MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 12 marzo 2010 | Geometra.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 12 marzo 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 12 marzo 2010 - Approvazione di n. 12 studi di settore relativi ad attivita' professionali. (10A03543) (GU n. 75 del 31-3-2010 - Suppl. Straordinario)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 12 marzo 2010

Approvazione di n. 12 studi di settore relativi ad attivita’
professionali. (10A03543)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante disposizioni in materia di accertamento delle imposte
sui redditi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, recante disposizioni in materia di imposta sul valore
aggiunto;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni;
Visto l’art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427,
il quale prevede che gli uffici del Dipartimento delle entrate del
Ministero delle finanze elaborino, in relazione ai vari settori
economici, appositi studi di settore;
Visto il medesimo art. 62-bis del citato decreto-legge n. 331 del
1993, che prevede che gli studi di settore siano approvati con
decreto del Ministro delle finanze;
Visto l’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, e successive
modificazioni, che individua le modalita’ di utilizzazione degli
studi di settore in sede di accertamento nonche’ le cause di
esclusione dall’applicazione degli stessi;
Visto l’art. 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146, introdotto
dal comma 13 dell’art. 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006,
concernente le modalita’ di revisione ed aggiornamento degli studi di
settore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n.
195, e successive modificazioni, recante disposizioni concernenti i
tempi e le modalita’ di applicazione degli studi di settore;
Considerato che, a seguito delle analisi e delle valutazioni
effettuate sulla base dei dati in possesso dell’Amministrazione
finanziaria, sono emerse cause di non applicabilita’ degli studi di
settore;
Visto il decreto del Ministro delle finanze 10 novembre 1998, che
ha istituito la Commissione di esperti prevista dall’art. 10, comma
7, della legge n. 146 del 1998, integrata e modificata con successivi
decreti del 5 febbraio 1999, del 24 ottobre 2000, del 2 agosto 2002,
del 14 luglio 2004, 27 gennaio 2007, 19 marzo 2009 e 4 dicembre 2009;
Visto l’art. 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che
ha istituito il Ministero dell’economia e delle finanze,
attribuendogli le funzioni dei Ministeri del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e delle finanze;
Visto l’art. 57 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, che ha istituito le Agenzie fiscali;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 16
novembre 2007, che ha approvato la tabella di classificazione delle
attivita’ economiche;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 11
febbraio 2008, concernente la semplificazione degli obblighi di
annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini degli studi di
settore;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 18
marzo 2008, concernente l’approvazione dei modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore da utilizzare per il periodo d’imposta 2007;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 21
maggio 2009, concernente l’approvazione dei modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore da utilizzare per il periodo d’imposta 2008;
Visto l’art. 8 del decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185,
convertito con la legge n. 2 del 28 gennaio 2009, recante misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e
per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico
nazionale;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 16
gennaio 2009, concernente l’approvazione del programma di revisione
degli studi di settore applicabili a partire dal periodo d’imposta
2009;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19
maggio 2009, recante disposizioni sull’elaborazione degli studi di
settore su base regionale o comunale;
Visto l’art. 1, comma 4, del decreto-legge del 30 dicembre 2009, n.
194, convertito con la legge n. 25 del 26 febbraio 2010, recante la
proroga di termini previsti da disposizioni legislative;
Acquisito il parere della predetta Commissione di esperti in data
18 febbraio 2010;

Decreta:

