MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 29 aprile 2008, n. 110 - Regolamento recante criteri, condizioni e modalita' per l'attuazione dell'obbligo di immissione in consumo nel territorio nazionale di una quota minima di biocarburanti, ai sensi dell'articolo 1, comma 368, punto 3, della legge n. 296/2006. (GU n. 142 del 19-6-2008 | Geometra.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 29 aprile 2008, n. 110 – Regolamento recante criteri, condizioni e modalita’ per l’attuazione dell’obbligo di immissione in consumo nel territorio nazionale di una quota minima di biocarburanti, ai sensi dell’articolo 1, comma 368, punto 3, della legge n. 296/2006. (GU n. 142 del 19-6-2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 29 aprile 2008, n. 110 - Regolamento recante criteri, condizioni e modalita' per l'attuazione dell'obbligo di immissione in consumo nel territorio nazionale di una quota minima di biocarburanti, ai sensi dell'articolo 1, comma 368, punto 3, della legge n. 296/2006. (GU n. 142 del 19-6-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 29 aprile 2008 , n. 110

Regolamento recante criteri, condizioni e modalita’ per l’attuazione
dell’obbligo di immissione in consumo nel territorio nazionale di una
quota minima di biocarburanti, ai sensi dell’articolo 1, comma 368,
punto 3, della legge n. 296/2006.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con
IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
e
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Vista la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
2003/30/CE sulla promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri
carburanti rinnovabili nei trasporti;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, che reca
disposizioni in materia di regolazioni dei mercati agroalimentari,
disciplinando, in particolare, le intese di filiera e i contratti
quadro utilizzati per la stipula dei contratti di coltivazione e
aventi, tra l’altro, per scopo la produzione, la trasformazione, la
commercializzazione e la distribuzione di biomasse agricole e di
biocarburanti di origine agricola;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128, di attuazione
della predetta direttiva 2003/30/CE, recante, tra l’altro,
disposizioni finalizzate a promuovere l’utilizzazione di
biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili in sostituzione di
carburante diesel o di benzina nei trasporti, al fine di contribuire
al raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra;
Visto l’articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, con il quale, nel modificare alcune norme della legge
11 marzo 2006, n. 81, recante disposizioni in materia di interventi
nel settore agroenergetico, si prevede che, a decorrere dal
1° gennaio 2007, i soggetti che immettono in consumo benzina e
gasolio prodotti a partire da fonti non rinnovabili e destinati
all’autotrazione debbano immettere in consumo una quota minima di
biocarburanti;
Visto l’articolo 1, comma 371, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, con il quale, nel modificare alcune norme del decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, si prevede, nell’ambito di un
programma pluriennale, sottoposto ad autorizzazione comunitaria, con
decorrenza 1° gennaio 2007 e scadenza 31 dicembre 2010, un
contingente annuo di 250.000 tonnellate di biodiesel al quale si
applica un’aliquota di accisa pari al 20% di quella applicata al
gasolio usato come carburante;
Considerato che il contingente di 250.000 tonnellate di cui al
punto precedente non copre totalmente la quota minima fissata
dall’articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di
immissione in consumo di biocarburanti e che quindi occorre evitare
situazioni di disparita’ tra i soggetti tenuti all’obbligo, tali da
influire sulle condizioni di concorrenzialita’ del mercato dei
carburanti;
Visto l’articolo 1, comma 372, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, con il quale, nel modificare alcune norme del decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, si prevede, nell’ambito di un
programma pluriennale, sottoposto ad autorizzazione comunitaria, con
decorrenza 1° gennaio 2008 e scadenza 31 dicembre 2010, uno
stanziamento di 73 milioni di euro annui per la riduzione dell’accisa
applicata a bioetanolo, ETBE e additivi e riformulanti impiegati come
carburante;
Considerato che il contingente di cui al punto precedente non copre
totalmente la quota minima fissata dall’articolo 1, comma 368, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, di immissione in consumo di
biocarburanti e che quindi occorre evitare situazioni di disparita’
tra i soggetti tenuti all’obbligo, tali da influire sulle condizioni
di concorrenzialita’ del mercato dei carburanti;
Ritenuto di dover individuare modalita’ per perseguire obiettivi di
sviluppo di filiere agroenergetiche e che tengono conto della
sostenibilita’ dei biocarburanti anche con riferimento alle quantita’
di prodotto proveniente da intese di filiera, da contratti quadro o
contratti ad essi equiparati;
Considerato che, ai sensi dell’articolo 1, comma 368, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, occorre dettare criteri, condizioni e
modalita’ per l’attuazione del predetto obbligo di immissione al
consumo di una quota minima di biocarburanti;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988,
n. 400;
Vista la decisione della Commissione europea C(2008)850 def., con
la quale si autorizza il regime di aiuti concernente le agevolazioni
fiscali per il biodiesel, notificato dall’Italia ed al contempo si
rileva che l’obbligo di immissione al consumo di cui al presente
decreto non comporta il rischio di una sovracompensazione con la
predetta misura;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 10 marzo 2008;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota n. 1689 del 2 aprile 2008 ed il relativo nulla
osta della Presidenza del Consiglio dei Ministri trasmesso con nota
n. 1561 dell’8 aprile 2008;
A d o t t a

il seguente regolamento:

Art. 1.
Finalita’

1. Il presente regolamento detta criteri, condizioni e modalita’
per l’attuazione degli obblighi di cui all’articolo 2-quater,
comma 3, della legge 11 marzo 2006, n. 81, cosi’ come modificato
dall’articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).

