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Circolare 01/01/1980

Circolare 01/01/1980 n. 15 - Istruzioni tecniche per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni in conglomerato cementizio armato eseguite con l'impiego di casseforme a tunnel e mensole metalliche in disarmo (e sistemi similari)

Circolare 01/01/1980 n. 15

Istruzioni tecniche per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni in conglomerato
cementizio armato eseguite con l’impiego di casseforme a tunnel e
mensole metalliche in disarmo (e sistemi similari)

MINISTERO DEL
LAVORO

1. Piano antinfortunistico

a) Prima dell’inizio dell’opera
l’impresa deve predisporre un programma concernente la successione
delle fasi di lavoro e la dettagliata descrizione, per ciascuna fase,
delle modalità operative e delle misure di sicurezza da adottare.

b)
Il programma deve essere firmato dall’imprenditore o dal dipendente
direttore dei lavori e deve essere tenuto presso il cantiere a
disposizione degli ispettori del lavoro.

c) Il programma deve essere
preventivamente portato a conoscenza dei lavoratori.

2.
Sorveglianza

Tutte le operazioni devono essere eseguite sotto la
diretta sorveglianza di un preposto ai lavori.

3. Attrezzature ed
opere provvisionali

Le attrezzature impiegate e gli apprestamenti
protettivi devono possedere, in relazione alle esigenze della
sicurezza, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere
mantenuti in buono stato di conservazione ed efficienza.

4.
Calcolo delle mensole di disarmo

a) In cantiere deve essere tenuta
copia della relazione di calcolo attestante l’idoneità delle mensole a
sopportare i carichi trasmessi dagli elementi tunnel che possono
essere scasserati in una sola volta e dall’attrezzatura di
disarmo.

b) La relazione, eseguita in base alle normative tecniche
per le strutture metalliche e corredata da disegni quotati, deve
essere firmata da ingegnere od architetto abilitato all’esercizio
della professione.

c) Detta relazione potrebbe ritenersi
temporaneamente sostitutiva della autorizzazione da richiedere al
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, secondo quanto
stabilito dall’art. 30 del D.P.R. 7 Gennaio 1956, n. 164.

5.
Impalcati, parapetti, accessi ai piani di lavoro

Gli impalcati, i
parapetti ed i mezzi di accesso ai piani di lavoro devono risultare
conformi alle disposizioni del D.P.R. 7 Gennaio 1956, n. 164 del D.M.
2 Settembre 1968.

6. Banches

a) Le banches devono essere
provviste nella parte superiore, di ponti di servizio solidale con la
stessa banche e munito di parapetto.

b) Il ponte delle banches di
estremità deve essere fornito di parapetto anche sul lato corto
prospiciente il vuoto.

c) Le banches, con il relativo ponte, possono
essere rimosse dopo l’estrazione dalla cassaforma tunnel
contigua.

7. Mensole di disarmo

a) Le mensole di disarmo
devono essere solidamente ancorate alla costruzione in modo da evitare
qualsiasi spostamento per urti o per spinta dal vento o durante la
movimentazione degli elementi tunnel.

b) Il sistema di ancoraggio
deve essere realizzato in conformità alle indicazioni di progetto.

c)
Le mensole devono essere munite di parapetti sui fianchi prospicienti
il vuoto e sul lato frontale.

d) Ove sia necessario per consentire
l’estrazione dell’elemento tunnel, la difesa frontale dovrà essere
costituita da una intelaiatura metallica ribaltabile, munita di idonea
rete.

e) Tale protezione, nella posizione ribaltata, deve avere una
inclinazione non superiore a 15 gradi rispetto all’orizzontale ed un
oggetto non inferiore a m. 1.80, mentre nella posizione verticale deve
superare il piano di calpestio della mensola di almeno un metro.

f)
La superficie verticale compresa fra il piano di calpestio della
mensola e la rete in posizione inclinata non deve presentare spazi
liberi superiori a cm. 20.

g) La movimentazione della rete deve
essere effettuata con sistemi manovrabili a distanza da posizione
sicura.

h) Le zone comprese tra i parapetti laterali della mensola
e la rete ribaltata devono essere protette con idonei sistemi in rete
a soffietto.

i) Le mensole devono essere inoltre provviste di
parapetto, solidale con i piedi appoggio, in corrispondenza della
cella (canna) sottostante.

l) Le mensole non devono essere utilizzate
per lo stoccaggio di materiali.

