MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 20 ottobre 2011, n. 30 - Trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici operate mediante l'istituto della delegazione e gestite attraverso il sistema Service Personale Tesoro - Oneri a carico degli istituti delegatari - Chiarimenti - Indicazioni relativamente agli stipendi gestiti con sistemi diversi dal sistema Service Personale Tesoro. (11A14818) - (GU n. 264 del 12-11-2011 | Geometra.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 20 ottobre 2011, n. 30 – Trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici operate mediante l’istituto della delegazione e gestite attraverso il sistema Service Personale Tesoro – Oneri a carico degli istituti delegatari – Chiarimenti – Indicazioni relativamente agli stipendi gestiti con sistemi diversi dal sistema Service Personale Tesoro. (11A14818) – (GU n. 264 del 12-11-2011

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 20 ottobre 2011, n. 30 - Trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici operate mediante l'istituto della delegazione e gestite attraverso il sistema Service Personale Tesoro - Oneri a carico degli istituti delegatari - Chiarimenti - Indicazioni relativamente agli stipendi gestiti con sistemi diversi dal sistema Service Personale Tesoro. (11A14818) - (GU n. 264 del 12-11-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 20 ottobre 2011 , n. 30

Trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici operate
mediante l’istituto della delegazione e gestite attraverso il sistema
Service Personale Tesoro – Oneri a carico degli istituti delegatari –
Chiarimenti – Indicazioni relativamente agli stipendi gestiti con
sistemi diversi dal sistema Service Personale Tesoro. (11A14818)

Alle Amministrazioni centrali dello
Stato
All’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato
Al Consiglio di Stato
Alla Corte dei conti
All’Avvocatura generale dello Stato
Agli Uffici centrali di Bilancio
presso le Amministrazioni centrali
dello Stato
All’Ufficio centrale di Ragioneria
presso l’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato
Alle Ragionerie territoriali dello
Stato
Alle Agenzie fiscali
e, p.c.:
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
All’Istituto Nazionale di Previdenza
per i Dipendenti dell’Amministrazione
Pubblica – INPDAP
Alla Banca d’Italia
Al Dipartimento del Tesoro
Al Dipartimento dell’Amministrazione
generale, del personale e dei servizi

Premessa e quadro normativo.
Con la circolare 17 gennaio 2011, n. 1/RGS, sono state fornite
istruzioni operative in materia di delegazioni convenzionali di
pagamento relativamente ai dipendenti pubblici, con specifico
riferimento ai rapporti riconducibili ad Amministrazioni centrali
dello Stato che si avvalgono, per la gestione delle partite
stipendiali, del sistema Service Personale Tesoro-SPT.
Nel rinviare alla suddetta circolare, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale, serie generale, n. 22 del 28 gennaio 2011, per gli
approfondimenti inerenti agli aspetti normativi, appare opportuno, in
estrema sintesi, ricordare come, al ricorrere di determinati
presupposti, il dipendente pubblico puo’ avvalersi dell’istituto
della delegazione convenzionale di pagamento per adempiere gli
obblighi assunti a seguito della stipula di un contratto di
assicurazione o di un contratto di finanziamento e, quindi,
corrispondere, per il tramite dell’Amministrazione di appartenenza,
le somme cosi’ dovute al proprio creditore-delegatario, costituito
dalla societa’ di assicurazione o dall’istituto mutuante.
Tuttavia, le istruzioni recentemente diramate con la richiamata
circolare n. 1/RGS del 2011, da un lato, non affrontano in modo
diretto le ipotesi di delegazioni convenzionali di pagamento
riguardanti dipendenti statali le cui partite stipendiali sono
elaborate con un sistema diverso da SPT – tra i quali, ad esempio, si
puo’ annoverare il personale delle Forze armate e dell’Arma dei
Carabinieri, il personale della Polizia di Stato, del Corpo della
Guardia di Finanza – e, da un altro lato, non trattano le fattispecie
afferenti ai dipendenti che, pur con partite stipendiali gestite
tramite SPT, non appartengono alle Amministrazioni centrali dello
Stato e, quindi, non sono, a rigore, ‘dipendenti statali’.
Nella medesima circolare n. 1/RGS del 2011, poi, si era ritenuto di
non procedere ad una disamina esaustiva e puntuale di una serie di
situazioni particolari o, comunque, ritenute specifiche o settoriali,
in virtu’ del valutato impatto marginale dal punto di vista
operativo.
A prescindere dai suddetti aspetti, sono pervenute varie richieste
di chiarimenti, soprattutto in ordine alla fase transitoria ed alle
modalita’ di versamento delle somme dovute dagli istituti delegatari
a fronte dell’attivita’ prestata da parte dell’Amministrazione,
nonche’ dell’avvertita necessita’ di un ulteriore approfondimento
sulla materia.
Cio’ brevemente premesso, la presente circolare – stilata anche con
la collaborazione del Dipartimento degli Affari Generali, del
Personale e dei Servizi-DAG – si prefigge l’obiettivo di completare
il quadro delle istruzioni gia’ diramate afferenti alle delegazioni
convenzionali di pagamento, fornendo indicazioni operative anche per
quanto attiene alle partite stipendiali non gestite tramite SPT,
nonche’ di corrispondere alle richieste di chiarimenti e di
approfondimenti pervenute, offrendo riflessioni e delucidazioni in
materia, il tutto in coerenza con l’obiettivo di snellimento e
semplificazione dei procedimenti amministrativi sinora perseguito.
Relativamente alle problematiche piu’ puntuali e specifiche, per una
piu’ immediata leggibilita’, le risposte formulate sono state
raccolte in un apposito prospetto, denominato Allegato n. 1,
utilizzando il metodo delle ‘domande e risposte’ o c.d. FAQ
(Frequently Asked Questions). Nelle medesime FAQ sono stati comunque
riproposti, seppure in modo sintetico, taluni dei chiarimenti esposti
in modo piu’ diffuso nel testo della presente circolare.
Infine, si denota che le correnti indicazioni costituiscono
un’integrazione di quelle esposte nella circolare n. 1/RGS del 2011,
rappresentandone, in pratica, il completamento e la precisazione.

1. Aspetti generali.
Come accennato in Premessa, l’esame del quadro normativo di
riferimento, nonche’ dei presupposti per avvalersi della delegazione
convenzionale di pagamento, e’ stato compiutamente svolto nella
circolare n. 1/RGS del 2011, al cui contenuto, quindi, si rimanda.
Cio’ nondimeno, si reputa opportuno svolgere in merito qualche
maggiore considerazione di portata generale in tema di attivita’
amministrativa e di finanza pubblica.
L’azione di tutta la pubblica amministrazione e’ rivolta
necessariamente al perseguimento dell’interesse pubblico affidato, di
volta in volta, dall’ordinamento sulla base dei principi e degli
obiettivi individuati dal decisore politico in attuazione dei
precetti e dei programmi rivenienti, in massima misura, dalla Carta
costituzionale. Cosicche’, i poteri di supremazia della pubblica
amministrazione nei confronti degli altri soggetti giuridici trovano
fondamento e limite nella legge che, per le considerazioni qui
d’interesse, deve funzionalmente indicare le risorse umane,
finanziarie e strumentali destinate alla realizzazione dell’interesse
pubblico perseguito. E’, infatti, il principio di legalita’ che
permea e caratterizza l’attivita’ dei soggetti pubblici.
Conseguentemente, le risorse affidate, derivanti in larga parte dalla
collettivita’ attraverso la fiscalita’ generale, non possono essere
utilizzate liberamente al di fuori dei fini alla cui realizzazione
sono destinate. Il corollario di tale considerazione e’ che
un’attivita’ svolta dalla pubblica amministrazione, qualora non
rientrasse direttamente nell’interesse pubblico prefissato –
ancorche’ attivita’ perfettamente lecita e magari idonea a procurare
un’utilita’ verso una platea, anche ampia, di soggetti – non puo’
essere svolta gravando sulle risorse pubbliche, proprio perche’
queste sono deputate alla realizzazione di obiettivi specifici di
natura pubblica. Una siffatta attivita’, dunque, per essere attuata
senza incidere sulle risorse pubbliche, sempreche’ compatibile con i
compiti d’istituto, deve contemplare il ristoro integrale degli oneri
sostenuti dall’Amministrazione, in modo da mantenere intatte le
risorse alla stessa assegnate dalla legge e vincolate, come piu’
volte ricordato, al perseguimento dell’interesse istituzionale
affidato.
Tali considerazioni, esposte a carattere generale per la finanza
pubblica, assumono un carattere ancora piu’ stringente per le
Amministrazioni dello Stato, stante l’ineludibile riferimento, per
quanto attiene alle risorse finanziarie, al precetto recato
dall’articolo 81, quarto comma, della Costituzione, secondo cui, come
noto, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i
mezzi per farvi fronte.
Va da se’ che e’ l’esistenza di una copertura legislativa, avente
pure valenza finanziaria, ad indirizzare l’Amministrazione
nell’utilizzazione appropriata e pertinente delle risorse affidate,
rispettando, cosi’, il principio di buon andamento contemplato
all’articolo 97, primo comma, della Costituzione.
A margine, si soggiunge che e’ in tale contesto normativo che si
inseriscono le attribuzioni in materia di controllo espletate dal
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato attraverso il
sistema delle ragionerie (Uffici Centrali di Bilancio-UCB, Ufficio
Centrale di Ragioneria-UCR e Ragionerie Territoriali dello
Stato-RTS), di cui all’articolo 10 del D.P.R. 30 gennaio 2008, n. 43.
Da ultimo, si ribadisce che, parimenti alle istruzioni diramate con
la circolare n. 1/RGS del 2011, le correnti indicazioni sono da
riferirsi, qualora non diversamente specificato in modo espresso,
esclusivamente alle delegazioni convenzionali di pagamento, mentre,
volendo fugare ogni dubbio in proposito, si sottolinea che non sono
state introdotte innovazioni in materia di cessione del quinto dello
stipendio rispetto a quanto precedentemente disposto, in particolare,
con le circolari 3 giugno 2005, n. 21/RGS, e 13 marzo 2006, n.13/RGS.

