DECRETO LEGISLATIVO n. 319 DEL 2/04/1994 | Geometra.info

DECRETO LEGISLATIVO n. 319 DEL 2/04/1994

DECRETO LEGISLATIVO n. 319 DEL 2/04/1994 - ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 92/51/CEE RELATIVA AD UN SECONDO SISTEMA GENERALE DI RICONOSCIMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CHE INTEGRA LA DIRETTIVA 89/48/CEE'

DECRETO LEGISLATIVO n. 319 DEL 2/04/1994

ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA
92/51/CEE RELATIVA AD UN SECONDO SISTEMA GENERALE DI RICONOSCIMENTO
DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CHE INTEGRA LA DIRETTIVA
89/48/CEE”

GAZZETTA UFFICIALE N. 123 SUPPLEMENTO ORDINARIO del
28/05/1994

ART. 1.

RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE ACQUISITI NELLA COMUNITA’ EUROPEA

1. Alle condizioni
stabilite dalle disposizioni del presente decreto, sono riconosciuti
in Italia i titoli rilasciati da un Paese membro della Comunita’
europea attestanti una formazione professionale al cui possesso la
legislazione del medesimo Stato subordina l’esercizio di una
professione.

2. Il riconoscimento e’ concesso a favore del cittadino
comunitario ai fini dell’esercizio in Italia, come lavoratore autonomo
o dipendente, della professione corrispondente a quella cui e’
abilitato nel Paese che ha rilasciato i titoli di cui al presente
articolo.

3. I titoli sono ammessi al riconoscimento se includono
l’attestazione che il richiedente ha seguito con successo:

a) un
ciclo di studi postsecondari diverso da quello previsto all’art. 1
comma 3, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, della durata
di almeno un anno, oppure di durata equivalente a tempo parziale, per
il quale una delle condizioni di accesso e’, di norma, quella di aver
portato a termine il ciclo di studi secondari richiesto per accedere
all’insegnamento universitario, oppure uno dei cicli di formazione che
figurano all’allegato A al presente decreto. L’allegato e’ modificato
ed integrato con decreto del Ministero per il coordinamento delle
politiche comunitarie da adottarsi ai sensi dell’art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400, al fine di adeguarlo alle modificazioni
eventualmente apportate all’allegato C della direttiva 92/51/CEE del
18 giugno 1992;

b) successivamente al compimento di un ciclo di studi
secondari, un ciclo di studi o di formazione, diverso da quelli di cui
alla lettera a), impartito in un istituto di istruzione o in una
impresa, o, in alternativa, in un istituto di istruzione e in una
impresa;

c) un ciclo di studi secondari a carattere tecnico o
professionale.

4. Sono, altresi’, ammessi al riconoscimento i
titoli:

a) rilasciati in seguito ad una valutazione delle qualifiche
personali, delle attitudini o delle conoscenze del richiedente
ritenute essenziali per l’esercizio di una professione da un’autorita’
designata in conformita’ delle disposizioni legislative regolamentari
o amministrative di una Stato membro, senza che sia richiesta la prova
di una formazione preliminare;

b) che sanciscono una formazione che
non fa parte di un insieme costituente un titolo ai sensi dell’art. 1,
comma 3, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 115, o un titolo
ai sensi delle lettere a), b), e c) del comma precedente;

c) che
comprovano una formazione generale di livello di istruzione elementare
o secondaria.

5. Se la formazione e’ stata acquisita, per una durata
superiore ad un terzo, in un Paese non appartenente alla Comunita’
europea, il riconoscimento e’ ammissibile se il Paese membro che ha
riconosciuto i titoli acquisiti nel Paese terzo certifica che il
richiedente e’ in possesso, oltre che del titolo formale, di una
esperienza professionale di tre anni, nel caso di possesso di titolo
contemplato alla lettera a) del comma 3, e di due anni, nel caso di
possesso di titolo contemplato alle lettere b) e c) del comma
3.

ART. 2.

PROFESSIONI

1. Ai fini del presente decreto si
considerano professioni:

a) le attivita’ per il cui esercizio e’
richiesta in albi, registri ed elenchi, tenuti da amministrazioni o
enti pubblici, se la iscrizione e’ subordinata al possesso di una
formazione professionale rispondente ai requisiti di cui ai commi 3 e
4 dell’art. 1;

b) i rapporti di impiego pubblico o privato, se
l’accesso ai medesimi e’ subordinato, da disposizioni legislative o
regolamentari, al possesso di una formazione professionale rispondente
ai requisiti di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 1;

c) le attivita’
esercitate con l’impiego di un titolo professionale il cui uso e’
riservato a chi possiede una formazione professionale rispondente ai
requisiti di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 1;

d) le attivita’
attinenti al settore sanitario nei casi in cui il possesso di una
formazione professionale rispondente ai requisiti di cui ai commi 3 e
4 dell’art. 1 e’ condizione determinante ai fini della retribuzione
delle relative prestazioni o della ammissione al rimborso.

ART.
3.

