LEGGE 3 febbraio 2011, n. 8 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio 2002. (11G0048) (GU n. 45 del 24-2-2011 | Geometra.info

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 8 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio 2002. (11G0048) (GU n. 45 del 24-2-2011

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 8 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio 2002. (11G0048) (GU n. 45 del 24-2-2011 - Suppl. Ordinario n.50) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/02/2011

LEGGE 3 febbraio 2011 , n. 8

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della
Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Moldova per
evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul
patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo
aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio 2002. (11G0048)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato a ratificare la
Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo
della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni in
materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le
evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio
2002.

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

1. Piena ed intera esecuzione e’ data alla Convenzione di cui
all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore,
in conformita’ a quanto disposto dall’articolo 30 della Convenzione
stessa.

ART. 3.
(Copertura finanziaria).

1. All’onere derivante dalla, presente legge, pari a euro 16.000 a
decorrere dall’anno 2011, si provvede mediante corrispondente
riduzione, per gli anni 2011 e seguenti, dell’autorizzazione di spesa
di cui all’articolo 3 della legge 4 giugno 1997, n. 170.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

ART. 4.
(Entrata in vigore).

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 3 febbraio 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Frattini, Ministro degli affari esteri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 2095):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Frattini)
il 1° aprile 2010.
Assegnato alla 3ª commissione (Affari esteri), in sede referente,
il 16 aprile 2010, con pareri delle Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 6ª, 7ª,
8ª, 10ª e 11ª.
Esaminato dalla 3ª commissione il 27 aprile 2010 ed il 9 novembre
2010.
Esaminato in Aula ed approvato il 17 novembre 2010.
Camera dei deputati (atto n. 3881):
Assegnato alla III Commissione (Affari esteri e comunitari), in
sede referente, il 23 novembre 2010 con pareri delle Commissioni I, V
e VI.
Esaminato dalla III Commissione il 30 novembre 2010 ed il 22
dicembre 2010.
Esaminato in Aula il 10 gennaio 2011 ed approvato l’11 gennaio
2011.

CONVENZIONE

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DELLA
REPUBBLICA DI MOLDOVA PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI IN
MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO E SUL PATRIMONIO E PER PREVENIRE
LE EVASIONI FISCALI.

Il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di
Moldova,

Desiderosi di concludere una Convenzione per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per
prevenire le evasioni fiscali

hanno convenuto quanto segue:

Capitolo I

Campo di applicazione della Convenzione

Articolo 1

SOGGETTI

La presente Convenzione si applica alle persone che sono residenti di
uno o di entrambi gli Stati contraenti.

Articolo 2

IMPOSTE CONSIDERATE

1. La presente Convenzione si applica alle imposte sul reddito e sul
patrimonio prelevate per conto di ciascuno degli Stati contraenti,
delle sue suddivisioni politiche o amministrative o dei suoi enti
locali, qualunque sia il sistema di prelevamento.

2. Sono considerate imposte sul reddito e sul patrimonio le imposte
prelevate sul reddito o sul patrimonio complessivi, o su elementi del
reddito o del patrimonio, comprese le imposte sugli utili derivanti
dall’alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull’ammontare
complessivo degli stipendi e dei salari corrisposti dalle imprese,
nonche’ le imposte sui plusvalori.

3. Le imposte attuali cui si applica la Convenzione sono in
particolare:

(a) per quanto concerne l’Italia:

1 – l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
2 – l’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
3 – l’imposta regionale sulle attivita’ produttive;

ancorche’ riscosse mediante ritenuta alla fonte

(qui di seguito indicate quali “imposta italiana”);

(b) per quanto concerne la Moldova:

1 – l’imposta sul reddito (impozitul pe venit);
2 – l’imposta sulla proprieta’ (impozitul pe proprietate);

(qui di seguito indicate quali “imposta moldava”).

4. La Convenzione si applichera’ anche alle imposte di natura
identica o analoga che verranno istituite dopo la data della firma
della presente Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle
imposte esistenti. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti si
comunicheranno le modifiche importanti apportate alle rispettive
legislazioni fiscali.

Capitolo II

Definizioni

Articolo 3

DEFINIZIONI GENERALI

1. Ai fini della presente Convenzione, a meno che il contesto non
richieda una diversa interpretazione:

(a) le espressioni “uno Stato contraente” e “l’altro Stato
contraente” designano, come il contesto richiede, la Moldova o
l’Italia;

(b) il termine “Italia” designa la Repubblica italiana e comprende
qualsiasi zona situata al di fuori del mare territoriale che e’
considerata come zona all’interno della quale l’Italia, in
conformita’ alla propria legislazione ed al diritto internazionale,
esercita diritti sovrani per quanto concerne l’esplorazione e lo
sfruttamento delle risorse naturali del fondo e del sottosuolo
marini, nonche’ delle acque sovrastanti;

(c) il termine “Moldova” designa la Repubblica di Moldova e, se
utilizzato in senso geografico, indica il territorio della Moldova,
compreso il mare interno e lo spazio aereo sui quali la Repubblica di
Moldova esercita diritti sovrani per quanto concerne l’esplorazione e
lo sfruttamento delle risorse naturali in conformita’ alle norme del
diritto internazionale;

(d) il termine “persona” comprende una persona fisica, una societa’
ed ogni altra associazione di persone;

(e) il termine “societa’” designa qualsiasi persona giuridica o
qualsiasi ente che e’ considerato persona giuridica ai fini
dell’imposizione;

(f) le espressioni “impresa di uno Stato contraente” e “impresa
dell’altro Stato contraente” designano rispettivamente un’impresa
esercitata da un residente di uno Stato contraente e un’impresa
esercitata da un residente dell’altro Stato contraente;

(g) l’espressione “traffico internazionale” designa qualsiasi
attivita’ di trasporto effettuato per mezzo di una nave o di un
aeromobile da parte di un’impresa la cui sede di direzione effettiva
e’ situata in uno Stato contraente, ad eccezione del caso in cui la
nave o l’aeromobile sia utilizzato esclusivamente tra localita’
situate nell’altro Stato contraente;

(h) il termine “nazionale” designa:

(i) le persone fisiche che hanno la nazionalita’ di uno Stato
contraente;

(ii) le persone giuridiche, le societa’ di persone e le
associazioni costituite in conformita’ della legislazione in vigore
in uno Stato contraente;

(i) l’espressione “autorita’ competente” designa:

(i) per quanto concerne l’Italia, il Ministero delle Finanze;

(ii) per quanto concerne la Moldova, il Ministero delle Finanze.