2. Amministrazioni dello Stato che si avvalgono di sistemi diversi
dal Service Personale Tesoro.
La circolare n. 1/RGS del 2011, come ricordato, e’ rivolta a
disciplinare la materia delle delegazioni convenzionali di pagamento
con riguardo ai dipendenti dello Stato le cui partite stipendiali
sono gestite tramite SPT.
Per quanto attiene ai dipendenti statali con partite stipendiali
gestite con altri sistemi o con altre procedure, si chiarisce che, in
linea generale, le relative Amministrazioni sono tenute, in
considerazione delle argomentazioni sopra esposte, ad uniformarsi
alle indicazioni operative dettate con la precisata circolare n.
1/RGS del 2011.
Infatti, ferme restando eventuali situazioni eccezionali, da
dimostrare esaurientemente, si e’ dell’avviso che i principi di buon
andamento e di tutela della finanza pubblica, oltre a quelli di
economicita’ e semplificazione amministrativa, ingiungano di seguire
le richiamate indicazioni operative, compatibilmente, comunque, con i
normali tempi di aggiornamento delle procedure, anche informatiche,
sinora osservate dalle Amministrazioni in discorso.
Senza voler ripercorrere le ragioni sottese alle novita’
procedimentali recate dalla piu’ volte richiamata circolare n. 1/RGS
del 2011, appare abbastanza chiaro come la rideterminazione degli
oneri dovuti dagli istituti delegatari e il meccanismo della
ritenzione diretta degli oneri stessi sulle trattenute stipendiali si
connotano come novita’ pienamente rispondenti all’evocato principio
di buon andamento dell’amministrazione.
Cio’ nondimeno, alcune delle Amministrazioni dello Stato che si
avvalgono di sistemi diversi da SPT hanno rappresentato, piu’ che
difficolta’ di ordine giuridico o amministrativo, l’insorgenza di
criticita’ di natura tecnica, legate ai tempi necessari per
l’aggiornamento dei propri sistemi informatici alle nuove istruzioni
diramate in materia.
In tali evenienze, va da se’ che, pur dovendo essere raggiunto in
tempi brevi l’obiettivo della semplificazione della procedura
afferente alla gestione degli oneri amministrativi scaturenti dalle
delegazioni convenzionali di pagamento, il termine individuato dalla
circolare n. 1/RGS del 2011 nella mensilita’ di luglio 2011 non deve
essere inteso come perentorio.
Ad ogni modo, si confida che la mensilita’ di gennaio 2012, in
virtu’ dell’ampio lasso temporale considerato, possa costituire un
termine ragionevole per l’aggiornamento e l’adeguamento dei sistemi
informatici e delle procedure stipendiali in materia.
Cio’ precisato, nell’ottica di agevolare le Amministrazioni ed i
soggetti interessati, sino all’aggiornamento delle relative procedure
e dei sistemi informatici dovranno essere seguite, per quanto
compatibili, le precedenti istruzioni, specialmente per quanto
attiene alle modalita’ di versamento.
Sul punto, si evidenzia che, nel caso di delegazioni convenzionali
processate da Amministrazioni statali che non si avvalgono di SPT,
gli istituti delegatari, come da preesistente prassi, dovevano
provvedere, per l’anno 2011, ad effettuare il previsto versamento in
acconto entro il 31 gennaio 2011, avvalendosi del conto corrente
postale ‘dedicato’ n. 11283017, intestato alla Tesoreria dello Stato
di Viterbo, relativamente alle delegazioni attive al 1° gennaio 2011
(sia per contratti di finanziamento sia per contratti di
assicurazione), e inerente al capitolo dell’entrata del bilancio
dello Stato 3378 – “Contributi dovuti per la riscossione e il
versamento delle rate di rimborso dei mutui contratti dai dipendenti
statali da estinguere mediante l’istituto della delegazione di
pagamento” (il capitolo 3374 relativo ai contratti di assicurazione
e’ di nuova istituzione e legato all’attuazione della circolare n.
1/RGS del 2011).
Tale versamento in acconto, da calcolare comunque secondo la nuova
misura degli oneri amministrativi determinati con la circolare n.
1/RGS del 2011, doveva essere commisurato all’intero anno 2011, non
potendo essere applicata in toto la menzionata circolare n. 1/RGS
che, come sottolineato piu’ volte, attiene segnatamente alle partite
stipendiali gestite tramite SPT e, soprattutto, e’ correlata
all’implementazione del nuovo meccanismo di versamento degli oneri
amministrativi previa ritenzione sulle trattenute stipendiali.
In pratica, per ciascuna delegazione convenzionale, l’onere annuo
da considerare per le fattispecie in parola e’, relativamente ai
contratti di finanziamento, di euro 24,60 (ventiquattro/60), pari ad
euro 2,05 per dodici mensilita’, nonche’ di euro 18,00 (diciotto/00)
una tantum per ogni nuova attivazione, e, in relazione ai contratti
di assicurazione, di euro 7,80 (sette/80), pari ad euro 0,65 per
dodici mensilita’, oltre ad euro 9,00 (nove/00) una tantum per ogni
nuova delegazione. Qualora per un errore nella determinazione degli
oneri il versamento effettuato sia stato eseguito in misura inferiore
– ad esempio, per un’impropria applicazione della circolare n. 1/RGS
del 2011 – l’istituto delegatario dovra’ procedere senza indugio
all’integrazione dello stesso, effettuando un versamento
supplementare sul precisato conto corrente postale dedicato. In
difetto, sulle somme dovute e non versate, a norma dei principi
generali in materia di inadempimento, scatta il diritto del creditore
di richiedere anche il pagamento degli interessi moratori nella
misura legale, se non diversamente disposto, a norma dell’articolo
1224 del codice civile.
Una volta che le Amministrazioni statali che non si avvalgono del
sistema SPT avranno adeguato i propri sistemi informatici e le
proprie procedure – come esposto, elettivamente entro la mensilita’
di gennaio 2012 – i medesimi istituti delegatari provvederanno alle
opportune operazioni di conguaglio entro il 31 gennaio 2012.
In altri termini, nel presupposto che con la mensilita’ di gennaio
2012 le modalita’ di trattazione delle delegazioni convenzionali di
pagamento siano state uniformate al procedimento disegnato dalla
circolare n. 1/RGS del 2011, gli istituti delegatari dovranno
provvedere entro il 31 gennaio 2012 ai necessari conguagli con
riguardo all’intero anno 2011, in riferimento anche al maggior numero
di delegazioni attivato nel medesimo periodo, procedendo a versare
sul predetto conto corrente postale dedicato esclusivamente l’importo
ancora dovuto a titolo di saldo. Infatti, con la mensilita’ di
gennaio 2012, gli oneri amministrativi – come illustrato in
precedenza e fatta salva l’ipotesi di eccezioni da ritenere
assolutamente marginali, da disciplinare, al ricorrere dell’eventuale
insorgenza, separatamente – dovranno formare oggetto di ritenzione
diretta nell’ambito delle procedure del sistema stipendiale di tutte
le Amministrazioni dello Stato, ivi incluse quelle che non si
avvalgono di SPT, per cui sara’ completamente superato l’originario
procedimento di versamenti anticipati in acconto e successive
operazioni di conguaglio, stante l’entrata a regime del meccanismo di
afflusso all’entrata del bilancio dello Stato, con periodicita’
mensile, degli oneri amministrativi effettivamente dovuti dagli
istituti delegatari.
Per quanto attiene, invece, alla fase di riscontro, sempre
relativamente alle Amministrazioni statali che si avvalgono di
sistemi diversi da SPT, nelle more dell’implementazione del
meccanismo a regime ora prospettato, gli istituti delegatari avranno
cura di trasmettere, non oltre il 29 febbraio 2012, un esemplare
delle attestazioni dei bollettini di versamento – concernenti i
versamenti effettuati entro il 31 gennaio 2011, in acconto, ed entro
il 31 gennaio 2012, a saldo, nonche’ degli eventuali versamenti
integrativi effettuati in corso d’anno – all’Ufficio che ha stipulato
la convenzione e, se previsto, all’Amministrazione di appartenenza
del dipendente. L’Ufficio, dal canto suo, deve provvedere, sulla base
delle attestazioni ricevute, a compilare e trasmettere alla RTS di
Viterbo un elenco degli istituti delegatari versanti, corredato da
una distinta con gli estremi dei versamenti. La medesima RTS
procedera’, poi, ad acquisire dalla coesistente Tesoreria dello Stato
di Viterbo le relative quietanze, al fine di poter svolgere le
consequenziali verifiche.
Nell’eventualita’, infine, che in sede di conguaglio emergessero
degli eventuali importi a credito, si ricorda che il rimborso potra’
essere richiesto dagli istituti delegatari interessati attivando il
procedimento disciplinato dall’articolo 68, comma 3, delle Istruzioni
sul servizio di tesoreria dello Stato-ISTS, approvate con decreto 29
maggio 2007 del Ministro dell’Economia e delle Finanze (provvedimento
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 163,
supplemento ordinario n. 160 del 16 luglio 2007).
Per quanto inerisce, invece, alle modalita’ di versamento a regime
degli oneri amministrativi successivamente alla operata
implementazione da parte delle Amministrazioni statali che non si
avvalgono di SPT del nuovo meccanismo di ritenzione diretta sulle
trattenute stipendiali, si significa che le stesse Amministrazioni
potranno, a seconda degli assetti organizzativi interni, versare gli
oneri amministrativi a mezzo bonifico o con titolo di spesa da
estinguere mediante commutazione in documenti di entrata (articolo
77, ISTS). Per il versamento con bonifico, le coordinate IBAN dei
capitoli dell’entrata del bilancio dello Stato sono disponibili e
consultabili all’indirizzo web
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Strumenti/Codici-IBA/ e,
comunque, possono essere acquisite presso la Banca d’Italia.
Una volta operativo a regime il nuovo meccanismo di ritenzione
degli oneri amministrativi sui trattamenti stipendiali, il relativo
controllo, come piu’ diffusamente illustrato al successivo paragrafo
4.4 Controllo espletato da parte del sistema delle ragionerie, sara’
effettuato, appunto, dal sistema delle ragionerie e non piu’ dalla
sola RTS di Viterbo, mentre, dal punto di vista sostanziale, tale
controllo avra’ un contenuto omologo a quello gia’ illustrato per le
Amministrazioni che si avvalgono del sistema SPT.

