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CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 25 FEBBRAIO 1991

CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 25 FEBBRAIO 1991 N. 34233 - ISTRUZIONI RELATIVE ALLA NORMATIVA TECNICA DEI PONTI STRADALI

CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 25 FEBBRAIO 1991 N. 34233

ISTRUZIONI RELATIVE ALLA NORMATIVA TECNICA DEI PONTI STRADALI

0.
PREMESSA
Con decreto ministeriale 4-5-1990 sono stati approvati i
criteri generali e le prescrizioni tecniche per la progettazione,
esecuzione e collaudo dei ponti stradali.
Al fine di una esatta
interpretazione delle norme, sono state elaborate da questo Servizio
Tecnico Centrale le presenti istruzioni, su cui ha espresso parere
favorevole l’Assemblea Generale del Consiglio Superiore.
Le
istruzioni, oltre a riguardare la materia trattata dalle norme, recano
nella parte finale disposizioni concernenti la manutenzione e
l’ispezione dei ponti.
Per facilità di consultazione gli
argomenti esposti nelle istruzioni sono stati distinti, per quanto
possibile, con una numerazione corrispondente a quella delle norme.
Le
presenti istruzioni sostituiscono integralmente quelle di cui alla
circolare n. 20977 dell’11-11-1980 di questo Servizio Tecnico
Centrale.
Sia le norme che le presenti istruzioni riguardano i ponti
di nuova costruzione. Per i ponti esistenti vale quanto specificato al
paragrafo 9.
1. INTRODUZIONE
1.2 Coordinamento con altre norme
Le
presenti istruzioni, oltre ad essere coordinate con le norme tecniche
emanate nell’ambito della legge 2-2-1974, n. 64 e della e della
legge 5-11-1971, n. 1086, fanno riferimento anche alle vigenti norme
del C.N.R. relative alle strade urbane ed alle strade extraurbane.
2.
PRESCRIZIONI GENERALI
2.1 Geometria della sede stradale
La sede
stradale deve essere progettata in accordo con quanto previsto dalle
norme C.N.R. di cui al punto 1.2.
Sui ponti deve essere di regola
mantenuta la sezione stradale corrente, ivi comprese le pendenze
trasversali, salvo quanto attiene ai marciapiedi, come successivamente
indicato.
Qualora, in casi particolari validamente motivati ed
escludendo comunque ponti di limitata lunghezza ed importanza, fosse
necessario derogare da quanto sopra prescritto, le eventuali
variazioni di ciascun elemento compositivo della sezione corrente
debbono essere realizzate gradualmente con il seguente criterio:
variazione di larghezza rispetto alla lunghezza corrispondente, non
maggiore di 1% per velocità di progetto maggiore od uguale a 100 km/h,
non maggiore di 2% per velocità di progetto minore od uguale a 50
Km/h, con interpolazione lineare per velocità intermedie.
Quando, in
sezioni stradali a carreggiate separate, viene soppressa la continuità
strutturale fra le due carreggiate, abolendo lo spartitraffico, deve
comunque garantirsi la prosecuzione della sede naturale, mantenendo
sull’opera d’arte in sinistra della singola carreggiata,
il franco di sicurezza minimo pavimentato e libero da ostacoli,
ancorchè continui, previsto dalle citate norme C.N.R. per la categoria
della strada in questione.
Salvo situazioni particolari validamente
motivate, nel caso di sezione stradale corrente con banchina di
larghezza minore di 3 m, a fianco della banchina sul lato destro deve
essere disposto un marciapiede rialzato avente principalmente funzione
di passaggio di servizio e di transito pedonale di emergenza; esso
deve avere larghezza minima netta di 0,75 m ed essere delimitato verso
banchina da un ciglio di tipo sormontabile.
Nel caso di carreggiate
separate o indipendenti il marciapiede di cui al comma precedente deve
essere disposto solo sul lato destro.
2.2 Altezza libera
Nel caso in
cui le esigenze geometriche imposte da vincoli non eliminabili
inducano ad adottare, per l’altezza utile tra il piano stradale
e l’intradosso di un ponte a questo soprastante le riduzioni di
cui al secondo e terzo capoverso del punto 2.2 delle norme, il
progettista deve corredare il progetto della documentazione necessaria
a dimostrare la necessità della riduzione in base allo stato delle
esistenti infrastrutture, alle situazioni geo-morfologiche ed alla
comprovata natura di strada a traffico selezionato, cui appartengono
le corsie che sottopassano l’opera d’arte.
Ove prescritto,
la documentazione deve essere presentata ai Comandi competenti per
territorio, Militare e dei Vigili del Fuoco, con tutte le notizie
utili a fornire ai suddetti Organi elementi di giudizio ai fini
dell’accesso alle zone servite dalla strada da parte di mezzi
speciali – in particolar modo di quelli di soccorso dei Vigili del
Fuoco – che non potrebbero transitare sotto l’opera d’arte
progettata, evidenziando particolarmente quali percorsi alternativi
idonei potrebbero, eventualmente, essere transitabili in tempi
accettabili dagli speciali mezzi di soccorso.
2.4 Problemi
idraulici
Gli elementi del ponte, quali le opere di sostegno, di
difesa ed accessorie, quando interessino l’alveo di un corso
