D.P.R. 29 settembre 2000, n.367 - Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n. 112-undecies dell'allegato 1 della legge n. 59/1997 | Geometra.info

D.P.R. 29 settembre 2000, n.367 – Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n. 112-undecies dell’allegato 1 della legge n. 59/1997

D.P.R. 29 settembre 2000, n.367 - Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n. 112-undecies dell'allegato 1 della legge n. 59/1997 e successive modificazioni).

D.P.R. 29 settembre 2000, n.367
Regolamento recante norme per la
semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese
aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n.
112-undecies dell’allegato 1 della legge n. 59/1997 e successive
modificazioni).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87,
comma quinto, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 20 della legge 15
marzo 1997, n. 59, allegato 1, n. 112-undecies, e successive
modificazioni;
Visto il regio decreto 11 gennaio 1925, n. 356;
Visto
il regio decreto 22 luglio 1939, n. 1732;
Visto il regio decreto 11
luglio 1941, n. 1161;
Visti gli articoli 788, 789, 790, 791, 793 e
1200 del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30
marzo 1942, n. 327;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
5 agosto 1988, n. 404;
Vista la legge 2 febbraio 1960, n. 68;
Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 14 giugno 1968, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 1968, n. 178;
Visto l’articolo
12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801;
Vista la legge 25 marzo 1985,
n. 106;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 5 maggio 2000;
Udito il parere
del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi nell’adunanza del 12 giugno 2000;
Acquisito il parere delle
competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 28 luglio 2000 e del 22 settembre 2000;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri della
difesa, dei trasporti e della navigazione e dell’interno;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1. Oggetto e ambito di
applicazione

1. Il presente regolamento disciplina i rilevamenti e le
riprese aeree, fotografiche e cinematografiche, sul territorio
nazionale e sulle acque territoriali, nonche’ l’uso dei fotogrammi
derivati dalle riprese e dai rilevamenti medesimi.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:

a) rilevamenti: l’acquisizione di dati attraverso un qualunque
sensore;

b) restituzioni cartografiche dai fotogrammi: la
trasposizione, su qualunque supporto, di quanto rilevabile dal
materiale fotografico acquisito.

Art. 3. Disciplina delle attivita’
di ripresa aerea

1. Ferme restando le disposizioni in materia di
servizi di trasporto aereo non di linea e di lavoro aereo contenute
negli articoli 788, 789, 790 e 791 del codice della navigazione,
l’effettuazione di rilevamenti e riprese aeree sul territorio
nazionale e sulle acque territoriali e’ consentita senza preventivi
atti di assenso da parte di autorita’ o enti pubblici.

2. Sono,
altresi’, consentiti l’uso dei fotogrammi derivati dai rilevamenti e
riprese di cui al comma 1 e le restituzioni cartografiche dai medesimi
fotogrammi.

3. E’ fatta salva l’applicazione delle vigenti
disposizioni in materia di trattamento dei dati personali
relativamente ai dati raccolti nell’esercizio delle attivita’
disciplinate dal regolamento.

Art. 4. Divieti temporanei delle
attivita’ di ripresa aerea

1. Quando, per motivi di pubblica
sicurezza, di sicurezza nazionale o per altri rilevanti interessi
nazionali, le competenti Autorita’ militari o di pubblica sicurezza
dispongono divieti temporanei delle attivita’ di rilevamento e ripresa
aerea sul territorio nazionale e sulle acque territoriali o su parte
di essi, le medesime assicurano che dei divieti sia data tempestiva
comunicazione ai soggetti interessati attraverso idonea pubblicazione
edita dal Servizio di informazioni aeronautiche nazionale.

2. In
caso di inosservanza delle prescrizioni di cui al comma 1, le
competenti Autorita’ militari o di pubblica sicurezza, possono
disporre il sequestro o la consegna del materiale prodotto ai soggetti
che hanno realizzato le riprese.

Art. 5. Abrogazioni

1. Ai sensi
dell’articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla
data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le
seguenti disposizioni: il regio decreto 22 luglio 1939, n. 1732; gli
articoli 71, 72, 73, 74 e 75 del regio decreto 11 gennaio 1925, n.
356; l’articolo 1200 del codice della navigazione limitatamente alle
parole: “non osserva le norme stabilite per il trasporto e per l’uso a
bordo degli aeromobili di apparecchi fotografici o cinematografici da
presa ovvero”; gli articoli 5, 6, 11, 12 e 14 limitatamente alle
parole: “delle lastre fotografiche” della legge 2 febbraio 1960, n.
68; il decreto del Presidente della Repubblica 14 giugno 1968,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 1968, n. 178;
l’articolo 6, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 5
agosto 1988, n. 404.

Il presente decreto munito del sigillo dello
Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 29 settembre
2000

CIAMPI

Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri

Bassanini, Ministro per la funzione pubblica
Mattarella, Ministro
della difesa
Bersani, Ministro dei trasporti e della navigazione

Bianco, Ministro dell’interno
Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti il 27 novembre 2000
Atti di
Governo, registro n. 123, foglio n. 7

Avvertenza:

Il testo delle
note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente
per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.

Note alle premesse:

– L’art. 87, quinto comma, della
Costituzione, conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.

– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 17, della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):

“2. Con
decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva
assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici
della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con
effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.”.

– Si
riporta l’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n.59, recante: “Delega al
Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa”:

“Art. 20. – 1. Il Governo, entro il
31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge
per la delegificazione di norme concernenti procedimenti
amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o
autonome, indicando i criteri per l’esercizio della potesta’
regolamentare nonche’ i procedimenti oggetto della disciplina, salvo
quanto previsto alla lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di
legge e’ presentata una relazione sullo Stato di attuazione della
semplificazione dei procedimenti amministrativi.

2. In sede di
attuazione della delegificazione, il Governo individua, con le
modalita’ di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i
procedimenti o gli aspetti del procedimento che possono essere
autonomamente disciplinati dalle regioni e dagli enti locali.

3. I
regolamenti sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica, di concerto con il Ministro competente, previa acquisizione
del parere delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio
di Stato. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove
necessario, promuove, anche su richiesta del Ministro competente,
riunioni tra le amministrazioni interessate. Decorsi trenta giorni
dalla richiesta di parere alle Commissioni, i regolamenti possono
essere comunque emanati.

4. I regolamenti entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla
stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei
procedimenti.

5. I regolamenti si conformano ai seguenti criteri e
principi:

a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di
quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali,
in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle
amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli
uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli
organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica procedura;

b) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e
uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra
loro analoghi;

c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi
uffici della medesima amministrazione;

d) riduzione del numero di
procedimen…

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