3. Oneri amministrativi dovuti dagli Istituti delegatari.
Nella circolare n. 1/RGS del 2011, in modo innovativo, ma piu’
aderente ai principi generali in materia di finanza pubblica e,
soprattutto, di correttezza dell’azione amministrativa, gli oneri
dovuti dagli istituti delegatari – seppure con gli inevitabili
margini di imprecisione legati a qualunque procedimento di stima, che
impone sempre una scelta ed un bilanciamento tra le varie esigenze
contrapposte (semplificazione, onerosita’ della rilevazione,
snellimento delle procedure, tempi di lavoro, convenienza di una
forfetizzazione, ecc.) – sono stati determinati sulla scorta di
un’analisi condotta sugli effettivi costi sopportati
dall’Amministrazione nella gestione delle delegazioni convenzionali
di pagamento nell’ambito del procedimento di gestione degli stipendi.
Tale circostanza implica che non sussistano dei concreti spazi per
poter determinare in modo ‘libero’ i predetti oneri amministrativi,
soggetti a revisione con periodicita’ biennale – da eseguire,
ovviamente, seguendo gli stessi criteri – in considerazione delle
possibili variazioni intervenute nel tempo dei costi sopportati
dall’Amministrazione.
In proposito, precisato che le eventuali variazioni potrebbero
comportare in futuro, nell’ambito della accennata revisione biennale
periodica, anche una riduzione degli oneri di cui trattasi (ad
esempio, per la diminuzione dei costi informatici, per
l’ottimizzazione progressiva delle procedure, ecc.), allo scopo di
fornire garanzie agli operatori economici dei settori interessati,
istituti finanziari e societa’ di assicurazione, appare necessario,
per non creare incertezze o, peggio, aleatorieta’ nello sviluppo del
rapporto contrattuale tra dipendente e istituto delegatario, fissare
dei limiti massimi, ancorati a parametri oggettivi, per i potenziali
incrementi degli oneri amministrativi.
Cio’ posto, si ritiene che ragionevolmente i prefati limiti possano
essere costituiti dalla variazione dell’indice nazionale dei prezzi
al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (indice dei prezzi
al consumo FOI) rilevata con cadenza mensile dall’Istituto Centrate
di Statistica-ISTAT. Conseguentemente, in relazione a quanto esposto
nel paragrafo 5. Determinazione degli oneri amministrativi della piu’
volte richiamata circolare n. 1/RGS del 2011, il DAG procedera’ con
cadenza biennale alla revisione, in aumento o in diminuzione, della
misura dei predetti oneri amministrativi in relazione agli effettivi
costi procedimentali sostenuti e fissera’, nel caso di un eventuale
aumento, la nuova misura degli oneri in modo da non oltrepassare il
limite scaturente dall’applicazione del ricordato indice dei prezzi
al consumo FOI sugli oneri gia’ in atto.
Per completezza d’informazione, si rappresenta che la prefissata
misura degli oneri amministrativi e’ comprensiva dei costi scaturenti
dalle istanze di delegazione convenzionale di pagamento processate
con esito negativo.

