Ministero dell'Interno decreto 18 marzo 1996 (regola tecnica impianti sportivi) | Geometra.info

Ministero dell’Interno decreto 18 marzo 1996 (regola tecnica impianti sportivi)

Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi. (G.U. n. 85 del 11-4-1996 - Suppl. Ordinario n. 61)

                      IL MINISTRO DELL'INTERNO
   Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
   Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, art. 1;
   Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, art. 2;
   Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982,
n. 577;
   Visto il  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773,  e  relativo
regolamento di esecuzione;
   Vista la legge 2 febbraio 1939, n. 302, e 2 aprile 1968, n. 526, e
successive integrazioni;
   Visto il proprio decreto 25 agosto 1989;
   Rilevata   la   necessita'   di   apportare  al  predetto  decreto
modificazioni  ed  integrazioni  specificatamente  in   ordine   alla
sicurezza  degli  spettatori durante lo svolgimento di manifestazioni
sportive;
   Ravvisata l'opportunita' di  emanare  un  testo  coordinato  delle
norme  di  sicurezza  per la costruzione e l'esercizio degli impianti
sportivi;
   Espletata la procedura di informazione  prevista  dalla  legge  21
giugno 1986, n. 317;
                              Decreta:
                               ART. 1
                        CAMPO DI APPLICAZIONE
   Sono  soggetti  alle  presenti  disposizioni  i  complessi  e  gli
impianti sportivi di  nuova  costruzione  e  quelli  esistenti,  gia'
adibiti  a  tale uso anche se inseriti in complessi non sportivi, nei
quali si intendono realizzare variazioni distributive e/o funzionali,
eccetto gli interventi di manutenzione ordinaria di cui  all'art.  31
lettera  a)  della  legge  del  5  agosto  1978, n. 457, nei quali si
svolgono manifestazioni e/o attivita' sportive regolate dal  C.O.N.I.
e  dalle  Federazioni  Sportive  Nazionali riconosciute dal C.O.N.I.,
riportate nell'allegato, ove e' prevista la presenza di spettatori in
numero superiore a 100.
   I suddetti complessi o impianti sportivi, nel  seguito  denominati
impianti  sportivi,  devono  essere  conformi oltre che alle presenti
disposizioni anche ai regolamenti del C.O.N.I.  e  delle  Federazioni
Sportive Nazionali e Internazionali.
   Per  i  complessi  e  gli  impianti ove e' prevista la presenza di
spettatori non superiore a 100 o privi di spettatori, si applicano le
disposizioni di cui al successivo art. 20.
                               ART. 2
                             DEFINIZIONI
   Si  fa  riferimento  ai  termini,  definizioni  generali,  simboli
grafici di prevenzione incendi e tolleranze dimensionali  di  cui  al
decreto  del  Ministro dell'Interno 30 novembre 1983 ed alle seguenti
ulteriori definizioni:
Spazio di attivita' sportiva
   Spazio conformato in modo da consentire la pratica di una  o  piu'
attivita' sportive; nel primo caso lo spazio e' definito monovalente,
nel  secondo  polivalente;  piu' spazi di attivita' sportiva contigui
costituiscono uno spazio sportivo polifunzionale.
Zona di attivita' sportiva
   Zona costituita dallo spazio di attivita' sportiva e  dai  servizi
di supporto.
Spazio riservato agli spettatori
   Spazio  riservato  al  pubblico  per assistere alla manifestazione
sportiva.
Zona spettatori
   Zona riservata al pubblico che comprende lo spazio riservato  agli
spettatori,  i  servizi  di  supporto ad essi dedicati, gli eventuali
spazi e servizi accessori con i relativi percorsi.
Spazi e servizi di supporto
   Spazi e servizi direttamente funzionali all'attivita'  sportiva  o
alla presenza di pubblico.
Spazi e servizi accessori
   Spazi  e  servizi,  non  strettamente  funzionali,  accessibili al
pubblico o dallo stesso fruibili.
Impianto sportivo
   Insieme di uno o piu' spazi di  attivita'  sportiva  dello  stesso
tipo  o  di  tipo  diverso,  che  hanno  in comune i relativi spazi e
servizi  accessori,  preposto  allo  svolgimento  di   manifestazioni
sportive.
   L'impianto sportivo comprende:
a) - lo spazio o gli spazi di attivita' sportiva;
b) - la zona spettatori;
c) - eventuali spazi e servizi accessori;
d) - eventuali spazi e servizi di supporto.
Impianto sportivo all'aperto
   Impianto sportivo avente lo spazio di attivita' scoperto.
   Questa categoria comprende anche gli impianti con spazio riservato
agli spettatori coperto.
Impianto sportivo al chiuso
   Tutti  gli  altri  impianti  non  ricadenti  nella tipologia degli
impianti all'aperto.
Complesso sportivo
   Uno  o  piu'  impianti  sportivi   contigui   aventi   in   comune
infrastrutture  e servizi; il complesso sportivo e' costituito da uno
o piu' impianti sportivi e dalle rispettive aree di servizio annesse.
Area di servizio annessa
   Area di pertinenza dell'impianto o  complesso  sportivo  recintata
per controllarne gli accessi.
Area di servizio esterna
   Area   individuata  temporaneamente,  annettibile  all'impianto  o
complesso sportivo mediante recinzione mobile.
Zona esterna
   Area pubblica circostante  o  prossima  all'impianto  o  complesso
sportivo che consente l'avvicinamento allo stesso, e lo stazionamento
di servizi pubblici o privati.
Spazi di soccorso
   Spazi  raggiungibili  dai  mezzi di soccorso e riservati alla loro
sosta e manovra.
Via d'uscita
   Percorso senza ostacoli al deflusso che conduce dall'uscita  dello
spazio riservato agli spettatori e dallo spazio di attivita' sportiva
all'area di servizio annessa o all'area di servizio esterna.
Spazio calmo
   Luogo  sicuro  statico contiguo e comunicante con una via di esodo
verticale od in  essa  inserito.  Tale  spazio  non  deve  costituire
intralcio   alla   fruibilita'   delle   vie   di   esodo   ed  avere
caratteristiche tali  da  garantire  la  permanenza  di  persone  con
ridotte o impedite capacita' motorie in attesa dei soccorsi.
Percorso di smistamento
   Percorso  che  permette  la mobilita' degli spettatori all'interno
dello spazio loro riservato.
Strutture pressostatiche
   Coperture di spazi  di  attivita'  sostenute  unicamente  da  aria
immessa a pressione.
Capienza
   Massimo affollamento ipotizzabile.
                               ART. 3
               NORME DI PROCEDURA PER LA COSTRUZIONE O
                 MODIFICAZIONE DI IMPIANTI SPORTIVI
   Chi  intende costruire un impianto destinato ad attivita' sportiva
con presenza di spettatori in numero superiore a 100 deve  presentare
al  Comune,  unitamente  alla  domanda di autorizzazione, la seguente
documentazione:
1)-  una  planimetria  rappresentante  l'impianto  o   il   complesso
    sportivo,  l'area  di servizio annessa, ove necessaria, e la zona
    esterna;
2)- piante ai vari livelli rappresentanti l'impianto sportivo con gli
    spazi o lo spazio di attivita' sportiva, la zona  spettatori  con
    disposizione  e  numero  di posti, spazi e servizi accessori e di
    supporto,  dimensioni  e  caratteristiche  del  sistema  di   vie
    d'uscita,  elementi  di  compartimentazione,  impianti tecnici ed
    antincendio;
3)- sezioni longitudinali e trasversali dell'impianto sportivo;
4)- documento da cui risulti che  il  proprietario  dell'impianto  ha
    diritto d'uso dell'area di servizio dell'impianto stesso;
5)-  dichiarazione  legale del locatore dalla quale risulti l'impegno
    contrattuale a favore del  richiedente,  nonche'  un  titolo  che
    dimostri  la  proprieta'  dell'impianto da parte del locatore nel
    caso di domande presentate dal locatario;
6)- parere sul progetto da parte del C.O.N.I. ai sensi della legge  2
    febbraio 1939, n. 302, e successive modificazioni.
   Il  Comune  sottopone  il progetto alla Commissione Provinciale di
Vigilanza,  per  l'esercizio   da   parte   di   quest'ultima   delle
attribuzioni  di  cui  all'art.  80  del  Testo  Unico delle leggi di
Pubblica Sicurezza approvato con regio decreto  18  giugno  1931,  n.
773,  la  quale  redige apposito verbale con motivato parere circa la
conformita' dell'impianto alle presenti norme.
   Il verbale di cui innanzi deve essere allegato ai documenti che  a
lavori  ultimati  il richiedente e' tenuto a presentare al Comune per
la domanda di visita di constatazione, unitamente alla certificazione
di idoneita'  statica  ed  impiantistica,  nonche'  agli  adempimenti
previsti  dal Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982,
n. 577, ai fini della prevenzione incendi.