Art. 1

Approvazione degli studi di settore

1. Sono approvati, in base all’art. 62-bis del decreto-legge 30
agosto 1993, n. 331, gli studi di settore relativi alle seguenti
attivita’ professionali:
a) Studio di settore TK30U (che sostituisce lo studio di settore
SK30U) – Attivita’ di cartografia e aerofotogrammetria, codice
attivita’ 71.12.40; Consulenza sulla sicurezza ed igiene dei posti di
lavoro, codice attivita’ 74.90.21; Attivita’ riguardanti le
previsioni meteorologiche, codice attivita’ 74.90.92; Altre attivita’
di consulenza tecnica nca, codice attivita’ 74.90.93;
b) Studio di settore UK10U (che sostituisce lo studio di settore
TK10U) – Servizi degli studi medici di medicina generale, codice
attivita’ 86.21.00; Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi, codice
attivita’ 86.22.01; Attivita’ dei centri di radioterapia, codice
attivita’ 86.22.03; Studi di omeopatia e di agopuntura, codice
attivita’ 86.22.05; Centri di medicina estetica, codice attivita’
86.22.06; Altri studi medici specialistici e poliambulatori, codice
attivita’ 86.22.09; Laboratori radiografici, codice attivita’
86.90.11;
c) Studio di settore UK19U (che sostituisce lo studio di settore
TK19U) – Fisioterapia, codice attivita’ 86.90.21; Altre attivita’
paramediche indipendenti nca, codice attivita’ 86.90.29;
d) Studio di settore UK22U (che sostituisce lo studio di settore
TK22U) – Servizi veterinari, codice attivita’ 75.00.00;
e) Studio di settore UK23U (che sostituisce lo studio di settore
TK23U) – Servizi di progettazione di ingegneria integrata, codice
attivita’ 71.12.20;
f) Studio di settore UK24U (che sostituisce lo studio di settore
TK24U) – Consulenza agraria fornita da agrotecnici e periti agrari,
codice attivita’ 74.90.12;
g) Studio di settore UK25U (che sostituisce lo studio di settore
TK25U) – Consulenza agraria fornita da agronomi, codice attivita’
74.90.11;
h) Studio di settore VK03U (che sostituisce lo studio di settore
UK03U) – Attivita’ tecniche svolte da geometri, codice attivita’
71.12.30;
i) Studio di settore VK04U (che sostituisce lo studio di settore
UK04U) – Attivita’ degli studi legali, codice attivita’ 69.10.10;
j) Studio di settore VK05U (che sostituisce lo studio di settore
UK05U) – Servizi forniti da dottori commercialisti, codice attivita’
69.20.11; Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali, codice
attivita’ 69.20.12; Attivita’ dei consulenti del lavoro, codice
attivita’ 69.20.30;
k) Studio di settore VK18U (che sostituisce lo studio di settore
UK18U) – Attivita’ degli studi di architettura, codice attivita’
71.11.00;
l) Studio di settore VK21U (che sostituisce lo studio di settore
UK21U) – Attivita’ degli studi odontoiatrici, codice attivita’
86.23.00.
2. Gli elementi necessari alla determinazione presuntiva dei
compensi e dei ricavi relativi agli studi di settore indicati nel
comma 1 sono individuati sulla base della nota tecnica e
metodologica, delle tabelle dei coefficienti nonche’ della lista
delle variabili per l’applicazione dello studio di cui agli allegati:
1) per lo studio di settore TK30U (Altre attivita’ tecniche);
2) per lo studio di settore UK10U (Studi medici);
3) per lo studio di settore UK19U (Attivita’ professionali
paramediche indipendenti);
4) per lo studio di settore UK22U (Servizi veterinari);
5) per lo studio di settore UK23U (Servizi di ingegneria
integrata);
6) per lo studio di settore UK24U (Consulenza agraria fornita da
agrotecnici e periti agrari);
7) per lo studio di settore UK25U (Consulenza agraria fornita da
agronomi);
8) per lo studio di settore VK03U (Attivita’ tecniche svolte da
geometri);
9) per lo studio di settore VK04U (Attivita’ degli studi legali);
10) per lo studio di settore VK05U (Servizi contabili e consulenze
del lavoro);
11) per lo studio di settore VK18U (Studi di architettura);
12) per lo studio di settore VK21U (Attivita’ degli studi
odontoiatrici).
3. Il programma informatico, realizzato dall’Agenzia delle entrate,
di ausilio all’applicazione degli studi di settore segnala anche la
coerenza e la normalita’ economica risultanti dagli specifici
indicatori.
4. Gli studi di settore si applicano ai contribuenti esercenti arti
e professioni ovvero esercenti attivita’ d’impresa, che svolgono in
maniera prevalente le attivita’ indicate nel comma 1, fermo restando
il disposto dell’art. 2 e tenuto conto delle disposizioni di cui al
decreto 11 febbraio 2008. In caso di esercizio di piu’ attivita’
professionali, ovvero di piu’ attivita’ d’impresa, per attivita’
prevalente si intende quella da cui deriva, nel periodo d’imposta, la
maggiore entita’, rispettivamente, dei compensi o dei ricavi.
5. Gli studi di settore approvati con il presente decreto si
applicano, ai fini dell’accertamento, a decorrere dal periodo di
imposta in corso alla data del 31 dicembre 2009. Ai sensi dell’art. 8
del decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185, gli studi possono
essere integrati per tener conto dello stato di crisi economica e dei
mercati.

