MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 18 gennaio 2011 | Geometra.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 18 gennaio 2011

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 18 gennaio 2011 - Linee guida, ai sensi dell'articolo 13, comma 1-quinquies del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, riguardanti la realizzazione di organici raccordi tra i percorsi degli istituti professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale. (11A02607) - (GU n. 49 del 1-3-2011 - Suppl. Ordinario n.59)

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 18 gennaio 2011

Linee guida, ai sensi dell’articolo 13, comma 1-quinquies del
decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, riguardanti la realizzazione di
organici raccordi tra i percorsi degli istituti professionali e i
percorsi di istruzione e formazione professionale. (11A02607)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 di «Definizione
delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e alla
formazione, a norma dell’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 28
marzo 2003, n. 53»;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive
modificazioni, recante «Norme generali e livelli essenziali delle
prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di
istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53»;
Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, contenente, all’art.
13, disposizioni urgenti in materia di istruzione
tecnico-professionale e di valorizzazione dell’autonomia scolastica,
con particolare riferimento al comma 1-quinquies;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
87, recante norme per il riordino degli istituti professionali a
norma dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133;
Visto il decreto interministeriale 15 giugno 2010 di recepimento
dell’Accordo 29 aprile 2010 tra il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano riguardante il primo anno di attuazione – anno scolastico e
formativo 2010/2011 – dei percorsi di istruzione e formazione
professionale a norma dell’art. 27, comma 2, del decreto legislativo
17 ottobre 2005, n. 226;
Vista la direttiva del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 28 luglio 2010, n. 65 contenente le linee guida per il
passaggio al nuovo ordinamento degli istituti professionali a norma
dell’art. 8, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 15
marzo 2010, n. 87;
Considerato che con il decreto interministeriale 15 giugno 2010
sopra richiamato e’ stato gia’ avviato, nell’anno 2010/2011, il
passaggio al nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e
formazione professionale;
Ritenuto necessario definire le linee guida previste all’art. 13,
comma 1-quinquies della legge n. 40/2007 sopra richiamata, anche alla
luce dell’art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 87/2010, che prevede che gli istituti professionali possono
svolgere, in regime di sussidiarieta’ e nel rispetto delle competenze
esclusive delle Regioni in materia, un ruolo complementare e
integrativo rispetto al sistema di istruzione e formazione
professionale ai fini del conseguimento di qualifiche e diplomi
professionali previsti all’art. 17, comma 1, lettere a) e b) del
decreto legislativo n. 226/05, inclusi in un apposito repertorio
nazionale;
Acquisita l’intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art.
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 16
dicembre 2010, repertorio atti n. 129/CU, riguardante «l’adozione di
linee guida per realizzare organici raccordi tra i percorsi degli
istituti professionali e i percorsi di istruzione e formazione
professionale, a norma dell’art. 13, comma 1-quinquies, della legge 2
aprile 2007, n. 40»;

Decreta:

Art. 1

Oggetto

1. Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quinquies del decreto- legge 31
gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
aprile 2007, n. 40, sono adottate le linee guida di cui all’allegato
A dell’intesa sancita in sede di Conferenza unificata il 16 dicembre
2010, repertorio atti n. 129/CU, che fanno parte integrante del
presente decreto, riguardanti la realizzazione di organici raccordi
tra i percorsi degli istituti professionali e i percorsi di
istruzione e formazione professionale.

Art. 2

Accordi territoriali

1. La prima attuazione delle linee guida di cui all’art. 1 e’
oggetto di specifici accordi territoriali tra i competenti
Assessorati delle Regioni e gli Uffici scolastici regionali.

Art. 3

Monitoraggio

1. L’attuazione delle linee guida di cui all’art. 1 e’ oggetto di
costante monitoraggio e di confronto con le parti sociali da parte
dell’apposito gruppo di lavoro paritetico nazionale di cui al punto 6
dell’intesa citata all’art. 1.

