TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 5 maggio 2015, n. 51 | Geometra.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 5 maggio 2015, n. 51

Testo del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51(in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 103 del 6 maggio 2015), coordinato con la legge di conversione 2 luglio 2015, n. 91 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 13), recante: "Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali."

Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.1092, nonche’ dell’art.10, comma 3, del medesimo testo unico,
al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del
decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di
conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle
note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate in video tra i segni ((….))

A norma dell’art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Rateizzazione del pagamento dell’importo del prelievo supplementare
sul latte bovino non ancora versato

1. In applicazione dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento
(CE) n. 595/2004 della Commissione del 30 marzo 2004, come modificato
dal regolamento di esecuzione (UE) n. 517/2015 della Commissione del
26 marzo 2015, su richiesta dei produttori, presentata per il tramite
degli acquirenti interessati e, per le vendite dirette, su richiesta
dei produttori interessati, il pagamento dell’importo del prelievo
supplementare sul latte bovino, di cui all’articolo 79 del
regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007,
dovuto per il periodo 1° aprile 2014-31 marzo 2015, puo’ essere
effettuato in tre rate annuali senza interessi, nel rispetto dei
limiti stabiliti all’articolo 3, del regolamento (UE) n. 1408/2013
della Commissione del 18 dicembre 2013, previa prestazione da parte
del produttore richiedente di fideiussione bancaria (( o assicurativa
)), esigibile a prima e semplice richiesta, a favore dell’Agenzia per
le erogazioni in agricoltura (AGEA) a copertura delle rate relative
agli anni 2016 e 2017. AGEA restituisce ai soggetti che abbiano gia’
versato l’importo dovuto una somma corrispondente ai due terzi del
medesimo, previa prestazione da parte dei produttori richiedenti di
fideiussione bancaria (( o assicurativa )) a favore dell’AGEA,
esigibile a prima e semplice richiesta a copertura delle rate
relative agli anni 2016 e 2017. Nei casi di cui all’articolo 5, comma
6, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, AGEA escute, entro
il 30 settembre 2015, la fideiussione prestata dall’acquirente per un
importo pari ad un terzo del prelievo dovuto, autorizzando
l’estinzione della medesima per l’importo residuo, previa prestazione
da parte dei produttori richiedenti la rateizzazione di fideiussione
bancaria (( o assicurativa )) ai sensi del secondo periodo del
presente comma.
2. Le domande di cui al comma 1 sono presentate, a pena di
esclusione, all’AGEA entro il 31 agosto 2015. Possono essere oggetto
di rateizzazione solo importi superiori a 5.000 euro.
3. Le tre rate, di pari importo, sono rispettivamente versate entro
il 30 settembre 2015, entro il 30 settembre 2016 ed entro il 30
settembre 2017. L’importo della prima rata per le consegne e’
trattenuto dall’Agea direttamente sulle somme versate ovvero sulle
somme garantite dai primi acquirenti ai sensi dell’articolo 5, comma
6, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119. Nel caso di
prelievi non versati e non garantiti da fideiussioni, la prima rata
e’ versata contestualmente alla domanda di adesione alla
rateizzazione e alla prestazione della fideiussione ai sensi del
comma 1.
4. In caso di mancato, parziale o ritardato versamento di una rata
di cui al comma 1, il produttore decade dal beneficio della
rateizzazione e AGEA escute la fideiussione di cui al comma 1 per la
parte di prelievo non versata.
5. Alle compensazioni finanziarie effettuate, per effetto della
rateizzazione di cui al presente articolo, dalla Commissione europea
sui rimborsi FEAGA dovuti all’Italia, si fa fronte mediante
anticipazioni a favore dell’Agea, a carico del fondo di rotazione per
l’attuazione delle politiche comunitarie di cui all’articolo 5 della
legge 16 aprile 1987, n. 183, nel limite complessivo di 40 milioni di
euro per l’anno 2015, a valere sull’autorizzazione di cui
all’articolo 1, comma 243, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
6. Il Fondo di rotazione di cui al comma 5 viene reintegrato da
AGEA delle anticipazioni effettuate, a valere sulle risorse derivanti
dal versamento delle rate da parte dei produttori, ai sensi del comma
3, ovvero sulle risorse derivanti dall’escussione delle fideiussioni
di cui al comma 1.
(( 6-bis. Al fine di garantire l’efficiente qualita’ dei servizi
del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) e l’efficace
gestione dei relativi servizi in relazione alla cessazione del regime
europeo delle quote latte e all’attuazione della nuova politica
agricola comune (PAC), alla cessazione della partecipazione del socio
privato alla societa’ di cui all’articolo 14, comma 10-bis, del
decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, l’AGEA provvede, in
coerenza con la strategia per la crescita digitale e con le linee
guida per lo sviluppo del SIAN, alla gestione e allo sviluppo del
SIAN direttamente, o tramite societa’ interamente pubblica nel
rispetto delle normative europee in materia di appalti, ovvero
attraverso affidamento a terzi mediante l’espletamento di una
procedura ad evidenza pubblica ai sensi del codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche avvalendosi a tal fine
della societa’ CONSIP Spa, attraverso modalita’ tali da assicurare
comunque la piena operativita’ del sistema al momento della predetta
cessazione. La procedura ad evidenza pubblica e’ svolta attraverso
modalita’ tali da garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali
della predetta societa’ di cui all’articolo 14, comma 10-bis, del
decreto legislativo n. 99 del 2004 esistenti alla data di entrata in
vigore del presente decreto. L’AGEA provvede all’attuazione delle
disposizioni del presente comma con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))
Riferimenti normativi

