficio, salvo che si tratti di partiti politici
o sindacati.
2. Il dipendente non costringe altri dipendenti ad aderire ad
associazioni ed organizzazioni, ne’ li induce a farlo promettendo
vantaggi di carriera.

Art. 5.
Trasparenza negli interessi finanziari

1. Il dipendente informa per iscritto il dirigente dell’ufficio
di tutti i rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti
che egli abbia avuto nell’ultimo quinquennio, precisando:
a) se egli, o suoi parenti entro il quarto grado o conviventi,
abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i
predetti rapporti di collaborazione;
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con
soggetti che abbiano interessi in attivita’ o decisioni inerenti
all’ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2. Il dirigente, prima di assumere le sue funzioni, comunica
all’amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi
finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la
funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti entro il quarto
grado o affini entro il secondo, o conviventi che esercitano
attivita’ politiche, professionali o economiche che li pongano in
contatti frequenti con l’ufficio che egli dovra’ dirigere o che siano
coinvolte nelle decisioni o nelle attivita’ inerenti all’ufficio. Su
motivata richiesta del dirigente competente in materia di affari
generali e personale, egli fornisce ulteriori informazioni sulla
propria situazione patrimoniale e tributaria.

Art. 6.
Obbligo di astensione

1. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di
decisioni o ad attivita’ che possano coinvolgere interessi propri
ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi; di
individui od organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia
causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di
individui od organizzazioni di cui egli sia tutore, curatore,
procuratore o agente; di enti, associazioni anche non riconosciute,
comitati, societa’ o stabilimenti di cui egli sia amministratore o
gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in
cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il
dirigente dell’ufficio.

Art. 7.
Attivita’ collaterali

1. Il dipendente non accetta da soggetti diversi
dall’amministrazione retribuzioni o altre utilita’ per prestazioni
alle quali e’ tenuto per lo svolgimento dei propri compiti d’ufficio.
2. Il dipendente non accetta incarichi di collaborazione con
individui od organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel biennio
precedente, un interesse economico in decisioni o attivita’ inerenti
all’ufficio.
3. Il dipendente non sollecita ai propri superiori il
conferimento di incarichi remunerati.

Art. 8.
Imparzialita’

1. Il dipendente, nell’adempimento della prestazione lavorativa,
assicura la parita’ di trattamento tra i cittadini che vengono in
contatto con l’amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non
rifiuta ne’ accorda ad alcuno prestazioni che siano normalmente
accordate o rifiutate ad altri.
2. Il dipendente si attiene a corrette modalita’ di svolgimento
dell’attivita’ amministrativa di sua competenza, respingendo in
particolare ogni illegittima pressione, ancorche’ esercitata dai suoi
superiori.

Art. 9.
Comportamento nella vita sociale

1. Il dipendente non sfrutta la posizione che ricopre
nell’amministrazione per ottenere utilita’ che non gli spettino. Nei
rapporti privati, in particolare con pubblici ufficiali
nell’esercizio delle loro funzioni, non menziona ne’ fa altrimenti
intendere, di propria iniziativa, tale posizione, qualora cio’ possa
nuocere all’immagine dell’amministrazione.

Art. 10.
Comportamento in servizio

1. Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda ne’
affida ad altri dipendenti il compimento di attivita’ o l’adozione di
decisioni di propria spettanza.
2. Nel rispetto delle previsioni contrattuali, il dipendente
limita le assenze dal luogo di lavoro a quelle strettamente
necessarie.
3. Il dipendente non utilizza a fini privati materiale o
attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio. Salvo casi
d’urgenza, egli non utilizza le linee telefoniche dell’ufficio per
esigenze personali. Il dipendente che dispone di mezzi di trasporto
dell’amministrazione se ne serve per lo svolgimento dei suoi compiti
d’ufficio e non vi trasporta abitualmente persone estranee
all’amministrazione.
4. Il dipendente non accetta per uso personale, ne’ detiene o
gode a titolo personale, utilita’ spettanti all’acquirente, in
relazione all’acquisto di beni o servizi per ragioni di ufficio.

