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Circolare 20/07/1989

Circolare 20/07/1989 n. 1603 - Ministero dei lavori pubblici - Legge 5-11-1971, n. 1086, art. 20. Autorizzazione a laboratori per prove sui materiali.

Circolare 20/07/1989 n. 1603

Ministero dei lavori pubblici
Legge
5-11-1971, n. 1086, art. 20. Autorizzazione a laboratori per prove sui
materiali.

A. Ai sensi dell’art. 20 della legge n. 1086/71 questo
Ministero ha facoltà di rilasciare, con apposito decreto, a laboratori
diversi da quelli ufficiali autorizzazioni ad eseguire prove sui
materiali per il controllo dei requisiti richiesti dalla normativa
tecnica per la sicurezza delle costruzioni: la conseguente attività
dei laboratori autorizzati, ai fini della legge suddetta, è servizio
di pubblica utilità .
Detta facoltà è stata in passato esercitata
sulla base di successive regolamentazioni il cui corpus si è man mano
formato sulla base di proposte del Servizio tecnico centrale di questo
Ministero e di indirizzi e pareri della competente sezione del
Consiglio superiore dei lavori pubblici, il cui avviso è obbligatorio
ai sensi del citato art. 20 della stessa legge n. 1086/71.
Particolari
esigenze volte ad assicurare che la funzione di pubblica utilità
riconosciuta ai laboratori in questione sia garantita da validi
presupposti, hanno indotto questa amministrazione a formulare, sulla
base di uno studio del Servizio tecnico centrale, del parere espresso
dalla citata sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici,
nonché del parere reso dall’ufficio studi e legislazione di questo
Ministero, un’aggiornata regolamentazione tecnico-amministrativa che
forma oggetto della presente circolare ed è di seguito portata a
conoscenza degli interessati del settore.
Va poi avvertito che,
nonostante l’impropria dizione dell’art. 20 della legge n. 1086/1971
che parla di autorizzazioni, gli atti con cui si consente a privati di
effettuare prove materiali rilasciando certificazioni valevoli nei
confronti della pubblica amministrazione, sono da qualificare in
realtà come concessi di pubblico servizio (e in tal senso è esplicito
lo stesso art. 20, allorché definisce servizio di pubblica utilità
l’attività svolta dai soggetti in questione). Invero, tali
provvedimenti non rimuovono un ostacolo legale all’esercizio di un
diritto preesistente ma, al contrario, conferiscono ex novo ai privati
il diritto di esercitare un’attività di certificazione che,
altrimenti, sarebbe inderogabilmente riservata all’ente pubblico.
B.
Le istanze di autorizzazione ai sensi dell’art. 20 della legge n.
1086/71 da inoltrare al Ministero dei lavori pubblici Servizio tecnico
centrale – Piazzale di Porta Pia, 2 – 00198 Roma, debbono sempre
riferirsi a strutture operative con esperienza almeno biennale
nell’ambito dei controlli delle opere oggetto della citata legge,
costituendo elemento qualificante anche eventuale altra attività
svolta in campi affini.
Si precisa peraltro che, in considerazione del
fatto che le autorizzazioni in oggetto riguardano un servizio di
pubblica utilità l’amministrazione, oltre all’accertamento circa la
sussistenza dei requisiti di ordine tecnico ed amministrativo di cui
alla regolamentazione che segue, si riserva ogni azione di controllo e
di regolazione sotto il profilo quantitativo-ubicazionale.
C. In
relazione a quanto innanzi precisato, dovrà essere formulata specifica
istanza di autorizzazione contenente la seguente documentazione:
1)
domanda di bollo sottoscritta dal proprietario o dal legale
rappresentante, con firma autenticata. Nella domanda dovrà
specificarsi:
a) il tipo di gestione (ditta individuale, società di
capitale, società di persone);
b) ubicazione della sede del
laboratorio con specifico riferimento all’ambito territoriale
pertinente e con indicazione di ogni elemento utile atto, ad avviso
del richiedente, a sostenere la propria istanza sotto il profilo della
collocazione;
c) periodo di attività precedente;
2) documentazione
relativa alla proprietà ed alla gestione del laboratorio:
a) per enti
pubblici: dichiarazione di compatibilità resa dal direttore e dagli
sperimentatori del laboratorio;
b) per società di capitali e miste:

