Circolare Inail n. 32 dell'11 aprile 2000 | Geometra.info

Circolare Inail n. 32 dell’11 aprile 2000

Circolare Inail n. 32 dell'11 aprile 2000 - Assicurazione dei lavoratori parasubordinati.

Circolare Inail n. 32 dell’11 aprile 2000
Assicurazione dei lavoratori
parasubordinati.

PREMESSA
In attuazione della delega di cui all’art.
55 della Legge n. 144/1999 (comma 1, lettera i), il Decreto
Legislativo n. 38 del 23 febbraio 2000, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 50 del 1° marzo c. a., stabilisce, all’articolo 5,
l’estensione dell’assicurazione INAIL ai lavoratori parasubordinati,
purché svolgano le attività previste dall’articolo 1 del Testo Unico
del 1965, ivi compresa la conduzione personale di veicoli a motore,
non in via occasionale e per l’esercizio delle proprie mansioni.
Dette
disposizioni decorrono dal 16 marzo 2000 ed – in sede di prima
applicazione- le denunce di cui all’art. 12 T. U. debbono essere
effettuate entro il 15 aprile 2000.
Il menzionato articolo prevede:
1.
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, sono soggetti all’obbligo assicurativo i lavoratori
parasubordinati indicati all’art. 49, comma 2, lettera a) del decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni e integrazioni, qualora svolgano le attività previste
dall’articolo 1 del testo unico o, per l’esercizio delle proprie
mansioni, si avvalgano, non in via occasionale, di veicoli a motore da
essi personalmente condotti.
2. Ai fini dell’assicurazione INAIL il
committente è tenuto a tutti gli adempimenti del datore di lavoro
previsti dal testo unico.
3. Il premio assicurativo è ripartito nella
misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del
committente.
4. Ai fini del calcolo del premio la base imponibile è
costituita dai compensi effettivamente percepiti, salvo quanto
stabilito dall’articolo 116, comma 3, del testo unico. Il tasso
applicabile all’attività svolta dal lavoratore è quello dell’azienda
qualora l’attività stessa sia inserita nel ciclo produttivo, in caso
contrario, dovrà essere quello dell’attività effettivamente svolta.
5.
Ferma restando la decorrenza dell’obbligo assicurativo e del
diritto alle prestazioni dalla data di cui al comma 1, in sede di
prima applicazione, i termini per la presentazione delle denunce di
cui all’articolo 12 del Testo Unico sono stabiliti in trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo.

1.1 SOGGETTI ASSICURATI
I soggetti destinatari della
norma in esame, individuati dall’articolo 49, comma 2, lett. a)
del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986 – recante
disposizioni in materia di “Imposta sul reddito delle persone
fisiche”- sono i percettori di:
“redditi derivanti dagli uffici di
amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri
enti con o senza personalità giuridica, dalla collaborazione a
giornali, riviste, enciclopedie e simili, dalla partecipazione a
collegi e commissioni e da altri rapporti di collaborazione coordinata
e continuativa.
Si considerano tali i rapporti aventi per oggetto la
prestazione di attività, non rientranti nell’oggetto dell’arte o
professione esercitata dal contribuente ai sensi del comma 1, che pur
avendo contenuto intrinsecamente artistico o professionale sono svolte
senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto
nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di
mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita”.
La
suddetta norma configura la tipologia dei rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa, individuando, nella prima parte, talune
fattispecie “tipiche” (amministratore, sindaco o revisore di società,
etc…) e, nella seconda parte, i requisiti generali per la
ricorrenza dei rapporti in esame.
Tanto premesso, si formulano le
seguenti precisazioni ed istruzioni.

1.2 RAPPORTI DI COLLABORAZIONE
COORDINATA E CONTINUATIVA
REQUISITI
Dalla formulazione della
disposizione menzionata si evince che gli elementi indicatori della
parasubordinazione sono: a) la collaborazione, b) il coordinamento, c)
la continuità, d) la natura prevalentemente personale della
prestazione.
a) COLLABORAZIONE
Nei rapporti in argomento, come per
espresso indicato nel secondo capoverso della citata lettera a), manca
il vincolo della subordinazione nei confronti del soggetto
destinatario della prestazione lavorativa.
Il prestatore, quindi, è
svincolato dall’inserimento strutturale nell’organizzazione gerarchica
dell’impresa, la quale è destinataria di un’opera o di un servizio
predeterminato, per la cui realizzazione il prestatore medesimo gode
di autonomia circa le modalità, il tempo ed il luogo
dell’adempimento.
Il lavoratore in questione è, di norma, un
collaboratore estraneo all’impresa, che agisce in via autonoma, ma in
funzione delle finalità e delle necessità organizzative
dell’imprenditore.

