AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 16 febbraio 2011 | Geometra.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 16 febbraio 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 16 febbraio 2011 - Esito delle verifiche degli indicatori di qualita' della rete di accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della delibera n. 578/10/CONS ai fini dell'applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso all'ingrosso per l'anno 2011. (Deliberazione n. 71/11/CONS). (11A02988) (GU n. 53 del 5-3-2011 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 16 febbraio 2011

Esito delle verifiche degli indicatori di qualita’ della rete di
accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della
delibera n. 578/10/CONS ai fini dell’applicazione delle variazioni in
aumento dei prezzi dei servizi di accesso all’ingrosso per l’anno
2011. (Deliberazione n. 71/11/CONS). (11A02988)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella sua riunione di Consiglio del 16 febbraio 2011;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;
Vista la delibera n. 316/02/CONS del 9 ottobre 2002, recante
«Regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e successive
modificazioni e integrazioni», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 259 del 5 novembre 2002 e successive
modificazioni;
Vista la delibera n. 578/10/CONS dell’11 novembre 2010 recante la
«Definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi
dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia
S.p.a. e calcolo del valore del WACC ai sensi dell’art. 73 della
delibera n. 731/09/CONS», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 22 gennaio 2011, n. 17 e, in particolare, gli
articoli 5, 6 e 7;
Vista la relazione di Telecom Italia pervenuta all’Autorita’ in
data 5 gennaio 2011, in conformita’ a quanto prescritto dall’art. 5,
comma 3 della delibera n. 578/10/CONS, riguardante la misura e
l’andamento degli indicatori di cui al secondo comma, nonche’ la
certificazione della predetta relazione da parte della societa’ di
consulenza Ernst & Young;
Ritenuto, in conformita’ a quanto prescritto dall’art. 5 della
delibera n. 578/10/CONS, di procedere alla verifica sulla qualita’ e
l’ammodernamento della rete di accesso di Telecom Italia ai fini
dell’applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi previsti per
l’anno 2011 dalla predetta delibera;
Considerato quanto segue:

