MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 novembre 2010 | Geometra.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 novembre 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 novembre 2010 - Determinazione dei criteri e delle modalita' per la realizzazione di progetti o programmi di attivita' di ricerca, sviluppo e valorizzazione della qualita' e dell'innovazione di processo, nonche' per la concessione dei relativi contributi concernenti la filiera del settore corilicolo. (10A15115) - (GU n. 300 del 24-12-2010 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 4 novembre 2010

Determinazione dei criteri e delle modalita’ per la realizzazione di
progetti o programmi di attivita’ di ricerca, sviluppo e
valorizzazione della qualita’ e dell’innovazione di processo, nonche’
per la concessione dei relativi contributi concernenti la filiera del
settore corilicolo. (10A15115)

IL CAPO DIPARTIMENTO
delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita’

Visto il Reg. CE n. 1857/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 ed 88 del trattato
agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive
nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del Reg.
70/2001 e, in particolare, gli articoli 14 e 15;
Visto il Reg. CE n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
(regolamento generale di esenzione per categoria) e, in particolare,
l’art. 34, concernente aiuti alla ricerca e sviluppo nei settori
dell’agricoltura e della pesca nonche’ l’allegato I recante la
definizione delle Piccole e Medie Imprese (PMI);
Visto il Reg. CE n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
agli aiuti d’importanza minore («de minimis»);
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi, ed in particolare l’art. 12 che prevede la
determinazione dei criteri e della modalita’ per la concessione di
sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari;
Vista la legge 7 marzo 2003, n. 38, recante disposizioni in materia
di agricoltura, ed in particolare l’art. 1, lettera q) sulla
costituzione e il funzionamento di efficienti organizzazioni dei
produttori e delle loro forme associative;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, concernente
l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo, a norma
dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, sulla
regolazione del mercato agroalimentare, a norma dell’art. 1, comma 2,
lettera c), della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto
2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
212 del 12 settembre 2005, recante disposizioni per la costituzione
dei tavoli di filiera e la stipula delle intese, ed in particolare
l’art. 1, comma 3;
Visto il decreto ministeriale n. 1872 del 27 ottobre 2005 recante
le disposizioni dei tavoli di filiera, sulla base delle designazioni
pervenute dagli organismi maggiormente rappresentativi a livello
nazionale nei settori della produzione, della trasformazione, del
commercio e della distribuzione dei prodotti agricoli ed
agroalimentare, presenti o rappresentati nel Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro;
Visto il decreto ministeriale n. 10013 del 1° luglio 2009 recante i
criteri e le modalita’ per la concessione di aiuti alle Unioni
nazionali e alle forme associate di organizzazioni di produttori
(Organizzazione comune) riconosciute, per la realizzazione di
specifici programmi di attivita’ a beneficio dei produttori associati
(produttori primari e piccole e medie imprese agricole);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 2009, n.
129, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali;
Visto il comma 1084, art. 1 della legge del 27 dicembre 2006, n.
296, relativa alle disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007);
Vista la legge del 22 dicembre 2008, n. 204, inerente il «Bilancio
di previsione dello Stato per l’anno 2009 e bilancio pluriennale per
il triennio 2009-2011»;
Vista la legge del 30 dicembre 2008, n. 303, concernente:
«Ripartizione in capitoli delle Unita’ previsionali di base relative
al bilancio di previsione dello Stato finanziario 2009» con le quali
si dotava il capitolo di spesa 7643 p.g. 1 – somme occorrenti per
l’attuazione dei piani nazionali di settore e del programma quadro
finalizzato a favorire la gestione forestale sostenibile e a
valorizzare la multifunzionalita’ degli ecosistemi forestali – (Fondi
2009) delle disponibilita’ finanziarie necessarie ai suddetti piani
di settore;
Vista la direttiva del Ministro datata 16 febbraio 2010, n. 1337,
registrata alla Corte dei conti in data 9 marzo 2010, registro n. 1,
foglio n. 142, sull’azione amministrativa e sulla gestione per l’anno
2010;
Vista la Direttiva dipartimentale 15 aprile 2010, n. 2252,
registrata all’Ufficio Centrale di Bilancio il 30 maggio 2010 al n.
1030 che ripartisce i fondi per le Direzioni del Dipartimento delle
politiche competitive del mondo rurale e della qualita’ di questo
Ministero;
Vista la direttiva del Ministro datata 23 giugno 201o, n. 6212,
registrata alla Corte dei conti in data 22 luglio 2010, registro n.
3, foglio n. 283, di modifica alla Direttiva Generale del 18 febbraio
2010, sull’azione amministrativa e sulla gestione per l’anno 2010;
Visto il Piano del settore Corilicolo, predisposto da questo
Ministero con il supporto e le indicazioni del Tavolo di Filiera
Corilicolo composto dai rappresentanti delle Regioni, degli Enti di
ricerca, delle Organizzazioni professionali, del mondo produttivo e
da esperti del settore dei mercati, al fine del conseguimento di
obiettivi prioritari e strategici per il settore, e ratificato nella
seduta del 29 aprile 2010 dalla Conferenza Permanente per i rapporti
tra lo Stato le rgioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano;
Preso atto del verbale della prima riunione, tenutasi il 24 giugno
2009, degli esperti del settore nella quale e’ stato formalizzato il
Tavolo di filiera del settore corilicolo;
Preso atto del verbale della riunione del Tavolo di filiera del
settore corilicolo del 5 luglio 2010;
Visto il parere favorevole espresso in data 7 ottobre 2010, dalla
Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le
provincie autonome di Trento e Bolzano, sullo schema di decreto per
l’istituzione del «Tavolo di filiera della frutta in guscio»
comprendente una specifica sezione per la «corilicoltura»;
Considerata la necessita’ di determinare i criteri e le modalita’
per l’utilizzazione delle risorse rese disponibili al fine di
valorizzare la qualita’ delle produzioni nazionali e l’innovazione di
processo stabilendo regole generali e norme tecniche precise;
Considerata l’opportunita’ di realizzare l’intervento, in
particolare, nei territori ove la coltura del nocciolo assume
carattere di prevalenza produttiva ovvero nelle Regioni Campania,
Lazio, Piemonte e Sicilia, cosi’ come confermato dalla statistica
ufficiale nazionale;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione

