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Decreto Ministeriale 06/07/1983

Decreto Ministeriale 06/07/1983 - Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere.

Decreto Ministeriale 06/07/1983

Norme sul comportamento al fuoco
delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di
teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in
genere.

Art. 1
CAMPI DI APPLICAZIONE
1. Le disposizioni di cui al
presente decreto riguardano le caratteristiche di comportamento al
fuoco delle strutture e dei materiali impiegati nei locali
classificati nell’art.17 della circolare del Ministero dell’interno n.
16 del 15-2-1951.
Art. 2
STRUTTURE E MATERIALI CONSENTITI
a)
Strutture.
1. I requisiti di “resistenza al fuoco” degli elementi
strutturali dei locali di cui all’art. 1 vanno valutati secondo le
prescrizioni e le modalità di prova stabilite nella circolare del
Ministero dell’interno n. 91 del 14-9-1961, prescindendo dal tipo di
materiale costituente l’elemento strutturale stesso (ad esempio
calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno massiccio, legno lamellare,
elementi compositi).
2. Il dimensionamento degli spessori e delle
protezioni da adottare per i vari tipi di materiali sopracennati,
nonché la classificazione dei locali stessi secondo il carico
d’incendio, vanno determinati con le tabelle e con le modalità
specificate nella circolare n. 91 sopracitata.
b) Materiali
3. Le
caratteristiche di “reazione al fuoco” dei materiali impiegati nei
locali di cui all’art. 1 devono essere le seguenti:
1) negli atrii,
nei corridoi di disimpegno, nelle scale, nelle rampe e nei passaggi in
genere, è consentito l’impiego di materiali di classe 1 in ragione del
50% massimo della loro superficie totale (pavimenti + pareti +
soffitti + proiezione orizzontale delle scale). Per la restante parte
deve essere impiegato materiale di classe 0 (non combustibile);
2) in
tutti gli altri ambienti è consentito che i materiali di rivestimento
dei pavimenti siano di classe 2 e che i materiali suscettibili di
prendere fuoco su entrambe le facce e gli altri materiali di
rivestimento siano di classe 1;
3) le poltrone e gli altri mobili
imbottiti, come definiti al punto 2.1 dell’allegato 5 al decreto del
Ministro dell’interno del 26-6-1984 pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 25 agosto 1984, debbono
essere di classe 1 IM” (1). 4. In attesa della definizione di una
metodologia di prova per i materiali di rivestimento esterno delle
poltrone, gli stessi vanno provati come materiali suscettibili di
prendere fuoco su entrambe le facce;
4) omissis – (2)
5. I materiali
di rivestimento, ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco come
sopra riportato e ad eccezione dei materiali di rivestimento non
combustibili, debbono essere messi in opera in aderenza agli elementi
costruttivi non combustibili escludendo spazi vuoti o intercapedini.
E’ consentita la realizzazione di intercapedini purché interamente
riempite di materiale non combustibile.
6. La classe di reazione al
fuoco deve essere certificata sulla base delle procedure e delle prove
di cui al decreto del Ministro dell’interno del 26-6-1984 pubblicato
nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 234 del
25-8-1984″ (3).
7. Qualora, sulla base dei criteri indicati all’art.
202 della circolare n. 16/1951, vengano previsti effettivi
accorgimenti migliorativi delle condizioni globali di sicurezza dei
locali rispetto a quanto previsto dalle norme di cui al presente
decreto e da quelle di cui alla citata circolare n. 16/1951, e
successive integrazioni e modificazioni – quali efficaci sistemi di
smaltimento dei fumi e/o impianti di spegnimento automatico e/o
impianti di segnalazione automatica d’incendio e/o sorveglianza
aziendale – potrà consentirsi l’impiego di materiali di classe di
reazione al fuoco 1, 2 e 3 in luogo delle classi 0, 1 e 2
precedentemente indicate, con esclusione dei tendaggi per i quali è
ammessa esclusivamente la classe 1.
8. I lucernari debbono avere
vetri retinati oppure essere costruiti in vetrocemento o con materiali
combustibili purché di classe 1 di reazione al fuoco.
9. Per il
palcoscenico è ammesso il pavimento in legno. Altrove potrà
eccezionalmente consentirsi tale tipo di pavimento, purché stabilmente
fissato a strutture non combustibili o rivestito con materiali di
classe 0 (non combustibili).
10. E’ consentito l’impiego del legno
per i serramenti esterni ed interni.

