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Circolare 01/08/1983

Circolare 01/08/1983 n. 25 - Ministero dell'interno - Chiarimenti e indicazioni applicative del D.M. 6-7-1983.

Circolare 01/08/1983 n. 25

Ministero dell’interno – Chiarimenti e
indicazioni applicative del D.M. 6-7-1983.

E’ stato pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n.201 del 23-7-1983 il decreto in data 6-7-1983 del
Ministro dell’interno di concerto con il Ministro del turismo e dello
spettacolo, recante “Norme sul comportamento al fuoco delle strutture
e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri,
cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere”.
Si
precisa anzitutto che il decreto aggiorna unicamente quelle
disposizioni contenute nella circolare n.16 del 15-2-1951 che si
riferiscono al comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali
(resistenza al fuoco e reazione al fuoco) lasciando completamente
inalterate e valide tutte le altre disposizioni contenute nella
circolare medesima e sue successive integrazioni e modificazioni, che,
ai sensi di quanto stabilito dall’art.22 del D.P.R. 577/82, hanno
attualmente valore cogente.
Le norme in oggetto sono state aggiornate
dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi
di cui dell’art.10 del D.P.R. 577/82 ai sensi di quanto disposto
dall’art.11 del D.P.R. stesso.
La citata circolare del Ministero
dell’interno n.16 del 15-2-1951 “Norme di sicurezza per la
costruzione, l’esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi ed
altri locali di spettacolo in genere” forniva alcune indicazioni circa
le strutture ed i materiali da impiegarsi nella costruzione dei locali
pubblici secondo la classificazione di cui all’art.17 della circolare
stessa.
In particolare più significativo appariva quanto citato nel
primo comma dell’art.25, il quale recitava: “Nella costruzione di
edifici, destinati a contenere locali contemplati nel presente
regolamento, debbono essere impiegati materiali resistenti al
fuoco”.
E’ noto che l’evoluzione della normativa tecnica in tale
settore, sia in sede internazionale che nazionale, ha condotto ad una
differenziazione concettuale e terminologica delle caratteristiche di
comportamento al fuoco che devono presentare rispettivamente le
strutture ed i materiali (circolare ministeriale n.12 del 17-5-1980
per i materiali).
Il termine “resistente al fuoco” citato nella
circolare n.16 deve intendersi infatti riferito unicamente agli
elementi strutturali portanti e/o separanti.
Al riguardo è stato già
fornito il necessario chiarimento con la circolare ministeriale n.52
del 20-11-1982 con il quale è stato puntualizzato che <<… i
requisiti di “Resistenza al fuoco” degli elementi strutturali degli
edifici ad uso civile devono essere valutati secondo le prescrizioni e
le modalità di prova stabilite nella circolare ministeriale n.91 del
14-9-1961 prescindendo, quindi, dal tipo di materiale costituente
l’elemento strutturale stesso (calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno
massiccio, legno lamellare, elementi compositi) e possono essere “REI”
“RE” “R”>>. Inoltre, tenuto conto che i locali classificati
all’art.17 della circolare n.16/1951 sono destinati ad uso civile, il
dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i
vari tipi di strutture, che possono essere realizzate con qualsiasi
materiale come sopra indicato, nonché la classificazione dei locali
stessi in funzione del carico d’incendio, sono determinati secondo le
tabelle e con le modalità specificate nella circolare n.91
sopraccitata.
Per quanto riguarda, invece, i materiali di finitura,
definiti “resistenti al fuoco” nella circolare n.16/1951, occorre più
propriamente riferirsi a quel complesso di requisiti che
caratterizzano il processo di partecipazione alla combustione sia in
fase di innesco sia come sviluppo dell’incendio e che sono indicati,
anche in sede internazionale, con il termine “reazione al fuoco”. Al
riguardo, occorre richiamarsi a quanto già indicato nella circolare
n.12 del 17-5-1980, in particolare per quanto attiene al sistema di
classificazione dei materiali a seguito di prove standard
significative.
Le modificazioni intervenute in questo settore tecnico
hanno consentito di passare da valutazioni empiriche e generiche di
