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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 26 marzo 2003: Pagamento subappaltatori. (Determinazione n. 8/2003). (GU n. 104 del 7-5-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 26 marzo 2003

Pagamento subappaltatori. (Determinazione n. 8/2003).

IL CONSIGLIO
Considerato in fatto.
L’A.N.C.E. ha sottoposto all’attenzione di questa Autorita’ la
problematica relativa alle modalita’ di pagamento delle imprese
subappaltatrici. In particolare, oggetto della richiesta di parere e’
la presunta abrogazione del comma 3-bis dell’art. 18 della legge 19
marzo 1990, n. 55, introdotto dal comma 1 dell’art. 34 del decreto
legislativo 19 dicembre 1991, n. 406. Il problema nasce
dall’inclusione del suddetto art. 34 tra le norme espressamente
abrogate dal decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554 (art. 231, lettera v), circostanza questa che ha indotto
molte stazioni appaltanti a ritenere indirettamente abrogato anche ii
comma 3-bis dell’art. 18, legge n. 55/1990, con la conseguente
disapplicazione delle modalita’ di pagamento ivi indicate. Alla luce
di quanto sopra, pertanto, l’A.N.C.E. ha richiesto un parere in
merito alla presunta abrogazione del suddetto comma 3-bis dell’art.
18, e quindi sulla disciplina applicabile ai subappaltatori in ordine
alle modalita’ di pagamento.
La suddetta problematica e’ stata sottoposta all’attenzione dei
firmatari dei protocolli d’intesa con questa Autorita’, i quali hanno
formulato le proprie valutazioni. In particolare, l’ASSISTAL –
Associazione nazionale costruttori impianti, nel rappresentare
l’esclusione della normativa antimafia dagli interventi abrogativi
effettuati con il regolamento generale, evidenzia come l’abrogazione
di una norma non comporta l’automatica abrogazione di norme novellate
dalla stessa, a meno che cio’ non sia espressamente disposto.
L’ASSISTAL ritiene, pertanto, che l’art. 231 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999, non abbia prodotto alcun
effetto sull’art. 18, comma 3-bis, della legge n. 55/1990.
Anche la Lega delle autonomie locali concorda con le osservazioni
dell’A.N.C.E., non ritenendo abrogato il comma 3-bis dell’art. 18,
legge n. 55/1990, atteso che il punto u) dell’art. 231 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 554/1999, espressamente abroga
solo le parole «o le categorie prevalenti» incluse nel comma 3
dell’art. 18, nulla eliminando o modificando del restante corpo
normativo di tale legge e, quindi, anche dello stesso comma 3-bis
dell’art. 18 il quale, pertanto, continua ad essere vigente.
La Lega delle autonomie locali, peraltro, osserva che nel bando di
gara sia necessario indicare che la stazione appaltante provvedera’ a
corrispondere direttamente al subappaltatore o al cottimista
l’importo dei lavori dagli stessi eseguiti o, in alternativa, che e’
fatto obbligo ai soggetti aggiudicatari di trasmettere, entro venti
giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei loro confronti,
copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti da essi
corrisposti al subappaltatore o cottimista, con l’indicazione delle
ritenute di garanzia; nel caso di pagamento diretto i soggetti
aggiudicatari comunicano alla stazione appaltante la parte dei lavori
eseguiti dal subappaltatore o dal cottimista, con la specificazione
del relativo importo e con proposta motivazione di pagamento.
Considerato in diritto.
Al fine di fornire una soluzione alla problematica sollevata, deve
preliminarmente evidenziarsi che si concorda sulle osservazioni dei
firmatari dei protocolli d’intesa con questa Autorita’, in ordine
alla vigenza delle disposizioni dell’art. 18, comma 3-bis, della
legge n. 55/1990, per le ragioni di seguito esplicate.
In primo luogo, si osserva che assolvendo al mandato assegnatogli,
l’art. 231 del regolamento n. 554/99 indica le disposizioni abrogate,
tra le quali figura l’art. 34 del decreto legislativo n. 406/1991.
L’art. 231 rappresenta in parte una disposizione ricognitiva di
abrogazioni tacite gia’ intervenute, in parte vere e proprie
abrogazioni, soprattutto con riguardo alle disposizioni piu’ recenti.