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 517/2015 della
Commissione del 26 marzo 2015 che modifica il regolamento
(CE) n. 595/2004 recante modalita’ d’applicazione del
regolamento (CE) n. 1788/2003 del Consiglio che stabilisce
un prelievo nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-caseari e’ pubblicato nella G.U.U.E. 27 marzo
2015, n. L 82.
Il testo dell’art. 79 del regolamento (CE) n. 1234/2007
del Consiglio del 22 ottobre 2007 recante organizzazione
comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per
taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM),
pubblicato nella G.U.U.E. 16 novembre 2007, n. L 299, e’ il
seguente:
«Art. 79. (Contributo dei produttori al prelievo
sulle eccedenze dovuto) – 1. Il prelievo sulle eccedenze e’
interamente ripartito, ai sensi degli articoli 80 e 83, tra
i produttori che hanno contribuito a ciascun superamento
delle quote nazionali di cui all’articolo 66, paragrafo 2.
2. Fatto salvo l’articolo 80, paragrafo 3, e l’articolo
83, paragrafo 1, i produttori sono debitori verso lo Stato
membro del pagamento del contributo al prelievo sulle
eccedenze dovuto, calcolato ai sensi degli articoli 69, 70
e 80, per il semplice fatto di aver superato le rispettive
quote di cui dispongono.
3. Per i periodi di dodici mesi che iniziano il 1°
aprile 2009 e il 1° aprile 2010 ed esclusivamente per le
consegne di latte, il prelievo sulle eccedenze e’
interamente addebitato, secondo le disposizioni degli
articoli 80 e 83, ai produttori che hanno contribuito al
superamento della quota nazionale stabilita in applicazione
dell’articolo 78, paragrafo 1-bis.1».
Il regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del
18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli
107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo e’
pubblicato nella G.U.U.E. 24 dicembre 2013, n. L 352.
Il testo dell’articolo 5, comma 6, del decreto-legge 28
marzo 2003, n. 49, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
marzo 2003, n. 75, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 maggio 2003, n. 119, (Riforma della normativa in
tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore
del latte e dei prodotti lattiero-caseari), pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 maggio 2003, n. 124, e’ il
seguente:
«Art. 5. (Adempimenti degli acquirenti).
(Omissis).
6. L’acquirente puo’ sostituire il versamento di cui al
comma 2 con la prestazione all’AGEA di una fideiussione
bancaria esigibile a prima e semplice richiesta. Il decreto
di cui all’articolo 1, comma 7, determina il testo della
fideiussione e le modalita’ di attuazione del presente
comma.».
Il testo dell’articolo 5, della legge 16 aprile 1987,
n. 183 (Coordinamento delle politiche riguardanti
l’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee ed
adeguamento dell’ordinamento interno agli atti normativi
comunitari), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 maggio
1987, n. 109, S.O., e’ il seguente:
«Art. 5. (Fondo di rotazione)
1. E’ istituito, nell’ambito del Ministero del tesoro –
Ragioneria generale dello Stato, un fondo di rotazione con
amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio, ai
sensi dell’articolo 9 della legge 25 novembre 1971, n.
1041.
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 si avvale di
un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la
tesoreria centrale dello Stato denominato «Ministero del
tesoro – fondo di rotazione per l’attuazione delle
politiche comunitarie», nel quale sono versate:
a) le disponibilita’ residue del fondo di cui alla
legge 3 ottobre 1977, n. 863, che viene soppresso a
decorrere dalla data di inizio della operativita’ del fondo
di cui al comma 1;
b) le somme erogate dalle istituzioni delle Comunita’
europee per contributi e sovvenzioni a favore dell’Italia;
c) le somme da individuare annualmente in sede di
legge finanziaria, sulla base delle indicazioni del
comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c),
nell’ambito delle autorizzazioni di spesa recate da
disposizioni di legge aventi le stesse finalita’ di quelle
previste dalle norme comunitarie da attuare;
d) le somme annualmente determinate con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato, sulla base dei dati
di cui all’articolo 7.
3. Restano salvi i rapporti finanziari direttamente
intrattenuti con le Comunita’ europee dalle amministrazioni
e dagli organismi di cui all’articolo 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 1971, n. 321, ed alla
legge 26 novembre 1975, n. 748. ».
Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 243, della
legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato –
legge di stabilita’ 2014), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 2013, n. 302, S.O.:
«Art. 1.
(Omissis).
243. Il Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile
1987, n. 183, e’ autorizzato, nel limite di 500 milioni di
euro annui a valere sulle proprie disponibilita’, a
concedere anticipazioni delle quote comunitarie e di
cofinanziamento nazionale dei programmi a titolarita’ delle
Amministrazioni centrali dello Stato cofinanziati
dall’Unione europea con i fondi strutturali, il FEASR ed il
FEAMP ovvero con altre linee del bilancio dell’Unione
europea, nonche’ dei programmi complementari di cui al
comma 242. Le risorse cosi’ anticipate vengono reintegrate
al Fondo, per la parte comunitaria, a valere sui successivi
accrediti delle corrispondenti risorse dell’Unione europea
in favore del programma interessato. Per la parte
nazionale, le anticipazioni sono reintegrate al Fondo a
valere sulle quote di cofinanziamento nazionale
riconosciute per lo stesso programma a seguito delle
relative rendicontazioni di spesa. Per i programmi
complementari, le anticipazioni sono reintegrate al Fondo a
valere sulle quote riconosciute per ciascun programma a
seguito delle relative rendicontazioni di spesa».
Il testo dell’articolo 14, comma 10-bis, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia
di soggetti e attivita’, integrita’ aziendale e
semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma
dell’articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee),
della L. 7 marzo 2003, n. 38), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 22 aprile 2004, n. 94, e’ il seguente:
«Art. 14. (Semplificazione degli adempimenti
amministrativi).
(Omissis).
10-bis. L’AGEA, nell’ambito delle ordinarie dotazioni
di bilancio, costituisce una societa’ a capitale misto
pubblico-privato, con partecipazione pubblica maggioritaria
nel limite massimo pari a 1,2 milioni di euro nell’ambito
delle predette dotazioni di bilancio, alla quale affidare
la gestione e lo sviluppo del SIAN. La scelta del socio
privato avviene mediante l’espletamento di una procedura ad
evidenza pubblica ai sensi del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 157, e successive modificazioni. Dall’attuazione
del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato.».
Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2
maggio 2006, n. 100, S.O.
Art. 2

Disposizioni urgenti per il superamento del regime delle quote latte
e per il rispetto di corrette relazioni commerciali in materia di
cessione di prodotti agricoli e agroalimentari