4. Aspetti relativi ai contratti di finanziamento.
Per quanto afferisce agli aspetti procedimentali legati alla
trattazione delle istanze di delegazione convenzionale di pagamento,
nella circolare n. 1/RGS del 2011 sono state fornite una serie di
indicazioni sulle quali, anche al fine di non ingenerare difficolta’
applicative, si svolgono appresso talune considerazioni aggiuntive,
onde rendere l’intero procedimento piu’ funzionale, pur nel rispetto
delle diverse esigenze, talora contrapposte, dell’istituto
delegatario e del dipendente delegante.
Di seguito, sono sviluppati, quindi, vari approfondimenti inerenti
alle delegazioni convenzionali derivanti da contratti di
finanziamento, mentre le puntualizzazioni afferenti alle delegazioni
convenzionali scaturenti da contratti di assicurazione sono trattate
nel prosieguo.
4.1 Approfondimenti tecnico-giuridici sulle delegazioni
convenzionali per contratti di finanziamento
In materia di delegazioni convenzionali di pagamento relative a
contratti di finanziamento, in primo luogo, e’ stato osservato che la
convenzione-tipo concernente i contratti di finanziamento, indicata
come Allegato A alla circolare n. 1/RGS del 2011, all’articolo 11 fa
riferimento, quanto al termine di raffronto per la verifica del
rispetto del tasso soglia, alla categoria “Prestiti contro cessione
del quinto dello stipendio”, operando di fatto un’equiparazione, ai
fini in discorso, tra l’istituto della cessione del quinto e il
credito semplicemente assistito da delegazione di pagamento.
Al riguardo, va ricordato che l’articolo 2, comma 2, della legge 7
marzo 1996, n. 108, prevede che le operazioni finanziarie, al fine
della rilevazione del Tasso Effettivo Globale medio-TEG, siano
classificate annualmente per categorie omogenee con decreto del
Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia.
Il decreto ministeriale piu’ recente, adottato il 25 marzo 2010 e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 74 del 30
marzo 2010, indica nel preambolo un esplicito riferimento alle
“Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai
sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia e
pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 200 del 29
agosto 2009. L’analisi della disciplina recata dai suddetti
provvedimenti, in cui sono declinate in modo piu’ dettagliato le
categorie di operazioni finanziarie, induce ad includere le
delegazioni convenzionali di pagamento nella Categoria 10 “Altri
finanziamenti” delle indicate Istruzioni di Banca d’Italia,
corrispondente alla categoria “Altri finanziamenti alle famiglie e
alle imprese” elencata nell’Allegato A del decreto ministeriale 27
giugno 2011 – costituente il piu’ recente provvedimento adottato ai
sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 108/1996 – pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 150 del 30 giugno 2011.
In effetti, in materia di credito, la Banca d’Italia, nelle
richiamate “Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali
medi ai sensi della legge sull’usura”, ha operato una classificazione
delle operazioni per categorie che distingue i “Prestiti contro
cessione del quinto dello stipendio e della pensione”, costituenti la
Categoria 8, dagli “Altri finanziamenti”, Categoria 10, specificando
che in quest’ultima rientrano le categorie residuali non
riconducibili a categorie specifiche e, quindi, tra gli altri, “i
crediti concessi con delegazione di pagamento”.
Cio’ posto, nel ricordare che il richiamato Allegato A della
circolare n. 1/RGS del 2011 (da non confondere con l’Allegato A del
decreto ministeriale 27 giugno 2011) contiene una semplice
convenzione-tipo, priva tecnicamente di valore precettivo, si
rappresenta che, sino a nuove e diverse istruzioni della Banca
d’Italia, il parametro corretto da utilizzare per i riscontri in
merito al rispetto del tasso soglia e’ quello relativo alla categoria
“Altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese”.
In secondo luogo, sempre con riferimento alla predetta
convenzione-tipo unita alla circolare n. 1/RGS del 2011, e’ stato
rilevato come il medesimo articolo 11 prevede che l’istituto
delegatario, qualora non espleti l’attivita’ direttamente, si avvale
di “agenti in attivita’ finanziaria vincolati da contratto
monomandatario”. Del resto, anche le recenti modifiche apportate dal
decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, in materia di contratti
di credito ai consumatori e di testo unico bancario (decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385) prevedono che gli agenti in
attivita’ finanziaria svolgono la loro attivita’ su mandato di un
solo intermediario o di piu’ intermediari appartenenti al medesimo
gruppo e contemplano, solo in determinate circostanze, l’esistenza di
agenti non monomandatari.
Cosi’, in aderenza alle recenti previsioni legislative e ricordata
l’assenza di forza normativa della convenzione-tipo – che puo’ essere
convenientemente modulata dalle Amministrazioni stipulanti, a seconda
delle esigenze avvertite o degli interessi tutelati, il tutto,
ovviamente, nel rispetto della normativa vigente – sono da ritenere
egualmente validi i contratti di finanziamento stipulati da agenti
non monomandatari, nei casi previsti dall’articolo 128-quater, comma
4, del decreto legislativo n. 385/1993 (e’ l’ipotesi di
intermediario-mandante che offra solo specifici prodotti o servizi,
per cui l’agente-mandatario puo’ assumere due ulteriori mandati, per
offrire l’intera gamma di prodotti o servizi), sempreche’ siffatta
ipotesi non risulti esclusa dalle pattuizioni contenute nella
convenzione sottoscritta ed in essere.
Per completezza si espone che, a norma dell’articolo 12, comma 1,
del decreto legislativo n. 141/2010, non costituiscono esercizio di
agenzia in attivita’ finanziaria, ne’ di mediazione creditizia, tra
gli altri, la promozione e la conclusione, da parte di banche,
intermediari finanziari, imprese di investimento, societa’ di
gestione del risparmio-SGR, societa’ di investimento a capitale
variabile-SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste
Italiane S.p.A., di contratti relativi alla concessione di
finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di
pagamento. Ne deriva che la promozione e la conclusione di contratti
relativi alla concessione di finanziamenti possono essere effettuate
direttamente dai soggetti teste’ elencati, anche per quanto attiene a
prodotti finanziari di terzi.
In terzo luogo, quanto agli accertamenti da operare in merito ai
contratti di finanziamento, nella circolare n. 1/RGS del 2011, al
paragrafo 4. Trattazione delle istanze di delegazione convenzionale,
tra gli elementi da appurare e’ stata indicata “l’esistenza di una
garanzia per la restituzione del finanziamento idonea alla copertura
dei rischi elencati all’articolo 32 del D.P.R. n. 180/1950 (morte del
dipendente prima che sia estinto il debito; cessazione dal servizio
del dipendente, per qualunque causa)”.
Siffatta proposizione, ancorche’ fondata su chiare ragioni di
tutela, e’ stata additata come foriera, da un lato, di incidere
negativamente sui costi del finanziamento per il mutuatario e,
dall’altro, di comprimere eccessivamente gli spazi valutativi degli
istituti esercenti il credito in ordine all’assunzione del rischio
d’impresa, in quanto, per rendere maggiormente competitivo il
prodotto reso sotto il profilo economico, gli istituti mutuanti
potrebbero essere lasciati liberi di decidere sull’assunzione dei
rischi derivanti dalla morte del dipendente oppure dalla sua
anticipata cessazione dal servizio, prima dell’avvenuta estinzione
del debito.
Esaminati i termini della questione, si denota che la richiesta di
una garanzia assicurativa di tal fatta – peraltro obbligatoria per
l’ipotesi della cessione del quinto dello stipendio – trova
fondamento, in verita’, non tanto nello scopo di fornire un maggiore
grado di affidabilita’ ai crediti delle imprese, quanto piuttosto si
prefigge di coprire il debitore, o i suoi aventi causa, dal rischio
derivante dal verificarsi di eventi sfavorevoli. L’intervenuto
decesso del debitore consente al creditore di agire contro gli eredi
anche ultra vires, nel caso sia avvenuta, magari tacitamente,
l’accettazione pura e semplice dell’eredita’, mentre la cessazione, a
qualunque titolo, dal servizio non inficia il diritto di credito
dell’istituto mutuante di pretendere il rimborso del finanziamento
erogato, a prescindere dalla situazione patrimoniale o personale del
debitore. In simili accadimenti, all’evento negativo, sia esso umano
o lavorativo, puo’ sommarsi anche il potenziale peggioramento della
situazione finanziaria del debitore o dei suoi aventi causa.
Cio’ nonostante, si reputa che, qualora entrambe le parti
contraenti mostrino espressamente la consapevolezza delle conseguenze
sul contratto di finanziamento rivenienti dal verificarsi di uno
degli eventi indicati dall’articolo 32 del D.P.R. n. 180/1950,
l’accettazione della istanza di delegazione convenzionale possa
essere concessa anche in assenza della cennata garanzia assicurativa.
Sotto questo profilo, dunque, la presenza di una garanzia
assicurativa non va connotata, a rigore, come condizione strettamente
obbligatoria o indefettibile per assentire la richiesta di
delegazione convenzionale di pagamento. Quanto detto vale,
naturalmente, in assenza di una specifica previsione della
convenzione stipulata, dovendo, in tale ipotesi, fare riferimento
alle statuizioni di quest’ultima.
Un aspetto delicato attiene, infine, al rapporto temporale tra la
possibile durata della delegazione convenzionale e il restante
periodo di lavoro del dipendente, essendo stata prospettata una
presunta incongruita’ tra le previsioni della normativa primaria in
materia di cessione del quinto dello stipendio e quanto disposto con
strumento di prassi in merito ai contratti di finanziamento da
estinguersi tramite delegazione convenzionale.
Sulla questione, con la circolare n. 1/RGS del 2011 e’ stato
espresso l’avviso che la delegazione convenzionale di pagamento per
un contratto di finanziamento non possa abbracciare un arco di tempo
eccedente il normale termine della prevista durata del rapporto di
lavoro dipendente con l’Amministrazione.
Cio’ ricordato, a prescindere dalle valutazioni di pertinenza
dell’istituto mutuante, si e’ dell’avviso che ragioni di tutela della
posizione patrimoniale e, soprattutto, dell’equilibrio economico e
finanziario del dipendente militino a far ritenere non assentibile
una istanza di delegazione di pagamento che ab origine preveda un
piano di rimborso del finanziamento eccedente il residuo periodo di
lavoro del delegante.
D’altra parte, dal punto di vista logico, la struttura della
delegazione convenzionale per i contratti di finanziamento, anche in
virtu’ dell’incancellabile esistenza di uno spazio valutativo
dell’Amministrazione, presuppone che il piano di rimborso sia
temporalmente coerente, quantomeno sotto un profilo teorico, con il
presumibile periodo di servizio del dipendente.
Pertanto, in merito si confermano le conclusioni esposte nella
richiamata circolare n. 1/RGS del 2011, circa la negativa valutazione
delle istanze di delegazione convenzionale volte a veicolare un
contratto di finanziamento che presenti un piano di rimborso avente
una durata maggiore di quella del residuo periodo di lavoro del
dipendente-mutuatario.
E’ appena il caso di soggiungere, per completezza, che in nessun
frangente la delegazione convenzionale di pagamento per contratti di
finanziamento puo’ avere una durata superiore ai dieci anni.
4.2 Modulistica utilizzabile.
Sono stati sollecitati, poi, chiarimenti in merito alla modulistica
da utilizzare per i contratti di finanziamento, soprattutto in ordine
ai rapporti tra il modello di cui all’Allegato C (il quale facsimile
e’ di seguito individuato, per brevita’, come modello C) introdotto
con la circolare n. 1/RGS del 2011 ed i modelli gia’ in uso (Allegati
A, A-1, B e B-1 alla circolare n. 21/RGS del 2005, alcuni modificati
dalla circolare n. 13/RGS del 2006, e d’ora in avanti identificati
come modelli A, A-1, B e B-1).
In particolare, sono state manifestate incertezze sulla
possibilita’ di avvalersi dei modelli A e A-1, stante l’introduzione
del modello C, nonche’ sulla necessita’ di utilizzare in aggiunta
anche il modello B-1.
In via generale, si rimarca che i modelli A, A-1, B e B-1 sono
degli allegati alla circolare n. 21/RGS del 2005 la quale non e’
stata oggetto, salvo quanto poc’anzi esposto, di interventi
innovativi o modificativi di natura sostanziale (detta circolare n.
21/RGS, non a caso non figura tra quelle elencate al paragrafo 8.
Aspetti fiscali ed indicazioni finali della circolare n. 1/RGS del
2011 e delle quali si e’ esplicitato l’avvenuto superamento).
D’altronde, neppure si puo’ trascurare che la modulistica
menzionata non riguarda in modo esclusivo le delegazioni
convenzionali di pagamento, ma inerisce soprattutto alla cessione del
quinto dello stipendio ed alla concessione del piccolo prestito,
sebbene nella prassi, stante le evidenti affinita’ procedimentali e
la stessa struttura del modello A, la medesima modulistica e’ stata
utilizzata anche per le delegazioni convenzionali di pagamento per
contratti di finanziamento.
Quanto osservato comporta, fatte salve le precisazioni susseguenti,
che la modulistica di cui alla circolare n. 21/RGS del 2005 e’ da
ritenersi, in assoluto e in generale, tuttora valida.
Cio’ detto, pero’, sembra chiaro come il modello C relativo alle
delegazioni convenzionali di pagamento per i contratti di
finanziamento compendia e unisce i modelli A e A-1 che, in pratica,
sostituisce e aggiorna, seppure, si rimarca, limitatamente alle
predette delegazioni convenzionali.
Di contro, per le cessioni del quinto dello stipendio e per il
piccolo prestito – nei termini in cui quest’ultimo e’ ancora
applicabile dopo l’abrogazione della legge n. 656/1960, statuita dal
decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 – restano utilizzabili
gli anzidetti modelli A ed A-1.
Invece, il modello B, che rappresenta sostanzialmente
un’attestazione di servizio utile per la richiesta di finanziamento
(sia nel caso di cessione del quinto dello stipendio, sia di piccolo
prestito, sia di delegazione convenzionale di pagamento), e il
modello B-1, finalizzato ad ottenere la c.d. “messa in quota” – cioe’
la garanzia da parte dell’Amministrazione di aver preso nota del
debito del dipendente e, quindi, di aver ‘prenotato’ la misura della
relativa trattenuta sulla partita stipendiale – sono, in ultima
analisi, documenti di natura istruttoria per l’istituto mutuante,