b) COORDINAMENTO
Tale elemento, che per il lavoro
parasubordinato sostituisce il vincolo della subordinazione, si
identifica nel rapporto consensuale di costante coordinamento con la
struttura organizzativa del destinatario della prestazione.
Detto
aspetto, strettamente connesso con quello della continuità, consiste
nel collegamento funzionale dell’attività del lavoratore
parasubordinato con la struttura del committente, in quanto concorre
alla realizzazione dell’attività economica di quest’
ultimo.
E’ il requisito del coordinamento con la struttura
organizzativa del destinatario della prestazione ad assumere rilevanza
determinante ai fini della connotazione del rapporto.
Pertanto, la
differenza tra prestazione di lavoro parasubordinato e quella di
lavoro subordinato sta anche nella modalità dell’esecuzione: la prima
deve conformarsi soltanto alle direttive dell’imprenditore, mentre la
seconda anche alle modalità di esecuzione preventivamente stabilite.

c) CONTINUITA’
La prestazione dedotta in rapporto non deve
essere meramente occasionale, bensì continuativa e resa in misura
apprezzabile nel tempo.
Conseguentemente, l’accordo fra le parti
deve comportare lo svolgimento di una serie imprecisata di adempimenti
a contenuto professionale per un arco di tempo determinato cosicchè
l’attività da prestarsi sia programmata dal prestatore in
funzione dell’esigenza a carattere non transitorio del
richiedente.
Esulano, pertanto, da tali rapporti quelli che,
estrinsecandosi in una relazione occasionale con il committente, sono
destinati ad esaurirsi con il compimento dell’unica prestazione
oggetto dell’accordo delle parti.
A tale proposito la Suprema
Corte si è pronunciata sulla non ravvisabilità del requisito della
continuità e della coordinazione nell’ipotesi di prestazione
unica ad esecuzione istantanea, occasionale e destinata, quindi, a non
ripetersi nel tempo (Cass. 23.11.1988, n. 6298). Analogamente, è stato
ritenuto in ipotesi di ” affidamento di un opus unico sia pure ad
esecuzione non istantanea ed ancorchè articolato in una serie di atti
esecutivi dell’unico incarico” (Cass. Sez. Lav.; sent. n. 1495
del 26.2.1996).
Tuttavia la medesima Corte di Cassazione non ha
escluso l’esistenza della continuità purchè la prestazione,
benchè unica, richieda non solo un’attività prolungata, ma anche
un’interazione tra le parti che si protragga per tutta la durata
del rapporto e che non sia limitata alle sole fasi
dell’accettazione dell’opera e del versamento del
corrispettivo (Cass. 15.10.1986, n. 6052).
In sintesi, il requisito
della continuità risulta dal ripetersi nel tempo della prestazione
personale effettuata in modo regolare e sistematico.

d) NATURA
PREVALENTEMENTE PERSONALE DELL’OPERA
Tale requisito consiste
nella necessaria prevalenza del carattere personale dell’apporto
lavorativo del prestatore rispetto all’impiego di mezzi e/o
altri soggetti, dei quali pure il collaboratore può avvalersi,
semprechè non si perda la preminenza della sua personale
partecipazione né l’unicità della responsabilità gravante sullo
stesso.
La relativa indagine andrà svolta, caso per caso, tenendo
conto della qualità e natura della prestazione dedotta in rapporto.
In
via esemplificativa, il rapporto tra il proprietario ed il gestore di
un impianto di carburante, con l’obbligo per quest’ultimo
dell’acquisto dei prodotti petroliferi forniti dal concedente,
rientra nei rapporti di collaborazione di che trattasi solo se il
gestore sia in concreto obbligato ad una continua e coordinata
collaborazione con il concedente nell’esercizio di
un’attività prevalente personale.
Tale rapporto non sussisterà
allorchè il gestore abbia organizzato la sua attività con criteri
imprenditoriali tali da far ritenere che egli si sia limitato a
coordinare e a dirigere l’opera dei suoi collaboratori, senza
alcun coinvolgimento personale nella distribuzione del carburante
(Cass. Sez. Lav; sent. n. 11326 del 30.12.1994).
In sintesi ed in via
generale, detti rapporti:
• intercorrono con un determinato
soggetto senza alcun vincolo di subordinazione nei confronti dello
stesso;
• hanno carattere unitario di durata, cioè protratto nel
tempo;
• sono svolti in modo continuativo, cioè non
saltuario;
• non necessitano di mezzi organizzati;
• sono
retribuiti con periodicità e con ammontare determinato, o
determinabile, ancorché corrisposto in un’unica soluzione, con
riferimento all’intera durata della prestazione;
• non hanno
carattere gratuito;
• la fonte giuridica del rapporto è
solitamente un contratto concluso fra le parti in forma scritta o
comunque un incarico formale conferito dal committente ed accettato
dal lavoratore (la proposta di legge sulla “tutela dei lavori
atipici”, in corso d’approvazione parlamentare, prevede per tali
contratti la forma scritta obbligatoria);
• hanno un intrinseco
contenuto artistico o professionale;
• si riferiscono ad
attività che non rientrano nell’esercizio di arte e professione nel
senso indicato dal comma 1 dell’articolo 49 del D.P.R. n. 917/1986
(che definisce il reddito di lavoro autonomo).

