DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 Aprile 2007 | Geometra.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 Aprile 2007

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 Aprile 2007 - Linee guida per l'attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 1, commi da 404 a 416 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007). (GU n. 152 del 3-7-2007 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 Aprile 2007

Linee guida per l’attuazione delle disposizioni contenute
nell’articolo 1, commi da 404 a 416 della legge 27 dicembre 2006, n.
296 (legge finanziaria 2007).

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri”;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
“Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59”;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche”;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante “Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007)” e in particolare l’art. 1, commi da 404 a 416;
Sentite le organizzazioni sindacali;
Sentiti i Ministri per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, dell’economia e delle finanze e dell’interno;

E m a n a

il seguente decreto:
Premessa.
La legge finanziaria per l’anno 2007, all’art. 1, commi da 404 a
415, prevede l’adozione di un articolato piano di riorganizzazione
finalizzato a “razionalizzare e ottimizzare l’organizzazione delle
spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri”.
Il successivo comma 416 prevede che dall’attuazione dei predetti
commi, nonche’ dei commi da 425 a 429, concernenti la
riorganizzazione del Ministero dell’interno e del Ministero
dell’economia e delle finanze, conseguano “risparmi di spesa non
inferiori a 7 milioni di euro per l’anno 2007, 14 milioni di euro per
l’anno 2008 e 20 milioni di euro per l’anno 2009.”.
Le presenti linee guida, previste dal comma 412, mirano a:
rendere chiari gli obiettivi dell’intervento, distinguendo tra
obiettivi specifici, definiti in via quantitativa e obiettivi
strumentali o tendenziali;
fornire indicazioni operative sui due strumenti previsti dalla
legge per il conseguimento dei predetti obiettivi (ovvero i
regolamenti di riorganizzazione, con relativi allegati, e i piani di
riallocazione);
effettuare una ricognizione degli strumenti di verifica e
monitoraggio;
definire un quadro delle scadenze temporali e delle misure
correlate alla mancata attuazione delle disposizioni;
identificare l’ambito di applicazione dell’operazione.
I – Obiettivi.
Appare opportuno distinguere tra obiettivi che la legge quantifica
in modo espresso, il cui raggiungimento e’ quindi un fine necessario
della riorganizzazione, e obiettivi altrettanto necessari, ma non
quantificati, che costituiscono principi e criteri cui ispirare la
riorganizzazione.
1. Obiettivi specifici, definiti in via quantitativa.
a) il risparmio di spesa definito dal comma 416;
b) la riduzione degli uffici dirigenziali di cui al comma 404,
lettera a);
c) la riallocazione del personale con funzioni di supporto, in
modo tale che lo stesso non ecceda il 15 per cento delle risorse
umane complessivamente utilizzate da ogni amministrazione (comma 404,
lettera f)).
a) risparmio di spesa (comma 416).
Le somme indicate (non inferiori a 7 milioni di euro per l’anno
2007, 14 milioni di euro per l’anno 2008 e 20 milioni di euro per
l’anno 2009) comprendono, complessivamente, sia quelle derivanti
“dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 404 a 415” sia
quelle derivanti dall’attuazione dei commi “da 425 a 429”, e non sono
specificate le modalita’ di imputazione a ciascuna amministrazione.
Ciascun Ministero dovra’ pertanto conseguire, rispetto al risparmio
di spesa complessivamente stabilito dal comma 416, una riduzione, in
misura proporzionale, delle previsioni iniziali di spesa concernenti
il funzionamento e l’assetto organizzativo e non anche le politiche
di pertinenza.
b) riduzione degli uffici dirigenziali (comma 404, lettera a)).
La riduzione e’ stabilita in misura non inferiore al 10 per cento
degli uffici di livello dirigenziale generale e al 5 per cento di
quelli di livello dirigenziale non generale, in relazione a quelli
precedentemente definiti dai rispettivi atti organizzativi.