essendo indubbiamente propedeutici e funzionali a suffragare la
richiesta di finanziamento promossa dal dipendente. In quanto tali
sono da ritenersi, a rigore, non indispensabili, essendo il loro
rilascio conseguente ad un’apposita richiesta riconducibile, in
definitiva, all’istituto mutuante che, nell’ambito della valutazione
sulla concessione del finanziamento, avverte la necessita’ di
ottenere siffatta documentazione.
In concreto, pero’, si reputa che entrambi i modelli saranno
pretesi dall’istituto mutuante, onde poter valutare compiutamente la
richiesta di finanziamento avanzata dal dipendente.
4.3 Procedimento relativo ai contratti di finanziamento.
Relativamente al procedimento per ottenere l’assenso da parte
dell’Amministrazione per fruire della delegazione convenzionale di
pagamento diretta al rimborso rateale del debito contratto con
l’istituto mutuante, sono stati denunciati, anche in relazione
all’introduzione del modello C, vari dubbi operativi, cosicche’ si e’
ritenuto opportuno ripercorrere, passo per passo, le varie fasi
procedimentali, seppure in modo schematico.
In prima battuta, una volta che il dipendente avra’ chiesto ad un
istituto esercente il credito o comunque ad un intermediario
abilitato di poter accedere ad un finanziamento da rimborsare a mezzo
delegazione convenzionale di pagamento sulle proprie competenze
stipendiali, non potra’ che rientrare nella sfera decisionale
dell’istituto mutuante valutare i documenti ritenuti necessari per
corrispondere positivamente alla richiesta (ad esempio, per quanto
attiene ai riflessi sull’Amministrazione, sicuramente l’attestazione
sulla posizione giuridica del dipendente di cui al modello B e,
probabilmente, l’attestazione concernente il trattamento economico
corrisposto resa con il modello B-1).
Determinatosi in senso favorevole, l’istituto mutuante ricevera’ il
modello C debitamente compilato, ma non sottoscritto, dal dipendente
richiedente il finanziamento e, dal canto suo, provvedera’ a stilare
e sottoscrivere la sezione del modello stesso intitolata Parte
riservata all’Istituto delegatario. Successivamente, il modello C va
inoltrato all’Amministrazione competente a cura del delegante o del
delegatario.
Nell’ipotesi la presentazione sia curata dall’istituto delegatario,
il modello deve contenere la firma del delegante debitamente
autenticata oppure, in alternativa, deve recare in allegato una
fotocopia di un suo documento d’identita’ in corso di validita’,
sulla quale deve essere stata apposta la sottoscrizione in originale
e una dicitura contenente la data e il riferimento all’atto di cui
costituisce allegato (ad esempio, potrebbe essere utilmente riportata
in diagonale una dicitura del tipo “Copia inerente a richiesta di
finanziamento presso societa’ ALFA S.p.a. – Citta’, data” dopo la
quale apporre la firma). Infatti, stante il contenuto dell’istanza,
e’ applicabile la disciplina recata dall’articolo 21, comma 1, e
dall’articolo 38, comma 3, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445,
secondo cui le istanze prodotte alla pubblica amministrazione sono
sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto, che
procede all’autentica della sottoscrizione, ovvero sottoscritte e
presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un
valido documento di identita’ del sottoscrittore.
Di contro, la presentazione diretta da parte del delegante non
richiede necessariamente la produzione di una copia del documento
d’identita’ e la sottoscrizione puo’ essere apposta all’atto della
presentazione, in modo da consentire l’immediata autenticazione della
firma da parte del funzionario dell’Amministrazione accettante.
Ricevuta l’istanza di delegazione, l’Amministrazione di
appartenenza del dipendente procedera’ agli adempimenti di propria
competenza, quali, in via esemplificativa, la verifica dell’esistenza
dei requisiti soggettivi dell’istante, il rispetto delle clausole
previste nella convenzione in essere, l’osservanza dei limiti di
coesistenza e consistenza della somma oggetto di delegazione con la
situazione stipendiale del dipendente.
Qualora durante l’esame emergano delle irregolarita’ o delle
carenze ritenute sanabili, l’Amministrazione provvedera’
ordinariamente, per palesi ragioni di economicita’ procedimentale, a
formulare solo in via telematica la richiesta delle necessarie
integrazioni all’indirizzo di posta elettronica indicato dal
dipendente nell’istanza di delegazione convenzionale.
Parimenti per posta elettronica, verra’ data notizia al dipendente
circa l’eventuale determinazione negativa in merito all’istanza
avanzata.
Con l’occasione, si richiama l’attenzione sull’importanza
dell’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica del dipendente
nell’istanza di delegazione convenzionale, non essendo tenuta
l’Amministrazione ad utilizzare, salvo casi eccezionali, altri
strumenti per richiedere la regolarizzazione delle istanze o per
comunicare il risultato dell’istruttoria.
Una volta, poi, scontato il controllo con esito positivo,
l’Amministrazione apporra’ sullo stesso modello C un’attestazione per
esplicitare la determinazione assunta in ordine alla richiesta di
delegazione di pagamento, trasmettendo, per ragioni di celerita’,
l’originale del modello all’Ufficio ordinatore dello stipendio e una
copia conforme del medesimo modello all’istituto delegatario.
Tuttavia, l’inizio effettivo della trattenuta sullo stipendio non
potra’ che essere successivo, per evidenti ragioni di tutela del
dipendente, alla notizia dell’avvenuta somministrazione del
finanziamento, da inoltrare anche con semplici evidenze informatiche
(ad esempio, una comunicazione per posta elettronica, recante in
allegato copia in formato .pdf dell’assegno circolare disposto a
favore del dipendente ovvero del bonifico in cui e’ evidenziato
l’avvenuto buon fine con la specifica Eseguito o similare). E’ in
facolta’, ovviamente, dello stesso dipendente mutuatario rendere
un’esplicita dichiarazione sull’avvenuto accredito a suo favore della
somma mutuata.
In questa fase, solamente qualora dall’istituto mutuante emergesse
la necessita’ di avere una garanzia circa l’assenza di impedimenti
alla messa in quota sullo stipendio della trattenuta per il rimborso
del finanziamento – necessita’ che chiaramente puo’ essere
manifestata anche attraverso lo stesso dipendente – l’Ufficio
ordinatore dello stipendio, sulla scorta della determinazione assunta
dall’Amministrazione di appartenenza del dipendente, provvedera’ a
rilasciare il modello B-1, attestando in tal modo l’avvenuto positivo
perfezionamento del procedimento istruttorio finalizzato all’avvio
della trattenuta stipendiale.
Si sottolinea che siffatta attestazione, resa con il modello B-1,
non fa scattare, comunque, la trattenuta stipendiale, almeno
fintantoche’ l’istituto delegatario o il dipendente delegante non
comunicano – entro un termine ragionevole, che puo’ essere
individuato in non oltre sessanta giorni – l’avvenuta erogazione del
finanziamento sottostante alla delegazione convenzionale.
Pervenuta la comunicazione della somministrazione del
finanziamento, l’Ufficio ordinatore dello stipendio, al piu’ tardi
entro il secondo mese successivo, dara’ concreto corso alle
trattenute stipendiali.
Diversamente, trascorso l’indicato periodo di sessanta giorni senza
che sia giunta l’anzidetta comunicazione, il modello B-1 gia’
rilasciato e’ privo di effetti.
Per quanto riguarda il rinnovo di un finanziamento gia’ in atto –
assentibile soltanto dopo la dimostrazione dell’estinzione del
finanziamento preesistente – il procedimento relativo non si discosta
significativamente da quello sopra tracciato.
La differenza di maggiore rilievo attiene alla necessaria
dimostrazione dell’estinzione del precedente finanziamento che dovra’
essere fornita contestualmente all’avvenuta comunicazione della
somministrazione del nuovo finanziamento. L’estinzione puo’ essere
dimostrata, poi, con modalita’ del tutto analoghe a quelle descritte
per la somministrazione del finanziamento ‘nuovo’ (va preferibilmente
prodotta una comunicazione per posta elettronica recante in allegato
copia in formato .pdf del piano relativo al conto estintivo e del
tempestivo bonifico finale disposto a saldo e andato a buon fine).
Non si tralascia di rammentare che l’esame della documentazione
inerente all’avvenuta estinzione implica pure la verifica circa il
rispetto della scadenza del pagamento in relazione al conto
estintivo.
Rientra, poi, nelle valutazioni di carattere istruttorio
dell’Amministrazione chiedere, nel caso di dubbi o perplessita’ sulla
documentazione pervenuta in copia, l’esibizione dell’atto originale o
di una copia conforme.
4.4 Controllo espletato da parte del sistema delle ragionerie.
Successivamente e a fianco delle verifiche e dei controlli operati
dall’Amministrazione di appartenenza del dipendente in merito alle
istanze di delegazione convenzionale di pagamento, anche gli uffici
appartenenti al sistema delle ragionerie (di seguito, anche uffici
riscontranti) espletano i riscontri di pertinenza (si ricorda che la
struttura periferica del Ministero dell’economia e delle finanze e’
stata interessata, all’inizio del corrente anno, da una profonda
riorganizzazione, in applicazione del decreto del Ministro
dell’Economia e delle Finanze del 23 dicembre 2010, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 48 del 28 febbraio 2011).
Sotto questo profilo, occorre chiarire preliminarmente che le
funzioni svolte dagli uffici riscontranti presentano, per un lato,
specie in presenza di delegazioni convenzionali perfezionate, profili
comuni, mentre, per un altro lato, si distinguono nettamente, quanto
al ruolo rivestito nella fase istruttoria, in particolare, dalle RTS,
in relazione alle partite stipendiali gestite tramite SPT. Occorre
necessariamente ricordare che in virtu’ dell’operata riorganizzazione
del MEF, dal 1° marzo 2011 le RTS hanno assunto un ruolo attivo nella
gestione delle partite stipendiali attraverso il sistema SPT, avendo
attribuzioni affini, sotto l’aspetto funzionale, a quelle curate a
livello centrale da parte del DAG-DCSII.
Segnatamente su quest’ultimo aspetto, le RTS hanno l’incombenza di
verificare la completezza della documentazione ricevuta, anche al
fine di poter correttamente rilasciare, se richieste, il modello B-1
che, e’ bene rammentare, costituisce un impegno da parte
dell’Amministrazione alla futura “messa in quota” della trattenuta
stipendiale. E’ chiara, poi, l’importanza di tale documento, idoneo a
far emergere la contemporanea insussistenza di una pluralita’ di
istanze di delegazione convenzionale coeve, aventi analogo oggetto e
ancora in corso di perfezionamento.
Come accennato, la trattenuta stipendiale – con la correlata
ritenzione degli oneri dovuti dall’istituto delegatario e da versare
all’entrata del bilancio dello Stato – diverra’ operativa non appena
ottenuta comunicazione dell’avvenuta somministrazione della somma
mutuata a favore del dipendente ovvero, nel caso di rinnovo,
dell’estinzione del precedente finanziamento per il cui rimborso era
gia’ attiva una delegazione convenzionale di pagamento.
Gli aspetti procedimentali sopra tratteggiati, limitatamente alle
RTS, saranno ancora piu’ compiutamente declinati attraverso le
istruzioni prettamente tecniche che saranno fornite nel corso del
tempo dal DAG in merito al sistema SPT.
I controlli successivi – con eccezione della fase transitoria,
nella quale assume una veste centrale la RTS di Viterbo – presentano,
invece, profili di maggiore omogeneita’.
In considerazione della semplificazione procedimentale adottata –
la quale, a regime, consente di trasferire agli istituti delegatari
le somme trattenute ai dipendenti gia’ depurate degli oneri
amministrativi destinati all’entrata del bilancio dello Stato –
ciascun ufficio riscontrante, ognuno per l’area di propria
competenza, procedera’ a verificare il tempestivo versamento e la
pertinente imputazione a bilancio dei predetti oneri.
Resta, invece, in capo alle Amministrazioni che hanno stipulato le
convenzioni a monte della delegazione convenzionale, l’obbligo di
effettuare con cadenza trimestrale la verifica in merito al rispetto
del tasso soglia e dei tassi convenzionalmente previsti per i
contratti di finanziamento.
Quanto sinora esposto vale esclusivamente nel caso di delegazioni
convenzionali di pagamento gestite tramite SPT.
Per le rimanenti Amministrazioni dello Stato che si avvalgono di
sistemi diversi dal sistema SPT, nella fase transitoria e sino
all’avvio a regime del procedimento di ritenzione diretta degli oneri
amministrativi sulle trattenute stipendiali, le operazioni di
riscontro continuano ad essere curate, in modo non dissimile dal
passato, dalla RTS di Viterbo che, dunque, procedera’ a verificare la
correttezza e corrispondenza dei versamenti effettuati dagli istituti
delegatari sul conto corrente postale dedicato, afferente al capitolo
3378 – “Contributi dovuti per la riscossione e il versamento delle
rate di rimborso dei mutui contratti dai dipendenti statali da
estinguere mediante l’istituto della delegazione di pagamento”.
Successivamente, una volta a regime il nuovo meccanismo di
ritenzione degli oneri amministrativi sui trattamenti stipendiali,
anche per le Amministrazioni in discorso il controllo espletato dal
sistema delle ragionerie avra’ un contenuto omologo, con minime
differenze, a quello gia’ illustrato in relazione al sistema SPT. La
differenza piu’ marcata e’ rappresentata dalle modalita’ di
versamento che potranno seguire dette Amministrazioni, avendo la
facolta’, come gia’ indicato, di versare gli oneri amministrativi a
mezzo bonifico o con titolo di spesa da estinguere mediante
commutazione in documenti di entrata, per cui devono trasmettere
copia delle quietanze dei versamenti all’entrata del bilancio dello
Stato a valere sul richiamato capitolo 3378 nonche’ sul capitolo 3374
– “Contributi rivenienti dall’attivita’ di riscossione e versamento
dei premi assicurativi e dei contributi previdenziali integrativi a
carico dei dipendenti, da estinguere mediante l’istituto della
delegazione di pagamento”.
In concreto, fatta salva l’ipotesi di un invio per posta
tradizionale, la documentazione inerente ai versamenti degli oneri
amministrativi dovra’ essere trasmessa al competente ufficio
riscontrante per posta elettronica certificata (previa
digitalizzazione dei documenti in modalita’ non modificabile, ad
esempio, in formato .pdf) ovvero anche con idonee evidenze contabili
informatiche. Solo in via del tutto eccezionale e contingente e’ da
ritenersi consentita la spedizione a mezzo posta tradizionale.

