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Circolare 16/01/1982

Circolare 16/01/1982 n. 2/MI.SA. - Decreto Ministeriale 20 novembre 1981 - " Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l'esercizio delle autorimesse e simili " - Indicazioni esplicative e chiarimenti.

Circolare 16/01/1982 n. 2/MI.SA.

Decreto Ministeriale 20 novembre
1981 – ” Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e
l’esercizio delle autorimesse e simili ” – Indicazioni esplicative e
chiarimenti.

Con il Decreto Ministeriale 20 novembre 1981 pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n. 833 del 3 dicembre 1981, sono state
approvate le norme di sicurezza antincendio per la costruzione e
l’esercizio delle autorimesse, che hanno introdotto sensibili
innovazioni rispetto alla precedente normativa, riportata al Titolo
VII del Decreto Ministeriale 31 luglio 1934, pubblicato sulla G. U. n.
228 del 28 settembre 1934.

La normativa precedente fu concepita
tenendo conto del tipo di motorizzazione e di situazioni di ricovero
dei veicoli che non presupponevano lo sviluppo vertiginoso
verificatosi negli anni successivi con le implicazioni relative. Basta
ricordare, tra l’altro, che l’art. 18 della Legge 6 agosto 1967,
n. 765, recante modifiche e integrazioni alla legge urbanistica (legge
ponte), stabilì che nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di
pertinenza delle costruzioni stesse dovevano essere riservati appositi
spazi per parcheggi in misura non inferiore ad 1 mq per ogni 20 mc di
costruzione.

L’esigenza di armonizzare con tale legge l’applicazione
delle norme di sicurezza per le autorimesse nonché l’opportunità di
ridurre i tempi per il rilascio delle autorizzazioni alla loro
costruzione ed esercizio, indussero questo Ministero ad individuare le
norme per le quali più frequentemente erano state richieste le deroghe
al fine di introdurre una procedura atta a consentire ai comandi VV.F.
di esprimere il parere di competenza senza dover investire di volta in
volta il Ministero per la concessione di deroghe.

Fu pertanto emanata
la circolare Ministeriale n. 119 del 14 novembre 1967 ” Deroga in via
generale ad alcune norme di sicurezza per le autorimesse e condizioni
alle quali la concessione si intende subordinata “.

Tuttavia anche la
normativa della citata circolare Ministeriale non poteva non risentire
della vetustà dei concetti ispiratori, ai quali la normativa stessa
restava strettamente legata, specialmente per quelle tipologie ,di
edifici e di autorimesse per le quali non fu possibile l’estensione
delle disposizioni contenute nella Circolare stessa.

L’esigenza,
quindi, di provvedere all’aggiornamento delle misure di prevenzione e
protezione degli incendi, l’analisi statistica degli incidenti
realmente avvenuti nelle autorimesse, estesa a circa un trentennio di
>risultanze, ed infine la continua richiesta di deroghe, hanno indotto
questa Amministrazione a predisporre una nuova normativa.

A ciò si è
provveduto con la nomina di una Commissione di tecnici dei Vigili del
Fuoco che ha tenuto conto delle indicazioni date dagli organi
periferici (Ispettorati Regionali e Interregionali, Comandi).

Il
testo elaborato da tale commissione è stato inviato, per l’esame ed il
parere, a tutte le Amministrazioni interessate, agli Ordini tecnici
professionali, ad operatori nel settore.

Al termine di tale ” iter ”
procedurale è stato sentito il parere della Commissione Consultiva per
le sostanze esplosive ed infiammabili ai sensi dell’art. 86 del R.D. 6
maggio 1940, n. 635.

La nuova normativa di sicurezza antincendio per
le autorimesse ha recepito inoltre la filosofia e gli orientamenti in
materia di prevenzione e protezione contro gli incendi espressi in
varie regolamentazioni straniere ed in modo particolare ha tenuto
conto degli indirizzi emergenti in sede CEE.

Ciò premesso, si
illustrano gli aspetti salienti che consentono un più agevole accesso
alle disposizioni della nuova normativa e si indicano i criteri posti
a fon

Nella nuova normativa risulta mutata sostanzialmente, in primo
luogo, la classificazione delle autorimesse che sono state suddivise
in due categorie : ” parcheggi ” e ” rimesse “.

Nei ” parcheggi ” è
prevista la presenza dei conducenti e di altre persone nei singoli
automezzi e quindi è ipotizzato un aspetto di sfollamento di persone;
nelle ” rimesse ” si presume invece che il movimento dei veicoli debba
avvenire unicamente tramite il personale addetto o
meccanicamente.

Tale distinzione deriva dalla concezione della
sicurezza ” primaria ” e ” secondaria ” già accettata come filosofia
delle normative in sede CEE.

Secondo tali principi sono state quindi
previste misure di sicurezza distinte e dirette a conseguire
rispettivamente le finalità di assicurare l’incolumità delle persone
all’interno dell’edificio e, per quanto possibile, la
conservazione dei beni riducendo le perdite materiali.

Nella nuova
normativa è stata introdotta una serie di definizioni sia di carattere
specifico sull’argomento in trattazione, che di carattere generale
come quelle relative al comportamento al fuoco dei materiali, alle vie
di esodo, all’affollamento, alla compartimentazione, all’altezza
degli edifici e dei piani.

