CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 19 aprile 2001 | Geometra.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – ACCORDO 19 aprile 2001

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 19 aprile 2001 - Accordo tra il Ministro per i beni e le attività culturali e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio.

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

ACCORDO 19 aprile 2001

Accordo
tra il Ministro per i beni e le attività culturali
e le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano
sull’esercizio dei poteri in
materia di paesaggio.

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO
STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO
Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n.
8;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle Regioni
ed Enti Locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa, e, in particolare, l’art. 8;
Visto il
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante il conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli
enti locali, e, in particolare gli articoli 4, 52 e 54;
Visto il
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante il Testo Unico
delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e
ambientali, e in particolare gli articoli 149 e 150;
Vista la
Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre
2000;
Visto l’art. 2, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, che affida a questa Conferenza il compito di
promuovere e sancire accordi, secondo quanto previsto dall’art. 4 del
medesimo decreto legislativo;
Visto l’art. 4, comma 1, del predetto
decreto legislativo, nel quale si prevede che, in questa Conferenza,
Governo, Regioni e Province autonome, in attuazione del principio di
leale collaborazione, possano concludere accordi al fine di coordinare
l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di
interesse comune;
Visto lo schema di accordo in oggetto, trasmesso dal
Ministro per i beni e le attività culturali con nota dell’11 aprile
2001, predisposto sulla scorta dei risultati dei lavori della
Commissione di riforma della normativa in materia di tutela
paesaggistico-ambientale, costituita con decreto ministeriale del 6
giugno 2000;
Considerato che, nel corso dell’odierna seduta di questa
Conferenza, i Presidenti delle Regioni hanno proposto un emendamento
all’art. 1 del testo dell’accordo in oggetto, che è stato accolto dal
rappresentante del Governo;
Acquisito l’assenso del Governo dei
Presidenti delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano
ai sensi dell’art. 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281;
Sancisce il seguente accordo
tra il Ministro per i beni e le
attività culturali
e i Presidenti delle Regioni e delle Province
autonome di Trento e Bolzano
nei termini sottoindicati:
Ritenuto
necessario, in attesa della ratifica della Convenzione europea del
paesaggio, concordare le forme di attività del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali, di seguito indicato come Ministero, e le
Regioni perché le stesse siano conformi alla predetta convenzione e
alla vigente normativa in materia di paesaggio, al fine di orientare
la pianificazione paesistica;
Ritenuto necessario attivare processi di
collaborazione costruttiva fra le pubbliche amministrazioni di ogni
livello aventi competenza istituzionale in materia di tutela e
valorizzazione paesistica;
Considerato che secondo i principi della
indicata Convenzione:
· il paesaggio ha un importante ruolo di
pubblico interesse nei settori culturali, ecologici ambientali e
sociali e può costituire una risorsa favorevole all’attività
economica contribuendo anche alla creazione di opportunità
occupazionali;
· la tutela del paesaggio comporta il perseguimento di
obiettivi di sviluppo sostenibile sulla base di equilibrate e
armoniose relazioni tra bisogni sociali, attività economiche e
ambiente;
Considerato che la predetta convenzione prevede misure
generali atte a realizzare obiettivi di qualità paesistica, la
protezione del paesaggio, la gestione e la sistemazione del
paesaggio;
Considerato che occorre identificare le linee fondamentali
dell’assetto del territorio nazionale con riferimento ai valori
storici, paesaggistici e ambientali; coordinare l’esercizio delle
funzioni amministrative in materia di tutela paesaggistica, delegate
alle regioni ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616; orientare i criteri della pianificazione
paesistica coordinare, in accordo con le Regioni, le funzioni di
vigilanza sui beni ambientali e paesaggistici;
Ritenuto che la tutela,
la buona conservazione, la riqualificazione, la valorizzazione del
paesaggio costituiscono un obiettivo prioritario di interesse
nazionale;
Ritenuto che gli interventi di trasformazione del paesaggio
possono essere realizzati solo se coerenti con le disposizioni dettate
dalla pianificazione paesistica nella quale devono essere individuati
i valori paesistici del territorio, definiti gli ambiti di tutela e
valorizzazione, esplicitati per ciascun ambito gli obiettivi di
qualità paesaggistica, nonché le concrete azioni di tutela e
valorizzazione;
Il Ministro per i beni e le attività cultura
e i
Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e
Bolzano
convengono quanto segue:
Art. 1.
Principi generali
1. Le
pubbliche amministrazioni che hanno competenza in materia di paesaggio
provvedono, sino all’approvazione della legge di ratifica della
Convenzione europea del paesaggio, all’esercizio delle loro
attribuzioni attenendosi ai principi della convenzione stessa.
2. La
pianificazione paesistica di cui all’art. 149 del decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, è attuata secondo i criteri e le modalità
previste dal presente accordo.
3. Il Ministero favorisce il ricorso
alle forme di collaborazione previste dall’art. 150, comma 3, del
Testo unico per la redazione della pianificazione paesistica.
4. Le
pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 definiscono le politiche
di tutela e valorizzazione del paesaggio italiano tenendo conto anche
degli studi, delle analisi e delle proposte formulati
dall’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio, istituito
con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali nonché
dagli osservatori costituiti in ogni regione con le medesime
finalità.
5. Restano ferme le competenze attribuite alle Regioni a
statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano.
Art.
2.
Pianificazione paesistica
1. Le Regioni assicurano che i valori
paesistici presenti nel territorio siano adeguatamente protetti e
valorizzati. A tal fine le Regioni sottopongono a specifica normativa
d’uso e di valorizzazione ambientale il territorio, mediante la
redazione di piani paesistici o di piani urbanistico-territoriali
aventi le medesime finalità di salvaguardia dei valori paesistici e
ambientali e dotati di contenuto conoscitivo, prescrittivo e
propositivo, attenendosi ai seguenti criteri e modalità:
a. conoscenza
dell’intero territorio da assoggettare al piano
attraverso:
· l’analisi delle specifiche caratteristiche
storico-culturali, naturalistiche, morfologiche ed
estetico-percettive, delle loro correlazioni e integrazioni;
· la
definizione degli elementi e dei valori paesistici da tutelare,
valorizzare e recuperare;
b. analisi delle dinamiche di
trasformazione anche attraverso:
· l’individuazione dei fattori di
rischio e degli elementi di vulnerabilità del paesaggio;
· la
comparazione con gli altri atti di programmazione e pianificazione;

