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Decreto Ministeriale 25/08/1989

Decreto Ministeriale 25/08/1989 - Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti sportivi. (Gazzetta ufficiale 04/09/1989 n. 206)

Decreto Ministeriale 25/08/1989

Norme di sicurezza per la costruzione
e l’esercizio di impianti sportivi.

(Gazzetta ufficiale 04/09/1989 n.
206)

Articolo unico
E’ approvato l’allegato testo contenente
.

Allegato

NORME DI SICUREZZA PER LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DI
IMPIANTI SPORTIVI

Art.1. CAMPO DI APPLICAZIONE
1. Gli impianti
soggetti alle presenti norme, nel seguito indicati “impianti” sono gli
impianti sportivi ove è prevista la presenza di spettatori,
praticanti, addetti, in numero complessivo superiore a 100; per gli
impianti ove è prevista la presenza non superiore a 100 persone
valgono norme specifiche di cui al successivo art.19.

Art.2.
DEFINIZIONI
1. Per impianto sportivo si intende lo spazio al chiuso o
all’aperto “impianto al chiuso o all’aperto” nel quale si praticano
discipline sportive, regolate da norme, approvate dalle Federazioni
sportive nazionali riconosciute dal CONI.
2. Viene considerato
impianto all’aperto anche l’impianto provvisto di copertura sulle
tribune purché completamente privo di chiusure verso le zone ove si
svolge l’attività sportiva.
3. Si fa riferimento ai termini e alle
definizioni generali di cui al decreto ministeriale
30-11-1983.

Art.3. UBICAZIONE
1. L’ubicazione dell’impianto deve
essere tale da consentire l’avvicinamento e la manovra dei mezzi di
soccorso e la possibilità di sfollamento verso aree adiacenti.
2. In
particolare, gli accessi e gli spazi riservati alle manovre dei mezzi
di soccorso devono avere i seguenti requisiti:
– altezza libera: non
inferiore a 4 m;
– larghezza: non inferiore a 3,50 m;
– pendenza: non
superiore a 10%;
– resistenza al carico: per automezzi di peso
complessivo non inferiore a 20 t.
3. Le strade per l’allontanamento
del pubblico devono avere una larghezza globale pari alla metà della
larghezza complessiva delle uscite dell’impianto se l’allontanamento è
possibile in due sensi, o pari alla larghezza complessiva delle
uscite, se l’allontanamento è possibile in un solo senso.
4. In caso
contrario, devono essere previsti spazi scoperti di superficie tale da
poter contenere il pubblico, entro un raggio di m.50 dalle uscite
dell’impianto, presupponendo una densità di affollamento di 1 p/mq.
5.
Gli impianti al chiuso possono essere ubicati nel volume di altri
edifici ove si svolgano attività soggette ai controlli antincendi di
cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 94 e 95 del
decreto ministeriale 16-2-1982 mentre non possono essere ubicati in
edifici ove si svolgono le attività di cui ai rimanenti punti del
decreto ministeriale citato.
6. La separazione con gli ambienti ove si
svolgono le attività di cui ai suddetti punti del decreto ministeriale
16-2-1982 deve essere realizzata con strutture REI 90; eventuali
comunicazioni sono ammesse tramite filtri a prova di fumo come
definiti dal decreto ministeriale 30-11-1983.
7. Resta valido quanto
previsto dalle norme vigenti per le specifiche attività di cui ai
citati punti del decreto ministeriale 16-2-1982.
8. Gli impianti al
chiuso non possono essere ubicati oltre il primo piano interrato e
comunque a quota non inferiore a m.7,50.

Art.4. AREA DELL’IMPIANTO
1.
L’area per la realizzazione di un impianto, oltre che corrispondere ai
requisiti di cui all’articolo precedente, deve essere scelta in modo
che la viabilità garantisca, ai fini della sicurezza, il rapido
sfollamento; in particolare l’area dovrà consentire la sistemazione in
prossimità o a confine dell’impianto, di uno o più parcheggi calcolati
in base ai regolamenti esistenti e alla capienza globale
dell’impianto.
2. L’area minima complessiva del parcheggio dovrà
essere conforme al regolamento edilizio vigente e comunque non
inferiore ad un mq per ogni spettatore.
3. Non vanno computati
nell’area di parcheggio gli automezzi di servizio muniti di apposita
autorizzazione.

Art.5. STRUTTURE E MATERIALI
1. Per quanto riguarda
le caratteristiche di comportamento al fuoco delle strutture, dei
materiali e degli arredi si rimanda alle specifiche norme del
Ministero dell’interno sui locali di pubblico spettacolo.
2. Non è
consentito l’uso di coperture pressostatiche salvo quanto previsto
all’art.19.
3. Per quanto concerne il dimensionamento delle strutture
si rimanda alle specifiche norme emanate dal Ministero dei
LL.PP.

Art.6. IMPIANTI ELETTRICI E TECNOLOGICI
1. Gli impianti
elettrici devono essere eseguiti secondo la legge 1-3-1968, n.186.
2.
Per gli impianti tecnologici (produzione e utilizzazione del calore,
condizionamento, ecc.) si rimanda alle specifiche norme del Ministero
dell’interno.

