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Circolare 22/11/1974

Circolare 22/11/1974 n. 13011 - Ministero dei lavori pubblici - Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere. proprietà termiche, igrometriche, di ventilazione e di illuminazione.

Circolare 22/11/1974 n. 13011

Ministero dei lavori pubblici –
Requisiti fisico-tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere.
proprietà termiche, igrometriche, di ventilazione e di
illuminazione.

1. INTRODUZIONE

Le presenti norme hanno lo scopo di
definire i valori minimi che le grandezze atte a rappresentare le
proprietà termiche, igrometriche, di ventilazione e di illuminazione
devono assumere per le costruzioni edilizie ospedaliere in generale,
fermo rimanendo il contenuto della circolare n.3151 del 22-5-1967,
alla quale si rinvia per quanto riguarda le norme generali.

1.1.
REQUISITI TERMICI DI AMBIENTE

1.1.01. – TRASMITTANZA DELLE CHIUSURE
OPACHE PERIMETRALI.
Al fine di contenere il flusso termico attraverso
le pareti e le variazioni di temperatura interna nel tempo, i valori
massimi della trasmittanza H, calcolata come specificato al punto
3.1.03. delle Norme generali della circolare n.3151, dovranno
risultare inferiori od uguali a quelli indicati nelle seguenti tabelle
in relazione ai pesi medi per unità di superficie M della parete
stessa.

– chiusure opache perimetrali
M (kg/mq) / H (Cal/mq.hoC)
20 /
0,43
50 / 0,61
100 / 0,81
200 / 1,09
400 e oltre / 1,3

– chiusure
opache orizzontali o inclinate di copertura e chiusure orizzontali di
calpestio sovrastanti ambienti aperti
M (kg/mq) / H (Cal/mq.hoC)
100 /
0,6
200 / 0,81
300 e oltre / 1

Il valore di riferimento della somma
delle due resistenze termiche liminari va assunto pari a 0,2 mq. h
oC/Cal.
I valori intermedi a quelli su tabellati si otterranno con
interpolazione lineare.

1.1.02. – TRASMITTANZA DELLE CHIUSURE
ORIZZONTALI E VERTICALI TRASPARENTI.
La temperatura esterna, se non
esplicitamente fissata, sarà determinata secondo i valori della
tabella 2.1.2. della UNI 5363-64.
La trasmittanza media (telaio +
vetro) delle chiusure trasparenti orizzontali o verticali non dovrà
risultare superiore ai seguenti valori:

– costruzioni da realizzarsi
nei territori in cui la temperatura esterna risulti non inferiore a
-5oC
H minore/uguale a 5 Cal/mq.hoC
– costruzioni da realizzarsi nei
territori in cui la temperatura esterna risulti inferiore a -5oC
H
minore/uguale a 3,5 Cal/mq.hoC.

1.1.03. – TRASMITTANZA DELLE CHIUSURE
VERTICALI OPACHE PERIMETRALI CON ELEVATA PERCENTUALE DI VETRATURA.
Per
le chiusure verticali di finestre potrà ammettersi, in deroga alla
norma di cui al punto 1.1.01. della circolare n.3151, che la porzione
opaca corrispondente a cielino delle chiusure stesse sia
caratterizzata da un valore della trasmittanza:
H minore/uguale a 0,7
Cal/mq.hoC indipendentemente dal peso al metro quadrato di essa. Lo
stesso valore della trasmittanza H minore/uguale a 0,7 Cal/mq.hoC,
indipendentemente dal peso al metro quadrato, potrà essere tollerato
per le parti opache di componenti industrializzati che, in un elemento
unico, comprendono finestra, sottodavanzali e cielino (infissi
monoblocco) nonché quando per esigenze di illuminazione diurna, sia
necessario prevedere per ciascun ambiente superfici di finestre di
area uguale o maggiore del 50% dell’area della chiusura che delimita
l’ambiente stesso dall’esterno.
Per tutte le restanti chiusure opache
vale la norma del punto 1.1.01. della circolare n.3151.

1.1.04.
PROTEZIONE DAL SOLEGGIAMENTO DELLE CHIUSURE VERTICALI E ORIZZONTALI
TRASPARENTI PERIMETRALI.
Tutte le chiusure trasparenti dovranno essere
dotate di schermature esterne ventilate, mobili oppure in parte fisse
ed in parte mobili, realizzate in maniera da garantire che il flusso
termico entrante dovuto all’irraggiamento solare diretto non risulti
superiore al 30% di quello che si verificherebbe in totale assenza
della schermatura.

1.2. REQUISITI TERMOIGROMETRICI E DI VENTILAZIONE
DEGLI AMBIENTI

1.2.01. – TEMPERATURA E UMIDITA’ RELATIVA DEGLI
AMBIENTI.
Nei reparti ospedalieri compresi i servizi dovrà essere
garantito, durante il periodo invernale, mediante adatto impianto di
riscaldamento, un valore della temperatura degli ambienti di 20 +/- 2
oC nonché il rispetto dei requisiti di cui al punto 1.1.06. della
seconda parte della circolare n.3151, salvo diverse prescrizioni per
locali di particolare destinazione.
Nelle camere di degenza, nei
locali ad uso collettivo e possibilmente anche nei disimpegni, durante
il periodo invernale, dovrà essere inoltre assicurato un valore
dell’umidità relativa dell’ambiente, mediante trattamento di
umidificazione dell’aria di ventilazione pari al 40% con tolleranza di
+/- 5%.