c. individuazione degli ambiti di tutela e valorizzazione ai sensi
dell’art. 3;
d. definizione degli obiettivi di qualità paesistica
indicati nell’art. 4;
e. determinazione degli interventi di tutela e
valorizzazione paesistica, da realizzarsi coerentemente con le azioni
e gli investimenti finalizzati allo sviluppo economico e produttivo
delle aree interessate;
f. definizione di norme prescrittive per la
tutela e l’uso del territorio ricadente negli ambiti individuati ai
sensi dell’art. 3.
Art. 3.
Ambiti di tutela e valorizzazione
1. La
pianificazione paesistica regionale disciplina le forme di tutela,
valorizzazione e riqualificazione del territorio in funzione del
livello di integrità e rilevanza dei valori paesistici. A tal fine la
pianificazione individua i differenti ambiti territoriali, da quelli
di elevato pregio paesistico fino a quelli compromessi o
degradati.
Art. 4.
Obiettivi di qualità paesistica
1. In funzione dei
diversi livelli di valori riconosciuti sono attribuiti a ciascun
ambito territoriale corrispondenti obiettivi di qualità paesistica.
2.
Tali obiettivi perseguono in particolare:
a. il mantenimento delle
caratteristiche, dei valori costitutivi e delle morfologie, tenendo
conto anche delle tipologie architettoniche, nonché delle tecniche e
dei materiali costruttivi tradizionali;
b. la previsione di linee di
sviluppo compatibili con i diversi livelli di valori riconosciuti e
tali da non diminuire il pregio paesistico del territorio, con
particolare attenzione alla salvaguardia delle aree agricole;
c. la
riqualificazione delle parti compromesse o degradate per il recupero
dei valori preesistenti ovvero per la creazione di nuovi valori
paesistici coerenti ed integrati.
Art. 5.
Strumenti di
incentivazione
1. La pianificazione paesistica individua progetti
mirati, misure incentivanti e di sostegno per il recupero, la
valorizzazione e la gestione finalizzata al mantenimento dei paesaggi
del territorio regionale, con la indicazione dei relativi strumenti di
attuazione.
Art. 6.
Consultazione pubblica
1. Nei procedimenti di
redazione della pianificazione paesistica sono assicurate la
concertazione istituzionale e le più ampie forme di pubblicità e di
partecipazione dei soggetti privati interessati e delle associazioni
costituite per la tutela degli interessi diffusi.
Art.
7.
Coordinamento con altri strument…

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