2. RAPPORTI DI
COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA
Al fine di fornire
chiarimenti in ordine alle problematiche connesse all’esatta
individuazione dei soggetti rientranti nell’obbligo
assicurativo, si reputa opportuno passare in rassegna alcune tipologie
di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, tenendo pure
conto dell’evolversi della giurisprudenza nella specifica
materia nonché degli indirizzi emanati al riguardo
dall’Amministrazione Finanziaria.

a) SINDACI E REVISORI
Tali
figure devono intendersi ricomprese nell’obbligo assicurativo
allorchè il relativo ufficio sia affidato a soggetti per i quali
l’ordinamento della professione non preveda espressamente lo
svolgimento di detta funzione.
Così, ad esempio, è da ritenersi
assoggettato all’obbligo assicurativo l’avvocato che esplichi
tale funzione, in quanto l’attività di sindaco non risulta
espressamente prevista dall’ordinamento professionale forense
(Circolare Ministeriale n. 97/E del 9.4.1998).
Diversamente è da dirsi
per i dottori commercialisti e ragionieri e periti commerciali, per i
quali i relativi ordinamenti professionali indicano tale attività fra
quelle proprie della professione.
Né a diverse conclusioni pare possa
pervenirsi pure a seguito dell’istituzione del Registro dei
Revisori Contabili, posto che l’iscrizione in detto Registro dà
esclusivamente diritto all’uso del titolo di “revisore
contabile”, ma non introduce una nuova figura professionale (Circ.
Min. n. 108/E del 3.5.1996).

b) AMMINISTRATORI DI
SOCIETA’
Tali soggetti sono fra quelli cui estendere la tutela
assicurativa, in quanto i rapporti intrattenuti sono da ricondurre
nell’ambito delle collaborazioni coordinate e continuative, anche
qualora i relativi incarichi siano ricoperti da dottori commercialisti
o da ragionieri, trattandosi di attività, che, neppure per questi
ultimi, rientrano nell’oggetto “proprio” dell’attività svolta
(Circ. Min. n. 97/E del 9.4.1998 e n. 141/E del 4.6.1998).
Giova
inoltre precisare che sono da ritenersi esclusi dall’area della
parasubordinazione gli amministratori delegati ai quali il consiglio
di amministrazione abbia conferito tutti i poteri di gestione, il cui
ruolo tende a coincidere con quello dell’imprenditore non
essendo soggetti a quest’ultimo nemmeno nella forma attenuata
del coordinamento continuativo.
Diversamente, si tratterà di
collaborazione coordinata qualora essi siano tenuti a rispettare un
mandato ordinario da parte del consiglio di amministrazione, con
l’obbligo di riferire circa l’attività amministrativa.

c) COMPONENTI DI COLLEGI E COMMISSIONI
Analogamente, rientrano nella
tutela i soggetti che partecipano a collegi e commissioni, sempreché
ricorrano i requisiti e le condizioni di legge già
declinate.
Un’eccezione a tale principio, peraltro riconducibile alle
motivazioni sopra espresse per i dottori commercialisti che svolgono
attività di sindaco, è stata introdotta con le istruzioni ministeriali
di cui al Decreto del 30.3.1998, allegate al mod. UNICO, con le quali
si è affermato, a titolo di esempio, che l’attività prestata dai
geometri in qualità di componenti del Consiglio nazionale o dei
Collegi provinciali dell’Ordine di appartenenza si considera
rientrante in quella principale dagli stessi svolta in via autonoma.

d) COLLABORATORI DI GIORNALI, RIVISTE, ENCICLOPEDIE E
SIMILI
Nell’ambito di dette attività si deve distinguere
l’ipotesi in cui viene ceduta un’opera dell’ingegno,
di cui all’art. 2575 del c.c., dai casi in cui si instaura un
rapporto di collaborazione a giornali e riviste in relazione al quale
l’oggetto complessivo della prestazione esula dalla disciplina
relativa alla tutela del diritto d’autore, quale è, ad esempio,
l’ipotesi dei correttori di bozze o di quanti si limitano a
fornire notizie utili per la redazione dell’articolo.
Questi
ultimi rientrano senz’altro nella fattispecie della
collaborazione coordinata e continuativa che interessa ai fini
assicurativi.

e) AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO
In via generale,
l’attività di amministratore di condominio rientra
nell’ambito delle figure “atipiche” dei rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa di cui al comma 2
dell’art. 49 del menzionato Testo Unico fiscale, allorquando
l’attività presenti i requisiti delineati dalla norma, più sopra
riportati in dettaglio.
Pertanto debbono considerarsi inerenti ai
menzionati rapporti di collaborazione coordinata e continuativa le
prestazioni che un condomino, esercente attività lavorativa di altra
natura, rende nello svolgimento delle funzioni di amministratore
attribuitegli dall’assemblea in conformità al regolamento di
condominio.
Viceversa nell’ipotesi in cui un soggetto compia, in
maniera sistematica ed abituale, con una organizzazione di mezzi, una
pluralità di prestazioni relative all’amministrazione di più
condomini, indipendentemente dalla qualificazione giuridica del
rapporto intrattenuto con il singolo condominio e dall’esercizio
di altre attività economiche, non può porsi in dubbio che le
prestazioni dal medesimo rese concretizzino esercizio abituale di
lavoro autonomo, come tale produttivo di analogo reddito ai sensi del
comma 1 (cfr. Circolare Ministero delle Finanze n. 77 del 24.12.1992 e
Sentenza Corte di Cassazione n. 6671 del 24.7.1996).
Per la corretta
individuazione della fattispecie considerata è rilevante accertare la
sussistenza di mezzi organizzati nello svolgimento
dell’attività, in quanto, ai fini dell’inclusione del
rapporto fra quelli di collaborazione coordinata e continuativa, si
impone la condizione dell’assenza di spiccata autonomia
economico-organizzativa del prestatore del servizio.

