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Decreto interministeriale 7 dicembre 1989

Decreto interministeriale 7 dicembre 1989 - Istituzione della riserva naturale marina 'Isole Ciclopi' (G.U. della Repubblica Italiana n. 86 del 12 aprile 1990)

Decreto interministeriale 7 dicembre 1989
Istituzione della riserva
naturale marina “Isole Ciclopi”

(G.U. della Repubblica Italiana n.
86 del 12 aprile 1990)

Il Ministro dell’Ambiente
di concerto con
il
Ministro della Marina Mercantile

Visti gli articoli 26, 27, 28, 30,
31, 32 della legge 31 dicembre 1982, n.979, recante disposizioni per
la difesa del mare, come modificata ed integrata dalla legge 8 luglio
1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell’ambiente;
Vista la
proposta della consulta per la difesa del mare degli inquinamenti
formulata nella seduta del 1 giugno 1988;
Visto il parere della
regione siciliana;
Visto il parere dell’Istituto centrale per la
ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca
marittima;
Ravvisata l’opportunità di provvedere alla istituzione
della riserva naturale marina “Isole Ciclopi”;
Decreta:

Art. 1.
E’
istituita ai sensi della legge 31 dicembre 1982, n. 979, come
modificata ed integrata dalla legge 8 lugIio 1986, n. 349, la riserva
naturale marina denominata “Isole Ciclopi”.

Art. 2.
La riserva
naturale marina di cui al precedente art. 1 interessa l’area marina
costiera antistante il territorio del comune di Aci Castello, nella
zona da Capo Molini sino alla Punta Aguzza, per tutto il tratto di
mare ricompreso in via di massima fino all’isobata dei 100 metri e
secondo quanto puntualmente indicato nella cartografia allegata al
presente decreto con il n. 1.

Art. 3.
Nell’ambito delle finalità
di cui all’art. 27, terzo comma, lettere b) e c), della legge 31
dicembre 1982, n. 979, la riserva naturale marina “Isole Ciclopi “, in
particolare, persegue:
a. il risanamento e la protezione ambientale
dell’area marina interessata;
b. la tutela e la valorizzazione delle
risorse biologiche e il ripopolamento ittico della zona;
c. la
diffusione della conoscenza della ecologia e della biologia degli
ambienti marini e delle peculiari caratteristiche geologiche e
geomorfologiche della zona;
d. l’effettuazione di programmai di
carattere divulgativo-educativo per il miglioramento della cultura
generale nel campo della biologia e della ecologia
marina;
e. l’effettuazione di programmi di ricerca scientifica nei
settori della biologia marina, della tutela e del risanamento
ambientale, tramite anche il monitoraggio delle condizioni ambientali
della zona;
f. la promozione di uno sviluppo socio-economico
compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica delI’area,
anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti.
Nell’ambito dell’azione di promozione di sviluppo compatibile con le
predette finalità, per le attività relative alla canalizzazione dei
flussi turistici e di visite guidate, la determinazione della
disciplina relativa dovrà prevedere specifiche facilitazioni per i
mezzi di trasporto collettivo gestiti direttamente da cittadini
residenti nel comune di Aci Castello.

Art. 4.
Con riferimento alla
cartografia allegata al presente decreto sotto il n.1 l’area della
riserva marina “Isole Ciclopi” è delimitata, nel tratto di mare
antistante il territorio del comune di Aci Castello, dalla
congiungente i seguenti punti:
A) Latitudine 37°34’22”
Nord; longitudine 015°10’34” Est.
B) Latitudine 37°33’57”
Nord; longitudine 015°11’06” Est.
C) Latitudine 37°32’45”
Nord; longitudine 015°10’17” Est.
D) Latitudine 37°32’16”
Nord; longitudine 015°09’03” Est.
E) Latitudine 37°32’32”
Nord; longitudine 015°08’41” Est.
All’interno di detta area sono
individuate le zone appresso elencate con i relativi regimi di
tutela:
Zona A di riserva integrale:
comprende il tratto di mare
circostante le Isole Ciclopi e delimitato dalla congiungente i punti
appresso elencati ed indicati nella cartografia allegata sotto il n. 1
al presente decreto:
F) Latitudine 37°33’42” Nord; longitudine
015°10’03” Est.
G) Latitudine 37°33’42” Nord; longitudine 015°10’28”
Est.
H) Latitudine 37°33’14” Nord; longitudine 015°10’06”
Est.
I) Latitudine 37°33’21” Nord; longitudine 015°09’56” Est.
In
tale zona sono vietati:
a. l’asportazione anche parziale e il
danneggiamento delle formazioni geologiche e minerali nonché della
flora subaerea costiera;
b. la balneazione, nonché la navigazione,
l’accesso e la sosta, con navi e natanti di qualsiasi genere e tipo ad
eccezione di quelli autorizzati dall’ente gestore per finalità
scientifiche e di visita guidata regolamentata;
c. la pesca, sia
professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata;
d. la
caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento ed in genere
qualunque attività che possa costituire pericolo e turbamento delle
specie animali o vegetali, ivi compresa l’immissione di specie
estranee;
e. l’alterazione, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta,
dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e biologiche
delle acque, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi e in
genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche
transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente
marino;
f. l’introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo
distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o
inquinanti;
g. le attività che possano comunque arrecare danno,
intralcio o turbativa ai programmi di studio e di ricerca scientifica
da attuarsi nell’area;
h. l’immersione con o senza apparecchio di
respirazione, ad eccezione di quelle autorizzate dall’Ente gestore per
le finalità di cui alla precedente lettera b).
Tutta la zona A e
delimitata da apposite boe a mare.
Zona B di riserva
generale:
comprende l’area di mare circostante la zona A di riserva
integrale descritta al precedente comma, e delimitata dalla
congiungente i punti appresso elencati ed indicati nella cartografia
allegata sotto il n. 1 al presente decreto:
L) Latitudine 37°33’56”
Nord; longitudine 015°09’59” Est;
M) Latitudine 37°33’56”
Nord; longitudine 015°11’00” Est;
N) Latitudine 37°32’48”
Nord; longitudine 015°10’12” Est;
O) Latitudine 37°33’12”
Nord; longitudine 015°09’34” Est;
P) Latitudine 37°33’31”
Nord; longitudine 015°09’42″Est;