Nel caso il risultato comportasse frazioni decimali, il numero di
uffici dirigenziali da ridurre va computato in difetto o in eccesso a
seconda che la predetta frazione decimale da arrotondare sia piu’
vicina all’unita’ superiore o inferiore (ad esempio: per 12 uffici
dirigenziali generali ne va soppresso uno; per 19 uffici ne vanno
soppressi due; per 28 uffici di seconda fascia ne va soppresso uno,
per 31 uffici ne vanno soppressi due). Saranno valutati, comunque,
dagli organi preposti alla verifica ed al controllo sull’attuazione
della disposizione in esame, eventuali casi limite di arrotondamento
di frazioni decimali che dovessero compromettere la gestione delle
strutture ministeriali.
Nel rispetto di tale obbligo e tenendo conto delle cessazioni
stimate, va comunque garantito che, nel quinquennio 2007-2011, il 10
per cento dei nuovi dirigenti sia assunto ai sensi dell’art. 28,
commi 2, 3 e 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
Considerato che la riduzione delle strutture dirigenziali, generali
e non, comportera’ necessariamente una rivisitazione del numero degli
incarichi attribuiti, si dovra’ tenere conto della necessita’ di
rispettare le garanzie contrattuali dei dirigenti. Si rammenta, ai
fini della programmazione degli incarichi dirigenziali, quanto
disposto dall’art. 1, commi 10-bis e 10-ter del decreto-legge n. 181
del 2006, come convertito dalla legge n. 233 del 2006. Esso consente
il mantenimento della scadenza prevista per i contratti dirigenziali
gia’ in essere, anche in deroga ai contingenti di cui ai commi 5-bis
e 6 dell’art. 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e consente
alle amministrazioni, nei limiti della deroga citata, di conferire,
relativamente ai predetti contratti in corso che abbiano termine
entro il 30 giugno 2007, nuovi incarichi dirigenziali di durata non
superiore al 30 giugno 2008. Le amministrazioni cedenti rendono
temporaneamente indisponibili un numero di incarichi corrispondente a
quelli mantenuti in fase di trasferimento, fino alla scadenza dei
relativi termini.
c) riallocazione del personale con funzioni di supporto (comma 404,
lettera f)).
La legge ricomprende tra tali funzioni quelle di “gestione delle
risorse umane, sistemi informativi, servizi manutentivi e logistici,
affari generali, provveditorati e contabilita”.
Tenendo conto della differente accezione delle “funzioni di
supporto” nelle singole amministrazioni, si allega un quadro
sinottico (allegato 1) delle linee di attivita’ utilizzate dalle
amministrazioni dello Stato per l’invio dei dati al Ministero
dell’economia e delle finanze per la relazione allegata al conto
annuale riferibili alla nozione di “supporto”. L’Unita’ per la
riorganizzazione vigilera’ sull’uniforme applicazione della norma.
L’intervento di razionalizzazione degli uffici di supporto dovra’
essere modulato in concreto, avendo cura di non incidere sul livello
qualitativo dei servizi resi nei confronti delle altre strutture e
tenendo conto, in ogni caso, dello specifico fabbisogno di queste
ultime.
Peraltro, appare opportuno sottolineare che la riduzione del
personale addetto ai sistemi informativi deve leggersi in coerenza
con la finalita’ di modulare diversamente l’utilizzo di risorse umane
impiegate in funzioni di supporto. Conseguentemente, in linea con le
politiche finora perseguite dal legislatore nessuna riduzione sara’
operata sulle strutture che svolgono direttamente, tramite procedure
informatizzate, compiti operativi per l’espletamento delle funzioni
istituzionali dell’amministrazione.
Per personale utilizzato in funzioni di supporto si intende quello
a tempo indeterminato, anche in posizione di comando. Non si fa
riferimento, invece, a personale a tempo determinato o utilizzato a
collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) oppure
attraverso agenzie di somministrazione.
2. Obiettivi generali, non definiti in via quantitativa.
La legge finanziaria individua, al comma 404, alle
lettere b), c), d), e), g), ulteriori e importanti obiettivi di
razionalizzazione, non quantificati dalla legge ma vincolanti come
criteri direttivi della riorganizzazione. Il loro perseguimento
potra’ inoltre concorrere, in diversa misura, alla realizzazione
degli obiettivi quantificati di cui al punto precedente.
a) gestione unitaria del personale e dei servizi comuni anche
mediante strumenti di innovazione amministrativa e tecnologica (comma
404, lettera b)).