   La Commissione  Provinciale  di  Vigilanza  esegue  la  visita  di
constatazione  e redige apposito verbale esprimendo il proprio parere
di competenza ai sensi delle combinate disposizioni di  cui  all'art.
80  del  Testo  Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza e all'art. 19
del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,  n.  616,
che  viene trasmesso al Sindaco ai fini del rilascio della licenza di
agibilita'.
   Le procedure di cui ai commi precedenti si applicano  in  tutti  i
casi  di  variazione  delle  caratteristiche distruttive e funzionali
dell'impianto o quando si verifichino  sinistri  che  interessino  le
strutture  e/o gli impianti. Su specifica richiesta della Commissione
Provinciale di Vigilanza, e comunque ogni 10  anni  a  far  data  dal
certificato di collaudo statico, deve essere prodotto alla Prefettura
competente  per territorio, ed al Comune, un certificato di idoneita'
statica dell'impianto, rilasciato da tecnico abilitato.
   Alla  Commissione  di  Vigilanza  deve  essere aggregato, a titolo
consultivo, un rappresentante del C.O.N.I. dal medesimo designato.
                               ART. 4
                             UBICAZIONE
   L'ubicazione  dell'impianto  o  del complesso sportivo deve essere
tale da consentire l'avvicinamento e la manovra dei mezzi di soccorso
e la possibilita' di sfollamento verso aree adiacenti.
   L'area per la realizzazione di un impianto, deve essere scelta  in
modo  che  la  zona  esterna  garantisca, ai fini della sicurezza, il
rapido sfollamento. A tal fine  eventuali  parcheggi  e  le  zone  di
concentrazione  dei mezzi pubblici devono essere situati in posizione
tale da non costituire ostacolo al deflusso.
   Gli impianti devono essere  provvisti  di  un  luogo  da  cui  sia
possibile coordinare gli interventi di emergenza; detto ambiente deve
essere facilmente individuabile ed accessibile da parte delle squadre
di soccorso.
   Fatto  salvo  quanto  previsto  dalle norme vigenti di prevenzione
incendi per le specifiche attivita', gli impianti al  chiuso  possono
essere  ubicati nel volume di altri edifici ove si svolgono attivita'
di cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 94 e  95  del
Decreto del Ministro dell'Interno 16 febbraio 1982.
   La  separazione  da  tali  attivita'  deve  essere  realizzata con
strutture REI 90; eventuali comunicazioni sono ammesse tramite filtri
a prova di fumo di stesse caratteristiche di resistenza al fuoco.
   Gli impianti al chiuso non possono avere lo  spazio  di  attivita'
sportiva  ubicato  oltre il primo piano interrato a quota inferiore a
7,50 m rispetto  al  piano  dell'area  di  servizio  o  zona  esterna
all'impianto.
   Per  quelli  ubicati  ad  altezza  superiore  a  12  m deve essere
assicurata  la  possibilita'  dell'accostamento  all'edificio   delle
autoscale  dei  Vigili  del  Fuoco almeno ad una qualsiasi finestra o
balcone di ogni piano; qualora tale requisito non fosse  soddisfatto,
negli  edifici  di  altezza  antincendio  fino  a 24 m e in quelli di
altezza superiore, le scale a servizio  delle  vie  di  esodo  devono
essere rispettivamente protette e a prova di fumo.
   Per  consentire  l'intervento  dei  mezzi  di soccorso gli accessi
all'area di servizio annessa all'impianto, di cui al successivo  art.
5, devono avere i seguenti requisiti minimi:
- raggio di volta non inferiore a 13 m;
- altezza libera non inferiore a 4 m;
- larghezza: non inferiore a 3,50 m;
- pendenza: non superiore a 10%;
-  resistenza  al  carico:  per  automezzi  di  peso  complessivo non
inferiore a 20 t.
                               ART. 5
                AREA DI SERVIZIO ANNESSA ALL'IMPIANTO
   Tutti gli impianti di capienza superiore a 2.000 spettatori devono
avere  un'area  di  servizio annessa all'impianto costituita da spazi
scoperti delimitati in  modo  da  risultare  liberi  da  ostacoli  al
deflusso.  Tali  spazi  devono  essere  in  piano  o con pendenza non
superiore al 12% in corrispondenza delle uscite  dall'impianto  e  di
superficie  tale da poter garantire una densita' di affollamento di 2
persone a metro quadrato. La delimitazione dell'area di servizio deve
avere varchi di larghezza pari a quella della  corrispondente  uscita
dall'impianto; per le caratteristiche tecniche di tale delimitazione,
si  rimanda  alla  norma  UNI  10121;  tutti  i  varchi devono essere
mantenuti sgombri da ostacoli al regolare deflusso del pubblico.
   Negli impianti di capienza compresa tra 500  e  2.000  spettatori,
ove  non  fosse  possibile  disporre  dell'area  di  servizio annessa
all'impianto, dovra' essere  definita  un'area  esterna  di  analoghe
caratteristiche.
   La disponibilita' di tale area durante l'uso per le manifestazioni
dovra' risultare da apposito atto legalmente valido.
                               ART. 6
                   SPAZI RISERVATI AGLI SPETTATORI
                      E ALL'ATTIVITA' SPORTIVA
Spazio riservato agli spettatori
   La  capienza  dello spazio riservato agli spettatori e' data dalla
somma dei posti a sedere e dei posti in piedi; il numero dei posti in
piedi si calcola in ragione di 35 spettatori ogni 10  metri  quadrati
di  superficie  all'uopo  destinata;  il numero dei posti a sedere e'
dato dal numero totale degli elementi  di  seduta  con  soluzione  di
continuita',  cosi'  come definito dalla norma UNI 9931, oppure dallo
sviluppo lineare in metri dei gradoni o delle panche diviso 0,48.
   Tutti i posti a sedere devono  essere  chiaramente  individuati  e
numerati  e  devono  rispondere  alle  norme  UNI 9931 e 9939. Per le
determinazioni della capienza non si deve  tener  conto  degli  spazi
destinati  ai  percorsi di smistamento degli spettatori, che dovranno
essere mantenuti liberi durante le manifestazioni.
   Deve essere sempre garantita per ogni  spettatore  la  visibilita'
dell'area  destinata all'attivita' sportiva, conformemente alla norma
UNI 9217.
   Sono ammessi posti in piedi negli impianti al chiuso con  capienza
fino  a  500  spettatori  ed in quelli all'aperto con capienza fino a
2.000 spettatori.
   Negli  impianti  all'aperto   contrassegnati   nell'allegato   con
l'asterisco, e' consentito prevedere posti in piedi.
   Le  tribune  provvisorie, su cui non possono essere previsti posti
in piedi, devono rispondere alle norme UNI 9217.
Spazio di attivita' sportiva
   La capienza dello spazio di attivita' sportiva e' pari  al  numero
di  praticanti  e  di  addetti  previsti  in funzione delle attivita'
sportive.
   Lo  spazio  di  attivita'  sportiva  deve  essere  collegato  agli
spogliatoi  ed  all'esterno  dell'area  di servizio dell'impianto con
percorsi separati da quelli degli  spettatori.  Lo  spazio  riservato
agli   spettatori   deve   essere   delimitato   rispetto   a  quello
dell'attivita' sportiva; tale delimitazione deve essere  conforme  ai
regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive Nazionali e per
i campi di calcio dovra' essere conforme alla norma UNI 10121; queste
ultime  delimitazioni  devono  avere  almeno  due varchi di larghezza
minima di 2,40 m, per ogni settore muniti di serramenti che  in  caso
di necessita' possano essere aperti su disposizione dell'autorita' di
pubblica sicurezza verso la zona attivita' sportiva.
                               ART. 7
                               SETTORI
   Gli  impianti  all'aperto  con un numero di spettatori superiore a
10.000 e quelli al chiuso con un numero  di  spettatori  superiori  a
4.000  devono  avere lo spazio riservato agli spettatori suddiviso in
settori; la capienza di ciascun settore non puo' essere  superiore  a
10.000  spettatori  per  impianti  all'aperto e a 4.000 per quelli al
chiuso.  La  suddivisione  in  settori  deve   essere   conforme   ai
regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive Nazionali e per
i campi di calcio deve essere conforme alle norme UNI 10121.
   Ogni  settore  deve  avere almeno due uscite, servizi e sistemi di
vie di uscita indipendenti chiaramente identificabili con segnaletica
di sicurezza conforme alla vigente normativa e alle  prescrizioni  di
cui  alla  direttiva  92/58/CEE  del  24 giugno 1992. I settori per i
posti in  piedi  devono  avere  una  capienza  non  superiore  a  500
spettatori.