5. Aspetti relativi ai contratti di assicurazione.
Relativamente alla trattazione delle istanze di delegazione
convenzionale di pagamento afferenti ai contratti di assicurazione,
non risultano pervenute segnalazioni circa l’esistenza di particolari
criticita’ o difficolta’ applicative. Cio’ nondimeno, anche per
ragioni di completezza sistematica, si espongono talune precisazioni
volte a meglio definire l’ambito di operativita’ delle istruzioni
gia’ diramate.
5.1 Approfondimenti sulle delegazioni per contratti di
assicurazione.
In materia di assicurazioni, la possibilita’ di avvalersi della
delegazione convenzionale di pagamento per corrispondere il previsto
premio e’ stata subordinata alle finalita’ ed all’oggetto del
contratto di assicurazione sottostante. Cosicche’, una volta
sottolineata la maggiore rilevanza sociale della tutela operata verso
taluni rischi, e’ stato puntualizzato che il contratto di
assicurazione deve essere finalizzato a risarcire, in tutto o in
parte, i danni cagionati da eventi afferenti sostanzialmente alla
vita umana (assicurazione contro gli infortuni, assicurazione sulla
vita, et similia) oppure a coprire i rischi professionali derivanti
dall’attivita’ lavorativa svolta o anche, infine, a costituire una
posizione previdenziale integrativa dell’assicurazione generale
obbligatoria. Pertanto, e’ stato chiarito che devono ritenersi
escluse altre tipologie di polizze aventi lo scopo di garantire il
contraente o il beneficiario da rischi connessi a “beni materiali” in
senso ampio, quali, ad esempio, le assicurazioni sulla
responsabilita’ civile per gli autoveicoli, contro l’incendio o il
furto, contro eventi atmosferici, sui crediti, eccetera.
Tuttavia, in considerazione della rilevanza per la persona umana
della casa di abitazione – tendenzialmente coincidente con il
domicilio, luogo al quale e’ riconosciuta una tutela di rango
costituzionale (articolo 14 della Costituzione) – si e’ dell’avviso
che anche i premi derivanti da polizze di assicurazione contratte per
salvaguardare l’integrita’ dell’abitazione, con esclusivo riferimento
alla sola abitazione principale, siano ammissibili al pagamento
tramite delegazione convenzionale. In linea di massima, si ritiene,
quindi, che non sussistano ragioni ostative ad utilizzare lo
strumento della delegazione convenzionale di pagamento per quanto
concerne la corresponsione dei premi assicurativi volti a manlevare
il dipendente dai danni occorsi alla propria casa di abitazione. Cio’
nondimeno, si reputa che la fattispecie debba essere strettamente
connessa, senza alcuna possibilita’ di un’interpretazione estensiva,
alla casa di residenza anagrafica e limitatamente all’assicurazione
dei danni inerenti all’abitazione stessa, per cui, ai fini in
discorso, l’abitazione principale deve ritenersi coincidente con la
residenza anagrafica del dipendente, senza eccezioni.
In proposito, precisato che il facsimile di istanza di delegazione
convenzionale di cui al modello D della circolare n. 1/RGS del 2011
non contempla tale tipo di contratto, nel medesimo modello D potranno
essere apportate le opportune integrazioni nella parte la cui
compilazione e’ riservata all’istituto delegatario, allo scopo di
meglio precisare la tipologia di polizza assicurativa dedotta.
Altro aspetto meritevole di approfondimento e’ la possibilita’ che
nel corso del contratto di assicurazione il rapporto subisca una
modifica od una trasformazione, ovviamente da veicolare attraverso un
nuovo modello D. Infatti, in una cotale evenienza e in assenza di
cautele, potrebbe accadere che, successivamente alla modifica
contrattuale, il dipendente subisca due trattenute, non essendosi
tenuto in adeguato conto che il contratto, ancorche’ modificato o
trasformato, e’ unico. Va da se’ che tanto il dipendente quanto
l’istituto delegatario avranno cura di evidenziare nella
documentazione trasmessa – apponendo, se del caso, anche un’apposita
dicitura nell’istanza di delegazione convenzionale, di cui al
facsimile modello D, del tenore “N.B.: trattasi di
modifica/trasformazione di contratto di assicurazione gia’ in essere”
o similare – affinche’ l’Ufficio ordinatore dello stipendio, nel
processare l’istanza, ponga in essere ogni consentita attenzione, per
evitare il verificarsi del paventato rischio di una temporanea doppia
trattenuta e, quindi, non debba successivamente procedere ad
eventuali rimborsi o compensazioni. Trattandosi di semplice modifica
del contratto gia’ in essere, si reputa, poi, che non debbano essere
versati nuovamente gli oneri amministrativi concernenti Ricezione
istanze ed istruttoria indicati dalla circolare n. 1/RGS del 2011.
Corre, infine, l’obbligo di esporre che nulla vieta al dipendente,
fermi restando i limiti quantitativi fissati dalla legge per le
delegazioni convenzionali di pagamento, di stipulare piu’ contratti
di assicurazione (sanitaria, sulla vita, ecc.) corrispondendo il
premio tramite, appunto, la delegazione. In tale ipotesi, devono
essere prodotte separate istanze di delegazione convenzionale,
ciascuna per ogni contratto, in quanto, anche se tutti i contratti
sono stati stipulati con una stessa compagnia di assicurazione, si
tratta di differenti rapporti giuridici che, tra l’altro, solo in via
occasionale avranno la medesima durata.
Dal punto di vista procedimentale, quindi, vanno prodotte separate
istanze di delegazione convenzionale che devono essere considerate in
modo distinto anche relativamente all’applicazione degli oneri
amministrativi conseguenti. In ipotesi del tutto eccezionali,
solamente qualora sia stato adeguatamente documentato che i contratti
di assicurazione sono tra loro strettamente interconnessi e
praticamente indivisibili, potra’ essere valutata discrezionalmente
dall’Amministrazione – su richiesta dell’istituto delegatario che, a
tal fine, li considerera’ come un solo contratto – la possibilita’ di
considerare gli stessi in modo unitario, anche ai fini della
determinazione degli oneri amministrativi, non comportando
un’apprezzabile incidenza sugli ordinari costi di procedimento
sopportati. Sul punto, e’ il caso di specificare che il contratto
concernente il c.d. “pacchetto assicurativo”, volto ad assicurare
piu’ rischi congiuntamente, va ordinariamente trattato come un unico
contratto, sempreche’ considerato unitariamente anche dalla compagnia
di assicurazione.
5.2 Modulistica.
Nell’intento di rimuovere ab origine possibili dubbi in merito alla
valenza ed alle modalita’ di utilizzo del modello D, si chiarisce che
lo stesso rappresenta lo strumento ordinario per attivare l’istanza
di delegazione convenzionale di pagamento per i contratti di
assicurazione.
Va da se’ che, qualora gli stampati predisposti dalla societa’ di
assicurazione contengano gia’ tutti gli elementi indicati nel modello
D e ne rispecchino sostanzialmente la struttura, quest’ultimo modello
puo’ ritenersi senz’altro assorbito nella modulistica approntata
dalla compagnia assicurativa (sul punto, si rinvia anche alle
precisazioni esposte al paragrafo 8. Convenzioni-tipo e modulistica).
5.3 Aspetti procedimentali.
In merito alla trattazione delle istanze di delegazione
convenzionale per i contratti di assicurazione, stante i riflessi
giuridici sul contratto dante causa, non va trascurato che, a norma
dell’articolo 1901 del codice civile, il contratto di assicurazione,
senza pagamento del premio, resta sospeso, per cui, ancorche’
esistente ed efficace, il rischio non e’ coperto. Il pagamento del
premio e’ un vero e proprio obbligo per l’assicurato, essendo la
copertura del rischio in funzione del predetto pagamento.
Cio’ precisato, e’ di tutta evidenza come l’avvenuta certezza,
tanto per la societa’ di assicurazione quanto per il
dipendente-assicurato, dell’effettivita’ della trattenuta stipendiale
volta al pagamento del premio sia di centrale importanza,
conseguendo, in pratica, dalla stessa, l’operativita’ della copertura
del rischio.
Pertanto, si raccomanda agli Uffici ordinatori dello stipendio di
procedere con ogni consentita priorita’ all’effettuazione della prima
trattenuta stipendiale afferente al premio assicurativo (soprattutto
al primo), onde rendere operativa ed effettiva la copertura del
rischio assicurato.
Per completezza, si rappresenta che quanto esposto in ordine a
taluni aspetti procedimentali relativamente alle delegazioni
convenzionali di pagamento per contratti di finanziamento vale,
evidentemente, anche per quelle discendenti da contratti di
assicurazione.
In particolare, il riferimento e’ alle modalita’ di presentazione
dell’istanza di delegazione convenzionale e, soprattutto, alle
specifiche fornite circa l’autenticazione della firma del dipendente.
In modo non dissimile da come gia’ illustrato a proposito dei
contratti di finanziamento, quindi, nell’ipotesi in cui la
presentazione dell’istanza sia curata direttamente dall’istituto
delegatario, il modello D deve contenere la firma del delegante
debitamente autenticata oppure, in alternativa, deve recare in
allegato una copia fotostatica di un suo documento d’identita’ in
corso di validita’, sulla quale deve essere stata apposta la
sottoscrizione in originale e una dicitura contenente la data e il
riferimento all’atto di cui costituisce allegato, del tipo “Copia
inerente a polizza assicurativa con societa’ BETA S.p.a. – Citta’,
data”.
Diversamente, nel caso di presentazione diretta dell’istanza da
parte del dipendente non e’ richiesta la produzione di una copia del
documento d’identita’, in quanto la sottoscrizione puo’ essere
apposta all’atto della presentazione stessa, in modo da consentire
l’immediata autenticazione della firma da parte del funzionario
dell’Amministrazione.