l. Il presente decreto disciplina la concessione dei contributi per
la realizzazione di progetti o programmi di attivita’ proposti da
Organismi della filiera del settore corilicolo volti alla
realizzazione di sistemi per promuovere la produzione, la
commercializzazione e la valorizzazione delle nocciole attraverso il
legame con il territorio di produzione delle Regioni Campania, Lazio,
Piemonte e Sicilia.

Art. 2

Soggetti interessati

1. I soggetti della filiera interessati alla realizzazione di
progetti o programmi di attivita’ di cui all’art. 1 sono i seguenti:
a) Organizzazioni di produttori del settore ortofrutticolo
costituite e riconosciute ai sensi del Regolamento (CE) n. 1234/2007
e/o del Regolamento (CE) n. 2200/1996;
b) Associazioni delle Organizzazioni di produttori, di cui al
regolamento (CE) n. 1234/2007;
c) Organizzazioni Comuni di produttori, riconosciute ai sensi del
decreto legislativo n. 102/2005;
d) Forme associate o aggregazioni di produttori rappresentative dei
prodotti oggetto del programma;
e) Associazioni, Enti, Strutture di valorizzazione territoriale sia
di natura pubblica che privata;
f) Associazioni temporanee di scopo (ATS), Raggruppamenti
temporanei d’impresa (RTI), Associazioni temporanee d’impresa (ATI)
tra i soggetti di cui alle precedenti lettere.
2. Inoltre possono presentare o partecipare ai progetti nell’ambito
delle ATS, RTI e ATI, di cui alla lettera f), anche gli Enti di
ricerca quali:
a) Dipartimenti, Istituti o Consorzi universitari;
b) Enti pubblici di ricerca nazionali e regionali, di Provincie
Autonome e di altri Enti territoriali;
c) Enti privati, fondazioni ed altri Enti che abbiano tra i loro
scopi istituzionali e statutari la ricerca e/o sperimentazione, quale
attivita’ svolta non a scopo di lucro.
3. I destinatari finali dei benefici recati dal presente decreto
sono le PMI cosi’ come definite dall’allegato I del reg. n. 800/2006
in premessa citato.

