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Circolare 24/02/1998

Circolare 24/02/1998 n. 57/E - Ministero delle finanze - Artt. 1 e 13 della legge 27-12-1997, n. 449 - interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi nelle regioni Emilia-Romagna e Calabria.

Circolare 24/02/1998 n. 57/E

Ministero delle finanze – Artt. 1 e 13
della legge 27-12-1997, n. 449 – interventi di recupero del patrimonio
edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate o
considerate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi
nelle regioni Emilia-Romagna e Calabria.

Generalità
L’articolo
1, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ha introdotto una
speciale detrazione dall’imposta lorda e fino a concorrenza del
suo ammontare da far valere, ai fini dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche, a fronte delle spese sostenute nel 1998 e 1999,
ed effettivamente rimaste a carico, per la realizzazione sulle parti
comuni di edifici residenziali e sulle singole unità immobiliari
residenziali di qualunque categoria, anche rurale, di taluni
interventi illustrati nei successivi paragrafi. La detrazione è pari
al 41 per cento delle spese sostenute per la realizzazione di detti
interventi. L’ammontare delle spese sul quale calcolare la
detrazione non può superare una soglia predeterminata dal
legislatore.
Come disposto dal comma 3 dello stesso articolo 1, è
stato emanato il decreto del Ministro delle finanze, di concerto con
il Ministro dei lavori pubblici, con il quale sono state dettate le
modalità di attuazione della disposizione, nonché le procedure di
controllo. Nello stesso regolamento, per espressa previsione
dell’articolo 1, comma 7, della legge in argomento, sono state
fissate alcune cause di decadenza dal diritto alla detrazione
d’imposta.
Con decreto dirigenziale è stato approvato il modulo
da presentare ai Centri di servizio delle imposte dirette e indirette
competenti, individuati con lo stesso decreto, nel quale devono essere
indicati tutti i dati necessari per fruire della detrazione in
esame.
L’articolo 13, comma 3, della stessa leggen.449 del 1997,
ha stabilito l’applicabilità, tra le altre, delle disposizioni
contenute nell’articolo 1, commi 1, 2 e 3, anche per le spese
sostenute nel 1996 e 1997 per gli interventi di ripristino delle unità
immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi
sismici verificatisi nelle regioni Emilia-Romagna e Calabria
nell’anno 1996.
Con la presente circolare vengono forniti gli
opportuni chiarimenti in merito alle disposizioni in questione al fine
di garantirne una uniforme interpretazione.
2. Soggetti che possono
fruire della detrazione e limite di spesa
Tenuto conto del tenore
letterale del comma 1, che introduce la detrazione d’imposta ai
fini dell’Irpef a favore dei contribuenti che sostengono spese
per la realizzazione degli interventi ivi previsti senza porre
ulteriori condizioni né soggettive né oggettive, si deve ritenere che
possano fruire della detrazione tutti i soggetti passivi
dell’Irpef, residenti e non residenti nel territorio dello
Stato, che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo,
l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi
previsti dalle disposizioni in argomento e che hanno sostenuto, nei
periodi d’imposta 1998 e 1999, le spese di cui trattasi, se le
stesse sono rimaste a loro carico. Hanno, quindi, diritto alla
detrazione, se hanno sostenuto le spese in questione e queste sono
rimaste a loro carico, il proprietario o il nudo proprietario
dell’immobile, il titolare di un diritto reale sullo stesso
(uso, usufrutto, abitazione), ma anche l’inquilino e il
comodatario. Tra i possessori dell’immobile sono compresi i soci
di cooperative non a proprietà indivisa, assegnatari di alloggi anche
se non ancora titolari di mutuo individuale. I soci di cooperative a
proprietà indivisa, assegnatari di alloggi sono compresi, invece, tra
i detentori dell’immobile. Va, inoltre, precisato che il
possessore o detentore dell’unità immobiliare residenziale può
anche assumere la qualifica di imprenditore individuale, anche
agricolo, se l’immobile relativo all’impresa sul quale
vengono realizzati gli interventi non costituisce bene strumentale per
l’esercizio dell’impresa, né bene alla cui produzione o al
cui scambio è diretta l’attività dell’impresa medesima e,
conseguentemente, a norma dell’articolo 57 del Tuir, concorre a
formare il reddito secondo le disposizioni relative ai redditi
fondiari. La norma in esame trova, altresì, applicazione nei confronti
dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir, che producono
redditi in forma associata. Si tratta delle società semplici, in nome
collettivo e in accomandita semplice e dei soggetti ad essi
equiparati, nonché delle imprese familiari. Per i soggetti che
svolgono attività commerciale in forma associata, valgono i
chiarimenti forniti a proposito degli imprenditori individuali con
l’ulteriore precisazione che per l’individuazione dei
soggetti che hanno diritto alla detrazione e dell’importo
spettante, determinato sulla base delle quote di partecipazione, si
osservano le previsioni contenute nello stesso articolo 5 del Tuir.
Il
limite di spesa su cui applicare la percentuale del 41% al fine di
determinare la suddetta detrazione va riferito alla persona fisica e
alla singola unità immobiliare sulla quale sono stati effettuati gli
interventi di recupero. A tale conclusione si perviene sulla base di
diverse argomentazioni. In primo luogo, la norma, a differenza di
altre disposizioni che hanno previsto agevolazioni fiscali in
occasione della realizzazione di particolari opere sulle unità
immobiliari, come, ad esempio, l’articolo 29 della legge 9
gennaio 1991, n. 9 (norme per l’attuazione del piano energetico
nazionale) che consentiva una deduzione a fronte delle spese per
interventi atti a realizzare il risparmio energetico negli edifici,
non correla il limite di spesa per la fruizione della detrazione al
fabbricato sul quale sono eseguite le opere né al relativo reddito.
Inoltre, è previsto che, a fronte del sostenimento di dette spese
compete una detrazione nella misura del 41 per cento sino ad un
importo “massimo” delle stesse di 150 milioni. La formulazione “sino
ad un importo massimo” lascia chiaramente intendere che, trattandosi
di imposta personale, ciascun contribuente non può superare, ai fini
della detrazione stessa, l’importo di 150 milioni. Va osservato,
inoltre, che la locuzione “sulle singole unità immobiliari” assume
rilievo autonomo ai fini del limite di 150 milioni ed è utilizzata in
contrapposizione all’espressione relativa “sulle parti comuni
degli edifici residenziali”. Pertanto, il limite soggettivo di 150
milioni va correlato al limite oggettivo relativo alla realizzazione
degli interventi di ristrutturazione sulle unità immobiliari. Ciascun
contribuente ha, quindi, diritto a calcolare la detrazione su un
importo massimo di 150 milioni per ogni unità immobiliare sulla quale
sono realizzati gli interventi previsti nella disposizione in esame.
Inoltre, la detrazione compete per ciascun periodo d’imposta.
L’Irpef è, infatti, una imposta personale, dovuta per anni
solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione
tributaria autonoma.
Dalle considerazioni sopra svolte consegue che:

