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CIRCOLARE – XI SESSIONE CNI n. 106 del 18/10/1983

CIRCOLARE - XI SESSIONE CNI n. 106 del 18/10/1983 - STRUTTURA PARCELLA - VISTO DI CONGRUITA' - POTERE TARIFFARIO - NATURA E LIMITI - ART. 13 LEGGE 131/1983

CIRCOLARE – XI SESSIONE CNI n. 106 del 18/10/1983

STRUTTURA PARCELLA
– VISTO DI CONGRUITA’ – POTERE TARIFFARIO – NATURA E LIMITI – ART. 13
LEGGE 131/1983

In conformita’ alle richieste di atluni Ordini, questo
C.N.I. ha esaminato la disposizione in oggetto e ritiene utile fornire
alcune delucidazioni in relazione all’interpretazione della
stessa.

Il “visto” in questione deve intendersi nel significato
tecnico giuridico di atto attraverso il quale si esercita un controllo
di legittimita’ su altri in funzione di approvazione degli stessi. Il
potere di “visto”, attribuito dalla disposizione in questione richiama
dunque una funzione di approvazione da parte degli Ordini connessa ai
poteri di controllo in materia tariffaria gia’ normativamente ed
istituzionalmente ad essi spettanti. Si vuole dunque escludere – e la
norma di cui all’art. 13 esclude – una mera funzione di opinamento o
di espressione di parere.

Con l’apposizione del visto dovrebbero
essere richiamate e la funzione di controllo e la funzione di
approvazione.

La stesura di esso potrebbe essere la seguente:

– Il
Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di……………..
– Nella
seduta del …………………………………….
– esaminata la
parcella prodotta dall’Ing…………………
– esaminati gli
elaborati relativi alle prestazioni ivi descritte e verificato
l’espletamento dell’attivita’
relativa……………..
………………………………………………………..

verificata la corretta applicazione della normativa vigente;
ha
adottato provvedimento di approvazione e, per l’effetto, appone il
visto di cui all’art. 13 della legge 26 aprile 1983 numero 131.

Per
quanto attiene le modalita’ di fissazione dell’onere relativo al visto
– che, come e’ noto, grava sul professionista interessato – e la
misura dello stesso, si fa presente che, in linea generale, ciascun
Ordine ha un proprio potere di auto determinazione, atteso il
principio generale secondo il quale i proventi spettanti all’Ordine
(contributi, tasse ecc.) sono da questo fissati in relazione alle
proprie esigenze di funzionamento. In via puramente esemplificativa,
si fa comunque presente che taluni Ordini hanno tenuto conto della
circostanza che, secondo il disposto dell’art. 13, la richiesta del
visto e’ un atto dovuto da parte del professionista che ne sopporta –
almeno fin quando non sara’ modificata, come e’ intenzione di tutti i
Consigli e come questo Consiglio sta operando, la norma – anche il
relativo onere.

Ancora, ad avviso di questo Consiglio Nazionale
Ingegneri e secondo quanto praticato gia’ da taluni Ordini, va tenuto
conto del fatto che il visto – attesa la recente emanazione
dell’articolo 13 che rende il visto obbligatorio – puo’ concernere
solo le prestazioni effettuate dal professionista successivamente
all’entrata in vigore della legge 131/’83; sicche’, mentre l’Ordine
dovrebbe esaminare il complesso delle prestazioni svolte dal
professionista – ove queste non siano scindibili nel contesto della
parcella – la determinazione dell’onere dovrebbe essere rapportata a
quelle sole prestazioni effettuate successivamente all’entrata in
vigore della legge che ha imposto il visto in regime di
obbligatorieta’.

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