In tale zona sono
vietate:
a. qualsiasi tipo di pesca professionale che non sia stata
previamente autorizzata dall’ente gestore;
b. la pesca subacquea.
Sono
consentite la balneazione, la navigazione, la pesca sportiva solo con
lenza a mano, l’immersione subacquea.
Zona C di riserva
parziale.
omprendente il residuo tratto di mare all’interno del
perimetro della riserva, cosi come delimitato al primo comma del
presente articolo.
In tale zona e’ vietata qualsiasi forma di pesca
professionale che non sia stata previamente autorizzata dall’ente
gestore della riserva.
E’ ammessa qualsiasi forma di pesca sportiva,
nei limiti consentiti dalla vigente legislazione, salvo la facoltà
delI’ente di gestione della riserva di provvedere, in luoghi e per
periodi determinati, limiti più restrittivi volti alla conservazione
dell’ambiente naturale marino, nonché alla tutela ed all’incremento
delle risorse biologiche.
Il regolamento di cui al successivo art. 8
prevederà le condizioni di limiti di eventuali deroghe ai divieti di
cui aI presente articolo, strettamente compatibili con il
perseguimento delle finalità di cui al precedente art. 3.
Sono fatti
salvi gli eventuali ulteriori vincoli risultanti dal piano generale di
cui all’ art. 1 della legge n. 979 del 1982.

Art. 5.
La gestione
della riserva marina “Isole Ciclopi” è affidata in via provvisoria
alla capitaneria di porto di Catania in attesa che sia delegata con
apposita convenzione da stipularsi ai sensi dell’art. 28 della legge
31 dicembre 1982, n. 979, come modificata dalla legge 8 luglio 1986,
n. 349.

Art. 6.
All’onere finanziario derivante dalla gestione della
riserva marina “Isole Ciclopi” si provvede mediante:
il contributo
ordinario dello Stato da disporsi con decreto del Ministro della
marina mercantile a carico del cap. 2556 dello stato di previsione
della spesa del Ministero della marina mercantile;

gli eventuali
contributi di enti o di privati;

i proventi derivanti della gestione
dei servizi concessi alla fruizione della riserva stessa.
Nella prima
applicazione del presente decreto è disposta l’erogazione di un
contributo straordinario di centocinquanta milioni di lire per le
spese di primo avviamento e di vigilanza nonché per l’installazione
delle boe che delimitano i confini della zona A della riserva.
La
relativa spesa graverà a carico del cap. 2556 dello stato di
previsione della spesa del Ministero della marina mercantile per
l’esercizio 1989.

Art. 7.
La vigilanza sulla riserva, il
perseguimento delle eventuali violazioni alle norme del presente
decreto, nonché l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 30 della
legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono affidati alla capitaneria di
porto di Catania.

Art. 8.
Il regolamento di esecuzione del presente
decreto e di organizzazione della riserva sarà approvato ai sensi
dell’art. 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, come modificata
dalla legge 8 luglio 1986, n. 349, entro sessanta giorni
dall’affidamento della riserva dall’ente delegato e, comunque non
oltre centottanta giorni dall’affidamento della gestione provvisoria
alla capitaneria di porto di Catania.

Nel regolamento di
organizzazione, qualunque sia la forma di gestione prescelta, dovrà
essere prevista l’istituzione di:

un comitato tecnico-scientifico con
compiti di ausilio all’ente gestore e alla commissione di riserva;

un
collegio dei revisori, con funzioni di vigilanza contabile ed
amministrativa.

In entrambi i succitati organismi dovrà essere
assicurata adeguata rappresentanza ai Ministeri dell’ambiente e della
marina mercantile e alla regione siciliana.
Il regolamento di
gestione della riserva dovrà inoltre prevedere la promozione di
approfondimenti, studi e ricerche specifiche al fine di realizzare un
coordinamento con quanto previsto dalle leggi n. 98 del 6 maggio 1981
e n. 14 del 9 agosto 1988 della re…

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