COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 11 gennaio 2011 | Geometra.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 11 gennaio 2011

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 11 gennaio 2011 - Obiettivi, criteri e modalita' di programmazione delle risorse per le aree sottoutilizzate e selezione ed attuazione degli investimenti per i periodi 2000-2006 e 2007-2013. (Deliberazione n. 1/2011). (11A04567) - (GU n. 80 del 7-4-2011 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 11 gennaio 2011

Obiettivi, criteri e modalita’ di programmazione delle risorse per le
aree sottoutilizzate e selezione ed attuazione degli investimenti per
i periodi 2000-2006 e 2007-2013. (Deliberazione n. 1/2011).
(11A04567)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

VISTI gli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(legge finanziaria 2003) e successive modificazioni, con i quali
vengono istituiti, presso il Ministero dell’economia e delle finanze
e il Ministero delle attivita’ produttive, i Fondi per le aree
sottoutilizzate (coincidenti con l’ambito territoriale delle aree
depresse di cui alla legge n. 208/1998 e al Fondo istituito dall’art.
19, comma 5, del decreto legislativo n. 96/1993) nei quali si
concentra e si da’ unita’ programmatica e finanziaria all’insieme
degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale che, in
attuazione dell’articolo 119, comma 5, della Costituzione, sono
rivolti al riequilibrio economico e sociale fra aree del Paese;

VISTO l’articolo 1, comma 2, della legge 17 luglio 2006, n. 233, di
conversione del decreto legge 8 maggio 2006, n. 181, che trasferisce
al Ministero dello sviluppo economico il Dipartimento per le
politiche di sviluppo e di coesione e le funzioni di cui all’articolo
24, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, ivi inclusa la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate
(FAS) di cui al citato articolo 61;

VISTA la legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha convertito, con
modificazioni, il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria;

VISTO in particolare l’articolo 6-quater della predetta legge n.
133/2008, il quale, al fine di rafforzare la concentrazione su
interventi di rilevanza strategica nazionale delle risorse del FAS
prevede, fra l’altro, la revoca delle assegnazioni disposte dal CIPE
a favore delle Amministrazioni centrali per il periodo 2000-2006 con
le delibere adottate fino al 31 dicembre 2006, relativamente alle
risorse non impegnate o programmate nell’ambito di Accordi di
Programma Quadro alla data del 31 maggio 2008, demandando altresi’
allo stesso Comitato la definizione, previa intesa con la Conferenza
Stato-Regioni, dei criteri e delle modalita’ di ripartizione delle
risorse che si rendono cosi disponibili ed estendendo tale
previsione, in via di principio, alle analoghe risorse assegnate a
Regioni e Province autonome;

VISTO il successivo articolo 6-quinquies, il quale istituisce nello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, a
decorrere dall’anno 2009, un Fondo per il finanziamento, in via
prioritaria, di interventi finalizzati al potenziamento della rete
infrastrutturale di livello nazionale, ivi comprese le reti di
telecomunicazione e quelle energetiche, di cui e’ riconosciuta la
valenza strategica ai fini della competitivita’ e della coesione del
Paese e prevede la concentrazione, da parte delle Regioni, su
infrastrutture di interesse strategico regionale, delle risorse del
Quadro Strategico Nazionale per il periodo 2007-2013 in sede di
predisposizione dei programmi finanziati dal Fondo per le aree
sottoutilizzate e di ridefinizione dei programmi finanziati dai Fondi
strutturali comunitari;

VISTO inoltre l’articolo 6-sexies della medesima legge n. 133/2008,
che, nel prevedere la ricognizione delle risorse generate da progetti
originariamente finanziati con fonti di finanziamento diverse dai
Fondi strutturali europei ed inseriti nei programmi cofinanziati che
siano oggetto di rimborso a carico del bilancio comunitario e del
fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183 (cd. “risorse liberate”), stabilisce che la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri competenti, di
concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e dello
sviluppo economico e previa intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, adotti la riprogrammazione che definisce le modalita’ di
impiego di tali risorse, i criteri per la selezione e le modalita’ di
attuazione degli interventi che consentano di assicurare la qualita’
della spesa e di accelerarne la realizzazione;