Le amministrazioni che, in attuazione della legge n. 59 del 1997,
hanno provveduto a ridurre ed a snellire le proprie strutture di back
office, adotteranno gli ulteriori interventi riorganizzativi previsti
dalla legge finanziaria 2007, mantenendo appositi nuclei
organizzativi di supporto, oltre a quelli previsti a livello di
organizzazione generale, solo in ragione della complessita’ e della
eterogeneita’ oggettiva delle funzioni istituzionali, anche ai fini
del necessario raccordo con la propria rete periferica, ove
esistente, tenendo conto della diffusione sul territorio della
medesima e della rilevanza strategica dei compiti assegnati agli
uffici periferici.
b) rideterminazione delle strutture periferiche (comma 404,
lettera c)).
Per quanto concerne lo svolgimento delle funzioni sul territorio,
la previsione individua due modelli alternativi per il riassetto,
finalizzati alla riduzione delle strutture, ovvero:
la costituzione di uffici regionali, ove possibile;
la riorganizzazione presso le prefetture-uffici territoriali del
Governo, ove risulti sostenibile e maggiormente funzionale sulla base
dei principi di efficienza ed economicita’, attraverso la
realizzazione dell’esercizio unitario delle funzioni logistiche e
strumentali, l’istituzione dei servizi comuni e l’utilizzazione in
via prioritaria dei beni immobili di proprieta’ pubblica.
Ferma restando la generale direttiva della necessita’ di
interconnessione dei sistemi informativi delle amministrazioni
statali presenti sul territorio, la scelta tra le due prospettate
soluzioni deve avvenire, per ciascun Ministero, avendo come dato di
partenza la garanzia della qualita’ dei servizi assicurati
all’utenza, individuando le specifiche esigenze di prossimita’ e
deconcentramento nella prestazione dei servizi stessi (densita’
demografica, conformazione geografica del territorio, con particolare
riferimento alla distanza tra le sedi interessate dalla
riorganizzazione, ai relativi tempi di percorrenza, in relazione alla
efficienza e alla frequenza dei mezzi di collegamento). Devono al
contempo essere analizzate le opportunita’ di razionalizzazione e
integrazione delle attivita’ di autoamministrazione, aspetto che va
considerato avendo riguardo alla possibile riduzione del numero degli
uffici addetti ad attivita’ strumentali. A tal fine vanno individuate
le opzioni che consentano la piu’ proficua interazione tra le singole
amministrazioni, nella prospettiva dell’istituzione di servizi comuni
e/o di centri interservizi. La scala su cui operare il riassetto deve
poi essere coerente con la prospettiva della progressiva attuazione
del trasferimento di funzioni statali verso Regioni ed enti locali
(art. 118 Cost.) e con la necessita’ di riaggregazione delle residue
funzioni mantenute in capo allo Stato sul territorio, secondo
modalita’ che consentano di sviluppare le possibilita’ di
interfacciare l’attivita’ delle diverse componenti del sistema
amministrativo operanti in ambito locale, rafforzando le capacita’ di
raccordo con le autonomie territoriali in attuazione del principio di
leale collaborazione.
c) riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di
controllo (comma 404, lettera d)).
La riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di
controllo dovra’ essere realizzata eliminando duplicazioni di
funzioni e aumentando la funzionalita’ di tali strutture in coerenza
con i piani ed i programmi di attivita’ delle singole
amministrazioni.
d) riduzione degli organismi di analisi, consulenza e studio di
elevata specializzazione (comma 404, lettera e).
In attuazione di quanto disposto dall’art. 29 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, come convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.
248, si e’ realizzato un processo di riordino e soppressione di
commissioni ed organismi vari, tuttavia ulteriori soppressioni
potranno rivelarsi utili al fine del raggiungimento di una maggiore
efficienza e del previsto risparmio di spesa.
e) ristrutturazione, da parte del Ministero degli affari esteri,
della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura (comma
404, lettera g)).
E’ previsto l’avvio di un processo di ristrutturazione della rete
diplomatica, consolare e degli istituti di cultura diplomatica, anche
con riguardo all’unificazione dei servizi contabili della rete
diplomatica con sede nella medesima citta’ estera.