Art. 3

Condizioni per l’attuazione delle misure

1. I progetti ed i programmi delle attivita’, di cui al successivo
art. 4, sono finanziati nel rispetto di quanto stabilito dal
Regolamento (CE) n. 1857/2006, articoli 14 e 15, dal Regolamento (CE)
n. 800/2008, art. 34, nonche’ dal Regolamento (CE) n. 1998/2006
citati nelle premesse.
2. L’accesso ai servizi offerti nell’ambito delle attivita’ di cui
al successivo art. 4 deve essere garantito a tutti i produttori della
zona interessata, ancorche’ non associati ai soggetti interessati
alla realizzazione degli interventi, di cui all’art. 2, comma 1.
3. E’ previsto il finanziamento di almeno un progetto per ogni
Regione a vocazione corilicola.
4. Il vincolo di cui al precedente punto 3. e’ assolto qualora sia
ricompreso nel progetto uno specifico territorio della Regione.

Art. 4

Campo di applicazione e azioni ammissibili

1. I progetti di filiera, pertinenti alle azioni previste nel Piano
del settore corilicolo 2010/2012 e concordate con il Tavolo di
filiera nell’ambito della riunione del 5 luglio 2010 relativi a:
«Sviluppo della qualita’ e dell’innovazione di processo, ivi compresa
la ricerca», dovranno riguardare:
a) Problematiche della meccanizzazione in condizioni orografiche
complesse;
b) Valorizzazione delle migliori cultivar di nocciolo e sviluppo di
un moderno vivaismo;
c) Miglioramento della qualita’ del prodotto nocciola su tutte le
fasi della filiera ed in particolare nella raccolta, stoccaggio e
trasformazione;
d) Iniziative di marketing, valorizzazione e promozione dei
territori vocati alla coltivazione della nocciola.