VISTA la legge 28 gennaio 2009, n. 2, che ha convertito, con
modificazioni, il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, recante
misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e
impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il Quadro Strategico
Nazionale (QSN);

VISTO in particolare l’articolo 18 della citata legge n. 2/2009,
che prevede l’assegnazione, da parte del CIPE, di una quota delle
risorse nazionali disponibili del FAS a favore del Fondo sociale per
occupazione e formazione, del Fondo infrastrutture e del Fondo
strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale, istituito
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;

VISTA la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante la delega al Governo
in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119
della Costituzione;

VISTO in particolare l’articolo 16 della predetta legge n.42/2009
che, in relazione agli interventi di cui all’articolo 119 della
Costituzione, diretti a promuovere Io sviluppo economico, la coesione
e la solidarieta’ sociale, a rimuovere gli squilibri economici e
sociali e a favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona,
ne prevede l’attuazione attraverso interventi speciali organizzati in
piani organici finanziati con risorse pluriennali, vincolate nella
destinazione;

VISTO inoltre il successivo articolo 22, il quale prevede la
ricognizione degli interventi infrastrutturali, al fine di promuovere
il recupero del relativo deficit e conseguentemente la realizzazione
degli obiettivi di cui all’articolo 119 della Costituzione;

VISTA la legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2010), ed in particolare l’articolo 2, comma 90 della
stessa legge, che prevede la possibilita’, da parte delle Regioni
interessate dai piani di rientro, di utilizzare, a copertura dei
debiti sanitari, d’intesa con il Governo e nel rispetto degli
equilibri di finanza pubblica, le risorse del FAS relative ai
programmi di interesse strategico regionale;

VISTA la legge 31 dicembre 2009, n. 196, recante disposizioni in
materia di contabilita’ e finanza pubblica;

VISTO in particolare l’articolo 30, commi 8 e 9, della predetta
legge n. 19612009 che, fra l’altro, delega il Governo ad adottare uno
o piu’ decreti legislativi al fine di garantire la razionalizzazione,
la trasparenza, l’efficienza e l’efficacia delle procedure di spesa
relative ai finanziamenti in conto capitale destinati alla
realizzazione di opere pubbliche e stabilisce i principi e criteri
direttivi per l’emanazione dei decreti stessi;

VISTO l’articolo 2 della legge 30 luglio 2010, n. 122, di
conversione del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, il quale, tra
l’altro, dispone, a decorrere dall’anno 2011, la riduzione lineare
del 10 per cento delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa
di ciascun Ministero, tra le quali e’ compresa la missione di spesa
sviluppo e riequilibrio territoriale, alla quale afferisce il FAS;

CONSIDERATO che la suddetta riduzione lineare a carico del FAS e’
stata quantificata dal Ministero dell’economia e delle finanze,
Ragioneria generale dello Stato, con propria specifica nota n. 97018
del 17 novembre 2010, in complessivi 4.990.717.442 euro, di cui
897.079.644 euro per l’anno 2011, 459.723.950 euro per l’anno 2012,
1.100.000.000 euro per l’anno 2013 e 2.533.913.848 euro per le
annualita’ successive al 2013;

VISTO inoltre l’articolo 7, commi 26 e 27, della predetta legge n.
122/2010, che attribuisce, tra l’altro, al Presidente del Consiglio
dei Ministri la gestione del FAS, fatta eccezione per le funzioni di
programmazione economica e finanziaria non ricomprese nelle politiche
di sviluppo e coesione, prevedendo che lo stesso Presidente del
Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato si avvalgano, nella
gestione del citato Fondo, del Dipartimento per lo sviluppo e la
coesione economica del Ministero dello sviluppo economico;