3. Gli obiettivi generali di maggiore efficienza, efficacia,
flessibilita’ ed economicita’ dell’azione amministrativa e
l’applicazione dei principi di riforma della pubblica
amministrazione.
Non si puo’ non considerare il complesso processo di
riorganizzazione in corso come un’occasione importante per
accrescere, anche al di la’ degli specifici obiettivi indicati,
l’efficienza delle amministrazioni mediante l’adozione di misure
improntate ai criteri di funzionalita’, flessibilita’ e collegamento
dell’attivita’ degli uffici in attuazione dei principi di cui
all’art. 1, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
nel quadro di un corretto sistema di relazioni sindacali.
Occorre, inoltre, tener conto di quanto disposto dall’art. 2, comma
1 del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, anche con
riferimento ai criteri ivi indicati, nonche’ dall’art. 6 del medesimo
decreto, ai sensi del quale l’organizzazione e la disciplina degli
uffici, nonche’ la consistenza e la variazione delle dotazioni
organiche sono determinate in funzione delle finalita’ statuite
all’art. 1 del decreto citato, previa verifica degli effettivi
fabbisogni e che, le dotazioni organiche gia’ approvate possono
essere variate in coerenza con la programmazione triennale del
fabbisogno di personale di cui all’art. 39 della legge 27 dicembre
1997, n. 449.
Nella definizione degli interventi di riorganizzazione previsti
dalla legge finanziaria 2007, occorrera’ operare in raccordo con le
previsioni contenute nell’art. 1 del decreto-legge 10 maggio 2006, n.
181, convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, garantendo,
altresi’, la contestuale attuazione del comma 23 del medesimo art. 1
del predetto decreto.
Nell’ambito del processo di riordino, l’effettivo fabbisogno andra’
individuato in relazione al contesto attuale delle competenze
istituzionali dei Ministeri derivanti dai trasferimenti di funzioni
alle regioni ed agli enti locali, in attuazione della legge n. 59 del
1997 e della riforma del titolo V della Costituzione nonche’ dai
processi di riordino e di esternalizzazione che hanno investito la
pubblica amministrazione. Occorrera’ anche tener conto del memorandum
firmato dal Governo con le parti sociali il 18 gennaio 2007.
Sempre ai fini di una maggiore efficienza e razionalizzazione della
spesa, i regolamenti di riorganizzazione potranno tenere in
considerazione specifici criteri dettati dall’art. 20 della legge
15 marzo 1997, n. 59, purche’ riconducibili all’ambito degli
interventi di delegificazione autorizzati dalla legge finanziaria o
qualora si intervenga su disposizioni di natura regolamentare.
In particolare, potranno essere presi in considerazione alcuni
criteri del citato art. 20, quali:
a) l’accorpamento delle funzioni per settori omogenei, la
soppressione degli organi che risultino superflui, la costituzione di
centri interservizi dove ricollocare il personale degli organi
soppressi e raggruppare le competenze diverse ma confluenti in
un’unica procedura (comma 4, lettera a));
b) l’ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e
della comunicazione (comma 4, lettera f));
c) l’avvalimento di uffici e strutture tecniche e amministrative
pubbliche da parte di altre pubbliche amministrazioni, sulla base di
accordi conclusi ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e successive modificazioni (comma 4, lettera f-quinquies));
d) il trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti di
funzioni anche decisionali, che non richiedano, in ragione della loro
specificita’, l’esercizio in forma collegiale, nonche’ la
sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi (comma
8, lettera a)).
II – Regolamenti di riorganizzazione.
1. Gli schemi di regolamento.
I regolamenti da adottarsi ai sensi del comma 404 individuano le
previste riduzioni degli uffici dirigenziali, generali e non
generali, e possono rinviare, per la sola definizione dei compiti
degli uffici dirigenziali non generali, fermo restando l’indicazione
del loro numero massimo, a successivi decreti ministeriali non
regolamentari, ai sensi dell’art. 4, comma 4, del decreto legislativo
n. 300 del 1999, da adottarsi tempestivamente e, comunque, entro due
mesi dall’entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione, per
assicurare il rispetto di quanto disposto dal comma 405, che prevede
che la completa attuazione dei processi di riorganizzazione avvenga
entro diciotto mesi dalla emanazione dei regolamenti.