   Negli   impianti   all'aperto   contrassegnati  nell'allegato  con
l'asterisco, non e' necessario realizzare la suddivisione in settori;
qualora  tale  suddivisione  si  rendesse  necessaria   per   aspetti
organizzativi  e  di  pubblica sicurezza, i rispettivi settori devono
essere realizzati conformemente al 2 comma del presente articolo.
                               ART. 8
                      SISTEMA DI VIE DI USCITA
Zona riservata agli spettatori
   L'impianto  deve essere provvisto di un sistema organizzato di vie
di uscita dimensionato  in  base  alla  capienza  in  funzione  della
capacita'  di  deflusso  ed  essere  dotato  di almeno due uscite; il
sistema  di  vie  di  uscita  dalla  zona  spettatori   deve   essere
indipendente da quello della zona di attivita' sportiva.
   Deve  essere previsto almeno un ingresso per ogni settore; qualora
gli ingressi siano dotati di preselettori di fila la larghezza  degli
stessi non va computata nel calcolo delle uscite.
   Deve essere sempre garantito l'esodo senza ostacoli dall'impianto.
   La  larghezza  di  ogni  uscita  e  via  d'uscita  deve essere non
inferiore a 2 moduli (1,20 m); la larghezza complessiva delle  uscite
deve  essere dimensionata per una capacita' di deflusso non superiore
a 250 (1,20 m ogni 500 persone) per gli impianti all'aperto ed  a  50
(1,20   m   ogni   100   persone)   per   gli   impianti   al  chiuso
indipendentemente dalle quote; le vie d'uscita devono avere la stessa
larghezza  complessiva  delle  uscite  dallo  spazio  riservato  agli
spettatori.
   Per  quanto  riguarda  le caratteristiche delle porte inserite nel
sistema di vie di uscita ed  i  relativi  serramenti  consentiti,  si
rimanda  alle disposizioni del Ministero dell'Interno per i locali di
pubblico spettacolo.
   Il numero di uscite dallo spazio  riservato  agli  spettatori  per
ogni  settore  o  per ogni impianto non suddiviso in settori non deve
essere inferiore a 2.
   Per gli impianti al  chiuso  e  per  gli  ambienti  interni  degli
impianti all'aperto la lunghezza massima delle vie di uscita non deve
essere superiore a 40 m o a 50 m se in presenza di idonei impianti di
smaltimento   dei   fumi   asserviti  a  impianti  di  rilevazione  o
segnalazione di incendi realizzati in conformita'  alle  disposizioni
di cui all'art. 17.
   Dove  sono  previsti  posti  per portatori di handicap, su sedie a
rotelle, di cui alla legge 9 gennaio 1989, n.  13,  sull'abbattimento
delle  barriere architettoniche, il sistema delle vie di uscita e gli
spazi calmi relativi devono essere conseguentemente dimensionati.
   Gli spazi calmi devono essere realizzati con strutture e materiali
congruenti con le caratteristiche di resistenza e reazione  al  fuoco
richieste  per  le  vie  di  esodo  e devono essere raggiungibili con
percorsi non superiori a 40 m, quando esiste possibilita'  di  scelta
fra  due  vie di esodo, in caso contrario tali percorsi devono essere
non superiori a 30 m.
   Le scale devono avere gradini a pianta rettangolare, con alzata  e
pedata  costanti rispettivamente non superiori a 17 cm (alzata) e non
inferiore a 30 cm  (pedata);  le  rampe  delle  scale  devono  essere
rettilinee,  avere  non  meno  di  tre  gradini  e  non piu' di 15; i
pianerottoli devono avere  la  stessa  larghezza  delle  scale  senza
allargamenti  e  restringimenti;  sono consigliabili nei pianerottoli
raccordi circolari che  abbiano  la  larghezza  radiale  costante  ed
uguale a quella della scala.
   Tutte  le  scale  devono  essere munite di corrimano sporgenti non
oltre le tolleranze ammesse; le estremita' di tali  corrimano  devono
rientrare con raccordo nel muro stesso.
   E'  ammessa  la  fusione  di  due  rampe  di scale in unica rampa,
purche' questa abbia la larghezza uguale alla somma  delle  due;  per
scale  di  larghezza  superiore  a  3 m la Commissione Provinciale di
Vigilanza puo' prescrivere il corrimano centrale.
   Le rampe senza gradini devono avere una pendenza massima  del  12%
con piani di riposo orizzontali profondi almeno m 1,20, ogni 10 metri
di sviluppo della rampa.
   Nessuna   sporgenza  o  rientranza,  oltre  quelle  ammesse  dalle
tolleranze, deve esistere nelle pareti per una altezza di 2 m dal pi-
ano di calpestio.
   E' ammesso l'uso  di  scale  mobili  e  ascensori,  ma  non  vanno
computate nel calcolo delle vie d'uscita.
Zona di attivita' sportiva
   Il  sistema  di  vie  d'uscita e le uscite della zona di attivita'
sportiva devono avere caratteristiche analoghe a  quelle  della  zona
riservata agli spettatori.
                               ART. 9
                        DISTRIBUZIONE INTERNA
   I  percorsi di smistamento non possono avere larghezza inferiore a
1,20 m e servire piu' di 20 posti per fila e per parte; ogni 15  file
di  gradoni  deve essere realizzato un passaggio, parallelo alle file
stesse, di larghezza non  inferiore  a  1,20  m;  e'  consentito  non
prevedere  tali  passaggi  quando  i percorsi di smistamento adducono
direttamente alle vie di uscita.
   I gradoni per posti a sedere devono avere una pedana non inferiore
a 0,60 m; il rapporto tra pedana ed alzata dei  gradoni  deve  essere
non  inferiore  a  1,2;  possono  essere  previsti  sedili  su  piani
orizzontali o inclinati con pendenza non superiore al 12%.
   Le aree riservate ai posti in piedi devono  essere  delimitate  da
barriere  frangifolla  longitudinali  e trasversali con un massimo di
500 spettatori per area; i posti in piedi possono  essere  realizzati
in  piano o su piani inclinati con pendenza non superiore al 12% o su
gradoni con alzata non superiore a 0,25 m.
   I percorsi di smistamento  devono  essere  rettilinei;  i  gradini
delle  scale  di  smistamento devono essere a pianta rettangolare con
una alzata non superiore a 25 cm e una pedana non inferiore a 23  cm;
il  rapporto  tra  pedana  e  alzata  deve essere superiore a 1,2; e'
ammessa la variabilita' graduale dell'alzata e della  padana  tra  un
gradino e il successivo in ragione della tolleranza del 2%.
   Tra  due rampe consecutive e' ammessa una variazione di pendenza a
condizione che venga interposto  un  piano  di  riposo  della  stessa
larghezza  della  scala di smistamento, profondo almeno m 1,20, fermo
restando i limiti dimensionali dei gradini ed il rapporto tra  pedana
e alzata.
                               ART. 10
              SERVIZI DI SUPPORTO DELLA ZONA SPETTATORI
   I  servizi  igienici  della zona spettatori devono essere separati
per sesso e costituiti dai gabinetti e dai locali di disimpegno; ogni
gabinetto deve avere porta apribile  verso  l'esterno  e  accesso  da
apposito  locale  di disimpegno (anti WC) eventualmente a servizio di
piu' locali WC, nel quale devono essere installati gli orinatoi per i
servizi uomini ed almeno un lavabo; almeno una  fontanella  di  acqua
potabile deve essere ubicata all'esterno dei servizi igienici.
   La  dotazione  minima  per  impianti  con capienza inferiore a 500
spettatori deve essere di almeno un gabinetto per  gli  uomini  e  un
gabinetto  per le donne ogni 250 spettatori; negli altri casi la zona
spettatori deve essere dotata di servizi  igienici  proporzionati  in
ragione  di  un  gabinetto  e  due  orinatoi ogni 500 uomini e di due
gabinetti ogni 500 donne considerando il rapporto  uomini/donne:  uno
negli impianti al chiuso e due in quelli all'aperto.
   I  servizi  igienici devono essere ubicati ad una distanza massima
di 50 metri dalle uscite dallo spazio riservato agli spettatori, e il
dislivello tra il piano di calpestio di detto spazio ed il  piano  di
calpestio  dei  servizi igienici non deve essere superiore a 6 metri;
l'accesso ai servizi igienici non  deve  intralciare  i  percorsi  di
esodo del pubblico.
   Nei  servizi  igienici  deve  essere  garantita  una superficie di
aerazione naturale non inferiore ad un ottavo della superficie  lorda
dei  medesimi,  in  caso contrario deve essere previsto un sistema di
ventilazione artificiale tale da assicurare un ricambio non inferiore
a 5 volumi ambiente per ora.
   I  servizi  igienici  devono  essere  segnalati  sia  nella   zona
spettatori che nell'area di servizio annessa dell'impianto.
