MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 giugno 2010 | Geometra.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 giugno 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 giugno 2010 - Arresto temporaneo straordinario obbligatorio delle attivita' di pesca. (10A09000) - (GU n. 174 del 28-7-2010 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 23 giugno 2010

Arresto temporaneo straordinario obbligatorio delle attivita’ di
pesca. (10A09000)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla predetta legge n.
963/1965;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 226, recante
orientamento e modernizzazione del settore della pesca e
dell’acquacoltura, che prevede incentivi finanziari per gli
imprenditori ittici;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, recante «norme
di attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38 in materia di pesca
marittima»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, recante
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38»; «Norme di
attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38 in materia di pesca
marittima»;
Visto il regolamento (CE) n. 1967/06 del Consiglio, del 21 dicembre
2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile
delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica del
regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n.
1626/94;
Visto il regolamento (CE) n. 1198/06 del 27 luglio 2006, relativo
al Fondo europeo per la pesca, ed in particolare l’art. 24, paragrafo
I lett. v);
Visto il regolamento CE n. 875/2007 della Commissione del 24 luglio
2007, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
CE agli aiuti de minimis nel settore della pesca e recante modifica
del Regolamento CE n. 1860/2004;
Vista la legge 28 gennaio 2009, n. 2 recante «Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il
quadro strategico nazionale» e il relativo decreto di attuazione;
Viste le basi scientifiche dei piani di gestione per le unita’
autorizzate al sistema di pesca a strascico iscritte nei
compartimenti marittimi inclusi nelle GSA 9, 10, 11, 16, 17, 18 e 19,
predisposti ai sensi dell’art. 19 del regolamento (CE) n. 1967/2006 e
gia’ esaminati dal Comitato tecnico scientifico della Commissione
europea;
Visti i Piani di gestione, articolati per GSA, inerenti la flotta a
strascico adottati a livello nazionale con decreto direttoriale del
17 giugno 2010, che prevedono riduzioni graduali dello sforzo di
pesca in linea con gli obiettivi fissati nel Piano di adeguamento
della flotta di cui ai decreto direttoriale 6 aprile 2010;
Considerato che i dati del Comitato tecnico scientifico della
Commissione europea indicano che il 54% degli stock del Mar
Mediterraneo sottoposti a valutazione dello sforzo di pesca risultano
eccessivamente sfruttati e pertanto, si ritiene necessario applicare
il principio di precauzione cosi’ come regolato nel regolamento (CE)
del Consiglio n. 2371/2002;
Considerato l’impatto sulle imprese e sui lavoratori della pesca
delle disposizioni comunitarie in materia di pesca nel Mar
Mediterraneo;
Considerato che il Fondo europeo per la pesca impone una maggiore
dotazione finanziaria per le Aree in Obiettivo convergenza e che
conseguentemente e’ necessario prevedere una modulazione
differenziata degli aiuti erogati alle imprese tra aree Obiettivo
convergenza e quelle fuori Obiettivo convergenza;
Ravvisata la necessita’ di garantire un idoneo equilibrio fra le
risorse biologiche e l’attivita’ di pesca attraverso la previsione di
un periodo di fermo straordinario temporaneo diversamente articolato
per aree;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e
l’acquacoltura, costituita in unita’ di crisi ai sensi del decreto
ministeriale 10 giugno 2010;

Decreta:

Art. 1

Arresto temporaneo straordinario

1. Le interruzioni temporanee della pesca, di cui al presente
decreto, riguardano le unita’ per e quali la licenza autorizza al
sistema di pesca a strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’
abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, e sono
finalizzate a garantire un idoneo equilibrio tra le risorse
biologiche e l’attivita’ di pesca.

Art. 2

Arresto temporaneo straordinario obbligatorio

1. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, iscritte nei
compartimenti marittimi da Trieste a Bari e’ disposta l’interruzione
temporanea obbligatoria della pesca per trenta giorni consecutivi dal
2 agosto al 31 agosto, ad esclusione delle unita’ da pesca iscritte
nei compartimenti marittimi di Pescara e Ortona che effettuano
l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca per trenta giorni
consecutivi dal 1° settembre al 30 settembre.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, iscritte nei
compartimenti marittimi da Brindisi a Imperia e’ disposta
l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca per trenta giorni
consecutivi dal 1° settembre al 30 settembre.
3. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, iscritte nei
compartimenti marittimi della Regione Sardegna e della Regione
Sicilia, l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca ha durata
di trenta giorni consecutivi, la cui decorrenza e’ disposta con
provvedimento della regione entro il 31 luglio, ferma restando la
conclusione dell’interruzione temporanea entro il 30 settembre.
4. Entro il giorno di inizio del fermo di cui ai precedenti comma,
devono essere depositati presso l’Autorita’ marittima nella cui
giurisdizione e’ effettuata l’interruzione, a cura dell’armatore, i
documenti di bordo dell’unita’ soggette all’interruzione e, per
quelle unita’ per le quali sia stato rilasciato, anche il libretto di
controllo dell’imbarco e del consumo del combustibile.
5. Effettuata la consegna dei documenti di bordo, l’unita’ puo’
essere trasferita in un altro porto per l’esecuzione di operazioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria, nonche’ di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, previo sbarco
delle attrezzature da pesca e preventiva autorizzazione
dell’Autorita’ marittima di cui al precedente comma 4.
6. L’autorizzazione al trasferimento e’ rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo, ove saranno
eseguite le operazioni.
7. Le navi da pesca che effettuano la pesca dei gamberi di
profondita’ nello Ionio, nel Ligure, nel Tirreno e nel Canale di
Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’ di pesca
di cui al presente articolo, in maniera cumulativa al termine del
periodo di pesca del gambero, dandone comunicazione preventiva
all’Autorita’ marittima del luogo di iscrizione dell’unita’ stessa.

