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Decreto Ministeriale 31/03/1984

Decreto Ministeriale 31/03/1984 - Norme di sicurezza per la progettazione, la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5 mc.

Decreto Ministeriale 31/03/1984

Norme di sicurezza per la
progettazione, la costruzione, l’installazione e l’esercizio dei
depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non
superiore a 5 mc.

G.U. 04.05.1984 N. 122 SUPPL.ORD.

[Testo
storico]

Preambolo

Il Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato:
Visto
l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della
legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto l’art. 2 della legge 18 luglio
1980, n. 406;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1955, n. 547;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Rilevata la necessità di emanare norme di
sicurezza antincendi per la progettazione, la costruzione,
l’installazione e l’esercizio dei depositi di g.p.l. con capacità
complessiva non superiore a 5 m3 destinati ad alimentare impianti
centralizzati di distribuzione per tutti gli usi; Viste le norme
elaborate dal Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione
incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Decreta:

Articolo 1

Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per la
progettazione, la costruzione, l’installazione e l’esercizio dei
depositi di g.p.l. con capacità complessiva non superiore a 5 m3
destinati ad alimentare impianti centralizzati di distribuzione per
tutti gli usi, allegate al presente decreto. Sono pertanto abrogate
tutte le norme attualmente in vigore per i depositi di g.p.l. di
capacità complessiva non superiore a 5 m3 destinati ad alimentare sia
gli impianti civili che gli impianti industriali, artigianali ed
agricoli.

Allegato 1

Allegato

NORME DI SICUREZZA PER LA
PROGETTAZIONE, LA COSTRUZIONE, L’INSTALLAZIONE E L’ESERCIZIO DEI
DEPOSITI DI G.P.L. CON CAPACITA’ COMPLESSIVA NON SUPERIORE A 5 m3
Titolo I Oggetto delle norme.
1.1 — Le presenti norme hanno lo scopo
di stabilire, ai fini della prevenzione incendi, i criteri di
sicurezza per la progettazione, la costruzione, l’installazione e
l’esercizio di depositi fissi di G.P.L. della capacità geometrica
complessiva non superiore a 5 m3, destinati ad alimentare impianti
centralizzati di distribuzione per tutti gli usi. I depositi devono
essere costituiti da serbatoi della capacità geometrica singola
compresa fra 150 e 5.000 litri. Le presenti norme non si applicano
agli impianti di distribuzione per autotrazione.
1.2 — Ai fini della
determinazione della capacità complessiva dei depositi di cui al
precedente punto 1.1, due o più serbatoi, al servizio della stessa
utenza, sono considerati depositi distinti quando si verificano le
seguenti condizioni:
a) la distanza tra il perimetro dei serbatoi più
vicini dei singoli depositi sia non inferiore a 15 m (vd. tav.
esplicativa 1);
b) ciascun deposito non abbia in comune con gli altri
depositi: il punto di travaso, eventuali vaporizzatori e riduttori di
pressione del primo stadio.
Titolo 2
Ubicazione.
2.1 — I serbatoi,
sia interrati che fuori terra, devono essere installati esclusivamente
in aree a cielo libero. é vietata l’installazione su terrazze e
comunque su aree sovrastanti luoghi chiusi e cortili chiusi.
2.2 —
L’installazione in cortili può essere ammessa a condizione che (vd.
tav. 2): a) i serbatoi siano del tipo interrato;
b) il cortile abbia
superficie non inferiore ai 1.000 m e almeno un quarto del perimetro
libero da costruzioni;
c) l’accesso sia a cielo libero con larghezza
non inferiore a 5 m;
d) il punto di riempimento sia ubicato
all’esterno del cortile in nicchia protetta e collegato al serbatoio
con tubazione fissa metallica interrata.
2.3 — L’installazione di
serbatoi su terreno in pendenza è ammessa. In tal caso le distanze di
sicurezza di cui a 4.3, 4.4 e 4.5 devono essere misurate in proiezione
orizzontale (vd. tav. 3, 4, 5 e 6). Quando la pendenza del terreno è
maggiore del 5%, non si applicano le riduzioni previste in 4.4.2. Le
piazzuole di posa dei serbatoi dovranno risultare in piano e di
superficie adeguata per consentire che il bordo esterno delle stesse
disti non meno di 1 m dal perimetro dei serbatoi.
2.4 —
L’installazione di serbatoi in rampe carrabili non è ammessa.
2.5 —
La posizione dell’area di sosta dell’autocisterna ed il percorso delle
tubazioni di collegamento ai serbatoi devono essere esattamente
indicati nel progetto e non devono costituire pericolo per il normale
transito delle persone e dei veicoli.
Titolo 3
Modalità di
installazione.
3.1 — Serbatoi fuori terra (vd. tav. 7 e 8).
3.1.1
— I serbatoi fuori terra devono essere collocati su selle o supporti,
solidamente ancorati al terreno, al fine di evitare spostamenti sia
durante le operazioni di rifornimento, sia durante l’esercizio.
3.1.2
— Gli accessori dei serbatoi devono essere direttamente accessibili
da parte dell’operatore.
3.1.3 — Quando i serbatoi sono installati
in adiacenza di aree transitabili da veicoli, deve essere realizzata
una idonea difesa fissa atta ad impedire urti accidentali contro i
serbatoi, posta a distanza dagli stessi non inferiore a 1 m. Nel caso
la difesa sia costituita semplicemente da un cordolo anche
discontinuo, questo deve avere altezza minima di 0,20 m. La distanza
minima, in tal caso, deve essere non inferiore a 1,5 m (vd. tav. 1, 3,
4, 5 e 6).
3.1.4 — La superficie esterna dei serbatoi deve essere
opportunamente protetta contro la corrosione da agenti atmosferici.