In base alla destinazione dell’edificio
in cui sono ubicate, le autorimesse sono state classificate nei tipi
“misto” e “;isolato” a seconda della presenza o meno di altre attività
nell’edificio stesso.

In base all’ubicazione rispetto al piano della
strada o degli spazi scoperti dai quali si accede o si può

In
particolare per quanto concerne l’isolamento di un’autorimessa
dagli edifici vicini viene tenuto conto delle varie situazioni
altimetriche del terreno circostante; per quanto concerne l’altezza
minima dei piani di un’autorimessa e la superficie dei relativi
compartimenti sono stati adottati valori scaturiti da considerazioni
di natura tecnico economica (minore altezza tra piano e piano e
maggiore superficie di compartimentazione) per il conseguimento del
livello ottimale di sicurezza, in armonia anche con altre normative
estere.

Sono state definite, inoltre, specifiche prescrizioni
tecniche per autorimesse di tipo meccanizzato che presentano
caratteristiche costruttive diverse da quelle tradizionali.
Particolari soluzioni sono state ricercate per le autorimesse ad uso
privato per le quali si sono adottati dei criteri più adeguati alla
-realtà edilizia e più consoni alle esigenze operative degli utenti
tenendo principalmente conto della statistica degli incidenti avvenuti
e del grado di efficacia dei provvedimenti tecnici posti in
essere.

Per le piccole autorimesse ad uso privato con meno di lo
autoveicoli, per, le quali non è richiesto il controllo dei Vigili del
Fuoco, le prescrizioni, da osservarsi sotto la responsabilità
dell’utente, sono limitate ad alcune caratteristiche di comportamento
al fuoco delle strutture e ad un minimo di aerazione naturale; è stata
ammessa in questi casi a comunicazione con l’interno del fabbricato,
non è stata imposta l’installazione di impianti antincendio o comunque
tecnologici né la realizzazione di eventuali uscite di sicurezza,
mentre é stata consentita un’altezza minima di 2 m.. Per le altre
autorimesse ad uso privato, poste sotto il controllo dei Vigili del
Fuoco e ubicate non oltre il 2° piano interrato di edifici di civile
abitazione, è stata consentita la comunicazione indiretta con i
vani-scala e ascensori del fabbricato mediante ” disimpegni ” o ”
filtri ” a seconda dell’altezza dell’edificio e del numero di
autoveicoli in parcamento.

Nella nuova normativa sono stati inseriti
i concetti di ” resistenza al fuoco ” e di ” reazione al fuoco ”
secondo i moderni criteri già concordati

Per gli impianti di
ventilazione meccanica sono state graduate le caratteristiche delle
prestazioni richieste proporzionalmente al numero di autoveicoli
parcheggiati imponendo comunque l’installazione soltanto alle
autorimesse sotterranee con notevoli capacità di parcamento e alle
grandi autorimesse fuori terra.

Sono stati previsti impianti ,di
illuminazione di sicurezza soltanto per i parcheggi di grandi
capacità; per quanto riguarda gli impianti antincendio sono state
apportate delle precisazioni rispetto a quanto previsto dalle
precedenti norme, prescrivendo l’installazione degli idranti con
prestazioni caratterizzate in modo più esatto e degli impianti fissi
di spegnimento automatico tenendo conto della capacità di parcamente e
dell’ubicazione rispetto al piano di riferimento.

Per gli estintori
sono state adottate le definizioni riportate dalle norme europee
introducendo i concetti della classificazione dei fuochi e della
capacità estinguente. sono state inoltre normalizzate le autorimesse
situate sulle terrazze degli edifici ed i parcheggi all’aperto su
suoli privati mediante prescrizioni riferentesi alle strutture, agli
accessi, alle vie di esodo e agli impianti antincendio.

Per quanto
riguarda i servizi annessi alle autorimesse, comprendenti le officine
di riparazione, le stazioni di lavaggio, gli uffici, le guardianie e
gli alloggi dei custodi, è stata prevista una serie di misure di
sicurezza riferentesi principalmente alla loro ubicazione ed alle
necessarie limitazioni di esercizio.

Per quanto concerne le officine
di riparazione ” non annesse alle autorimesse “, le norme contenute
nel Decreto, da applicarsi nel caso di specie, riguardano:

– la
classificazione (punto 1.1);

– l’isolamento (punto 2.10) ;


l’altezza dei piani (punto 2.11 – primo comma);

– il comportamento al
fuoco delle strutture (punto 2.2) ;

– gli accessi (punto 2.5) ;
.

-.i pavimenti (punto 2.6);

– la ventilazione (

– gli impianti
elettrici (punto 3.20).

Come indicato al punto 1.0, infatti, il
Decreto 20 novembre 1981 detta i criteri di sicurezza per la tutela
dell’incolumità delle persone e per la preservazione dei beni contro i
rischi di incendio e di panico anche nei luoghi destinati alla
riparazione di autoveicoli; in tale settore nella nuova normativa
devono essere tenuti in particolare evidenza gli aspetti connessi con
la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Si ritiene pertanto
necessario, fer…

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