Art. 5

Attivita’ e costi ammissibili

1. Per le attivita’ di ricerca e sviluppo, di cui alle lettere a) e
b) del precedente art. 4, riconducibili al paragrafo 5 del Piano di
settore, sono ammissibili le seguenti azioni:
a. definizione di modelli di gestione meccanizzata, linee guida e
macchine operatrici idonee ad operare, garantendo la sicurezza degli
addetti, in aziende corilicole nazionali caratterizzate da condizioni
orografiche complesse che debbono essere finalizzati anche al
risparmio energetico ed alla riduzione dell’impatto ambientale ai
sensi dell’art. 34 del Regolamento (CE) n. 800/2008;
b. individuazione di varieta’ di nocciolo migliorate
nell’efficienza agronomica e produttiva ai sensi dell’art. 34 del
Regolamento (CE) n. 800/2008;
c. costituzione di «campi dimostrativi», per la valutazione di
cultivar selezionate attraverso l’impiego di materiale vivaistico
certificato ed omogeneo nonche’ per il miglioramento della qualita’
del nocciolo ai sensi dell’art. 34 del Regolamento (CE) n. 800/2008.
Per le azioni di cui al presente comma, conformemente all’art. 31,
paragrafo 5, del Regolamento (CE) n. 800/2008, sono ammissibili i
seguenti costi:
spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale
ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nel progetto di
ricerca);
costi della strumentazione e delle attrezzature utilizzate per il
progetto di ricerca e per la sua durata. Se l’utilizzo della
strumentazione e delle attrezzature in questione ai fini del progetto
di ricerca non copre la loro intera durata di vita, sono considerati
ammissibili solo i costi d’ammortamento corrispondenti al ciclo di
vita del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della
buona prassi contabile;
costi di fabbricati e terreni utilizzati per il progetto di ricerca
e per la sua durata. Per quanto riguarda i fabbricati, sono
considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento
corrispondenti alla durata del progetto di ricerca, calcolati secondo
i principi della buona prassi contabile. Per quanto riguarda i
terreni, sono ammissibili i costi delle cessioni a condizioni
commerciali o le spese di capitale effettivamente sostenute;
costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei
brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi
di mercato tramite una transazione effettuata alle normali condizioni
di mercato e che non comporti elementi di collusione, cosi’ come i
costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati
esclusivamente ai fini dell’attivita’ di ricerca;
spese generali supplementari direttamente imputabili al progetto di
ricerca;
altri costi d’esercizio, inclusi i costi dei materiali, delle
forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili
all’attivita’ di ricerca.
2. Per le attivita’ di valorizzazione del prodotto e del marketing
territoriale, di cui alle lettere c) e d) del precedente art. 4,
riconducibili al paragrafo 4 del Piano di settore, sono ammissibili
le seguenti azioni:
a. organizzazione, realizzazione e partecipazione a forum, anche
telematici, per lo scambio di conoscenze, mostre e fiere ai sensi
dell’art. 15, paragrafo 2, lettera d) del Regolamento (CE) n.
1857/2006.
I costi ammissibili per le azioni sopra indicate sono:
i. le spese di iscrizione;
ii. le spese di viaggio;
iii. le spese per le pubblicazioni;
iv. l’affitto degli stand.
b. iniziative enogastronomiche e culturali legate al territorio
volte a far conoscere e valorizzare il consumo del prodotto
trasformato a base di nocciole, nel rispetto di quanto stabilito dal
Regolamento (CE) n. 1998/2006;
c. diffusione di conoscenze scientifiche sulla nocciola ed
informazioni sui sistemi di qualita’ aperti al prodotto di altri
Paesi, sul prodotto in generale, sui benefici nutrizionali e relativi
utilizzi, a condizione che non siano menzionate le singole societa’,
i marchi o l’origine, ai sensi dell’art. 15, paragrafo 2, lettera e)
del Regolamento (CE) n. 1857/2006;
d. pubblicazioni, cataloghi esiti web, contenenti informazioni sui
produttori distinti per regione, che garantiscano un accesso libero
ed uniforme a tutti gli operatori, purche’ le informazioni e le
presentazioni siano neutre, ai sensi dell’art. 15, paragrafo 2,
lettera f) del Regolamento (CE) n. 1857/2006;
e. tecnologie e processi innovativi destinati a migliorare la
qualita’ del prodotto, attraverso l’acquisizione, la combinazione, la
strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacita’ esistenti di
natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di
produrre prodotti, processi o servizi innovativi ai sensi dell’art.
34 del Regolamento (CE) n. 800/2008;
f. ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto,
sistemi di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo,
applicazione di metodi d’identificazione e standardizzazione del
processo produttivo ai fini della tracciabilita’ del prodotto da
immettere al consumo ai sensi dell’art. 14, paragrafo 2, del
Regolamento (CE) n. 1857/2006;
g. ideazione e sperimentazione di nuove tipologie commerciali di
prodotti a base di nocciole, con particolare riguardo a quelli
destinati al consumo diretto ai sensi del Regolamento (CE) n.
1998/2006.
3. I progetti che trattano esclusivamente le attivita’ di cui al
comma 1 del presente articolo possono usufruire di un contributo
massimo del 99% della spesa ritenuta ammissibile. Per tutte le altre
attivita’ il contributo massimo e’ pari all’80% delle spese ammesse.
4. Lo stanziamento complessivo previsto per le attivita’
progettuali e’ di euro 1.800.000,00.
5. I progetti che prevedono ricadute sul territorio di una sola
Regione dovranno avere un importo complessivo non superiore a euro
375.000,00. Il contributo concesso non puo’ essere superiore all’80%
dell’importo complessivo del progetto e comunque non superiore
all’importo di euro 300.000,00.
6. I progetti che prevedono ricadute sul territorio di piu’ Regioni
dovranno avere un importo complessivo non superiore a euro
625.000,00. Il contributo concesso non puo’ essere superiore all’80%
dell’importo complessivo del progetto e comunque non superiore
all’importo di euro 500.000,00.
7. Le modalita’ di presentazione dei risultati e di rendicontazione
delle spese, sono definiti con il provvedimento di concessione del
contributo.
8. Tutti gli importi sopra citati sono da intendersi IVA ed altri
oneri inclusi.
9. Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse
l’Amministrazione si riserva la possibilita’ di riaprire la
graduatoria di merito.
10. Nel piano finanziario devono essere previste le spese per la
Commissione di monitoraggio e verifica tecnico-amministrativa di cui
all’art. 12, determinate nell’importo complessivo applicando alla
spesa proposta la percentuale dell’1% per consentire di corrispondere
i gettoni di presenza alle riunioni nonche’ delle visite in loco di
cui al decreto-legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, nella legge n. 122 del 30 luglio 2010.

