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Circolare 30/12/1998

Circolare 30/12/1998 n. 4519 - Assessorato lavori pubblici - Edilizia residenziale convenzionata - agevolata. Piani di utilizzazione dei fondi destinati alle finalità previste dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive. Prescrizioni tecniche e nuovi massimali di costo.

Circolare 30/12/1998 n. 4519

Assessorato lavori pubblici – Edilizia
residenziale convenzionata – agevolata. Piani di utilizzazione dei
fondi destinati alle finalità previste dalla legge 5 agosto 1978, n.
457 e successive. Prescrizioni tecniche e nuovi massimali di costo.

ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI

CIRCOLARE 30 dicembre 1998, prot.
n. 4519.

Edilizia residenziale convenzionata – agevolata. Piani di
utilizzazione dei fondi destinati alle finalità previste dalla legge 5
agosto 1978, n. 457 e successive. Prescrizioni tecniche e nuovi
massimali di costo.

A tutti i beneficiari delle agevolazioni
previste dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive
Con decreto
ministeriale 5 agosto 1994, il Ministero dei lavori pubblici ha
determinato i nuovi limiti massimi di costo ai sensi dell’art. 3,
comma n, della legge n. 457/78.
Con decreto n. 585 del 23 aprile 1996
e successivo decreto n. 1093 del 23 luglio 1998, questo Assessorato ha
recepito i suddetti nuovi limiti massimi di costo.
In considerazione
delle suddette intervenute variazioni, questo Assessorato ritiene di
emanare un’organica normazione tecnica economica al fine di rendere
univocamente determinati gli adempimenti da porre in essere per la
fruizione dei benefici relativi all’edilizia residenziale
convenzionata-agevolata.
A) Disposizioni generali
1) Gli elaborati
tecnico-amministrativi necessari sono i seguenti:
– progetto
esecutivo;
– concessione edilizia comunale;
– convenzione stipulata
con il comune, riportante, per le imprese, il prezzo di prima cessione
degli alloggi, ai sensi dell’art. 35 della legge n. 865/71 e dell’art.
7 della legge n. 10/77 e successive modifiche ed integrazioni;

quadro tecnico economico.
Il progetto esecutivo dovrà essere corredato
da:
– relazione tecnica comprendente anche quanto prescritto dal
decreto ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989, art. 10, comma 2;

disegni quotati con l’indicazione della destinazione d’uso dei vari
locali;
– computo delle superfici residenziali e non residenziali;