FORMAZIONI PROFESSIONALI NON ABILITANTI NEL PAESE DI
PROVENIENZA

1. Il cittadino comunitario puo’ ottenere il
riconoscimento ai sensi dell’art. 1 anche nel caso in cui la
professione da esercitare in Italia corrisponde, nel Paese di
provenienza, ad una professione il cui esercizio non e’ subordinato al
possesso di titoli di formazione professionale. A tale fine e’
necessario che il richiedente, in via alternativa:

a) sia in possesso
di un titolo rispondente ai requisiti indicati all’art. 1, comma 3,
lettera a), che attesti la idoneita’ all’esercizio della professione e
abbia esercitato a tempo pieno la professione per la durata di due
anni negli ultimi dieci anni;

b) sia in possesso di un titolo
rispondente ai requisiti indicati all’art. 1, comma 3, lettera b),
lettera c), che attesti la idoneita’ all’esercizio della professione e
abbia esercitato a tempo pieno la professione per la durata di due
anni negli ultimi dieci anni;

c) sia in possesso di un titolo,
rispondente ai requisiti indicati all’art. 1, comma 3, la cui
struttura ed il cui livello siano disciplinati da disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative, o siano soggetti a
controllo o autorizzazione di una autorita’ a tale scopo designata,
che sia specificamente orientato all’esercizio di una professione.

d)
dimostri di essere in possesso di qualifiche, attitudini e conoscenze
di cui all’art. 1, comma 4, lettera a);

e) sia in possesso di una
formazione indicata nell’allegato B al presente decreto. Si applica,
per la modifica dell’allegato la disposizione di cui all’art. 1, comma
3, lettera a). Le formazioni elencate all’allegato B rispondono ai
requisiti di cui all’art. 1, comma 3, lettera a).

2. I requisiti di
cui alle lettere a) e b) del primo comma sono ugualmente soddisfatti
se il richiedente possiede titoli riconosciuti equivalenti dal Paese
di provenienza ed il riconoscimento e’ stato notificato alla
Commissione della Comunita’ europea e alla Repubblica italiana.

3. I
titoli ammessi ai sensi dei precedenti commi devono attestare una
formazione integralmente acquisita nella Comunita’ europea.

ART.
4.

TITOLI PROFESSIONALI ASSIMILATI

1. Sono ammessi al riconoscimento
i titoli che abilitano all’esercizio di una professione a parita’ di
codizioni con altri titoli rispondenti al requisito di cui all’art. 1,
comma 3, e che sono riconosciuti di livello equivalente ai titoli
predetti.

2. I titoli ammessi ai sensi del comma 1 devono attestare
una formazione integralmente acquisita nella Comunita’
europea.

ART. 5.

COMPOSIZIONE E DURATA DELLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE

1. La formazione professionale attestata dai titoli
oggetto di riconoscimento rispondenti ai requisiti indicati all’art.
1, commi 3 e 4, o all’art. 4, puo’ consistere:

a) nello svolgimento
con profitto di un ciclo di studi di cui all’art. 1, comma 3;

b) in
un tirocinio professionale effettuato sotto la guida di un istruttore
e sanzionato da un esame:

c) in un periodo di attivita’ professionale
pratica sotto la guida di un professionista qualificato.

ART.
6.

MISURE COMPENSATIVE

1. Qualora il richiedente sia in possesso di
un titolo di formazione dello stesso livello o di livello superiore a
quello prescritto per l’accesso o l’esercizio delle attivita’ di cui
al’art. 2, il riconoscimento e’ subordinato, a scelta del richiedente,
al compimento di un tirocinio di adattamento della durata massima di
tre anni oppure al superamento di una prova attitudinale:

a) se la
formazione professionale attestata dai titoli di cui all’art. 1 e
all’art. 3 verte su materie sostanzialmente diverse da quelle
contemplate nella formazione professionale prescritta dalla
legislazione vigente;

b) se la professione cui si riferisce il
riconoscimento dei titoli comprende attivita’ professionali che non
esistono nella professione corrispondente del Paese che ha rilasciato
i titoli o nella professione esercitata ai sensi dell’art. 3, comma
1.

2. Il riconoscimento e’, altresi’, subordinato, a scelta del
richiedente, al compimento di un tirocinio di adattamento della durata
massima di tre anni, oppure al superamento di una prova attitudinale,
se riguarda professioni per il cui accesso o esercizio e’ richiesto il
possesso di un titolo di formazione, rispondente ai requisiti
dell’art. 1, comma 3, lettera a), ed il richiedente possiede un titolo
di formazione rispondente a requisiti di cui all’art. 1, comma 3,
lettera b) o lettera c).

ART. 7.

ADEGUAMENTO DURATA FORMAZIONE
PROFESSIONALE

1. Quando la durata della formazione fatta valere dal
richiedente ai sensi dell’art.1, comma 3, lettera a), o dell’art. 3,
comma 1, lettera a), e’ inferiore di almeno un anno a quella
prescritta, ai fini del riconoscimento del titolo, dal medesimo art.
1, comma 3, lettera a), puo’ essere richiesta la prova del possesso di
una esperienza professionale di durata doppia del periodo di
formazione mancante nelle ipotesi di cui all’art. 5, comma 1, lettera
a) o lettera b), e di durata pari al periodo mancante nell’ipotesi di
cui all’art. 5, comma 1, lettera c).

2. Ai fini dell’applicazione
delle disposizioni di cui al comma procedente e’ computabile
l’esercizio professionale contemplato all’art. 3, comma 1, lettera
a).

ART. 8.

FATTISPECIE DI APPLICAZIONE DELLA PROVA
ATTITUDINALE

1. Il riconoscimento e’ subordinato al superamento
de…

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