1. Al fine di fronteggiare la grave crisi del settore
lattiero-caseario e di garantire un ordinato e sostenibile
superamento del regime delle quote latte, all’articolo 9 del
decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, dopo il comma 4-ter, e’ inserito
il seguente:
«4-ter.1. Per l’ultimo periodo di applicazione del regime di
contingentamento della produzione di cui al regolamento (CE) n.
1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, compreso tra il 1º
aprile 2014 e il 31 marzo 2015, qualora le restituzioni di cui al
comma 3 non esauriscano le disponibilita’ dell’importo di cui al
medesimo comma, il residuo viene ripartito tra le aziende produttrici
che hanno versato il prelievo per la campagna 2014-2015, secondo i
seguenti criteri di priorita’:
a) alle aziende che non hanno superato il livello produttivo
conseguito nel periodo 2007-2008, purche’ non abbiano successivamente
ceduto quota ai sensi dell’articolo 10, comma 10, tenendo conto dei
mutamenti di conduzione di cui al medesimo articolo 10, comma 18;
b) alle aziende che non abbiano superato di oltre il 6 per
cento il proprio quantitativo disponibile individuale;
c) alle aziende che abbiano superato di oltre il 6 per cento ((
e fino al )) 12 per cento il proprio quantitativo disponibile e
comunque nel limite del 6 per cento del predetto quantitativo;
(( c-bis) alle aziende che abbiano superato di oltre il 12 per
cento e fino al 30 per cento il proprio quantitativo disponibile e
comunque nel limite del 6 per cento del predetto quantitativo;
c-ter) alle aziende che abbiano superato di oltre il 30 per cento e
fino al 50 per cento il proprio quantitativo disponibile e comunque
nel limite del 6 per cento del predetto quantitativo;
c-quater) alle aziende che abbiano superato di oltre il 50 per
cento il proprio quantitativo disponibile e comunque nel limite del 6
per cento del predetto quantitativo.». ))
2. I contratti, stipulati o eseguiti nel territorio nazionale,
aventi ad oggetto la cessione di latte crudo di cui all’articolo 148,
paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio del 17 dicembre 2013, stipulati obbligatoriamente in
forma scritta, ai sensi dell’articolo 62, comma 1, del decreto-legge
24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27, devono avere una durata non inferiore a dodici
mesi, salvo rinuncia espressa formulata per iscritto da parte
dell’agricoltore cedente. Ai contratti di cui al presente comma si
applicano le disposizioni di cui al citato articolo 148 del
regolamento (UE) n. 1308/2013. Ai fini dell’applicazione delle
disposizioni di cui al citato articolo 62, comma 2, del decreto-legge
n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del
2012 e delle relative disposizioni attuative per i contratti di cui
al presente comma, i costi medi di produzione del latte crudo sono
elaborati mensilmente, tenuto anche conto della collocazione
geografica dell’allevamento e della destinazione finale del latte
crudo, dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare
(ISMEA), anche avvalendosi dei dati resi disponibili dal Consiglio
per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sulla
base della metodologia approvata dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali.
3. All’articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012 sono apportate le seguenti
modificazioni:
(( 0a) al comma 3, quarto periodo, le parole: «due punti
percentuali» sono sostituite dalle seguenti: «quattro punti
percentuali»; ))
a) al comma 5, le parole: «da euro 516,00 a euro 20.000,00»
sono sostituite dalle seguenti: «da euro 1.000,00 a euro 40.000,00»;
b) al comma 6, le parole: «da euro 516,00 a euro 3.000,00» sono
sostituite dalle seguenti: «da euro 2.000,00 a euro 50.000,00.»;
(( b-bis) al comma 7, secondo periodo, dopo le parole:
«dell’azienda» e’ inserita la seguente: «cessionaria»; ))
c) al comma 8 terzo periodo, le parole: «su segnalazione di
qualunque soggetto interessato» sono sostituite dalle seguenti: «su
segnalazione dell’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e
della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali o di
qualunque soggetto interessato»;
d) al comma 9, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,
ovvero, in caso di violazioni relative a relazioni commerciali nel
settore lattiero caseario, al Fondo per gli investimenti nel settore
lattiero-caseario di cui all’articolo 1, comma 214, della legge 23
dicembre 2014, n. 190».
4. All’articolo 1, comma 214, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con il medesimo decreto
di cui al presente comma, a valere sulle disponibilita’ del Fondo,
puo’ essere previsto anche il finanziamento di attivita’ di ricerca
pubblica finalizzata al miglioramento della qualita’ del latte e dei
prodotti lattiero caseari, nonche’ di campagne promozionali e di
comunicazione istituzionale per il consumo e la valorizzazione del
latte fresco e dei prodotti lattiero caseari, nel rispetto della
normativa europea.».
5. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si
provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie
previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
Riferimenti normativi