2. Per l’applicazione della presente Convenzione da parte di uno
Stato contraente, le espressioni non diversamente definite hanno il
significato che ad esse e’ attribuito dalla legislazione di detto
Stato contraente relativa alle imposte oggetto della Convenzione, a
meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione.

Articolo 4

RESIDENTI

1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione “residente di
uno Stato contraente” designa ogni persona che, in virtu’ della
legislazione di detto Stato, e’ ivi assoggettata ad imposta, a motivo
del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua
direzione, o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale
espressione non comprende le persone che sono assoggettate ad imposta
in detto Stato soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti
situate in detto Stato o per il patrimonio che esse possiedano in
detto Stato.

2. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
fisica e’ considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, la
sua situazione e’ determinata nel seguente modo:

(a) detta persona e’ considerata residente solo dello Stato nel
quale ha un’abitazione permanente; quando essa dispone di
un’abitazione permanente in entrambi gli Stati, e’ considerata
residente dello Stato nel quale le sue relazioni personali ed
economiche sono piu’ strette (centro degli interessi vitali);

(b) se non si puo’ determinare lo Stato nel quale detta persona ha
il centro dei suoi interessi vitali, o se la medesima non ha
un’abitazione permanente in alcuno degli Stati, essa e’ considerata
residente dello Stato in cui soggiorna abitualmente;

(c) se detta persona soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati,
ovvero non soggiorna abitualmente in alcuno di essi, essa e’
considerata residente solo dello Stato del quale ha la nazionalita’;

(d) se detta persona ha la nazionalita’ di entrambi gli Stati, o se
non ha la nazionalita’ di alcuno di essi, le autorita’ competenti
degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo.

3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
diversa da una persona fisica e’ residente di entrambi gli Stati
contraenti, essa e’ considerata residente dello Stato in cui si trova
la sede della sua direzione effettiva.

Articolo 5

STABILE ORGANIZZAZIONE

1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione “stabile
organizzazione” designa una sede fissa di affari attraverso la quale
l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attivita’.

2. L’espressione “stabile organizzazione” comprende in particolare:

(a) una sede di direzione;
(b) una succursale;
(c) un ufficio;
(d) un’officina;
(e) un laboratorio;
(f) una miniera, una cava od ogni altro luogo di estrazione di
risorse naturali;
(g) un cantiere di costruzione o di montaggio la cui durata
oltrepassa i dodici mesi.

3. Non si considera che vi sia una “stabile organizzazione” se:

(a) si fa uso di una installazione ai soli fini di deposito, di
esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all’impresa;
(b) i beni o le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinate
ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
(c) i beni o le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinate
ai soli fini della trasformazione da parte di un’altra impresa;
(d) una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di
acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per l’impresa;
(e) una sede fissa di affari e’ utilizzata ai soli fini di
pubblicita’, di fornire informazioni, di ricerche scientifiche o di
attivita’ analoghe che abbiano carattere preparatorio o ausiliario
per l’impresa.

4. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, quando una persona
– diversa da un agente che goda di uno status indipendente, di cui al
paragrafo 5 – agisce per conto di un’impresa e dispone in uno Stato
contraente di poteri che esercita abitualmente e che le permettano di
concludere contratti a nome dell’impresa, si considera che detta
impresa abbia una stabile organizzazione in tale Stato relativamente
ad ogni attivita’ che detta persona svolge per conto dell’impresa,
salvo il caso in cui le sue attivita’ siano limitate a quelle di cui
al paragrafo 3 le quali, se esercitate per mezzo di una sede fissa di
affari, non qualificherebbero questa sede fissa di affari come una
stabile organizzazione, in base alle disposizioni di detto paragrafo.

5. Non si considera che un’impresa di uno Stato contraente abbia una
stabile organizzazione nell’altro Stato contraente per il solo fatto
che essa esercita in detto Stato la propria attivita’ per mezzo di un
mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro
intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che
dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attivita’.

6. Il fatto che una societa’ residente di uno Stato contraente
controlli o sia controllata da una societa’ residente dell’altro
Stato contraente ovvero svolga la propria attivita’ in questo altro
Stato (per mezzo di una stabile organizzazione oppure no) non
costituisce di per se’ motivo sufficiente per far considerare una
qualsiasi delle dette societa’ una stabile organizzazione dell’altra.

Capitolo III

Imposizione dei redditi

Articolo 6

REDDITI IMMOBILIARI

1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da beni
immobili (compresi i redditi delle attivita’ agricole o forestali)
situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.

2. L’espressione “beni immobili” e’ definita in conformita’ della
legislazione dello Stato Contraente in cui i beni sono situati.
L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte morte o
vive delle imprese agricole e forestali, i diritti ai quali si
applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la
proprieta’ fondiaria. Si considerano altresi’ “beni immobili”
l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a pagamenti
variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello
sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse
naturali. Le navi, i battelli e gli aeromobili non sono considerati
beni immobili.

3. Le disposizioni del paragrafo I si applicano ai redditi derivanti
dall’utilizzazione diretta, dalla locazione o da ogni altra forma di
utilizzazione di beni immobili.

4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai redditi
derivanti da beni immobili di un’impresa nonche’ ai redditi dei beni
immobili utilizzati per l’esercizio di una professione indipendente.