1.2.02. – VENTILAZIONE DEGLI AMBIENTI, FATTORE DI RICAMBIO E
VELOCITA’ DELL’ARIA.
Nei locali sotto specificati dovranno essere
assicurati i valori del fattore di ricambio indicati in tabella,
mediante adatto sistema di ventilazione forzata che garantisca una
velocità dell’aria inferiore a 0,15 m/s nella zona occupata.

Degenze
in genere: fattore di ricambio 2
Degenza bambini: fattore di ricambio
3
Reparti diagnostica: fattore di ricambio 6
Reparti speciali: fattore
di ricambio 6
Isolamento: fattore di ricambio 12
Servizi: fattore di
ricambio 10
Soggiorni: portata minima 30 mc/h per persona
presente.

L’aria dovrà essere prelevata dall’esterno con idoneo
filtraggio. Potrà eventualmente prescriversi che l’aria sia anche
sottoposta a preventivo processo di sterilizzazione.
Nella località in
cui si verificano condizioni gravi di inquinamento atmosferico dovrà
porsi particolare cura per quanto riguarda la presa dell’aria
esterna.
Ove i vani dei servizi igienico-sanitari siano privi di
finestra, e quindi dotati di impianto di ventilazione forzata dovrà
essere sempre garantita la continuità di funzionamento dell’impianto
stesso (gruppo elettrogeno di emergenza).

1.2.03. – CONDIZIONAMENTO
DEGLI AMBIENTI.
Nei blocchi operatori, sale travaglio, rianimazione,
parti prematuri, lattanti, terapia intensiva, centro dialisi, centrale
di sterilizzazione (settore sterile) e laboratori di analisi, dovrà
prevedersi un impianto di condizionamento senza ricircolo atto ad
assicurare in tutti i suddetti locali sia in estate che in inverno,
valori prestabiliti della temperatura interna, dell’umidità relativa e
della velocità dell’aria, tenuta eventualmente presente la
prescrizione del punto 2.1.6. della UNI 5104.
Si potrà altresì
prescrivere valori limite dell’aria di introduzione, condizioni
particolari di sterilizzazione di questa, ecc.
L’impianto di
condizionamento e di ventilazione dovrà essere in grado di funzionare
anche in caso di mancanza di erogazione della energia elettrica
esterna, mediante una centrale elettrogena autonoma capace di far
funzionare gli impianti in caso di emergenza.

1.3. ILLUMINAZIONE
INTERNA DEGLI AMBIENTI

1.3.01. – CRITERI GENERALI.
Il dimensionamento
delle superfici vetrate di tutti gli ambienti per quanto concerne
l’illuminazione diurna, dovrà essere effettuato in base a quanto
indicato al punto 1.3.02. ed alle norme CEI-UNEL.
In particolare
l’illuminazione naturale e artificiale degli ambienti di degenza e
diagnostica (laboratori e terapie, visita medica) dovrà essere
realizzata in modo da assicurare un adeguato livello di illuminazione
con accettabili disuniformità di luminanza, la protezione dai fenomeni
di “abbagliamento” e, con specifico riferimento all’illuminazione
artificiale, la prevalenza della componente diretta su quella
diffusa.

1.3.02. – LIVELLO DI ILLUMINAZIONE ED EQUILIBRIO DI
LUMINANZA.
I valori minimi dei livelli di illuminazione naturale e
artificiale sono indicati nella tabella seguente:

– Illuminazione sul
piano di lavoro o osservazione medica (escluso il piano operatorio):
300 lux.
– Illuminazione sul piano di lavoro negli spazi per lettura,
laboratori negli uffici: 200 lux.
– Illuminazione in spazi per
riunioni, per ginnastica, ecc., misurati su piano ideale posto a
m.0,60 dal pavimento: 100 lux.
– Illuminazione nei corridoi, scale,
servizi igienici, atrii, spogliatoi, ecc., misurati su un piano ideale
posto a m.1,00 dal pavimento: 80 lux.

Le condizioni di illuminamento
esposte in tabella dovranno essere assicurate in qualsiasi situazione
di cielo e in ogni punto dei piani di utilizzazione considerati,
mediante uno stretto rapporto di integrazione dell’illuminazione
naturale con quella artificiale.
Particolare cura deve essere posta
per evitare fenomeni di “abbagliamento” sia diretto che indiretto,
facendo in modo che nel campo visuale delle persone non compaiano
oggetti la cui luminanza superi rapporti di 20 volte i valori
medi.

1.3.03. – FATTORE DI LUCE DIURNA.
Allo scopo di assicurare
l’economica realizzazione dei livelli di illuminazione prescritti al
precedente punto 1.3.02. e di rispondere contemporaneamente alle
esigenze derivanti dalla protezione dall’irraggiamento solare, è
opportuno che il fattore medio luce diurna (punto 1.1.03. della
seconda parte della circolare n.3151) risulti uguale ai seguenti
valori:

Ambienti di degenza, diagnostica, laboratori: 0,03.
Palestre,
refettori: 0,02.
Uffici, spazi per la distribuzione, scale: 0,01.

2.
CONTROLLI E MISURE

2.1 – I controlli e misure che si richiedono
nell’applicazione delle presenti norme dovranno essere effettuati in
conformità al punto 3 della circolare n.3151.

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