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Circolare 06/08/1998

Circolare 06/08/1998 n. 23 - Ministero dell’interno - Edilizia scolastica. Chiarimenti in ordine all'applicazione della disciplina dettata dall'art. 5 della legge 16-6-1998, n. 191.

Circolare 06/08/1998 n. 23

Ministero dell’interno – Edilizia
scolastica. Chiarimenti in ordine all’applicazione della disciplina
dettata dall’art. 5 della legge 16-6-1998, n. 191.

Ai prefetti della
Repubblica (escluse le province della regione Sicilia)
A tutte le
province (esclusi gli enti delle regioni Val d’Aosta, Trentino-Alto
Adige e Sicilia)
A tutti i comuni (esclusi gli enti delle regioni Val
d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Sicilia e per conoscenza,
Alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la funzione
pubblica e gli affari regionali
Alla Corte dei conti – Sezione enti
locali
Al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato
I.GE.S.P.A. – Dipartimento del Tesoro Servizio II
Alla Banca d’Italia
– Amministrazione centrale – Servizio rapporti con il Tesoro Divisione
normativa e procedurale
Al Ministero delle finanze – Dipartimento
delle entrate – Direzione centrale per la fiscalità locale
Alla Cassa
depositi e prestiti
Al rappresentante del Governo nella regione
sarda
Al rappresentante del Governo nella regione Friuli-Venezia
Giulia
Ai commissari del Governo nelle regioni a statuto
ordinario
Agli uffici regionali di riscontro amministrativo del
Ministero dell’interno -Presso le prefetture dei capoluoghi di
regione
Alla Scuola superiore dell’amministrazione civile
dell’interno
All’ A.N.C.L
All’ U.P.L
All’ U.N.C.E.M.
All’ Istituto
nazionale di statistica
All’ Associazione bancaria italiana
1.
Premessa.
La legge 11 gennaio 1996, n. 23, disciplina in maniera
organica le competenze degli enti locali in materia di edilizia
scolastica. In particolare, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera a),
della citata legge, i comuni provvedono alla fornitura ed alla
manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici da destinare a
sede di scuole materne, elementari e medie. Alle province, invece, in
forza dello stesso articolo, comma 1, lettera b), compete la fornitura
e relativa manutenzione degli edifici da destinare a sede di istituti
e scuole di istruzione secondaria superiore, compresi i licei
artistici e gli istituti d’arte,
I conservatori di musica, le
accademie, gli istituti superiori per le industrie artistiche nonché i
convitti e le istituzioni educative statali. Inoltre, ai sensi del
comma 2 del citato art. 3, i comuni e le province sono tenuti a
provvedere, in ordine alle competenze di cui sopra, alle spese varie
d’ufficio, all’arredamento, alle spese per utenze elettriche e
telefoniche, alle spese per provvista di acqua e gas, al riscaldamento
ed ai relativi impianti. La ridefinizione delle competenze degli enti
locali in ordine alla materia in questione ha comportato un
cambiamento nella titolarità della gestione degli edifici scolastici
destinati alla istruzione secondaria superiore.
In particolare mentre
nel periodo antecedente la legge n. 23 del 1996 lo Stato, i comuni e
le province provvedevano entrambe alla fornitura degli edifici per il
settore relativo alla istruzione secondaria superiore in relazione
alla tipologia degli istituti e delle scuole ad essi affidati, per il
futuro le province hanno competenza generale in materia di edilizia
scolastica per l’intera istruzione secondaria superiore. In ordine a
tale problematica la legge n. 23 del 1996 ha disciplinato il passaggio
della gestione degli edifici a ciò destinati alle province ed il
connesso aspetto delle risorse finanziarie di cui le stesse province
necessitano per le nuove competenze.
A tale riguardo mentre l’art. 8
della citata legge n. 23 del 1996 disciplina dettagliatamente il
passaggio in proprietà od in uso gratuito degli immobili dei comuni e
dello Stato in favore delle province, al fine di permettere a queste
ultime di svolgere le proprie competenze prima evidenziate il
successivo art. 9 detta disposizione in favore delle stesse province
per i finanziamenti necessari alla gestione degli edifici che verranno
ad esse trasferiti. In particolare l’art. 9, comma 2, della legge n.
23 del 1996 prevede che con decreto del Ministro dell’Interno, di
concerto con i Ministri del tesoro e della pubblica istruzione, siano
determinati gli oneri di parte corrente, con esclusione di quelli
relativi alla manutenzione straordinaria, comunque sostenuti da
ciascun comune in media nell’arco del triennio finanziario precedente,
per il funzionamento degli edifici scolastici, la cui competenza a
provvedere spetta alle province al sensi dell’art. 3, comma 1, lettera
b) della citata legge.
In adempimento di tale disposizione sono stati
emanati i decreti del 7 febbraio 1997 e 24 novembre 1997. Il comma 3
dello stesso art. 9 prevede poi che con decreto del Ministro delle
finanze di concerto con i Ministri del tesoro e della pubblica
istruzione sono determinati gli oneri comunque sostenuti, esclusi
quelli di manutenzione ordinaria, dallo Stato e, nel caso in cui siano
proprietari dell’immobile, dalle istituzioni scolastiche per il
funzionamento degli edifici scolastici la cui competenza a provvedere
spetta alle province ai sensi dell’art. 3 della legge n. 23 del 1996.