   Negli impianti sportivi con capienza superiore a 10.000 spettatori
deve  essere  previsto  un  posto  di  pronto  soccorso  ogni  10.000
spettatori; nel caso in cui l'impianto sia suddiviso  in  settori  di
capienza  inferiore a 10.000 spettatori, per ogni settore deve essere
garantito l'accesso al posto di pronto soccorso. Negli  impianti  con
capienza  inferiore a 10.000 spettatori, il posto di pronto soccorso,
che comunque deve essere previsto, puo' essere adibito anche ad altri
usi compatibili dal punto di vista sanitario.
   Ogni posto di pronto soccorso deve essere dotato di  un  telefono,
di  un  lavabo, di acqua potabile, di un lettino con sgabelli, di una
scrivania con sedia e di quanto previsto dalla vigente  normativa  in
materia.
   I  posti  di  pronto  soccorso  devono  essere  ubicati in agevole
comunicazione con la zona spettatori e devono  essere  serviti  dalla
viabilita' esterna all'impianto.
   Negli impianti sportivi con capienza superiore a 10.000 spettatori
e' necessario, in occasione delle manifestazioni, prevedere almeno un
presidio   medico  e  l'ambulanza  in  corrispondenza  di  un  pronto
soccorso.
   Il pronto soccorso deve essere segnalato  nella  zona  spettatori,
lungo   il   sistema  di  vie  d'uscita  e  nell'area  di  pertinenza
dell'impianto.
   Le  disposizioni  di cui al presente articolo possono essere inte-
grate nell'ambito di un piano generale dei servizi medici e sanitari,
prescritti dalle autorita'  preposte  in  base  alle  caratteristiche
dell'impianto  ed in relazione alle singole manifestazioni alle quali
l'impianto stesso e' destinato.
                               ART. 11
                             SPOGLIATOI
   Gli  spogliatoi  per  atleti e arbitri e i relativi servizi devono
essere conformi  per  numero  e  dimensioni  ai  regolamenti  o  alle
prescrizioni  del    C.O.N.I.    e    delle    Federazioni   Sportive
Nazionali relative alle discipline previste nella zona  di  attivita'
sportiva.
   Gli  spogliatoi  devono  avere  accessi  separati dagli spettatori
durante le manifestazioni ed i relativi percorsi di collegamento  con
la  zona  esterna e con lo spazio di attivita' sportiva devono essere
delimitati e separati dal pubblico.
                               ART. 12
                     MANIFESTAZIONI OCCASIONALI
   E'  ammessa  l'utilizzazione  degli impianti sportivi anche per lo
svolgimento di manifestazioni occasionali a carattere non sportivo, a
condizione che vengano rispettate le  destinazioni  e  le  condizioni
d'uso  delle  varie  zone  dell'impianto,  secondo quanto previsto ai
precedenti articoli.
   Nel caso in cui le zone  spettatori  siano  estese  alla  zona  di
attivita'  sportiva  o  comunque  siano  ampliate  rispetto  a quelle
normalmente  utilizzate  per  impianto  sportivo,  la  capienza,   la
distribuzione interna e il dimensionamento delle vie di uscita dovra'
rispondere alle prescrizioni di cui ai precedenti articoli.
   Per  manifestazioni sportive occasionali non allestite in impianti
sportivi  permanenti  la  scelta  dell'ubicazione   deve   perseguire
l'obiettivo   di  garantire  la  sicurezza  degli  spettatori  e  dei
praticanti l'attivita' sportiva  secondo  i  principi  stabiliti  nel
presente decreto.
   Il  progetto  relativo  alla  sistemazione della zona spettatori e
della zona di attivita' sportiva deve essere sottoposto dal  titolare
dell'attivita'  al  parere  preventivo  degli  organi  di  vigilanza,
secondo quanto previsto dall'art. 3.
                               ART. 13
                      COPERTURE PRESSOSTATICHE
   L'impiego di coperture pressostatiche e' consentito negli impianti
ove  e'  prevista  la presenza di spettatori, praticanti e addetti in
numero non superiore a  50  persone;  tali  coperture  devono  essere
realizzate  con  materiali  aventi  classe  di  reazione al fuoco non
superiore a 2,  ed  omologati  ai  sensi  del  Decreto  del  Ministro
dell'Interno 26 giugno 1984; devono essere previsti adeguati sostegni
in grado di impedire il rischio del repentino abbattimento in caso di
caduta   di  pressione;  in  alternativa  possono  essere  installati
dispositivi di allarme sonoro e luminoso che comunichino ai  presenti
eventuali anomalie, abbassamenti della pressione e/o carichi di vento
o di neve superiori ai limiti di progetto della zona in esame.
   Il  sistema  di  illuminazione,  ove  sospeso alla copertura, deve
essere munito di idonei dispositivi di protezione e sicurezza  contro
la caduta accidentale.
   Devono  inoltre essere previste almeno due uscite di larghezza non
inferiore  a  m  1,20,  detti  varchi  devono  essere  opportunamente
intelaiati  e  controventati  per  evitare,  in  caso  di  caduta del
pallone, l'ostruzione dell'uscita.
   Deve essere prodotto annualmente  al  Comune,  un  certificato  di
idoneita'  statica a firma di tecnico abilitato attestante l'avvenuta
verifica del materiale di copertura e dei dispositivi di cui al comma
precedente.
                               ART. 14
                               PISCINE
   Lo spazio di attivita' sportiva di una piscina e' costituito dalle
vasche   e   dalle  superfici  calpestabili  a  piedi  nudi  ad  esse
circostanti, definite aree di bordo vasca; l'area di bordo vasca deve
essere realizzata in piano, con pendenza  non  superiore  al  3%,  in
materiale  antisdrucciolevole, avere larghezza non inferiore a 1,50 m
e superficie complessiva non inferiore al 50% di quella della vasca.
   La densita' di affollamento di una piscina deve  essere  calcolata
nella misura di 2 m2 di specchio d'acqua per ogni bagnante.
   Il   servizio  di  salvataggio  deve  essere  disimpegnato  da  un
assistente bagnante quando il numero  di  persone  contemporaneamente
presenti  nello  spazio di attivita' e' superiore alle 20 unita' o in
vasche con specchi d'acqua di superficie superiore  a  50  m2.  Detto
servizio  deve  essere disimpegnato da almeno due assistenti bagnanti
per vasche con specchi d'acqua di superficie superiore a 400 m2.
   Nel caso di vasche adiacenti e ben visibili  tra  loro  il  numero
degli  assistenti  bagnanti  va calcolato sommando le superfici delle
vasche  ed  applicando   successivamente   il   rapporto   assistenti
bagnanti/superfici d'acqua in ragione di 1 ogni 500 m2.
   Per  vasche  oltre  1.000  m2 dovra' essere aggiunto un assistente
bagnante ogni 500 m2.
   Per assistente bagnante si intende una persona addetta al servizio
di salvataggio e primo soccorso abilitata  dalla  sezione  salvamento
della  Federazione  Italiana  Nuoto  ovvero  munita  di  brevetto  di
idoneita' per i salvataggi in mare rilasciato da societa' autorizzata
dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione.
   Durante l'addestramento di nuotatori  il  servizio  di  assistenza
agli  stessi  puo'  essere  svolto  dall'istruttore  o  allenatore in
possesso di detta abilitazione della Federazione Italiana Nuoto.
                               ART. 15
                    STRUTTURE, FINITURE ED ARREDI
   Ai  fini del dimensionamento strutturale dei complessi ed impianti
sportivi deve essere assunto un valore non inferiore  a  1,2  per  il
coefficiente  di  protezione  sismica  con riferimento al Decreto del
Ministro dei Lavori Pubblici 24 gennaio 1986 "Norme tecniche relative
alle   costruzioni   sismiche"   e   successive   modificazioni    ed
integrazioni.
   I  requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali dei
locali  di  cui  al  presente  decreto,  vanno  valutati  secondo  le
prescrizioni  e  le  modalita' di prova stabilite nella circolare del
Ministero dell'Interno n. 91 del 14 settembre 1961  prescindendo  dal
tipo  di  materiale  costituente  l'elemento  strutturale  stesso (ad
esempio  calcestruzzo,  laterizi,  acciaio,  legno  massiccio,  legno
lamellare, elementi compositi).
   Il  dimensionamento  degli spessori e delle protezioni da adottare
per i vari tipi dei suddetti materiali,  nonche'  la  classificazione
dei locali stessi secondo il carico d'incendio, vanno determinati con
le  tabelle  e  con  le  modalita'  specificate nella circolare n. 91
sopracitata e nel Decreto del  Ministro  dell'Interno  6  marzo  1986
"Calcolo  del carico di incendio per locali aventi strutture portanti
in legno".
