Decreto Legislativo 19/12/1991 | Geometra.info

Decreto Legislativo 19/12/1991

Decreto Legislativo 19/12/1991 n. 406 - Attuazione della direttiva 88/440/CEE in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti di LL.PP. (G.U. 27-12-1991, n.302, supplemento)

Decreto Legislativo 19/12/1991 n. 406

Attuazione della direttiva
88/440/CEE in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti di
LL.PP.

(G.U. 27-12-1991, n.302, supplemento)

DEFINIZIONE DI
ALCUNE SPECIFICHE TECNICHE
Ai fini del presente decreto si intende
per:
1) “specifiche tecniche”, l’insieme delle prescrizioni tecniche
menzionate in particolare nei capitolati d’oneri, che definiscono le
caratteristiche richieste di un’opera, un materiale, un prodotto o una
fornitura e che permettono di caratterizzare oggettivamente un’opera,
un materiale, un prodotto o una fornitura in modo che essi rispondano
all’uso a cui sono destinati dall’amministrazione aggiudicatrice. Tali
caratteristiche comprendono i livelli di qualità o di proprietà d’uso,
la sicurezza, le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili al
materiale, al prodotto o alla fornitura per quanto riguarda il sistema
di garanzia della qualità, la terminologia, i simboli, le prove e
metodi di prova, l’imballaggio, la marchiatura e l’etichettatura. Esse
comprendono anche le istruzioni relative alla progettazione e al
calcolo delle opere, le condizioni di carattere tecnico che l’autorità
aggiudicatrice può prescrivere, mediante regolamentazione generale o
particolare, per quanto riguarda le opere terminate e relativamente ai
materiali o elementi costituenti tali opere;
2) “norma”, la specifica
tecnica approvata da un organismo riconosciuto avente funzioni
normative per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non
é, in linea di principio, obbligatoria;
3) “norma europea”, le norme
approvate dal comitato europeo di normalizzazione (CEN) o dal comitato
europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) in quanto “norme
europee” (EN) o “documenti di armonizzazione” (HD), conformemente alle
regole comuni di tali organismi;
4) “benestare tecnico europeo”, la
valutazione tecnica favorevole alla idoneità all’impiego di un
prodotto, fondata sulla corrispondenza ai requisiti essenziali per la
costruzione, per quanto concerne le caratteristiche intrinseche del
prodotto e le condizioni fissate per la sua messa in opera e la sua
utilizzazione. Il benestare tecnico europeo è rilasciato
dall’organismo riconosciuto a tale scopo dallo Stato membro;
5)
“specifica tecnica comune”, la specifica tecnica elaborata secondo una
procedura riconosciuta dagli Stati membri per assicurare
l’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee;
6) “requisiti essenziali”,
requisiti relativi alla sicurezza, la salute e alcuni altri aspetti
d’interesse collettivo, che le opere in questione possono soddisfare.