La delibera n. 578/10/CONS

1. La delibera n. 578/10/CONS (di seguito la «delibera») ha
definito, per il triennio 2010-2012, i prezzi dei servizi di accesso
all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia condizionando
l’applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi previste per
gli anni 2011 e 2012 all’esito di una verifica, da parte
dell’Autorita’, circa la realizzazione di alcune condizioni
specifiche relative alla qualita’ ed all’ammodernamento delle rete di
accesso di Telecom Italia.
2. L’art. 5, al secondo comma, specifica gli indicatori relativi ai
processi di attivazione dei servizi ed ai processi di esercizio e
manutenzione della rete che l’Autorita’ tiene in considerazione ai
fini della verifica di cui sopra, ossia:
i) la percentuale dei rifiuti, sul totale delle richieste degli
operatori, motivati da problematiche inerenti la rete di accesso (i
c.d. KO di rete);
ii) lo stato di avanzamento dei programmi di rinnovamento della
rete in rame (manutenzione preventiva);
iii) il numero di guasti segnalati per i quali si e’ reso
necessario un intervento on field, rapportato al totale delle linee
attive.
3. Il medesimo art. 5, al terzo comma, stabilisce inoltre che, per
quanto riguarda le tariffe che entrano in vigore il 1° gennaio 2011,
Telecom Italia, entro trenta giorni dalla notifica della delibera,
deve presentare all’Autorita’ una relazione, certificata da un
soggetto terzo indipendente, circa la misura e l’andamento degli
indicatori di cui al secondo comma. La norma inoltre prevede che
l’Autorita’, anche sulla base della predetta relazione, formuli,
entro trenta giorni, un giudizio circa lo stato della qualita’ della
rete in rame di Telecom Italia conseguito nel periodo precedente
l’entrata in vigore delle nuove tariffe e che, solo in caso di
riscontro favorevole, le variazioni in aumento dei prezzi di cui agli
articoli 1, 2 e 3 della delibera entreranno in vigore.
4. La delibera, al successivo art. 6, stabilisce la metodologia da
adottare per il calcolo degli indicatori di qualita’. In particolare,
la stessa prevede che il primo indicatore (KO di rete) sia calcolato
effettuando la media ponderata dei KO di rete per le richieste di
attivazione su linea attiva e non attiva dei singoli servizi di
accesso all’ingrosso (ULL, WLR e bitstream), utilizzando come pesi il
numero di richieste di attivazione di ciascun servizio. Relativamente
al secondo indicatore (manutenzione preventiva), la delibera
stabilisce che lo stesso debba misurare il livello di avanzamento dei
progetti «On-Going», «Palificazioni» e «Armadi ripartilinea» previsti
da Telecom Italia nel «Piano tecnico per la qualita’ della rete fissa
di accesso» (piani annuali 2010), calcolato sulla base del numero di
interventi realizzati rispetto al totale previsto dai tre progetti.
Infine, per quanto concerne il terzo indicatore (tasso di guasto), la
delibera prevede che lo stesso debba essere calcolato effettuando la
media ponderata dei tassi di guasto relativi ai servizi di accesso
per la telefonia vocale e ai servizi di accesso a banda larga,
utilizzando come pesi le consistenze delle linee attive per ciascun
servizio. Ai fini del calcolo dei suddetti tassi di guasto, deve
essere applicata la metodologia di cui alle delibere n. 254/04/CSP
(servizi di accesso per la telefonia vocale) e n. 131/06/CSP (servizi
di accesso a banda larga), includendo nel calcolo le linee fornite da
Telecom Italia sia a livello retail, sia a livello wholesale.
5. L’art. 7 della delibera specifica, infine, gli obiettivi che gli
indicatori di qualita’ devono realizzare ai fini dell’applicazione
delle variazioni in aumento dei prezzi. In particolare, ai fini
dell’applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi per l’anno
2011, i valori degli indicatori KO di rete e tasso di guasto relativi
al periodo ottobre 2009-settembre 2010 non devono risultare superiori
ai rispettivi valori relativi al periodo ottobre 2008-settembre 2009,
mentre il valore dell’indicatore manutenzione preventiva relativo
all’anno 2010 deve risultare almeno pari al 95%.

La relazione di Telecom Italia
e la relativa certificazione

6. In data 5 gennaio 2011, Telecom Italia ha presentato
all’Autorita’, ai sensi dell’art. 5 della delibera, una relazione,
certificata dalla societa’ Ernst & Young (di seguito «il
certificatore»), concernente la misura e l’andamento degli indicatori
di qualita’ della rete ai fini dell’applicazione delle tariffe
previste per l’anno 2011.
7. Nella propria relazione Telecom Italia evidenzia che gli
obiettivi di qualita’ indicati dalla delibera, misurati secondo la
metodologia di calcolo ivi riportata, sono stati tutti raggiunti,
come peraltro attestato dal certificatore.
8. Il certificatore, infatti, nella propria relazione tecnica, ha
dichiarato di avere verificato la misura e l’andamento degli
indicatori comunicati da Telecom Italia, nonche’ la conformita’ della
metodologia di calcolo adottata. Al fine di realizzare tali
verifiche, il certificatore si e’ avvalso anche di altre fonti, tra
le quali gli Impegni di Telecom Italia e le determinazioni
dell’Organo di vigilanza (di seguito «OdV»). Sulla base delle
verifiche effettuate, il certificatore ha dichiarato di non avere
riscontrato anomalie e pertanto ritiene che gli indicatori siano
misurati e calcolati conformemente a quanto previsto dalla delibera.
9. Di seguito si riporta, per ciascun indicatore, una descrizione
sintetica della relazione presentata da Telecom Italia, delle
principali verifiche effettuate dal certificatore e dei risultati
ottenuti.