f) SOCI –
AMMINISTRATORI
Com’è noto, tali lavoratori, ai sensi
dell’art. 4, n. 7, del Testo Unico del 1965 sono già compresi
nell’obbligo assicurativo se nell’esercizio delle attività
di cui all’art. 1 operano in via abituale con rapporto di
dipendenza – almeno funzionale – dalla società datrice di lavoro.
Al
riguardo è da rilevare che il concetto di “dipendenza funzionale”,
estrinsecantesi in un rapporto di collaborazione caratterizzato dalla
professionalità, sistematicità ed abitualità, è stato coniato dalla
giurisprudenza per consentire la tutela dei suddetti soggetti, anche
in assenza di uno specifico rapporto di lavoro subordinato.
Tale
“dipendenza funzionale” costituisce un aspetto tipico della
parasubordinazione, talché i requisiti per la sussistenza della prima
debbono ritenersi coincidenti, se addirittura non mutuati, dalla
parasubordinazione.
In tale ottica, si ritiene che l’attività di
amministrazione della stessa società, per la quale naturalmente
ricorrano le condizioni di cui all’articolo 1 T. U., sia assorbita
dall’altra già assicurata.
In tali ipotesi non si dovrà pertanto
provvedere all’apertura di un’ulteriore posizione assicurativa.

g)
INSEGNANTI
Possono considerarsi collaborazioni coordinate e
continuative anche quei rapporti che si instaurano tra insegnanti e
scuole private e pubbliche qualora, naturalmente, non siano
sussumibili nell’ambito dello schema giuridico del lavoro
subordinato.
La ricorrenza di tale ultimo rapporto può ritenersi
esclusa qualora:
– il compenso sia determinato in base alla
professionalità ed alle singole prestazioni;
– non sia imposto un
orario prestabilito e non siano previsti vincoli e sanzioni
disciplinari;
– sia riconosciuta la libertà del docente nelle modalità
di trattazione degli argomenti;
– ci sia la volontà delle parti per
l’esclusione della subordinazione.

*****
Si ritiene, infine,
utile evidenziare come per gli stessi soggetti valga anche
l’obbligo di iscrizione all’apposita gestione
previdenziale separata istituita presso l’INPS, ai sensi
dell’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, che – a fini
statistici – ha distinto i sottoindicati settori di attività:
1.
amministratore, sindaco, revisore di società, associazioni e altri
enti con o senza personalità giuridica, liquidatore di società;
2.
amministratore di condominio;
3. archiviazione, traduzioni, servizi
amministrativi e contabili;
4. assistenza tecnica, macchinari,
impianti, collaudi, certificazione della qualità;
5. collaborazione a
giornali, riviste, enciclopedie e mezzi di comunicazione in genere;
6.
consulenze aziendali, fiscali, amministrative, contabili,
informatiche, etc…;
7. estetica, igiene in genere;
8.
formazione, istruzione, addestramento;
9. intermediazione, recupero
crediti, notifica atti, etc…;
10. moda, arte, sport,
spettacolo;
11. partecipanti a collegi e commissioni;
12. salute,
assistenza;
13. sondaggi di opinione, marketing e telemarketing,
pubblicità, ricerche statistiche e di mercato;
14. trasporti e
spedizioni;
15. turismo, animazione, intrattenimento, mostre,
mercati;
16. vendite a domicilio;
17. altre
18. dottorati di
ricerca.
L’accertamento della sussistenza di detta iscrizione,
correlata allo svolgimento di una delle attività di cui all’art.
5, comma 1, del decreto legislativo n. 38/2000, costituisce elemento
rilevatore ai fini della ricorrenza dell’obbligo assicurativo.

3.
INDIVIDUAZIONE DEI RAPPORTI
Dopo aver delineato, seppure
sommariamente, gli elementi costitutivi dei rapporti di lavoro in
esame ed avere passato in rassegna, a titolo necessariamente non
esaustivo, le figure più ricorrenti (sia tipiche che atipiche), si
reputa opportuno sottolineare la rilevanza da attribuire alla volontà
delle parti nella definizione della tipologia contrattuale, pur
competendo in via esclusiva al Giudice l’esatta qualificazione
legale del rapporto di lavoro indipendentemente dal “nomen iuris”
utilizzato.
Al riguardo, la giurisprudenza più recente ha precisato
come, qualora dallo svolgimento del rapporto non possano trarsi
elementi certi di qualificazione, a tali fini non si possa prescindere
dalla preventiva ricerca della volontà delle parti nel senso che si
deve tener conto del relativo reciproco affidamento e della concreta
disciplina giuridica del rapporto quale voluta dalle parti medesime
nell’esercizio della loro autonomia contrattuale (Cass.
17.6.1996, n. 5532 e 15.2.1997, n. 1427).

