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Ministero dei lavori pubblici - Norme per la progettazione dei lavori relativi alle reti interne di distribuzione degli acquedotti e reti ed impianti di fognature.

Circolare 18/12/1958 n. 13643

Ministero dei lavori pubblici – Norme
per la progettazione dei lavori relativi alle reti interne di
distribuzione degli acquedotti e reti ed impianti di fognature.

Com’è
noto, l’art.6 della legge 29-7-1957, n. 634, prevede l’assunzione a
carico della Cassa per il Mezzogiorno della quota di spesa che i
comuni – che si trovino nelle condizioni ivi previste – debbono
sostenere per l’ammortamento dei mutui da contrarre con la cassa
depositi e prestiti per il finanziamento dei lavori di costruzione o
di completamento delle reti interne di distribuzione degli acquedotti
e degli impianti e reti di fognatura, che siano stati ammessi al
beneficio del contributo statale, ai sensi degli artt. 3 e 11 della
legge 3-8-1949, n. 589, e successive modificazioni.
I programmi delle
opere da ammettere alle agevolazioni di cui alla succitata norma di
legge vengono, ovviamente, predisposti tenendo anche conto di quelli
della Cassa per il Mezzogiorno, con la quale – ai fini del
coordinamento dell’attività delle due amministrazioni in tale settore
di interventi – sono intervenute intese, fra l’altro, circa i criteri
tecnici in base ai quali dovranno essere progettate le opere di che
trattasi ed altre modalità per l’applicazione della norma stessa.
Ciò
stante, si dispone che in sede di esame dei progetti relativi alle
suddette opere, sia accertato che le reti interne degli acquedotti e
delle fognature abbiano caratteristiche tecniche derivate da quelle
delle opere esterne costruite dalla Cassa, quando questa sia
intervenuta o debba intervenire per la realizzazione degli acquedotti
alimentanti i comuni dove le suddette reti debbono essere attuate.
E
poiché tutti gli acquedotti eseguiti dalla Cassa per il Mezzogiorno
sono costruiti per servire ad una distribuzione ad afflusso libero,
misurata da contatore, le reti interne di dette distribuzioni debbono
essere calcolate in base alla portata di massimo consumo orario uguale
a quella assunta per il calcolo della condotta di avvicinamento
all’abitato.
Per il calcolo delle portate delle reti di fognatura,
dovrà tenersi conto delle dotazioni individuali di acqua assegnate con
le opere esterne dell’acquedotto, eseguite dalla Cassa medesima.
I
certificati contenenti i dati tecnici di cui sopra, ove non siano
stati già richiesti dagli enti interessati ed allegati ai progetti,
dovranno a cura dei competenti uffici del genio civile, essere
richiesti alla Cassa per il Mezzogiorno prima di procedere all’esame
dei progetti medesimi.
Nei capitolati speciali di appalto delle opere
in parola, dovrà, altresì, farsi risultare che gli stati di
avanzamento dei lavori saranno ammessi a pagamento dalla Cassa per il
Mezzogiorno secondo le modalità stabilite dal regolamento della cassa
depositi e prestiti, approvato con decreto legislativo 23-3-1919, n.
1053, e quindi in base a nulla osta dell’ufficio del genio civile.
Tale clausola dovrà essere contenuta nella lettera d’invito alle
relative gare di appalto.
A cura dei competenti uffici del genio
civile le norme di cui sopra dovranno essere portate a conoscenza dei
comuni dove debbano eseguirsi le opere sopra specificate in
applicazione del ripetuto art. 6 della legge n. 634 del 1957; detti
comuni potranno tempestivamente richiedere alla Cassa per il
Mezzogiorno i dati tecnici necessari per provvedere alla progettazione
dei lavori in base ai criteri suaccennati.
Come si è detto, ove nei
progetti che saranno presentati ai suddetti uffici manchi tale
certificazione, dovrà essere direttamente richiesta dagli uffici
medesimi, i quali poi, se necessario, disporranno le opportune
modifiche da apportare agli elaborati, affinché le previsioni
rispondano ai criteri sopra specificati.
Per quanto particolarmente
riguarda le fognature, dovrà anche essere preventivamente accertato
se, nei comuni dove dette opere debbono essere realizzate, esistano (e
in tal caso quale sia lo stato di consistenza e di funzionalità) o sia
prevista la prossima costruzione delle reti di distribuzione
dell’acquedotto.
Inoltre, poiché la menzionata norma di legge
stabilisce che, per i comuni con popolazione superiore ai 10.000
abitanti e non superiore ai 75.000 abitanti i benefici da essa
contemplati sono applicabili limitatamente alle reti primarie degli
acquedotti e delle fognature, gli uffici del genio civile, nel
pronunciarsi sui progetti delle opere da eseguire nei comuni con
popolazione di oltre 10.000 abitanti, dovranno specificare in quale
misura la spesa prevista si riferisca alle suddette reti primarie.
Per
determinare quali siano le opere che possono essere considerate reti
primarie, si dovrà tenere presente che:
1) per le reti di
distribuzioni interne, rientrano in detta categoria:
a) nelle
distribuzioni “ad anello”, le condotte ad anello primario e le
condotte trasversali importanti;
b) nelle distribuzioni “a
diramazioni” o “a maglia”, la condotta “o le condotte” alimentatrici
principali, valutando, caso per caso, se talune delle condotte
diramate dalle alimentatrici principali abbiano requisiti e importanza
tali da farle rientrare tra le opere primarie;
2) per le fognature,
rientrano tra le opere primarie lo scarico finale, l’eventuale
impianto epurativo, l’emissario, il collettore o i collettori
principali. Anche per le fognature, sarà da valutare, caso per caso,
se alcune delle fogne affluenti ai collettori principali abbiano
importanza tale da potersi considerare “primarie”.

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