KO di rete

10. Secondo Telecom Italia, per KO di rete si intendono «i dinieghi
opposti da Telecom Italia alle richieste di attivazione di servizi
wholesale inviate dagli OLO, per cause imputabili alla
indisponibilita’ delle risorse di rete», conformemente alle
indicazioni fornite dalla delibera e dalla determinazione n. 17/2009
dell’OdV. Telecom Italia ha ritenuto attinenti ai KO di rete, sulla
base della definizione di cui sopra, un sottoinsieme delle causali di
scarto utilizzate nei processi di attivazione e di migrazione dei
servizi di accesso wholesale che la stessa ha concordato con gli
operatori alternativi nell’ambito dell’Accordo quadro sulle
migrazioni del 14 giugno 2008 (1) . Le causali di scarto considerate
sono:
i) indisponibilita’ di risorse per la costruzione del
collegamento;
ii) indisponibilita’ di percorsi di rete di accesso;
iii) indisponibilita’ di un numero sufficiente di percorsi di
rete di accesso;
iv) risorse di rete non disponibili per rete satura;
v) risorse non disponibili.
La metodologia di calcolo, come stabilito al punto 287 della
delibera, prevede l’esclusione dal calcolo degli ordini di lavoro
«ripetuti». Il sistema informatico dove sono raccolti e memorizzati
gli ordinativi di lavoro e’ il «Data WareHouse Esiti» dal quale sono
stati estratti, per i periodi di riferimento indicati nella delibera,
gli ordini di attivazione e di migrazione ricevuti relativi ai
servizi all’ingrosso su rete in rame. Telecom Italia conclude
evidenziando che l’obiettivo relativo ai KO di rete e’ stato
conseguito, in quanto il valore dell’indicatore riferito al periodo
ottobre 2009-settembre 2010 (38.613,87) risulta minore rispetto al
valore dello stesso riferito al periodo ottobre 2008-settembre 2009
(45.099,67).
11. Nella propria relazione, il certificatore dichiara che
l’algoritmo di calcolo adottato da Telecom Italia per il primo
indicatore e’ conforme a quanto previsto dall’art. 6, comma 1 della
delibera. In particolare, il certificatore ha verificato che:
i) la definizione del perimetro della rete di accesso in rame
adottata fosse coerente con quanto indicato nell’allegato della
determinazione n. 22/2010 dell’OdV;
ii) le causali di scarto considerate fossero conformi alla
definizione di KO di rete fornita dall’OdV nella determinazione n.
17/2009 e che non esistessero altre causali riconducibili a KO di
rete;
iii) il database delle richieste di attivazione e dei KO di rete
avesse la completezza necessaria ai fini del calcolo dell’indicatore;
iv) il periodo di rilevazione dei KO di rete fosse coerente con
l’obiettivo di verifica della delibera;
v) la definizione di «ordine ripetuto» fosse conforme a quanto
disposto al punto 287 della delibera e la modalita’ di individuazione
degli ordini «figli», alla base dell’eliminazione degli ordini di
lavoro, fosse conforme all’allegato della determinazione n. 22/2010 e
alla determinazione n. 14/2010 dell’OdV.
12. Il certificatore ha verificato la misura e l’andamento
dell’indicatore comunicati da Telecom Italia ricalcolandone
puntualmente il valore e giungendo ad un risultato che si discosta in
maniera non significativa rispetto al valore calcolato da Telecom
Italia. Il certificatore ha dunque concluso che l’obiettivo definito
per l’indicatore KO di rete sia stato conseguito da Telecom Italia.
(2)

