DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 luglio 2012 | Geometra.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 luglio 2012

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 luglio 2012 - Individuazione delle funzioni dell'Autorita' per l'energia elettrica - ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi - idrici, ai sensi dell'articolo 21, comma 19 del decreto-legge del 6 - dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 - dicembre 2011, n. 214.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 luglio 2012
Individuazione delle funzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica
ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi
idrici, ai sensi dell’articolo 21, comma 19 del decreto-legge del 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214. (12A10321)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 23
ottobre 2000 n. 60, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria
in materia di acque;
Visto il decreto legislativo del 3 aprile 2006 n. 152 («Norme in
materia ambientale») che recepisce la citata direttiva 2000/60/CE, e
in particolare la Parte III;
Vista la legge 14 novembre 1995 n. 481, istitutiva delle Autorita’
di regolazione dei servizi di pubblica utilita’, ed in particolare il
suo art. 2;
Vista la legge 26 marzo 2010 n. 42, di conversione del
decreto-legge n. 2 del 2010, che ha introdotto il comma 186-bis
all’art. 2 della legge 23 dicembre 2009 n. 191, il quale ha disposto
la soppressione delle Autorita’ di ambito territoriale ottimale ed ha
disposto che le regioni attribuiscano con legge le funzioni gia’
esercitate dalle autorita’, nel rispetto dei principi di
sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza;
Vista la legge del 12 luglio 2011 n. 106, di conversione del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, che ha istituito l’Agenzia
nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua ed in
particolare l’art. 10, comma 15 che ha assegnato all’Agenzia
nazionale per la regolazione e vigilanza in materia di acqua le
competenze gia’ attribuite dall’art. 161 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 alla Commissione nazionale per la vigilanza sulle
risorse idriche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 116 del 18
luglio 2011;
Visto l’art. 21, comma 20, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201 convertito con legge 22 dicembre 2011, n. 214, che ha soppresso
la Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche;
Visto l’art. 21, comma 19 del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n.
201 convertito con legge del 22 dicembre 2011 n. 214, che, con
riguardo all’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in
materia di acqua, ha previsto il subentro dell’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas nelle funzioni di regolazione e di
controllo dei servizi idrici, stabilendo che siano esercitate con i
medesimi poteri attribuiti all’Autorita’ stessa dalla legge 14
novembre 1995, n. 481;
Visto l’art. 21, comma 19 del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n.
201 convertito con legge del 22 dicembre 2011 n. 214, che ha previsto
che le funzioni da trasferire siano individuate mediante un decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottare entro 90 giorni
dall’entrata in vigore del citato decreto-legge 6 dicembre 2011 n.
201, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare;
Considerata la Comunicazione interpretativa della Commissione
Europea COM (2000) 477 (Politica di tariffazione per una gestione
piu’ sostenibile delle Risorse Idriche) del 26 luglio 2000, che, in
linea con le recenti iniziative volte ad attribuire maggior peso a
strumenti di natura economica nell’ambito delle politiche ambientali,
promuove la tariffazione dei servizi idrici quale mezzo per garantire
un uso piu’ sostenibile delle risorse idriche ed il recupero dei
costi dei servizi idrici nell’ambito di ogni specifico settore
economico. Cio’ anche al fine di contribuire a fare in modo che gli
obiettivi ambientali stabiliti dalla direttiva possano essere
raggiunti in maniera efficace dal punto di vista dei costi.
Considerato che la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 23 ottobre 2000 (direttiva quadro in materia di
acque), recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che
traccia i principi in tema di gestione della risorsa idrica, ha tra i
suoi principali obiettivi la prevenzione e riduzione
dell’inquinamento, la promozione di un utilizzo sostenibile della
risorsa, la protezione dell’ambiente, nonche’ la mitigazione degli
effetti delle inondazioni e della siccita’; per il conseguimento di
tali obiettivi, la direttiva impone un approccio integrato al governo
della risorsa, che superi la storica tripartizione della «difesa
dalle acque/difesa del suolo”, “tutela delle acque e obiettivi di
qualita’», «gestione del servizio idrico integrato»;
Considerato che anche la direttiva 2007/60/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007 (cd direttiva
«alluvioni»), recepita con il decreto legislativo 23 febbraio 2010 n.
49 istituisce un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi
di alluvioni volto a ridurre le conseguenze negative per la salute
umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attivita’ economiche
connesse con le alluvioni all’interno della Comunita’, in coerenza e
coordinamento con gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE;
Considerato che la comunicazione in materia di carenza idrica e
siccita’ (COM 2007/414) e il Libro bianco sull’adattamento ai
cambiamenti climatici (COM 2009/147) richiedono che si proceda entro
il corrente anno alla definizione del Piano nazionale di adattamento
al fine, tra l’altro, di diminuire la vulnerabilita’ e aumentare la
resilienza delle risorse idriche per prevenire le conseguenze
negative e i danni derivanti dai cambiamenti climatici;
Considerato che spetta al Ministro dell’ambiente, ai sensi del
comma 6 della legge 8 luglio 1986 n. 349, adottare le iniziative
necessarie per assicurare il coordinamento, ad ogni livello di
pianificazione, delle funzioni di tutela dell’ambiente con gli
interventi per la difesa del suolo e per la tutela e utilizzazione
delle acque;
Considerato altresi’ che:
le attivita’ preliminari alla definizione dei costi per i vari
settori d’impiego dell’acqua attengono alla funzione d’indirizzo e
coordinamento tipica dell’autorita’ di governo della risorsa;
per la gestione sostenibile delle risorse idriche, la direttiva
stabilisce che il sistema di gestione unica ed integrata delle acque
deve essere basato sulle unita’ geografiche ed idrologiche naturali,
i bacini idrografici, e che la gestione degli stessi, soprattutto se
di ridotte dimensioni (oppure se le acque sotterranee localizzate in
un bacino confluiscono di fatto nel bacino idrografico adiacente),
debbano avere un unico coordinamento a livello di distretto
idrografico;
le misure individuate nella pianificazione di bacino ai fini del
raggiungimento degli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE debbono
essere il risultato di un’analisi in termini di sostenibilita’
ambientale, sociale ed economico-finanziaria, in coerenza con
l’analisi economica di cui all’art. 9 della Direttiva 2000/60/CE e
all’art. 119 del decreto legislativo n. 152/06, e che debbono
garantire il recupero integrale del costo dei servizi idrici, ovvero
la quantificazione dei costi finanziari, ambientali e della risorsa
tenendo conto del principio «chi inquina paga»;
la gestione integrata della risorsa, come prevista dalla
direttiva 2000/60/CE e dalle direttive ad essa strettamente connesse
2006/118/CE e 2007/60/CE, deve tenere conto dei differenti usi della
stessa, della sua tutela quantitativa e qualitativa, delle
ripercussioni che i cambiamenti climatici comportano sul governo
integrato della risorsa stessa, richiedendo pertanto a tal fine il
completamento del riassetto della governance e una ottimale
definizione di ruoli e competenze tra livelli distrettuali e
regionali;
il servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi
pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi
civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue, sebbene
rappresenti una parte minoritaria rispetto agli altri usi della
risorsa, e’ considerato prioritario e deve essere opportunamente
garantito e tutelato anche attraverso una gestione secondo principi
di efficienza, efficacia ed economicita’;
la legge del 22 dicembre 2011, n. 214 affronta alcuni aspetti
attinenti alla materia del servizio idrico integrato, attribuendo
all’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas le funzioni di
regolazione, con particolare riferimento alla determinazione della
tariffa e al controllo del servizio idrico integrato, prevedendo che
esse siano esercitate con i poteri attribuiti all’Autorita’ stessa
dalla legge 14 novembre 1995, n. 481;
Ritenuto necessario:
assicurare al piu’ presto una governance complessiva e unitaria
per la risorsa idrica, avviando al contempo l’istituzione delle
Autorita’ di distretto e dando attuazione alla parte III del decreto
legislativo 3 aprile 2006 n. 152 adottando i necessari atti
amministrativi, pervenendo definitivamente ad un assetto
istituzionale nazionale coerente con i principi della direttiva
2000/60/CE;
adottare un quadro normativo improntato ad una logica unitaria
della difesa idrogeologica, della gestione integrata dell’acqua e del
governo delle risorse idriche; rendere operative le autorita’ di
bacino distrettuali; portare a definitiva e rapida approvazione i
piani di gestione dei distretti idrografici e i relativi programmi di
azione;
che ai fini dell’esercizio delle proprie funzioni l’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas tenga conto dei principi comunitari con
particolare riferimento a quelli inerenti le politiche di
tariffazione, quali il principio del «chi inquina paga» e il
principio della copertura integrale del costo del servizio
finanziario, ambientale e della risorsa ( principio del full cost
recovery);
Visto il parere espresso dalla Conferenza unificata del 10 maggio
2012;
Su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare;

