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Ratifica ed esecuzione della convenzione 1989

Ratifica ed esecuzione della convenzione 1989 sul salvataggio, atto finale della conferenza internazionale sul salvataggio, con allegati, fatta a Londra il 28 aprile 1989.

L 12/04/1995 n. 00000129 VIGENTE

NAVIGAZIONE MARITTIMA E INTERNA
Legge 12 aprile 1995, n. 129 (in Gazz. Uff., 28 aprile 1995, n. 98,
s.o.). — Ratifica ed esecuzione della convenzione 1989 sul
salvataggio, atto finale della conferenza internazionale sul
salvataggio, con allegati, fatta a Londra il 28 aprile 1989.

(Omissis).

Art. 1.

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la
convenzione del 1989 sul salvataggio, atto finale della conferenza
internazionale sul salvataggio, con allegati, fatta a Londra il 28
aprile 1989.

Art. 2.

1. Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui
all’articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore in
conformità a quanto disposto dell’articolo 29 della convenzione
medesima.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

TRADUZIONE NON UFFICIALE

CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUL SALVATAGGIO DEL 1989

Gli Stati Parti alla presente convenzione
Riconoscendo l’auspicabilità di stabilire per via convenzionale
norme internazionali uniformi relative alle operazioni di
salvataggio,
Notando che sviluppi sostanziali, in particolare una crescente
preoccupazione per la protezione dell’ambiente hanno evidenziato la
necessità di procedere ad una revisione delle norme internazionali
attualmente contenute nella Convenzione per l’Unificazione di Alcune
Norme di Legge relative all’assistenza ed al salvataggio in mare,
fatta a Bruxelles il 23 Settembre 1910,
Consapevoli dell’importante contributo che può essere fornito da
operazioni di salvataggio efficienti e tempestive alla sicurezza
delle navi e di altri beni in pericolo, nonché alla protezione
dell’ambiente,
Convinti della necessità di prevedere adeguati incentivi per le
persone che intraprendono operazioni di salvataggio riguardo a navi e
ad altri beni in pericolo,
Hanno convenuto quanto segue:

CAPITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Definizioni.

Ai fini della presente Convenzione:
a) L’espressione <<operazione di salvataggio>> significa ogni
atto o attività intrapresa per assistere una nave o ogni altro bene
in pericolo in acque navigabili o in qualsiasi altro corso d’acqua,
b) L’espressione <<nave>> significa ogni bastimento di mare, nave
o mezzo o ogni struttura atta alla navigazione,
c) L’espressione <<bene>> significa ogni bene che non è legato in
maniera permanente ed intenzionale al litorale e comprende il
noleggio a rischio,
d) L’espressione <<danno all’ambiente>> significa un pregiudizio
materiale importante per la salute dell’uomo, per la fauna o la flora
marine, o per le risorse marine nelle acque costiere o interne nelle
zone adiacenti, causato da inquinamento, contaminazione, incendio,
esplosione o gravi fatti analoghi,
e) L’espressione <<pagamento>> significa ogni remunerazione,
ricompensa o indennità dovuta ai sensi della presente Convenzione,
f) L’espressione <<Organizzazione>> significa l’Organizzazione
marittima internazionale,
g) L’espressione <<Segretario generale>> significa il Segretario
generale dell’Organizzazione.

Art. 2.

Applicazione della Convenzione.

La presente Convenzione si applica ogni qualvolta siano intentati
procedimenti giudiziari o arbitrali in uno Stato Parte, relativi a
questioni che sono oggetto della presente Convenzione.

Art. 3.

Piattaforme ed unità di trivellazione.

La presente Convenzione non si applica alle piattaforme fisse o
galleggianti né alle unità mobili di trivellazione off shore quando
queste piattaforme o unità sono adibite, là dove sono localizzate,
alla esplorazione, allo sfruttamento o alla produzione di risorse
minerali del fondo marino.

Art. 4.

Navi di proprietà di uno Stato.

1. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 5, la presente
Convenzione non si applica alle navi da guerra o ad altre navi non
commerciali di proprietà di uno Stato o da esso gestite e che
beneficiano al momento delle operazioni di salvataggio, del diritto
all’immunità sovrana in base ai princìpi generalmente riconosciuti
del diritto internazionale, a meno che questo Stato non decida
diversamente.
2. Se uno Stato Parte decide di applicare la Convenzione alle sue
navi da guerra o ad altre navi di cui al paragrafo 1, esso ne
notifica in merito il Segretario generale specificando le modalità e
le condizioni di tale applicazione.