d’acqua, specie se di qualche importanza, dovranno far parte di
un progetto unitario. Nello studio andranno in particolare illustrati
i seguenti aspetti:
– ricerca e raccolta presso gli Uffici ed Enti
competenti delle notizie e dei rilievi esistenti, utili per lo studio
idraulico da svolgere;
– giustificazione della soluzione proposta per:
l’ubicazione del ponte, la sue dimensioni e le sue strutture in
pianta, in elevazione ed in fondazione, tenuto conto del regime del
corso d’acqua, dell’assetto morfologico attuale e della
sua prevedibile evoluzione e della natura geologica della zona
interessata;
– studio idrologico degli eventi di massima piena; esame
dei principali eventi verificatisi nel corso d’acqua; raccolta
dei valori estremi, in quanto disponibili, e loro elaborazione in
termini di frequenza probabile del loro verificarsi; definizione dei
mesi dell’anno durante i quali siano da attendersi eventi di
piena, con riferimento alla prevista successione delle fasi
costruttive;
– definizione della scala delle portate nella sezione
interessata per le condizioni attuali e per quelle dipendenti dal
costruendo manufatto, anche per le diverse e possibili fasi
costruttive previste; calcolo del rigurgito provocato dal ponte.
Nel
caso in cui l’opera di attraversamento sia costituita, oltre che
dal ponte vero e proprio, anche da uno o due rilevati collocati in
alveo, dovranno essere valutate quali modifiche possano prodursi a
monte dell’opera in conseguenza della riduzione della luce
libera rispetto a quella primitiva.
2.4.1 Indicazione dei criteri per
fissare il franco minimo rispetto al livello di massima piena
La quota
idrometrica ed il franco dovranno essere posti in correlazione con la
piena di progetto anche in considerazione della tipologia
dell’opera e delle situazioni ambientali.
Può ritenersi
normalmente che il valore della portata massima e del relativo franco
siano riferiti ad un tempo di ritorno non inferiore a 100 anni; è di
interesse stimare i valori della frequenza probabile di ipotetici
eventi che diano luogo a riduzioni del franco stesso. Nel caso di
corsi d’acqua arginati, la quota di sottotrave dovrà comunque
essere non inferiore alla quota della sommità arginale.
Nello studio
idraulico, sempre che le opere interessino l’alveo, si dovranno
inoltre considerare i seguenti problemi:
– classificazione del corso
d’acqua ai fini dell’esercizio della navigazione
interna;
– valutazione dello scavo localizzato con riferimento alle
forme ed alle dimensioni delle pile, delle spalle e delle relative
fondazioni, nonchè dei rilevati;
– valutazione degli effetti dovuti
alla eventuale presenza di una corrente veloce;
– esame delle
conseguenze della presenza di natanti, corpi flottanti e trasportati
dalle acque, ove ricorra detta possibilità, e studio della difesa
dagli urti e dalle abrasioni, nonchè delle conseguenze di possibili
ostruzioni delle luci (specie se queste possono creare invasi anche
temporanei a monte), sia in fase costruttiva sia durante
l’esercizio delle opere.
In situazioni particolarmente complesse
può essere opportuno sviluppare le indagini anche con l’ausilio
di modelli idraulici sperimentali.
2.4.2 Relazione idraulica
Le
questioni idrauliche, trattate con ampiezza e grado di approfondimento
commisurati alla natura dei problemi ed al grado di elaborazione del
progetto, saranno oggetto di apposita relazione idraulica, che farà
parte integrante del progetto stesso.
3. AZIONI
3.1
Generalita’
Secondo quanto indicato nelle “Norme sulla sicurezza
e sui carichi”, emanate ai sensi dell’art. 1 della legge
2-2-1974, n. 64, i valori delle azioni di cui ai punti seguenti devono
essere assunti direttamente nelle verifiche effettuate con il metodo
delle tensioni ammissibili. Se le verifiche di sicurezza si effettuano
con il metodo semiprobabilistico agli stati limite, i sopradetti
valori devono considerarsi valori nominali di riferimento assimilabili
a valori caratteristici.
Quando gli effetti della viscosità assumano
particolare rilevanza ai fini delle verifiche, potrà essere opportuno
prendere in esame leggi di viscosità scelte caso per caso in relazione
ai materiali ed ai procedimenti costruttivi impiegati.
3.2 Carichi
permanenti
3.2.1 Per la valutazione dei pesi propri delle strutture
(g1) si farà riferimento ai pesi unitari dei materiali indicati nelle
istruzioni relative alle “Norme sulla sicurezza e sui carichi”.
3.2.2
Per quanto riguarda la pavimentazione stradale, nel progetto occorre
indicare lo spessore nominale iniziale (e il relativo carico) e lo
spessore massimo (e il relativo carico) che potrà assumere nel tempo
la pavimentazione in relazione alle operazioni di manutenzione
ordinaria.
Ovviamente per il progetto dell’opera si deve tener
conto del carico massimo della pavimentazione.
Questi dati debbono
essere tenuti in conto nelle specifiche di manutenzione delle
opere.
3.2.3 Le altre azioni permanenti g3 (spinta delle terre, spinte
idrauliche, ecc…

[Continua nel file zip allegato]

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