Art. 4

Regioni a statuto speciale e Province autonome
di Trento e Bolzano

1. Ai sensi del punto 7 dell’intesa di cui all’art. 1, le regioni a
statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano,
provvedono all’applicazione delle unite linee guida, nell’ambito
delle competenze ad esse spettanti, ai sensi dello statuto speciale,
delle relative norme di attuazione e secondo quanto disposto dai
rispettivi ordinamenti.

Roma, 18 gennaio 2011

Il Ministro: Gelmini

Allegato A

Linee Guida di cui all’articolo 13, comma 1-quinquies del decreto
legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n.
40

Premessa
Il presente documento contiene indicazioni e orientamenti per la
realizzazione di organici raccordi tra i percorsi quinquennali degli
Istituti Professionali come riordinati dal D.P.R. n. 87/2010 e i
percorsi di Istruzione e formazione professionale, di seguito
denominati percorsi di “IeFP”, cosi’ disciplinati:
– nella fase transitoria, dal decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, adottato di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali il 15
giugno 2010, con il quale e’ stato recepito l’Accordo in sede di
Conferenza Stato Regioni 29 aprile 2010, a norma dell’articolo 27,
comma 2, del decreto legislativo n. 226/2005, riguardante il primo
anno di attuazione dei percorsi di IeFP finalizzati al conseguimento
di qualifiche, di durata triennale, e diplomi professionali, di
durata quadriennale;
– a regime, dal Capo III del decreto legislativo n. 226/2005 e
dai relativi provvedimenti attuativi, ivi previsti.

Capo I – FINALITA’ ED AMBITI

I raccordi tra i percorsi quinquennali degli Istituti Professionali
e i percorsi di IeFP sono finalizzati a:
a) sostenere e garantire l’organicita’ sul territorio
dell’offerta dei percorsi a carattere professionale del secondo ciclo
del sistema educativo di istruzione e formazione, nel rispetto dei
diversi ordinamenti e della programmazione regionale dell’offerta, in
rapporto ai fabbisogni professionali ed alle specifiche connotazioni
del mercato del lavoro;
b) prevenire e contrastare la dispersione scolastica e formativa,
assicurando anche la reversibilita’ delle scelte degli studenti;
c) facilitare i passaggi tra i sistemi formativi ed il reciproco
riconoscimento dei crediti e dei titoli;
d) offrire la possibilita’ ai giovani in possesso di Diploma
Professionale di tecnico di accedere all’Universita’, all’Alta
Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) e agli Istituti
Tecnici Superiori (ITS), previa frequenza di un apposito corso
annuale e superamento degli esami di Stato ai sensi dell’articolo 15,
comma 6, D.Lgs. n. 226/05;
e) facilitare e sostenere forme di organizzazione territoriale
dell’offerta del secondo ciclo di istruzione e formazione, attraverso
raccordi tra l’istruzione e l’istruzione e formazione professionale e
tra queste ed il sistema universitario e di formazione terziaria;
f) garantire un efficiente ed efficace utilizzo delle risorse.
I raccordi si sviluppano lungo l’intero quinquennio del secondo
ciclo e riguardano i seguenti ambiti:
a) l’offerta sussidiaria degli istituti professionali, nonche’
interventi e attivita’ specifiche di integrazione, anche a carattere
territoriale, tra gli Istituti Professionali e le Istituzioni
formative del sistema di IeFP;
b) il corso annuale per l’ accesso all’universita’, all’AFAM e
agli ITS ;
c) le misure di accompagnamento per favorire il dialogo tra i
sistemi formativi e il collegamento tra i percorsi di IeFP e i
percorsi di Istruzione Professionale, anche in relazione ai
fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dal territorio.