Il testo dell’articolo 9, comma 4-ter, del
decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 31 marzo 2003, n. 75, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119 (Riforma
della normativa in tema di applicazione del prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-caseari), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
maggio 2003, n. 124, e’ il seguente:
«Art. 9. (Restituzione del prelievo pagato in
eccesso).
(Omissis).
4-ter. A decorrere dal periodo 2009-2010, qualora le
restituzioni di cui al comma 3 non esauriscano le
disponibilita’ dell’importo di cui al medesimo comma, il
residuo viene ripartito tra le aziende produttrici che
hanno versato il prelievo, secondo i seguenti criteri e
nell’ordine:
a) alle aziende che non hanno superato il livello
produttivo conseguito nel periodo 2007-2008, purche’ non
abbiano successivamente ceduto quota ai sensi dell’articolo
10, comma 10, tenendo conto dei mutamenti di conduzione di
cui all’articolo 10, comma 18;
b) alle aziende che non abbiano superato di oltre il
6 per cento il proprio quantitativo disponibile
individuale».
Il testo del regolamento (CE) n. 1234/2007 del
Consiglio del 22 ottobre 2007, recante organizzazione
comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per
taluni prodotti agricoli (Regolamento unico OCM), e’
pubblicato nella G.U.U.E. 16 novembre 2007, n. L 299.
Il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante
organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e
che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79,
(CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio e’
pubblicato nella G.U.U.E. 20 dicembre 2013, n. L 347.
Il testo dell’articolo 62, commi 1 e 2, del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 gennaio 2012, n. 19, S.O.,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo
delle infrastrutture e la competitivita’), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012, n. 71, S.O. e’ il
seguente:
«Art. 62. (Disciplina delle relazioni commerciali in
materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari).
1. I contratti che hanno ad oggetto la cessione dei
prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli
conclusi con il consumatore finale, sono stipulati
obbligatoriamente in forma scritta e indicano la durata, le
quantita’ e le caratteristiche del prodotto venduto, il
prezzo, le modalita’ di consegna e di pagamento. I
contratti devono essere informati a principi di
trasparenza, correttezza, proporzionalita’ e reciproca
corrispettivita’ delle prestazioni, con riferimento ai beni
forniti.
2. Nelle relazioni commerciali tra operatori economici,
ivi compresi i contratti che hanno ad oggetto la cessione
dei beni di cui al comma 1, e’ vietato:
a) imporre direttamente o indirettamente condizioni
di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali
ingiustificatamente gravose, nonche’ condizioni
extracontrattuali e retroattive;
b) applicare condizioni oggettivamente diverse per
prestazioni equivalenti;
c) subordinare la conclusione, l’esecuzione dei
contratti e la continuita’ e regolarita’ delle medesime
relazioni commerciali alla esecuzione di prestazioni da
parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi
commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto
degli uni e delle altre;
d) conseguire indebite prestazioni unilaterali, non
giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni
commerciali;
e) adottare ogni ulteriore condotta commerciale
sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso
delle relazioni commerciali che caratterizzano le
condizioni di approvvigionamento.
(Omissis).».
Si riporta il testo del citato articolo 62, commi da 3,
5, 6, 7 8 e 9, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, con
le modificazioni apportate dalla presente legge:
«Art. 62. (Disciplina delle relazioni commerciali in
materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari).
(Omissis).
3. Per i contratti di cui al comma 1, il pagamento del
corrispettivo deve essere effettuato per le merci
deteriorabili entro il termine legale di trenta giorni e
per tutte le altre merci entro il termine di sessanta
giorni. In entrambi i casi il termine decorre dall’ultimo
giorno del mese di ricevimento della fattura. Gli interessi
decorrono automaticamente dal giorno successivo alla
scadenza del termine. In questi casi il saggio degli
interessi e’ maggiorato di ulteriori quattro punti
percentuali ed e’ inderogabile.
(Omissis).
5. Salvo che il fatto costituisca reato, il contraente,
ad eccezione del consumatore finale, che contravviene agli
obblighi di cui al comma 1 e’ sottoposto alla sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro
40.000,00. L’entita’ della sanzione e’ determinata facendo
riferimento al valore dei beni oggetto di cessione.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, il contraente,
ad eccezione del consumatore finale, che contravviene agli
obblighi di cui al comma 2 e’ punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro
50.000,00. La misura della sanzione e’ determinata facendo
riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha
rispettato i divieti di cui al comma 2.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato
rispetto, da parte del debitore, dei termini di pagamento
stabiliti al comma 3 e’ punito con sanzione amministrativa
pecuniaria da 500 euro a euro 500.000. L’entita’ della
sanzione viene determinata in ragione del fatturato
dell’azienda cessionaria, della ricorrenza e della misura
dei ritardi.
8. L’Autorita’ Garante per la Concorrenza ed il Mercato
e’ incaricata della vigilanza sull’applicazione delle
presenti disposizioni e all’irrogazione delle sanzioni ivi
previste, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. A
tal fine, l’Autorita’ puo’ avvalersi del supporto operativo
della Guardia di Finanza, fermo restando quanto previsto in
ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli
agenti di polizia giudiziaria dall’articolo 13 della
predetta legge 24 novembre 1981, n. 689. All’accertamento
delle violazioni delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e
3 del presente articolo l’Autorita’ provvede d’ufficio o su
segnalazione dell’Ispettorato centrale della tutela della
qualita’ e della repressione delle frodi dei prodotti
agroalimentari del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali o di qualunque soggetto interessato.
Le attivita’ di cui al presente comma sono svolte con le
risorse umane, finanziarie e strumentali gia’ disponibili a
legislazione vigente.
9. Gli introiti derivanti dall’irrogazione delle
sanzioni di cui ai commi 5, 6 e 7 sono versate all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnati e ripartiti
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e
iscritti nello stato di previsione del Ministero dello
sviluppo economico, al Fondo derivante dalle sanzioni
amministrative irrogate dall’Autorita’ Garante Concorrenza
e Mercato da destinare a vantaggio dei consumatori per
finanziare iniziative di informazione in materia alimentare
a vantaggio dei consumatori e per finanziare attivita’ di
ricerca, studio e analisi in materia alimentare nell’ambito
dell’Osservatorio unico delle Attivita’ produttive, nonche’
nello stato di previsione del Ministero per le Politiche
agricole, alimentari e forestali per il finanziamento di
iniziative in materia agroalimentare, ovvero, in caso di
violazioni relative a relazioni commerciali nel settore
lattiero caseario, al Fondo per gli investimenti nel
settore lattiero-caseario di cui all’articolo 1, comma 214,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190.».
Il testo dell’articolo 1, comma 214, della legge 23
dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di
stabilita’ 2015), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29
dicembre 2014, n. 300, S.O., con le modificazioni apportate
dalla presente legge e’ il seguente:
«Art. 1.
(Omissis).
214. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del
settore lattiero, anche in relazione al superamento del
regime europeo delle quote latte, nonche’ al miglioramento
della qualita’ del latte bovino, e’ istituito presso il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
il Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario
con una dotazione iniziale pari a 8 milioni di euro per
l’anno 2015 e a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni
2016 e 2017. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, con decreto di natura non
regolamentare del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, adottato d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
definiti i criteri e le modalita’ di accesso al contributo,
nonche’ la quota di partecipazione alla singola operazione.
Non sono ammessi al contributo i produttori non in regola
con il pagamento delle multe derivanti dall’eccesso di
produzione lattiera ovvero che abbiano aderito ai programmi
di rateizzazione previsti dalla normativa vigente, ma che
non risultano in regola con i relativi pagamenti. Con il
medesimo decreto di cui al presente comma, a valere sulle
disponibilita’ del Fondo, puo’ essere previsto anche il
finanziamento di attivita’ di ricerca pubblica finalizzata
al miglioramento della qualita’ del latte e dei prodotti
lattiero caseari, nonche’ di campagne promozionali e di
comunicazione istituzionale per il consumo e la
valorizzazione del latte fresco e dei prodotti lattiero
caseari, nel rispetto della normativa europea.».
Art. 3

Disposizioni urgenti per favorire il riordino delle relazioni
contrattuali nel settore lattiero caseario e per l’attuazione del
regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 dicembre 2013, in materia di organizzazioni
interprofessionali nel settore agricolo