8. Passerelle di transito

a)
Le passerelle di transito utilizzate sui lati della costruzione non
serviti dalle mensole di disarmo devono essere munite di parapetto e
non devono presentare discontinuità in corrispondenza di angoli,
aggetti o rientranze della costruzione.

b) Le passerelle di transito
disposte al piede delle banches devono essere munite di parapetto e
raccordate con gli impalcati contigui di facciata.

9. Casseforme
tunnel

Le casseforme tunnel devono essere predisposte per la
installazione di parapetti su entrambe le testate prospicienti il
vuoto.

10. Ancoraggi per cinture di sicurezza

a) Nella
struttura gettata devono essere predisposti, in corrispondenza di ogni
canna di tunnel, idonei sistemi per l’aggancio delle funi di
trattenuta delle cinture di sicurezza.

b) Il numero e la collocazione
di detti sistemi devono essere tali da consentire agli addetti
l’esecuzione delle operazioni in condizioni di sicurezza.

11.
Accesso ai piani

Prima della costruzione delle rampe delle scale,
l’accesso ai piani deve essere garantito con mezzi sicuri quali scale
portatili o rampe provvisorie in legno.

12. Estrazione delle
casseforme a tunnel

a) Lo sfilamento delle casseforme tunnel deve
essere esclusivamente effettuato spingendo l’elemento dall’interno
della costruzione.

b) L’addetto alla operazione di aggancio
dell’elemento alla gru deve far uso di cintura di sicurezza, con fune
trattenuta vincolata ad uno dei sistemi di ancoraggio di cui al punto
10.

c) Dopo l’estrazione deve essere ripristinata la posizione
verticale della difesa frontale della mensola di disarmo.

13.
Parapetti ai piani e passerelle di transito

a) Non appena estratti
i tunnel, rimosse le banches e completato il getto del solaio, sul
lato non servito dalle mensole di disarmo devono essere installati
parapetti o passerelle di transito in modo che il perimetro del solaio
stesso risulti in ogni momento completamente protetto.

b) Per
l’esecuzione di tali opere provvisionali gli addetti devono far uso di
cintura di sicurezza, con fune di trattenuta vincolata ad uno dei
sistemi di ancoraggio di cui al punto 10.

14. Protezione delle
celle ( canne )

a) Sul lato non servito delle mensole di disarmo
devono essere installati parapetti alle estremità delle celle prima
che vengano spostate al piano superiore le passerelle di transito.

b)
Prima dell’estrazione delle mensole di disarmo deve essere applicato
un parapetto nella cella ( canna ) sottostante, in sostituzione di
quello solidale con i piedi della mensola stessa (punto 7).

15.
Preparazione delle superfici del tunnel

l) Le operazioni di pulizia
delle superfici dei tunnel e di spalmatura di prodotti disarmati
devono essere effettuate con l’impiego di idonee opere provvisionali,
a terra o sul solaio.

2) Le suddette operazioni, sul solaio, potranno
anche essere svolte procedendo nel modo seguente:

a) la
preparazione delle pareti laterali deve essere eseguita con l’elemento
tunnel sistemato sul solaio, in zona arretrata rispetto ai bordi della
costruzione;

b) la preparazione della superficie orizzontale deve
avvenire quando il tunnel è in posizione definitiva ed affiancato; su
ambo i lati, da altri tunnel e banches;

c) le pareti laterali del
tunnel delle canne di testata devono essere preparate a terra

3) In
ogni caso lo sgancio dell’elemento tunnel dalla gru deve essere
effettuato prima che sia iniziata la preparazione della superficie
orizzontale.

16. Parapetti sui tunnel

Durante la fase di
preparazione dei tunnel, prima della pulizia della superficie
orizzontale, gli elementi tunnel utilizzati per il getto delle
estremità delle canne dovranno essere muniti di parapetto sui lati che
risulteranno prospicienti il vuoto (punto 9).

17. Altre
disposizioni

a) Per quanto non contemplato dalle presenti
istruzioni si fa richiamo alle disposizioni di cui al D.P.R. 27 Aprile
1955, n. 547 ed al D.P.R. 7 Gennaio 1956, n. 164.

b) Eventuali
varianti rispetto a quanto indicato nei punti precedenti, che si
rendessero necessarie per particolari esigenze tecniche, possono
essere consentite purché venga comunque garantito un livello di
sicurezza almeno equivalente.

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