Note alle premesse:
– La direttiva 2003/30/CE e’ pubblicata nella GUCE
n. L. 123 del 17 maggio 2003.
– Il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2005, n. 137,
reca: «Regolazioni dei mercati agroalimentari a norma
dell’art. 1, comma 2, lettera e), della legge 7 marzo 2003,
n. 38».
– Il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 2005, n. 160,
reca: «Attuazione della direttiva 2003/30/CE relativa alla
promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti
rinnovabili nei trasporti».
– La legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente
«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)», e’
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) biocarburanti e altri carburanti rinnovabili da immettere in
consumo: il biodiesel, il bioetanolo e i suoi derivati, l’ETBE e il
bioidrogeno; ai fini del presente decreto la percentuale in volume di
ETBE considerata biocarburante e’ del 47 per cento;
b) benzina: quota parte minerale dei prodotti ottenuti a partire
da fonti primarie non rinnovabili, conformi alle specifiche tecniche
EN 228 e immessi in consumo nel territorio nazionale come carburanti;
c) gasolio: quota parte minerale dei prodotti ottenuti a partire
da fonti primarie non rinnovabili, conformi alle specifiche tecniche
EN 590 e immessi in consumo nel territorio nazionale come carburanti;
d) soggetti tenuti all’obbligo in un dato anno: soggetti che
nell’anno precedente hanno immesso in consumo benzina e gasolio,
individuati secondo quanto previsto al comma 2;
e) produttori di biocarburanti: soggetti che producono i
carburanti di cui alla lettera a);
f) legge: la legge 11 marzo 2006, n. 81, cosi’ come modificata
dall’articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
g) quantitativo minimo: la quantita’ di biocarburanti da
immettere in consumo in un dato anno da parte di ciascun soggetto
tenuto all’obbligo ai fini del rispetto della legge, calcolata sulla
base della formula di cui all’articolo 3, comma 5;
h) intesa di filiera: l’intesa stipulata ai sensi dell’articolo 9
del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, che ha come scopo
l’integrazione di filiera e la valorizzazione dei prodotti agricoli
ed agroalimentari, o intese equiparate, previa verifica di
conformita’ al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, da parte
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
i) contratto quadro: il contratto concluso ai sensi e per gli
scopi di cui agli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 27 maggio
2005, n. 102, tra le organizzazioni di produttori e le organizzazioni
di imprese di trasformazione, distribuzione e commercializzazione, di
cui alle lettere c) e d) dell’articolo 1 del medesimo decreto
legislativo n. 102 del 2005, relativo ad uno o piu’ prodotti agricoli
ed avente per oggetto, senza che derivi l’obbligo di praticare un
prezzo determinato, la produzione, la trasformazione, la
commercializzazione, la distribuzione dei prodotti, nonche’ i criteri
e le condizioni generali che le parti si impegnano a rispettare;
j) biocarburanti fiscalmente agevolati: biocarburanti sottoposti
ad accisa con aliquota ridotta.
2. Ai fini del presente decreto l’immissione in consumo di benzina
e gasolio e’ desunta dal verificarsi dei presupposti per il pagamento
dell’accisa.
3. Ai fini del calcolo del quantitativo minimo si assumono le
specifiche convenzionali dei carburanti e dei biocarburanti riportate
nella tabella allegato 1. Le specifiche convenzionali del bioidrogeno
e dei derivati del bioetanolo sono definite, in relazione
all’effettiva disponibilita’ dei medesimi, con successivo decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e il Ministro dell’economia e
delle finanze.
4. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22-bis del testo unico
delle disposizioni legislative concernenti le imposte di produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come modificato dal
decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, le caratteristiche
fiscali del biodiesel sono definite nella tabella allegato 2a) del
presente regolamento, mentre le caratteristiche fiscali del
bioetanolo sono definite nella tabella allegato 2b) del presente
regolamento. Per il bioidrogeno, l’ETBE e gli altri derivati del
bioetanolo, le stesse caratteristiche sono definite, in relazione
all’effettiva disponibilita’ dei medesimi, con successivo decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e il Ministro dell’economia e
delle finanze.