1. Al fine di favorire il riordino delle relazioni contrattuali nel
settore lattiero caseario, anche in relazione al superamento del
regime europeo delle quote latte, per il riconoscimento delle
organizzazioni interprofessionali relative a tale settore, la
condizione di cui all’articolo 163, paragrafo 1, lettera c), del
citato regolamento (UE) n. 1308/2013 si intende verificata se
l’organizzazione interprofessionale richiedente dimostra di
rappresentare una quota delle attivita’ economiche di cui
all’articolo 157, paragrafo 3, lettera a), del medesimo regolamento,
pari ad almeno (( il 25 per cento del relativo settore, ovvero per
ciascun prodotto o gruppo di prodotti. Nel caso di organizzazioni
interprofessionali operanti in una singola circoscrizione economica
come definita ai sensi dell’articolo 164, paragrafo 2, del citato
regolamento (UE) n. 1308/2013, la medesima condizione si intende
verificata se l’organizzazione interprofessionale richiedente
dimostra di rappresentare una quota delle richiamate attivita’
economiche pari ad almeno il 51 per cento del relativo settore,
ovvero per ciascun prodotto o gruppo di prodotti, nella
circoscrizione economica, e comunque almeno il 15 per cento delle
medesime a livello nazionale. ))
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, (( previa intesa in sede di )) Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, puo’ essere riconosciuta, su richiesta, ai sensi della
vigente normativa europea, una sola organizzazione interprofessionale
operante nel settore di cui al comma 1 ovvero per ciascun prodotto o
gruppo di prodotti del medesimo settore (( a livello nazionale ovvero
in ciascuna circoscrizione economica. )) Nel caso di concorso tra
piu’ domande di riconoscimento da parte di organizzazioni
interprofessionali relative al medesimo prodotto o gruppo di
prodotti, il riconoscimento e’ concesso all’organizzazione
maggiormente rappresentativa. Per organizzazione interprofessionale
si intende un’associazione in possesso dei requisiti previsti dalla
normativa europea. Restano validi i provvedimenti di riconoscimento
di organizzazioni interprofessionali emanati dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, nel rispetto della
normativa europea, anteriormente alla data di entrata in vigore del
presente decreto. Le organizzazioni interprofessionali possono
associare, con funzione consultiva, le organizzazioni rappresentative
dei consumatori (( e dei lavoratori del settore agricolo e
agroalimentare )), per un piu’ efficace esercizio delle proprie
attivita’ istituzionali, anche al fine di acquisirne l’avviso sui
progetti di regole di cui al comma 4.
(( 2-bis. Le organizzazioni interprofessionali, nella redazione dei
contratti-tipo per la vendita di prodotti agricoli ad acquirenti o
per la fornitura di prodotti trasformati a distributori e rivenditori
al minuto di cui all’articolo 157, paragrafo 1, lettera c), del
citato regolamento (UE) n. 1308/2013, garantiscono il rispetto delle
disposizioni di cui all’articolo 62, commi 1 e 2, del decreto-legge
24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, e delle relative norme
attuative. ))
3. Le organizzazioni interprofessionali riconosciute ai sensi del
comma 2, anche articolate in sezioni territoriali o in circoscrizioni
economiche, possono richiedere, per lo svolgimento dei propri fini
istituzionali e in particolare per la promozione dei prodotti della
rispettiva filiera, contributi obbligatori sull’applicazione delle
regole estese ai sensi del comma 4, agli operatori economici cui la
medesima regola e’ suscettibile di applicazione, ancorche’ non siano
membri dell’organizzazione interprofessionale, nei limiti di cui
all’articolo 165 del citato regolamento (UE) n. 1308/2013. I
contributi di cui al presente comma, ancorche’ obbligatori, sono
disciplinati secondo il diritto privato e non costituiscono prelievo
fiscale. Le organizzazioni interprofessionali riconosciute ai sensi
del comma 2 possono accedere a fondi pubblici per la realizzazione
delle medesime finalita’ di cui al primo periodo.
4. L’estensione delle regole di cui all’articolo 164 del citato
regolamento (UE) n. 1308/2013 e’ disposta, per un periodo limitato,
dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, (( su
richiesta dell’organizzazione interprofessionale )) riconosciuta
interessata, per le regole adottate con il voto favorevole di almeno
l’85 per cento degli associati per ciascuna delle attivita’
economiche cui le medesime sono suscettibili di applicazione, salvo
che lo statuto dell’organizzazione disponga maggioranze piu’ elevate.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali decide
sulla richiesta di estensione delle regole entro due mesi dalla
presentazione della domanda, ovvero entro tre mesi nel caso di cui al
comma 5, ultimo periodo. In mancanza di una decisione espressa la
domanda si intende rigettata.
5. Ai fini della richiesta di estensione di cui al comma 4, i
requisiti di rappresentativita’ economica richiesti dalla normativa
europea devono essere dimostrati dall’organizzazione
interprofessionale richiedente e sono valutati dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali con riferimento alla
struttura economica di ciascuna filiera e tenendo conto dei volumi di
beni prodotti, trasformati o commercializzati dagli operatori
professionali a cui la regola oggetto di richiesta di estensione e’
suscettibile di applicazione. Il possesso dei requisiti di
rappresentativita’ si presume se la regola oggetto di richiesta di
estensione, pubblicata, previa domanda dell’organizzazione
interprofessionale sul sito istituzionale del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, non riscontra
l’opposizione di organizzazioni che dimostrano di rappresentare piu’
di un terzo degli operatori economici secondo i criteri di cui al
primo periodo del presente comma, comunicata al medesimo Ministero.
6. Qualora sia disposta l’estensione delle regole di cui al comma
4, esse si applicano a tutti gli operatori del settore(( , del
prodotto ovvero del gruppo di prodotti )), oggetto delle medesime,
ancorche’ non aderenti all’organizzazione interprofessionale. In caso
di violazione delle disposizioni di cui al presente comma,
l’operatore economico e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 1.000 a (( euro 50.000, in ragione dell’entita’
della violazione, ovvero, in caso di violazione di regole relative
all’applicazione di contratti-tipo, fino al 10 per cento del valore
dei contratti stipulati in violazione delle medesime. ))
L’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e della
repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali e’ incaricato della
vigilanza sull’applicazione delle disposizioni di cui al presente
comma (( e dell’irrogazione delle sanzioni )) ivi previste, ai sensi
della legge 24 novembre 1981, n. 689. All’accertamento delle medesime
violazioni l’Ispettorato provvede d’ufficio o su segnalazione di
qualunque soggetto interessato. Gli introiti derivanti
dall’irrogazione delle sanzioni di cui al presente comma (( sono
versati all’entrata )) del bilancio dello Stato per essere
riassegnati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
allo stato di previsione del Ministero per le politiche agricole
alimentari e forestali per il finanziamento di iniziative in materia
agroalimentare in favore delle organizzazioni interprofessionali.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
alle organizzazioni interprofessionali relative ai prodotti, gruppi
di prodotti e settori di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. 1308/2013. Ai fini del riconoscimento di cui al
comma 2, la condizione di cui all’articolo 158, paragrafo 1, lettera
c), del citato regolamento (UE) n. 1308/2013 si intende verificata se
l’organizzazione interprofessionale richiedente dimostra di
rappresentare una quota delle attivita’ economiche di cui
all’articolo 157, paragrafo 1, lettera a), del medesimo regolamento
pari ad almeno (( il 40 per cento del relativo settore, ovvero per
ciascun prodotto o gruppo di prodotti. Nel caso di organizzazioni
interprofessionali operanti in una singola circoscrizione economica,
la medesima condizione si intende verificata se l’organizzazione
interprofessionale richiedente dimostra di rappresentare una quota
delle richiamate attivita’ economiche pari ad almeno il 51 per cento
del relativo settore, ovvero per ciascun prodotto o gruppo di
prodotti, nella circoscrizione economica, e comunque almeno il 30 per
cento delle medesime a livello nazionale. ))
8. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e’
l’autorita’ nazionale competente allo svolgimento dei compiti di cui
all’articolo 158, paragrafo 5, e 163, paragrafo 3, del citato
regolamento (UE) n. 1308/2013. Nel caso in cui, successivamente al
riconoscimento di un’organizzazione interprofessionale ai sensi del
presente articolo, sia presentata domanda di riconoscimento da parte
di altra organizzazione, relativa al medesimo settore, prodotto o
gruppo di prodotti, che dimostri di essere maggiormente
rappresentativa, si procede alla revoca del riconoscimento gia’
concesso e al riconoscimento dell’organizzazione piu’
rappresentativa, con le modalita’ di cui al comma 2, primo periodo.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali svolge i
compiti di cui al presente articolo nei limiti delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e
comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
dei termini di cui all’articolo 232, paragrafo 2, del regolamento
(UE) n. 1308/2013.
10. L’articolo 12 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173,
e’ abrogato. (( All’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 27
maggio 2005, n. 102, le parole: «ai sensi dell’articolo 12 del
decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173» sono soppresse. ))
Riferimenti normativi