VISTA la delibera di questo Comitato 22 dicembre 2006, n. 174 (G.
U. n. 95/2007), con la quale e’ stato approvato il Quadro Strategico
nazionale 2007-2013;

VISTA la delibera di questo Comitato 21 dicembre 2007, n. 166 (G.
IL n. 123/2008) relativa all’attuazione del QSN 2007-2013 e alla
programmazione del FAS per lo stesso periodo;

VISTA inoltre la propria delibera 6 marzo 2009, n. 1 (G.U. n.
137/2009), con la quale, a seguito delle riduzioni apportate al FAS
da vari provvedimenti legislativi intervenuti successivamente
all’adozione della predetta delibera n.166/2007, e’ stata aggiornata
la dotazione del FAS per il periodo di programmazione 2007-2013,
assegnando, tra l’altro, nuovi valori ai Programmi attuativi di
interesse regionale e interregionale rispetto a quelli stabiliti
dalla precedente delibera n. 166/2007;

VISTA la delibera di questo Comitato 30 luglio 2010, n. 79 (G.0 n.
277/2010) concernente la ricognizione, per il periodo 2000-2006,
dello stato di attuazione degli interventi finanziati dal FAS e delle
risorse liberate nell’ambito dei programmi comunitari (ob. 1), che
individua le risorse allo stato disponibili ai fini della
riprogrammazione e prevede l’adozione, da parte di questo Comitato,
di una successiva delibera che definisca gli obiettivi, i criteri e
le modalita’ da seguire nella riprogrammazione di tali risorse;

CONSIDERATO che, nella seduta del 26 novembre 2010, il Consiglio
dei Ministri ha approvato, in via preliminare, lo schema di decreto
legislativo di attuazione dell’articolo 16 della richiamata
legge-delega n. 42/2009, relativo alle risorse aggiuntive destinate
ad interventi speciali finalizzati alla rimozione degli squilibri
economici e sociali, schema sul quale e’ in corso di acquisizione la
prescritta intesa da parte della Conferenza unificata;

VISTA la nota del Ministro per i rapporti con le Regioni e la
coesione territoriale n. 3278 del 26 novembre 201.0, con la quale
viene sottoposta all’approvazione del Comitato, in attuazione della
richiamata delibera n. 79/2010, la proposta concernente
l’individuazione degli obiettivi, dei criteri e delle modalita’ di
riprogrammazione delle risorse nazionali e comunitarie disponibili
con riferimento ai periodi 2000-2006 e 20072013, anche ai fini
dell’accelerazione degli interventi e della concentrazione su
priorita’ di rilevanza strategica;

CONDIVISA l’esigenza, anche in attuazione delle previsioni di cui
agli articoli 6 quater, 6 quinquies e 6 sexies della legge n.
133/2008, di concentrare su interventi di rilevanza strategica
nazionale le risorse del FAS relative ai sopracitati cicli di
programmazione e quelle dei programmi comunitari;

CONSIDERATO che, al fine di garantire il consolidamento della
ripresa economica, occorre perseguire l’ottimizzazione degli
investimenti pubblici attraverso la loro concentrazione su progetti
di rilevanza strategica, sia di carattere infrastrutturale che
immateriale, di livello nazionale, interregionale e regionale;

CONSIDERATO che questo Comitato, nella seduta del 26 novembre 2010,
ha approvato la richiamata proposta del Ministro per i rapporti con
le Regioni e la coesione territoriale del 26 novembre 2010,
subordinando l’efficacia della relativa delibera all’acquisizione
della prescritta intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni;

VISTA la nota della Segreteria della Conferenza Stato-Regioni, n.
6253 del 31 dicembre 2010, con la quale viene trasmesso l’atto
approvato nella seduta del 16 dicembre 2010 che ha sancito, ai sensi
dell’articolo 6-quater sopra richiamato, l’intesa relativamente ai
punti da 1 a 8 del testo approvato da questo Comitato il 26 novembre
2010 ed ha espresso parere favorevole, ai sensi dell’articolo 2,
comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
relativamente ai punti 9 e 10 del medesimo testo;