Capo II – OFFERTA SUSSIDIARIA DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI

1. Sussidiarieta’ e programmazione regionale dell’offerta
1.1. Gli Istituti Professionali possono svolgere, in regime di
sussidiarieta’, a norma dell’articolo 2, comma 3, del D.P.R. n.
87/2010 e nel rispetto delle competenze esclusive delle Regioni, un
ruolo integrativo e complementare nei confronti dell’offerta delle
istituzioni formative del sistema di IeFP di cui al Capo III del
D.lgs. n. 226/2005.
1.2. L’offerta sussidiaria degli Istituti Professionali e’
finalizzata all’integrazione, ampliamento e differenziazione dei
percorsi e degli interventi in rapporto alle esigenze e specificita’
territoriali, per assicurare il diritto degli studenti in possesso
del titolo conclusivo del primo ciclo di accedere ai percorsi del
secondo ciclo sia nell’istruzione secondaria superiore sia in quelli
del sistema di IeFP.
1.3. Ciascuna Regione stabilisce, nell’ambito della propria
programmazione dell’offerta formativa e nel rispetto dell’autonomia
delle Istituzioni scolastiche, i percorsi di IeFP di cui agli
articoli 17 e 18 del D.lgs. n. 226/05 che gli Istituti Professionali
possono erogare in regime sussidiario.
1.4. Gli Istituti Professionali realizzano i percorsi di IeFP in
via sussidiaria, nel rispetto di quanto previsto in materia di
assolvimento dell’obbligo di istruzione (D.M. n. 139/2007) e di
relativa certificazione (D.M. n. 9/2010).
1.5. Il repertorio di cui all’articolo 1, comma 1-quinquies,
della legge n. 40/07, che le Regioni considerano ai fini di cui al
punto 2, e’ costituito dai percorsi di Qualifica e Diploma
Professionale, riferiti alle figure professionali e ai relativi
standard formativi minimi di cui agli articoli 17 e 18 del D.lgs. n.
226/05.
2. Tipologie dell’offerta sussidiaria
2.1. Allo scopo di promuovere e favorire lo sviluppo di organici
raccordi tra i percorsi degli Istituti Professionali e quelli di
IeFP, si assumono, con riferimento all’articolo 2, comma 3, del
citato D.P.R. n. 87/2010, le seguenti tipologie di riferimento per
l’erogazione dell’offerta sussidiaria di IeFP finalizzata al rilascio
dei titoli di Qualifica e di Diploma professionale di cui al Capo III
del Decreto legislativo n. 226 /2005.
2.2. Tipologia A – Offerta sussidiaria integrativa
Gli studenti iscritti ai percorsi quinquennali degli Istituti
Professionali finalizzati all’acquisizione dei Diplomi di Istruzione
professionale possono conseguire, al termine del terzo anno, anche i
titoli di Qualifica professionale indicati nell’allegata tabella 1),
in relazione all’indirizzo di studio frequentato, validi per
l’assolvimento del diritto dovere all’istruzione e alla formazione. A
tal fine, nell’ambito del Piano dell’offerta formativa, i competenti
Consigli di classe organizzano i curricoli, nella loro autonomia, in
modo da consentire, agli studenti interessati, la contemporanea
prosecuzione dei percorsi quinquennali, nel rispetto delle norme
contenute nel D.P.R. n. 122/09 in materia di valutazione degli
alunni.
Per la predisposizione dell’offerta sussidiaria integrativa, gli
Istituti Professionali utilizzano le quote di autonomia e di
flessibilita’ di cui all’articolo 5, comma 3, lettere a) e c) del
D.P.R. n. 87/2010, sulla base dei seguenti criteri e nei limiti delle
risorse disponibili, con particolare riferimento al punto 4:
– personalizzazione dei percorsi, in rapporto alle categorie
degli studenti destinatari e a specifici fabbisogni formativi;
– caratterizzazione dell’offerta sul territorio, in rapporto
alle esigenze formative del mondo del lavoro;
– determinazione qualitativa dell’organico in relazione ai
profili formativi e professionali di riferimento, nel rispetto dei
vincoli di finanza pubblica;
– eventuale completamento/arricchimento dei percorsi
dell’Istruzione professionale in rapporto all’ordinamento regionale,
sulla base di specifiche previsioni ed interventi a carico delle
Regioni, sempreche’ previsto negli accordi territoriali di cui al
Capo VII, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica;
– riferimento all’ordinamento statale e raccordo con la
specifica disciplina regionale del sistema di IeFP.
Tipologia B – Offerta sussidiaria complementare
Gli studenti possono conseguire i titoli di Qualifica e Diploma
Professionale presso gli Istituti Professionali.
A tal fine, gli Istituti Professionali attivano classi che assumono
gli standard formativi e la regolamentazione dell’ordinamento dei
percorsi di IeFP, determinati da ciascuna Regione nel rispetto dei