Per i riferimenti al regolamento (UE) n. 1308/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, si
veda nei riferimenti normativi all’articolo 2.
Il testo della legge 24 novembre 1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale) e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 30 novembre 1981, n. 329, S.O.
Il testo dell’articolo 12 del decreto legislativo 30
aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di
contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento
strutturale delle imprese agricole, a norma dell’articolo
55, commi 14 e 15, della L. 27 dicembre 1997, n. 449),
abrogato dal presente decreto, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 5 giugno 1998, n. 129.
Per completezza d’informazione si riporta il testo
dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 27 maggio
2005, n. 102 (Regolazioni dei mercati agroalimentari, a
norma dell’articolo 1, comma 2, lettera e), della L. 7
marzo 2003, n. 38) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15
giugno 2005, n. 137, con le modificazioni apportate dalla
presente legge:
«Art. 9. (Intesa di filiera)
(Omissis).
3. Le intese possono, inoltre, essere stipulate dalle
Organizzazioni interprofessionali riconosciute».
Art. 4

Disposizioni urgenti per il recupero del potenziale produttivo e
competitivo del settore olivicolo-oleario

1. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore
olivicolo-oleario, alla luce delle particolari criticita’ produttive
del settore e in relazione alle crescenti necessita’ di recupero e
rilancio della produttivita’ e della competitivita’ delle aziende
olivicole, nonche’ per perseguire il miglioramento della qualita’ del
prodotto (( anche ai fini della certificazione e della lotta alla
contraffazione )), e’ istituito presso il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali un Fondo per sostenere la
realizzazione del piano di interventi nel settore olivicolo-oleario
con una dotazione iniziale pari a 4 milioni di euro per l’anno 2015 e
(( a 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalita’ di attuazione del
piano di interventi. Per le finalita’ di cui al presente comma, il
decreto di cui al secondo periodo prevede, in particolare, il
conseguimento dei seguenti obiettivi:
a) incrementare la produzione nazionale di olive e di olio
extravergine di oliva, senza accrescere la pressione sulle risorse
naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la
razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il
rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi
colturali in grado di conciliare la sostenibilita’ ambientale con
quella economica, anche con riferimento all’olivicoltura a valenza
paesaggistica, di difesa del territorio e storica;
b) sostenere e promuovere attivita’ di ricerca per accrescere e
migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana;
c) sostenere iniziative di valorizzazione del made in Italy e delle
classi merceologiche di qualita’ superiore certificate dell’olio
extravergine di oliva italiano, anche attraverso l’attivazione di
interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su
quelli internazionali;
d) stimolare il recupero varietale delle cultivar nazionali di
olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente
meccanizzabili;
e) incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione
economica degli operatori della filiera olivicola, in conformita’
alla disciplina delle trattative contrattuali nel settore dell’olio
di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013. ))
2. Il contributo dello Stato alle azioni di cui al comma 1 soddisfa
le condizioni stabilite dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
agli aiuti «de minimis», dal regolamento (UE) n. 1408/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo, dal regolamento (UE) n.
651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune
categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato, e dal regolamento (UE) n.
702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, che dichiara
compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli
107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune
categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone
rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n.
1857/2006.
3. (( Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 4 milioni di euro
per l’anno 2015 e a 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e
2017, si provvede, quanto a 4 milioni di euro per l’anno 2015 e a 12
milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 214, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come
modificato dall’articolo 2 del presente decreto, e, quanto a 2
milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, mediante
corrispondente riduzione del fondo di conto capitale iscritto nello
stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettera d), del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. )) Il Ministro dell’economia e
delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
Riferimenti normativi

Il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del
18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli
107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea agli aiuti «de minimis» e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 24 dicembre 2013, n. L 352.
Il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del
17 giugno 2014 dichiara alcune categorie di aiuti
compatibili con il mercato interno in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 26 giugno 2014, n. L 187.
Il regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del
25 giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato
interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune
categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle
zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione
(CE) n. 1857/2006, e’ pubblicato nella G.U.U.E. 1 luglio
2014, n. 193.
Si riporta il testo dell’articolo 49, comma 2, lettera
d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2014, n. 95, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89
(Misure urgenti per la competitivita’ e la giustizia
sociale. Deleghe al Governo per il completamento della
revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il
riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il
potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonche’
per l’adozione di un testo unico in materia di contabilita’
di Stato e di tesoreria.), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 23 giugno 2014, n. 143:
«Art. 49. (Riaccertamento straordinario residui)
(Omissis).
2. In esito alla rilevazione di cui al comma 1, con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, e’
quantificato per ciascun Ministero l’ammontare delle somme
iscritte nel conto dei residui da eliminare e,
compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza
pubblica, si provvede:
(Omissis).
d) per i residui passivi relativi a trasferimenti e/o
compartecipazioni statutarie alle regioni, alle province
autonome e agli altri enti territoriali le operazioni di
cui al presente articolo vengono operate con il concorso
degli stessi enti interessati. Con la legge di bilancio per
gli anni 2015-2017, le somme corrispondenti alla
cancellazione dei suddetti importi sono iscritte su base
pluriennale su appositi fondi da destinare ai medesimi enti
in relazione ai residui eliminati».
Art. 5