   Negli impianti al chiuso e per gli ambienti interni degli impianti
all'aperto le caratteristiche di  reazione  al  fuoco  dei  materiali
impiegati devono essere le seguenti:
a)-  negli atri, nei corridoi di disimpegno, nelle scale, nelle rampe
    e nei passaggi in genere, e' consentito l'impiego di materiali di
    classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie  totale
    (pavimenti  +  pareti  +  soffitti + proiezione orizzontale delle
    scale).  Per la restante parte deve essere impiegato materiale di
    classe 0 (non combustibile);
b)- in tutti gli altri ambienti e'  consentito  che  i  materiali  di
    rivestimento  dei  pavimenti  siano di classe 2 e che i materiali
    suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce e  gli  altri
    materiali di rivestimento siano di classe 1;
c)- ferme restando le limitazioni previste alla precedente lettera a)
    e'   consentita  l'installazione  di  controsoffitti  nonche'  di
    materiali di rivestimento posti non  in  aderenza  agli  elementi
    costruttivi,  purche'  abbiano  classe  di  reazione al fuoco non
    superiore a 1 e siano omologati  tenendo  conto  delle  effettive
    condizioni  di impiego anche in relazione alle possibili fonti di
    innesco.
   In ogni caso le poltrone e  gli  altri  mobili  imbottiti  debbono
essere  di  classe  di  reazione  al  fuoco 1 IM, mentre i sedili non
imbottiti  e  non   rivestiti,   costituiti   da   materiali   rigidi
combustibili,  devono  essere  di  classe  di  reazione  al fuoco non
superiore a 2.
   I  materiali  di  cui  ai  precedenti  capoversi  debbono   essere
omologati  ai  sensi  del Decreto del Ministro dell'Interno 26 giugno
1984 (supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  234  del  25
agosto 1984).
   Le  pavimentazioni  delle  zone  dove  si  praticano le "attivita'
sportive", all'interno degli impianti sportivi, sono  da  considerare
attrezzature  sportive e quindi non necessitano di classificazione ai
fini della reazione al fuoco; non e' consentita la posa in  opera  di
cavi  elettrici  o canalizzazioni che possono provocare l'insorgere o
il propagarsi  di  incendi  all'interno  di  eventuali  intercapedini
realizzate al di sotto di tali pavimentazioni.
   Negli  impianti al chiuso, nel caso in cui le zone spettanti siano
estese alle zone di  attivita'  sportiva,  la  classificazione  della
pavimentazione   ai   fini   della  reazione  al  fuoco  e'  comunque
necessaria.
   Le citate pavimentazioni,  se  in  materiale  combustibile,  vanno
ovviamente  computate nel carico d'incendio ai fini della valutazione
dei requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali degli
impianti sportivi.
   Qualora vengano previsti effettivi accorgimenti migliorativi delle
condizioni  globali  di  sicurezza  dei  locali,  rispetto  a  quanto
previsto  dalle  norme  di  cui  al presente articolo, quali efficaci
sistemi di smaltimento dei fumi asserviti ad impianti  automatici  di
rivelazione   incendio  e/o  impianto  automatico  di  spegnimento  a
pioggia, potra' consentirsi  l'impiego  di  materiali  di  classe  di
reazione  al  fuoco  1,  2  e  3  in  luogo  delle  classi  0,  1 e 2
precedentemente  indicate,   con   esclusione   dei   tendaggi,   dei
controsoffitti  e  dei  materiali posti non in aderenza agli elementi
costruttivi per i quali e' ammessa esclusivamente la classe 1, e  dei
sedili per i quali e' ammessa esclusivamente la classe 1 IM e 2.
  I lucernari debbono avere vetri retinati oppure essere costruiti in
vetrocemento  o con materiali combustibili di classe 1 di reazione al
fuoco. E' consentito l'impiego del legno per i serramenti esterni  ed
interni.
                               ART. 16
                              DEPOSITI
   I  locali,  di  superficie  non  superiore  a  25  m2, destinati a
deposito  di  materiale  combustibile,  possono  essere   ubicati   a
qualsiasi piano dell'impianto; le strutture di separazione e le porte
devono  possedere  caratteristiche  almeno REI 60 ed essere munite di
dispositivo di  autochiusura.  Il  carico  di  incendio  deve  essere
limitato  a  30  Kg/m2.  La  ventilazione  naturale  non  deve essere
inferiore ad 1/40 della superficie in pianta. Ove non  sia  possibile
raggiungere  per  l'aerazione  naturale  il  rapporto  di  superficie
predetto, e' ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con  portata
di  due ricambi orari, da garantire anche in situazioni di emergenza,
purche' sia assicurata una superficie di aerazione naturale  pari  al
25%  di quella prevista. In prossimita' delle porte di accesso al lo-
cale deve essere installato un estintore di capacita' estinguente non
inferiore a 21 A.
   I locali, di superficie superiore a 25 m2 destinati al deposito di
materiale   combustibile,   possono   essere   ubicati    all'interno
dell'edificio  ai  piani  fuori  terra  o  al  1  e  2  interrato. La
superficie massima lorda di  ogni  singolo  locale  non  deve  essere
superiore  a 1000 m2 per i piani fuori terra e a 500 m2 per i piani 1
e 2 interrato. Le strutture di separazione e  le  porte  di  accesso,
dotate    di    dispositivo   di   autochiusura,   devono   possedere
caratteristiche almeno REI 90. Deve  essere  installato  un  impianto
automatico  di rivelazione ed allarme incendio. Il carico di incendio
deve essere limitato a 50 Kg/m2; qualora sia superato tale valore, il
deposito deve essere protetto con impianto di spegnimento automatico.
   L'aerazione deve essere pari a 1/40 della superficie in pianta del
locale. Ad  uso  di  ogni  locale  deve  essere  previsto  almeno  un
estintore  di capacita' estinguente non inferiore a 21 A, ogni 150 m2
di superficie.
   Per i depositi con superficie superiore a 500  m2,  se  ubicati  a
piani  fuori  terra,  e  25  m2,  se  ubicati  ai piani interrati, le
comunicazioni con gli  ambienti  limitrofi  devono  avvenire  tramite
disimpegno  ad  uso  esclusivo realizzato con strutture resistenti al
fuoco e munito di porte aventi caratteristiche almeno REI 60.
   Qualora detto disimpegno sia a servizio di piu'  locali  deposito,
lo stesso deve essere aerato direttamente verso l'esterno.
   I  depositi  di  sostanze infiammabili devono essere ubicati al di
fuori del volume del fabbricato. E' consentito  detenere  all'interno
del  volume  dell'edificio  in  armadi metallici, dotati di bacino di
contenimento, prodotti liquidi  infiammabili  strettamente  necessari
per le esigenze igienico-sanitarie.
                               ART. 17
                          IMPIANTI TECNICI
Impianti elettrici
   Gli  impianti  elettrici  devono  essere realizzati in conformita'
alla legge 10 marzo 1968, n. 186, (G.U. n. 77 del 23 marzo 1968).  La
rispondenza alle vigenti norme di sicurezza deve essere attestata con
la  procedura  di  cui  alla  legge 5 marzo 1990, n. 46, e successivi
regolamenti di applicazione.
   In particolare, ai  fini  della  prevenzione  degli  incendi,  gli
impianti elettrici:
- non devono costituire causa primaria di incendio o di esplosione;
-  non  devono  fornire  alimento  o via privilegiata di propagazione
  degli incendi. Il comportamento  al  fuoco  della  membratura  deve
  essere  compatibile con la specifica destinazione d'uso dei singoli
  locali;
- devono essere  suddivisi  in  modo  che  un  eventuale  guasto  non
  provochi la messa fuori servizio dell'intero sistema (utenza);
-  devono  disporre  di  apparecchi  di  manovra ubicati in posizioni
  "protette" e devono riportare chiare indicazioni dei  circuiti  cui
  si riferiscono.
   Il   sistema   utenza  deve  disporre  dei  seguenti  impianti  di
sicurezza:
   a) illuminazione;
   b) allarme;
   c) rilevazione;
   d) impianti di estinzione incendi.
   L'alimentazione   di   sicurezza   deve   essere   automatica   ad
interruzione  breve  (<  0,5  sec)  per gli impianti di segnalazione,
allarme ed illuminazione e ad interruzione media (< 15 sec)  per  gli
impianti idrici antincendio.
   Il  dispositivo  di  carica degli accumulatori deve essere di tipo
automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore.
   L'autonomia dell'alimentazione di  sicurezza  deve  consentire  lo
svolgimento  in  sicurezza  del  soccorso  e dello spegnimento per il
tempo necessario; in ogni caso l'autonomia minima viene stabilita per
ogni impianto come segue:
   - segnalazione e allarme: 30 minuti;
   - illuminazione di sicurezza: 60 minuti;
   - impianti idrici antincendio: 60 minuti.