La riduzione del personale in forza agli uffici di supporto dovra’
essere evidenziata in un’apposita tabella, contenuta nella relazione
tecnica e nel piano operativo di cui alle lettere a) e b) del
comma 407, recante l’illustrazione, in maniera analitica, dei nuovi
contingenti di personale adibiti a tali funzioni, per ogni singola
struttura che assolve a tali compiti.
Con l’operazione di razionalizzazione ed ottimizzazione delle spese
e dei costi dei Ministeri ed in coerenza con la conseguente
riorganizzazione, in diminuzione, delle strutture ministeriali, va
effettuata una rideterminazione delle dotazioni organiche degli
stessi, che ridisegni i fabbisogni di personale coerentemente con il
riordino attuato con i nuovi schemi regolamentari.
In sostanza, la riorganizzazione delle strutture ministeriali, che
terra’ conto, altresi’, dei piani di riallocazione del personale
adibito ad attivita’ di supporto, ai sensi del comma 408, dovra’
risultare anche dalle necessarie variazioni apportate alla dotazione
organica, che sara’ pertanto adeguata al nuovo assetto organizzativo
ed al conseguente fabbisogno di personale, come indicato al comma 1,
dell’art. 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001.
I Ministeri, quindi, devono rideterminare le proprie dotazioni
organiche del personale appartenente alle qualifiche dirigenziali,
alle aree funzionali, alle posizioni economiche ed ai profili
professionali. Conseguentemente, le Amministrazioni adegueranno,
altresi’, le proprie programmazioni triennali dei fabbisogni di
personale.
Al riguardo, si rammenta che la disciplina delle dotazioni
organiche delle pubbliche amministrazioni, prevista dall’art. 6 del
decreto legislativo n. 165 del 2001, deve rappresentare per
l’amministrazione non un mero atto formale ma un atto di
programmazione e pianificazione che concorre alla definizione di un
sistema complessivamente efficace ed efficiente di gestione delle
risorse. In altri termini, la rideterminazione della dotazione
organica deve, quindi, derivare dall’analisi dei compiti
istituzionali e tener conto delle fondamentali competenze e funzioni
che individuano le missioni dell’amministrazione.
Le amministrazioni, in attuazione di quanto disposto dal comma 406,
dovranno procedere, nell’ambito dei regolamenti di organizzazione ad
una puntuale ricognizione delle disposizioni normative abrogate in
quanto incompatibili con la nuova disciplina introdotta.
Sui provvedimenti attuativi del processo di riorganizzazione
dovranno essere sentite le organizzazioni sindacali rappresentative,
ai sensi di quanto disposto dal comma 579.
Si rileva, inoltre, la necessita’ che per le amministrazioni
articolate in piu’ dipartimenti sia predisposto un unico
provvedimento, anche se le relative funzioni siano attualmente
disciplinate con distinti regolamenti.
2. Gli allegati agli schemi di regolamento.
Le riduzioni di spesa conseguenti agli specifici interventi
predisposti nonche’ gli obiettivi di risparmio e le azioni previsti
in attuazione dei commi da 404 a 416, e da 425 a 429, dovranno
risultare dalla relazione tecnica e da un piano operativo asseverati
dagli Uffici centrali di bilancio, entrambi da predisporre a corredo
dello schema di regolamento, a cura delle amministrazioni
interessate.
In particolare:
a) la “relazione tecnica” (comma 407, lettera a)), dovra’
specificare analiticamente, per ciascuna delle misure indicate dalla
lettera a) alla lettera g) del citato comma 404, nonche’ per ogni
intervento previsto nei commi da 425 a 429, l’ammontare della
riduzione di spesa derivante per il 2007, il 2008 e per gli anni
successivi dall’attuazione della misura, con riferimento al livello
di spesa sostenuta a legislazione vigente per l’aggregato di
riferimento.
Inoltre, considerata l’ampiezza e la complessita’ del processo di
riorganizzazione, sara’ necessario che la relazione tecnica si
concluda con un prospetto riassuntivo contenente:
la sintesi quantitativa dei risparmi di spesa per ciascuno dei
suddetti interventi indicata distintamente per gli anni 2007, 2008 e
per ciascuno degli anni successivi, a partire dai corrispondenti
livelli di spesa sostenuti a legislazione vigente;
l’indicazione della relativa voce di spesa a regime risultante
dall’applicazione delle misure medesime.
