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Circolare 12/05/1998

Circolare 12/05/1998 n. 121/E - Ministero finanze e Ministero dei lavori pubblici – Articoli 1 (commi 1, 2, 3, 6 e 7) e 13 (comma 3) della legge 27 dicembre 1997, n. 449.- Interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi nelle regioni Emilia Romagna e Calabria. Ulteriori chiarimenti.

Circolare 12/05/1998 n. 121/E

Ministero finanze e Ministero dei
lavori pubblici –

Articoli 1 (commi 1, 2, 3, 6 e 7) e 13
(comma 3) della legge 27 dicembre 1997, n. 449.- Interventi di
recupero del patrimonio edilizio e di ripristino delle unità
immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi
sismici verificatisi nelle regioni Emilia Romagna e Calabria.

Ulteriori chiarimenti.

1. Premessa

Nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana n. 60 del 13 marzo 1998 sono stati
pubblicati i decreti 18 febbraio 1998, n. 41 (concernente il
regolamento recante norme di attuazione e procedure di controllo di
cui all’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in
materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia) e 6
marzo 1998 (di approvazione, con le relative istruzioni, del modulo da
utilizzare per trasmettere al Centro di Servizio delle imposte dirette
e delle imposte indirette la comunicazione concernente la data di
inizio lavori) nonché la circolare 24 febbraio 1998, n. 57/E, del
Ministero delle finanze e del Ministero dei lavori pubblici,
illustrativa delle disposizioni riguardanti la detrazione del 41%
spettante per le spese sostenute per taluni interventi di recupero del
patrimonio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate
o considerate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi
nelle regioni Emilia Romagna e Calabria.

Considerato che,
successivamente alla pubblicazione dei citati atti amministrativi,
sono pervenuti alcuni quesiti in merito ad aspetti particolari che
interessano la materia di cui trattasi, con la presente circolare
vengono forniti ulteriori chiarimenti per consentire una uniforme
applicazione delle disposizioni in commento.

2. Soggetti ammessi ad
usufruire della detrazione

Con la richiamata circolare n. 57/E è
stato precisato che la detrazione ai fini dell’Irpef compete, se
hanno sostenuto le spese e queste sono rimaste effettivamente a loro
carico, al possessore o al detentore dell’immobile sul quale
sono eseguiti i lavori e cioè, al proprietario o al nudo proprietario,
al titolare di un diritto reale sullo stesso (uso, usufrutto,
abitazione), nonché all’inquilino o al comodatario. E’
stato, inoltre, specificato che tra i possessori dell’immobile
sono compresi i soci di cooperative non a proprietà indivisa,
assegnatari di alloggi anche se non ancora titolari di mutuo
individuale, mentre i soci di cooperative a proprietà indivisa,
assegnatari di alloggi, sono compresi, tra i detentori
dell’immobile. Nella numerata circolare è stato inoltre chiarito
che il possessore o detentore dell’unità immobiliare
residenziale può anche assumere la qualifica di imprenditore
individuale, anche agricolo, se l’immobile relativo
all’impresa sul quale vengono realizzati gli interventi non
costituisce bene strumentale per l’esercizio dell’impresa
né bene alla cui produzione o al cui scambio è diretta
l’attività dell’impresa medesima.

La stessa circolare ha
precisato che la detrazione trova, altresì, applicazione nei confronti
dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir, che producono
redditi in forma associata (cioè le società semplici, in nome
collettivo, in accomandita semplice e dei soggetti a questi
equiparati, nonché delle imprese familiari), alle stesse condizioni
previste per gli imprenditori individuali con l’ulteriore
precisazione che per l’individuazione dei soggetti che hanno
diritto alla detrazione e dell’importo spettante, determinato
sulla base delle quote di partecipazione, si osservano le previsioni
contenute nello stesso articolo 5 del Tuir.

Ciò premesso vengono ora
forniti i seguenti ulteriori chiarimenti.

2.1. Familiari
conviventi

La detrazione compete anche al familiare convivente del
possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono
effettuati i lavori, purché ne sostenga le spese (i bonifici di
pagamento devono, quindi, essere da lui eseguiti e le fatture devono
essere a lui intestate). A tale riguardo è opportuno precisare che per
familiari, ai fini delle imposte sui redditi, s’intendono, a
norma dell’articolo 5, comma 5, del Tuir, il coniuge, i parenti
entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Va, inoltre,
chiarito che, in questa ipotesi, il titolo che legittima è costituito
dall’essere “un familiare”, nel senso sopra chiarito, convivente
con il possessore intestatario dell’immobile. Non è richiesta
l’esistenza di un sottostante contratto di comodato e, pertanto,
nessun estremo di registrazione va indicato nell’apposito spazio
del modulo di comunicazione dell’inizio dei lavori che il
soggetto che intende fruire della detrazione deve presentare al centro
di servizio competente, né al predetto modulo va allegata alcuna altra
documentazione atta a comprovare tale situazione si fa tuttavia
presente che la predetta documentazione (consistente eventualmente
anche in una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante i
fatti in questione) dovrà invece essere esibita o trasmessa in caso di
richiesta da parte dell’amministrazione finanziaria. Si precisa,
infine, che nella indicata ipotesi la detrazione compete, ferme
restando le altre condizioni, anche se le abilitazioni comunali
risultano intestate al proprietario dell’immobile e non al
familiare convivente che fruire della detrazione.