RITENUTO di dover procedere all’adozione della presente delibera
che, alla luce del documento finale oggetto di intesa in sede di
Conferenza Stato – Regioni, recepisce alcune modifiche al testo
approvato da questo Comitato il 26 novembre 2010;

CONSIDERATO che Stato e Regioni intendono affidarsi al rispetto del
principio di leale collaborazione e di reciproca assunzione dei
rispettivi impegni e della relativa tempistica;

DELIBERA

1) Contenuti

La presente delibera definisce obiettivi, criteri e modalita’ per
la programmazione delle risorse di cui alla delibera CIPE n. 79 del
30 luglio 2010, per la selezione e attuazione degli investimenti
finanziati con le risorse del FAS 2007-2013, e stabilisce indirizzi e
orientamenti per l’accelerazione degli interventi cofinanziati dai
Fondi strutturali 2007/2013, e la conseguente eventuale
riprogrammazione dei Programmi operativi, anche al fine di evitare il
disimpegno automatico. L’eventuale riprogrammazione avverra’ secondo
le modalita’ previste dai regolamenti comunitari e dal Quadro
Strategico Nazionale, per quanto applicabili, e con il rispetto del
vincolo di territorialita’ delle risorse, fermo restando quanto
previsto dal successivo punto 7.

La programmazione tiene conto dell’insieme delle risorse ordinarie,
nazionali e regionali, disponibili per investimenti pubblici e per lo
sviluppo di ciascun territorio, ivi comprese quelle previste dai
contratti di programma, parte investimenti, degli Enti nazionali, che
dovranno assicurare il loro pieno coinvolgimento nelle modalita’ di
attuazione e garantire l’aggiuntivita’ rispetto alla spesa ordinaria,
coerentemente con le disposizioni dei regolamenti comunitari.

I contenuti della presente delibera pongono le basi per
l’attuazione degli articoli 16 e 22 della legge n. 42 del 2009, i cui
decreti legislativi sono stati sottoposti all’esame preliminare del
Consiglio dei Ministri nella seduta del 26 novembre 2010.

2) Obiettivi

Nell’ambito del quadro strategico vigente e dei relativi strumenti
di programmazione, la delibera interviene sul rafforzamento delle
regole di responsabilizzazione, sull’assunzione e sul rispetto degli
impegni e sugli strumenti per assicurare i risultati, sulla
concentrazione delle risorse, sulla qualita’ e sull’accelerazione
degli interventi, prevedendo uno strumento di attuazione rafforzata
di tipo contrattuale per quelli prioritari o di maggiore complessita’
attuativa.

3) Requisiti di individuazione degli interventi strategici

Le risorse saranno finalizzate a interventi coerenti con priorita’
programmatiche di rango europeo, nazionale e/o territoriale in grado
di determinare un progresso significativo verso l’obiettivo rilevante
per tale priorita’.

In particolare saranno finanziati progetti strategici, sia di
carattere infrastrutturale sia di’ carattere immateriale, di cui alle
seguenti categorie:

• interventi di rilievo nazionale;

• interventi di rilievo interregionale;

• interventi di rilevanza strategica regionale,

ovvero grandi progetti o investimenti articolati in singoli
interventi tra loro funzionalmente connessi, in relazione a obiettivi
e risultati quantificabili e misurabili, anche per quanto attiene al
profilo temporale.