Art. 6

Documentazione per la presentazione dei progetti

1. I progetti devono essere redatti in conformita’ all’allegato
modello «A», facente parte integrante del presente decreto. In
particolare dovra’ essere indicata una descrizione precisa del
contenuto del progetto articolata in:
a. Presentazione del soggetto proponente e degli eventuali soggetti
aggregati dalla quale risulti il possesso dei requisiti di
ammissibilita’ di cui all’art. 8;
b. Descrizione del contesto ed obiettivi del progetto;
c. Descrizione del progetto:
obiettivi perseguiti e risultati attesi;
azioni con il dettaglio del ruolo svolto da ogni soggetto
coinvolto;
tempi e luoghi di realizzazione del progetto (durata in mesi per un
massimo di mesi 24).
2. Piano finanziario del progetto, dettagliato per anno, con
l’indicazione della partecipazione finanziaria di ciascun soggetto
coinvolto.
3. Statuto sociale, ove previsto.
4. Delibera dell’Organo preposto ad approvare il piano finanziario,
che autorizza il legale rappresentante a presentare l’istanza,
impegna a non chiedere altri finanziamenti pubblici sul medesimo
progetto, nonche’ in modo irrevocabile ed incondizionato a non
alienare o non distogliere dalle finalita’ previste i beni acquistati
con il finanziamento, per un periodo minimo di cinque anni dalla data
di ultimazione del progetto;
5. Certificazione antimafia o certificato CCIAA rilasciato
utilizzando il collegamento telematico con il sistema informativo
della Prefettura.
6. In caso di aggregazioni temporanee, il soggetto responsabile del
progetto e’ l’Organismo capofila che deve essere chiaramente indicato
nella fase di presentazione del progetto.
7. Il soggetto proponente dovra’ inoltre certificare che non sono
percepiti altri contributi pubblici per le medesime azioni finanziate
dal presente avviso.
8. Dichiarazione che il richiedente non e’ stato destinatario delle
sanzioni interdittive o delle misure cautelari di cui al decreto
legislativo n. 231/2001 che impediscono di contrattare con le
Pubbliche amministrazioni.
9. Eventuale documentazione attestante la partecipazione del
soggetto/i proponente/i ad altre attivita’ e programmi finanziati da
questa Amministrazione.
10. La mancata presentazione della documentazione di cui ai
precedenti commi 2, 5 e 8 comporta l’esclusione del progetto dalle
graduatorie di merito.