Manutenzione preventiva

13. Nella propria relazione Telecom Italia afferma di aver
considerato i tre progetti individuati dall’Autorita’ nella delibera
ed indica, per ciascuno di essi, il sistema informativo e la
reportistica utilizzati come fonte dei dati per il calcolo
dell’indicatore. L’operatore evidenzia che l’obiettivo relativo
all’indicatore in questione e’ stato conseguito, in quanto il
rapporto tra il numero di interventi realizzati ed il numero di
interventi previsti risulta pari al 97,66%, quindi maggiore rispetto
al 95% previsto dall’art. 7, comma 4 della delibera.
14. A tal proposito, il certificatore dichiara che la metodologia
di calcolo per il secondo indicatore e’ conforme a quanto previsto
dall’art. 6, comma 2 della delibera. In particolare, il certificatore
ha verificato che:
i) la fonte utilizzata per acquisire i dati relativi al numero di
interventi pianificati per i progetti previsti fosse conforme a
quanto previsto dalla delibera e coerente con i dati inviati all’OdV
per la revisione ciclica della qualita’ della rete di accesso;
ii) le fonti da cui sono stati acquisiti i dati relativi al
numero di interventi realizzati per i progetti fossero complete e che
i dati ricavati fossero coerenti, tra l’altro, con i dati comunicati
da Telecom Italia all’OdV.
15. Il certificatore ha altresi’ ricalcolato il valore
dell’indicatore, che si e’ discostato in maniera non significativa
rispetto al valore calcolato da Telecom Italia. In conclusione, il
certificatore ha ritenuto che anche l’obiettivo definito per
l’indicatore manutenzione preventiva sia stato conseguito da Telecom
Italia.

Tasso di guasto

16. Telecom Italia ha calcolato il tasso di guasto come il rapporto
tra il numero di interventi on field (richiesti per risolvere guasti
relativi sia ai servizi di telefonia vocale sia a quelli a banda
larga) ed il numero di linee attive. Le informazioni per la
determinazione del numero di interventi on field, delle consistenze
(in termini di linee attive) retail e delle consistenze wholesale,
sono state estratte rispettivamente dal sistema «Nautilus», dal
sistema «Data WareHouse DW2» e dal sistema «Pitagora». Telecom Italia
evidenzia che l’obiettivo relativo al tasso di guasto e’ stato
conseguito, in quanto il valore dell’indicatore riferito al periodo
ottobre 2009-settembre 2010, pari al 15,1%, risulta inferiore
rispetto al valore dello stesso riferito al periodo ottobre
2008-settembre 2009 che e’ pari al 18,2%.
17. A tale riguardo, il certificatore dichiara che l’algoritmo
adottato da Telecom Italia per il calcolo del terzo indicatore e’
conforme a quanto previsto dall’art. 6, comma 3 della delibera. Il
certificatore ha verificato, fra l’altro, che:
i) l’identificazione delle tipologie di guasti segnalati da
Telecom Italia fosse conforme a quanto disposto dall’Autorita’ nella
delibera ed inoltre anche a quanto disposto, sempre dall’Autorita’,
con le delibere n. 254/04/CSP e n. 131/06/CSP;
ii) le consistenze medie delle linee attive utilizzate fossero
conformi a quanto previsto dalla delibera e la metodologia per il
loro calcolo fosse coerente con quella utilizzata nella contabilita’
regolatoria di rete fissa di Telecom Italia;
iii) la base dati relativa ai guasti segnalati presa in
considerazione fosse sottoposta ai processi di
surveillance/manutenzione aziendale, rilevando inoltre che la stessa
e’ stata oggetto di una verifica da parte dell’Autorita’ come
previsto dalle delibere n. 254/04/CSP e n. 131/06/CSP.
18. Il certificatore ha altresi’ ricalcolato il valore
dell’indicatore, che si e’ discostato in maniera non significativa
rispetto al valore calcolato da Telecom Italia, ritenendo quindi che
anche l’obiettivo definito per l’indicatore tasso di guasto sia stato
conseguito.

