PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CIRCOLARE 20 ottobre 2008, n. 10 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria - articolo 72 - Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di eta' per il collocamento a riposo - (Decreto-legge n. 112 del 2008). (GU n. 16 del 21-1-2009 | Geometra.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – CIRCOLARE 20 ottobre 2008, n. 10 – Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria – articolo 72 – Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di eta’ per il collocamento a riposo – (Decreto-legge n. 112 del 2008). (GU n. 16 del 21-1-2009

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CIRCOLARE 20 ottobre 2008, n. 10 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria - articolo 72 - Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di eta' per il collocamento a riposo - (Decreto-legge n. 112 del 2008). (GU n. 16 del 21-1-2009 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

CIRCOLARE 20 ottobre 2008 , n. 10

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria – articolo 72 – Personale dipendente prossimo
al compimento dei limiti di eta’ per il collocamento a riposo –
(Decreto-legge n. 112 del 2008).

Alle amministrazioni pubbliche di cui
all’art. 1, comma 2 del decreto
legislativo n. 165 del 2001.

Con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modifiche in
legge n. 133 del 2008, nell’ambito delle misure intese alla
stabilizzazione della finanza pubblica ed in relazione al disegno di
riorganizzazione e di razionalizzazione delle pubbliche
amministrazioni nonche’ di progressiva riduzione del numero dei
dipendenti pubblici, e’ stato introdotto il nuovo istituto
dell’esonero dal servizio, sono state previste importanti innovazioni
in materia di trattenimento in servizio dei pubblici dipendenti ed e’
stata disciplinata la risoluzione del contratto di lavoro per i
dipendenti che abbiano maturato 40 anni di anzianita’ contributiva.
Le norme rilevanti sono contenute nell’art. 72 del decreto.
Considerata la complessita’ e la delicatezza delle innovazioni, si
ritiene opportuno fornire alcuni indirizzi applicativi, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, per favorire condotte
omogenee da parte delle pubbliche amministrazioni.
Le innovazioni contenute nel predetto articolo, come anticipato,
possono essere distinte in tre parti:
1) le disposizioni relative all’esonero dal servizio (commi da 1 a
6);
2) le disposizioni relative al trattenimento in servizio per un
biennio (commi da 7 a 10);
3) le disposizioni relative alla risoluzione del rapporto di
lavoro per coloro che hanno raggiunto l’anzianita’ contributiva di 40
anni (comma 11).
1. Disposizioni relative all’esonero dal servizio (commi da 1 a 6).

Ambito di applicazione e soggetti legittimati

Il comma 1 dell’art. 72 prevede che per gli anni 2009, 2010 e 2011
il personale in servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche
ad ordinamento autonomo, le agenzie fiscali, la Presidenza del
Consiglio dei ministri, gli enti pubblici non economici, le
universita’, le istituzioni ed enti di ricerca nonche’ gli enti di
cui all’art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, puo’ chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del
quinquennio antecedente la data di maturazione dell’anzianita’
massima contributiva di 40 anni.
Le amministrazioni che possono fare applicazione dell’istituto sono
soltanto quelle specificamente indicate dalle legge. Inoltre, come
risulta dall’ultimo periodo del comma 1, la disposizione non trova
applicazione nei confronti del personale della scuola.
Ai sensi del primo periodo del comma 1 il collocamento in posizione
di esonero puo’ essere chiesto da parte del dipendente nel corso del
quinquennio antecedente la data di maturazione dell’anzianita’
massima contributiva di 40 anni. Nel medesimo comma viene altresi’
specificato che la domanda di collocamento nella posizione di esonero
va presentata dal dipendente entro il 1° marzo di ciascun anno, a
condizione che nell’anno di presentazione della domanda medesima egli
raggiunga il «requisito minimo di anzianita’ contributivo richiesto».
Tale requisito minimo va individuato nel regime previdenziale di
iscrizione del dipendente ed e’ pari a 35 anni per conseguire la
pensione di anzianita’ (art. 1, comma 2, lettera a), della legge n.
247 del 2007). Sulla base di questa condizione la data iniziale del
periodo di esonero non puo’ essere antecedente a quella del
raggiungimento del requisito minimo. Quindi, l’amministrazione deve
verificare la sussistenza del requisito sia per le domande presentate
dai dipendenti che dichiarano di averlo gia’ maturato sia per quelle
presentate dai dipendenti che dichiarano di maturarlo nel corso
dell’anno di presentazione.
Procedura per il collocamento nella posizione
di esonero – la discrezionalita’ dell’amministrazione