resistenza al fuoco a valutazioni specifiche di tipo sperimentale,
distinte concettualmente e rivolte ad evidenziare, anche
quantitativamente, i requisiti di “resistenza al fuoco” e di “reazione
al fuoco”.
Ciò premesso, fino a quando non saranno state emanate le
norme specifiche sulla resistenza al fuoco degli elementi costruttivi
per le varie attività previste dalla legge 2-2-1974, n.64 ed in attesa
che a seguito di ulteriori dati sperimentali sia possibile definire,
in maniera più completa, le normative tecniche finalizzate
all’utilizzazione dei materiali nei locali in funzione della loro
destinazione d’uso, nei locali classificati all’art.17 della circolare
n.16/1951, devono osservarsi le disposizioni contenute nel presente
decreto che sostituiscono quelle degli artt. 25, 26, 27, 61 e 181
della circolare n.16/1951.
Le nuove disposizioni, come già detto,
forniscono i criteri generali da osservarsi per l’impiego corretto di
strutture e materiali in relazione al loro comportamento al fuoco.
In
particolare sono state precisate le caratteristiche dei rivestimenti
delle poltrone, in precedenza non definite, e sono state previste
misure alternative atte a conferire un equivalente grado di
sicurezza.
E’ stato trattato il problema dei materiali impiegati nelle
scene e negli arredamenti puntualizzando i requisiti che devono
possedere ai fini antincendi.
L’art.6 infine detta disposizioni
procedurali e di esercizio nella fase transitoria per l’adeguamento ai
criteri indicati al fine di consentire la prosecuzione dell’esercizio
durante i tempi tecnici richiesti per l’attuazione delle prescrizioni
di cui agli artt. 2, 3, 4 e 5 del decreto.
Tali misure tendono a
regolare lo svolgimento corretto dell’attività dei locali ed a
rafforzare l’azione tempestiva di soccorso in caso di incendio.
In
tema di procedura, si richiama quanto già chiarito con circolare n.52
del 20-11-1982 (punto 4.0) circa la possibilità che, ai fini del
rilascio del certificato di prevenzione incendi, possano essere
utilizzati e acquisiti da parte dei Comandi provinciali dei Vigili del
fuoco i verbali di visita e gli elaborati grafici già prodotti dagli
esercenti e in possesso delle segreterie delle Commissioni Provinciali
di vigilanza.
Nell’ambito della documentazione da richiedere per il
rilascio del certificato prevenzione incendi, è opportuno tenere conto
– specie per quanto riguarda gli aspetti impiantistici – del maggior
livello di sicurezza dei locali che avranno ottemperato alle
prescrizioni del decreto nonché della intervenuta riduzione nel tempo
di taluni fattori di rischio quali ad esempio l’adozione di pellicole
ininfiammabili, di lampade allo xenon in sostituzione di quelle ad
arco, di meccanismi di proiezione automatica, ecc.
Per quanto riguarda
gli impianti elettrici, anche ai fini delle eventuali certificazioni,
si potrà fare riferimento alla specifica normativa contenuta
nell’allegato A) della circolare n.16 del 15-2-1951.
Il decreto, come
accennato, prescrive in più punti i requisiti di comportamento al
fuoco delle strutture e materiali, talché è necessario che il
responsabile dell’attività presenti le richieste certificazioni
rilasciate dal Centro Studi ed Esperienze o da enti e laboratori
legalmente riconosciuti.
In proposito si informa che, ai sensi
dell’art.18 del D.P.R. n.577/82 e sulla scorta delle indicazioni e
delle intese intercorse con il C.N.R., le certificazioni sulla
reazione al fuoco potranno essere rilasciate oltreché dal Centro Studi
ed Esperienze Antincendi anche dai seguenti due laboratori a ciò
abilitati e compresi nell’ “Albo dei laboratori esterni pubblici e
privati altamente qualificati” approvato con decreto 16-3-1983 del
Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca
scientifica e tecnologica (G.U. 6-7-1983, n.183):
(I.C.I.T.E.)
Istituto centrale per l’industrializzazione e la tecnologia
edilizia
Via Lombardia, 49
20098 San Giuliano Milanese (MI)
(Istituto
del C.N.R.)
Istituto per la tecnologia del legno
38010 San Michele
all’Adige (TN)
(Istituto del C.N.R.)
Al fine di armonizzare ed
uniformare l’attività dei laboratori saranno instaurate idonee intese
fra tali organismi ed il Centro Studi ed Esperienze direttamente o
tramite il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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