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CIRCOLARE n. 71/E del 7 aprile 2000

CIRCOLARE n. 71/E del 7 aprile 2000 - Art. 7, comma 1, lett. b) della legge 23 dicembre 1999, n. 488: Applicazione dell´aliquota IVA del 10 per cento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa privata.

CIRCOLARE n. 71/E del 7 aprile 2000
Art. 7, comma 1, lett. b) della
legge 23 dicembre 1999, n. 488: Applicazione dell´aliquota IVA del 10
per cento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio a
prevalente destinazione abitativa privata.
Premessa
Dal 1° gennaio al
31 dicembre 2000, alle prestazioni aventi ad oggetto interventi di
recupero del patrimonio edilizio, realizzati su fabbricati a
prevalente destinazione abitativa, si rende applicabile l´aliquota IVA
del 10 per cento, ai sensi dell´art. 7, co. 1, lett. b), della legge
23 dicembre 1999, n. 488 (d´ora in poi indicato brevemente come art.
7, comma 1, lett. b)). Sulla base della citata disposizione la
medesima aliquota si applica, in linea generale, anche ai beni forniti
dal prestatore del servizio per la realizzazione dell´intervento di
recupero .
In relazione a tale disposizione sono stati forniti i primi
chiarimenti con la circolare n. 247/E del 29 dicembre 1999. Si
ritiene, tuttavia, utile affrontare le ulteriori problematiche
interpretative emerse in questo primo periodo di vigenza
dell´agevolazione, introdotta, come noto, per recepire la direttiva
comunitaria 1999/85/CE del Consiglio del 22 ottobre 1999, con la quale
è stata concessa agli Stati membri la facoltà di applicare, per un
periodo di tempo determinato, una aliquota IVA ridotta sui servizi ad
alta intensità di lavoro.
l. Immobili interessati
all´agevolazione
L´art. 7, co. 1, lett. b) fa espresso riferimento ai
fabbricati a prevalente destinazione abitativa.
Devono ritenersi
tali:
a) Unità immobiliari classificate nelle categorie catastali da
A1 ad A11, ad eccezione di quelle appartenenti alla categoria
catastale A10, a prescindere dal loro effettivo utilizzo.
L´agevolazione si applica ai lavori eseguiti sulle singole unità
abitative indipendentemente dalla tipologia dell´edificio del quale
esse sono parte, e quindi anche nel caso in cui risulti prevalente la
destinazione non abitativa.
b) Interi fabbricati a prevalente
destinazione abitativa i quali assumono rilievo, ai fini
dell´agevolazione in esame, per quanto concerne gli interventi di
recupero eseguiti sulle parti comuni. A tali interventi l´aliquota del
10 per cento si applica anche in relazione alle quote millesimali
corrispondenti alle unità non abitative situate nell´edificio.
Devono
considerarsi “a prevalente destinazione abitativa” i fabbricati aventi
più del cinquanta per cento della superficie sopra terra destinata ad
uso abitativo privato; in assenza di un espresso richiamo alla legge
n. 408 del 1949 (Legge Tupini) e successive modificazioni, per
classificare, gli immobili come edifici a prevalente destinazione
abitativa non è, richiesta anche l´ulteriore condizione che non possa
essere adibito ai negozi più del venticinque per cento della
superficie non abitativa.
Se l´intervento di recupero viene
realizzato, anziché sulle parti comuni; su una singola unità
immobiliare dei fabbricato, l´agevolazione si applica solo se tale
unità ha le caratteristiche abitative descritte alla precedente
lettera a) o ne costituisce una pertinenza. Restano, pertanto, esclusi
dall´agevolazione gli interventi che sono eseguiti sulle unità
immobiliari aventi diversa destinazione, pur se facenti parte di un
fabbricato che unitariamente considerato ha prevalente destinazione
abitativa.
c) Edifici di edilizia residenziale pubblica connotati
dalla prevalenza della destinazione abitativa, individuata secondo i
criteri di cui alle lettere precedenti. Tali edifici, per la cui
definizione si rinvia ai chiarimenti forniti con la circolare n. 151/E
del 9 luglio 1999, rientrano nella previsione agevolativa in esame, di
cui all´art. 7, comma 1, lett. b), in quanto il termine “privato”,
contenuto nella norma, non è riferito alla natura pubblica o privata
del possessore dell´immobile, ma alla circostanza che questo venga
adibito a dimora di soggetti privati.
Per l´anno 2000, pertanto,
l´aliquota del 10 per cento si applica anche agli interventi di
manutenzione ordinaria di cui all´art. 31, lett. a), della l. n.
457/1978 realizzati su tali edifici, fermo restando che per le altre
tipologie di interventi contemplate dal citato art. 31, come si dirà
al paragrafo seguente, l´aliquota del 10 per cento si applica in virtù
delle disposizioni contenute nei n. 127-duodecies), 127-terdecies) e
127-quaterdecies) della tabella A, parte terza, allegata al DPR 26
ottobre 1972, n. 633.
d) Edifici assimilati alle case di abitazione
non di lusso ai sensi dell´art. 1 della legge 19 luglio 1961, n. 659,
a condizione che costituiscano stabile residenza di
collettività.
Possono considerarsi tali, ad esempio, gli orfanotrofi,
gli ospizi, i brefotrofi, i conventi. Per questi edifici non rileva la
classificazione catastale ma la circostanza oggettiva di essere