In attuazione della richiamata disposizione è stato emanato il
decreto del 26 febbraio 1998. Secondo il disposto del successivo comma
4 del sopra richiamato art. 9 le somme così determinate vengono
trasferite dallo Stato, dalle istituzioni e dai comuni alle province
mediante apposita convenzione da stipulare tra gli enti interessati.
Per agevolare il trasferimento dei fondi alle province ed in
considerazione delle nuove funzioni attribuite a queste ultime sono
state emanate disposizioni contenute nell’art. 5 della legge 16 giugno
1998, n. 191, che prevede essenzialmente tre misure qui di seguito
analizzate.
2. Normativa di attuazione del trasferimento dei fondi ai
sensi dell’art. 5, comma 1 della legge n. 191 del 1998.
L’art. 5,
comma 1, della legge n. 191 del 1998 ha modificato le modalità di
erogazione delle risorse a favore delle province. La richiamata
disposizione prevede che a decorrere dall’anno 1998 il passaggio delle
somme dai comuni alle province, dovute secondo le convenzioni
stipulate ai sensi della legge n. 23 del 1996, venga effettuato
attraverso il sistema dei trasferimenti erariali, rendendo così più
immediata la procedura. In particolare i trasferimenti erariali
spettanti ai comuni ed alle province saranno rispettivamente diminuiti
ed aumentati dell’importo pari a quello stabilito nelle convenzioni
stipulate ai sensi della citata legge n. 23 del 1996.
Per il solo anno
1998 la suddetta procedura terrà conto delle somme già eventualmente
trasferite dai comuni alle province nell’anno 1998 e delle spese
sostenute dai comuni sempre nell’anno 1998 nelle more della
stipulazione delle convenzioni.
A decorrere dall’anno 1999 oggetto del
trasferimento sarà solo la somma che deve essere trasferita dai comuni
alle province secondo i decreti interministeriali emanati ai sensi
dell’art. 9, comma 2, della legge n. 23 del 1996 ovvero risultante
dalle convenzioni stipulate tra comuni e province.
Al fine di dare
attuazione a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, della legge n.
191 del 1998, i comuni e le province dovranno trasmettere entro il
termine del 30 settembre 1998 alle prefetture territorialmente
competenti apposita certificazione, secondo il modello di cui agli
allegati A e B della presente circolare. Nel modello di cui all’
allegato A i comuni dovranno indicare i dati relativi a: 1) l’importo
delle somme che ciascun comune deve trasferire alla provincia così
come stabilito dai decreti interministeriali di cui all’art, 9, comma
2, della legge n. 23 del 1996 ovvero nella convenzione stipulata dai
predetti enti ai sensi dell’art. 9, comma 4, della predetta legge; 2)
l’importo delle somme già trasferite nell’anno 1998, per la competenza
del medesimo anno, da ciascun comune alla provincia; 3) l’importo
delle spese sostenute da ciascun comune nelle more della stipula delle
convenzioni di cui alla legge n. 23 del 1996.
Nel modello di cui all’
allegato B le province dovranno indicare: 1) l’importo delle somme che
le province devono ricevere da ciascun comune cosi come stabilito dai
decreti interministeriali di cui all’art. 9, comma 2, della legge n.
23 del 1996 ovvero nella convenzione stipulata dai predetti enti ai
sensi dell’art. 9, comma 4, della citata legge; 2) la data a decorrere
dalla quale le province sostengono gli oneri per il funzionamento
degli edifici scolastici trasferiti dai comuni ai sensi della legge n.
23 del 1996.
Va evidenziato che i comuni e le province della regione
Friuli-Venezia Giulia non sono interessati alla procedura in questione
in quanto, ai sensi del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9, ai
trasferimenti erariali agli enti locali provvede la stessa regione e
non il Ministero dell’interno. Pertanto i predetti enti non devono
trasmettere alcuna certificazione.
Nel caso in cui gli enti non
provvedano a trasmettere le richieste certificazioni entro il termine
del 30 settembre 1998, il Ministero dell’interno attuerà la procedura
del trasferimento delle somme dovute dai comuni alle province
basandosi sui dati Finanziari risultanti dai decreti del Ministro
dell’interno di concerto con i Ministri del tesoro e della pubblica
istruzione del 7 febbraio 1997 e 24 novembre 1997 emanati ai sensi
dell’art. 9, comma 2, della predetta legge. Si fa presente che a breve
termine sarà emanato un ulteriore decreto che tiene conto delle
rettifiche trasmesse dai comuni rispetto a quanto dichiarato in
precedenza in ordine alle spese correnti sostenute nel triennio
1993/1995.
3. Nuovi contributi alle province ai sensi dell’art. 5,
comma 2, della legge 16 giugno 1998, n. 191.
Il comma 2 dell’art. 5
della legge n. 191 del 1998 prevede a favore delle province un
contributo straordinario di lire 38,457 miliardi per il solo anno 1998
destinato a fin…

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