livelli essenziali di cui al Capo III del decreto legislativo n.
226/2005, ferma restando l’invarianza della spesa rispetto ai
percorsi ordinari degli istituti professionali secondo quanto
previsto al punto 4.
3. Esami finali e certificazione
3.1. Gli esami conclusivi dei percorsi di cui alle tipologie A e
B per il conseguimento dei titoli di Qualifica e Diploma
professionale si svolgono sulla base della specifica disciplina di
ciascuna Regione nel rispetto dei livelli essenziali delle
prestazioni di cui all’ art. 17, con particolare riferimento al comma
2, e all’art. 20 del Capo III del D.lgs. n. 226/2005.
4. Determinazione degli organici
4.1 L’utilizzo delle dotazioni organiche degli istituti
professionali per la realizzazione di percorsi in regime di
sussidiarieta’ e’ riferito agli ambiti di cui all’allegata tabella
2).
4.2 La realizzazione dell’offerta sussidiaria dei percorsi di
IeFP da parte degli istituti professionali avviene nel limite del
numero di classi e della dotazione organica complessiva del personale
statale, definito sulla base della normativa vigente e delle
previsioni del Piano programmatico di cui all’articolo 64, comma 4
della Legge n. 133/08 e dei conseguenti regolamenti attuativi; in
nessun caso la dotazione organica complessiva potra’ essere
incrementata in conseguenza dell’attivazione dell’offerta sussidiaria
dei percorsi di IeFP.
4.3 Le classi iniziali degli istituti professionali di Stato che
attivano anche l’offerta sussidiaria di IeFP si costituiscono con
riferimento al numero complessivo degli alunni iscritti ai percorsi
di istruzione professionale, comprensivi di quelli che intendono
conseguire titoli di qualifica e di diploma di IeFP, sulla base dei
criteri previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo
2009, n. 81 “Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il
razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai
sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto- legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133”. In nessun caso la presenza dell’offerta di IeFP puo’ comportare
la costituzione di un numero di classi e di posti superiore rispetto
a quello derivante dall’applicazione del criterio prima descritto.
L’organico dell’istituzione scolastica e’ determinato sulla base del
numero delle classi istituite e del relativo quadro orario del
percorso di studio attivato, compreso quello dei percorsi di IeFP.
4.4 L’organico assegnato alle classi di IeFP non puo’ essere
maggiore di quello attribuito per ogni classe di Istruzione
professionale. Nel caso di percorsi realizzati con forme di
integrazione con le Istituzioni formative accreditate dalle Regioni a
norma del Capo III del D.Lgs. n. 226/2005 e, nella fase transitoria,
con le strutture formative accreditate di cui al punto V del Capo VII
della presente intesa, l’organico assegnato corrisponde alle ore di
formazione effettivamente erogate dall’Istituzione scolastica.
4.5 Le classi ad ordinamento IeFP (Tipologia B) attivate negli
istituti professionali hanno una composizione qualitativa
dell’organico docente e tecnico coerente con gli standard formativi
dei percorsi di IeFP definito dalla programmazione di istituto, sulla
base dell’ allegata Tabella 2), concernente la corrispondenza tra gli
ambiti formativi dei percorsi e le classi di abilitazione dei
docenti. Per le tipologie A e B, le classi hanno una composizione
qualitativa dell’organico docente e tecnico coerente con gli standard
formativi dei percorsi di IeFP, utilizzando le modalita’
organizzative di cui all’articolo 5, comma 3, del D.P.R. n. 87/2010.
A tal fine, il MIUR provvede alla codifica dei percorsi di IeFP
nonche’ all’adeguamento dei sistemi informativi in modo da consentire
la determinazione qualitativa dell’organico sulla base della
programmazione della singola scuola. Nel caso di maggiore fabbisogno
di personale rispetto alle dotazioni organiche assegnate alle
istituzioni scolastiche nel rispetto delle disposizioni di cui al
precedente punto 2), le risorse saranno fornite dalle Regioni senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4.6 L’organico assegnato agli istituti professionali per le
classi di IeFP non e’ separato; l’attribuzione del personale alle
classi di IeFP e’ effettuata dal Dirigente scolastico nell’ambito
delle procedure ordinarie che riguardano la generalita’ delle classi
dell’istituzione scolastica, nel rispetto dell’articolo 7, comma 2,
lettera b), del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994.