Il collocamento in posizione di esonero non rappresenta una
fattispecie a regime ma un istituto che puo’ essere utilizzato dalle
amministrazioni, ai fini della progressiva riduzione del personale in
servizio, solo per gli anni 2009, 2010 e 2011 e, a seconda dei
requisiti e della domanda del soggetto interessato, puo’ essere
disposto per la durata massima di un quinquennio.
Come viene specificato nel comma 1 dell’art. 72, il collocamento in
posizione di esonero viene disposto dall’amministrazione previa
istanza del dipendente interessato, da presentare entro il 1° marzo
di ciascun anno. La domanda e’ irrevocabile.
La previsione di tale termine deriva dalla circostanza che
l’accoglimento della domanda non e’ automatico ma richiede una
valutazione da parte dell’amministrazione che potra’ o meno
accogliere la richiesta sulla base delle proprie esigenze funzionali
ed organizzative.
Come specificato dal comma 2, nella valutazione delle domande
l’amministrazione dovra’ tenere in evidenza prioritaria:
i soggetti interessati da processi di riorganizzazione della rete
centrale e periferica e di razionalizzazione delle strutture (quali,
ad esempio, quelli previsti dagli articoli 26 e 74 del medesimo
decreto-legge) che comportano una riduzione di personale dirigenziale
e non;
i dipendenti appartenenti a posizioni per le quali, in relazione
alla nuova classificazione professionale ed all’individuazione dei
relativi profili, improntata a principi di maggiore flessibilita’
nell’utilizzo delle risorse e nell’assolvimento delle rispettive
mansioni, si prevede un diverso fabbisogno funzionale ed una
conseguente riduzione dei posti in pianta organica.
Tenuto conto di cio’ l’amministrazione nell’esame della domanda non
puo’ prescindere da una valutazione e programmazione complessiva dei
fabbisogni di personale che deve essere operata in ragione:
1) delle proprie esigenze organizzative connesse con gli
interventi di razionalizzazione;
2) delle strategie e delle politiche che intende attuare in
materia di reclutamento e sviluppo delle risorse umane;
3) delle risorse finanziarie disponibili per nuove assunzioni;
4) dal numero delle domande e dall’esito delle valutazioni
relative alle richieste di trattenimento in servizio di cui al
successivo comma 7;
5) dei criteri da applicare sull’eventuale collocamento a riposo
dei dipendenti che abbiano compiuto i 40 anni di anzianita’
contributiva di cui al comma 11.
Anche in relazione a tali esigenze programmatorie, e’ prevista
l’irrevocabilita’ della domanda del dipendente. L’amministrazione,
sulla base dell’istruttoria complessiva delle domande e delle
esigenze sopra evidenziate, potra’ o meno concedere l’esonero. Nel
compiere le valutazioni sara’ opportuno tenere in debita
considerazione il parere del responsabile della struttura nella quale
il richiedente e’ inserito.
In ordine al termine del periodo di esonero, si ritiene che – ferma
restando la sua durata massima quinquennale – l’amministrazione,
nell’assentire all’istanza, debba regolare la decorrenza dell’esonero
tenendo conto della data di decorrenza della pensione, in modo da
evitare soluzioni di continuita’ tra la corresponsione del
trattamento retributivo di esonero e la corresponsione del
trattamento di pensione. In base alla normativa vigente, infatti, la
decorrenza della pensione puo’ risultare successiva a quella di
maturazione del diritto.
Configurazione giuridica della posizione
di esonero – compatibilita’ con prestazioni di lavoro autonomo

La posizione di esonero non si configura come una cessazione dal
servizio, ma come una sospensione del rapporto di impiego o di lavoro
di durata variabile, fino ad un massimo di cinque anni, in cui il
soggetto interessato non e’ tenuto ad effettuare la prestazione
lavorativa presso l’amministrazione, ma percepisce un trattamento
economico temporaneo (pari al 50% di quello complessivamente goduto
per competenze fisse ed accessorie al momento del collocamento nella
posizione di esonero) e matura i contributi in misura intera.
L’esonero dal servizio non consente l’instaurazione di rapporti di
lavoro dipendente con soggetti privati o pubblici. Conseguentemente,
viene esclusa la possibilita’ di cumulo di impieghi.
Durante tale periodo invece, ai sensi del comma 5, il dipendente
puo’ svolgere prestazioni di lavoro autonomo con carattere di
occasionalita’, continuativita’ e professionalita’ purche’ non a
favore di amministrazioni pubbliche o societa’ e consorzi dalle
stesse partecipati. Tale disposizione e’ intesa ad evitare che il
soggetto, una volta collocato in posizione di esonero, venga
utilizzato con contratti di consulenza o di lavoro autonomo dalla
stessa amministrazione di appartenenza e, piu’ in generale, da parte
di altre amministrazioni o da parte di organismi a partecipazione
pubblica con possibile accrescimento degli oneri. Al fine di evitare
elusioni della normativa, deve ritenersi precluso pure lo svolgimento
di prestazioni tramite soggetti diversi dalle persone fisiche, come
ad esempio tramite le societa’ di consulenza e le associazioni.
E’ consentito – ed anzi incentivato – lo svolgimento dell’attiv…

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