4. ATTIVITA’ PROTETTE
Il
menzionato articolo 5 del decreto legislativo in esame stabilisce, al
comma 1, che le attività protette sono quelle individuate all’articolo
1 del Testo Unico del 1965, integrate dalla conduzione personale di
veicoli a motore dei quali i lavoratori parasubordinati si avvalgano,
non in via occasionale, per l’esercizio delle proprie mansioni.
In
buona sostanza, le attività rischiose oggetto di tutela sono le stesse
che già danno luogo all’obbligo di assicurazione per i soggetti
individuati all’articolo 4 del Testo Unico.
Per quanto concerne, in
particolare, la conduzione di veicoli a motore, il relativo obbligo
sussiste se la stessa è strumentale all’esercizio delle mansioni
svolte. Ne deriva che, di norma, la sola conduzione del veicolo
durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di
abitazione a quello di lavoro ovvero durante il normale percorso che
collega due luoghi di lavoro – se il lavoratore ha più rapporti- non è
di per sé sufficiente all’insorgenza dell’obbligo assicurativo, pur
costituendo condizione di indennizzo dell’eventuale infortunio in
itinere in costanza delle specifiche attività rischiose di cui
all’articolo 1 del Testo Unico.
Analogamente, può osservarsi che
l’obbligo ricorre per i soggetti che facciano uso diretto di
video-terminali e macchine da ufficio, ritenendosi quindi non
estensibile la tutela infortunistica per la sola frequentazione di
ambienti ove tali apparecchi siano utilizzati.

5. COMMITTENTI –
ADEMPIMENTI PREVISTI
Committenti possono essere tutte le persone e gli
enti privati o pubblici, compresi lo Stato e gli Enti locali, che
instaurano rapporti di collaborazione coordinata e continuativa per le
attività indicate all’articolo 1 del Testo Unico, anche qualora svolte
in ambito agricolo, integrate dalla previsione della conduzione, non
in via occasionale, di veicoli a motore personalmente condotti.
Al
riguardo si precisa che la “gestione per conto”, disciplinata
dall’art. 127 T.U. per i dipendenti dello Stato, non è applicabile
alle collaborazioni in argomento stante la loro diversa natura
giuridica.
Per espressa disposizione normativa (art. 5, comma 2), il
committente è tenuto a tutti gli adempimenti del datore di lavoro
previsti dal Testo Unico.
Pertanto egli dovrà provvedere alla
iscrizione del lavoratore mediante la:
• denuncia di esercizio,
nella quale debbono essere indicati la natura dei lavori nonché tutti
gli elementi idonei alla valutazione del rischio ed alla
determinazione del premio di assicurazione, con accensione di
un’apposita posizione assicurativa, se l’attività effettivamente
svolta dal lavoratore parasubordinato non rientra fra le lavorazioni
già denunciate;
• denuncia della modificazione di estensione del
rischio già coperto dall’assicurazione, conseguente alla variazione
dei soggetti da assicurare e quindi della base imponibile di cui
tenere conto ai fini della determinazione del premio, qualora la
suddetta attività sia ricompresa in una delle posizioni assicurative
già accese dal committente.
In entrambi i casi dovranno essere
comunicati, tramite il modulo di cui si allega fac-simile (cfr. all.
n. 4):
– i nominativi dei lavoratori in questione;
– la misura dei
compensi pattuiti;
– la durata del rapporto di collaborazione.
Detto
modulo dovrà comunque -a regime- essere sempre compilato e presentato
in allegato alle medesime denunce, al fine di acquisire tutte le
notizie necessarie alla gestione del rapporto assicurativo.
Il
committente dovrà altresì provvedere:
• al pagamento del premio
alle scadenze di legge o a quelle fissate dall’Istituto, nella misura
integrale prevista, gravando l’obbligo del versamento sul committente
per il premio totale dovuto (comprensivo quindi della quota a carico
del collaboratore) e restando demandata alle parti la regolazione dei
conseguenti rapporti patrimoniali;
• alla denuncia
dell’infortunio e della malattia professionale occorsi ai lavoratori,
da effettuarsi nei termini e con le modalità disciplinate dal Testo
Unico;
• alla denuncia di cessazione della lavorazione – da
effettuarsi entro i termini di legge – finalizzata alla chiusura della
relativa posizione assicurativa, se specificatamente accesa per
l’attività svolta dal lavoratore parasubordinato.

6. IL PREMIO
ASSICURATIVO
Il premio assicurativo, ripartito nella misura di un
terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente,
è calcolato, in base al tasso applicabile all’attività svolta,
sull’ammontare dei compensi effettivamente percepiti, salvo
quanto stabilito dall’art. 116, comma 3, del Testo Unico (art.
5, commi 3 e 4 del decreto in esame).

