CIRCOLARE n. 42 del 29/03/2000 | Geometra.info

CIRCOLARE n. 42 del 29/03/2000

CIRCOLARE n. 42 del 29/03/2000 - CONSIGLI PROVINCIALI - STRUTTURA ALBO - CITTADINI EXTRACOMUNITARI - INGRESSO IN ITALIA - FLUSSI MASSIMI PREVISTI EX DPR 8.2.2000 - ISCRIZIONE ALBO PER TITOLI CONSEGUITI ALL'ESTERO O IN ITALIA - NECESSITA' DI RILASCIO DI UNA ATTESTAZIONE DEL MINISTERO

CIRCOLARE n. 42 del 29/03/2000

CONSIGLI PROVINCIALI – STRUTTURA ALBO
– CITTADINI EXTRACOMUNITARI – INGRESSO IN ITALIA – FLUSSI MASSIMI
PREVISTI EX DPR 8.2.2000 – ISCRIZIONE ALBO PER TITOLI CONSEGUITI
ALL’ESTERO O IN ITALIA – NECESSITA’ DI RILASCIO DI UNA ATTESTAZIONE
DEL MINISTERO

Il governo italiano, con il decreto legislativo 25
luglio 1998 n. 286 (Testo Unico), e successivo regolamento di
attuazione DPR 31 agosto 1999 n. 394, ha innovato la materia dei visti
d’ingresso e dei permessi di soggiorno per cittadini extracomunitari
che vogliano stabilirsi in Italia.

In particolare la legge dispone
che mediante apposito DPR, siano determinati anno per anno i flussi
massimi di ingresso annuale degli stranieri da ammettere, sia per
lavoro subordinato sia per lavoro autonomo, ed entro i limiti di tali
massimi, vengano poi rilasciati i necessari visti di ingresso.

Il
recente DPR 8 febbraio 2000, stabilisce come quota massima di
ingressi, per lavoro autonomo in genere, 2000 accessi per lavoratori
autonomi provenienti da paesi con cui lltalia non ha accordi di
cooperazione in materia migratoria (articolo 2);

– una quota parte
per il lavoro autonomo (ancora da definirsi a cura dei dicasteri
interessati), dei 18.000 accessi per lavoratori provenienti da paesi
con cui l’Italia ha accordi di cooperazione in materia migratoria
(articolo 3);

– una quota parte per il lavoro autonomo (ancora da
definirsi a cura dei dicasteri interessati), dei 15.000 accessi per
persone che godono di prestazione di garanzia da parte di un cittadino
italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia ai sensi
dell’articolo 23 del D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286, (articolo 4);

Per
ciò che attiene i liberi professionisti in particolare, l’articolo 26,
comma 2 del Testo Unico prevede che lo straniero che intenda
esercitare attività professionale, oltre che rientrare nelle suddette
quote, debba dimostrare:

1. di disporre di risorse adeguate per
l’esercizio dell’attività che intende intraprendere in Italia,

2. di
essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legge italiana per
l’esercizio della singola attività compresi, ove richiesti, i
requisiti per l’iscrizione in Albi e Registri;

3. di essere in
possesso di un’attestazione dell’Autorità competente, che dichiari che
non sussistono motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione della
licenza prevista per l’attività che lo straniero intende
svolgere.

Nel caso dell’attività professionale di Ingegnere, il
dicastero vigilante non ha ancora fatto conoscere quale quota di
ingressi riserverà a detti professionisti e sta perfezionando, alla
data, i dettagli delle procedure da seguirsi sia:

– per rilasciare ai
migranti che rientrino nelle quote, l’attestazione della non
sussistenza, per l’interessato, di motivi ostativi al rilascio
dell’autorizzazione ad esercitare l’attività per cui ha presentato la
domanda;

– per emettere il decreto di riconoscimento dei titoli
professionali presentati dall’istante ai sensi dell’articolo 49, commi
2 e 3, del Regolamento (DPR 31 agosto 1999 n. 394).

Per quanto
riguarda quindi l’iscrizione all’Albo di cittadini extracomunitari,
titolari di una formazione professionale riconosciuta in un paese
terzo, occorre attendere che il Ministero della Giustizia emani le
direttive necessarie.

Altro è il caso degli extracomunitari in
possesso di titoli di laurea italiani o riconosciuti equipollenti da
un’università italiana e titolari di abilitazione professionale
conseguita in Italia, che non abbiano ancora provveduto all’iscrizione
all’Albo prima dello sbarramento temporale previsto all’art. 37 comma
1 del Testo Unico

Anche se il DPR 8 febbraio 2000 non accenna
specificatamente a questi soggetti, parrebbe evincersi dal Testo Unico
e dal regolamento in oggetto che anche costoro rientrano nelle quote
di ingresso definite a norma dell’articolo 3, comma 4 del decreto
legislativo 25 luglio 1998 n. 286.

L’Ordine quindi parrebbe non poter
più iscrivere all’Albo, come finora è stato lecito fare, un cittadino
extracomunitario in possesso di abilitazione professionale in rtalia e
residente nel nostro Paese. Si configurerebbe infatti, anche per gli
stranieri che versano in queste condizioni, la necessità di ottenere e
produrre all’Ordine l’attestato di un’Autorità Competente a che non
sussistono motivi ostativi, quantomeno in termini di quote, affinchè
il richiedente eserciti in Italia.

Questo Consiglio ha quindi
richiesto al Ministero vigilante un parere per conoscere:

. le quote
riservate alla professione di ingegnere che il Ministero della
Giustizia, di concerto con gli altri Ministeri interessati, ha
intenzione di fissare per l’anno 2000;

– quale procedura intende
seguire il Ministero per rilasciare, all’extracomunitario rientrante
nelle quote, un documento da produrre all’Ordine onde garantire
quest’ultimo della liceità dell’iscrizione dello straniero all’Albo,
nel rispetto della vigente normativa in materia.

Si invitano pertanto
i Consigli dell’Ordine a soprassedere temporaneamente all’iscrizione
dei soggetti sopra individuati, in attesa che questo Consiglio, non
appena ottenuto il richiesto parere ministeriale, possa elaborare e
trasmettere direttive precise a riguardo.

Allegato:

– DPR 8
febbraio 2000 “Programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori
extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2000”

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