Art. 3

Ammortizzatori sociali in deroga

1. In relazione alle misure previste dall’art. 2, recanti una
sospensione obbligatoria dell’attivita’ di pesca non imputabile alla
volonta’ dell’armatore, per i marittimi imbarcati sulle unita’ di cui
al presente decreto puo’ essere attivata presso il competente
Ministero del lavoro e delle politiche sociali la procedura per la
erogazione del trattamento di Cassa integrazione guadagni
straordinaria in deroga secondo le modalita’ e nei limiti previsti
dalla normativa vigente.

Art. 4

Aiuto alle imprese

1. Per le imprese di pesca di cui all’art. 1 e’ erogato un aiuto
con le modalita’ indicate nel presente articolo.
2. Gli aiuti relativi alle unita’ abilitate al sistema strascico
sono erogati in applicazione del regolamento (CE) n. 1198/06 del 27
luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca.
3. Gli aiuti relativi alle unita’ abilitate al sistema volante e
non abilitate al sistema strascico sono erogati a valere sulle
risorse recate, per il corrente esercizio finanziario, dal capitolo
1482 di cui al decreto legislativo n. 226/2001, tenendo conto dei
limiti previsti nel regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione
relativo agli aiuti di Stato de minimis nel settore della pesca.
4. Gli aiuti di cui ai commi 2 e 3 relativi alle unita’ iscritte
negli uffici marittimi situati nelle Regioni Obiettivo convergenza e
nelle Regioni Obiettivo non di convergenza sono corrisposti
rispettivamente nella misura indicata nella tabella 1 e 2 allegate al
presente decreto per una durata di trenta giorni.
5. Non accedono agli aiuti previsti dal presente articolo le
imprese che abbiano sbarcato personale imbarcato nei due giorni
precedenti all’inizio dell’interruzione temporanea obbligatoria,
fatti salvi i casi di malattia, infortunio o sbarco volontario del
lavoratore.

Art. 5

Misure tecniche

1. Fermo restando quanto previsto dal Contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, e’ vietata la pesca con i sistemi a
strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi.
2. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi per lo
strascico e/o volante ovvero apposizione dei sigilli da parte della
Autorita’ marittima.
3. Le navi abilitate alla pesca mediterranea, nonche’ quelle che
effettuano la pesca dei gamberi di profondita’, in deroga alle
disposizioni di cui al comma 1, attuano l’interruzione tecnica al
termine di ogni campagna di pesca, in ragione del numero delle
giornate di sabato, domenica e festivi ricompresi nel periodo di
attivita’ di pesca effettivamente esercitata, ed a tal fine
l’armatore e’ tenuto a comunicare alla capitaneria del porto di
iscrizione la data di inizio e termine di ciascuna campagna di pesca
ed a consegnare i relativi documenti di bordo.

Art. 6

Misure tecniche successive all’interruzione temporanea

1. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Bari che
effettuano il fermo obbligatorio, autorizzate alla pesca a strascico
e/o volante, non esercitano l’attivita’ di pesca nel giorno di
venerdi’. Non e’ consentito il recupero di eventuali giornate di
inattivita’ causate da condizioni meteomarine avverse.
2. Dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 ottobre
2010 e’ vietata, nelle acque dei compartimenti marittimi
dell’Adriatico, ad eccezione di quelli di Monfalcone e di Trieste, e
dello Ionio, la pesca a strascico e/o volante entro una distanza
dalla costa inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondita’
d’acqua inferiore a 60 metri.
3. Il divieto di cui al comma 2 non si applica alle unita’ iscritte
in IV categoria abilitate alla pesca costiera locale entro sei miglia
dalla costa.

Art. 7

Modalita’ di esecuzione

1. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca di cui
agli articoli 2 e 6 e’ fatto divieto di esercitare l’attivita’ di
pesca, nelle acque del compartimento in cui si attua la misura, anche
alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti abilitate ai
sistemi di pesca interessati. La violazione del presente divieto e’
punita in base alla normativa vigente.
2. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro cinque giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica ottemperando
alle disposizioni impartite dell’Autorita’ marittima per il transito
nell’areale in fermo.
3. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare per la continuazione dell’attivita’, nel
periodo di interruzione obbligatorio, con gli attrezzi da posta,
palangari, circuizione e draga idraulica previo sbarco delle
attrezzature per lo strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve
darne comunicazione scritta, entro e non oltre il giorno precedente
l’inizio dell’interruzione temporanea obbligatoria, al capo del
compartimento di iscrizione o all’autorita’ marittima dei porto di
base logistica.
4. Con decreto del direttore generale della pesca marittima e
dell’acquacoltura sono stabilite e modalita’ attuative del presente
decreto.
Il presente decreto e’ trasmesso all’organo di controllo per la
registrazione, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.

Roma, 23 giugno 2010

Il Ministro: Galan

Registrato alla Corte dei conti il 16 luglio 2010
Ufficio di controllo Atti Ministeri delle attivita’ produttive
Registro n. 3, foglio n. 279

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 giugno 2010

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