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ELENCO
DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI
Corrispondenti alla nomenclatura
generale delle attività economiche nella Comunità europea
EDILIZIA E
GENIO CIVILE (CLASSE-50 )
GRUPPO-502: – Genio civile: costruzione di
strade, ponti, ferrovie, ecc.
Sottovoci e
Voci———–DENOMINAZIONE
-502.1——————–Imprese
generali di genio civile
-502.2——————–Lavori di sterro e
miglioramento del terreno
-502.3——————–Costruzione di
opere d’arte in superficie e nel sotto suolo (ponti, gallerie e
pozzi)
-502.4——————–Costruzione di opere d’arte fluviali
e marittime (canali, ponti, chiuse, argini,
ecc.)
-502.5——————–Costruzione di strade (compresa la
costruzione specializzata di
aeroporti)
-502.6——————–Imprese specializzate in opere di
idraulica (irrigazione, drenaggio, erogazione, evacuazione delle acque
usate, depurazione)
-502.7——————–Imprese specializzate in
altre attività di genio
civile
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Titolo
I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art.1. AMBITO DI APPLICAZIONE
1. Il presente
decreto disciplina l’affidamento, sotto qualsiasi forma, di lavori
pubblici per importo pari o superiore a 5 milioni di E.C.U., IVA
esclusa, da parte di una amministrazione aggiudicatrice.
2. Ai fini
del presente decreto sono amministrazioni aggiudicatrici lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, le province, i
comuni, gli altri enti locali, gli enti pubblici e le associazioni fra
i soggetti anzidetti.
3. Il controvalore in moneta nazionale
dell’unità di conto europea da assumere a base per la determinazione
dell’importo indicato al primo comma ha effetto per due anni a
decorrere dal primo gennaio successivo alla data della sua
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee; il
controvalore é, ugualmente, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica a cura del Ministero del Tesoro.
4. Le leggi emanate dalle
regioni a statuto ordinario nelle materie di propria competenza devono
rispettare le disposizioni contenute nel presente decreto in materia
di pubblicità degli appalti e delle concessioni e di contenuto del
bando, di requisiti per concorrere, di divieto di prescrizioni
tecniche di effetto discriminatorio, di ammissibilità di offerte da
parte di associazioni temporanee di imprese e consorzi anche in forma
di società, nonché di criteri di aggiudicazione degli appalti e delle
concessioni e di comunicazione degli atti agli organi della Comunità
economica europea, ai candidati ed agli offerenti.
Art.2. ENTI
PUBBLICI
1. Ai fini del presente decreto si considera ente pubblico
qualsiasi organismo, dotato di personalità giuridica, istituito per
soddisfare specificamente bisogni di interesse generale non aventi
carattere industriale o commerciale e la cui attività è finanziata in
misura maggioritaria dallo Stato, dalle regioni, e dalle province
autonome di Trento e Bolzano, dalle province, dagli enti locali o da
altri enti pubblici ovvero la cui gestione è sottoposta al controllo
dei sopracitati soggetti, oppure i cui organi di amministrazione,
vigilanza o direzione sono costituiti per più della metà da componenti
designati dai soggetti anzidetti.
2. I Ministri titolari della
vigilanza sugli enti di cui al primo comma, comunicano al Ministro dei
lavori pubblici e al Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, gli elementi per l’accertamento della sussistenza dei
requisiti di cui al medesimo primo comma ai fini della notifica alla
Commissione delle comunità europee.
Art.3. AFFIDAMENTI DI LAVORI AD
ENTI SOVVENZIONATI
1. Le disposizioni del presente decreto si
applicano altresì agli enti e soggetti, diversi dalle amministrazioni
aggiudicatrici, per gli affidamenti dei lavori di cui al secondo
comma, qualora tali lavori abbiano ricevuto una sovvenzione, specifica
e diretta, o un contributo, in misura superiore al cinquanta per cento
del relativo importo da parte delle stesse amministrazioni
aggiudicatrici.
2. Le disposizioni del primo comma si applicano
solamente per i lavori di genio civile indicati nell’allegato A,
nonché per i lavori edili relativi ad ospedali, impianti sportivi,
ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici e universitari,
edifici destinati a scopi amministrativi, sempreché l’importo non sia
inferiore a quello indicato nell’art.1.
3. La violazione chiara e
manifesta, da parte degli enti di cui al primo comma, delle
disposizioni del presente decreto, determina la revoca della
sovvenzione o del contributo a loro favore.
Art.4. APPALTI E
CONCESSIONI
1. Ai fini del presente decreto si considerano appalti di
lavori pubblici i contratti a titolo oneroso, conclusi in forma
scritta tra una amministrazione aggiudicatrice ed un’impresa fornita
dei requisiti prescritti dal Titolo IV del presente decreto, aventi
per oggetto l’esecuzione di lavori pubblici oppure, congiuntamente,
l’esecuzione e la progettazione di lavori pubblici oppure
l’esecuzione, con qualsiasi mezzo, di un’opera pubblica che sia dotata
di autonomia funzionale propria e che risponda ad esigenze stabilite
specificamente dall’amministrazione aggiudicatrice.
2. Ai fini del
presente decreto si considerano concessioni di lavori pubblici i
contratti aventi gli oggetti di cui al primo comma caratterizzati dal
fatto che la controprestazione a favore dell’impresa o dell’ente
concessionario consiste unicamente nel diritto di gestire l’opera
oppure in questo diritto accompagnato da un prezzo.
3. Quando il
concessionario è esso stesso una delle amministrazioni aggiudicatrici
di cui all’art.1, è tenuto, per i lavori da far eseguire a terzi, a
rispettare le disposizioni del presente decreto.
4. L’amministrazione
aggiudicatrice prevede nel bando di gara di cui all’art.12, comma 3,
l’obbligo del concessionario, diverso dall’amministrazione
aggiudicatrice, di affidare a terzi appalti corrispondenti a una
percentuale minima del trenta per cento del valore globale dei lavori
oggetto della concessione, salva la facoltà del candidato di aumentare
la percentuale stabilita dall’amministrazione aggiudicatrice, con
conseguente indicazione nel contratto di concessione dei lavori.
Sempreché detti lavori da appaltare a terzi siano di valore pari o
superiore a 5 milioni di ECU, ovvero non soddisfino alle condizioni di
applicazione dei casi elencati all’art.9, comma 2, il concessionario è
tenuto a pubblicare il bando di gara ai sensi dell’art.12, comma 4, ed
a rispettare le disposizioni di cui all’art.14, comma 7.
5. Ai fini di
cui al quarto comma, non si considerano terze le imprese riunite in
raggruppamento temporaneo o in consorzio per ottenere la concessione,
né le imprese ad esse collegate. Si intende per impresa collegata
qualsiasi impresa su cui il concessionario può esercitare direttamente
o indirettamente influenza dominante o qualsiasi impresa che può
esercitare influenza dominante sul concessionario o che, come il
concessionario, è soggetta all’influenza dominante di un’altra impresa
per via della proprietà, della partecipazione finanziaria o delle
norme che la disciplinano. Si presu…

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