Articolo 7

UTILI DELLE IMPRESE

1. Gli utili di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili
soltanto in detto Stato, a meno che l’impresa non svolga la sua
attivita’ nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile
organizzazione ivi situata. Se l’impresa svolge in tal modo la sua
attivita’, gli utili dell’impresa sono imponibili nell’altro Stato ma
soltanto nella misura in cui detti utili sono attribuibili alla
stabile organizzazione.

2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa di
uno Stato contraente svolge la sua attivita’ nell’altro Stato
contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in
ciascuno Stato contraente vanno attribuiti a detta stabile
organizzazione gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa
conseguiti se si fosse trattato di un’impresa distinta e separata
svolgente attivita’ identiche o analoghe in condizioni identiche o
analoghe e in piena indipendenza dall’impresa di cui essa costituisce
una stabile organizzazione.

3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione
sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti
dalla stessa stabile organizzazione, comprese le spese di direzione e
le spese generali di amministrazione, sia nello Stato in cui e’
situata la stabile organizzazione, sia altrove.

4. Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di determinare
gli utili da attribuire ad una stabile organizzazione in base al
riparto degli utili complessivi dell’impresa fra le diverse parti di
essa, la disposizione del paragrafo 2 non impedisce a detto Stato
contraente di determinare gli utili imponibili secondo la
ripartizione in uso. Tuttavia, il metodo di riparto adottato dovra’
essere tale che il risultato ottenuto sia conforme ai principi
contenuti nel presente articolo.

5. Nessun utile puo’ essere attribuito ad una stabile organizzazione
per il solo fatto che essa ha acquistato beni o merci per l’impresa.

6. Ai fini dei paragrafi precedenti, gli utili da attribuire alla
stabile organizzazione sono determinati annualmente con lo stesso
metodo, a meno che non esistano validi e sufficienti motivi per
procedere diversamente.

7. Quando gli utili comprendono elementi di reddito considerati
separatamente in altri articoli della presente Convenzione, le
disposizioni di tali articoli non vengono modificate da quelle del
presente articolo.

Articolo 8

NAVIGAZIONE MARITTIMA ED AEREA

1. Gli utili derivanti dall’esercizio, in traffico internazionale, di
navi o di aeromobili sono imponibili soltanto nello Stato contraente
in cui e’ situata la sede della direzione effettiva dell’impresa.

2. Se la sede della direzione effettiva di una impresa di navigazione
marittima e’ situata a bordo di una nave, detta sede si considera
situata nello Stato contraente in cui si trova il porlo di
immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto di
immatricolazione, nello Stato contraente di cui e’ residente
l’esercente la nave.

3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano parimenti agli utili
derivanti dalla partecipazione a un fondo comune (pool), a un
esercizio in comune o ad un organismo internazionale di esercizio.

Articolo 9

IMPRESE ASSOCIATE

1. Allorche’

(a) un’impresa di uno Stato contraente partecipa direttamente o
indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di
un’impresa dell’altro Stato contraente, o

(b) le medesime persone partecipano direttamente o indirettamente
alla direzione, al controllo o al capitale di un’impresa di uno Stato
contraente e di un’impresa dell’altro Stato contraente,

e, nell’uno e nell’altro caso, le due imprese, nelle loro relazioni
commerciali o finanziarie, sono vincolate da condizioni accettate o
imposte, diverse da quelle che sarebbero state convenute tra imprese
indipendenti, gli utili che, in mancanza di tali condizioni,
sarebbero stati realizzati da una delle imprese, ma che a causa di
dette condizioni non lo sono stati, possono essere inclusi negli
utili di questa impresa e tassati in conseguenza.

2. Allorche’ uno Stato contraente include tra gli utili di un’impresa
di detto Stato – e di conseguenza assoggetta a tassazione – gli utili
sui quali un’impresa dell’altro Stato contraente e’ stata tassata in
detto altro Stato, e gli utili cosi’ inclusi sono utili che sarebbero
stati realizzati dall’impresa del primo Stato se le condizioni
convenute tra le due imprese fossero state quelle che si sarebbero
convenute tra imprese indipendenti, l’altro Stato procede ad un
aggiustamento appropriato dell’ammontare dell’imposta prelevata su
quegli utili. Tali aggiustamenti dovranno effettuarsi unicamente in
conformita’ alla procedura amichevole di cui all’articolo 26 della
presente Convenzione.

Articolo 10

DIVIDENDI

1. I dividendi pagati da una societa’ residente di uno Stato
contraente ad un residente dell’altro Stato contraente sono
imponibili in detto altro Stato.

2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato
contraente di cui la societa’ che paga i dividendi e’ residente ed in
conformita’ della legislazione di detto Stato, ma, se la persona che
percepisce i dividendi ne e’ l’effettivo beneficiario, l’imposta
cosi’ applicata non puo’ eccedere:

(a) il 5 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi se
l’effettivo beneficiario e’ una societa’ che possiede almeno il 25
per cento del capitale della societa’ che paga i dividendi;
(b) il 15 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi in tutti gli
altri casi.

Le autorita’ competenti degli Stati contraenti regoleranno di comune
accordo le modalita’ di applicazione di tale limitazione.

Il presente paragrafo non riguarda l’imposizione della societa’ per
gli utili con i quali sono stati pagati i dividendi.

3. Ai fini del presente articolo il termine “dividendi” designa i
redditi derivanti da azioni, da azioni o diritti di godimento, da
quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di
partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonche’ i
redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime
fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione fiscale
dello Stato di cui e’ residente la societa’ distributrice.

4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in
cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente, di cui e’ residente
la societa’ che paga i dividendi, un’attivita’ industriale o
commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata,
ovvero una professione indipendente mediante una base fissa ivi
situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad esse. In tal caso, i dividendi sono imponibili in
detto altro Stato contraente secondo la propria legislazione.