Tra i gruppi di norme che sopravvivono al processo abrogativo
effettuato dall’art. 231, va sicuramente annoverato quello relativo
alla disciplina antimafia, ossia quello costituito dalla legge 27
dicembre 1956, n. 1423, dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, dalla
legge 13 settembre 1982, n. 646 (art. 21 e 22), dalla legge 19 marzo
1990, n. 55, dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11
maggio 1991, n. 187, dal decreto del Presidente della Repubblica 3
giugno 1998, n. 252.
Quanto sopra segue alla considerazione per cui la norma costituisce
puntuale applicazione dell’art. 3, comma 4, della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni il quale dispone
espressamente che «sono abrogati, con effetto dalla data di entrata
in vigore del regolamento, gli atti normativi indicati che
disciplinano la materia di cui al comma 1, ad eccezione della
legislazione antimafia (…)».
In ragione di cio’, l’art. 231 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999 non ha inciso, abrogandola, sulla medesima
legislazione antimafia, ma ha solo abrogato dal comma 3 del suddetto
art. 18, le parole «o le categorie prevalenti», con cio’ lasciando in
vita le altre disposizioni di cui alla legge n. 55/1990, ivi incluso,
quindi, il comma 3-bis del medesimo art. 18.
Peraltro, come pure affermato dall’ASSISTAL, si ritiene che
l’abrogazione di una norma non comporta l’automatica abrogazione di
norme novellate dalla stessa, a meno che cio’ non sia espressamente
disposto.
Alla luce di quanto sopra, pertanto, sembra potersi affermare che
l’abrogazione dell’art. 34 del decreto legislativo n. 406/1991 non ha
coinvolto, abrogandola, anche la disposizione dell’art. 18, comma
3-bis della legge n. 55/1990, proprio per espressa volonta’ del
legislatore diretta a mantenere in vita la legislazione antimafia.
Alla luce della suddetta disposizione deve considerarsi confermata
la facolta’ per la stazione appaltante, dandone notizia nel bando di
gara, di optare per il pagamento delle lavorazioni affidate in
subappalto, per una delle due seguenti discipline (art. 18, comma
3-bis, della legge n. 55/1990):
a) pagamento, alla maturazione secondo quanto previsto dal
contratto di appalto di ogni stato di avanzamento, direttamente al
subappaltatore in base alla specificazione dell’importo delle
lavorazioni eseguite dal subappaltatore fornita dall’appaltatore;
b) pagamento nei confronti dell’appaltatore, con l’obbligo per
quest’ultimo di trasmettere alla stazione appaltante, entro venti
giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei suoi confronti,
copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti corrisposti al
subappaltatore con 1’indicazione delle ritenute a garanzia
effettuate.
Nel caso che sia prevista la modalita’ di pagamento di cui alla
lettera a), sembra opportuno evidenziare che nel contralto di
appalto, poiche’ la disposizione nulla dice in merito ai controlli
che andrebbero effettuati in simili circostanze ed atteso che i
lavori eseguiti devono risultare dal registro di contabilita’, sia
previsto che il pagamento al subappaltatore e’ subordinato ad un
nulla osta del direttore dei lavori.
Dalle considerazioni svolte l’Autorita’ e’ dell’avviso che:
l’art 231 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, e successive modificazioni non ha abrogato l’art. 18,
comma 3-bis, della legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive
modificazioni che, pertanto, e’ da considerarsi ancora vigente;
la stazione appaltante deve indicare nel bando di gara che
provvedera’ a corrispondere direttamente al subappaltatore o al
cottimista l’importo dei lavori dagli stessi eseguiti o, in
alternativa, che e’ fatto obbligo ai soggetti aggiudicatari di
trasmettere, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento
effettuato nei loro confronti, copia delle fatture quietanzate
relative ai pagamenti dagli stessi corrisposti via via al
subappaltatore o cottimista, con l’indicazione delle ritenute a
garanzia.
Roma, 26 marzo 2003
Il presidente: Garri

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