3.2 — Serbatoi interrati (vd. tav. 9).
3.2.1 — I serbatoi devono
essere collocati entro una cassa di contenimento ed a questa ancorati
in modo da resistere ad eventuali spinte idrostatiche. L’ancoraggio
dovrà essere effettuato mediante almeno due collari fissati al
pavimento della cassa di contenimento tramite tiranti, oppure mediante
prigionieri fissati nella pavimentazione della cassa di contenimento
stessa.
3.2.2 — La cassa di contenimento deve essere costruita in
conglomerato cementizio, con intonaco interno in malta cementizia o
rivestita con materiali che ne assicurino una equivalente
impermeabilità in modo da impedire la diffusione del gas, in caso di
perdita, nel terreno adiacente.
3.2.3 — Devono inoltre essere
soddisfatte le seguenti condizioni:
a) bordi superiori con sporgenza
da almeno 0,10 m a non più di 0,40 m rispetto al livello del terreno
circostante;
b) dimensioni tali da lasciare uno spazio di almeno 0,30
m fra le pareti ed il serbatoio;
c) copertura leggera incombustibile
per la protezione del serbatoio dagli agenti atmosferici, estesa su
tutta la superficie della cassa di contenimento;
d) gli spazi tra le
pareti ed il serbatoio devono essere riempiti con sabbia asciutta non
chimicamente attiva.
3.2.4 — Nella cassa di contenimento i serbatoi
devono essere collocati su selle di appoggio in modo che:
a) il punto
più basso di ogni serbatoio risulti almeno 0,20 m distante dal fondo
della cassa;
b) il punto più alto di ogni serbatoio e degli accessori
non superi il livello del terreno;
c) lo strato di sabbia abbia
spessore tale da coprire l’intero serbatoio, lasciando in vista gli
accessori.
3.2.5 — La superficie esterna dei serbatoi deve essere
opportunamente protetta contro le azioni del terreno circostante.

Titolo 4
Elementi pericolosi e relative distanze di sicurezza.
4.1
— Elementi pericolosi del deposito.
4.1.1 — Sono considerati
elementi pericolosi del deposito, ai fini della determinazione delle
distanze di sicurezza, il serbatoio, il punto di riempimento, il
gruppo multivalvole e tutti gli organi di intercettazione e controllo,
con pressione di esercizio superiore a 1,5 bar.
4.1.2 — Rispetto
agli elementi pericolosi del deposito, devono essere osservate le
distanze di sicurezza verso l’esterno indicate in 4.3, le distanze di
sicurezza interna indicate in 4.4 e le altre distanze di sicurezza
indicate in 4.5.
4.2 — Distanze di sicurezza e di protezione. Vedi
termini e definizioni generali di cui al relativo decreto
ministeriale.
4.3 — Distanze di sicurezza esterne (vd. tav. 10, 11,
12 e 13).
4.3.1 — Si devono osservare le seguenti distanze minime
tra gli elementi pericolosi indicati in
4.1.1, e gli elementi, posti
all’esterno della proprietà ove sorge il deposito come di seguito
specificato:
a) fabbricati, depositi di materiali combustibili ed
infiammabili, aperture di fogna, cunicoli chiusi, eventuali fonti di
accensione: 5 m per depositi di capacità fino a 3 m3 e 7,5 m per
depositi di capacità oltre 3 fino a 5 m3;
b) fabbricati e/o locali
destinati anche in parte a esercizi pubblici, a collettività, a luogo
di riunione, di trattenimento o di pubblico spettacolo: 10 m per
depositi di capacità fino a 3 m3 e 15 m per depositi di capacità oltre
3 fino a 5 m3;
c) linee ferroviarie e tranviarie: 15 m
d) proiezione
verticale di linee elettriche di alta tensione, ai sensi dell’art. 268
del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547
(uguale o maggiore a 400 volt efficaci per corrente alternata, a 600
volt per corrente continua): 15 m;
e) aperture poste al piano di posa
dei serbatoi, comunicanti con locali ubicati al di sotto del piano di
campagna: 10 m;
f) confini di proprietà: 3 m, riducibili a 1,5 m
mediante l’interposizione di muro come previsto dall’art. 4.4.2.
paragrafo b (vd. tav. 7 e 9).
4.4 — Distanze di sicurezza interne.

4.4.1 — Le distanze indicate in 4.3.1 a) – b) – c), devono essere
osservate anche rispetto ai fabbricati e agli altri elementi da
proteggere, posti all’interno della proprietà in cui il deposito è
collocato.
4.4.2 — Le distanze di sicurezza interna possono essere
ridotte fino alla metà mediante:
a) interramento dei serbatoi;
b)
interposizioni di muri fra gli elementi pericolosi del deposito e gli
el…

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