Art. 7

Presentazione dei progetti

1. I progetti devono pervenire in duplice copia accompagnati da una
lettera di trasmissione sottoscritta dal legale rappresentante del
soggetto proponente (nel caso di aggregazioni dal legale
rappresentante del soggetto capofila), a pena di esclusione entro e
non oltre le ore 14.00 del trentesimo giorno a decorrere dalla data
di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, all’indirizzo:
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali –
Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della
qualita’ – Direzione Generale dello sviluppo agroalimentare e della
qualita’ – SAQ VI – Via XX Settembre n. 20 – 00187 Roma.
2. I progetti devono pervenire in un plico chiuso, controfirmato
sui lembi e sigillato, sul quale deve essere apposta, oltre
all’indicazione del mittente, la dicitura:
«NON APRIRE – Progetto di filiera relativo al settore corilicolo:
“Sviluppo della qualita’ e dell’innovazione di processo, ivi compresa
la ricerca”».
3. I progetti pervenuti dopo il termine fissato e quelli che
risultassero incompleti o non conformi a quanto indicato dal presente
decreto saranno esclusi dalle graduatorie di merito.

Art. 8

Requisiti di ammissibilita’ dei progetti

1. Il progetto e’ ritenuto idoneo per l’inclusione nelle
graduatorie di merito se:
a) e’ presentato da un soggetto indicato all’art. 2 del presente
decreto secondo lo schema riportato nell’allegato modello «A»;
b) perviene entro e non oltre la data indicata all’art. 7 del
presente provvedimento;
c) e’ coerente con le azioni di cui di cui agli articoli 4 e 5 del
presente provvedimento;
d) il costo totale del progetto rientra nei limiti indicati
all’art. 5 del presente provvedimento;
e) e’ completo di tutte le informazioni richieste dall’art. 6.

Art. 9

Commissione di valutazione dei progetti

1. I progetti sono esaminati e valutati da una Commissione
tecnico-amministrativa appositamente nominata dal Capo Dipartimento
delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita’.
2. La Commissione provvedera’ a stilare una graduatoria dei
progetti presentati, attribuendo un punteggio complessivo massimo
pari a 100 punti, sulla base di una scheda di valutazione predisposta
al momento della prima riunione di insediamento della Commissione
stessa, finalizzata a rendere oggettivi e misurabili i criteri di
seguito riportati:
Sezione A: impostazione progettuale (fino a 50 punti):
a. pertinenza dell’azione e congruita’ del progetto con gli
obiettivi dell’azione: fino a 15 punti;
b. trasferibilita’ e ricadute applicative dei risultati attesi e
loro misurabilita’: fino a 15;
c. tecnologie di processo e strategie innovative per lo sviluppo
della filiera corilicola: fino a 10 punti;
d. validita’ del modello organizzativo di gestione del progetto:
fino a 5 punti;
e. percentuale del cofinanziamento a carico del proponente: fino a
5 punti.
Sezione B: potenzialita’ e ricadute sulla filiera (fino a 50
punti):
a. complementarieta’ degli obiettivi del progetto con altre
attivita’ sul settore nel territorio considerato: fino a 10 punti;
b. superfici e quantita’ delle produzioni interessate dal progetto:
fino a 10 punti;
c. coinvolgimento nella realizzazione del progetto di Universita’
ed Enti di ricerca pubblici e privati: fino a 5 punti;
d. produzione a marchio DOP/IGP interessata dal progetto: fino a 10
punti;
e. valorizzazione della nocciola attraverso l’innovazione e la
diversificazione del prodotto finale: fino a 5 punti;
f. partecipazione, da parte dei soggetti proponenti, ad attivita’ e
programmi gia’ finanziati da questa Amministrazione, nonche’
realizzati, di cui al sopra citato comma 9 dell’art. 6: fino a 10
punti.
3. Sulla base del punteggio assegnato e’ redatta una graduatoria di
merito dei progetti.
4. I progetti relativi alla graduatoria di cui al comma precedente
verranno finanziati fino ad esaurimento dei rispettivi stanziamenti
di cui all’art. 5.