Capo III – CORSO ANNUALE PER L’ACCESSO ALL’ESAME DI STATO

1. I raccordi oggetto della presente intesa sono finalizzati anche
a creare le condizioni in base alle quali i giovani in possesso di
diploma professionale di tecnico possano sostenere l’esame di Stato
utile ai fini dell’accesso all’Universita’, all’Alta formazione
artistica, musicale e coreutica, e agli istituti tecnici superiori,
previa frequenza di apposito corso annuale ai sensi dell’articolo 15,
comma 6, del D.lgs. n. 226/2005.
2. Nelle more della piena attuazione della disposizione legislativa
richiamata al punto 1 e con riferimento alla normativa vigente in
materia di esami di Stato conclusivi dei percorsi di istruzione
professionale, le Regioni, d’intesa con gli Uffici scolastici
regionali, possono definire, nell’ambito degli accordi territoriali
di cui al Capo VII, forme di collaborazione tra Istituti
Professionali ed Istituzioni formative, finalizzate alla
realizzazione dei corsi annuali per l’accesso all’esame di Stato, nei
limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente.
3. Nell’ambito degli accordi di cui al punto 2, sono definiti gli
standard formativi e di erogazione del corso annuale, le modalita’
attuative, le Istituzioni che erogano l’offerta, i criteri per la
determinazione dei crediti scolastici e formativi, nel rispetto delle
norme contenute nell’ordinanza ministeriale concernente le istruzioni
e le modalita’ organizzative per lo svolgimento degli esami di Stato
conclusivi dei corsi di studio di Istruzione secondaria di II grado,
con particolare riferimento a quanto di seguito indicato:
a) la coerenza dei risultati di apprendimento del corso annuale
con i profili in esito ai percorsi quinquennali di Istruzione
professionale di indirizzo corrispondente;
b) l’ammissione all’esame degli alunni che hanno conseguito
almeno la sufficienza in ciascuna delle discipline o in ciascuno dei
gruppi di discipline insegnate nel corso annuale, valutate con
l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un
voto di comportamento non inferiore a sei decimi (articolo 6, comma
1, D.P.R. n.122/2009), a seguito di scrutino finale effettuato dal
competente Consiglio di classe dell’Istituto Professionale sede
dell’esame di Stato sulla base di idonea documentazione fornita dalla
Istituzione formativa che ha erogato il corso;
c) la determinazione del credito scolastico (comprensivo di
eventuale credito formativo) nella misura massima di 25 punti,
secondo le modalita’ previste dalla tabella A), allegata al decreto
del Ministro della Pubblica Istruzione n. 42/2007, in base al
punteggio dei titoli di Qualifica e Diploma professionale relativi al
terzo e al quarto anno e alla media dei voti conseguiti in sede di
scrutinio finale in ciascuna delle discipline o in ciascuno dei
gruppi di discipline insegnate nel corso annuale;
d) la predisposizione, da parte dell’Istituzione formativa che
ha erogato il corso, di un apposito documento in cui siano
evidenziati i criteri ed i contenuti della programmazione
curriculare, nonche’ ogni altro elemento ritenuto significativo ai
fini dello scrutinio di ammissione e dello svolgimento degli esami.
4. Nelle Province autonome di Trento e Bolzano, fino alla
definizione delle intese di cui all’art. 6, comma 5, del D.P.R. n. 87
del 2010 continuano ad applicarsi le modalita’ di transizione dalla
IeFP alla Istruzione secondaria superiore previste dalla normativa
vigente.