In particolare, allo scopo di pervenire alla corretta
quantificazione dei risparmi di cui alla lettera a) del comma 404, le
amministrazioni interessate prenderanno in considerazione, quale base
di applicazione delle percentuali di riduzione, i posti di funzione
dirigenziale di livello generale e non generale, previsti nell’ambito
dell’assetto organizzativo vigente. A tal fine, la determinazione
della riduzione della spesa relativa al posto di funzione interessato
dalla misura dovra’ avvenire considerando tutte le voci del
trattamento economico, fondamentale ed accessorio, cui vanno aggiunti
gli oneri riflessi a carico dello Stato e, qualora si intervenga su
posti di struttura, si dovra’ tenere conto anche dei risparmi
relativi alle spese di funzionamento.
b) Il “piano operativo” (comma 407, lettera b)), da predisporre a
corredo dello schema di regolamento, dovra’ indicare analiticamente
gli obiettivi da raggiungere, funzionali alla realizzazione del
processo di riorganizzazione; tali obiettivi dovranno riguardare sia
il profilo finanziario sia i cambiamenti organizzativi.
Nell’ambito del piano operativo andranno definite anche le azioni
da porre in essere, con l’indicazione dei relativi tempi e termini di
attuazione.
In ogni caso si rammenta che il mancato raggiungimento degli
obiettivi previsti dal piano operativo asseverato, rileva ai fini
della corresponsione ai dirigenti della retribuzione di risultato e
della responsabilita’ dirigenziale, come previsto dal comma 414. Cio’
non solo rispetto agli obiettivi previsti dalle direttive generali,
ma anche rispetto alle valutazioni delle competenze organizzative.
Inoltre, le proposte di dotazioni organiche allegate agli schemi di
regolamento predisposti dai Ministeri, devono essere accompagnate da
specifiche relazioni tecniche attestanti l’effettivo fabbisogno di
risorse umane necessario all’assolvimento dei compiti istituzionali
dei Ministeri stessi. Al riguardo, si rimanda alla circolare del
Dipartimento della funzione pubblica di cui alla nota n. 2125-15
dell’11 aprile 2003 (www.funzionepubblica.gov.it/docs pdf/ART
34.pdf), alla circolare del Dipartimento della funzione pubblica e
del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato n. 177-15
dell’11 aprile 2005 (www.funzionepubblica.it/attivita’
prodotti/servizi circolari direttive.htm), nonche’ alla circolare n.
1 del 4 marzo 2004 del Dipartimento della funzione pubblica,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 2004, n. 93.
III – Piani di riallocazione.
Il comma 408, prevede che, in coerenza con la rideterminazione
delle strutture di supporto di cui al comma 404, lettera f) si
provveda anche contestualmente alla predisposizione dei relativi
regolamenti, alla definizione di piani di riallocazione del personale
in servizio, ferme restando le specifiche modalita’ procedurali. I
piani saranno predisposti in conformita’ all’allegato modello
(allegato 2), sempre con riferimento alle attivita’ indicate nel
quadro sinottico di cui all’allegato 1. Ai fini della valutazione dei
predetti piani costituiranno punto di riferimento, con gli opportuni
aggiornamenti ed adattamenti, le informazioni inviate al Ministero
dell’economia e delle finanze nell’ambito della rilevazione
“relazione allegata al conto annuale”.
Per l’attivazione dei predetti piani le amministrazioni dovranno
preventivamente consultare le organizzazioni sindacali.
Fino a quando non siano attivati, i piani, le amministrazioni non
potranno procedere a nuove assunzioni, anche a tempo determinato.
La riallocazione del personale potra’ essere realizzata attraverso
meccanismi di mobilita’ interna e, ove necessario, ricorrendo alla
mobilita’ esterna nell’ambito delle procedure esistenti e
ricorrendone i presupposti.