Art. 10

Criteri di erogazione del contributo

1. I contributi di cui all’art. 5, comma 2, lettere a), c), d), e),
f), sono erogati sotto forma di servizi agevolati e non comportano
pagamenti diretti ai produttori.
2. Gli aiuti di cui all’art. 5, comma 2, lettere b) e g), concessi
ai sensi del regolamento (CE) 1998/2006, sono assegnati ai soggetti
interessati di cui al precedente art. 2, comma 1, a condizione che
l’importo dell’aiuto non sia fissato in base al prezzo o alla
quantita’ dei prodotti acquistati dai produttori primari o immessi
sul mercato dalle imprese interessate e che l’aiuto stesso non sia
subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito
ai produttori primari. L’aiuto e’ concesso, inoltre, a condizione che
sia possibile quantificarne il valore dei servizi erogati a favore
dei singoli produttori per il tramite dei soggetti indicati dall’art.
2, ai fini del controllo del rispetto del massimale previsto dal
citato regolamento relativo agli aiuti de minimis
3. Secondo quanto indicato all’art. 5, comma 8, il finanziamento
puo’ includere l’IVA solo nel caso in cui la stessa sia riferita
all’acquisto di beni e servizi e rappresenti un costo puro per il
richiedente. In tal caso tale imposta deve essere esplicitamente
evidenziata nelle relative tabelle economiche e, ai fIni
dell’eventuale rimborso, il soggetto beneficiario dovra’ dimostrare
l’impossibilita’ di detrarre l’IVA ai sensi di legge.
4. Non sono prese in considerazione, ai fini del contributo, le
spese sostenute precedentemente all’approvazione del progetto stesso.
5. Il Ministero ha facolta’ di chiedere modifiche ai progetti
finanziabili, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni delle
attivita’ rispetto a quelle proposte o gia’ attuate nell’ambito di
altri progetti, nonche’ specifiche di carattere tecnico.

Art. 11

Realizzazione dei progetti

l. I progetti ritenuti ammissibili devono essere realizzati entro
il termine indicato nel provvedimento di concessione del contributo
e, comunque, fino ad un periodo massimo di 24 mesi.
2. Eventuali varianti, nel limite massimo del 20% per ogni singola
azione, che si dovessero rendere necessarie in corso d’opera,
dovranno essere preventivamente sottoposte all’esame ed
all’approvazione di questo Ministero.
3. In caso di ritardo nell’esecuzione delle attivita’ oppure di
completamento delle azioni per cause imputabili al beneficiario delle
provvidenze statali, sara’ applicata una riduzione del contributo
concedibile sulla somma rendicontata e ritenuta ammissibile per
quella specifica azione, che verra’ definita nelle percentuali e
nelle modalita’ con il successivo provvedimento di approvazione del
progetto ed assunzione di impegno della spesa.

Art. 12

Commissione di monitoraggio e verifica dei progetti

1. Con successivo provvedimento del Capo Dipartimento delle
politiche competitive del mondo rurale e della qualita’, e’ nominata
la Commissione tecnico-amministrativa di monitoraggio e verifica dei
progetti.
2. La Commissione deve verificare la corretta esecuzione dei
progetti approvati, effettuando il controllo dello stato di
avanzamento dei progetti sia sulla base del piano di monitoraggio
semestrale presentato dai soggetti proponenti i progetti stessi, sia
attraverso specifiche visite in loco a cadenza semestrale da parte
dei componenti la Commissione stessa.
3. Le spese della Commissione sono determinate con le modalita’
previste dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122, di cui al precedente
comma 10 dell’art. 5.

Art. 13

Modalita’ di liquidazione

1. Contestualmente all’approvazione del progetto, potra’ essere
concessa, se richiesta, un’anticipazione non superiore al 30% del
contributo concesso, previa presentazione di una polizza fidejussoria
nella misura dell’anticipo concesso, maggiorato degli interessi
legali.
2. Successivi acconti potranno essere concessi al superamento del
30% del contributo concesso fino ad un massimo dell’80% previa
presentazione di rendiconto delle spese sostenute, comprovate da
documenti contabili quietanzati, ed a seguito del rilascio del nulla
asta da parte della Commissione di cui all’art. 12, che avra’
proceduto al collaudo tecnico ed amministrativo dello stato
d’avanzamento lavori del progetto.
3. Il restante 20% dovra’ essere rendicontato come saldo finale e
sara’ corrisposto previa presentazione del rendiconto delle spese
sostenute, comprovate da documenti contabili quietanzati, ed a
seguito del rilascio del nulla asta da parte della Commissione di
verifica di cui all’art. 12 che avra’ proceduto al collaudo tecnico
ed amministrativo del progetto.
4. La polizza verra’ svincolata dopo la realizzazione del progetto
ed a seguito della liquidazione del saldo.