2.2 Futuro
acquirente

La detrazione compete, nel rispetto di tutte le altre
condizioni previste, anche al promissario acquirente
dell’immobile, immesso nel possesso dell’immobile stesso,
qualora esegua, a proprio carico, le spese per gli interventi
agevolabili.

In tale ipotesi, per avere diritto alla detrazione, è
necessario: che sia stato regolarmente a) effettuato un compromesso di
vendita dell’unità immobiliare; b) che per detto compromesso sia
effettuata la registrazione presso l’Ufficio del registro
competente; c) gli estremi di registrazione siano indicati
nell’apposito spazio del modulo di comunicazione
dell’inizio dei lavori; che il promissario acquirente deve
presentare al centro di servizio competente. Non è richiesta
l’autorizzazione ad eseguire i lavori da parte del promittente
venditore ciò in quanto l’autorizzazione stessa può ritenersi
implicita mentre accordata in conseguenza dell’anticipata
immissione nel possesso del futuro acquirente. E’ appena il caso
di precisare che la detrazione compete soltanto per le spese relative
agli interventi di recupero e di ristrutturazione effettuati
sull’unità immobiliare e che, pertanto, tali spese devono essere
contabilizzate distintamente da quelle relative all’acquisto
dell’unità immobiliare.

2.3 Opere eseguite da un imprenditore
edile su una propria abitazione

L’imprenditore edile che esegue
dei lavori agevolabili su una unità immobiliare tenuta a propria
disposizione ha diritto alla detrazione del 41% delle spese sostenute.
Al riguardo si precisa che l’articolo 3, comma 3, del DPR n. 633
del 1972, prevede che costituiscono prestazioni di servizio verso
corrispettivo anche quelle effettuate per uso personale o familiare
dell’imprenditore e, pertanto, nella predetta ipotesi
l’imprenditore edile è tenuto, ai fini dell’Iva, a
quantificare l’importo dei lavori eseguiti secondo il valore
normale e ad emettere la relativa fattura.

Analoga previsione non si
rinviene ai fini della determinazione del reddito d’impresa
infatti l’articolo 53, comma 2, del citato Tuir stabilisce che
tra i ricavi si comprende il valore normale dei beni indicati nel
comma 1 dello stesso articolo 53, destinati al consumo personale o
familiare dell’imprenditore, assegnati ai soci o destinati a
finalità estranee all’esercizio dell’impresa, mentre su
detto articolo non sono menzionate le prestazioni di servizio rese per
le stesse finalità. Pertanto, considerato che le predette prestazioni
di servizio non rilevano nella determinazione del reddito
d’impresa ne deriva, che le stesse sono indeducibili ai fini del
particolare reddito in quanto non inerenti all’attività
svolta.

Tanto premesso si ritiene che l’imprenditore in
questione ha diritto alla detrazione del 41% sia relativamente
all’acquisto dei materiali utilizzati per l’esecuzione dei
suddetti lavori, sia per le spese sostenute per il personale impiegato
nonché, ovviamente, per le spese di interventi realizzati da altre
imprese.

Per quanto riguarda l’utilizzo di personale della
propria impresa, non è necessario che le relative spese siano
comprovate da un pagamento con bonifico poiché l’utilizzo
risulterà comunque dalla contabilità tenuta dall’imprenditore e
dall’emissione della fattura prevista dalla legislazione
Iva.

2.4 Lavori eseguiti in proprio

Il contribuente che esegue in
proprio i lavori ha comunque diritto alla detrazione del 41%, sia pure
limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali
utilizzati.

2.5 Soci di cooperative a proprietà divisa e a proprietà
indivisa

Come già detto, hanno diritto alla detrazione del 41% anche
i soci di cooperative, sia a proprietà divisa, in quanto possessori
dell’immobile, che a proprietà indivisa, in quanto detentori
dell’immobile. Ciò premesso vengono di seguito forniti ulteriori
chiarimenti.

2.5.1 Soci di cooperativa a proprietà divisa

I soci
di cooperative a proprietà divisa per gli interventi relativi alle
singole unità immobiliari possedute devono attenersi alle istruzioni
impartite per i possessori e, quindi, non devono allegare al modulo
per la comunicazione all’Amministrazione finanziaria della data
di inizio dei lavor…

[Continua nel file zip allegato]

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