Nota all’art. 2:
– Si riporta il testo degli articoli 1, 9, 10 e 11 del
decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2005, n. 137, recante
«Regolazioni dei mercati agroalimentari a norma dell’art.
1, comma 2, lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38»:
«Art. 1 (Definizioni). – Ai fini del presente decreto
legislativo si intende per:
a) «prodotti agricoli»: i prodotti elencati
nell’Allegato I del Trattato istitutivo della Comunita’
europea, negli Allegati I e II del regolamento (CEE)
n. 2081/1992, come modificato dal regolamento (CE)
n. 692/2003, e gli altri prodotti qualificati agricoli dal
diritto comunitario;
b) «produttori»: gli imprenditori agricoli di cui
all’art. 2135 del codice civile aderenti ad una
organizzazione dei produttori che conferiscono a
quest’ultima la propria produzione affinche’ venga da essa
commercializzata;
c) «organizzazioni di produttori»: i soggetti di cui
all’art. 2;
d) «organizzazioni di imprese di trasformazione,
distribuzione e commercializzazione»: organizzazioni di
imprese della trasformazione, distribuzione e
commercializzazione dei prodotti di cui alla lettera a),
che abbiano ricevuto dalle imprese stesse mandato e potere
di impegnarle per la stipula di contratti quadro;
e) «intesa di filiera»: l’intesa stipulata ai sensi
dell’art. 9 che ha come scopo l’integrazione di filiera e
la valorizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari;
f) «contratto quadro»: il contratto concluso ai sensi
e per gli scopi di cui agli articoli 10 e 11 tra i soggetti
di cui alle lettere c) e d) relativo ad uno o piu’ prodotti
agricoli avente per oggetto, senza che derivi l’obbligo di
praticare un prezzo determinato, la produzione, la
trasformazione, la commercializzazione, la distribuzione
dei prodotti, nonche’ i criteri e le condizioni generali
che le parti si impegnano a rispettare;
g) «contratti-tipo»: i modelli contrattuali
(contratti di coltivazione, allevamento e di fornitura)
aventi per oggetto la disciplina dei rapporti contrattuali
tra imprenditori agricoli, trasformatori, distributori e
commercianti ed i relativi adempimenti in esecuzione di un
contratto quadro, nonche’ la garanzia reciproca di
fornitura e di accettazione delle relative condizioni e
modalita’.».
«Art. 9 (Intesa di filiera). – 1. L’intesa di filiera
ha lo scopo di favorire l’integrazione di filiera e la
valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari,
tenendo conto degli interessi della filiera e dei
consumatori. L’intesa puo’ definire:
a) azioni per migliorare la conoscenza e la
trasparenza della produzione e del mercato;
b) azioni per un migliore coordinamento
dell’immissione dei prodotti sul mercato;
c) modelli contrattuali compatibili con la normativa
comunitaria da utilizzare nella stipula dei contratti di
coltivazione, allevamento e fornitura;
d) modalita’ di valorizzazione e tutela delle
denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi
di qualita’;
e) criteri per la valorizzazione del legame delle
produzioni al territorio di provenienza;
f) azioni al fine perseguire condizioni di equilibrio
e stabilita’ del mercato attraverso informazioni e ricerche
per l’orientamento della produzione agricola alla domanda e
alle esigenze dei consumatori;
g) metodi di produzione rispettosi dell’ambiente.
2. L’intesa di filiera e’ stipulata nell’ambito del
Tavolo agroalimentare, di cui all’art. 20 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, tra gli organismi
maggiormente rappresentativi a livello nazionale nei
settori della produzione, della trasformazione, del
commercio e della distribuzione dei prodotti agricoli e
agroalimentari, presenti o rappresentati nel Consiglio
nazionale dell’economia e del lavoro. A tale fine, i
predetti organismi indicano la rappresentanza di filiera a
livello nazionale per il settore di appartenenza. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali,
da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, sono definite le modalita’ per la
stipula delle intese di filiera, nonche’ quelle di
costituzione e di funzionamento dei tavoli di filiera.
3. Le intese possono, inoltre, essere stipulate dalle
Organizzazioni interprofessionali riconosciute ai sensi
all’art. 12 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173.
4. Le intese non possono comportare restrizioni della
concorrenza ad eccezione di quelli che risultino da una
programmazione previsionale e coordinata della produzione
in funzione degli sbocchi di mercato o da un programma di
miglioramento della qualita’ che abbia come conseguenza
diretta una limitazione del volume di offerta.
5. Le intese sono comunicate al Ministero delle
politiche agricole e forestali entro i quindici giorni
dalla loro sottoscrizione che ne verifica la compatibilita’
con la normativa comunitaria e nazionale. Le intese di cui
al comma 4 sono approvate con decreto del Ministro delle
politiche agricole e forestali.».
«Art. 10 (Contratti quadro). – 1. Nell’ambito delle
finalita’ di cui all’art. 33 del Trattato istitutivo della
Comunita’ europea e nei limiti di cui all’art. 2, comma 1,
del regolamento (CEE) n. 26/1962 del Consiglio, del
4 aprile 1962, e successive modificazioni, i soggetti
economici di cui al capo I possono sottoscrivere contratti
quadro aventi i seguenti obiettivi:
a) sviluppare gli sbocchi commerciali sui mercati
interno ed estero, e orientare la produzione agricola per
farla corrispondere, sul piano quantitativo e qualitativo,
alla domanda, al fine di perseguire condizioni di
equilibrio e stabilita’ del mercato;
b) garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
c) migliorare la qualita’ dei prodotti con
particolare riguardo alle diverse vocazioni colturali e
territoriali e alla tutela dell’ambiente;
d) ridurre le fluttuazioni dei prezzi ed assicurare
le altre finalita’ perseguite dall’art. 33 del Trattato
sulla Comunita’ europea;
e) prevedere i criteri di adattamento della
produzione all’evoluzione del mercato.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali possono essere definite, per singole filiere,
modalita’ di stipula dei contratti quadro in mancanza di
intesa di filiera, che prevedano una rappresentativita’
specifica, determinata in percentuale al volume di
produzione commercializzata, da parte dei soggetti
economici di cui al capo I.».
«Art. 11 (Modalita). – 1. Il contratto quadro definisce
il prodotto, le attivita’ e l’area geografica nei cui
confronti e’ applicabile; nel contratto quadro devono
essere indicate la durata e le condizioni del suo rinnovo.
2. Ai contratti quadro si applicano i seguenti principi
generali:
a) confronto preventivo delle previsioni della
produzione e degli sbocchi commerciali del prodotto in
vista della loro armonizzazione;
b) definizione di prescrizioni al fine di adeguare il
prodotto oggetto del contratto quadro alle esigenze
dell’immissione sul mercato, con riferimento anche alle
caratteristiche qualitative del prodotto ed ai servizi
logistici che incidono sulla determinazione del prezzo di
commercializzazione;
c) obbligo per gli acquirenti di rifornirsi del
prodotto oggetto del contratto quadro tramite un contratto
di coltivazione, allevamento e fornitura, o tramite altro
contratto, comunque denominato, da stipulare per iscritto,
