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Circolare 27/05/1985

Circolare 27/05/1985 n.14 - Chiarimenti su alcuni casi di intestazione catastali.

Circolare 27/05/1985 n. 14

Chiarimenti su alcuni casi di
intestazione catastali.

Si corrisponde a talune richieste di
precisazioni pervenute in merito a problemi di intestazione catastale,
nel quadro delle procedure regolate dalla circolare n. 2/1984.

1)
Accertamento di immobili costruiti su terreni per i quali le procedure
di espropriazione non sono perfezionate.

Gli istituti Autonomi Case
Popolari hanno fatto presente di essere nell’impossibilità di
adempiere, entro il termine stabilito dall’art.52 della Legge
28-2-1985, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle formali
operazioni di accatastamento del proprio patrimonio, non ancora
denunciato principalmente perché costruito su terreni occupati in
virtù di decreti di urgenza, il cui iter espropriativo non è ancora
formalmente concluso.

Deve essere adottata la seguente procedura.

a) Denuncia di variazione nello stato e relativo tipo mappale.

Nel
Mod.3 SPC, al quale va allegato il previsto tipo mappale, la ditta
denunciante potrà essere così indicata: “IACP per decreto di
occupazione d’urgenza del …… (autorità emittente) n. ……. del
……. (numero e data del decreto)”.È chiaro che dovranno risultare
nell’apposita sezione del Mod.3 SPC le ditte risultanti in Catasto; ed
è appena il caso di ricordare che a regolarizzazione avvenuta si dovrà
procedere al perfezionamento della intestazione direttamente negli
atti del C.E.U.

b) Dichiarazione di nuova costruzione.
La
dichiarazione dovrà essere presentata su Mod.1N, con l’avvertenza di
indicare (quadro C/bis), nello spazio riservato ai diritti reali, la
dicitura: “proprietario con riserva di perfezionamento
dell’acquisizione del terreno”. Nell’occasione sono ammesse in
favore degli IACP, in via eccezionale e comunque limitatamente alle
denuncie presentate ex art. 52, 2° comma, della Legge n. 47/1985, le
seguenti formalità agevolative.

c) Planimetrie.
E’ ammessa la
presentazione, in luogo delle planimetrie disegnate sugli appositi
Mod. A o B e relative a ciascuna unità immobiliare, di copia del
progetto del fabbricato, opportunamente ripiegato, sul quale devono
essere ben evidenziate le unità immobiliari stesse , ferma restando la
presentazione di tanti Mod.1N (II parte) per quante sono le u.i.u..

d) Elaborati previsti dalla circolare n.2/1984.

La copia del
progetto presentato in luogo delle planimetrie, idoneamente integrato,
con i subalterni attribuiti alle singole unità immobiliari e con gli
altri riferimenti usuali, costituirà elaborato planimetrico. Dovrà
invece essere presentato il Mod.55 autoallestito, nel quale a cura
dell’Ufficio dovrà essere apposta l’annotazione prevista “ditta
intestata a seguito di dichiarazione di nuova costruzione non
convalidata da titolo reso pubblico, ai soli fini del Catasto, senza
pregiudizio di qualunque ragione e diritto”. Resta comunque
inteso che gli IACP dovranno regolarizzare la documentazione tecnica
come indicato nella circolare n.2/1984, presentando le prescritte
planimetrie ed elaborato planimetrico non appena possibile e comunque
prima dell’eventuale utilizzazione della documentazione catastale per
riscatto di alloggi e simili.

Si osserva che la procedura indicata
alle lettere a) e b) precedenti dovrà essere applicata anche agli
immobili dichiarati da Cooperative edilizie e costruiti su terreni per
i quali non è stato concluso l’iter espropriativo. Con la successiva
regolarizzazione delle Ditte la intestazione dovrà assumere la
seguente forma, del resto già nota: “Cooperativa…………….
(concessionaria precaria dell’area) per il fabbricato; Comune
di…………………..per l’area”.

2) Cessione di quota di
proprietà di intero immobile con diritto di fruizione – anche turnaria
– di porzione definita di esso (multiproprietà).

Detti trasferimenti
ordinariamente si riferiscono a complessi immobiliari siti in luoghi
turistici di cui, pur definendo la porzione di fruizione il
costruttore-venditore cede non lo specifico bene, bensì quota di
proprietà dell’intero complesso.

Per semplificare le procedure di
volturazione e di rilascio di certificazioni, che in alcuni casi
potrebbero assumere notevole pesantezza e per assicurare chiarezza
all’informazione catastale, la procedura per la volturazione è la
seguente.