6. Fase transitoria – Amministrazioni statali che si avvalgono di
sistemi diversi dal Sistema Service Personale Tesoro – Chiarimenti.
Come gia’ accennato e sviluppato in diversi punti della presente
circolare, per le Amministrazioni dello Stato che non si avvalgono
del sistema SPT, si sottolinea che, sino a quando non saranno stati
adeguati i procedimenti amministrativi stipendiali e le relative
procedure anche informatiche, non valgono le novita’ introdotte dalla
circolare n. 1/RGS del 2011 in ordine alle modalita’ di versamento
degli oneri amministrativi, per cui in tali situazioni sono gli
istituti delegatari che devono continuare ad effettuare i versamenti,
utilizzando il noto conto corrente postale dedicato afferente alla
Tesoreria dello Stato di Viterbo.
Per le medesime Amministrazioni, ovviamente, sino all’intervenuto
adeguamento procedimentale – che, si ricorda, e’ atteso con
decorrenza dalla mensilita’ di gennaio 2012 – continueranno ad essere
applicate le istruzioni gia’ diramate, specialmente per quanto
attiene al riscontro sui versamenti, che resta in capo alla RTS di
Viterbo.

7. Amministrazioni ed enti pubblici che si avvalgono del Sistema
Service Personale Tesoro.
A fianco di Amministrazioni statali che utilizzano sistemi diversi
dal sistema SPT, esistono, all’opposto, Amministrazioni ed Enti
pubblici – comunque soggetti pubblici tecnicamente non riconducibili
nel perimetro dello Stato, inteso in senso stretto – che si avvalgono
del sistema SPT, in virtu’ di convenzione con il DAG.
In simili fattispecie, si e’ posto il problema, di interesse
solamente indiretto per gli istituti delegatari, se sia corretto far
affluire all’entrata del bilancio dello Stato gli oneri
amministrativi volti a rimborsare i costi dei procedimenti afferenti
alle delegazioni convenzionali di pagamento.
In linea generale, stante pure la frequente gratuita’ del servizio
reso dal DAG attraverso il sistema SPT – in considerazione delle
ragioni sopra esposte per motivare il fondamento della necessita’ di
ristorare gli oneri amministrativi sostenuti dall’Amministrazione
relativamente alle delegazioni convenzionali di pagamento – non si
ritiene possano sussistere fondati dubbi circa la correttezza della
spettanza degli oneri in discorso allo Stato, in virtu’ della
semplice circostanza che i costi per processare le delegazioni
convenzionali, a ben vedere, sono sostenuti dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze, al quale fa capo la responsabilita’
sul sistema SPT, incluse le spese amministrative e di gestione.
Cio’ nondimeno, trattandosi di un servizio reso su base
convenzionale, occorre fare necessariamente riferimento ai contenuti
della convenzione stipulata con il Ministero dell’Economia e delle
Finanze nonche’ alla natura del servizio effettivamente reso, essendo
quest’ultimo modulato secondo una variegata scala di tipologie, per
cui sono fatte salve le eventuali diverse pattuizioni in merito.
Quanto sopra, tra l’altro, appare confermato dall’articolo 11,
comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il quale ha
previsto l’estensione del sistema SPT a tutte le Amministrazioni
pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, previa loro richiesta e conseguente stipula di apposita
convenzione.

