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Circolare 13/01/1995

Circolare 13/01/1995 n. 57 - Ministero dei lavori pubblici - Direttive circa la corretta applicazione delle disposizioni dettate dal T.U. 28-4-1938, n. 1165, in materia di collaudo dei fabbricati sociali di cooperative edilizie a contributo statale e di rilascio nullaosta alla stipulazione dei contratti di mutuo edilizio individuale.

Circolare 13/01/1995 n. 57

Ministero dei lavori pubblici – Direttive
circa la corretta applicazione delle disposizioni dettate dal T.U.
28-4-1938, n. 1165, in materia di collaudo dei fabbricati sociali di
cooperative edilizie a contributo statale e di rilascio nullaosta alla
stipulazione dei contratti di mutuo edilizio individuale.

(Gazzetta
ufficiale 29/03/1995 n. 74)

Il capo II del titolo V del testo unico
28 aprile 1938, n.1165, nel regolamentare le procedure per il collaudo
dei fabbricati sociali realizzati dalle cooperative edilizie fruenti
di contributo statale, dispone, tra l’altro:
a) che l’incarico di
collaudo è affidato, qualunque sia l’importo delle opere, ad un solo
collaudatore da nominarsi dal Ministro per i lavori pubblici (art.
81), d’intesa con gli istituti di credito mutuanti;
b) che il
collaudatore, oltre ad adempiere alle incombenze fissate dal
regolamento 25 maggio 1895, n.350, procede alla valutazione del costo
di ogni singolo alloggio e tutte le spese di collaudo vanno comprese
nel costo delle costruzioni (art.82);
c) che il collaudo è compiuto
entro sei mesi dalla nomina del collaudatore, salvo che, per
giustificati motivi e su istanza del collaudatore stesso, il Ministero
dei lavori pubblici accordi proroga dei termini. Il collaudatore
inadempiente può essere esonerato dall’incarico conservando solo il
diritto al rimborso delle spese incontrate per le operazioni eseguite
(art.83);
d) che la relazione definitiva di collaudo con il riparto,
tra i soci, della spesa occorsa per la costruzione dei fabbricati, è
trasmessa dal collaudatore, per il tramite del Ministero dei lavori
pubblici, alla cooperativa, la quale è tenuta a restituire gli atti al
Ministero non oltre un mese dalla data di trasmissione, con le sue
eventuali osservazioni, eccezioni o rilievi.
Entro il suddetto periodo
la cooperativa deve tenere a disposizione dei soci tutti gli atti di
collaudo ed il riparto, per almeno quindici giorni, dopo averne
preavvisato i soci stessi mediante lettera raccomandata.
Entro il
richiamato termine di quindici giorni, e comunque non oltre il mese di
cui sopra, è ammesso ricorso al Ministero il quale decide in via
definitiva, sentita la commissione di vigilanza e, ove lo ritenga del
caso, anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici (art.84);
e)
che il collaudo ed il riparto della spesa sono approvati dal Ministro
dei lavori pubblici (art.85).
Le competenze attribuite a questo
Ministero dall’art.81 circa la nomina dei collaudatori sono oggi
devolute ai provveditorati alle opere pubbliche giusta l’art. 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 30-6-1955, n.1534, e l’art.62
della legge 22 ottobre 1971, n.865.
Le competenze attribuite a questo
Ministero dall’art. 85 circa l’approvazione degli atti di collaudo e
di riparto della spesa sono, invece, oggi suddivise tra i
provveditorati alle opere pubbliche cui compete l’approvazione del
riparto di spesa ai sensi delle richiamate norme n. 1534/1955 e
n.865/1971, e gli istituti autonomi per le case popolari, cui compete
l’approvazione dei collaudi ai sensi della legge 22-10-1971, n.865, e
del relativo decreto di attuazione, decreto del Presidente della
Repubblica 30-12-1972, n. 1036.
Resta, comunque, nella competenza di
questa amministrazione centrale la definizione dei ricorsi di cui
all’art.84.
Ciò premesso, ritenuta la necessità di uniformare
l’applicazione della richiamata normativa e considerato:
1) che la
nomina delle commissioni di collaudo non è consentita dalle norme
richiamate e che le relative spese incidono sul costo dell’intervento
con conseguente aggravio degli oneri a carico dello Stato, essendo
tale costo totalmente ammissibile al contributo erariale;
2) che
nell’impossibilità di portare a termine l’incarico di collaudo entro i
sei mesi stabiliti dalla legge, è necessario che i collaudatori
rappresentino esplicitamente i motivi del ritardo affinché questi
possano formare oggetto di obiettiva valutazione da parte di questa
amministrazione sia per la concessione dell’eventuale proroga, sia per
l’adozione di possibili iniziative ai sensi dell’art. 127 del testo
unico n. 1165/1938;
3) che solo se gli atti di collaudo e di
ripartizione della spesa pervengono alle cooperative interessate per
il tramite dell’ufficio a ciò delegato dalla norma, può aversi la
certezza del dies a quo dal quale decorrono i termini stabiliti
(trenta giorni) per la proposizione degli eventuali ricorsi.
Si
invitano le SS.LL.:
1) ad evitare l’affidamento degli incarichi di
collaudo dei fabbricati sociali costruiti da cooperative edilizie a
contributo statale a commissioni di collaudo;
2) ad inserire nella
lettera di comunicazione dell’affidamento dell’incarico uno specifico