I requisiti di ammissibilita’ degli interventi, in coerenza con i
nuovi indirizzi comunitari per il prossimo ciclo di programmazione e
con gli indirizzi di cui agli articoli 13, 16 e 22 della legge n.
42/2009, riguarderanno:

• identificazione dei fabbisogni a cui intendono rispondere e dei
risultati attesi espressi in termini di indicatori che soddisfino
requisiti di affidabilita’ statistica, prossimita’ all’intervento,
tempestivita’ di rilevazione, pubblicita’ dell’informazione;

• tempi di realizzazione definiti per settore, per tipologia
d’intervento, di soggetto attuatore e di contesto geografico;

• programmazione/previsione ex-ante del metodo per la successiva
valutazione di impatto degli interventi;

Inoltre, gli investimenti infrastrutturali dovranno rispondere
anche ai seguenti requisiti:

• previsione e/o inclusione dei progetti negli strumenti
regolamentari di pianificazione settoriale e territoriale, ove
previsti da norme che regolano gli specifici settori;

• progettazione preliminare approvata (ai sensi dell’art. 93 del
decreto legislativo n. 163/2006, completa della documentazione di cui
all’art 18 del decreto del Presidente della Repubblica 554/1999 e
ss.mm.ii ed approvata ai sensi dell’art. 49 del decreto del
Presidente della Repubblica 554/1999 e, relativamente agli interventi
di cui alla legge obiettivo, ai sensi dell’art. 165 del decreto
legislativo n. 163/2006) e sostenibilita’ gestionale analiticamente
dimostrata.

Allo scopo di migliorare la qualita’ della progettazione,
accelerare l’affidamento delle opere e l’avvio dei lavori per i
progetti strategici che rispondono ai suddetti requisiti, per un
limitato numero di interventi e secondo modalita’ da concordare e
prevedere nel contratto istituzionale di cui al successivo punto 5,
nella fase di passaggio dalla progettazione preliminare alla
progettazione definitiva/esecutiva fino alla predisposizione della
documentazione tecnico-amministrativa necessaria per l’affidamento
dei lavori, potranno realizzarsi forme di collaborazione
istituzionale tra le amministrazioni e le societa’ pubbliche
interessate.

4) Modalita’ di selezione degli interventi strategici

Per il Sud, gli interventi verranno individuati prendendo a
riferimento le priorita’ strategiche e le specifiche indicazioni
progettuali contenute nel Piano Nazionale per il Sud.

La selezione degli interventi strategici di competenza delle
amministrazioni centrali e regionali avviene attraverso un processo
di concertazione istituzionale e tecnica promosso dal Dipartimento
per lo sviluppo e la coesione economica. Gli esiti di tale
concertazione costituiscono revisione e aggiornamento dei Programmi
attuativi regionali (PAR).

In tale contesto, gli interventi strategici nazionali sono altresi’
inseriti in documenti programmatici sottoposti dal Ministro per i
rapporti con le regioni e per la coesione territoriale di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e con i Ministri
competenti per ciascun settore, all’approvazione del CIPE ai fini del
riparto delle risorse disponibili con carattere prioritario. In caso
di mancato accordo con la Regione interessata, l’individuazione dei
relativi interventi strategici nazionali avviene previa intesa da
sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni ai sensi dell’art. 3 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e comunque coerentemente
con i contenuti del Piano Nazionale per il Sud.

L’aggiornamento degli strumenti settoriali di programmazione
infrastrutturale terra’ conto degli interventi strategici nazionali
cosi’ individuati.

Nella selezione degli interventi si terra’ conto degli esiti della
ricognizione infrastrutturale di cui all’art. 22 della legge n.
42/2009.

5) Attuazione rafforzata: il contratto istituzionale di sviluppo

Tutti gli interventi saranno attuati mediante gli strumenti
previsti dalle normative e dai regolamenti vigenti (Accordi di
programma quadro, attuazione diretta e regole di utilizzo delle
risorse liberate).

Gli interventi prioritari e/o di maggiore complessita’ attuativa
saranno oggetto di appositi atti negoziali, denominati “contratti
istituzionali di sviluppo”, volti a definire in particolare
responsabilita’, tempi e modalita’ di attuazione degli interventi, e
condizionalita’ secondo quanto sara’ disciplinato con il decreto
legislativo di attuazione dell’art. 16 della legge n. 42/2009.