che rispetti i contenuti del contratto quadro e ne preveda
espressamente l’applicazione anche nei confronti degli
imprenditori agricoli non aderenti alle organizzazioni
stipulanti, ai sensi dell’art. 13. Il rispetto delle
condizioni stabilite nei contratti quadro deve essere
garantito dalla previsione espressa, contenuta negli
accordi stessi e confermata nei contratti-tipo e nei
contratti individuali, che considera, ai fini degli
articoli 1453 e 1455 del codice civile, di grave importanza
ogni sua violazione, con diritto al risarcimento degli
eventuali danni;
d) definizione dei criteri per la valutazione delle
diversificazioni di prezzo da stabilire in relazione al
processo produttivo applicato e alle caratteristiche
qualitative dei prodotti considerati per assicurare il
raggiungimento delle finalita’ dell’art. 33 del Trattato
istitutivo della Comunita’ europea.
3. Sono esclusi dai contratti quadro i quantitativi di
prodotto conferiti dai soci alle cooperative agricole ed ai
loro consorzi per la raccolta, la lavorazione, la
trasformazione e la commercializzazione sul mercato delle
produzioni agricole ed agroalimentari. E’ facolta’ delle
cooperative agricole e dei loro consorzi aderire ai
contratti quadro.
4. I contratti quadro devono contenere, per ogni
prodotto, disposizioni relative a:
a) il riconoscimento delle cause di forza maggiore
che giustificano il mancato rispetto parziale o totale
delle reciproche obbligazioni delle parti nei singoli
contratti;
b) l’individuazione di un collegio arbitrale terzo
rispetto alle parti al quale rimettere ogni controversia
fra le organizzazioni firmatarie degli accordi quadro, in
ordine alla interpretazione o all’esecuzione degli stessi,
e di rimettere a tale organo indicato in ciascun contratto
quadro ogni controversia tra gli imprenditori che siano
interessati direttamente alla esecuzione dei contratti o
che siano parti dei contratti da essi regolati.
La determinazione del risarcimento del danno derivante
dalla violazione di quanto disposto dal comma 2, la
lettera c), deve essere anch’essa rimessa alla decisione di
un collegio arbitrale nominato nei modi e con le modalita’
di procedura previsti nella presente lettera b). Il danno
e’ liquidato con valutazione equitativa;
c) le modalita’ di corresponsione, da parte di
ciascun produttore, trasformatore, commerciante e
distributore alle rispettive organizzazioni firmatarie, di
contributi, ove previsto dai contratti quadro, per le spese
previste dagli accordi finalizzate a favorire la
stabilizzazione del mercato e – attraverso studi, controlli
tecnici ed economici, ed azioni per la promozione e lo
sviluppo delle vendite – la valorizzazione dei prodotti
oggetto dei contratti quadro. Il contributo puo’ essere
determinato da una quota percentuale del prezzo del
prodotto oggetto dei singoli contratti;
d) la previsione delle sanzioni e degli indennizzi in
caso di inadempimento parziale o totale delle obbligazioni,
anche in relazione alle ipotesi disciplinate dagli
articoli 12 e 13.
5. I contratti quadro stabiliscono il contratto-tipo,
che deve essere adottato nella stipulazione dei contratti
di coltivazione, allevamento e fornitura.
6. I contratti quadro e il contratto-tipo sono
depositati, a cura delle parti contraenti, entro dieci
giorni dalla stipulazione presso il Ministero delle
politiche agricole e forestali, il quale, entro trenta
giorni dal deposito, puo’ formulare osservazioni circa la
rappresentativita’ delle parti contraenti e la conformita’
degli accordi alla normativa comunitaria e nazionale.
Decorso tale termine senza osservazioni, i contratti quadro
ed il contratto-tipo si intendono efficaci e sono
pubblicati sul sito del Ministero delle politiche agricole
e forestali e su quelli delle regioni interessate.».
– Si riporta il testo dell’art. 22-bis del decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 29 novembre 1996, n. 279, recante «Testo
unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte
sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali»:
«Art. 22-bis (Disposizioni particolari in materia di
biodiesel ed alcuni prodotti derivati dalla biomassa). – 1.
Nell’ambito di un programma pluriennale con decorrenza dal
1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2010 e nel limite di un
contingente annuo di 250.000 tonnellate, al fine di
compensare i maggiori costi legati alla produzione, al
biodiesel, destinato ad essere impiegato tal quale o in
miscela con il gasolio, e’ applicata una aliquota di accisa
pari al 20 per cento di quella applicata al gasolio usato
come carburante di cui all’allegato I; al fine della
fruizione del beneficio spettante per i quantitativi di
biodiesel rientranti nel contingente e miscelati con il
gasolio, e’ contabilizzato, in detrazione, nelle scritture
contabili inerenti all’accisa dovuta dal titolare del
deposito fiscale dove e’ avvenuta la miscelazione,
l’ammontare dell’imposta derivante dalla differenza tra
l’aliquota applicata al gasolio impiegato come carburante e
la predetta aliquota ridotta, come eventualmente
rideterminata ai sensi del comma 3. Con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i
Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole
alimentari e forestali, da emanare entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione, sono
determinati i requisiti che gli operatori e i rispettivi
impianti di produzione, nazionali e comunitari, devono
possedere per partecipare al programma pluriennale nonche’
le caratteristiche fiscali del prodotto con i relativi
metodi di prova, le percentuali di miscelazione consentite,
i criteri per l’assegnazione dei quantitativi agevolati
agli operatori su base pluriennale dando priorita’ al
prodotto proveniente da intese di filiera o da contratti
quadro, le modalita’ per la contabilizzazione e la
fruizione del beneficio fiscale. Con lo stesso decreto sono
stabilite le forme di garanzia che i soggetti che
partecipano al programma pluriennale devono fornire per il
versamento del 5 per cento della accisa che graverebbe sui
quantitativi assegnati che, al termine dell’anno di
assegnazione, risultassero non ancora miscelati con il
gasolio ovvero non ancora trasferiti ad impianti di
miscelazione nazionali ovvero, per il biodiesel destinato
ad essere usato tal quale, non ancora immessi in consumo.
Per ogni anno di validita’ del programma i quantitativi del
contingente che risultassero, al termine di ciascun anno,
non ancora miscelati con il gasolio ovvero non ancora
trasferiti ad impianti di miscelazione nazionali ovvero,
per il biodiesel destinato ad essere usato tal quale, non
ancora immessi in consumo, sono ripartiti tra gli operatori
proporzionalmente alle quote loro assegnate; tali
quantitativi devono essere miscelati con il gasolio ovvero
trasferiti ad impianti di miscelazione nazionali ovvero,
per il biodiesel destinato ad essere usato tal quale,
immessi in consumo, entro il successivo 30 giugno. In caso
di rinuncia, totale o parziale, alle quote risultanti dalla
predetta ripartizione da parte di un beneficiario, le
stesse sono ridistribuite, proporzionalmente alle relative
assegnazioni, fra gli altri beneficiari. Nelle more
dell’entrata in vigore del predetto decreto trovano
applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni del
regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 25 luglio 2003, n. 256. L’efficacia della
disposizione di cui al presente comma e’ subordinata, ai
sensi dell’art. 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo
della Comunita’ europea, alla preventiva autorizzazione da
parte della Commissione europea.
2. Nelle more dell’autorizzazione comunitaria di cui al
comma 1 e dell’entrata in vigore del decreto di cui al
medesimo comma 1, per l’anno 2007, una parte del
contingente pari a 180.000 tonnellate e’ assegnata, con i
criteri di cui al predetto regolamento n. 256 del 2003,
dall’Agenzia delle dogane agli operatori che devono
garantire il pagamento della maggiore accisa gravante sui
quantitativi di biodiesel rispettivamente assegnati. In
caso di mancata autorizzazione comunitaria di cui al
comma 1 i soggetti assegnatari del predetto quantitativo di
180.000 tonnellate sono tenuti al versamento dell’accisa
gravante sul biodiesel rispettivamente immesso in consumo.
2-bis. Per l’anno 2007, nelle more dell’autorizzazione
comunitaria di cui al comma 1, la parte del contingente di
cui al medesimo comma 1 che residua dopo l’assegnazione di
cui al comma 2 e’ assegnata, dall’Agenzia delle dogane,
previa comunicazione del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali relativa ai produttori di biodiesel
che hanno stipulato contratti di coltivazione realizzati
nell’ambito di contratti quadro o intese di filiera e alle
relative quantita’ di biodiesel ottenibili dalle materie
prime oggetto dei contratti sottoscritti, proporzionalmente
a tali quantita’. In considerazione della pendente
valutazione della Commissione europea in merito alla
compatibilita’ del programma pluriennale di cui al comma 1
con il quadro normativo comunitario, l’assegnazione di cui
al presente comma e’ effettuata subordinatamente alla
prestazione, da parte degli operatori, della garanzia
relativa al pagamento della maggiore accisa gravante sui
quantitativi di biodiesel rispettivamente assegnati; nel
caso in cui le autorita’ comunitarie, nell’ambito della
loro competenza esclusiva in materia, non ritengano di
autorizzare il programma di cui al comma 1, i soggetti
assegnatari di quantitativi di biodiesel ai sensi del
presente comma sono tenuti al pagamento della maggiore
accisa gravante sul biodiesel rispettivamente assegnato e
immesso in consumo.
2-ter. Per ogni anno del programma l’eventuale mancata
realizzazione delle produzioni dei singoli operatori
previste in attuazione dei contratti quadro e intese di
filiera, nonche’ dai relativi contratti di coltivazione con
gli agricoltori, comporta la decadenza dall’accesso al
contingente agevolato per i volumi non realizzati e
determina la riduzione di pari volume del quantitativo
assegnato all’operatore nell’ambito del programma
pluriennale per i due anni successivi.
3. Entro il 1° marzo di ogni anno di validita’ del
programma di cui al comma 1, i Ministeri dello sviluppo
economico e delle politiche agricole alimentari e forestali
comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze i
costi industriali medi del gasolio, del biodiesel e delle
materie prime necessarie alla sua produzione, rilevati
nell’anno solare precedente. Sulla base delle suddette
rilevazioni, al fine di evitare la sovracompensazione dei
costi addizionali legati alla produzione, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i
Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole
alimentari e forestali, da emanare entro il 30 aprile di
ogni anno di validita’ del programma di cui al comma 1, e’
rideterminata la misura dell’agevolazione di cui al
medesimo comma 1.
4. A seguito della eventuale rideterminazione della
misura dell’agevolazione di cui al comma 3, il contingente
di cui al comma 1 e’ conseguentemente aumentato, senza
costi aggiuntivi per l’erario, a partire dall’anno
successivo a quello della rideterminazione. Qualora la
misura dell’aumento del contingente risultante dalle
disposizioni di cui al presente comma richieda la
preventiva autorizzazione ai sensi dell’art. 88,
paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunita’
europea, l’efficacia delle disposizioni di cui al presente
comma e’ subordinata all’autorizzazione stessa.
5. Allo scopo di incrementare l’utilizzo di fonti
energetiche che determinino un ridotto impatto ambientale
e’ stabilita, nell’ambito di un programma triennale a
decorrere dal 1° gennaio 2008, una accisa ridotta, secondo
le aliquote di seguito indicate, applicabile sui seguenti
prodotti impiegati come carburanti da soli o in miscela con
oli minerali:
a) bioetanolo derivato da prodotti di origine
agricola: euro 289,22 per 1.000 litri;
b) etere etilterbutilico (ETBE), derivato da alcole
di origine agricola: euro 298,92 per 1.000 litri;
c) additivi e riformulanti prodotti da biomasse:
1) per benzina senza piombo: euro 289,22 per 1.000
litri;
2) per gasolio, escluso il biodiesel: euro 245,32
per 1.000 litri.
5-bis. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri dello sviluppo
economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali,
sono fissati, entro il limite complessivo di spesa di 73
milioni di euro annui, comprensivo dell’imposta sul valore
aggiunto, i criteri di ripartizione dell’agevolazione
prevista dal comma 5, tra le varie tipologie di prodotti e
tra gli operatori, le caratteristiche tecniche dei prodotti
singoli e delle relative miscele ai fini dell’impiego nella
carburazione, nonche’ le modalita’ di verifica della loro
idoneita’ ad abbattere i principali agenti inquinanti,
valutata sull’intero ciclo di vita. Con cadenza semestrale
dall’inizio del programma triennale di cui al comma 5, i
Ministeri dello sviluppo economico e delle politiche
agricole alimentari e forestali comunicano al Ministero
dell’economia e delle finanze i costi industriali medi dei
prodotti agevolati di cui al comma 5, rilevati nei sei mesi
immediatamente precedenti. Sulla base delle suddette
rilevazioni, al fine di evitare la sovracompensazione dei
costi addizionali legati alla produzione, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i
Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole
alimentari e forestali, da emanare entro sessanta giorni
dalla fine del semestre, e’ eventualmente rideterminata la
misura dell’agevolazione di cui al medesimo comma 5.
5-ter. In caso di aumento dell’aliquota di accisa sulle
benzine di cui all’allegato I, l’aliquota di accisa
relativa all’ETBE, di cui al comma 5, lettera b), e’
conseguentemente aumentata nella misura del 53 per cento
della aliquota di accisa sulle benzine, coerentemente con
quanto previsto dall’art. 2, paragrafo 2, lettera f), della
direttiva 2003/30/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’8 maggio 2003, relativa alla promozione
dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti
rinnovabili nei trasporti).
5-quater. Nelle more dell’entrata in vigore del decreto
di cui al primo periodo del comma 5-bis trovano
applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni del
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui
all’art. 21, comma 6-ter, del presente testo unico nella
formulazione in vigore al 31 dicembre 2006.».