Art. 5.

Operazioni di salvataggio effettuate sotto il controllo di autorità
pubbliche.

1. La presente Convenzione non pregiudica alcuna delle disposizioni
della legislazione nazionale o di ogni Convenzione internazionale
relative alle operazioni di salvataggio effettuate da Autorità
pubbliche o sotto il loro controllo.
2. Tuttavia i soccorritori che effettuano tali operazioni di
salvataggio sono abilitati ad avvalersi dei diritti e dei mezzi di
ricorso previsti dalla presente Convenzione per quanto riguarda le
operazioni di salvataggio.
3. La misura in cui un’autorità pubblica avente l’obbligo di
eseguire operazioni di assistenza può avvalersi dei diritti e dei
mezzi di ricorso previsti dalla presente Convenzione è determinata
dalla legislazione dello Stato nel quale tale autorità è situata.

Art. 6.

Contratti di salvataggio.

1. La presente Convenzione si applica ad ogni operazione di
salvataggio salvo nella misura in cui un contratto disponga
diversamente, sia espressamente, sia implicitamente.
2. Il capitano ha facoltà di stipulare contratti di salvataggio a
nome del proprietario della nave. Il capitano o il proprietario della
nave hanno facoltà di concludere tali contratti per conto del
proprietario dei beni che si trovano a bordo della nave.
3. Nessuna disposizione del presente articolo pregiudica
l’attuazione dell’articolo 7 o l’obbligo di prevenire o ridurre danni
all’ambiente.

Art. 7.

Annullamento e modifica dei contratti.

Un contratto, o qualsiasi sua condizione, può essere annullato o
modificato se:
a) il contratto è stato concluso sotto indebita pressione, o
sotto l’influenza di pericolo e le sue condizioni non sono eque;
oppure se;
b) il pagamento convenuto in base al contratto è eccessivamente
elevato o eccessivamente basso per i servizi effettivamente
corrisposti.

CAPITOLO II
ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO

Art. 8.

Obblighi del soccorritore, del proprietario e del capitano.

1. Il soccorritore ha, nei confronti del proprietario della nave o
degli altri beni in pericolo, l’obbligo:
a) di effettuare le operazioni di soccorso con la dovuta cura;
b) nell’adempiere all’obbligo specificato al capoverso a), di
agire con la dovuta cura per prevenire o ridurre danni all’ambiente;
c) ogni qualvolta le circostanze lo richiedano in maniera
ragionevole, di sforzarsi di ottenere l’assistenza di altri
soccorritori;
d) di accettare l’intervento di altri soccorritori qualora ne sia
ragionevolmente richiesto dal capitano o dal proprietario della nave
o di altri beni in pericolo; rimane tuttavia inteso che l’importo
della sua remunerazione non sarà pregiudicato qualora risulti che
detta richiesta non era ragionevole.
2. Il capitano ed il proprietario della nave o il proprietario
degli altri beni in pericolo hanno nei confronti del soccorritore,
l’obbligo:
a) di cooperare pienamente con esso durante le operazioni di
soccorso;
b) ciò facendo, di agire con la dovuta cura per prevenire o
ridurre danni all’ambiente;
c) quando la nave o gli altri beni sono stati condotti in un
luogo sicuro, di accettarne la riconsegna qualora il soccorritore lo
chieda loro in maniera ragionevole.

Art. 9.

Diritti degli Stati costieri.

Nulla nella presente Convenzione pregiudica il diritto dello Stato
costiero interessato di adottare provvedimenti, in conformità con i
princìpi generalmente riconosciuti del diritto internazionale, al
fine di proteggere il suo litorale o interessi connessi, da
inquinamento o minacce di inquinamento derivanti da un incidente in
mare, o da atti connessi a tale incidente per i quali si possono
ragionevolmente prevedere gravi conseguenze pregiudizievoli, ivi
compreso il diritto di uno Stato costiero di impartire direttive per
quanto riguarda le operazioni di salvataggio.

Art. 10.

Obbligo di prestare assistenza.

1. Ogni capitano è tenuto, nella misura in cui può farlo senza
grave pericolo per la sua nave e per le persone a bordo, a prestare
assistenza ad ogni persona in pericolo di scomparire in mare.
2. Gli Stati parti adottano i provvedimenti necessari per far
rispettare l’obbligo enunciato al paragrafo 1.
3. Il proprietario della nave non è responsabile della violazione,
da parte del capitano, dell’obbligo enunciato al paragrafo 1.

Art. 11.

Cooperazione.

Ogni q…

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