Capo IV – MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO PER I RACCORDI TRA I SISTEMI

1. Le misure di accompagnamento per i raccordi tra i sistemi
formativi, che il MIUR e le Regioni possono promuovere e sostenere,
nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente, riguardano:
a) la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica e
formativa nonche’ l’agevolazione dei passaggi degli alunni tra i
sistemi, anche per assicurare la reversibilita’ delle scelte degli
studenti, attraverso iniziative finalizzate all’armonizzazione degli
ordinamenti dell’Istruzione Professionale e del sistema di IeFP,
concernenti in particolare:
– le iniziative programmate dalle Istituzioni scolastiche
nell’ambito della propria autonomia, anche in rete con le Istituzioni
formative, per l’applicazione delle linee guida per il passaggio al
nuovo ordinamento di cui alla direttiva del Ministro dell’Istruzione,
dell’Universita’ e della Ricerca n. 65/2010, a partire dalla
declinazione in competenze, abilita’ e conoscenze dei risultati di
apprendimento, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lett. a), del
D.P.R. n. 87/2010;
– la definizione di ambiti di equivalenza formativa,
concernenti gli esiti di apprendimento, tra ambiti disciplinari
dell’Istruzione professionale ed aree formative dell’IeFP.
b) la collaborazione, anche attraverso forme di integrazione tra
Istituzioni scolastiche e formative, riguardanti, in particolare, la
realizzazione di:
– tirocini formativi ed esperienze in alternanza, in relazione
alle figure professionali caratterizzanti i percorsi formativi;
– laboratori, anche a carattere territoriale, per lo sviluppo
ed il recupero degli apprendimenti;
– interventi territoriali di orientamento;
– azioni, anche sperimentali, di sostegno ai processi di
riconoscimento dei crediti formativi e di valorizzazione e
certificazione delle competenze.

Capo V – ASPETTI FINANZIARI E CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA
TERRITORIALE

1. L’erogazione dell’offerta sussidiaria di cui al Capo II da parte
degli Istituti Professionali non comporta oneri aggiuntivi per lo
Stato.
2. Le risorse previste dalla normativa vigente statale e dal CCNL
per il Fondo di Istituto e per ogni altra attivita’ del personale
docente avente carattere strumentale o di supporto, necessaria
all’erogazione del servizio scolastico ed eccedente le ore di
insegnamento, sono attribuite agli Istituti Professionali anche per
le classi ove si realizza l’offerta sussidiaria di IeFP, secondo gli
stessi parametri delle classi ad ordinamento statale.
3. Gli oneri per corso annuale di cui al Capo III sono a carico
delle Regioni.
4. Gli oneri relativi al presidente di commissione, ai membri
esterni ed agli esperti degli esami di Qualifica e di Diploma
professionale di tecnico sono a carico delle Regioni.
5. In relazione all’offerta sussidiaria la parte pubblica, sentite
le Regioni, opera nel rispetto delle norme contrattuali previste dal
Contratto Collettivo Nazionale riferito al personale della scuola, in
relazione ai soggetti ed agli ambiti della contrattazione decentrata,
e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Capo VI – MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

1. I percorsi di IeFP erogati dagli Istituti Professionali sono
oggetto di monitoraggio e valutazione, anche ai fini della loro
innovazione permanente, da parte del MIUR, del MLPS e delle Regioni
che possono avvalersi, per le relative azioni, della collaborazione
dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di
Istruzione e Formazione (I.N.VAL.S.I.), dell’Agenzia Nazionale per lo
Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (A.N.S.A.S.) e dell’Istituto per
lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori
(I.S.F.O.L.), secondo quanto previsto dalla normativa vigente in
relazione al ruolo istituzionale di ciascuno di essi e senza
ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Nell’ambito della valutazione dei percorsi del sistema di IeFP
di secondo ciclo, i risultati di apprendimento dei percorsi
dell’offerta sussidiaria sono oggetto di valutazione periodica da
parte Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di
Istruzione e Formazione (I.N.VAL.S.I.), in accordo con le Regioni,
che ne cura anche la pubblicizzazione degli esiti.