Decreta:

Art. 1

Funzioni del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare

1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare continua ad esercitare le funzioni in materia di servizi idrici
non trasferite all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas ai
sensi dell’art. 3, ed in particolare:
a) adotta gli indirizzi per assicurare il coordinamento ad ogni
livello di pianificazione delle funzioni inerenti gli usi delle
risorse idriche, individuando obiettivi generali e priorita’ di
intervento;
b) adotta gli indirizzi e fissa gli standard di qualita’ della
risorsa ai sensi della Parte III del d.lgs. n. 152/06 e delle
Direttive comunitarie di settore;
c) definisce criteri e indirizzi per favorire il risparmio
idrico, l’efficienza nell’uso della risorsa idrica e per il
riutilizzo delle acque reflue;
d) definisce i criteri per la definizione del costo ambientale e
del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua,
anche in proporzione al grado di inquinamento ambientale derivante
dai diversi tipi e settori d’impiego e ai costi conseguenti a carico
della collettivita’ in attuazione del principio del recupero
integrale del costo del servizio e del principio «chi inquina paga»;
e) definisce i criteri per la determinazione della copertura dei
costi relativi ai servizi idrici, diversi dal servizio idrico
integrato e da ciascuno dei singoli servizi che lo compongono nonche’
dai servizi di captazione e adduzione a usi multipli e dai servizi di
depurazione ad usi misti civili e industriali, per i vari settori
d’impiego dell’acqua, anche in proporzione al grado di inquinamento
ambientale derivante dai diversi tipi e settori d’impiego e ai costi
conseguenti a carico della collettivita’;
f) definisce gli obiettivi generali di qualita’ del servizio
idrico integrato sul territorio nazionale, sentite le regioni, i
gestori e le associazioni dei consumatori;
g) puo’ definire indirizzi per realizzare, attraverso una
modulazione differenziata della tariffa, una perequazione
solidaristica tra ambiti diversamente forniti di risorse idriche.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 luglio 2012

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