Art. 3.
Determinazione delle quantita’ annue di biocarburanti da immettere
obbligatoriamente in consumo

1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
provvedimento e successivamente entro il 31 gennaio di ciascun anno,
i soggetti tenuti all’obbligo comunicano al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali:
a) i quantitativi complessivi, espressi in Gcal, di benzina e
gasolio come definiti dall’articolo 2 comma 1, lettere b) e c),
immessi in consumo nel corso dell’anno precedente;
b) i quantitativi di biocarburanti, espressi in Gcal, da
immettere in consumo nell’anno in corso, calcolati con le modalita’
di cui al successivo comma 5.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
provvedimento e successivamente entro il 31 gennaio di ciascun anno,
i soggetti tenuti all’obbligo comunicano al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali i quantitativi di biocarburanti
immessi in consumo nell’anno precedente. I predetti quantitativi sono
cosi’ differenziati:
a1) prodotto, fiscalmente non agevolato, non derivante da
contratto quadro, intesa di filiera o contratti ad essi equiparati;
a2) prodotto, fiscalmente non agevolato, derivante da contratto
quadro, intesa di filiera o contratti ad essi equiparati;
a3) prodotto, fiscalmente agevolato, non derivante da contratto
quadro, intesa di filiera o contratti ad essi equiparati;
a4) prodotto, fiscalmente agevolato, derivante da contratto
quadro, intesa di filiera o contratti ad essi equiparati.
3. Le comunicazioni di cui ai commi 1 e 2 sono effettuate secondo
il formato di cui all’allegato 3 del presente regolamento. Le
medesime comunicazioni hanno valore di autocertificazione ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
e successive modifiche ed integrazioni.
4. I soggetti di cui al comma 1, che cessano l’attivita’ di
immissione in consumo di benzina e gasolio, sono tenuti comunque a
garantire il rispetto dell’obbligo di cui al comma 1, lettera b) per
l’anno successivo all’ultimo anno solare di attivita’.
5. La quantita’ di biocarburanti da immettere in consumo ai fini
del rispetto dell’obbligo e’ calcolata sulla base della seguente
formula:
Bio = Q% x Bt-1
dove per:
Bio si intende il quantitativo minimo annuo di biocarburanti da
immettere in consumo obbligatoriamente, in un determinato anno,
espresso in Gcal;
Q% si intende la quota minima di biocarburanti da immettere
obbligatoriamente, vigente in un determinato anno, espressa in
percentuale;
Bt-1 si intende il contenuto termico espresso in Gcal del
quantitativo di benzina e gasolio, immesso in consumo nell’anno
precedente, da utilizzare come base di calcolo, espresso in Gcal, e
calcolato sulla base della seguente formula:
B t-1 = (Pb x Xb) + (Pg x Yg)
dove per:
Pb si intende il Potere calorifico inferiore della benzina
espresso in Gcal/tonn;
Xb si intende il quantitativo, espresso in tonnellate, della
benzina immessa in consumo nell’anno solare precedente;
Pg si intende il Potere calorifico inferiore del gasolio espresso
in Gcal/tonn;
Yg si intende il quantitativo, espresso in tonnellate, di gasolio
immesso in consumo nell’anno solare precedente.
6. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
sulla base dei dati disponibili e di quelli forniti dall’Agenzia
delle dogane, riscontra annualmente la corrispondenza delle
autocertificazioni di cui ai commi 1 e 2, informando degli esiti i
soggetti interessati.