In sede di prima applicazione, e in via sperimentale, il contratto
potra’ riguardare:

• le risorse FAS 2000-2006 oggetto di riprogrammaziane gia’
individuate in sede di ricognizione del loro stato di attuazione
(punto 1.1 delibera CIPE n. 79 del 30 luglio 2010), nella misura che
sara’ determinata all’esito delle attivita’ di verifica di cui alla
stessa delibera 79/2010;

• interventi in corso che a seguito delle verifiche UVER rivelino
criticita’ in fase di attuazione.

Potra’ riguardare altresi’ le risorse liberate, nella misura in cui
saranno quantificate sulla base degli ulteriori rimborsi generati in
seguito alla rendicontazione dei Programmi comunitari 2007-2013,
fermo restando quanto previsto dall’articolo 6-sexies del decreto
legge n. 112/2008 e le pertinenti disposizioni comunitarie.

Il contratto istituzionale viene sottoscritto dal Ministro per i
rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, d’intesa con
il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri
interessati, dai Presidenti delle Regioni interessate e possono
parteciparvi altre amministrazioni competenti, compresi i
concessionari di servizi pubblici.

Il contratto, atto idoneo a produrre effetti giuridici, definisce
l’accordo delle parti e prevede l’individuazione puntuale e specifica
degli interventi da realizzare, i fabbisogni a cui intende
rispondere, gli elementi che ne assicurano la sostenibilita’
finanziaria, economica e gestionale; gli obiettivi di realizzazione
(efficienza) e di produzione di effetti di sviluppo (efficacia), in
termini dei menzionati indicatori di risultato; la definizione del
cronoprogramma degli impegni e delle responsabilita’ dei contraenti e
delle fasi di realizzazione; le eventuali condizionalita’, comprese
modifiche istituzionali alla cui realizzazione e’ subordinato il
trasferimento dei fondi; l’eventuale sistema degli incentivi e delle
penalita’ collegati al rispetto/inadempimento delle clausole; le
modalita’ di monitoraggio e di valutazione degli impatti necessarie a
garantire trasparenza e tempestivita’ per le decisioni e la verifica
degli effetti.

6) Valutazione, monitoraggio e verifica dell’avanzamento e
dell’efficacia della programmazione 2007/2013

I processi di riprogrammazione e di selezione e attuazione dei
progetti strategici sono accompagnati con attivita’ di verifica e di
valutazione.

E’ assicurato il completo e regolare monitoraggio periodico degli
interventi mediante procedure e sistemi informatici previsti a
legislazione vigente anche in coerenza con l’articolo 30 della legge
n. 196/2009; il mancato rispetto di questi requisiti e’ sanzionato
con la sospensione dei trasferimenti delle risorse.

Nell’ambito dei controlli previsti nella delibera n.166/07, le
attivita’ di controllo effettuate dal Dipartimento per lo sviluppo e
la coesione economica collegate ai casi di stallo o mancato
completamento degli interventi o di non entrata in esercizio degli
stessi potranno portare alla formulazione di proposte per il
superamento delle criticita’ rilevate ovvero di revoca dei
finanziamenti.

Le amministrazioni titolari di risorse FAS devono assicurare un
documentato sistema di controlli, che garantisca la correttezza e la
regolarita’ della spesa presentata alla certificazione. L’importo
delle spese certificate e riscontrate irregolari a seguito dei
controlli previsti dalla delibera CIPE n. 166/07 sara’ decurtato
dalle assegnazioni disposte a favore del Programma.

