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Circolare n. 2 del 17.04.2002 – Direzione Agenzia del Territorio.

Circolare n. 2 del 17.04.2002 - Direzione Agenzia del Territorio. - Disposizioni in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme catastali. Applicazione del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 e successive modificazioni ed integrazioni.

Circolare n. 2 del 17.04.2002

Direzione Agenzia del
Territorio.

Disposizioni in materia di sanzioni amministrative per le
violazioni di
norme catastali. Applicazione del decreto legislativo 18
dicembre 1997,
n. 472 e successive modificazioni ed
integrazioni.

Premessa.
In attuazione della delega di cui
all’art. 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
è
stato emanato il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 sulle
disposizioni generali in materia
di sanzioni amministrative per le
violazioni di norme tributarie, successivamente modificato con
i
decreti legislativi 30 dicembre 1999, n.506 e 30 marzo 2000,
n.99.
Con il decreto legislativo 26 gennaio 2001, n.32, sono state
introdotte alcune significative
innovazioni al fine di rendere
coerente il sistema sanzionatorio con le nuove regole in materia
di
statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000, n.
212).
In tale contesto normativo va ricondotta la disciplina delle
sanzioni amministrative per
la violazione delle norme
catastali.
Infatti, l’art. 29 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472 ha abrogato, tra gli
altri, gli articoli da 55 a
63 della legge 7 gennaio 1929, n. 4 (norme generali per la
repressione
delle violazioni delle leggi finanziarie) che
disciplinavano le modalità di applicazione delle
sanzioni; ha
previsto, inoltre, l’abrogazione di ogni altra norma in materia
di sanzioni
amministrative tributarie, comprese quelle relative alla
loro determinazione ed irrogazione, non
compatibili con le
disposizioni dello stesso decreto.
Ne consegue che le disposizioni del
d.lgs. n. 472/97 e successive modifiche devono
trovare applicazione,
sia ai fini della quantificazione che delle modalità di irrogazione
delle
sanzioni amministrative, anche per le violazioni in materia
catastale.
In linea con quanto esposto, l’ex Dipartimento del
Territorio ha già emanato la
circolare 239/T del 14 ottobre 1998 per
la disciplina dei criteri da applicare alle violazioni
collegate a
formalità ipotecarie e catastali, con espresso richiamo agli aspetti
più significativi e
rilevanti che regolano il nuovo sistema
sanzionatorio per violazioni di norme tributarie, di cui ai
decreti
legislativi 18 dicembre 1997, n. 472 e n. 473 e successive
modifiche.
A seguito delle disposizioni correttive apportate con i
citati decreti legislativi n. 506/99,
n. 99/2000 e n. 32/2001, sono
state emanate dalla Direzione Centrale Cartografia, Catasto
e
Pubblicità Immobiliare le circolari n. 4 del 27 aprile 2001 e n. 6
del 5 giugno 2001 sempre
concernenti fattispecie sanzionatorie
correlate alle omissioni di formalità ipotecarie.
Sulla riforma del
sistema sanzionatorio il Dipartimento delle Entrate ha emanato
le
circolari n. 180/E del 10 luglio 1998, n. 192/E del 23 luglio 1998
e n. 138/E del 5 luglio 2000.
Più di recente, l’Agenzia delle
Entrate è intervenuta con la circolare n. 77 del 3 agosto 2001
ad
illustrare le novità apportate dal d.lgs n.32 del 2001.
I
chiarimenti contenuti nelle richiamate direttive assicurano una
esauriente ed
approfondita conoscenza dei principi normativi contenuti
nel decreto legislativo n. 472/97 e
successive modifiche ed
integrazioni.
Al fine, comunque, di garantire una omogenea
applicazione della normativa alle
concrete fattispecie sanzionabili in
materia catastale e di illustrare le innovazioni apportate in
materia
dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria per il 2002),
di seguito si
forniscono le seguenti ulteriori direttive.