7. BASE IMPONIBILE
Per la
determinazione dei compensi da assumere quale base imponibile, si deve
fare riferimento alle disposizioni dettate in materia fiscale
dall’articolo 50, comma 8, del medesimo D.P.R. n. 917/86, in
virtù del quale si è pervenuti alla individuazione delle nuove figure
da assicurare.
Ciò, anche in un’ottica di omogeneità con le
norme che regolano la contribuzione INPS per gli stessi
soggetti.
Pertanto, la base imponibile è da intendersi costituita dal
reddito percepito dal lavoratore al netto delle detrazioni di cui
all’art. 50, comma 8, del citato D.P.R. n. 917/86 in materia fiscale.

Quest’ultima norma stabilisce che il reddito derivante dai rapporti
di collaborazione coordinata e continuativa – di cui alla lett. a) del
comma 2 dell’art. 49 – è costituito dall’ammontare dei compensi in
danaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma
di partecipazione agli utili, con esclusione delle somme documentate e
rimborsate per spese di viaggio, alloggio e vitto relative alle
prestazioni effettuate fuori del territorio comunale, ridotto del 5
per cento a titolo di deduzione forfetaria delle altre spese; la
riduzione non si applica alla parte dei compensi che supera
l’ammontare di cento milioni di lire e alle indennità percepite per la
cessazione del rapporto.
Si aggiunge, inoltre, che ai sensi dei commi
3 e 4 dell’articolo 51 della legge n. 488/1999 (legge finanziaria
2000), a decorrere dall’1.1.1999, e per l’anno 2000, la menzionata
riduzione forfetaria (del 5 per cento) è stata fissata nella maggiore
misura del 6% se alla formazione del reddito complessivo concorrono
soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa entro il
limite di L. 40.000.000 ed il reddito dell’unità immobiliare adibita
ad abitazione principale e delle relative pertinenze, non superiore
alla deduzione fiscale per esso prevista (attualmente L.
1.800.000).
Detta aliquota, alle medesime condizioni, é fissata al 7%
a decorrere dall’1.1.2001.
L’importo, così come sopra
determinato ai fini fiscali, costituisce, pertanto, la base imponibile
su cui calcolare il premio dovuto, nei limiti stabiliti, ai sensi del
citato articolo 116 del Testo Unico, allo stato pari, rispettivamente,
a L. 21.382.000 e a L. 39.709.000 annue.
Dall’espressione letterale
della norma in commento, si evince che detti limiti si riferiscono a
tutti i compensi percepiti dal lavoratore parasubordinato per
l’attività di collaborazione coordinata e continuativa svolta nel
corso dell’intero anno, derivanti anche da più rapporti siano essi
contemporanei o susseguenti, intrattenuti con lo stesso ovvero con
committenti diversi.
I succitati parametri annuali sono, peraltro,
divisibili in tanti dodicesimi per quanti sono i mesi, o frazione di
mese, di durata del rapporto di collaborazione.
Ai fini della
determinazione della base imponibile da assoggettare a contribuzione,
si rende pertanto necessario distinguere le ipotesi di compensi
derivanti da:
a) un unico rapporto intrattenuto con un solo
committente;
b) due o più rapporti intrattenuti con committenti
diversi;
c) due o più rapporti intrattenuti con un unico committente.