5. Qualora una societa’ residente di uno Stato contraente ricavi
utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non
puo’ applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla societa’, a
meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro
Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad una stabile organizzazione o a una base fissa
situate in detto altro Stato, ne’ prelevare alcuna imposta, a titolo
di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non
distribuiti della societa’, anche se i dividendi pagati o gli utili
non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi
realizzati in detto altro Stato.

Articolo 11

INTERESSI

1. Gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.

2. Tuttavia, tali interessi sono imponibili anche nello Stato
contraente dal quale essi provengono ed in conformita’ alla
legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce gli
interessi ne e’ l’effettivo beneficiario, l’imposta cosi’ applicata
non puo’ eccedere il 5 per cento dell’ammontare lordo degli
interessi. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti regoleranno
di comune accordo le modalita’ di applicazione di tale limitazione.

3. Ai fini del presente articolo il termine “interessi” designa i
redditi dei titoli del debito pubblico, delle obbligazioni di
prestiti garantite o non da ipoteca e portanti o meno una clausola di
partecipazione agli utili, e dei crediti di qualsiasi natura, nonche’
ogni altro provento assimilabile ai redditi di somme date in prestito
in base alla legislazione fiscale dello Stato da cui i redditi
provengono.

4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in
cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono
gli interessi, un’attivita’ industriale o commerciale per mezzo di
una stabile organizzazione ivi situata, ovvero una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il credito
generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente ad esse. In
tal caso, gli interessi sono imponibili in detto altro Stato
contraente secondo la propria legislazione.

5. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente
quando il debitore e’ lo Stato stesso, una sua suddivisione politica
o amministrativa, un suo ente locale o un residente di detto Stato.
Tuttavia, quando il debitore degli interessi, sia esso residente o no
di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile
organizzazione o una base fissa, per le cui necessita’ viene
contratto il debito sul quale sono pagati gli interessi e tali
interessi sono a carico della stabile organizzazione o della base
fissa, gli interessi stessi si considerano provenienti dallo Stato
contraente in cui e’ situata la stabile organizzazione o la base
fissa.

6. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l’ammontare degli interessi, tenuto conto del credito per il
quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra il
debitore e il beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni,
le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a
quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti
e’ imponibile in conformita’ della legislazione di ciascuno Stato
contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente
Convenzione.

Articolo 12

CANONI

1. I canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato.

2. Tuttavia, tali canoni sono imponibili anche nello Stato contraente
dal quale essi provengono ed in conformita’ alla legislazione di
detto Stato, ma, se la persona che percepisce i canoni ne e’
l’effettivo beneficiario, l’imposta cosi’ applicata non puo’ eccedere
il 5 per cento dell’ammontare lordo dei canoni. Le autorita’
competenti degli Stati contraenti regoleranno di comune accordo le
modalita’ di applicazione di tale limitazione.

3. Ai fini del presente articolo il termine “canoni” designa i
compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso, o la concessione
in uso, di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o
scientifiche, ivi compresi il software per computer, le pellicole
cinematografiche e le registrazioni per trasmissioni radiofoniche o
televisive, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o
modelli, progetti, formule o processi segreti, nonche’ per l’uso, o
la concessione in uso, di attrezzature industriali, commerciali o
scientifiche o per informazioni concernenti esperienze di carattere
industriale, commerciale o scientifico.

4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in
cui il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono
i canoni, un’attivita’ commerciale o industriale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, ovvero una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto o il
bene generatore dei canoni si ricolleghino effettivamente ad esse. In
tal caso, i canoni sono imponibili in detto altro Stato contraente
secondo la propria legislazione.

5. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente quando
il debitore e’ lo Stato stesso, una sua suddivisione politica o
amministrativa, un suo ente locale o un residente di detto Stato.
Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso residente o no di
uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile
organizzazione o una base fissa a cui si ricollegano effettivamente i
diritti o i beni generatori dei canoni, e tali canoni sono a carico
della stabile organizzazione o della base fissa, i canoni stessi si
considerano provenienti dallo Stato in cui e’ situata la stabile
organizzazione o la base fissa.

6. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l’ammontare dei canoni, tenuto conto dell’uso, diritto o
informazione per i quali sono pagati, eccede quello che sarebbe stato
convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili
relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano
soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente
dei pagamenti e’ imponibile in conformita’ della legislazione di
ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni
della presente Convenzione.

Articolo 13

UTILI DI CAPITALE

1. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ritrae
dall’alienazione di beni immobili, secondo la definizione di cui al
paragrafo 2 dell’articolo 6, situati nell’altro Stato contraente sono
imponibili in detto altro Stato.

2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte
dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato
contraente ha nell’altro Stato contraente, ovvero di beni mobili
appartenenti ad una base fissa di cui dispone un residente di uno
Stato contraente nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una
professione indipendente, compresi gli utili provenienti
dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola od in uno
con l’intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto
altro Stato.

3. Gli utili derivanti dall’alienazione di navi o di aeromobili
impiegati in traffico internazionale o di beni mobili adibiti
all’esercizio di dette navi od aeromobili sono imponibili soltanto
nello Stato contraente in cui e’ situata la sede della direzione
effettiva dell’impresa.

4. Gli utili derivanti dall’alienazione di ogni altro bene diverso da
quelli menzionati ai paragrafi 1, 2 e 3, sono imponibili soltanto
nello Stato contraente di cui l’alienante e’ residente.

Articolo 14

PROFESSIONI INDIPENDENTI

1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae
dall’esercizio di una libera professione o da altre attivita’ di
carattere indipendente sono imponibili soltanto in detto. Stato, a
meno che tale residente non disponga abitualmente nell’altro Stato
contraente di una base fissa per l’esercizio delle sue attivita’. Se
egli dispone di tale base fissa, i redditi sono imponibili nell’altro
Stato contraente ma unicamente nella misura in cui sono imputabili a
detta base fissa.