   Gli impianti al chiuso, quelli all'aperto per i quali e'  previsto
l'uso  notturno  e  gli  ambienti  interni  degli  impianti  sportivi
all'aperto, devono essere dotati di un impianto di  illuminazione  di
sicurezza.
   L'impianto  di  illuminazione  di  sicurezza  deve  assicurare  un
livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza  dal
piano  di  calpestio  lungo  le  vie  di uscita; sono ammesse singole
lampade con alimentazione autonoma che  assicurino  il  funzionamento
per almeno 1 ora.
   Il  quadro  elettrico  generale  deve  essere ubicato in posizione
facilmente  accessibile,  segnalata  e  protetta  dall'incendio   per
consentire    di    porre   fuori   tensione   l'impianto   elettrico
dell'attivita'.
Impianti di riscaldamento e condizionamento
   Per  gli impianti di produzione del calore e di condizionamento si
rimanda alle specifiche norme del Ministero dell'Interno.
   E' vietato utilizzare elementi mobili alimentari  da  combustibile
solido, liquido o gassoso, per il riscaldamento degli ambienti.
Impianto di rilevazione e segnalazione degli incendi
   Negli  impianti  al  chiuso,  con numero di spettatori superiore a
1.000 e negli ambienti interni degli impianti all'aperto  con  numero
di spettatori superiore a 5.000, deve essere prevista l'installazione
di  un  impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli
incendi in grado di rivelare e segnalare a distanza un  principio  di
incendio che possa verificarsi nell'ambito dell'attivita'.
   La  segnalazione  di  allarme  proveniente  da  uno  qualsiasi dei
rivelatori utilizzati deve sempre determinare una segnalazione ottica
ed acustica  di  allarme  incendio  nella  centrale  di  controllo  e
segnalazione, che deve essere ubicata in ambiente presidiato.
Impianto di allarme
   Gli  impianti  al  chiuso  devono  essere muniti di un impianto di
allarme acustico in grado di avvertire i presenti delle condizioni di
pericolo in caso di incendio.
   I dispositivi sonori devono avere caratteristiche  e  sistemazione
tali   da   poter   segnalare  il  pericolo  a  tutti  gli  occupanti
dell'impianto sportivo o delle parti di esso coinvolte dall'incendio;
il comando del funzionamento simultaneo dei dispositivi  sonori  deve
essere  posto in ambiente presidiato, puo' inoltre essere previsto un
secondo comando centralizzato  ubicato  in  un  locale  distinto  dal
precedente che non presenti particolari rischi di incendio.
   Il  funzionamento  del  sistema  di  allarme deve essere garantito
anche in assenza di alimentazione elettrica principale, per un  tempo
non inferiore a 30 minuti.
Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi
Estintori
   Tutti  gli  impianti  sportivi devono essere dotati di un adeguato
numero di estintori portatili.
   Gli estintori devono essere distribuiti in modo uniforme nell'area
da proteggere, ed e' comunque necessario che alcuni si trovino:
   - in prossimita' degli accessi;
   - in vicinanza di aree di maggior pericolo.
   Gli  estintori  devono  essere  ubicati  in  posizione  facilmente
accessibile   e   visibile;   appositi  cartelli  segnalatori  devono
facilitarne l'individuazione, anche a distanza.
   Gli estintori portatili devono  avere  capacita'  estinguente  non
inferiore  a  13 A - 89 B; a protezione di aree ed impianti a rischio
specifico devono essere previsti estintori di tipo idoneo.
Impianto idrico antincendio
   Gli idranti ed i naspi, correttamente corredati, devono essere:
   - distribuiti in modo da consentire l'intervento in tutte le aree
   dell'attivita';
   - collocati in ciascun piano negli edifici a piu' piani;
   - dislocati in posizione accessibile e visibile.
   - segnalati con appositi cartelli che ne agevolino
   l'individuazione a distanza
   Gli idranti ed i naspi non devono essere posti  all'interno  delle
scale in modo da non ostacolare l'esodo delle persone. In presenza di
scale  a prova di fumo interne, al fine di agevolare l'intervento dei
Vigili del Fuoco, gli idranti devono essere ubicati  all'interno  dei
filtri a prova di fumo.
   Gli  impianti al chiuso con numero di spettatori superiore a 100 e
fino a 1.000 devono essere almeno dotati di naspi DN 20;  ogni  naspo
deve essere corredato da una tubazione semirigida realizzata a regola
d'arte.
   I naspi possono essere collegati alla normale rete idrica, purche'
questa    sia    in   grado   di   alimentare,   in   ogni   momento,
contemporaneamente, oltre all'utenza normale, i due naspi ubicati  in
posizione  idraulicamente piu' sfavorevole, assicurando a ciascuno di
essi una portata non inferiore  a  35  1/min  ed  una  pressione  non
inferiore a 1,5 bar, quando sono entrambi in fase di scarica.
   L'alimentazione  deve  assicurare una autonomia non inferiore a 30
min. Qualora la rete idrica non sia in  grado  di  assicurare  quanto
descritto,  deve  essere  predisposta  una  alimentazione di riserva,
capace di fornire le medesime prestazioni.
   Gli impianti al chiuso con numero di spettatori superiore a  1.000
e quelli all'aperto con numero di spettatori superiore a 5.000 devono
essere  dotate  di  una  rete idranti DN 45. Ogni idrante deve essere
corredato da una tubazione flessibile realizzata a regola d'arte.
   L'impianto idrico antincendio per idranti deve  essere  costituito
da  una  rete di tubazioni, realizzata preferibilmente ad anello, con
colonne montanti disposte nei vani scala; da  ciascuna  montante,  in
corrispondenza  di ogni piano, deve essere derivato, con tubazioni di
diametro interno non inferiore a 40 mm, un attacco per idranti DN 45;
la rete di tubazioni deve essere indipendente da quella  dei  servizi
sanitari.  Le  tubazioni  devono  essere protette dal gelo, da urti e
qualora non metalliche dal fuoco.
   L'impianto deve avere caratteristiche idrauliche tali da garantire
una portata minima di 360 1/min per ogni colonna montante e nel  caso
di  piu'  colonne, il funzionamento contemporaneo di almeno due. Esso
deve essere in grado  di  garantire  l'erogazione  ai  3  idranti  in
posizione  idraulica  piu'  sfavorita, assicurando a ciascuno di essi
una portata non inferiore a 120 1/min con una pressione al  bocchello
di 2 bar.
   L'alimentazione deve assicurare una autonomia di almeno 60 min.
   L'impianto  deve  essere  alimentato  normalmente  dall'acquedotto
pubblico.
   Qualora l'acquedotto non garantisca la condizione di cui al  punto
precedente,  dovra'  essere  realizzata  una riserva idrica di idonea
capacita'.
   Il gruppo di pompaggio di  alimentazione  della  rete  antincendio
deve essere realizzato da elettropompa con alimentazione elettrica di
riserva  (gruppo  elettrogeno  ad  azionamento  automatico)  o da una
motopompa con avviamento automatico.
   Negli impianti sportivi al chiuso con capienza superiore  a  4.000
spettatori  e  in  quelli  all'aperto con capienza superiore a 10.000
spettatori  deve  essere  prevista  l'installazione  all'esterno,  in
posizione  accessibile  ed  opportunamente  segnalata,  di  almeno un
idrante DN 70 da utilizzare per il rifornimento dei mezzi dei  Vigili
del Fuoco. Tale idrante dovra' assicurare una portata non inferiore a
460 1/min per almeno 60 min.
                               ART. 18
              DISPOSITIVI DI CONTROLLO DEGLI SPETTATORI
   Negli  impianti  con  capienza  superiore  a 20.000 spettatori, in
occasione di manifestazioni  calcistiche,  deve  essere  previsto  un
impianto  televisivo  a  circuito  chiuso  che consenta, da un locale
appositamente predisposto e  presidiato,  l'osservazione  della  zona
spettatori  e  dell'area  di  servizio  annessa  all'impianto  e  dei
relativi accessi, con registrazione delle relative immagini.
   L'impianto  deve  consentire   il   riconoscimento   del   singolo
spettatore  anche  per  le  manifestazioni  che  si  tengono in orari
notturni.
   Il Prefetto ha la facolta' di imporre l'adozione  dei  dispositivi
di cui al comma precedente in tutti gli impianti in cui ne ravvisi la
necessita'   sentito  il  parere  della  Commissione  Provinciale  di
Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
                               ART. 19
                      GESTIONE DELLA SICUREZZA
   Il titolare dell'impianto o complesso sportivo e' responsabile del
mantenimento  delle  condizioni  di  sicurezza; per tale compito puo'
avvalersi di una  persona  appositamente  incaricata,  o  di  un  suo
sostituto,    che    deve   essere   presente   durante   l'esercizio
dell'attivita'.