Le valutazioni dell’Autorita’

19. Al fine di poter formulare le proprie valutazioni sulla
relazione ricevuta da Telecom Italia, gli uffici dell’Autorita’
(uffici) hanno sentito in audizione i rappresentanti della societa’
il giorno 31 gennaio 2011. Agli uffici e’ inoltre pervenuto in data
25 gennaio 2011 un documento di un operatore contenente osservazioni
concernenti principalmente l’indicatore KO di rete.
20. In merito alla valutazione dell’indicatore KO di rete, gli
uffici hanno richiesto a Telecom Italia di fornire ulteriori dettagli
circa:
i) la tipologia di ordini ricevuti considerata;
ii) le causali di scarto utilizzate;
iii) l’algoritmo impiegato per eliminare dal computo gli ordini
di lavoro «ripetuti» e la sua coerenza con quanto indicato nelle
determinazioni dell’OdV.
21. In merito alla tipologia di ordini considerata, Telecom Italia
ha chiarito di aver incluso nella propria analisi tutti gli ordini di
attivazione e migrazione ricevuti dagli operatori, queste ultime sole
relative a passaggi di clienti tra due operatori alternativi,
escludendo dal computo le richieste di migrazione di clienti da un
operatore alternativo verso Telecom Italia (i cosiddetti «rientri»).
Seguendo tale impostazione, Telecom Italia ritiene di avere
correttamente interpretato la delibera, la quale precisa che
l’indicatore si riferisce alle richieste di attivazione degli
operatori e non anche alle richieste di rientro da parte di Telecom
Italia. La stessa evidenzia che tale impostazione e’ stata peraltro
condivisa con il certificatore.
22. A tale riguardo, l’Autorita’ ritiene che l’approccio adottato
da Telecom Italia, consistente nel considerare le sole richieste di
attivazione e di migrazione da parte degli operatori alternativi, sia
coerente con l’obiettivo stabilito dalla delibera di misurare la
qualita’ dei servizi offerti da Telecom Italia agli altri operatori.
Tale approccio risulta peraltro conforme al testo dell’art. 5, comma
2, lettera a) in cui la percentuale dei rifiuti e’ riferita al
«totale delle richieste degli operatori».
23. In merito alle causali di scarto ritenute attinenti
all’indicatore KO di rete, Telecom Italia dichiara di avere
selezionato esclusivamente le causali relative alle richieste che
hanno avuto esito negativo per indisponibilita’ di risorse di rete,
come indicato nelle premesse della delibera. Su richiesta degli
uffici, la societa’ ha fornito ulteriori chiarimenti rispetto a
quanto riportato nella relazione in merito alle motivazioni, che la
societa’ dichiara di aver condiviso con il certificatore, alla base
della selezione delle causali di scarto attinenti ai «KO di rete».
Nello specifico Telecom Italia ha rappresentato di aver considerato
come perimetro della rete di accesso, ai fini dell’individuazione
delle causali di scarto per indisponibilita’ di risorse, il segmento
di rete che va dal box (sito presso l’abitazione del cliente) al
permutatore della centrale locale (Main distribution frame).
24. L’Autorita’ a tale riguardo ha verificato se la specifica
definizione di KO di rete adottata da Telecom Italia sia coerente con
quanto indicato dall’art. 5, comma 2, lettera a) della delibera
(«percentuale dei rifiuti sul totale delle richieste degli operatori
motivati da problematiche inerenti la rete di accesso»). Si
evidenzia, inoltre, che al punto 287 della delibera l’Autorita’,
nell’indicare che ai fini del calcolo del suddetto indicatore non
devono essere presi in considerazione gli ordini di lavoro
«ripetuti», ha specificato che devono essere considerate le sole
richieste di attivazione che abbiano ricevuto un esito negativo per
indisponibilita’ di risorse di rete. Si richiama, a tale proposito,
che il Gruppo di monitoraggio impegni (GMI) dell’Autorita’,
nell’ambito delle proprie attivita’, ha definito i KO di rete come
«ordinativi rigettati da Telecom Italia nel caso di indisponibilita’
di risorsa di rete». Con riferimento a quanto indicato all’art. 5,
comma 2, lettera a) della delibera (laddove si individua il perimetro
di rete da considerare, ovvero la rete di accesso) l’Autorita’
ritiene che il perimetro di rete rilevante ai fini del calcolo
dell’indicatore sia quello che va dal permutatore urbano principale
al box sito presso la sede del cliente. Le causali di scarto relative
ad indisponibilita’ di risorse rete che sono attinenti a tale
perimetro sono le seguenti:
i) indisponibilita’ di risorse per la costruzione del
collegamento;
ii) indisponibilita’ di percorsi di rete di accesso;