7) Indirizzi per l’accelerazione e la riprogrammazione della
spesa dei fondi strutturali 2007-2013

Premesso che:

• le modifiche alla cosiddetta regola del disimpegno automatico
(introdotte dal Regolamento CE 539/2010 che ha emendato il
Regolamento CE 1083/2006) hanno comportato un sensibile innalzamento
della spesa da rendicontare alla Commissione Europea alle scadenze di
fine d’anno nei 2011 e in ognuno degli anni successivi;

• e’ fortissimo il ritardo, salvo poche Amministrazioni di
eccellenza, nell’utilizzo dei fondi comunitari, con gravi rischi di
disimpegno;

• si e’ fortemente modificato il contesto economico e sociale
rispetto a quello nel quale era stata costruita la programmazione dei
fondi per il periodo 2007-2013;

• il cambiamento di priorita’ strategiche che ne deriva e’
riflesso per il Sud nel Piano Nazionale per il Sud;

la riprogrammazione delle risorse deve estendersi ai fondi
comunitari.

La riprogrammazione verra’ avviata, secondo la prassi comunitaria e
nel rispetto di quanto previsto dal QSN, dal Ministro per i rapporti
con le regioni e per la coesione territoriale d’intesa con il
Ministro dell’economia e finanze e in concertazione con la
Commissione Europea.

Valgono quale riferimento per le aree del Sud le priorita’ fissate
dal Piano Nazionale per il Sud.

Al fine di assicurare che la riprogrammazione avvenga in tempo
utile per evitare il disimpegno automatico dei fondi, dovranno essere
individuati appropriati obiettivi in termini di impegni
giuridicamente vincolanti di ogni Programma Operativo al 30 maggio
2011 e al 31 dicembre 2011, attestato da quanto registrato nel
sistema di monitoraggio dei fondi strutturali.

I Programmi Operativi che non avranno raggiunto il livello di
impegno prefissato alle date di cui sopra dovranno essere oggetto di
riprogrammazione delle risorse, anche con rimodulazione a favore di
altri Programmi nell’ambito dello stesso Obiettivo Comunitario e
cofinanziati dallo stesso Fondo Strutturale.

Faranno fede per quanto riguarda gli impegni i dati pubblicati dal
Ministero dell’economia e delle finanze – RGS – IGRUE al 31 maggio
2011 e al 31 gennaio 2012, le riduzioni degli stanziamenti dei
programmi oggetti di rimodulazione si attueranno sugli importi
relativi all’annualita’ 2013 dei piani finanziari in vigore al 31
dicembre 2010.

Eventuali altre misure di’ accelerazione saranno definite secondo
le disposizioni del Quadro Strategico Nazionale.

Relativamente all’obbligo, previsto nel Quadro Strategico Nazionale
di alimentare su base bimestrale il sistema nazionale di
monitoraggio, l’erogazione della quota nazionale di cofinanziamento a
carico del bilancio dello Stato e’ subordinata alla

corretta e puntuale alimentazione del sistema nazionale di
monitoraggio, coerente con le spese certificate alla Commissione
europea.

I grandi progetti non confermati entro 30 giorni dalla data di
approvazione della delibera sono considerati non realizzabili nel
presente ciclo di programmazione e saranno quindi oggetto di
riprogrammazione.

L’attuazione dei Grandi progetti potra’ essere disciplinata
nell’ambito del contratto istituzionale di sviluppo.

I processi di riprogrammazione delle risorse comunitarie dovranno
essere sostenuti da valutazioni operative, in coerenza con i
regolamenti comunitari, su metodologia individuata dall’Unita’ di
valutazione degli investimenti pubblici e condivisa con i Nuclei di
valutazione e con tutte le amministrazioni titolari di Programma.

8) Nuovi progetti strategici

In riferimento all’aggiornamento degli interventi strategici (di
cui al punto 4) e a seguito delle attivita’ di valutazione
finalizzate alla riprogrammazione delle risorse (di cui al punto 6),
anche in coerenza con l’articolo 30 commi 8 e 9 della legge
n.196/2009, potra’ essere prevista l’attivazione (con modalita’ da
definire) di un fondo per finanziamento di studi di fattibilita’ sino
alla progettazione preliminare, con particolare riferimento ai
progetti di rilievo interregionale.