2. L’espressione “libera professione” comprende in particolare le
attivita’ indipendenti di carattere scientifico, letterario,
artistico, educativo o pedagogico, nonche’ le attivita’ indipendenti
dei medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti e contabili.

Articolo 15

LAVORO SUBORDINATO

1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 16, 18, 19, e 20, i
salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un
residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di
un’attivita’ dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a
meno che tale attivita’ non venga svolta nell’altro Stato contraente.
Se l’attivita’ e’ quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal
titolo sono imponibili in questo altro Stato.

2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le remunerazioni che
un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di
un’attivita’ dipendente svolta nell’altro Stato contraente sono
imponibili soltanto nel primo Stato se:

(a) il beneficiario soggiorna nell’altro Stato per un periodo o
periodi che non oltrepassano in totale 183 giorni in un periodo di
dodici mesi che inizi o termini nel corso dell’anno fiscale
considerato, e.

(b) le remunerazioni sono pagate da o per conto di un datore di
lavoro che non e’ residente dell’altro Stato, e

(c) l’onere delle remunerazioni non e’ sostenuto da una stabile
organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha
nell’altro Stato.

3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le
remunerazioni percepite in corrispettivo di un lavoro subordinato
svolto a bordo di navi o di aeromobili impiegati in traffico
internazionale sono imponibili nello Stato contraente nel quale e’
situata la sede della direzione effettiva dell’impresa.

Articolo 16

COMPENSI E GETTONI DI PRESENZA

I compensi, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe
che un residente di uno Stato contraente riceve in qualita’ di membro
del consiglio di amministrazione di una societa’ residente dell’altro
Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.

Articolo 17

ARTISTI E SPORTIVI

1. Nonostante le disposizioni degli articoli 14 e 15, i redditi che
un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni
personali svolte nell’altro Stato contraente in qualita’ di artista
dello spettacolo, quale un artista di teatro, del cinema, della radio
o della televisione, o in qualita’ di musicista, nonche’ di sportivo,
sono imponibili in detto altro Stato.

2. Quando il reddito derivante da prestazioni personali esercitate da
un artista dello spettacolo o da uno sportivo, in tale qualita’, e’
attribuito ad una persona diversa dall’artista o dallo sportivo
medesimi, detto reddito puo’ essere tassato nello Stato contraente
dove dette prestazioni sono svolte, nonostante le disposizioni degli
articoli 7, 14 e 15.

Articolo 18

PENSIONI

1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19, le
pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di
uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono
imponibili soltanto in questo Stato.

2. Se un residente di uno Stato contraente diviene residente
dell’altro Stato contraente, le somme ricevute da detto residente
all’atto della cessazione dell’impiego nel primo Stato come
indennita’ di fine rapporto o remunerazioni forfetarie di natura
analoga sono imponibili soltanto nel primo Stato contraente. Ai fini
del presente paragrafo, l’espressione “indennita’ di fine rapporto”
comprende i pagamenti effettuati in conseguenza della cessazione di
un incarico o di un impiego di una persona fisica.

Articolo 19

FUNZIONI PUBBLICHE

1. (a) I salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe,
diversi dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente o da una sua
suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale a una
persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a
detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in detto Stato;

(b) Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili soltanto nell’altro
Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato e la
persona fisica sia un residente di detto Stato il quale:

(i) abbia la nazionalita’ di detto Stato; o

(ii) non sia divenuto residente di detto Stato al solo scopo di
rendervi i servizi.

2. (a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua
suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia
direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti,
ad una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato
o a detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in questo
Stato.

(b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato
contraente qualora la persona fisica sia un residente di questo Stato
e ne abbia la nazionalita’.

3. Le disposizioni degli articoli 15, 16 e 18 si applicano alle
remunerazioni o pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi
nell’ambito di una attivita’ industriale o commerciale esercitata da
uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica o
amministrativa o da un suo ente locale.

Articolo 20

PROFESSORI E INSEGNANTI

1. Un professore od un insegnante il quale soggiorni temporaneamente,
per un periodo non superiore a due anni, in uno Stato contraente allo
scopo di insegnare o di effettuare ricerche presso un’universita’,
collegio, scuola od altro istituto d’istruzione, e che e’, o era
immediatamente prima di tale soggiorno, residente dell’altro Stato
contraente e’ esente da imposta nel detto primo Stato contraente
limitatamente alle remunerazioni derivanti dall’attivita’ di
insegnamento o di ricerca.

Articolo 21

STUDENTI

Le somme che uno studente o un apprendista il quale e’, o era
immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente
dell’altro Stato contraente e che soggiorna nel primo Stato
contraente al solo scopo di compiervi i suoi studi o di attendere la
propria formazione professionale, riceve per sopperire alle spese di
mantenimento, d’istruzione o di formazione professionale, non sono
imponibili in detto Stato, a condizione che tali somme provengano da
fonti situate fuori di detto Stato.

Articolo 22

ALTRI REDDITI

1. Gli elementi di reddito di un residente di uno Stato contraente,
qualunque ne sia la provenienza, che non sono stati trattati negli
articoli precedenti della presente Convenzione, sono imponibili
soltanto in questo Stato.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi
diversi da quelli derivanti da beni immobili definiti al paragrafo 2
dell’articolo 6, nel caso in cui il beneficiario di tali redditi,
residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato
contraente un’attivita’ industriale o commerciale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, ovvero una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto od il
bene produttivo del reddito si ricolleghi effettivamente a tale
stabile organizzazione o base fissa. In tal caso gli elementi di
reddito sono imponibili in detto altro Stato contraente secondo la
propria legislazione.

Capitolo IV

Imposizione del patrimonio

Articolo 23

PATRIMONIO

1. Il patrimonio costituito da beni immobili, specificati
all’articolo 6, posseduti da un residente di uno Stato Contraente e
situati nell’altro Stato Contraente, e’ imponibile in detto altro
Stato.