Accesso al fondo di solidarieta’ nazionale per le imprese agricole
che hanno subito danni a causa di eventi alluvionali e di infezioni
di organismi nocivi ai vegetali

1. Nei territori colpiti dalle avversita’ atmosferiche di
eccezionale intensita’ nel corso dell’anno 2014 e fino alla data di
entrata in vigore del presente decreto, le imprese agricole(( , anche
se costituite in forma cooperativa, )) danneggiate da eventi
alluvionali (( o da avversita’ atmosferiche che abbiano raggiunto
almeno l’11° grado della scala Beaufort )) che non hanno sottoscritto
polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi(( , nonche’ le
imprese agricole, anche se costituite in forma cooperativa, che
abbiano subito, nell’ultimo triennio, danni alle scorte di materie
prime, semilavorati e prodotti finiti, danneggiati o distrutti a
causa di eventi eccezionali e non piu’ utilizzabili, nell’ambito
delle risorse gia’ stanziate, )) possono accedere agli interventi per
favorire la ripresa dell’attivita’ economica e produttiva di cui
all’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. Nelle
more dell’avvio dei nuovi strumenti per la gestione del rischio del
Programma nazionale di sviluppo rurale e delle misure di ripristino
del potenziale produttivo dei programmi regionali di sviluppo rurale
relativi al periodo di programmazione 2014-2020, le medesime misure
compensative di sostegno, nei termini previsti dal decreto
legislativo n. 102 del 2004 e dall’articolo 26 del regolamento (UE)
n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014, possono essere
concesse anche alle imprese agricole che hanno subito danni a causa
di infezioni di organismi nocivi ai vegetali(( , con priorita’ per
quelli legati alla diffusione del batterio xylella fastidiosa, del
dryocosmus kuriphilus (cinipide del castagno) e della flavescenza
dorata, nel corso degli anni 2013, 2014 e 2015, dando la precedenza,
nel caso del cinipide del castagno, alle imprese agricole che attuano
metodi di lotta biologica. ))
2. Le Regioni interessate, anche in deroga ai termini stabiliti
all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 102 del 2004,
possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalita’
degli eventi di cui al comma 1, entro il termine perentorio di
sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto ovvero,
nel caso delle infezioni degli organismi nocivi ai vegetali
verificatesi successivamente, entro sessanta giorni dall’adozione
delle misure di contenimento o di eradicazione da parte delle
competenti autorita’ nazionali ed europee.
3. Per gli interventi compensativi di sostegno in favore delle
imprese danneggiate dalla diffusione del batterio xylella fastidiosa,
autorizzati ai sensi del comma 1, la dotazione del fondo di
solidarieta’ nazionale di cui all’articolo 15 del decreto legislativo
n. 102 del 2004 e’ incrementata di 1 milione di euro per l’anno 2015
e di 10 milioni di euro per l’anno 2016. (( Per gli altri interventi
compensativi di sostegno in favore delle imprese autorizzati ai sensi
del medesimo comma 1, la dotazione del fondo di solidarieta’
nazionale di cui all’articolo 15 del decreto legislativo n. 102 del
2004 e’ incrementata di 10 milioni di euro per l’anno 2016. )) Agli
oneri derivanti dal presente comma, pari a 1 milione di euro per
l’anno 2015 e a (( 20 milioni di euro per l’anno 2016 )), si
provvede, per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 214, della
legge 23 dicembre 2014, n. 190, (( come modificato dall’articolo 2
del presente decreto )), e, per l’anno 2016, mediante corrispondente
riduzione del fondo di conto capitale iscritto nello stato di
previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettera d), del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
(( 3-bis. La dotazione finanziaria del Fondo di solidarieta’
nazionale della pesca e dell’acquacoltura di cui all’articolo 14 del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e successive
modificazioni, e’ incrementata, per gli interventi in conto capitale
di cui al comma 2, lettera c), del medesimo articolo, di 250.000 euro
per l’anno 2015 e di 2 milioni di euro per l’anno 2016. Le imprese
del settore della pesca e dell’acquacoltura che non hanno
sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi e
che operano nei territori colpiti da avversita’ atmosferiche di
eccezionale intensita’, verificatesi nel periodo compreso tra il 1°
gennaio 2012 e la data di entrata in vigore del presente decreto,
individuati ai sensi del comma 4 del citato articolo 14 del decreto
legislativo n. 154 del 2014, e successive modificazioni, possono
presentare domanda, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, per accedere
agli interventi di cui al primo periodo del presente comma. Agli
oneri derivanti dal presente comma, pari a 250.000 euro per l’anno
2015 e a 2 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede, per l’anno
2015, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, e, per l’anno 2016,
mediante corrispondente riduzione del fondo di conto capitale
iscritto nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali ai sensi dell’articolo 49, comma 2,
lettera d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ))
4. All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si
provvede(( , fatto salvo quanto previsto ai sensi del comma 3, )) nei
limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica.
Riferimenti normativi