Nota all’art. 3:
– Il decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 20 febbraio 2001, n. 42, reca «Disposizioni in
materia di documentazione amministrativa».

Art. 4.
Modalita’ di immissione in consumo dei biocarburanti

1. L’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti puo’ essere
assolto impiegando indifferentemente uno o piu’ prodotti di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera a), dei quali siano state definite
le specifiche convenzionali e le caratteristiche fiscali. Resta fermo
il rispetto dell’articolo 8 del decreto legislativo 30 maggio 2005,
n. 128.

Nota all’art. 4:
– Per i riferimenti del decreto legislativo 30 maggio
2005, n. 128, si veda nelle note alle premesse.

Art. 5.
Certificazione di immissione in consumo di biocarburanti fiscalmente
non agevolati

1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
anche avvalendosi del supporto tecnico dell’Agenzia per le erogazioni
in agricoltura (AGEA), entro il 31 marzo di ogni anno a decorrere dal
2008, rilascia ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera d), che hanno immesso in consumo biocarburanti non agevolati,
«certificati di immissione in consumo di biocarburanti» sulla base
delle comunicazioni relative all’anno precedente, di cui all’articolo
3, comma 2, lettera al) e a2).
2. L’immissione in consumo di 10 Gcal di biocarburanti di cui
all’articolo 3, comma 2, lettere al) ed a2), da’ diritto ad un
certificato.
3. Ai fini di quanto disposto dai commi precedenti, il Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali arrotonda, con
criterio commerciale, a 10 Gcal, le quantita’ complessive di
biocarburanti immesse in consumo di cui al comma 2.
4. I certificati di cui ai commi precedenti hanno, ai fini della
copertura dell’obbligo, un valore unitario di 10 Gcal e sono
commerciabili. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali promuove l’istituzione di una piattaforma per
la contrattazione e lo scambio di tali certificati e puo’ individuare
un soggetto idoneo alla gestione della stessa, sentite le
Amministrazioni interessate. I certificati sono altresi’ oggetto di
libero mercato anche al di fuori di tale piattaforma.
5. A decorrere dal 2009, entro il 31 marzo di ciascun anno,
l’emissione dei certificati relativi all’anno precedente e’
effettuata compensando la eventuale mancata corrispondenza tra le
autocertificazioni di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, e le verifiche
di cui all’articolo 3, comma 6, relative all’anno antecedente a
quello a cui si riferiscono i certificati.

Art. 6.
Certificazione di immissione in consumo di biocarburanti
fiscalmente agevolati

1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
entro il 31 marzo di ogni anno a decorrere dal 2008, sulla base delle
comunicazioni relative all’anno precedente di cui all’articolo 3,
comma 2, lettere a3) ed a4), emette a proprio favore i certificati di
immissione in consumo di biocarburanti fiscalmente agevolati,
corrispondenti comunque al volume effettivamente commercializzato
nell’anno precedente.
2. L’immissione in consumo di 10 Gcal di biocarburanti di cui
all’articolo 3, comma 2, lettere a3) ed a4), corrisponde a un
certificato.
3. Ai fini di quanto disposto ai commi precedenti, il Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali arrotonda, con
criterio commerciale, a 10 Gcal, le quantita’ complessive di
biocarburanti immesse in consumo di cui al comma 2.
4. A decorrere dal 2008, entro il 31 maggio di ciascun anno, i
certificati di cui ai precedenti commi e relativi al bando dell’anno
precedente, sono attribuiti dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali a ciascun soggetto che ha immesso in consumo
biocarburanti fiscalmente agevolati sulla base dei quantitativi
immessi in consumo e comunque in misura non superiore all’incidenza
dell’obbligo del singolo soggetto rispetto all’obbligo complessivo di
immissione in consumo di biocarburanti previsto per quella
annualita’.
5. A decorrere dal 2009, l’emissione dei certificati relativi
all’anno precedente e’ effettuata compensando la eventuale mancata
corrispondenza tra le autocertificazioni di cui all’articolo 3,
commi 1 e 2, e le verifiche di cui all’articolo 3, comma 6, relative
all’anno antecedente a quello a cui si riferiscono i certificati.

Art. 7.
Verifica dell’adempimento dell’obbligo

1. Ogni anno a partire dal 2009, entro il 31 maggio ogni soggetto
tenuto agli obblighi di immissione in consumo di una quota di
biocarburanti trasmette al Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali i certificati di immissione in consumo di
biocarburanti in proprio possesso, relativi all’anno precedente. Ai
fini della verifica dell’assolvimento dell’obbligo di immissione in
consumo sono contabilizzati i quantitativi di biocarburanti
introdotti nei depositi fiscali e miscelati con benzine e gasoli di
cui all’articolo 2, lettere b) e c) destinati al mercato nazionale.
2. Ogni anno a partire dal 2009, entro il 30 settembre il Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, sulla base dei dati
di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, e dei certificati ricevuti da
ciascuno soggetto sottoposto all’obbligo, avvalendosi del supporto
tecnico dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA),
effettua la verifica del rispetto dell’obbligo complessivamente in
capo a ciascun soggetto nell’anno precedente. Avvalendosi anche del
supporto della Guardia di Finanza, effettua la verifica a campione
delle autocertificazioni fornite dagli operatori di cui all’articolo
3, commi 1 e 2.
3. Fatto salvo quanto previsto nel comma 5, l’obbligo si intende
rispettato se, nell’anno oggetto di verifica, i certificati di cui
agli articoli 5 e 6, trasmessi da ciascun soggetto uguagliano o
superano il valore minimo dei certificati di competenza del soggetto
stesso. I relativi certificati che concorrono alla copertura
dell’obbligo sono annullati. L’esito della verifica e’ comunicato
agli interessati.
4. In caso di mancato adempimento dell’obbligo, sono comminate le
sanzioni previste dal decreto di cui al comma 2 dell’articolo
2-quater della legge 81, cosi’ come modificato dall’articolo 1,
comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
5. A partire dal 2009, qualora a seguito della verifica di cui ai
commi precedenti, un soggetto sottoposto all’obbligo consegua una
quota del proprio obbligo di ciascun anno superiore al 75% e
inferiore al 100% puo’ compensare tale quota residua esclusivamente
nell’anno successivo. Le sanzioni di cui al comma 4 si applicano in
ogni caso qualora il soggetto sottoposto all’obbligo abbia conseguito
una quota del proprio obbligo di ciascun anno inferiore o uguale al
75%, per la parte mancante al 75% stesso.
6. Qualora a seguito della verifica di cui ai commi precedenti, un
soggetto sottoposto all’obbligo disponga di certificati eccedenti il
quantitativo minimo di obbligo a lui riconducibile nell’anno, puo’
far valere tali certificati ai fini del rispetto dell’obbligo
relativo all’anno successivo, fino ad un massimo del 25% del proprio
obbligo in tale anno successivo.