Art. 14

Diffusione dei risultati

1. I soggetti beneficiari dell’intervento pubblico si impegnano a
rendere disponibili tutte le conoscenze, le esperienze e le soluzioni
realizzate nell’ambito dei progetti finanziati nel rispetto della
normativa vigente e sulla base di specifici accordi.
2. In conformita’ con quanto disposto dall’art. 34, paragrafi 2, 3
e 4, del Regolamento (CE) n. 800/2008, i soggetti beneficiari
dell’intervento pubblico, finalizzato alla ricerca e sviluppo, si
impegnano affinche’:
vengano pubblicate su internet informazioni relative allo
svolgimento e alla finalita’ della ricerca prima del suo inizio. Tali
informazioni dovranno comprendere una data approssimativa dei
risultati attesi e l’indirizzo della loro pubblicazione su intemet e
dovra’ inoltre essere precisato che i risultati saranno disponibili
gratuitamente;
i risultati della ricerca siano messi a disposizione su internet
per un periodo di almeno 5 anni e siano pubblicati contestualmente ad
eventuali altre informazioni fornite a membri di organismi specifici;
gli aiuti sono di interesse di tutti gli operatori del settore
corilicolo;
gli aiuti sono concessi direttamente all’Organismo od all’Ente di
ricerca e non comportano la concessione diretta di aiuti non connessi
alla ricerca a favore di un’impresa di produzione, trasformazione o
commercializzazione di prodotti agricoli, ne’ forniscono un sostegno
in termini di prezzo ai produttori di detti prodotti.

Art. 15

Esenzione

1. Gli Aiuti di Stato previsti dal presente provvedimento sono
esentati dall’obbligo di notifica alla Commissione europea ai sensi
dei seguenti articoli:
art. 34 del Regolamento n. 800/2008, per quanto riguarda le azioni
previste dal presente decreto all’art. 5, comma 1, lettere a), b), c)
ed al comma 2, lettera e);
art. 15 del Regolamento n. 1857/2006, paragrafo 2, lettera d) per
quanto riguarda le azioni previste dall’art. 5, comma 2, lettera a),
del presente decreto;
art. 15 del Regolamento n. 1857/2006, paragrafo 2, lettera e) per
quanto riguarda le azioni previste dall’art. 5, comma 2, lettera c)
del presente decreto;
art. 15 del Regolamento n. 1857/2006, paragrafo 2, lettera f) per
quanto riguarda le azioni previste dall’art. 5, comma 2, lettera d),
del presente decreto;
art. 14 del Regolamento n. 1857/2006, paragrafo 2 per quanto
riguarda le azioni previste dall’art. 5, comma 2, lettera f) del
presente decreto;
Regolamento n. 1998/2006, per quanto riguarda le azioni previste
dal presente decreto dall’art. 5, comma 2, lettere b) e g).
2. Una sintesi delle informazioni relative al presente regime di
aiuti e’ trasmessa alla Commissione europea, ai fini della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
3. Gli aiuti previsti dal presente decreto entrano in vigore dalla
data di pubblicazione del numero di registrazione della domanda di
esenzione sul sito internet delle competenti Direzioni Generali della
Commissione europea.

Art. 16

Disposizioni finali

l. Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti Organi di
controllo per le previste registrazioni e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana; inoltre entra in vigore dalla
data di pubblicazione della medesima.
2. Il presente decreto viene, altresi, divulgato attraverso il sito
internet del Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali www.politicheagricole.it nella Sezione concorsi e gare.
Nella stessa sezione sono pubblicati i documenti e le informazioni di
riferimento.
Roma, 4 novembre 2010

Il capo dipartimento: Rasi Caldogno

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 novembre 2010

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