   Per garantire la corretta gestione  della  sicurezza  deve  essere
predisposto  un piano finalizzato al mantenimento delle condizioni di
sicurezza,  al  rispetto  dei  divieti,  delle  limitazioni  e  delle
condizioni  di esercizio ed a garantire la sicurezza delle persone in
caso di emergenza.
   In  particolare  il  piano,  tenendo  anche  conto  di   eventuali
specifiche  prescrizioni  imposte  dalla  Commissione  Provinciale di
Vigilanza, deve elencare le seguenti azioni concernenti la  sicurezza
a carico del titolare dell'impianto:
- controlli per prevenire gli incendi;
-  istruzione  e formazione del personale addetto alla struttura, ivi
  comprese esercitazioni sull'uso dei mezzi antincendio e sulle  pro-
  cedure di evacuazione in caso di emergenza;
-  informazione  degli  spettatori  e degli atleti sulle procedure da
  seguire in caso di incendio o altra emergenza;
-  garantire  il  funzionamento,  durante  le   manifestazioni,   dei
  dispositivi di controllo degli spettatori di cui all'art. 18;
-  garantire  la  perfetta  fruibilita'  e funzionalita' delle vie di
  esodo;
- garantire la manutenzione e l'efficienza dei mezzi e degli impianti
  antincendio;
- garantire la manutenzione e  l'efficienza  o  la  stabilita'  delle
  strutture  fisse  o mobili della zona di attivita' sportiva e della
  zona spettatori;
- garantire la manutenzione e l'efficienza degli impianti;
- fornire assistenza e collaborazione  ai  Vigili  del  Fuoco  ed  al
  personale adibito al soccorso in caso di emergenza;
-  predisporre  un  registro del controlli periodici ove annotare gli
  interventi manutentivi ed i controlli relativi all'efficienza degli
  impianti elettrici, dell'illuminazione di  sicurezza,  dei  presidi
  antincendio,  dei  dispositivi  di  sicurezza e di controllo, delle
  aree a rischio specifico e dell'osservanza  della  limitazione  dei
  carichi  di  incendio  nei  vari  ambienti  dell'attivita' ove tale
  limitazione e' imposta. In tale  registro  devono  essere  annotati
  anche  i  dati  relativi alla formazione del personale addetto alla
  struttura.  Il  registro  deve   essere   mantenuto   costantemente
  aggiornato  e  disponibile per i controlli da parte degli organi di
  vigilanza.
   La segnaletica di sicurezza  deve  essere  conforme  alla  vigente
normativa  e alle prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24
giugno 1992 e consentire, in particolare, la individuazione delle vie
di uscita, dei servizi di supporto, dei posti di  pronto  soccorso  e
dei mezzi e impianti antincendio.
   Appositi  cartelli  devono  indicare  le  prime  misure  di pronto
soccorso.
   All'ingresso  dell'impianto  o  complesso  sportivo  devono essere
esposte bene in vista precise istruzioni  relative  al  comportamento
del  personale  e  del pubblico in caso di sinistro ed in particolare
una planimetria generale per le squadre di soccorso che deve indicare
la posizione:
- delle scale e delle vie di esodo;
- dei mezzi e degli impianti di estinzione disponibili;
- dei dispositivi di arresto degli impianti di distribuzione del  gas
  e dell'elettricita';
- del dispositivo di arresto del sistema di ventilazione;
- del quadro generale del sistema di rivelazione e di allarme;
- degli impianti e locali che presentano un rischio speciale;
- degli spazi calmi.
   A    ciascun   piano   deve   essere   esposta   una   planimetria
d'orientamento, in prossimita' delle vie di esodo. La posizione e  la
funzione degli spazi calmi deve essere adeguatamente segnalata.
   In prossimita' dell'uscita dallo spazio riservato agli spettatori,
precise  istruzioni,  esposte  bene  in  vista,  devono  indicare  il
comportamento  da  tenere  in  caso  di  incendio  e  devono   essere
accompagnate  da  una planimetria semplificata del piano, che indichi
schematicamente la  posizione  in  cui  sono  esposte  le  istruzioni
rispetto   alle   vie   di   esodo.  Le  istruzioni  devono  attirare
l'attenzione sul divieto di usare gli ascensori in caso di incendio.
                               ART. 20
           COMPLESSI E IMPIANTI CON CAPIENZA NON SUPERIORE
               A 100 SPETTATORI O PRIVI DI SPETTATORI
   L'indicazione  della capienza della zona spettatori deve risultare
da apposita dichiarazione rilasciata  sotto  la  responsabilita'  del
titolare del complesso o impianto sportivo.
   Gli  impianti al chiuso possono essere ubicati nel volume di altri
edifici ove si svolgono attivita' di cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86,
87, 89, 90, 91, 92, 94 e 95 del Decreto del Ministro dell'Interno  16
febbraio   1982;  la  separazione  con  tali  attivita'  deve  essere
realizzata con strutture REI 60; eventuali comunicazioni sono ammesse
tramite filtri a prova  di  fumo  aventi  stesse  caratteristiche  di
resistenza al fuoco.
   L'impianto  deve essere provvisto di non meno di due uscite di cui
almeno una di larghezza non inferiore a due moduli (1,20 m);  per  la
seconda uscita e' consentita una larghezza non inferiore a 0,80 m.
   Negli impianti al chiuso e per gli ambienti interni degli impianti
all'aperto  la  lunghezza massima delle vie di uscita non deve essere
superiore a 40 m o a 50 m  se  in  presenza  di  idonei  impianti  di
smaltimento dei fumi.
   Le strutture, le finiture e gli arredi devono essere conformi alle
disposizioni  contenute  nell'art.  15,  fatto  salvo quanto previsto
dalla normativa vigente di  prevenzione  incendi  per  le  specifiche
attivita'.
   I  depositi,  ove esistenti, devono avere caratteristiche conformi
alle disposizioni dell'art. 16.
   Gli impianti elettrici devono  essere  realizzati  in  conformita'
alla  legge 10 marzo 1968, n. 186, (G.U. n. 77 del 23 marzo 1968); la
rispondenza alle vigenti norme di sicurezza deve essere attestata con
la procedura di cui alla legge 5 marzo  1990,  n.  46,  e  successivi
regolamenti di applicazione.
   Deve  essere  installato un impianto di illuminazione di sicurezza
che assicuri un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 m
di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita.
   Gli impianti al chiuso  e  gli  ambienti  interni  degli  impianti
all'aperto  devono  essere  dotati di un adeguato numero di estintori
portatili.
   Gli estintori portatili devono  avere  capacita'  estinguente  non
inferiore  a  13 A - 89 B; a protezione di aree ed impianti a rischio
specifico devono essere previsti estintori di tipo idoneo.
   I servizi igienici della zona spettatori  devono  essere  separati
per  sesso  e  costituiti da gabinetti dotati di porte apribili verso
l'esterno, e dai locali di disimpegno.
   Ogni gabinetto deve avere accesso da apposito locale di disimpegno
(anti WC) eventualmente a servizio  di  piu'  locali  WC,  nel  quale
devono  essere installati gli orinatoi per i servizi uomini ed almeno
un lavabo.
   Almeno una  fontanella  di  acqua  potabile  deve  essere  ubicata
all'esterno dei servizi igienici.
   La  dotazione  minima  deve  essere di almeno un gabinetto per gli
uomini ed un gabinetto per le donne.
   Deve  essere installata apposita segnaletica di sicurezza conforme
alla vigente normativa e alle  prescrizioni  di  cui  alla  direttiva
92/58/CEE del 24 giugno 1992 che consenta la individuazione delle vie
di  uscita,  del  posto  di  pronto soccorso e dei mezzi antincendio;
appositi cartelli devono indicare le prime misure di pronto soccorso.
   Per lo spazio e la zona di  attivita'  sportiva  si  applicano  le
disposizioni contenute nell'art. 6 e nell'ultimo comma dell'art. 8.
   Per  le  piscine  si applicano le prescrizioni contenute nell'art.
14.
   I  suddetti  impianti  devono  essere  conformi  oltre  che   alle
disposizioni  del presente articolo anche ai regolamenti del C.O.N.I.
e delle Federazioni Sportive Nazionali,  riconosciute  dal  C.O.N.I.,
riportate nell'allegato.
                               ART. 21
                          NORME TRANSITORIE
   Su  specifica richiesta della Commissione Provinciale di Vigilanza
e comunque ogni 10 anni  a  far  data  dal  certificato  di  collaudo
statico,  anche  per gli impianti o complessi sportivi esistenti deve
essere prodotto alla Prefettura  competente  per  territorio,  ed  al
Comune, un certificato di idoneita' statica dell'impianto, rilasciato
da tecnico abilitato.