il limite di 150 milioni deve intendersi riferito separatamente a
ciascun anno d’imposta. Quindi, la detrazione può essere
calcolata nel 1998 fino a un importo complessivo di 150 milioni per
ciascuna unità immobiliare relativamente alla quale, nello stesso
anno, sono sostenute e rimaste a carico le spese e nel 1999 fino ad un
ulteriore importo complessivo di 150 milioni per ciascuna unità
immobiliare relativamente alla quale le spese sono sostenute e rimaste
a carico nello stesso anno;
– la detrazione compete a ciascuno dei
soggetti, possessori o detentori dell’immobile che abbia
sostenuto le spese in questione, effettivamente rimaste a carico,
sempre nel limite massimo, per ciascuna unità immobiliare sulla quale
sono realizzati gli interventi, di 150 milioni;
– nello stesso limite
di 150 milioni per ogni unità immobiliare ciascun avente diritto può
calcolare la detrazione anche per le spese sostenute per gli
interventi sulle parti comuni condominiali indicate al paragrafo 3,
attribuite sulla base delle quote millesimali, nonché per gli
interventi relativi a ogni unità immobiliare posseduta o detenuta da
società di cui all’articolo 5 del Tuir e soggetti ad essi
equiparati, cui il soggetto interessato partecipa;
– in caso di
comproprietà, di contitolarità del diritto reale o di coesistenza di
più diritti reali, ciascun comproprietario o contitolare,
indipendentemente dalla percentuale di possesso, ha diritto a
calcolare la detrazione sempre, nei limiti sopra indicati, in
relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico.
Analogamente, in presenza di un proprietario e di un inquilino o di un
comodante e un comodatario, così come in presenza di un nudo
proprietario e di un usufruttuario, la detrazione potrà essere
calcolata sulla base delle spese da ciascuno sostenute, e rimaste a
carico, fermo restando il limite individuabile di L. 150.000.000 per
gli interventi realizzati su ciascuna unità immobiliare.
Va, inoltre,
precisato che qualora gli interventi elencati nei paragrafi successivi
siano realizzati su unità immobiliari residenziali adibite
promiscuamente all’esercizio dell’arte o della
professione, ovvero all’esercizio dell’attività
commerciale, la detrazione spettante va ridotta al 50 per cento in
ossequio ai principi generali applicabili agli immobili promiscui.
3.
Interventi che danno diritto alla detrazione
Ai sensi della
disposizione in commento danno diritto alla detrazione le spese
sostenute per:
a) interventi di manutenzione ordinaria, di
manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conse…

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