Al fine di assicurare l’attuazione delle disposizioni di cui ai
commi 404, lettera f) e 408, la legge finanziaria ha altresi’
previsto, al comma 413, che nell’ambito delle direttive generali
annuali dei Ministri per l’attivita’ amministrativa e la gestione,
siano inseriti specifici piani e progetti relativi ai processi di
riorganizzazione e di riallocazione del personale addetto alle
predette funzioni di supporto.
La riallocazione del personale di cui al comma 408 (che si applica
a tutte le amministrazioni statali e non solo ai Ministeri, nonche’
alle Forze armate, ai Corpi di Polizia e al Corpo nazionale dei
Vigili del Fuoco), in esito alla quale non oltre il 15 per cento del
personale in servizio sara’ utilizzato nelle relative funzioni di
supporto, sara’ perseguita dalle amministrazioni statali diverse dai
Ministeri con gli strumenti previsti dai rispettivi ordinamenti. Per
i Ministeri, la variazione dovra’ essere analitica per ogni struttura
e dovra’ tener conto del piano di riallocazione del personale.
Il Ministero dell’interno, nell’attuazione di quanto disposto
dall’ultimo periodo del comma 408 in relazione ai Corpi di polizia,
terra’ conto di quanto previsto nei commi da 430 a 434 e di quanto
gia’ realizzato per la piena funzionalita’ dell’amministrazione della
pubblica sicurezza.
IV – Monitoraggio e verifiche.
Nell’ambito del sistema di riorganizzazione delineato, la legge
finanziaria 2007 prevede un articolato sistema di monitoraggio e
verifiche.
a) monitoraggio generale: e’ svolto dall’Unita’ per la
riorganizzazione”, che opera come centro di monitoraggio per la
verifica dell’attuazione della riorganizzazione, che si avvarra’
delle strutture gia’ esistenti presso le amministrazioni che la
compongono, individuate dall’unita’ medesima (comma 415);
b) verifiche semestrali: ai sensi del comma 409, i Ministri
dell’economia e delle finanze e per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione, dovranno effettuare verifiche semestrali
sullo stato di attuazione della riorganizzazione, che dovra’
realizzarsi, ai sensi del comma 405, entro 18 mesi dall’emanazione
dei regolamenti. Le verifiche saranno effettuate anche sulla base del
monitoraggio realizzato dall’Unita’ per la riorganizzazione. I
predetti Ministri trasmetteranno una relazione alle Camere sull’esito
delle verifiche;
c) monitoraggio a regime sull’osservanza delle disposizioni di cui
ai commi 404 – 416, effettuato semestralmente dai competenti organi
di controllo delle amministrazioni (comma 411).
Al fine di consentire le verifiche di cui ai commi 415 e 409, le
amministrazioni interessate sono tenute a trasmettere al Ministero
dell’economia e delle finanze, al Ministero dell’interno, alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica e all’Unita’ per la riorganizzazione un’apposita relazione
sugli adempimenti posti in essere.
V – Scadenze temporali e conseguenze del loro mancato rispetto.
1. Scadenze temporali.
La legge finanziaria indica una sequenza di termini per
l’attuazione dell’organico processo di riorganizzazione delineato, i
quali appaiono finalizzati ad assicurare che il risparmio di spesa si
realizzi secondo la cadenza temporale definita dal comma 416.
Con i previsti regolamenti si dovra’ comunque pervenire alla
completa attuazione dei processi di riorganizzazione entro 18 mesi
dalla data della loro emanazione (comma 405).
2. Conseguenze del loro mancato rispetto.
Il comma 410 prevede il divieto per le amministrazioni che non
abbiano provveduto nei termini previsti dalla legge alla
predisposizione degli schemi di regolamento, di procedere ad
assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di
contratto, per gli anni 2007-2008.
Al riguardo, si ritiene che il divieto operi fino alla
presentazione degli schemi. Tuttavia, occorre rilevare che ai sensi
del comma 408, le amministrazioni non potranno procedere a nuove
assunzioni nelle more di approvazione dei piani di riallocazione;
successivamente, le assunzioni dovranno comunque essere compatibili
con gli schemi di regolamento di riorganizzazione e con i piani di
riallocazione. Naturalmente, non si potra’ prescindere dai contenuti
del regolamento quali risultanti all’atto della sua emanazione.