Art. 2

Categorie di contribuenti alle quali non si applicano
gli studi di settore

1. Gli studi di settore approvati con il presente decreto non si
applicano:
a) nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato compensi di
cui all’art. 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’art. 85, comma 1,
esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, di
ammontare superiore a euro 5.164.569;
b) nei confronti delle societa’ cooperative, societa’ consortili e
consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o
associate;
c) nei confronti delle societa’ cooperative costituite da utenti
non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti
stessi.
2. Per lo studio di settore UK23U ai fini della determinazione del
limite di esclusione dall’applicazione degli studi di settore, di cui
alla lettera a) del comma 1, i ricavi devono essere aumentati delle
rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai
sensi degli articoli 92 e 93 del testo unico delle imposte sui
redditi.

Art. 3

Variabili delle attivita’ professionali o delle imprese

1. L’individuazione delle variabili da utilizzare per
l’applicazione degli studi di settore approvati con il presente
decreto e’ effettuata sulla base delle informazioni contenute nei
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, approvati con il
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 18 marzo 2008,
tenuto conto di quanto precisato nelle dichiarazioni di cui all’art.
6 del presente decreto.
2. L’individuazione delle variabili da utilizzare per
l’applicazione dello studio di settore VK04U approvato con il
presente decreto e’ effettuata sulla base delle informazioni
contenute nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, approvati con i
provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate 18 marzo 2008
e 21 maggio 2009, tenuto conto di quanto precisato nelle
dichiarazioni di cui all’art. 6 del presente decreto.

Art. 4

Determinazione del reddito imponibile

1. Sulla base degli studi di settore sono determinati
presuntivamente i compensi di cui all’art. 54, comma 1, ovvero i
ricavi di cui all’art. 85 del testo unico delle imposte sui redditi
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, e successive modificazioni, ad esclusione di quelli
previsti dalle lettere c), d), e) ed f), del comma 1 del medesimo
articolo, del citato testo unico, nonche’ dei ricavi derivanti dalla
vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso.
2. Ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo
l’ammontare dei compensi di cui al comma 1 e’ aumentato degli altri
componenti positivi, compresi i proventi e gli interessi moratori e
dilatori di cui all’art. 6, comma 2, del menzionato testo unico, ed
e’ ridotto dei componenti negativi deducibili. Ai fini della
determinazione degli importi relativi alle variabili di cui all’art.
3 del presente decreto devono essere considerate le spese sostenute
nell’esercizio dell’attivita’ anche se non dedotte in sede di
dichiarazione dei redditi.
3. Ai fini della determinazione del reddito d’impresa l’ammontare
dei ricavi di cui al comma 1 e’ aumentato degli altri componenti
positivi, compresi i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere c),
d), e) ed f), del menzionato testo unico, nonche’ i ricavi derivanti
dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso, ed e’
ridotto dei componenti negativi deducibili. Ai fini della
determinazione degli importi relativi alle variabili di cui all’art.
3 del presente decreto devono essere considerati i componenti
negativi inerenti l’esercizio dell’attivita’ anche se non dedotti in
sede di dichiarazione dei redditi.
4. Per le imprese che eseguono opere, forniture e servizi pattuiti
come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale i ricavi
dichiarati, da confrontare con quelli presunti in base allo studio di
settore, vanno aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle
esistenze iniziali valutate ai sensi dell’art. 93, commi da 1 a 4,
del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni.

Art. 5

Applicazione definitiva degli studi monitorati

1. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009,
gli studi di settore UK02U (Studi di ingegneria), UK06U (Revisori
contabili, periti e consulenti) e UK17U (Periti industriali) di cui
al decreto 6 marzo 2008, successivamente modificato dal decreto 19
maggio 2009, sono approvati in via definitiva.

Art. 6

Comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore

1. I contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore
comunicano, in sede di dichiarazione dei redditi, i dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi stessi.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 12 marzo 2010

Il Ministro: Tremonti

Allegato 1

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Allegato 2

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Allegato 3

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Allegato 4

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Allegato 5

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Allegato 6

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Allegato 7

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Allegato 8

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Allegato 9

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Allegato 10

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 11

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Allegato 12

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