iii) indisponibilita’ di un numero sufficiente di percorsi di
rete di accesso;
iv) risorse di rete non disponibili per rete satura;
v) risorse non disponibili;
vi) ed incompatibilita’ tecnica.
L’Autorita’ ritiene tuttavia che quest’ultima causale vada esclusa
in quanto non riferibile ad indisponibilita’ di una risorsa di rete
(3) . L’Autorita’ ritiene quindi che le causali di scarto individuate
da Telecom Italia siano coerenti con quanto stabilito dalla delibera
relativamente al perimetro di rete ed alla tipologia di causali di
scarto.
25. In merito al valore dell’indicatore KO di rete, si evidenzia
che se, da un lato l’art. 5 della delibera definisce l’indicatore in
forma percentuale, dall’altro, l’art. 6 della stessa delibera prevede
che l’indicatore venga calcolato come «media ponderata dei KO di
rete», rappresentazione che e’ stata adottata da Telecom Italia nella
sua relazione. L’Autorita’ rileva che il suddetto indicatore puo’
comunque essere agevolmente calcolato anche in forma percentuale
sulla base dei dati forniti nella relazione e che anche in tale forma
esso soddisfa gli obiettivi per la verifica della qualita’ della
rete. Infatti, il valore dell’indicatore, ricalcolato dagli uffici in
forma percentuale, risulta per il periodo ottobre 2009-settembre 2010
pari a 3,02% e, quindi, inferiore rispetto al valore dello stesso per
il periodo ottobre 2008-settembre 2009, pari a 3,19%. L’Autorita’
ritiene comunque opportuno, anche per le verifiche relative al 2012,
che la verifica della qualita’ della rete di Telecom Italia debba
basarsi sul calcolo dell’indicatore KO di rete in forma percentuale,
in quanto maggiormente rappresentativo della qualita’ del processo di
provisioning dei servizi.
26. Sugli ordini ripetuti si rappresenta quanto segue. Telecom
Italia ha fornito alcuni chiarimenti circa l’algoritmo adottato per
eliminare dal computo dell’indicatore gli ordini di lavoro
«ripetuti», come previsto dalla delibera. L’operatore ha chiarito,
tra l’altro, che l’algoritmo ha ripreso la metodologia gia’
sviluppata dall’OdV per l’individuazione delle relazioni padre-figlio
tra gli ordini. Una volta individuate tali relazioni, l’algoritmo ha
escluso tutti gli ordini figli successivi ad un ordine di lavoro per
il quale e’ stato gia’ conteggiato un KO di rete nell’arco del
periodo temporale considerato.
27. L’Autorita’, preso atto degli ulteriori elementi forniti da
Telecom Italia nel corso dell’audizione, ritiene che l’algoritmo
adottato dalla stessa sia coerente con l’obiettivo stabilito in
delibera di misurare i KO di rete escludendo dal computo gli ordini
ripetuti.
28. Con riferimento all’indicatore manutenzione preventiva,
l’Autorita’, sulla base delle informazioni fornite da Telecom Italia
e delle verifiche svolte dal certificatore, ritiene che la
metodologia utilizzata dalla societa’ per la misura e l’andamento del
suddetto indicatore sia conforme a quanto previsto dalla delibera.
29. Con riferimento all’indicatore tasso di guasto, gli uffici
hanno inoltre chiesto maggiori dettagli circa la metodologia adottata
per il relativo calcolo e i «codici di riscontro guasto» adottati.
Telecom Italia ha specificato che la metodologia ed i codici sono i
medesimi utilizzati in ottemperanza alle delibere n. 254/04/CSP e n.
131/06/CSP, ma la valutazione e’ stata estesa in maniera da
considerare i servizi offerti alla clientela wholesale. Con
riferimento al numero di interventi on field inerenti ai guasti dei
servizi di accesso xDSL simmetrico e ISDN PRA, tuttavia, considerata
la complessita’ della procedura di estrazione dei dati, Telecom
Italia ha precisato che essi sono stati calcolati sulla base dei dati
disponibili in contabilita’ regolatoria 2009 per i servizi ISDN PRA.
In ogni caso, considerati i volumi relativamente poco significativi
per questi servizi, l’impatto di questa stima sulla valutazione del
suddetto indicatore risulta, secondo Telecom Italia, molto limitato.
30. A tale riguardo l’Autorita’ ritiene che la metodologia adottata
per il calcolo dell’indicatore tasso di guasto possa essere
considerata coerente con quanto indicato nella delibera. In
particolare, circa la stima effettuata da Telecom Italia del numero
di interventi on field inerenti ai guasti dei servizi di accesso xDSL
simmetrico e ISDN PRA, gli uffici hanno verificato che il valore
stimato e’ effettivamente ininfluente ai fini della valutazione
finale e quindi ritengono ammissibile l’impostazione seguita.