1.
Tipologia delle attività catastali sanzionabili.
L’operatività
del regime sanzionatorio delle norme in materia catastale è assicurata
dalla
disposizione contenuta nell’art. 26 del decreto
legislativo n. 472/97, in ragione del conclamato
intento del
legislatore di ricondurre la disciplina delle sanzioni in un quadro
unitario.
Si osserva, infatti, che per le violazioni che si
riferiscono al settore catastale, l’art. 26
del decreto
legislativo n. 472/97 prevede che il riferimento alla soprattassa e
alla pena
pecuniaria, contenuto nelle leggi vigenti, venga sostituito
con quello relativo alla sanzione
pecuniaria per un uguale importo,
dichiarando applicabili tutte le penalità già previste dalle
norme
speciali in vigore ed i procedimenti di irrogazione delle sanzioni
amministrative
disciplinati dallo stesso decreto legislativo.
In
ordine alla individuazione delle fattispecie sanzionabili, si rende
opportuno fare
riferimento all’unito prospetto – allegato 1
– contenente, a pagina 1, l’elenco delle violazioni
in
materia catastale con l’indicazione degli importi delle
sanzioni in vigore (minimi e massimi
edittali), espressi in euro
secondo le previsioni dell’art. 51, commi 2 e 3, del d.lgs. 24
giugno
1998, n. 213, e, nelle pagine successive, uno studio
sull’evoluzione storica della normativa per
ciascuna tipologia
di sanzione, con indicati i periodi di vigenza ed i relativi
importi.
2. Competenza degli Uffici.
L’art. 16, comma 1, del
decreto legislativo n. 472/97 esplicitamente stabilisce che
“la
sanzione amministrativa e le sanzioni accessorie sono
irrogate dall’ufficio o dall’ente
competenti
all’accertamento del tributo cui le violazioni si
riferiscono”; ne consegue che la
competenza ad irrogare le
sanzioni è degli Uffici che gestiscono il tributo o sono deputati
al
controllo degli adempimenti previsti dalla norma.
Gli articoli 57 e
61 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e la specifica
norma
statutaria contenuta nell’art. 4, comma 1, lettera i)
assegnano all’Agenzia del Territorio le
funzioni e le
attribuzioni in materia di riscossione dei tributi in ordine ai
servizi resi per la
formazione, la tenuta e l’aggiornamento del
catasto, nonché il relativo controllo con le connesse
funzioni
concernenti l’irrogazione delle sanzioni in materia
catastale.
Pertanto il procedimento di accertamento e di riscossione
delle sanzioni in materia
catastale è di competenza degli Uffici
Provinciali dell’Agenzia del Territorio.
Con riferimento,
infine, all’art. 74, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n.
342,
ai sensi del quale gli Uffici Provinciali devono dare tempestiva
comunicazione ai Comuni
interessati dell’avvenuta notificazione
degli atti attributivi o modificativi delle rendite dei
fabbricati e
dei redditi dei terreni, si fa presente che detta comunicazione è
dovuta anche
nell’ipotesi che le predette variazioni reddituali
siano collegate all’applicazione delle sanzioni.
E’
opportuno che tale ultima comunicazione venga estesa anche ai
competenti Uffici
dell’Agenzia delle Entrate.
3. Modalità di
contestazione e di irrogazione delle sanzioni.
Ai fini della
individuazione delle modalità di irrogazione delle sanzioni,
occorre
richiamare le disposizioni di carattere generale in materia di
sanzioni amministrative per le
violazioni di norme tributarie, oltre
che fare riferimento agli specifici adempimenti previsti dalle
norme
catastali, comunque applicabili in virtù dell’art. 13, comma 5,
del d.lgs. 472/97. Infatti,
tale disposizione prevede che “Le
singole leggi e atti aventi forza di legge possono stabilire,
a
integrazione di quanto previsto nel presente articolo, ulteriori
circostanze che importino
l’attenuazione della
sanzione”.
Per un primo esame del quadro di riferimento
normativo concernente la constatazione
delle violazioni in materia
catastale e la conseguente contestazione ed irrogazione delle
sanzioni,
è significativo fare riferimento all’art.12 del
decreto del Presidente della Repubblica del 26
ottobre 1972, n.
650.
Tale articolo, al primo comma, stabilisce che: “coloro che
non osservino le
disposizioni …… sono soggetti alla
sanzione pecuniaria ……, semprechè non abbiano
ottemperato
all’invito loro rivolto di provvedere nel termine improrogabile
di trenta giorni alla
eliminazione della irregolarità accertata a loro
carico; l’inosservanza di tutti i termini
temporali è tuttavia
contestabile immediatamente.”
Dal dettato normativo si evince un
primo momento di collaborazione fra contribuente
ed amministrazione
mediante la comunicazione al soggetto interessato delle
eventuali
irregolarità riscontrate nella documentazione presentata e
l’invito a volerle rimuovere. Solo nel
caso di mancata adesione
all’invito, l’Ufficio procede alla contestazione ed
irrogazione della
sanzione.
Diversa è l’ipotesi, invece,
dell’inosservanza dei termini temporali per
l’assolvimento
degli obblighi previsti a carico
dell’utente. Al riguardo la norma prevede che si
dia
immediatamente luogo ai provvedimenti di irrogazione della
sanzione, in quanto tale fattispecie
non configura una
“irregolarità” sanabile bensì l’omissione di un
adempimento dovuto.
Circa il momento in cui è possibile accertare
l’irregolarità o la tardiva presentazione
della domanda,
l’articolo 12, al secondo comma, prevede che: “le
inosservanze …… possono
essere accertate tanto
all’atto della presentazione della domanda di volture quanto
durante la
sua esecuzione in catasto”.
Si evidenzia, comunque,
alla luce delle nuove disposizioni che regolano il
sistema
sanzionatorio, che l’atto di contestazione deve essere
notificato, ai sensi dell’art. 20, primo
comma, del d.lgs. n.
472/97, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto
anno
successivo a quello in cui è avvenuta la violazione, vale a dire
dal giorno successivo al termine
ultimo fissato dalla norma per ogni
singolo adempimento catastale.
L’avvenuta decadenza non esime,
tuttavia, l’Ufficio dal notificare ai soggetti
interessati,
l’invito a provvedere alla regolar…

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