destinati a costituire residenza stabile delle collettività che vi
alloggiano. Naturalmente se l´edificio è destinato solo in parte a
finalità abitative l´aliquota ridotta è applicabile agli interventi
che interessano le parti comuni dell´edificio sempreché la parte
abitativa rappresenti più del cinquanta per cento della superficie e a
quelli che vengono realizzati sulla sola parte abitativa, secondo
quanto precisato nelle precedenti lettere a) e b).
Restano esclusi
dall´ambito oggettivo della norma in esame, in quanto, come già
chiarito con la richiamata circolare n. 151/E, privi del carattere di
stabile residenza, gli altri edifici assimilati alle case di
abitazione non di lusso ai sensi della citata legge n. 659 del 1961,
quali scuole, caserme, ospedali.
e) Pertinenze di immobili abitativi.
Gli immobili funzionalmente connessi all´unità abitativa, tali da
costituirne pertinenza ai sensi dell´art. 817 del codice civile, come
già precisato con la circolare n. 247/E, devono ritenersi compresi
nell´ambito applicativo dell´agevolazione. Il beneficio compete anche
se gli interventi di recupero hanno ad oggetto la sola pertinenza di
unità ad uso abitativo ed anche nell´ipotesi in cui la stessa è
situata in un edificio che non ha prevalente destinazione abitativa.
Ciò in quanto l´agevolazione si estende alle pertinenze non in ragione
della loro classificazione catastale ma in quanto costituiscono parte
complementare dell´unità abitativa.
2. Tipologia degli interventi
agevolati
L´art. 7, comma 1, lett. b), prevede l´applicazione
dell´aliquota IVA del 10 per cento agli interventi di recupero di cui
all´art. 31, primo comma, lettere a), b), c), e d) della legge 5
agosto 1978, n. 457, consistenti, rispettivamente, in interventi di
manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, di recupero e
restauro conservativo e di ristrutturazione edilizia. Non vengono
tuttavia abrogate le disposizioni che già prevedono, in materia di
aliquote IVA, un trattamento agevolato per gli interventi di recupero
edilizio, le quali, in quanto più favorevoli, vengono espressamente
fatte salve.
Continuano quindi ad applicarsi, anche per l´anno 2000,
le disposizioni recate dai n. 127-quaterdecies) e 127-terdecies) della
tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972 le quali
prevedono, tra l´altro, in via non transitoria e senza limiti
attinenti alla tipologia degli immobili, l´applicazione dell´aliquota
IVA del 10 per cento alle prestazioni di servizi dipendenti da
contratti d´appalto relativi alla realizzazione degli interventi di
cui all´art. 31, lettere c) e d), della legge n. 457 del 1978, nonché
alle cessioni di beni, escluse le materie prime e smilavorate, forniti
per la relativa realizzazione. Resta, inoltre, salva l´applicazione
del n. 127-duodecies) della Tab. A, parte terza, che prevede
l´applicazione dell´aliquota del 10 per cento agli interventi di
manutenzione ordinaria realizzati su edifici di edilizia residenziale
pubblica.
La portata innovativa della norma resta sostanzialmente
circoscritta agli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria. In ordine alla individuazione di tali interventi sono
stati forniti chiarimenti con la circolare n. 57/E del 24 febbraio
1998, paragrafo 3.4, emanata d´intesa con il Ministero dei Lavori
Pubblici. In tale occasione è stato precisato che caratteristica della
manutenzione ordinaria è il mantenimento degli elementi di finitura e
degli impianti tecnologici, attraverso opere sostanzialmente di
riparazione dell´esistente.
Tra gli interventi di manutenzione
ordinaria possono essere comprese, a titolo esemplificativo, le
piccole riparazioni eseguite sul fabbricato o sui relativi impianti
tecnologici.
Il beneficio si rende inoltre applicabile alle
prestazioni di manutenzione obbligatoria, previste per gli impianti
elevatori e per quelli di riscaldamento, consistenti in verifiche
periodiche e nel ripristino della funzionalità, compresa la
sostituzione delle parti di ricambio (ad es. porte, pannelli,
serrature, funi etc.) in caso di usura, a fronte delle quali vengono
corrisposti canoni annui. Resta inteso che, ove in base al contratto
di manutenzione vengano rese anche altre prestazioni, che non
consistono nella realizzazione degli interventi di recupero, per le
quali non sia indicato un distinto corrispettivo (quali ad esempio la
copertura assicurativa della responsabilità civile verso terzi),
l´agevolazione in questione non si rende applicabile poiché ldel
contratto è costituito da una prestazione complessa a fronte di un
corrispettivo unitario.
Tra gli interventi di manutenzione
straordinaria sono compresi, sempre a titolo esemplificativo, la
sostituzione di infissi interni e serramenti con modifica di materiale
o tipologia di infisso, gli interventi finalizzati al risparmio
energetico, la realizzazione e l´adeguamento di centrali termiche e di
impianti di ascensori.
3. Operazioni agevolate
L´agevolazione riguarda
le prestazioni di servizi aventi ad oggetto la realizzazione degli
interventi suddetti. Non viene fatto esplicito riferimento al
c…

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