(1) Così modificato dal decreto
ministeriale 28-8-1984.
(2) Punto abrogato dall`art.1 del D.M.
15-11-1989.
(3) Così modificato dal decreto ministeriale 28-8-1984.

Art. 3
MATERIALE SCENICO
1. Per la realizzazione della scena è
ammesso l’impiego di materiali combustibili di classe di reazione al
fuoco non superiore a 2.
2. E’ consentito l’impiego di materiali
combustibili di classe anche superiore alla seconda condizione che,
sotto la personale responsabilità dell’esercente, siano previsti
effettivi accorgimenti migliorativi delle condizioni globali di
sicurezza della scena quali efficaci sistemi di smaltimento dei fumi
e/o impianti di spegnimento automatico e/o impianti di segnalazione
automatica d’incendio e/o sorveglianza aziendale.
3. A richiesta
dell’interessato la classe di reazione al fuoco potrà essere
attribuita senza l’esecuzione dei metodi di preparazione e
manutenzione di cui all’allegato 6 al decreto del Ministro
dell’interno del 26-6-1984 pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 234 del 25-8-1984. Di tale circostanza sarà
fatta menzione sul certificato di prova la cui validità sarà comunque
limitata a sei mesi con l’obbligo di non effettuare lavaggi o altre
operazioni di manutenzione che possano alterare le caratteristiche di
reazione al fuoco” (4).

(4) Comma aggiunto dall’art. 3 del decreto
ministeriale 28-8-1984.

Art. 4.
COPERTURA DEI LOCALI
1. Gli
elementi strutturali della copertura del locale debbono avere
requisiti di resistenza al fuoco, valutati in base alla classe
dell’edificio, secondo quanto indicato nell’art.2, lettera a).
2. I
materiali impiegati nella copertura del locale debbono avere
caratteristiche di reazione al fuoco secondo quanto indicato
nell’art.2, lettera b).
Art. 5.
AMBIENTI CONTENENTI LE SCENE
1. I
muri perimetrali e la copertura della scena debbono avere le
caratteristiche indicate nell’art.2.
Art. 6.
ADEGUAMENTO ALLE
PRESCRIZIONI
1. Il certificato di prevenzione incendi previsto dal
decreto ministeriale 16-2-1982 e l’autorizzazione per l’agibilità dei
locali destinati a pubblici spettacoli e trattenimenti non possono
essere rilasciati prima che sia stata verificata l’osservanza di tutte
le disposizioni di sicurezza da parte della commissione provinciale di
vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
2. L’adeguamento dei
locali attualmente esistenti alle disposizioni contenute nei
precedenti articoli dovrà avvenire nei termini e con le modalità
congruamente stabiliti caso per caso dalla commissione predetta, che
potrà consentire che nei locali considerati continuino a svolgersi le
normali attività a condizione che i relativi gestori si assumano per
iscritto l’impegno di attuare frattanto le seguenti indispensabili
misure a tutela della pubblica incolumità, sulla cui effettiva
osservanza dovrà costantemente invigilarsi da parte degli ufficiali ed
agenti di pubblica sicurezza:
a) Controllare la perfetta efficienza
delle uscite e delle vie di esodo prima e durante lo spettacolo.
b)
Assicurare un servizio di sorveglianza durante lo spettacolo con
personale idoneo ad espletare operazioni di primo intervento
d’emergenza o, in alternativa, installare impianti fissi automatici di
segnalazione e/o estinzione incendi.
c) Controllare i dispositivi di
sicurezza delle cabine di proiezione, gli impianti di illuminazione
d’emergenza, gli impianti di produzione di calore e di
condizionamento.
d) Mantenere in perfetta efficienza i sistemi, i
dispositivi e le attrezzature espressamente finalizzati alla sicurezza
contro gli incendi.
e) Ottemperare ad ogni altra prescrizione che la
commissione provinciale di vigilanza riterrà necessario impartire.
3.
La commissione provinciale di vigilanza formula, in caso di
inosservanza delle suddette temporanee misure di sicurezza, o di
mancato adeguamento alle prescrizioni contenute negli articoli
precedenti ed in ogni altra circostanza in cui ravvisi una situazione
di pericolo, proposte di sospensione dell’attività all’autorità
competente al rilascio delle licenze. Art. 7.
DISPOSIZIONI ABROGATE

1. Sono abrogate le disposizioni contenute negli artt. 25, 26, 27, 61
e 181 della circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15-2-1951
nonchè le modifiche apportate all’art. 25 suddetto con la circolare
del Ministero dell’interno del 27-8-1971 n.79

Decreto Ministeriale 06/07/1983

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