2. Il patrimonio costituito da beni mobili facenti parte dell’attivo
di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato Contraente
ha nell’altro Stato contraente, ovvero di beni mobili appartenenti ad
una base fissa di cui dispone un residente di uno Stato contraente
nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una professione
indipendente sono imponibili in detto altro Stato.

3. Il patrimonio costituito da navi e da aeromobili utilizzati nel
traffico internazionale da parte di un’impresa di uno Stato
contraente o da battelli destinati alla navigazione interna, nonche’
dai beni mobili relativi al loro esercizio, e’ imponibile soltanto
nello Stato contraente in cui e’ situata la sede di direzione
effettiva dell’impresa.

4. Tutti gli altri elementi del patrimonio di un residente di uno
Stato Contraente sono imponibili soltanto in detto Stato.

Capitolo V

Metodi per eliminare la doppia imposizione

Articolo 24

ELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE

1. Si conviene che la doppia imposizione sara’ eliminata in
conformita’ ai seguenti paragrafi del presente articolo.

2. Per quanto concerne l’Italia:

Se un residente dell’Italia possiede elementi di reddito che sono
imponibili in Moldova, l’Italia nel calcolare le proprie imposte sul
reddito specificate nell’articolo 2 della presente Convenzione puo’
includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di
reddito, a meno che espresse disposizioni della presente Convenzione
non stabiliscano diversamente. In tal caso, l’Italia deve detrarre
dalle imposte cosi’ calcolate l’imposta sui redditi pagata in
Moldova, ma l’ammontare della detrazione non puo’ eccedere la quota
di imposta italiana attribuibile ai predetti elementi di reddito
nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del
reddito complessivo.
Tuttavia, nessuna detrazione sara’ accordata ove l’elemento di
reddito venga assoggettato in Italia ad imposizione mediante ritenuta
a titolo di imposta su richiesta del beneficiario del reddito in base
alla legislazione italiana.

3. Per quanto concerne la Moldova:

Se un residente della Moldova ritrae redditi o possiede un patrimonio
che, in conformita’ alle disposizioni della presente Convenzione,
sono imponibili in Italia, la Moldova deve accordare:

(a) una detrazione dall’imposta sul reddito di tale residente di
ammontare pari all’imposta sul reddito pagata in Italia;
(b) una detrazione dall’imposta sul patrimonio di tale residente di
ammontare pari all’imposta sul patrimonio pagata in Italia.

In entrambi i casi, tuttavia, tale detrazione non potra’ eccedere la
quota dell’imposta sul reddito o dell’imposta sul patrimonio,
calcolate prima che venga concessa la detrazione, attribuibile ai
redditi od al patrimonio imponibile in Italia, a seconda dei casi.

Capitolo VI

Disposizioni particolari

Articolo 25

NON DISCRIMINAZIONE

1. I nazionali di uno Stato contraente non sono assoggettati
nell’altro Stato contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa
relativo, diversi o piu’ onerosi di quelli cui sono o potranno essere
assoggettati i nazionali di detto altro Stato che si trovino nella
stessa situazione. La presente disposizione si applica altresi’,
nonostante le disposizioni dell’articolo 1, alle persone che non sono
residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.

2. Gli apolidi residenti di uno Stato contraente non sono
assoggettati in entrambi gli Stati contraenti ad alcuna imposizione
od obbligo ad essa relativo, diversi o piu’ onerosi di quelli cui
sono o potranno essere assoggettati i nazionali dello Stato in
oggetto che si trovino nella stessa situazione.

3. L’imposizione di una stabile organizzazione che una impresa di uno
Stato contraente ha nell’altro Stato contraente non puo’ essere in
questo altro Stato meno favorevole dell’imposizione a carico delle
imprese di detto altro Stato che svolgono la medesima attivita’. La
presente disposizione non puo’ essere interpretata nel senso che
faccia obbligo ad uno Stato contraente di accordare ai residenti
dell’altro Stato contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le
riduzioni di imposta che esso accorcia ai propri residenti in
relazione alla loro situazione o ai loro carichi di famiglia.

4. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni del paragrafo 1
dell’articolo 9, del paragrafo 6 dell’articolo 11 o del paragrafo 6
dell’articolo 12, gli interessi, i canoni ed altre spese pagati da
una impresa di uno Stato contraente ad un residente dell’altro Stato
contraente sono deducibili, ai fini della determinazione degli utili
imponibili di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero
deducibili se fossero pagati ad un residente del primo Stato. Allo
stesso modo, i debiti di un’impresa di uno Stato contraente nei
confronti di un residente dell’altro Stato contraente sono
deducibili, ai fini della determinazione del patrimonio imponibile di
detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se
fossero stati contratti nei confronti di un residente del primo
Stato.

5. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale e’ in tutto o
in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da
uno o piu’ residenti dell’altro Stato contraente, non sono
assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione, od
obbligo ad essa relativo diversi o piu’ onerosi di quelli cui sono o
potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del
primo Stato.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano, nonostante le
disposizioni dell’articolo 2, alle imposte di ogni genere o
denominazione.

7. Tuttavia, le disposizioni dei paragrafi precedenti del presente
articolo non pregiudicano le disposizioni interne per prevenire
l’evasione e l’elusione fiscale. In particolare, l’espressione
“disposizioni interne” comprende in ogni caso le disposizioni per le
limitazioni della deducibilita’ di spese ed altri oneri deducibili
analoghi derivanti da transazioni tra imprese di uno Stato contraente
ed imprese situate nell’altro Stato contraente.

Articolo 26

PROCEDURA AMICHEVOLE

1. Quando una persona ritiene che le misure adottate da uno o da
entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per essa
un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente
Convenzione, essa puo’, indipendentemente dai ricorsi previsti dalla
legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il caso
all’autorita’ competente dello Stato contraente di cui e’ residente
o, se il suo caso ricade nell’ambito di applicazione del paragrafo 1
dell’articolo 25, a quella dello Stato contraente di cui possiede la
nazionalita’. Il caso deve essere sottoposto entro i due anni che
seguono la prima notifica della misura che comporta un’imposizione
non conforme alle disposizioni della Convenzione.