a) UNICO RAPPORTO INTRATTENUTO CON UN SOLO COMMITTENTE
Da quanto già
innanzi indicato, risulta evidente che, in caso di durata annuale del
rapporto di collaborazione, la base imponibile sulla quale determinare
il premio dovuto è pari all’intera misura dei compensi corrisposti,
nei limiti stabiliti ai sensi del succitato articolo 116 del Testo
Unico.
Diversamente, per i rapporti di lavoro di durata inferiore
all’anno, la misura dei compensi deve essere preliminarmente
ripartita per i mesi, o frazione di mese, di durata del rapporto.
Se
il compenso medio mensile così ottenuto è di importo compreso fra i
limiti del minimale e massimale mensile di riferimento (allo stato
pari, rispettivamente, a L. 1.781.835 e a L. 3.309.085), esso,
moltiplicato per i mesi di durata del rapporto, costituirà la base
imponibile per il calcolo del premio.
Qualora il compenso medio
mensile risulta, invece, di importo inferiore o superiore al minimale
o massimale mensile, la base imponibile sarà comunque pari a detto
minimale o massimale, moltiplicato per i mesi di durata del rapporto
(cfr. all. n. 1).
b) DUE O PIÙ RAPPORTI INTRATTENUTI CON COMMITTENTI
DIVERSI, DI DURATA TOTALMENTE O PARZIALMENTE COINCIDENTE
Considerata
la peculiarità dei rapporti di che trattasi, è frequente che il
medesimo collaboratore intrattenga due o più rapporti con diversi
committenti, anche contemporaneamente.
Preliminarmente, al fine di
procedere alla corretta determinazione della base imponibile relativa
a ciascun rapporto di lavoro, il collaboratore è tenuto a comunicare a
ciascuno dei committenti i compensi stabiliti per ogni rapporto
contemporaneamente intrattenuto.
Conseguentemente, ciascuno dei
committenti, che è peraltro tenuto all’assolvimento di tutti gli
adempimenti previsti per i datori di lavoro, dovrà determinare
l’imponibile contributivo per la quota di competenza.
A tale scopo,
egli procederà a:
– determinare il compenso medio mensile, calcolato
suddividendo l’importo complessivo dei compensi stabiliti per i mesi o
frazione di mese di durata del rapporto;
– sommare l’importo così
ottenuto con i compensi medi mensili relativi agli altri
committenti;
. denunciare, nel caso in cui detta somma risulti essere
compresa fra i succitati limiti minimo e massimo mensile (pari
rispettivamente a L. 1.781.835 e a L. 3.309.085), quanto
effettivamente stabilito per ciascun mese di durata del rapporto di
collaborazione (cfr. all. n. 2, es. n. 1);
ovvero
– denunciare,
qualora la medesima somma risulti essere inferiore all’imponibile
minimale mensile, quota parte del minimale mensile medesimo
determinata in base alla stessa percentuale derivante dal rapporto tra
i compensi globali mensili spettanti al lavoratore e quanto
mensilmente stabilito per il rapporto di collaborazione (cfr. all. n.
2, es. n. 2);
ovvero
– denunciare, qualora la somma stessa risulti
essere superiore all’imponibile massimale mensile, quota parte del
medesimo massimale mensile determinata in base alla stessa percentuale
derivante dal rapporto tra i compensi globali mensili spettanti al
lavoratore e quanto mensilmente stabilito per il rapporto di
collaborazione (cfr. all. n. 2, es. n. 3).
c) DUE O PIU’
RAPPORTI INTRATTENUTI CON UN SOLO COMMITTENTE DI DURATA TOTALMENTE O
PARZIALMENTE COINCIDENTE
In questa ipotesi il committente determinerà
la base imponibile relativa a ciascun rapporto di collaborazione
seguendo i criteri come sopra già evidenziati sub B), nel rispetto dei
menzionati limiti annuali, minimo e massimo, tenendo peraltro conto
della totale o parziale coincidenza di durata dei rapporti stessi
(cfr. all. nn. 2 e 3).

8. TASSO APPLICABILE
Per il tasso applicabile
all’attività svolta dal lavoratore, ai sensi del 4° comma del
citato articolo 5, si deve fare riferimento “a quello
dell’azienda, qualora l’attività stessa sia inserita nel
ciclo produttivo; in caso contrario, a quello dell’attività
effettivamente svolta.”
Più precisamente:
– qualora l’attività
del lavoratore parasubordinato sia riferibile ad una delle posizioni
assicurative già in capo al committente, si applicherà il tasso in
vigore per detta posizione;
– in caso contrario (come avviene di norma
per i rapporti di collaborazione coordinata stipulati da committenti
non titolari di rapporti assicurativi istituiti ai sensi del Titolo I,
quali – ad esempio- le imprese agricole e le Amministrazioni centrali
e periferiche dello Stato), si applicherà il tasso medio previsto per
la corrispondente voce di tariffa, eventualmente oscillato ai sensi
delle vigenti Modalità tariffarie.

9. PAGAMENTO DEL PREMIO
Poiché la
norma in esame nulla dispone al riguardo, debbono ritenersi confermate
le modalità previste dagli articoli 28 e 44 del Testo Unico, con la
previsione del pagamento di una rata anticipata in base ai compensi
pattuiti ovvero presunti e della conseguente regolazione sui compensi
effettivamente corrisposti alla data del 31 dicembre di ciascun
anno.
Pertanto nel caso di instaurazione di un nuovo, specifico
rapporto assicurativo, il pagamento del premio dovrà essere effettuato
a seguito di apposita richiesta della competente Sede, che provvederà,
contestualmente, al rilascio del relativo certificato di
assicurazione.
Nell’ipotesi in cui i soggetti in argomento debbano
essere inseriti in una posizione assicurativa già in atto (denuncia di
variazione), sarà la Sede medesima – ricorrendone le condizioni- a
richiedere l’integrazione del premio anticipato per detta
posizione.
Resta inteso che la regolazione del premio è dovuta alla
scadenza del periodo assicurativo ed è calcolata e pagata all’atto
dell’autoliquidazione da effettuarsi entro il successivo 16 febbraio,
sulla base dei compensi effettivamente corrisposti nell’anno di
riferimento.
Considerata la specificità dei rapporti di collaborazione
in argomento, per i quali è più frequente che i compensi o parte di
essi siano corrisposti successivamente al 31 dicembre, per consentire
l’eventuale integrazione della regolazione del premio dovuto in
base al tasso in vigore nell’anno di competenza, i committenti
dovranno procedere alla rettifica delle denunce dei compensi già
presentate ed al ricalcolo del dovuto entro il giorno 16 del secondo
mese successivo al pagamento degli ulteriori compensi erogati.