Art. 11.
Rapporti con il pubblico

1. Il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta
adeguata attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le
spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento
proprio e di altri dipendenti dell’ufficio. Nella trattazione delle
pratiche egli rispetta l’ordine cronologico e non rifiuta prestazioni
a cui sia tenuto motivando genericamente con la quantita’ di lavoro
da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli
appuntamenti con i cittadini e risponde sollecitamente ai loro
reclami.
2. Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere
informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei cittadini, il
dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a
detrimento dell’immagine dell’amministrazione. Il dipendente tiene
informato il dirigente dell’ufficio dei propri rapporti con gli
organi di stampa.
3. Il dipendente non prende impegni ne’ fa promesse in ordine a
decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all’ufficio, se cio’
possa generare o confermare sfiducia nell’amministrazione o nella sua
indipendenza ed imparzialita’.
4. Nella redazione dei testi scritti e in tutte le altre
comunicazioni il dipendente adotta un linguaggio chiaro e
comprensibile.
5. Il dipendente che svolge la sua attivita’ lavorativa in una
amministrazione che fornisce servizi al pubblico si preoccupa del
rispetto degli standard di qualita’ e di quantita’ fissati
dall’amministrazione nelle apposite carte dei servizi. Egli si
preoccupa di assicurare la continuita’ del servizio, di consentire
agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro
informazioni sulle modalita’ di prestazione del servizio e sui
livelli di qualita’.

Art. 12.
Contratti

1. Nella stipulazione di contratti per conto
dell’amministrazione, il dipendente non ricorre a mediazione o ad
altra opera di terzi, ne’ corrisponde o promette ad alcuno utilita’ a
titolo di intermediazione, ne’ per facilitare o aver facilitato la
conclusione o l’esecuzione del contratto.
2. Il dipendente non conclude, per conto dell’amministrazione,
contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o
assicurazione con imprese con le quali abbia stipulato contratti a
titolo privato nel biennio precedente. Nel caso in cui
l’amministrazione concluda contratti di appalto, fornitura, servizio,
finanziamento o assicurazione, con imprese con le quali egli abbia
concluso contratti a titolo privato nel biennio precedente, si
astiene dal partecipare all’adozione delle decisioni ed alle
attivita’ relative all’esecuzione del contratto.
3. Il dipendente che stipula contratti a titolo privato con
imprese con cui abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di
appalto, fornitura, servizio, finanziamento ed assicurazione, per
conto dell’amministrazione, ne informa per iscritto il dirigente
dell’ufficio.
4. Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova il
dirigente, questi informa per iscritto il dirigente competente in
materia di affari generali e personale.

Art. 13.
Obblighi connessi alla valutazione dei risultati

1. Il dirigente ed il dipendente forniscono all’ufficio interno
di controllo tutte le informazioni necessarie ad una piena
valutazione dei risultati conseguiti dall’ufficio presso il quale
prestano servizio. L’informazione e’ resa con particolare riguardo
alle seguenti finalita’: modalita’ di svolgimento dell’attivita’
dell’ufficio; qualita’ dei servizi prestati; parita’ di trattamento
tra le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso agli
uffici, specie per gli utenti disabili; semplificazione e celerita’
delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione
delle procedure; sollecita risposta a reclami, istanze e
segnalazioni.

Dichiarazione congiunta n. 1
Le parti concordano nel ritenere che l’atto regolamentare di cui
all’art. 14, comma 1 dovra’ tenere in debito conto il parere del
Consiglio di Stato del 16 gennaio 2006 (parere n. 3556/2005).

Dichiarazione congiunta n. 2
Le parti concordano nel ritenere che la collocazione nei nuovi
profili professionali del personale in servizio alla data di entrata
in vigore del CCNL, ai sensi dell’art. 18, non potra’ che avvenire
con esclusivo riferimento a situazioni legittimamente determinatesi
e/o costituitesi.

Dichiarazione congiunta n. 3
Le parti concordano nel ritenere che la percentuale del 20%, di
cui all’art. 35 comma 4, e’ da intendersi riferita al personale in
servizio e che, in sede applicativa delle disposizioni in materia di
trasformazione del rapporto di lavoro del personale a tempo
determinato, occorrera’ comunque rispettare le vigenti norme in
materia di assunzioni.

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell’ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005

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