Nota all’art. 7:
– Per i riferimenti della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, si veda nelle note alle premesse.

Art. 8.
Misure per il rispetto degli obblighi di tracciabilita’,
rintracciabilita’, verifica dei parametri di emissione dei
certificati e del bilancio energetico netto

1. Ai fini del rispetto degli obblighi di cui all’articolo 2-quater
della legge 11 marzo 2006, n. 81, come modificato dall’articolo 1,
comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i produttori di
biocarburanti, per il tramite del primo trasformatore riconosciuto
con il quale hanno stipulato contratto di fornitura, assicurano la
disponibilita’ dei dati relativi ai produttori agricoli ed
all’identificazione delle particelle di terreno di provenienza delle
produzioni oggetto di un contratto quadro, di un’intesa di filiera
ovvero di contratti ad essi equiparati, nonche’ relativi alle
quantita’ acquistate da ciascuno di essi.
2. Nei successivi passaggi commerciali dei biocarburanti derivati
dalle produzioni di cui al comma 1 deve essere assicurato il
trasferimento dei dati di cui al comma 1 fino ai soggetti che
immettono in consumo, nel territorio nazionale, benzina e gasolio.
3. Il mancato rispetto degli obblighi di rintracciabilita’ della
materia prima comporta la non imputazione del quantitativo di
biocarburante e/o altro carburante rinnovabile come prodotto a
partire da materie prime oggetto di un contratto quadro, di un’intesa
di filiera o contratti ad essi equiparati come definiti
all’articolo 2, comma 1, lettere h) ed i).
4. Ai fini della verifica dell’andamento del rispetto dell’obbligo
il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sulla
base dei dati disponibili e di quelli forniti dall’Agenzia delle
dogane, effettua un monitoraggio infrannuale del mercato dei
biocarburanti per operatori e aree geografiche e ne comunica l’esito
agli altri Ministeri concertanti il presente provvedimento.
5. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
determinano annualmente, a partire dai dati di cui all’articolo 8
comma 4, e di ulteriori approfondimenti tecnici riferiti alle singole
filiere di produzione, il bilancio energetico netto conseguente
all’immissione in consumo dei biocarburanti al fine di monitorare gli
effetti ambientali assoluti ed in particolare l’apporto alla
riduzione delle emissioni di CO2. Dopo il secondo anno di
applicazione del presente regolamento, in base ai risultati di tale
monitoraggio saranno valutate e predisposte dai Ministeri concertanti
necessarie modifiche.
6. A partire dal 2008, entro il 30 giugno di ogni anno, con
riferimento all’obbligo dell’anno successivo, il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze e
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
procede ad eventuali modifiche dei parametri di cui all’articolo 5,
comma 2, e all’articolo 6, comma 2, anche al fine di garantire il
corretto livello di incentivazione dei certificati di cui ai predetti
articoli.

Art. 9.
Bollettino annuale

1. A decorrere dal 2008, il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, sentite le Amministrazioni interessate, anche
avvalendosi del supporto tecnico dell’Agenzia per le erogazioni in
agricoltura (AGEA), pubblica un bollettino annuale contenente dati
aggregati, non riferibili al singolo soggetto tenuto all’obbligo, con
indicazione:
a) dei dati relativi a benzina e gasolio immessi in consumo
nell’anno precedente;
b) dei dati relativi ai biocarburanti immessi in consumo
nell’anno precedente, riferiti a ciascuna delle tipologie di cui
all’articolo 3, comma 2;
c) dei certificati emessi per ciascuna delle medesime tipologie;
d) degli esiti delle verifiche e delle compensazioni effettuate;
e) delle attivita’ eseguite in attuazione del presente
regolamento;
f) delle notizie utili a supportare il corretto funzionamento
delle contrattazioni di cui all’articolo 5, comma 4, e articolo 6,
comma 4.

Art. 10.
Entrata in vigore

1. Il presente regolamento e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 29 aprile 2008
Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
De Castro

Il Ministro
dello sviluppo economico
Bersani

Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio
e del mare
Pecoraro Scanio

Il Ministro
dell’economia e delle finanze
Padoa Schioppa

Visto, il Guardasigilli: Alfano
Registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008 Ufficio di
controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive, registro n. 3,
foglio n. 79

—-> Vedere da pag. 9 a pag. 13

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 29 aprile 2008, n. 110 – Regolamento recante criteri, condizioni e modalita’ per l’attuazione dell’obbligo di immissione in consumo nel territorio nazionale di una quota minima di biocarburanti, ai sensi dell’articolo 1, comma 368, punto 3, della legge n. 296/2006. (GU n. 142 del 19-6-2008

Geometra.info