10.
REGISTRAZIONI OBBLIGATORIE
In coerenza con l’espressione letterale
della norma, che pone a carico del committente tutti gli adempimenti
previsti dal Testo Unico per il datore di lavoro, quest’ultimo è
tenuto anche per i lavoratori in esame alle registrazioni obbligatorie
sui libri di legge.
Si rende noto che sul punto, tuttavia, è stato
formulato apposito quesito al Ministero del Lavoro e della Previdenza
Sociale anche per acquisirne il parere in ordine alla semplificazione
dei previsti adempimenti.
Si fa pertanto riserva di definitive
istruzioni all’esito del riscontro ministeriale.

11. ISTRUZIONI
OPERATIVE
Le Sedi competenti dovranno acquisire e protocollare le
denunce da inoltrarsi da parte dei committenti, che, per i rapporti in
corso alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame,
debbono essere presentate entro il menzionato termine del 15 aprile
2000, secondo la previsione dell’art. 5, comma 5, del decreto in
esame.
Sul piano operativo, si ribadisce che:
• nel caso in cui
l’attività effettivamente svolta dal lavoratore parasubordinato non
rientri fra le lavorazioni già denunciate dal committente, si dovrà
procedere all’apertura di un’apposita posizione assicurativa, alla
quale verrà applicato il tasso di premio previsto per la
classificazione effettuata;
• qualora l’attività prestata sia
inserita nel ciclo produttivo dell’azienda, relativamente al quale
sussista già una posizione assicurativa che possa comprendere la
lavorazione svolta, occorrerà semplicemente acquisire agli atti la
denuncia di variazione anche per valutare l’opportunità di richiedere
l’eventuale integrazione di premio.
Per una più puntuale evidenza dei
dati e delle notizie concernenti i rapporti assicurativi in argomento,
le Sedi utilizzeranno le informazioni contenute nel modulo in
precedenza indicato, il cui file parimenti si trasmette (cfr. all. n.
4).

12. PRESTAZIONI
Per quanto riguarda le prestazioni si ritiene
che l’unico problema specifico sorga per la determinazione della
base di calcolo da prendere in riferimento per l’erogazione
dell’indennità di inabilità temporanea assoluta e della rendita
(diretta o a superstiti), in quanto in linea generale trovano per il
resto applicazione gli istituti giuridici previsti dal Testo Unico e
successive modificazioni, nonché i principi vigenti in tema di
riconoscimento della natura professionale dell’infortunio o
della malattia.
Sullo specifico problema va considerato che:

l’art. 5, comma 4, individua la base imponibile ai fini del
calcolo del premio ma non contiene una analoga disposizioni ai fini
indennitari (diversamente da quanto previsto dall’art. 4 per il
lavoratori dell’area dirigenziale);
– è dubbio che i “compensi
effettivamente percepiti”, cui fa riferimento il legislatore ai fini
contributivi, possano assimilarsi alla “retribuzione” di un lavoratore
dipendente;
– comunque, la remunerazione di un lavoratore
parasubordinato presenta caratteristiche particolari in quanto
potrebbe variare in relazione all’andamento del rapporto di
collaborazione, e quindi non essere fissa, potrebbe non essere
periodica, né accertabile preventivamente nella sua effettività;
– il
reddito percepito da un parasubordinato potrebbe, in alcuni casi, non
essere pregiudicato da un periodo di inabilità temporanea assoluta, la
quale, in questi casi, non incidendo sulla concreta capacità di
guadagno, deve essere indennizzata in forma presuntiva.
In base a
queste considerazioni, allo scopo di evitare che le incertezze
interpretative si traducano in un pregiudizio alla tempestività della
erogazione delle prestazioni, si ritiene che possa provvisoriamente
trovare applicazione il disposto dell’art. 30, quarto comma,
T.U., come modificato dall’art. 8 del Decreto legislativo n.
38/2000, considerando tutti i lavoratori parasubordinati non
percettori di retribuzione fissa o comunque accertabile.
Pertanto, in
prima approssimazione, si dispone che, in ogni caso, per la
liquidazione della rendita sia presa per base la retribuzione minimale
di legge; quest’ultima, inoltre, divisa per trecento, costituirà
la retribuzione giornaliera valida ai fini della erogazione della
indennità di temporanea.
Le presenti direttive hanno il preciso fine
di garantire ai parasubordinati che dovessero infortunarsi nel periodo
di prima applicazione della norma prestazione di misura almeno pari a
quella minima prevista dalla legge; tale misura sarà oggetto di
conguaglio qualora la concreta esperienza applicativa ed i primi
riscontri giurisprudenziali dovessero indurre ad una modifica di
indirizzo.
Inoltre appare opportuno precisare che alla fattispecie in
esame, non coincidendo il soggetto assicurato con l’assicurante
(cfr. al riguardo la Circolare n. 30/1998), resta applicabile il
principio dell’automaticità delle prestazioni di cui
all’articolo 67 del D.P.R. n. 1124/65, qualora il committente non
abbia adempiuto agli obblighi stabiliti.

*****
Attesa la novità e la
complessità della materia trattata, codeste Strutture cureranno la più
ampia e tempestiva diffusione della presente circolare, fornendo agli
interessati la massima collaborazione per ogni eventuale richiesta di
chiarimenti.

Circolare Inail n. 32 dell’11 aprile 2000

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