2. L’autorita’ competente, se il ricorso le appare fondato e se essa
non e’ in grado di giungere ad una soddisfacente soluzione, fara’ del
suo meglio per regolare il caso di comune accordo con l’autorita’
competente dell’altro Stato contraente, al fine di evitare una
tassazione non conforme alla Convenzione. Ogni accordo raggiunto
sara’ adempiuto nonostante i limiti temporali previsti dalla
legislazione nazionale degli Stati contraenti.

3. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti faranno del loro
meglio per risolvere di comune accordo le difficolta’ o i dubbi
inerenti all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione.
Esse potranno anche consultarsi per l’eliminazione della doppia
imposizione nei casi non previsti dalla Convenzione.

4. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti potranno comunicare
direttamente tra loro al fine di pervenire ad un accordo come
indicato nei paragrafi precedenti. Qualora venga ritenuto che degli
scambi verbali di opinioni possano facilitare il raggiungimento di
tale accordo, essi potranno aver luogo in seno ad una commissione
formata da rappresentanti delle autorita’ competenti degli Stati
contraenti.

5. Nei casi previsti dai precedenti paragrafi, se le autorita’
competenti degli Stati contraenti non raggiungono un accordo che
elimini la doppia imposizione entro due anni dalla data in cui il
caso e’ stato sottoposto per la prima volta ad una di esse, ed il(i)
contribuente(i) si impegna(no) ad ottemperare alle decisioni di una
Commissione arbitrale, le autorita’ competenti possono istituire per
ogni caso specifico detta Commissione con l’incarico di emettere un
parere sul modo di eliminare la doppia imposizione. L’istituzione
della Commissione puo’ aver luogo soltanto se le parti in causa
rinunciano preventivamente – senza riserve o condizioni – agli atti
del giudizio in corso presso il tribunale nazionale.
La Commissione arbitrale e’ composta da tre membri cosi’ designati:
ciascuna autorita’ competente designa un membro ed i due membri
designano, di comune accordo, il Presidente, scegliendolo tra
personalita’ indipendenti appartenenti agli Stati contraenti o ad uno
Stato terzo membro dell’OCSE.
La Commissione, nel pronunciare il suo parere, applichera’ le
disposizioni della presente Convenzione ed i principi generali di
diritto internazionale, tenendo conto della legislazione interna
degli Stati contraenti. La Commissione arbitrale stabilisce essa
stessa le regole del procedimento arbitrale.
La persona puo’, qualora ne faccia richiesta, essere ascoltata o
farsi rappresentare dinanzi alla Commissione. Se la Commissione lo
richiede, la persona e’ tenuta a presentarsi dinanzi alla medesima o
a farvisi rappresentare.

6. La Commissione rende il suo parere entro sei mesi dalla data in
cui e’ stato sottoposto il Caso. La Commissione arbitrale delibera a
maggioranza semplice dei suoi componenti. Il voto del Presidente e’
prevalente nel caso in cui i membri designati da ciascuna autorita’
competente esprimano voti diversi.
Entro sei mesi dalla pronuncia del parere da parte della Commissione
arbitrale, le autorita’ competenti delle parti possono ancora
adottare, di comune accordo, misure volte ad eliminare la causa che
ha determinato l’insorgere della controversia. Le misure cosi’
adottate possono essere non conformi al parere della Commissione
arbitrale. Qualora entro sei mesi dall’emissione del parere da parte
della Commissione arbitrale le autorita’ competenti delle Parti non
abbiano raggiunto un accordo per eliminare la causa della
controversia, esse devono conformarsi a detto parere e dargli
esecuzione.

7. Le spese procedurali della Commissione sono suddivise in parti
uguali tra gli Stati contraenti.

Articolo 27

SCAMBIO DI INFORMAZIONI

1. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti si scambieranno le
informazioni necessarie per applicare le disposizioni della presente
Convenzione o quelle delle leggi interne degli Stati contraenti
relative alle imposte previste dalla Convenzione, nella misura in cui
la tassazione che tali leggi prevedono non e’ contraria alla
Convenzione, nonche’ per prevenire le evasioni fiscali. Lo scambio di
informazioni non viene limitato dall’articolo 1. Le informazioni
ricevute da uno Stato contraente saranno tenute segrete, analogamente
alle informazioni ottenute in base alla legislazione interna di detto
Stato e saranno comunicate soltanto alle persone od autorita’ (ivi
compresi i tribunali e gli organi amministrativi) incaricate
dell’accertamento o della riscossione delle imposte previste dalla
Convenzione, delle procedure o dei procedimenti concernenti tali
imposte, o delle decisioni di ricorsi presentati per tali imposte.
Dette persone od autorita’ utilizzeranno tali informazioni soltanto
per questi fini. Esse potranno servirsi di queste informazioni nel
corso di udienze pubbliche di tribunali o nei giudizi.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 non possono in nessun caso essere
interpretate nel senso di imporre ad uno Stato contraente l’obbligo:

(a) di adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla propria
legislazione o alla propria prassi amministrativa o a quelle
dell’altro Stato contraente;

(b) di fornire informazioni che non potrebbero essere ottenute in
base alla propria legislazione o nel quadro della propria normale
prassi amministrativa o di quelle dell’altro Stato contraente;

(c) di fornire informazioni che potrebbero rivelare un segreto
commerciale, industriale, professionale o un processo commerciale
oppure informazioni la cui comunicazione sarebbe contraria all’ordine
pubblico.

Articolo 28

AGENTI DIPLOMATICI E FUNZIONARI CONSOLARI

Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano i
privilegi fiscali di cui beneficiano gli agenti diplomatici o i
funzionari consolari in virtu’ delle regole generali del diritto
internazionale o delle disposizioni di accordi particolari.