8. Convenzioni-tipo e modulistica.
Con la circolare n. 1/RGS del 2011, allo scopo di agevolare le
Amministrazioni, sono stati diramati degli schemi di convenzioni-tipo
in materia di contratti di finanziamento (Allegato A alla predetta
circolare n. 1/RGS) e in materia di assicurazioni (Allegato B).
In proposito, sono state avanzate richieste, soprattutto in
relazione alla convenzione-tipo in materia di finanziamenti, in
merito alla possibilita’ di apportare delle modifiche o delle
integrazioni alle clausole ivi contenute.
Come desumibile gia’ dalla lettura del testo della richiamata
circolare n. 1/RGS del 2011 nonche’ dalle argomentazioni sinora
esposte, l’Allegato A costituisce un semplice ausilio pratico per le
Amministrazioni, avendo lo scopo di costituire una base di lavoro da
sviluppare in relazione alle necessita’ avvertite e in linea con gli
interessi pubblici perseguiti.
Infatti, nel rispetto della vigente disciplina e delle
consequenziali istruzioni, le singole Amministrazioni potranno
adattare le convenzioni alle specifiche esigenze e realta’, tenendo
conto delle situazioni concrete anche locali.
Quanto alla modulistica, con particolare riferimento al modello C
ed al modello D, si rappresenta, come peraltro gia’ diffusamente
accennato, che non sussistono aprioristiche preclusioni per gli
istituti delegatari alla predisposizione di propri moduli
prestampati, ad esempio, per mostrare il marchio o il logotipo
aziendali, per recare qualche personalizzazione o informazione
aggiuntiva (ad esempio: numero di contratto, agente o gruppo
promotore, ecc.) o, piu’ semplicemente per editare diversamente i
campi relativi agli elementi ed ai dati da fornire. Vanno,
ovviamente, salvaguardate la struttura e la totalita’ degli elementi
e delle notizie richieste di cui ai facsimili dei predetti modelli C
e D allegati alla circolare n. 1/RGS del 2011.
In presenza di dette circostanze, comunque, affinche’ le istanze di
delegazione convenzionale su modulistica prestampata predisposta
dall’istituto delegatario possano essere processate in modo piu’
agevole, appare sommamente opportuno, anche per evitare inconvenienti
procedimentali, che un esemplare del modello aziendale approntato sia
allegato – previo necessario riscontro, per costituire un utile
specimen – alla convenzione stipulata. Le esigenze sottostanti al
riscontro ed all’allegazione accennati non ricorrono, chiaramente,
nel caso di mera apposizione del marchio o del logotipo dell’istituto
delegatario direttamente sul modello C o sul modello D allegati alla
circolare n. 1/RGS del 2011.

9. Precisazioni conclusive.
In conclusione, con riguardo a tutte le Amministrazioni dello Stato
– anche per quelle che si avvalgono di sistemi per la gestione delle
partite stipendiali diversi da SPT – si rimarca l’esigenza di vedere
operativo il nuovo meccanismo di ritenzione degli oneri
amministrativi direttamente sulle trattenute stipendiali, al piu’
tardi, con la mensilita’ di gennaio 2012.
I vantaggi assicurati da un siffatto meccanismo appaiono di palmare
evidenza: semplicita’ della riscossione, snellimento del
procedimento, certezza e regolarita’ del flusso di entrata al
bilancio dello Stato, semplificazione dei controlli da parte delle
Amministrazioni interessate e degli uffici riscontranti,
modernizzazione delle procedure, correlazione degli oneri ai costi
sostenuti dall’Amministrazione.
Si confida nella consueta attenta e meticolosa collaborazione.
Roma, 20 ottobre 2011

Il Ragioniere Generale dello Stato: Canzio

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 20 ottobre 2011, n. 30 – Trattenute mensili sugli stipendi dei dipendenti pubblici operate mediante l’istituto della delegazione e gestite attraverso il sistema Service Personale Tesoro – Oneri a carico degli istituti delegatari – Chiarimenti – Indicazioni relativamente agli stipendi gestiti con sistemi diversi dal sistema Service Personale Tesoro. (11A14818) – (GU n. 264 del 12-11-2011

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