La Ditta catastale del costruttore-venditore acquisterà la
forma “…………proprietario per la rimanente quota (bene destinato
a multiproprietà)”. La intestazione a ciascun acquirente
(eventualmente anche multiplo: ad esempio i coniugi nel nuovo diritto
di famiglia) richiederà a sua volta una distinta pagina della stessa
partita con l’indicazione del solo titolo così formulato. “X
multiproprietario per m/n con godimento turnario per il periodo da
…………….. a ………….. sui beni distinti con numero
…………. sub ………….. ecc.” Come quadro B resta valido
ovviamente quello originario, mentre si segnaleranno nel quadro C
della nuova pagina gli estremi della voltura. L’operazione verrà
completata compilando il Mod.56 per ogni intestazione aggiunta,
portandovi l’indicazione di partita e pagina corrispondente, ed
annotando nel Mod.57 per ciascuna u.i.u. le varie pagine delle partite
in cui sono iscritti i titolari della fruizione del bene stesso. Per
le richieste di certificazione sarà sufficiente il rilascio parziale
della partita e cioè la sola pagina in cui é iscritta la ditta
richiesta oltre a quella in cui sono descritti i beni, che normalmente
contiene anche la ditta originaria (prima pagina).

E’ paragonabile
al caso sopra esposto, con gli opportuni adattamenti, anche la vendita
di una specifica u.i.u. in cui si costituisce il diritto di
“multiproprietà”.

3) Richiesta di accatastamento di immobili urbani
a nome di coniugi “in comunione legale” quando in Catasto terreni
risulti intestato uno solo di essi.

Possono presentarsi due casi:

a) qualora negli atti del catasto terreni la partita risulti
intestata a nome di uno solo dei coniugi per acquisto fatto
anteriormente alla legge sul “diritto di famiglia” e non sia
specificamente indicato nel Mod.3 SPC che è stato stipulato atto di
comunione di beni, l’iscrizione in C.U. verrà eseguita con le stesse
modalità illustrate al paragrafo I.2.1. della circolare n. 2/84 e cioè
con la clausola:” ciascuno per i propri diritti”;

b) qualora invece
il terreno sia stato acquistato in regime di comunione legale, come si
può verificare nell’atto di acquisto, l’immobile deve essere
accatastato a nome di entrambi i coniugi con la semplice indicazione
“in comunione legale”, perché per legge il bene é acquisito anche per
il coniuuge non presente al rogito.

Si coglie l’occasione per
sciogliere una perplessità più volte manifestata dagli Uffici e dalle
categorie interessate e non estranea anche alla scrivente stessa. Si
dispone infatti, uniformandosi al trattamento previsto nel campo della
pubblicità immobiliare, che nel caso in cui sia comparso nella
stipulazione uno solo dei coniugi che agisce in dichiarato regime di
comunione legale, la domanda di voltura debba essere accettata anche
quando riporti il solo nome del coniuge presente , con la obbligatoria
annotazione “in comunione legale” che verrà così riportata negli atti
catastali.

4) Accatastamento di immobili urbani a nome di titolari
di diritti sulle u.i.u. in maniera diversa da quella espressa in C.T..

E’ questo il caso in cui nell’atto di trasferimento del terreno
edificatorio sono specificate le porzioni che a costruzione avvenuta
saranno di proprietà esclusiva di determinati comparenti: in
particolare il patto può essere definito o fra coacquirenti del
terreno o tra venditore del terreno e acquirente (costruttore).

La
procedura seguita da taluni UU.TT.EE. è quella di registrare la
voltura in catasto terreni al nome del o degli acquirenti del terreno
e di trascinare poi, per continuità storica, nel C.E.U. la stessa
ditta per tutte le u.i.u. del fabbricato, in attesa di un ulteriore
nuovo rogito, che viene pertanto sollecitato. La procedura seguita nel
C.E.U. è inesatta: non è invero necessaria alcuna ulteriore
manifestazione di volontà delle parti, perché essa è stata già
pienamente espressa; un nuovo atto “ricognitorio” in particolare, se
anche posto in essere, persegue una diversa finalità e non da luogo a
nuova voltura.

Pertanto si suggerisce la procedura da seguire per
accatastamenti del tipo suddetto.

a) Denuncia Mod.3 SPC.
La ditta
da dichiarare è quella del proprietario del terreno, annotando però
nello spazio riservato agli atti mancanti, che verranno presentati più
Mod.1N e conseguenti Mod.55 autoallestiti specificanti le ditte
proprietarie dell’u.i.u. in forza dell’atto già precedentemente
stipulato.

b) Mod.55 autoallestito.
Dovranno essere prodotti tanti,
Mod.55 per quanti sono gli aventi diritti sulle u.i.u., con
l’avvertenza di indicare nel Quadro C delle nuove ditte, oltre alla
tradizionale formula “N.C.”, gli estremi dell’atto in cui era indicata
la cosa futura ora realizzata.

5) Società in nome collettivo.

In
deroga a quanto stabilito dal par.21, 2° comma dell’Istruzione XIV, le
società in nome collettivo dovranno essere iscritte nella stessa forma
prevista per le S.p.A., S.r.l. e simili, omettendo quindi di elencare
i soci che le costituiscono.

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