Tutto cio’ premesso e considerato;

Udita la relazione dei commissari Roberto Napoli e Enzo Savarese,
relatori ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

1. Le verifiche sulla qualita’ e l’ammodernamento della rete di
accesso di Telecom Italia, svolte ai sensi degli articoli 5, 6 e 7
della delibera n. 578/10/CONS, hanno avuto riscontro favorevole come
illustrato nelle premesse del presente provvedimento.
2. Le variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso
all’ingrosso previste, per l’anno 2011, dalla delibera n. 578/10/CONS
sono pertanto applicabili.
Avverso il presente provvedimento puo’ essere presentato ricorso al
tribunale amministrativo regionale del Lazio, entro sessanta giorni
dalla data di comunicazione del provvedimento stesso (articoli 135,
comma 1, lettera b), e 119, comma 2, del codice del processo
amministrativo), ovvero puo’ essere proposto ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 8, comma 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199,
entro il termine di centoventi giorni dalla data di comunicazione del
provvedimento stesso.
La presente delibera e’ notificata alla societa’ Telecom Italia
S.p.a.
La presente delibera e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale e sul sito web
dell’Autorita’.
Roma, 16 febbraio 2011

Il presidente
Calabro’

I commissari relatori
Napoli – Savarese

(1) L’Accordo quadro recepisce le specifiche tecniche sulle
attivazioni e le migrazioni, comprese le relative causali di
scarto, definite nella circolare dell’Autorita’ del 9 aprile
2008.

(2) Si evidenzia che il certificatore ha effettuato le proprie
verifiche utilizzando l’intero campione disponibile di dati,
accedendo ai medesimi database utilizzati da Telecom Italia,
senza quindi far ricorso ad un’analisi campionaria.

(3) L’OdV definisce i KO per incompatibilita’ tecnica come quelli che
«si verificano in tutti quei casi in cui l’ordinativo di lavoro
preveda delle caratteristiche tecniche che non possono essere
soddisfatte dalla particolare realta’ impiantistica a cui si
riferiscono: un esempio puo’ essere l’eccessiva lunghezza di una
linea che non permette il raggiungimento dei parametri fisici per
l’attivazione di un servizio ADSL piuttosto che l’impossibilita’
di attivare un servizio dati alla velocita’ richiesta. In questi
ultimi casi e’ possibile per l’operatore riproporre l’ordinativo
di lavoro per un servizio a velocita’ inferiore».

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 16 febbraio 2011

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