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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DIRETTIVA 3 febbraio 2003: Modalita' di gestione, forme e misure delle agevolazioni previste dall'art. 106, legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), per la promozione e lo sviluppo di nuove imprese innovative. (GU n. 102 del 5-5-2003)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DIRETTIVA 3 febbraio 2003

Modalita’ di gestione, forme e misure delle agevolazioni previste
dall’art. 106, legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria
2001), per la promozione e lo sviluppo di nuove imprese innovative.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2001)» ed in particolare l’art. 106 con il quale e’
previsto che gli interventi del Fondo di cui all’art. 14 della legge
17 febbraio 1982, n. 46, sono estesi al finanziamento dei programmi
di investimento per la nascita ed il consolidamento delle imprese
operanti in comparti di attivita’ ad elevato impatto tecnologico e
delle iniziative di promozione ed assistenza tecnica svolte da
organismi qualificati per favorirne l’avvio;
Considerato che il citato art. 106 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, prevede che con direttiva del Ministro delle attivita’
produttive, emanata ai sensi dell’art. 10, comma 2, del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, sono stabilite le modalita’ di
gestione degli interventi, ivi compresi quelli finalizzati a
facilitare la partecipazione di investitori qualificati nel capitale
di rischio delle imprese, le forme e le misure delle agevolazioni,
nei limiti previsti dalla normativa comunitaria per gli aiuti di
Stato;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
«Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese, a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c),
della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, che detta le norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto all’accesso ai documenti
amministrativi;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche»;
Sentiti i Ministri dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e dell’economia e delle finanze;
E m a n a
le seguenti direttive:
Art. 1.
1. Con il presente decreto sono emanate le direttive di cui
all’art. 106, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per il
finanziamento:
a) dei programmi di investimento per la nascita ed il
consolidamento delle imprese operanti in comparti di attivita’ ad
elevato impatto tecnologico;
b) delle iniziative di promozione ed assistenza tecnica per
favorire l’avvio delle imprese in questione.
2. Con decreto del Ministro delle attivita’ produttive sono
annualmente ripartite le risorse a disposizione tra gli interventi di
cui al comma 1.

Art. 2.
1. Al fine di promuovere la nascita ed il consolidamento di imprese
operanti in comparti di attivita’ ad elevato impatto tecnologico
possono essere concesse «anticipazioni» a «soggetti intermediari»,
costituiti da banche, intermediari finanziari e societa’ finanziarie
per l’innovazione e lo sviluppo di cui all’art. 2, comma 3, della
legge 5 ottobre 1991, n. 317, per l’acquisizione temporanea di
partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio di dette imprese
effettuate sulla base delle positive previsioni di rendimento
dell’investimento previsto.
2. Le anticipazioni di cui al comma 1 sono concesse per il
finanziamento di progetti di sviluppo delle imprese proponenti.

Art. 3.
1. Per poter beneficiare degli interventi previsti dall’art. 2 le
imprese devono:
a) essere costituite in forma di societa’ di capitali, ivi
incluse le societa’ cooperative;
b) essere costituite da non oltre tre anni alla data di richiesta
degli interventi medesimi;
c) risultare economicamente e finanziariamente sane.
2. Il requisito di cui al comma 1, lettera c) deve essere accertato
sulla base della capacita’ dell’impresa di far fronte agli impegni
finanziari previsti dal programma per il quale e’ richiesto
l’intervento, tenendo conto anche della consistenza patrimoniale e
finanziaria prevista dal piano di sviluppo.
3. Ai fini dell’ammissibilita’ agli interventi, i progetti di
sviluppo delle imprese devono risultare innovativi e ad elevato
impatto tecnologico; tale valutazione e’ condotta con riferimento
alle tecnologie da adottare che tenuto conto di quelle in uso nel
settore di riferimento, devono introdurre significativi miglioramenti
ai processi produttivi o ai prodotti da ottenere; l’innovativita’ e
l’impatto tecnologico saranno valutati, in particolare, anche tenendo
conto di specifiche collaborazioni con Universita’ e centri di
ricerca, dell’elevata specializzazione e qualificazione del personale
addetto, delle attivita’ formalizzate di ricerca e sviluppo, nonche’
dei brevetti di invenzione depositati o detenuti.