calcolo e verifica dell’altezza virtuale.
2) Il dimensionamento dei
vari ambienti costituenti gli alloggi e delle superfici non
residenziali sotto specificate deve essere adeguato alla destinazione
d’uso.
In particolare non sono ammesse superfici non residenziali al
piano, le cui previsioni possono vanificare il disposto dell’ultimo
comma dell’art. 16 della legge n. 457/78 e cioè cantinole e locali
vari di servizio e di sgombero.
Non sono ammesse altresì logge o
verande che abbiano una profondità superiore a m. 1,80, ivi comprese
le parti a sbalzo.
3) Sia il progetto principale che le eventuali
varianti dovranno essere sottoposti ai dovuti adempimenti da parte del
comune ai sensi della relativa disciplina urbanistica vigente. Il
progetto, munito dei visti e nulla osta richiesti da eventuali leggi
speciali e completato dai dati metrici e parametrici a dimostrazione
dell’avvenuto rispetto delle norme della legge 5 agosto 1978, n. 457 e
di quanto nel presente elaborato prescritto, deve essere presentato a
questo Assessorato o direttamente all’Ispettorato tecnico lavori
pubblici, per il rilascio del competente visto regionale di
conformità.
Sugli elaborati, muniti dei visti di cui sopra, la
commissione edile comunale dovrà attestare anche il rispetto delle
prescrizioni dell’ultimo comma dell’art. 16 e del primo comma
dell’art. 43 della legge n. 457/78. Il rispetto di dette prescrizioni
dovrà essere altresì richiamato nella concessione rilasciata dal
comune ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
4) Le varianti in
corso d’opera dovranno essere sottoposte, prima della loro
realizzazione, al visto di conformità di competenza di questo
Assessorato dei lavori pubblici.
5) (Per le cooperative) – Il progetto
deve prevedere esclusivamente le superfici ed i volumi di cui al
programma ammesso a contributo.
Eccezionalmente, e sempre nel rispetto
delle anzicitate disposizioni normative, e specificatamente del
suddetto art. 43 della legge n. 457/78, potrà essere consentita la
realizzazione nel medesimo stabile di altri ambienti ad uso non
residenziale, soltanto se lo strumento urbanistico ne prescriva
inderogabilmente la realizzazione.
Detti locali, comunque, saranno
esclusi dal finanziamento e non potranno avere superficie superiore al
20% della superficie utile (Su) dell’organismo abitativo.
6) (Per le
imprese) – E’ consentito realizzare un numero di alloggi superiore a
quello ammesso al finanziamento ad anche eventuali locali, riservati
all’impresa, con destinazione consentita dallo strumento urbanistico
vigente (negozi, magazzini, ammezzati, attività commerciali, studi,
ecc.).
In questo caso gli elaborati di progetto dovranno evidenziare
tali immobili ed è obbligatoria la redazione di un ulteriore Q.T.E.
che contenga i dati metrici e parametri di tutto il programma
costruttivo.
Gli alloggi esclusi dai benefici dovranno altresì
rispettare i vincoli tecnici della presente (Su, Snr, Sp, Sc e degli
artt. 16 e 43 della legge n. 457/78).
B) Superfici degli alloggi e
loro pertinenze
1) Superfici alloggi (Su)
Giusta quanto stabilito
dall’art. 16 della legge in argomento, la superficie massima delle
nuove abitazioni non può superare i mq. 95, pena la decadenza dai
benefici previsti.
In particolare, come puntualizzato dal decreto
ministeriale n. 118 del 9 aprile 1990, per superficie massima deve
intendersi la superficie utile abitabile (Su) e cioè la superficie di
pavimento degli alloggi misurata al netto dei muri perimetrali e di
quelli interni, della soglia di passaggio da un vano all’altro e degli
sguinci di porte e finestre.
In merito si precisa che è da considerare
superficie utile abitabile anche quella destinata ad eventuali armadi
a muro, mentre è da escludere invece quella occupata da eventuali
scale interne.
2) Superfici non residenziali (Snr)
Sono considerate
superfici non residenziali quelle relative a: androni di ingresso o
porticati liberi, logge, verande e balconi, cantinole, soffitte,
volumi tecnici e centrali termiche. Sono escluse, invece, le superfici
occupate da vasche idriche e relativi spazi di ispezione.
Le superfici
nette non residenziali (Snr) dovranno essere contenute nel loro
complesso entro il 45% delle superfici utili abitabili (Su) degli
alloggi. I porticati, giusto art. 2 del decreto ministeriale 10 maggio
1987, sono esclusi dal computo della superficie complessiva qualora
siano previsti dagli strumenti urbanistici che ne prescrivano l’uso
pubblico.
Sono da computare tra le superfici non residenziali quelle
relative ai terrazzi di copertura opportunamente attrezzati a
stenditoi coperti, lavanderie od altri usi similari.
Le superfici non
residenziali relative a logge, verande e balconi, devono essere
contenute entro il limite massimo del 25% della superficie utile
dell’alloggio.
E’ consentita deroga a tale limite per particolari
vincoli imposti dagli strumenti urbanistici. Le superfici non
residenziali relative a terrazze di copertura, poste ad uso esclusivo
di un alloggio, ai fini della determinazione del costo convenzionale
devono essere computate nella misura del 20% della loro superficie
effettiva.
I sottotetti comunque accessibili per le parti aventi
altezze superiori a mt. 1,80 rientrano tra le superfici non
residenziali e ne deve essere indicata la destinazione d’uso.
3)
Superficie parcheggi (Sp)
La superficie relativa ad autorimesse o
posti macchina coperti di pertinenza dell’organismo abitativo e la
superficie relativa agli spazi di manovra deve essere contenuta entro
il 45% della superficie utile abitabile (Su).
Rimane fissa in mq. 18
ma superficie per autorimessa e posto macchina stabilita dall’ultimo
comma dell’art. 16 della legge n. 457/78.
Allo scopo di evitare
sensibili incrementi nei costi degli alloggi si raccomanda di limitare
dette superfici a parcheggi a quelle strettamente indispensabili.
In
ogni caso, ai fini del calcolo della superficie complessiva, la
superficie parcheggi sarà computata nella misura massima di mq. 25
(pari a mq. 18 per autorimessa + 7 per spazio di manovra).
Si ritiene
opportuno che, ove possibile, il progetto preveda sempre posti
macchina al coperto e, pena la decadenza dai benefici, tali posti
macchina risultano annessi indissolubilmente agli alloggi realizzati
(non sarà quindi possibile il trasferimento della proprietà scevro
dall’alloggio).
C) Altezza netta delle abitazioni e loro vani
accessori
Giusta quanto stabilito all’art. 43 della legge n. 457/78,
l’altezza netta dei locali d’abitazione, misurata tra pavimento e
soffitto finiti, deve essere non superiore a m. 2,70, riducibile fino
a m. 2,40 per i locali accessori di cui all’art. 1 del decreto
ministeriale sanità 5 luglio 1975 (corridoi, disimpegni in genere,
w.c., ripostigli, ecc.).
D) Altezza virtuale
L’altezza virtuale, di
cui all’art. 43 della legge n. 457/78, calcolata come rapporto tra i
metri cubi totali vuoto per pieno dell’edificio e la somma delle
superfici utili abitabili degli alloggi, non deve superare i metri
4,50.
A tale riguardo si precisa che per superficie utile abitabile si
intende soltanto la superficie “Su” degli alloggi già definita alla
precedente lettera B.1) e che il volume totale vuoto per pieno
dell’edificio deve essere calcolato come specificato appresso:
1) le
superfici coperte di ogni piano fuori terra dovranno essere
moltiplicate per l’altezza convenzionale di m. 2,95 mentre quelle dei
locali a piano terreno saranno moltiplicate per l’effettiva altezza
netta aumentata dello spessore convenzionale del solaio determinato
nella misura di cm. 25;
2) per i piani seminterrati si valuterà
soltanto la cubatura della parte fuori terra;
3) per il calcolo delle
superfici coperte fuori terra di cui sopra, viene computata quella
coperta di ogni piano fuori terra con esclusione delle superfici
relative:
– ai porticati;
– alle logge, balconi e verande;
– a…

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