9) Riduzione delle assegnazioni FAS 2000-2006 e 2007-2013

Per effetto della riduzione della dotazione finanziaria della
missione di spesa “Sviluppo e riequilibrio territoriale”, come
disposta dall’art. 2 del decreto legge n. 78/2010, allegato 1, per un
valore pari a 4.990,717 milioni di euro, le assegnazioni FAS di cui
alla delibere CIPE relative alla programmazione 2000-2006 e 2007-2013
sono ridotte come da tabella allegata che costituisce parte
integrante della presente delibera.

Per le regioni interessate ai piani di rientro che intendono
utilizzare, a copertura dei debiti sanitari, le risorse FAS come
disposto dall’art. 2, comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
al fine di assicurare che la riduzione delle assegnazioni corrisponda
ad un ammontare pari a quello indicato nell’allegata tabella,
concorrono alla riduzione anche le risorse FAS oggetto della
ricognizione disposta con la delibera n. 79 del 30 luglio 2010 di
questo Comitato.

Per quanto riguarda la riduzione imputata sulla programmazione FAS
2000-2006, si specifica che tale riduzione e’ prioritariamente
imputata alla programmazione nazionale. Laddove non emergessero
sufficienti disponibilita’ in esito alla definitiva ricognizione, si
utilizzeranno le ulteriori risorse FAS derivanti dalla ricognizione
disposta con la delibera n. 79 del 30 luglio 2010.

10) Programmazione delle risorse regionali FAS 2007-2013

Il Ministro per i rapporti con le regioni e la coesione
territoriale di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze esprimono l’assenso sulla revisione del quadro finanziario
dei programmi regionali FAS, gia’ oggetto di presa d’atto da parte
del CIPE, conseguentemente alla riduzione delle assegnazioni di cui
al punto 9. Fermo restando quanto previsto dal punto 2.10 della
delibera CIPE n. 1/2009 sulla impegnabilita’ della percentuale di
riduzione delle risorse come previsto nell’Accordo del 12 febbraio
2009, le Regioni possono coprire la differenza tra la dotazione
finanziaria originaria del programma e le risorse statali
disponibili, ovvero adeguare il programma al nuovo quadro
finanziario, indicando i relativi criteri.

Sulla base della revisione cosi’ comunicata, da compiersi entro un
termine massimo di’ 30 giorni dalla data di assunzione della presente
delibera, sara’ adottato dal Dipartimento per lo sviluppo e la
coesione economica il provvedimento di messa a disposizione delle
risorse (delibera CIPE n.166/2007, punto 3.1.3). Nel caso in cui le
Regioni comunichino di avvalersi della facolta’ di cui al precedente
capoverso di lasciare inalterato il valore del programma provvedendo
alla copertura della differenza con risorse diverse dal FAS, il
suddetto Dipartimento provvedera’ direttamente alla adozione del
provvedimento di messa a disposizione delle risorse ai sensi del
punto 3.1.3 della delibera CIPE n.166/2007.

Tale revisione nel medesimo termine e’ condotta sui programmi
regionali FAS che non siano stati oggetto di presa d’atto da parte
del CIPE, cui saranno sottoposti entro 15 giorni dalla conclusa
revisione.

Resta fermo per le Regioni del Mezzogiorno, tenuto conto delle
linee guida per la realizzazione del Piano nazionale per il Sud, che
i programmi FAS sono sottoposti, entro 30 giorni, a revisione per
essere resi coerenti con le priorita’ strategiche e le specifiche
indicazioni progettuali del Piano e per individuare gli interventi
strategici. Gli stessi Programmi sono sottoposti al CIPE entro 15
giorni dalla conclusa revisione.
Roma, 11 gennaio 2011

Il Presidente delegato: Tremonti
Il segretario: Fitto

Registrato alla Corte dei conti il 25 marzo 2011
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 3,
Economia e finanze, foglio n. 189

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 11 gennaio 2011

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