VI – Ambito di applicazione.
Appare utile illustrare l’ambito di applicazione delle disposizioni
oggetto delle presenti linee guida.
a) Il processo di revisione degli assetti organizzativi da
realizzarsi con i regolamenti di cui al comma 404 si applica ai
Ministeri;
b) il comma 408 e, per connessione, anche il comma 404, lettera f),
si applicano, come si evince dalla stessa lettura del comma 408 e
come gia’ precedentemente evidenziato, a tutte le amministrazioni
statali, nonche’ alle Forze armate, ai Corpi di Polizia e al Corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco, che dovranno comunque assicurare la
riduzione delle risorse umane impiegate in funzioni di supporto nella
misura indicata al comma 404 lettera f), e predisporre i previsti
piani riallocativi;
c) i commi 427 e 428 prevedono il riordino dell’articolazione
periferica del Ministero dell’economia e delle finanze e la
ridefinizione delle competenze e delle strutture dei Dipartimenti
centrali del medesimo Ministero, da attuarsi secondo le modalita’, i
tempi ed i criteri di cui ai commi da 404 a 416.
Si ritiene infine che gli uffici di’ diretta collaborazione essendo
destinatari di altre disposizioni legislative e regolamentari, data
la particolare e specifica attinenza della funzione all’indirizzo
politico-amministrativo e al raccordo tra politica e amministrazione,
non siano interessati da tali processi. Ai fini dell’attuazione della
disposizione cui alla lettera a) del comma 404, sono esclusivamente
computati i posti di livello dirigenziale individuati nella dotazione
organica della dirigenza come posti di funzione.
Enti pubblici non economici e agenzie.
I commi da 440 a 442 dell’articolo unico prevedono che il personale
utilizzato dagli enti pubblici non economici e dalle agenzie per lo
svolgimento delle funzioni di supporto non puo’ eccedere il 15 per
cento delle risorse umane complessivamente utilizzate dalle stesse
amministrazioni. Tale obiettivo dovra’ essere conseguito tramite
processi di riorganizzazione che riducano l’utilizzo di tale
personale fino al raggiungimento del limite fissato. Il processo di
riorganizzazione, ai sensi del comma 443, dovra’ essere portato a
compimento entro il termine massimo di un anno dalla data di entrata
in vigore della legge finanziaria.
Sono escluse le agenzie fiscali e l’Agenzia nazionale per la
sicurezza del volo.
Le disposizioni recate dai commi da 440 a 445, dell’articolo unico
della legge n. 296 del 2006, non si applicano agli enti appartenenti
al comparto ricerca, i quali sono destinatari di specifiche
disposizioni di risparmio (commi 638 e 639) e di misure di attenzione
in materia di assunzioni.
Si segnala la necessita’ che gli enti di piccole dimensioni, nei
quali gia’ il personale addetto alle funzioni di supporto non supera
i limiti imposti dal comma 440, certifichino l’utilizzo delle risorse
nelle diverse strutture nelle quali si articolano agli organi di
controllo, alle amministrazioni vigilanti, al Dipartimento della
funzione pubblica ed al Ministero dell’economia e delle finanze.
Negli atti di riorganizzazione e di riallocazione delle risorse
dovra’ risultare la riduzione operata contestualmente sulle dotazioni
organiche.
I provvedimenti in questione debbono essere trasmessi alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica ed al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato.
Gli enti e le agenzie, nell’attuazione del processo di
riorganizzazione, faranno riferimento alle rispettive amministrazioni
vigilanti, le quali, peraltro, dovranno acquisire, unitamente alla
Corte dei conti, le risultanze del monitoraggio della
riorganizzazione operato dai competenti organi di controllo e
proporre il commissario straordinario in caso di mancata adozione dei
provvedimenti di’ cui al comma 441.
Le linee guida contenute nel presente documento possono essere un
utile riferimento per tali enti e per le amministrazioni vigilanti.
Roma, 13 aprile 2007
Il Presidente: Prodi
Registrato alla Corte dei conti il 14 giugno 2007
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 7, foglio n. 347

—-> Vedere Allegati da pag. 12 a pag. 15 della G.U. in formato
zip/pdf

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 13 Aprile 2007

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