Capo VII – PRIMA ATTUAZIONE

1. La prima attuazione delle linee guida di cui sopra si realizza
nell’ambito di accordi territoriali tra le singole Regioni e i
competenti Uffici scolastici regionali, che indicano le modalita’ di
raccordo tra i risultati di apprendimento dell’ordinamento dei
percorsi di istruzione professionale e quelli di IeFP, con
riferimento anche alle misure di accompagnamento di cui al Capo IV,
nonche’ l’utilizzazione delle risorse disponibili nel rispetto dei
vincoli di finanza pubblica.
2. Al fine di rendere univoca e trasparente l’offerta formativa per
gli studenti e le loro famiglie al momento dell’iscrizione ai
percorsi del secondo ciclo, dall’anno 2011-12 ha termine il regime
surrogatorio di cui all’articolo 27, comma 7 del D.Lgs. n. 226/05 ed
all’articolo 8, comma 5 del D.P.R. n. 87/2010.
3. A conclusione dei percorsi avviati nell’annualita’ 2010-11 in
regime surrogatorio, gli Istituti Professionali rilasceranno i titoli
di Qualifica del previgente ordinamento, correlati ai titoli di
Istruzione e Formazione Professionale di cui all’Accordo siglato in
Conferenza Stato Regioni in data 29 aprile 2010 e relativo Decreto
Interministeriale 15 giugno 2010, in base a quanto indicato
nell’allegata tabella 3).
4. Nelle more della piena attuazione delle previsioni di cui
all’articolo 18, del D.Lgs. n. 226/05, i percorsi di Qualifica e
Diploma Professionale si riferiscono alle figure professionali ed ai
relativi standard formativi minimi delle competenze tecnico
professionali di cui all’ Accordo in sede di Conferenza Stato Regioni
29 aprile 2010, recepito con Decreto Interministeriale 15 giugno 2010
sopra citato.
5. Nella fase di prima attuazione e, comunque, sino al completo
recepimento dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al Capo
III del D.Lgs n. 226/05 da parte delle Regioni nell’esercizio delle
loro competenze legislative esclusive in materia di IeFP, per
istituzioni formative si intendono le strutture formative accreditate
dalle Regioni per il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione,
ivi compreso l’assolvimento dell’obbligo di istruzione di cui al
regolamento emanato dal Ministro della Pubblica Istruzione n. 139/07,
ai sensi dell’Intesa in Conferenza Stato Regioni 20 marzo 2008,
richiamata con il predetto Decreto Interministeriale 15 giugno 2010.
6. Nelle more della definizione delle corrispondenze e delle
modalita’ di riconoscimento tra i crediti acquisiti nei percorsi del
sistema di Istruzione e i crediti acquisiti nei percorsi di IeFP ai
sensi dell’articolo 1, comma 10, del D.Lgs 226/05, le Regioni
favoriscono e promuovono interventi finalizzati a garantire i
raccordi tra i percorsi degli istituti di istruzione professionale e
quelli di IeFP, facilitando i reciproci passaggi ed il riconoscimento
dei crediti formativi e dei titoli, in applicazione dell’Accordo in
sede di Conferenza Stato-Regioni 28 ottobre 2004, nel rispetto delle
norme vigenti in materia di istruzione.
7. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e
Bolzano provvedono alla prima attuazione delle presenti linee guida
nell’ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi Statuto
speciale, delle relative norme di attuazione e secondo quanto
disposto dai relativi ordinamenti.
8. Le disposizioni delle presenti linee guida si applicano anche
alle scuole con lingua di insegnamento slovena, fatte salve le
modifiche e integrazioni per gli opportuni adattamenti agli specifici
ordinamenti di tali scuole.

Tabella 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Tabella 2

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato A/1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato A/2

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato A/3

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Allegato A/4

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Allegato A/5

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Allegato A/6

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Allegato A/7

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Allegato A/8

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Allegato A/9

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Allegato A/10

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Allegato A/11

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Allegato A/12

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Allegato A/13

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Allegato A/14

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Allegato A/15

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Allegato A/16

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Allegato A/17

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Allegato A/18

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Allegato A/19

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Allegato A/20

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Allegato A/21

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Tabella 3

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 18 gennaio 2011

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