MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 2 marzo 2012 | Geometra.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 2 marzo 2012

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 2 marzo 2012 - Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale. (12A02657) - (GU n. 56 del 7-3-2012 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 2 marzo 2012

Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi
mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale.
(12A02657)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta
a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in
Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689;
Visti in particolare gli articoli 21, 22 e 25 della predetta
convenzione che attribuiscono agli
Stati costieri la facolta’ di adottare nel loro mare territoriale
misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare
la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare
l’ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni
d’inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle
rotte;
Visto l’art. 83 del codice della navigazione, come modificato
dall’art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la
possibilita’ per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di
limitare o vietate il transito e la sosta di navi mercantili nel mare
territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della
navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente della tutela
del territorio e del mare, per motivi di protezione dell’ambiente
marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende;
Preso atto dei recenti incidenti della navigazione occorsi in
prossimita’ di aree di grande valore ecosistemico ed ambientale e
dalla significativa rilevanza socio-economica delle risorse ivi
esistenti e, in quanto tali, soggette a particolari regimi di tutela;
Considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la
circondano sono particolarmente vulnerabili ai rischi del trasporto
marittimo e della navigazione anche tenuto conto del lentissimo
ricambio che caratterizza le acque del bacino del Mediterraneo;
Considerato il rischio di grave inquinamento dell’ambiente marino
collegato al trasporto marittimo che puo’ derivare dalle sostanze
pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come
propellente per i fini della stessa navigazione;
Considerata la necessita’ di proteggere in maniera particolare
alcune zone marine e costiere particolarmente vulnerabili interessate
da notevoli volumi di traffico;
Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, e la legge 6 dicembre
1991, n. 394;
Vista la legge 11 ottobre 2001, n. 391, di ratifica ed esecuzione
dell’accordo internazionale firmato tra Monaco, Francia e Italia per
la creazione nel Mediterraneo di un Santuario per i mammiferi marini,
fatto a Roma il 25 novembre 1999 e le esigenze di tutela ambientale
ivi affermate;
Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, recante
«Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti
portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui
del carico»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n.
134, recante «Disciplina per le navi mercantili dei requisiti per
l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose»;
Considerato che, l’area del Santuario dei cetacei e’ stata inclusa
nella lista delle aree specialmente protette di importanza
mediterranea di cui al protocollo della Convenzione di Barcellona per
la protezione delle aree specialmente protette e della diversita’
biologica del Mediterraneo, come ratificato dall’Italia ed entrato in
vigore;
Considerata la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’
ambientale della laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi
continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti
aumenti del traffico marittimo;

Decreta:

Art. 1

Misure generali per limitare o vietare il transito delle navi
mercantili finalizzate alla protezione di aree sensibili nel mare
territoriale.

1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai
perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini
e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e
6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono
vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili
adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500
tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici
che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal
presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio,
l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna
ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di
garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per
l’accesso e l’uscita dai porti.
2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di
separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie
nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette
nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31
dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.

Art. 2

Ulteriori misure per la protezione di aree particolarmente
vulnerabili

1. In ragione della particolare sensibilita’ ambientale e della
vulnerabilita’ ai rischi del traffico marittimo sono adottate le
seguenti misure di navigazione:
a) nell’area marina protetta del Santuario dei Cetacei, di cui
alla legge 11 ottobre 2001, n. 391:
1) per l’ingresso e la navigazione nell’intera area marina,
come delimitata dall’allegato 1, le navi che trasportano su ponti
scoperti e in colli sostanze rientranti nelle tipologie di cui
all’allegato III della convenzione internazionale per la prevenzione
dell’inquinamento da navi Marpol 73/78 e al Codice marittimo
internazionale per il trasporto delle merci pericolose (IMDG Code),
anche in rimorchi, semirimorchi, container, camion e vagoni, devono
adottare sistemi di ritenuta del carico che ne garantiscano la
massima tenuta e stabilita’ in ogni condizione meteomarina, al fine
di prevenire e impedire perdite accidentali dei carichi;
b) nella laguna di Venezia:
1) e’ vietato il transito nel Canale di San Marco e nel Canale
della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri
superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda;
2) al fine di conseguire i piu’ elevati livelli di sicurezza
anche ambientale l’Autorita’ Marittima, sentita l’Autorita’ portuale,
con ordinanza disciplina, secondo la stazza lorda delle navi, la
distanza minima alla quale le stesse devono mantenersi l’una
dall’altra qualora navighino nello stesso senso.
2. Il comandante della nave prima della partenza dal porto di
Venezia, e’ tenuto a conferire i rifiuti ed i residui del carico
prodotti dalla nave. Per il porto di Venezia non e’ ammessa la deroga
di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 24 giugno 2003,
n. 182.
3. Sono esenti dagli obblighi di cui al comma 2, le navi militari e
da guerra, le navi utilizzate per finalita’ pubbliche che conducano
attivita’ non commerciali e le unita’ adibite ad attivita’ di ricerca
scientifica nonche’ le navi adibite a collegamenti di linea che
effettuano scali frequenti e regolari.

Art. 3

Disposizioni transitorie

1. Il divieto di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), punto 1), si
applica a partire dalla disponibilita’ di vie di navigazione
praticabili alternative a quelle vietate, come individuate
dall’Autorita’ marittima con proprio provvedimento. Nelle more di
tale disponibilita’, l’Autorita’ marittima, d’intesa con il
Magistrato alle acque di Venezia e l’Autorita’ portuale, adotta
misure finalizzate a mitigare i rischi connessi al regime transitorio
perseguendo il massimo livello di tutela dell’ambiente lagunare.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 2 marzo 2012

Il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti
Passera
Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare
Clini

Allegato 1 (Art. 2, comma 1)

DELIMITAZIONE DELL’AREA DEL SANTUARIO DEI CETACEI

Acque interne e di mare territoriale dell’Italia ricadenti
nell’ambito della zona marittima di cui alla legge 11 ottobre 2001,
n. 391, recante «Ratifica ed esecuzione dell’Accordo relativo alla
creazione nel Mediterraneo di un santuario per i mammiferi marini,
fatto a Roma il 25 novembre 1999» e ricomprese nei limiti
determinati:
1. ad ovest, da una linea che va dalla punta Escampobariou
(punta ovest della penisola di Giens: 43°01’70″N, 06°05’90″E) a Capo
Falcone, situato sulla costa occidentale della Sardegna (40°58’00″N,
008°12’00″E);
2. ad est, una linea che va da Capo Ferro, situato sulla costa
nord – orientale della Sardegna (41°09’18″N, 009°31’18″E) a Fosso
Chiarone, situato sulla costa occidentale italiana (42°21’24″N,
011°31’00″E).

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 2 marzo 2012

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