Art.7. CAPIENZA
A) Zona spettatori:
1. La capienza
(massimo affollamento ipotizzabile) della zona spettatori è ottenuta
dividendo lo sviluppo in metri lineari dei gradoni per 0,48.
2. Per
gli impianti all’aperto con capienza superiore a 10.000 spettatori, in
occasione di manifestazioni calcistiche, e per quelli al chiuso con
capienza superiore a 4.000 spettatori non sono consentiti posti in
piedi; i suddetti impianti devono avere solo posti a sedere numerati e
di larghezza non inferiore a 0,45 m.
3. La capienza, determinata
secondo quanto sopra indicato, è comprensiva di coloro che entrano
nell’impianto, in quanto vi abbiano diritto, per i quali devono essere
riservate apposite zone con posti a sedere.
B) Zona attività
sportive:
4. La capienza della zona delle attività sportive è in
funzione delle attività previste ed è costituita dal numero dei
praticanti e degli addetti.

Art.8. SETTORI
1. Gli impianti all’aperto
con un numero di spettatori superiore a 10.000 e quelli al chiuso con
un numero di spettatori superiore a 4.000 devono avere la zona
destinata agli spettatori suddivisa in settori.
2. La capienza di
ciascun settore non può essere superiore a 20.000 spettatori per
impianto all’aperto e a 4.000 per quelli al chiuso.
3. Per gli
impianti all’aperto deve essere previsto, in occasione di
manifestazioni calcistiche, almeno un settore opportunamente
dimensionato, destinato ai tifosi della squadra ospite.
4. Ogni
settore deve avere servizi e sistemi di vie di uscita indipendenti
chiaramente identificabili con segnaletica conforme al decreto del
Presidente della Repubblica 8-6-1982, n.524, e deve essere separato da
quello adiacente con setti di materiale non combustibile di altezza
non inferiore a 2,20 m. in grado di sopportare una spinta orizzontale
non inferiore a 80 kg/m applicata a 2,20 m; è consentita la
comunicazione tra i settori attraverso vani provvisti di porte
realizzate con materiali non combustibili.
5. Per i predetti impianti
all’aperto la zona spettatori deve essere separata dalla zona attività
sportive con fossato, di almeno m.2,50 di profondità e di larghezza,
ovvero con setti realizzati come previsto al comma precedente.
6. La
separazione suddetta deve avere almeno due varchi per ogni settore
muniti di serramenti che in caso di necessità possano essere aperti su
disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza verso la zona
attività sportive. Ogni varco deve avere larghezza minima di 2,40
m.
7. In presenza di fossati potranno essere previste soluzioni
tecniche che comportano l’impiego di meccanismi di semplice
funzionamento atti a consentire il superamento dei fossati stessi solo
in caso di necessità.

Art.9. SISTEMA DI VIE D’USCITA
1. Il sistema di
vie d’uscita per la zona destinata agli spettatori deve essere
indipendente da quello della destinata alle attività sportive. La
separazione deve essere realizzata in conformità a quanto previsto nel
precedente art.8. E’ consentita la comunicazione tra i suddetti
sistemi di vie di uscita attraverso porte metalliche.
2. La larghezza
complessiva delle uscite deve essere dimensionata per una capacità di
deflusso non superiore a 250 per gli impianti all’aperto ed a 50 per
gli impianti al chiuso indipendentemente dalle quote.
3. La larghezza
di ogni uscita deve essere non inferiore a 2 moduli.
4. Le scale e le
rampe per il deflusso degli spettatori dalle tribune devono avere la
stessa larghezza complessiva delle uscite.
5. Nella determinazione
della larghezza delle vie di uscita vanno computati i vani di ingresso
purché dotati di serramenti apribili anche verso l’esterno.
6. Per
quanto riguarda i serramenti consentiti si rimanda alle disposizioni
del Ministero dell’interno per i locali di pubblico spettacolo.
7. I
gradini devono essere a pianta rettangolare, devono avere una alzata e
pedata costanti e rispettivamente non superiori a 17 cm.(alzata) e non
inferiore a 30 cm.(pedata).
8. Le rampe delle scale debbono essere
rettilinee, avere non meno di 3 gradini e non più di 15.
9. I
pianerottoli devono avere la stessa larghezza delle scale senza
allargamenti o restringimenti.
10. Sono consigliabili nei pianerottoli
raccordi circolari che abbiano la larghezza radiale costante ed eguale
a quella della scala.
11. Nessuna sporgenza o rientranza deve esistere
nelle pareti delle scale per una altezza di m.2 dal piano di
calpestio.
12. Tutte le scale devono essere munite di corrimano
sporgenti non oltre le tolleranze ammesse.
13. Le estremità di tali
corrimano devono rientrare con raccordo nel muro stesso.
14. E’
ammessa la fusione di due rampe di scale in unica rampa, purché questa
abbia la larghezza uguale alla somma delle due.
15. Per scale di
larghezza superiore a m.3 la commissione provinciale di vigilanza può
prescrivere il corrimano centrale.
16. Per gli impianti al chiuso la
lunghezza massima del sistema di vie di uscita per la zona destinata
agli spettatori non può essere superiore a m.40 oppure m.50 se in
presenza di idonei impianti di smaltimento dei fumi asserviti a
impianti di rilevazione e segnalazione di incendio.
17. Il numero
delle uscite per gli spettatori non può in ogni caso essere inferiore
a due per ogni settore o per ogni impianto che non è suddiviso in
settori.

Art.10. DISTRIBUZIONE INTERNA
1. Le scale di smistament…

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