   Gli  impianti  e  complessi  sportivi  gia'  agibili  alla data di
entrata in vigore del presente decreto devono comunque adeguarsi agli
articoli 18 e 19 entro due anni dall'entrata in vigore  del  presente
decreto.
   Gli impianti e complessi sportivi in fase di costruzione alla data
di  entrata in vigore del presente decreto possono comunque adeguarsi
integralmente alle presenti disposizioni.
                               ART. 22
                               DEROGHE
   Qualora  in  ragione di particolari situazioni non fosse possibile
adottare  qualcuna  delle  prescrizioni  stabilite   dai   precedenti
articoli,  ad  esclusione  degli  articoli  nn.  4, 8, 9, 15, 16 e 17
afferenti alla sicurezza antincendio per i quali si applicano le pro-
cedure di cui all'art. 21 del Decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577,  la  Prefettura  competente  per  territorio,
sentita  la  Commissione  Provinciale di Vigilanza, a cui deve essere
chiamato a far parte un delegato tecnico del C.O.N.I., ha facolta' di
concedere specifiche deroghe nei casi in cui,  attraverso  l'adozione
di  misure  alternative,  venga  assicurato agli impianti un grado di
sicurezza equivalente a quello risultante dall'applicazione integrale
delle presenti disposizioni.
                               ART. 23
                       COMMERCIALIZZAZIONE CEE
   I   prodotti  legalmente  riconosciuti  in  uno  dei  Paesi  della
Comunita' Europea sulla base di norme armonizzate o di norme o regole
tecniche straniere  riconosciute  equivalenti,  ovvero  originali  di
Paesi  contraenti  l'accordo  SEE, possono essere commercializzati in
Italia per essere impiegati nel campo  di  applicazione  disciplinato
dal presente decreto.
   Nelle  more  della  emanazione di apposite norme armonizzate, agli
estintori, alle porte ed agli elementi di chiusura  per  i  quali  e'
richiesto  il  requisito  di resistenza al fuoco, nonche' ai prodotti
per i quali e' richiesto  il  requisito  di  reazione  al  fuoco,  si
applica   la  normativa  italiana  vigente,  che  prevede  specifiche
clausole di mutuo riconoscimento,  concordate  con  i  servizi  della
Commissione   CEE,   stabilite  nei  seguenti  decreti  del  Ministro
dell'Interno:
- decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
- decreto 5 agosto 1991 per i materiali  ai  quali  e'  richiesto  il
  requisito di reazione al fuoco;
- decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
-  decreto  14 dicembre 1993 per le porte e per gli altri elementi di
  chiusura ai quali e' richiesto il requisito di resistenza al fuoco.
                               ART. 24
                         DISPOSIZIONI FINALI
   Restano  ferme  le  disposizioni  contenute  nella legge 9 gennaio
1989,   n.   13,   relative   alla   eliminazione   delle    barriere
architettoniche.
   Il  presente  decreto  sara'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
   Roma, 18 marzo 1996
                                                 Il Ministro: CORONAS
     SPORT                                FEDERAZIONE  APERTO  CHIUSO
VOLO A MOTORE E TURISMO                                   X
VOLO A VELA                                 Ae.C.I.       X
PARACADUTISMO SPORTIVO                                    X
AEROMODELLISMO                                            X
PARAPENDIO                                                X
DELTAPLANO                                                X
AUTOMOBILISMO *                                           X
piste permanenti (circuiti)                               X
piste non permanenti (circ. cittadini)      A.C.I.        X
RALLY *                                                   X
KARTING *                                                 X
ATLETICA LEGGERA                                          X       X
gare di corsa su pista                                    X       X
gare di corsa su percorso stradale *                      X
gare di corsa campestre *                   F.I.D.A.L.    X
gare di marcia                                            X       X
gare di salto                                             X       X
gare di lancio                                            X       X
ORIENTAMENTO (disciplina associata)*                      X
ARRAMPICATA SPORTIVA                        F.A.S.I.      X       X
BASEBALL                                                  X
SOFTBALL                                    F.I.B.S.      X
BOCCE *                                                   X       X
BILIARDO                                    U.B.I.                X
BOWLING                                                           X
     SPORT                                FEDERAZIONE  APERTO  CHIUSO
CANOA *                                                   X
KAYAK *                                     F.I.C.K.      X
CANOTTAGGIO *                               F.I.C.        X
CICLISMO                                                  X       X
corse su pista (velodromi)                                X       X
corse su strada *                           F.C.I.        X
corse campestri (ciclocross)*                             X
GINNASTICA                                                        X
TWIRLING (disciplina associata)             F.G.I.                X
TRAMPOLINO ELASTICO (disc.ass.)                           X       X
GOLF *                                      F.I.G.        X
CALCIO                                                    X
CALCIO A 5                                  F.I.G.C.      X       X
PALLAMANO                                                 X       X
PALLONE ELASTICO                            F.I.G.H.      X
(disciplina associata)
HOCKEY SU PISTA                                           X       X
PATTINAGGIO                                               X       X
gare di corsa (percorso su pista o          F.I.H.P.      X       X
su strada)
PATTINAGGIO ARTISTICO su pista                            X       X
HOCKEY SU PRATO                             F.I.H.Pr.     X
HOCKEY INDOOR                                                     X
     SPORT                                FEDERAZIONE  APERTO  CHIUSO
LOTTA                                                             X
PESISTICA                                                         X
JUDO                                        F.I.L.P.J.            X
KARATE (disciplina associata)                                     X
TAEKWONDO (disciplina associata)                                  X
MOTOCICLISMO *                                            X
MOTOCROSS *                                 F.M.I.        X
TRIAL *                                                   X       X
MOTONAUTICA *                               F.I.M.        X
NUOTO                                                     X       X
PALLANUOTO                                                X       X
TUFFI                                       F.I.N.        X       X
NUOTO SINCRONIZZATO                                       X       X
NUOTO PER SALVAMENTO                                      X       X
PALLACANESTRO                               F.I.P.        X       X
PENTHATLON MODERNO *                                      X       X
equitazione *                                             X       X
scherma                                     F.I.P.M.      X       X
tiro *                                                    X       X
nuoto                                                     X       X
corsa *                                                   X       X
TETRATHLON *                                              X       X
scherma; nuoto; tiro e corsa.                             X       X
TRIATHLON (disciplina associata)                          X       X
scherma; nuoto e corsa                                    X       X
PESCA SPORTIVA *                                          X       X
ATTIVITA' SUBACQUEE *                       F.I.P.S.      X       X
NUOTO PINNATO                                             X       X
     SPORT                                FEDERAZIONE  APERTO  CHIUSO
PUGILATO                                    F.P.I.        X       X
RUGBY                                       F.I.R.        X
SCHERMA                                                           X
KENDO (disciplina associata)                F.I.S.                X
SCI NAUTICO *                               F.I.S.N.      X
HOCKEY GHIACCIO                                           X       X
PATTINAGGIO SU GHIACCIO                     F.I.S.G.      X       X
velocita' - artistico                                     X       X
CURLING                                                   X       X
EQUITAZIONE                                 F.I.S.E.      X       X
ASS. NAZ. TURISMO EQUESTRE                                X       X
(disciplina associata)
SCI *                                                     X
alpino e di fondo *                                       X
SALTO CON GLI SCI *                                       X
SLITTINO *                                                X
BOB *                                                     X
TENNIS                                                    X       X
BADMINTON (disciplina associata)                                  X
SQUASH (disciplina associata)               F.I.T.                X
PALLA TAMBURELLO (disciplina associata)                   X
TENNIS TAVOLO                               F.I.Te.T.             X
TIRO CON L'ARCO *                           F.I.T.ARCO    X       X
     SPORT                                FEDERAZIONE  APERTO  CHIUSO
TIRO A SEGNO *                              U.I.T.S.      X       X
TIRO A VOLO *                               F.I.T.A.V.    X
VELA *                                      F.I.V.        X
SCACCHI                                     F.S.I.                X
(disc. ass. al C.O.N.I.)
FOOTBALL AMERICANO                          F.I.A.F.      X
(disc. ass. al C.O.N.I.)
ARRAMPICATA SPORTIVA *                      F.A.S.I.      X       X
(disc. ass. al C.O.N.I.)
BRIDGE                                      F.I.G.B.              X
(disc. ass. al C.O.N.I.)
DAMA                                        F.I.D.                X
(disc. ass. al C.O.N.I.)
GARE DI TROTTO *
GARE DI GALOPPO *                           U.N.I.R.E.    X
                                           (non e' una
                                            F.S.N.
                                            riconosciuta
                                            dal C.O.N.I.)
* = sono previsti anche posti in piedi.
Ministero dell’Interno decreto 18 marzo 1996 (regola tecnica impianti sportivi)

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