atto costitutivo e successive eventuali variazioni;
– statuto e
successive eventuali variazioni;
– estratto notarile del libro dei
soci;
– certificati penali dei soci e del direttore del laboratorio;
dichiarazione di compatibilità per i soci ed il direttore;
c) per
società di persone:
– tutto quanto sopra, tranne l’estratto del libro
dei soci;
d) per ditte individuali:
– certificati penali del titolare
e del direttore;
– dichiarazione di compatibilità .
Si chiarisce che
per dichiarazione di compatibilità , da rilasciare dai soggetti sopra
indicati, deve intendersi una dichiarazione resa a mezzo di atto
notorio nella qualità ove si attesti che non sussiste alcuna
situazione di incompatibilità tra l’attività esplicata nel laboratorio
ai sensi della legge n. 1086/71 e altre eventuali attività svolte dai
soggetti stessi;
3) elenco dei macchinari e delle attrezzature
presenti nel laboratorio con l’indicazione della marca, delle
specifiche prestazionali e del numero di matricola;
4) atto notorio
con il quale il proprietario o il legale rappresentante attesti che
tutte le macchine e le attrezzature sono di proprietà anche se con
riservato dominio;
5) elenco del personale addetto con indicate, per
ognuno, le funzioni svolte nell’ambito del laboratorio nonché il
preciso rapporto esistente con lo stesso;
6) documentazione circa la
qualificazione del direttore e dello sperimentatore;
7) relazione
documentata dell’attività svolta nel biennio precedente.
La relazione
dovrà elencare i tipi più significativi di prove effettuate nel
suddetto biennio, indicandone approssimativamente il numero per ogni
anno nonché i principali committenti;
8) pianta dei locali adibiti a
laboratorio con l’indicazione dei macchinari ed attrezzature;
9) copia
autenticata dell’atto di proprietà dei locali adibiti a laboratorio
ovvero del contratto d’affitto;
10) attestati dell’idoneità dei locali
e degli impianti per i requisiti prescritti ai sensi della vigente
legislazione;
11) descrizione dettagliata dell’iter amministrativo
interno per il rilascio delle certificazioni;
12) stampati adottati
per le diverse tipologie di certificazione;
13) tariffario delle
prestazioni con indicata la sua validità nel tempo e le eventuali
agevolazioni praticate;
14) calendario impegnativo dei giorni di
apertura del laboratorio;
15) dichiarazione impegnativa per
l’osservanza delle seguenti regole di comportamento:
a) chiedere –
producendo la necessaria documentazione – il preventivo nullaosta per
qualsiasi variazione dell’assetto proprietario, per eventuale
sostituzione del direttore del laboratorio o degli sperimentatori e
per eventuale cambio di sede; ciò per consentire all’amministrazione
la verifica della permanenza dei presupposti in base ai quali è stata
concessa l’autorizzazione;
b) conservare per dieci giorni i campioni
identificabili sottoposti a prova;
c) comunicare le variazioni del
prezziario quindici giorni prima della loro entrata in vigore;
d) non
istituire centri di raccolta che possano creare comunque turbativa
all’attività di altri laboratori autorizzati, n, centri attrezzati per
le prove, fuori della sede autorizzata.
A chiarimento del punto 3)
precedente i macchinari ritenuti indispensabili sono i seguenti:
3-a)
prove su calcestruzzi e laterizi:
– pressa idraulica motorizzata per
prova a compressione con portata non inferiore a 300 tonn.;

spianatrice per rettifica meccanica dei provini, a mole abrasive o a
corona diamantata;
– camera climatizzata o vasca di maturazione
normale a controllo automatico della temperatura e dell’umidità , per
la maturazione dei provini;
– vasca termostatica per la maturazione
accelerata dei provini;
– stufa per l’essiccazione degli inerti;

serie unificata di stacci e crivelli;
– setacciatore meccanico ed
elettromagnetico;
– betoniera da laboratorio;
– bilance per cubetti,
per inerti, ecc. di varia portata e precisione;
– serie di casseforme
per cubetti;
– tavolo vibrante per casseforme;
– pressa per prove di
compressione su laterizi o, in alternativa, accessori per dette prove
con la pressa dei calcestruzzi;
– celle di taratura delle presse;

carotatrice per calcestruzzi;
3-b) prove sugli acciai:
– macchina
universale con portata non inferiore a 60 tonn., completa di
attrezzatura per il tracciamento dei diagrammi sforzi- deformazioni;

attrezzatura, indipendente dalla macchina universale, per le prove di
piegamento e raddrizzamento delle barre per cemento armato;
– pendolo
di Charpy per prova di resilienza degli acciai laminati con relativa
cella frigorifera;
– cella di taratura della pressa universale;

dispositivo segna-provette;
– calibri e bilance di precisione per la
determinazione delle dimensioni dei campioni;
– tranciatrice o altra
attrezzatura per il taglio dei ferri. A chiarimento dei punti 5) e 6)
precedenti si puntualizza che la funzionalità di un laboratorio è
strettamente legata ad un minimo di personale qualificato operante nel
laboratorio stesso; minimo che è individuato nel direttore, avente
qualifica di ingegnere o architetto, nello sperimentatore,
preferibilmente diplomato, e in un addetto di segreteria.
Circa la
qualificazione del direttore la documentazione dovrà riferirsi a
periodi di attività presso laboratori chiarendo se l’attività si
riferisce o meno a prove sui materiali di cui alla legge n.
1086/71.
La qualificazione dello sperimentatore sarà appurata sia
attraverso esame dei titoli posseduti (studio e attività svolta nel
campo delle prove di laboratorio), sia in sede di sopralluogo. In
merito ai locali adibiti a sede di laboratorio – punto 8) precedente –
si specifica che, in rapporto alla dotazione minima di macchinario
sopra specificato, questi devono avere una superficie utile non
inferiore a circa 150 mq e consentire una buona funzionalità del
laboratorio stesso.
Circa poi l’iter amministrativo interno
finalizzato al rilascio della certificazione – p…

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