Articolo 29

RIMBORSI

1. Le imposte riscosse in uno Stato contraente mediante ritenuta alla
fonte sono rimborsate a richiesta dell’interessato o dello Stato di
cui esso e’ residente qualora il diritto alla percezione di dette
imposte sia limitato dalle disposizioni della presente Convenzione.

2. Le istanze di rimborso, da prodursi in osservanza dei termini
stabiliti dalla legislazione dello Stato contraente tenuto ad
effettuare il rimborso stesso, devono essere corredate da un
attestato ufficiale dello Stato contraente di cui il contribuente e’
residente certificante che sussistono le condizioni richieste per
aver diritto all’applicazione dei benefici previsti dalla presente
Convenzione.

3. Le autorita’ competenti degli Stati contraenti stabiliranno di
comune accordo, conformemente alle disposizioni dell’articolo 26
della presente Convenzione, le modalita’ di applicazione del presente
articolo.

Capitolo VII

Disposizioni finali

Articolo 30

ENTRATA IN VIGORE

1. La presente Convenzione entrera’ in vigore alla data della
ricezione della seconda delle due notifiche con cui gli Stati
contraenti si saranno comunicati ufficialmente l’avvenuto
espletamento delle rispettive procedure interne di ratifica all’uopo
previste e le sue disposizioni si applicheranno.

(a) con riferimento alle imposte prelevate mediante ritenuta alla
fonte, ai redditi realizzati il, o successivamente al, 1° gennaio
dell’anno solare successivo a quello in cui la Convenzione entrera’
in vigore;

(b) con riferimento ad altre imposte sul reddito e sul patrimonio,
alle imposte applicabili per gli anni fiscali che iniziano il, o
successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello
in cui la Convenzione entrera’ in vigore.

Articolo 31

DENUNCIA

1. La presente Convenzione rimarra’ in vigore sino alla denuncia da
parte di uno degli Stati contraenti. Ciascuno Stato contraente puo’
denunciare la Convenzione per via diplomatica non prima che siano
trascorsi cinque anni dalla sua entrata in vigore, notificandone la
cessazione almeno sei mesi prima della fine dell’anno solare. In
questo caso, la Convenzione cessera’ di avere effetto:

(a) con riferimento alle imposte prelevate alla fonte, sulle somme
realizzate il, o successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare
successivo a quello nel quale e’ stata notificata la denuncia;

(b) con riferimento alle altre imposte sul reddito e sul
patrimonio, sulle imposte relative agli anni fiscali che iniziano il,
o successivamente al, 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello
nel quale e’ stata notificata la denuncia.

IN FEDE DI CHE i sottoscritti, debitamente autorizzati a farlo, hanno
firmato la presente convenzione.

FATTA a Roma il 3.7.2002, in duplice esemplare, nelle lingue
italiana, moldava e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede,
prevalendo in caso di dubbio di interpretazione o applicazione il
testo inglese.

PER IL GOVERNO DELLA PER IL GOVERNO DELLA
REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA DI MOLDOVA
(firma) (firma)

Parte di provvedimento in formato grafico

PROTOCOLLO AGGIUNTIVO

alla Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il
Governo della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni
in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le
evasioni fiscali.

All’atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra
il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di
Moldova per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul
reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, i
sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni aggiuntive che
formano parte integrante della Convenzione.

Resta inteso che:

1. Ai fini della presente Convenzione, le imposte sul patrimonio
includono, nel caso della Moldova, l’imposta sulla proprieta’.

2. Con riferimento all’articolo 2, paragrafo 3, comma (a), qualora
l’Italia introduca in futuro un’imposta sul patrimonio, la presente
Convenzione si applichera’ a tale imposta e la doppia imposizione
sara’ evitata in conformita’ alle disposizioni dell’articolo 24 della
Convenzione.

3. Con riferimento al paragrafo 2 dell’Articolo 5, una fattoria, una
piantagione, un giardino, un vigneto saranno considerati come stabile
organizzazione.

4. Per quanto concerne il paragrafo 3 dell’articolo 7, per “spese
sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile
organizzazione” si intendono le spese direttamente connesse con
l’attivita’ di detta stabile organizzazione.

5. Con riferimento all’articolo 8, gli utili derivanti
dall’esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili
comprendono:

(a) gli utili derivanti dal noleggio a scafo nudo di navi o di
aeromobili utilizzati in traffico internazionale,

(b) gli utili derivanti dall’impiego o dal noleggio di container
qualora essi costituiscano utili occasionali e secondari rispetto
agli altri utili derivanti dall’esercizio in traffico internazionale
di navi o di aeromobili.

6. Con riferimento ai paragrafi 1 e 2 dell’Articolo 19, alle
remunerazioni pagate a una persona fisica, in corrispettivo di
servizi resi all’Istituto Nazionale per il Commercio Estero italiano
(I.C.E.) e alla Banca d’Italia, nonche’ alle corrispondenti
istituzioni moldave, si applicano le disposizioni relative alle
funzioni pubbliche.

7. Le disposizioni di cui al paragrafo 3 dell’articolo 29 non
pregiudicano il diritto delle autorita’ competenti degli Stati
contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per
l’applicazione delle limitazioni previste dalla presente Convenzione.

IN FEDE DI CHE i sottoscritti debitamente autorizzati a farlo, hanno
firmato il presente Protocollo.

FATTO a Roma il 3.7.2002, in duplice esemplare, nelle lingue
italiana, moldava e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede,
prevalendo in caso di dubbio di interpretazione o applicazione il
testo inglese.

PER IL GOVERNO DELLA PER IL GOVERNO DELLA
REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA DI MOLDOVA
(firma) (firma)

Parte di provvedimento in formato grafico

Parte di provvedimento in formato grafico

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 8 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Moldova per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma il 3 luglio 2002. (11G0048) (GU n. 45 del 24-2-2011

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