Art. 4.
1. Le partecipazioni al capitale di rischio di cui all’art. 2 sono
acquisite, sulla base di un programma pluriennale di sviluppo
presentato dalle imprese ad uno dei soggetti intermediari di cui
all’articolo medesimo che ne effettua la valutazione istruttoria
tenuto conto delle positive previsioni di rendimento dell’intervento,
mediante la sottoscrizione di azioni o quote sociali di minoranza, di
nuova emissione, non inferiore al 20% del capitale sociale. Con
riferimento alla valutazione del progetto in relazione
all’innovativita’ ed all’elevato impatto tecnologico, i soggetti
intermediari devono acquisire apposita relazione che attesti
l’innovativita’ e l’elevato impatto tecnologico del progetto con
riferimento al prodotto o al processo produttivo. Tale relazione deve
essere rilasciata da uno dei soggetti attuatori dei progetti di cui
all’art. 7, non collegato direttamente o indirettamente al proponente
e purche’ nelle relative attivita’ siano previste anche quelle di
valutazione tecnologica dei progetti, ovvero da un esperto in
possesso di elevata professionalita’ nel settore, non collegato
direttamente o indirettamente al soggetto proponente il progetto,
ovvero da societa’ specializzate in valutazione tecnologica.
2. La partecipazione deve essere limitata nel tempo e smobilizzata
non appena consentito dal mercato. La cessione delle azioni o delle
quote acquisite deve in ogni caso avvenire entro un periodo massimo
di sette anni dalla data di acquisizione. L’importo derivante da
dette smobilizzazioni deve essere restituito secondo le modalita’
definite in sede di accreditamento di cui al comma 3.
3. Per lo svolgimento delle attivita’ di cui al presente decreto i
soggetti intermediari devono risultare accreditati dal Ministero
delle attivita’ produttive. I criteri per 1’accreditamento riferiti,
in particolare, alle esperienze e alla professionalita’ della
struttura operativa dei soggetti da accreditare, sono fissati con
decreto del Ministro delle attivita’ produttive, su proposta del
Comitato di cui all’art. 5, comma 3. In sede di accreditamento e’
definita la remunerazione, con riferimento all’effettivo rendimento
dell’investimento e ai costi di gestione, ivi inclusi quelli della
relazione di cui al comma 1 a totale carico del Ministero delle
attivita’ produttive, i cui oneri sono posti a carico delle risorse
del fondo di cui all’art. 12.
4. Le anticipazioni per le partecipazioni al capitale di rischio
sono concesse in misura pari al 50% dell’ammontare complessivo delle
partecipazioni stesse e non possono superare lire 4 miliardi per ogni
singola iniziativa.

Art. 5.
1. Gli adempimenti amministrativi relativi alla concessione ed
erogazione delle anticipazioni sono affidati ad una banca o societa’
di servizi controllata da banche, denominata «soggetto gestore», che
i1 Ministero delle attivita’ produttive individua sulla base delle
condizioni offerte e della disponibilita’ di una struttura
organizzativa adeguata alla prestazione del servizio, mediante gara
ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157.
2. Con convenzione di durata non superiore a 10 anni, stipulata tra
il Ministero delle attivita’ produttive ed il soggetto prescelto sono
regolamentati i reciproci rapporti e le modalita’ di corresponsione
del compenso spettante al soggetto gestore, i cui oneri sono posti a
carico delle risorse del fondo di cui all’art. 12.
3. Nella convenzione di cui al comma 2 e’ prevista la costituzione
di un Comitato che assume le deliberazioni degli interventi da
attuare. Il Comitato e’ composto da due rappresentanti del Ministero
delle attivita’ produttive, di cui uno con qualifica di dirigente con
funzioni di presidente e uno con qualifica non inferiore a C/3 con
funzioni di vice presidente, da un dirigente del Ministero
dell’economia e delle finanze, da un rappresentante delle regioni
designato dalla Conferenza Stato-regioni. Il Comitato adotta le
necessarie disposizioni operative nel rispetto della legge 7 agosto
1990, n. 241, in aderenza ai criteri di semplificazione e di minima
onerosita’ per i soggetti richiedenti. Le condizioni di
ammissibilita’ e le disposizioni di carattere generale, che possono
prevedere anche criteri per la scelta delle iniziative da ammettere
nel caso di insufficienza dei fondi, sono soggette alla approvazione
del Ministero delle attivita’ produttive e sono pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 6.
1. Una quota non superiore al 30 per cento delle dispon…

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