invito alla cooperativa a predisporre e consegnare, entro sessanta
giorni, al collaudatore tutta la documentazione occorrente per
l’espletamento dell’incarico (documentazione da indicare puntualmente
nella lettera stessa) nonché un richiamo circa la necessità che
l’incarico stesso venga concluso entro i termini di legge o che,
comunque, entro tali termini, il collaudatore comunichi i motivi che
ostano all’adempimento. Nel caso che l’incarico di collaudo sia stato
affidato in corso d’opera, il termine di sei mesi decorrerà dalla data
della fine lavori;
3) ad inserire, sempre nella lettera di
comunicazione dell’affidamento dell’incarico, opportune e necessarie
direttive per il collaudatore affinché, una volta redatti, gli atti di
collaudo e di ripartizione della spesa vengano rimessi, a sua cura,
direttamente al provveditorato alle opere pubbliche che ha conferito
l’incarico, perché questo li trasmetta ufficialmente alla cooperativa
interessata per il seguito di competenza ai sensi del richiamato art.
84 con decorrenza di termini dalla data di ricevimento della lettera
di trasmissione. La lettera provveditoriale di trasmissione dovrà
contenere, tra l’altro, esplicito invito alla cooperativa a restituire
comunque gli atti entro trenta giorni, sottoscritti o meno dai soci
per accettazione;
4) è opportuno, inoltre, precisare in modo esplicito
alle cooperative interessate, e quindi destinatarie anch’esse della
lettera di comunicazione di affidamento dell’incarico, che nel caso in
cui manchi l’accettazione da parte di uno o più soci, la cooperativa
dovrà fornire documentata prova di aver, comunque, provveduto ad
invitare i soci stessi a prendere visione di detti atti nei termini di
legge.
Riacquisiti gli atti, il provveditorato, dopo aver accertato
che tutti i soci li hanno sottoscritti o che, avutane conoscenza, non
hanno proposto ricorsi avverso di essi a questo Ministero, trasmetterà
la documentazione relativa al collaudo allo IACP della provincia in
cui sorgono gli alloggi che ne sono oggetto, per l’approvazione di
competenza ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
30-12-1972, n. 1036 (art. 9).
Gli atti di collaudo approvati dovranno
essere restituiti dallo IACP al provveditorato che li ha
trasmessi.
L’approvazione della ripartizione di spesa dovrà avvenire,
da parte del provveditorato alle opere pubbliche, solo dopo
l’approvazione degli atti di collaudo.
Qualora, invece, gli atti
restituiti dalla cooperativa risultassero impugnati, con apposito
ricorso, da parte di qualche socio, il provveditorato dovrà
immediatamente inviare tutta la documentazione a questo Ministero per
le determinazioni di competenza.
Per quanto riguarda, poi, la
concessione del nulla osta alla stipulazione dei contratti di mutuo
edilizio individuale previsto dall’art.139 del testo unico 28-4-1938,
n.1165 la cui competenza è stata devoluta ai provveditorati alle opere
pubbliche dall’art.7 del decreto del Presidente della Repubblica
30-6-1955, n. 1534 e dall’articolo unico della legge 29-12-1969, n.
1073, è necessario richiamare l’attenzione delle SS.LL. sulle
conseguenze irrevocabili che scaturiscono da tale atto.
Il primo comma
dell’art. 229 del citato testo unico recita, infatti: “Con la
stipulazione del contratto di mutuo edilizio individuale, il socio
acquista irrevocabilmente la proprietà dell’alloggio, dalla quale non
può essere dichiarato decaduto se non nei soli casi di morosità
disciplinati dagli artt. 66 e 103, comma terzo”.
Da qui l’esigenza che
detto nulla osta venga rilasciato solo dopo accurati accertamenti
tendenti a verificare non solo l’esistenza delle condizioni oggettive
di ammissibilità al contributo del bene di cui si autorizza il
trasferimento di proprietà (approvazione degli atti di ripartizione
della spesa e di collaudo) e il possesso da parte del socio
assegnatario dei requisiti oggettivi richiesti dal richiamato testo
unico per ottenere l’attribuzione in proprietà di case costruite da
cooperative edilizie fruenti di contributo statale artt. 31 e 95 del
testo unico citato)., ma anche che non risultino, comunque, situazioni
o comportamenti che, se rilevati prima della stipula, potrebbero
essere sanzionati con la dichiarazione di decadenza del socio dal
diritto all’assegnazione dell’alloggio.
In proposito si richiama che
già con circolare ministeriale 12-2-1970, n. 668, era stato disposto
che, ove fosse risultato che un socio non avesse tempestivamente
occupato l’alloggio sociale consegnatogli, avrebbe dovuto essere
interessata in proposito la commissione regionale di vigilanza per
l’edilizia popolare ed economica, per le decisioni di competenza ai
sensi dell’art. 98 del testo unico n. 1165/1938 e della legge
9-2-1963, n. 131 e che, qualora si fosse accertato che un socio, dopo
aver regolarmente occupato, lo avesse successivamente dato in
locazione senza chiedere la prescritta approvazione ministeriale, il
socio interessato avrebbe dovuto essere diffidato a regolarizzare la
situazione in conformità delle disposizioni di cui al testo unico
medesimo (artt. 111 e 112).
Con la presente si ribadisce, pertanto,
che, qualora vengano riscontrati…

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