Il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102
(Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a
norma dell’articolo 1, comma 2, lettera i), della L. 7
marzo 2003, n. 38), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
23 aprile 2004, n. 95.
Per completezza d’informazione si riporta il testo
dell’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n.
154 (Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura,
a norma dell’articolo 1, comma 2, della L. 7 marzo 2003, n.
38), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2004, n.
146:
«Art. 14. (Fondo di solidarieta’ nazionale della
pesca e dell’acquacoltura)
1. Presso il Ministero delle politiche agricole e
forestali – Direzione generale per la pesca e
l’acquacoltura, e’ istituito il Fondo di solidarieta’
nazionale della pesca e dell’acquacoltura (FSNPA). Il Fondo
ha l’obiettivo di promuovere principalmente interventi di
prevenzione per far fronte ai danni alla produzione e alle
strutture produttive nel settore della pesca e
dell’acquacoltura, a causa di calamita’ naturali,
avversita’ meteorologiche e meteomarine di carattere
eccezionale.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il FSNPA prevede
le seguenti tipologie di intervento:
a) misure volte a incentivare la stipula di contratti
assicurativi da parte degli imprenditori ittici e
dell’acquacoltura finalizzati alla copertura dei rischi
relativi a gravi danni alle strutture, ivi compreso
l’affondamento del natante, al valore della produzione,
conseguenti a calamita’ naturali, avversita’ meteorologiche
e meteomarine di carattere eccezionale ed a fluttuazioni
dei prezzi delle materie prime;
b) misure in favore di eredi diretti dei marittimi
imbarcati sulle navi da pesca o di addetti agli impianti di
acquacoltura in mare, deceduti per cause di servizio o a
seguito di affondamento, per avversita’ meteomarine, delle
unita’ da pesca o asservite ad impianti;
c) interventi compensativi, esclusivamente nel caso
di danni a produzioni e strutture non inserite nel
Programma assicurativo annuale, di cui all’articolo 14-bis,
finalizzati alla ripresa economica e produttiva delle
imprese di pesca che hanno subito danni dagli eventi di cui
al comma 1;
3. La dotazione del Fondo e’ stabilita dal Programma
nazionale nell’ambito della ripartizione delle relative
risorse, tenendo conto di quanto previsto dal Programma
assicurativo annuale di cui all’articolo 14-bis.
4. Su richiesta di una o piu’ regioni o di una o piu’
associazioni nazionali delle cooperative della pesca, delle
imprese di pesca e delle imprese di acquacoltura, il
Ministro delle politiche agricole e forestali dispone, per
il tramite degli Istituti scientifici operanti nel
Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) o dell’Istituto
centrale per la ricerca applicata al mare (ICRAM),
l’accertamento delle condizioni per gli interventi di cui
al comma 2 al fine della dichiarazione, con proprio
decreto, dello stato di calamita’ o di avversita’
meteomarine.
5. Per gli interventi di cui al comma 2, lettera b), la
richiesta puo’ essere effettuata tramite le organizzazioni
sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a
livello nazionale.
6. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, sentita la Commissione di cui all’articolo 3,
sono individuati, previa intesa con le regioni e le
province autonome, i criteri di attuazione in base al
principio di adeguatezza, differenziazione e sussidiarieta’
di cui all’articolo 118 della Costituzione, anche
contemplando, per il pagamento degli interventi finanziari,
la possibilita’ di avvalersi delle regioni o delle
Capitanerie di porto.
7. ».
Art. 6

Razionalizzazione di strutture del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

1. Al fine di razionalizzare e garantire la realizzazione delle
strutture irrigue (( nelle regioni del Mezzogiorno )), a decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la gestione
commissariale di cui all’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8
febbraio 1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
aprile 1995, n. 104, e successive modificazioni, e’ soppressa e le
relative funzioni sono trasferite ai competenti dipartimenti e
direzioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali. (( Il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali provvede altresi’ ad accertare le risorse finanziarie
assegnate alla predetta gestione nonche’ i relativi impegni e gli
eventuali residui. Le relazioni di cui al citato articolo 19, comma
5, del decreto-legge n. 32 del 1995 sono trasmesse anche alle Camere.
))
2. Al trasferimento delle funzioni di cui al comma 1 si provvede,
sulla base di quanto previsto dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 27 febbraio 2013, n. 105, con decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, che dispone
anche in ordine alla riassegnazione delle risorse umane(( , ivi
compresi i soggetti con contratti di collaborazione, sino alla
scadenza dei relativi contratti, previa verifica della loro
funzionalita’ alle attivita’ da svolgere e senza nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato )), strumentali e finanziarie in
dotazione alla predetta gestione commissariale(( , ferma restando la
destinazione dei finanziamenti per gli interventi previsti nelle
regioni del Mezzogiorno )), ivi incluso quanto previsto dall’articolo
19, comma 5, del citato decreto-legge n. 32 del 1995, necessarie per
lo svolgimento delle funzioni stesse, nonche’ in ordine agli
ulteriori adempimenti riguardanti l’adozione del bilancio di chiusura
della gestione e la definizione delle residue fasi liquidatorie,
compresa la definizione del contenzioso della soppressa Agenzia per
la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno.
3. Dall’entrata in vigore del presente decreto, le competenze (( e
le funzioni )) attribuite da norme di legge al commissario ad acta di
cui all’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8 febbraio 1995, n.
32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 1995, n. 104,
si intendono riferite agli uffici del Ministero di cui al comma 1.
(( 3-bis. All’articolo 1, comma 298, primo periodo, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni, le parole: «fino
al 30 giugno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31
dicembre 2015». ))
Riferimenti normativi

Il testo dell’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8
febbraio 1995, n. 32, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9
febbraio 1995, n. 33., convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 aprile 1995, n. 104 (Disposizioni urgenti per
accelerare la concessione delle agevolazioni alle attivita’
gestite dalla soppressa Agenzia per la promozione dello
sviluppo del Mezzogiorno, per la sistemazione del relativo
personale, nonche’ per l’avvio dell’intervento ordinario
nelle aree depresse del territorio nazionale), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 10 aprile 1995, n. 84, e’ il
seguente:
«Art. 19. (Trasferimento delle attivita’ residue alle
amministrazioni competenti)
(Omissis).
5. Per le opere della gestione separata e per i
progetti speciali di cui al comma 4, nonche’ per quelli
trasferiti dal commissario liquidatore ai sensi
dell’articolo 19 del D.Lgs. 3 aprile 1993, n. 96, il
Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali
provvede mediante un commissario ad acta, riferendo
trimestralmente al CIPE sul suo operato. Il commissario ad
acta esercita i poteri e osserva le procedure di cui
all’articolo 9 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n.
96, e successive modificazioni e integrazioni. Gli oneri
per i compensi del commissario ad acta, e per non piu’ di
due consulenti giuridici per la definizione del contenzioso
in atto, da definire con decreto del Ministro delle risorse
agricole, alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro del tesoro, sono a carico della quota del fondo di
cui all’art. 19, comma 5, del D.Lgs. 3 aprile 1993, n. 96,
e successive modificazioni e integrazioni; assegnata al
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali».
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27
febbraio 2013, n. 105 (Organizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, a norma
dell’articolo 2, comma 10-ter, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
17 settembre 2013, n. 218.
Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 298, primo
periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato – legge di stabilita’ 2014) pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 2013, n. 302, S.O., con le
modificazioni apportate dalla presente legge:
«Art. 1.
(Omissis).
298. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e’ autorizzato fino al 31 dicembre 2015 ad
effettuare le operazioni di pagamento e riscossione
relative alle competenze dell’ex Agenzia per lo sviluppo
del settore ippico (ASSI) trasferite al Ministero stesso ai
sensi dell’articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, mediante l’utilizzo dei conti correnti
gia’ intestati alla medesima Agenzia, attraverso un
dirigente delegato. Le operazioni effettuate sono oggetto
di rendicontazione al termine dell’esercizio finanziario».
Il testo della legge 20 marzo 1913, n. 272
(Approvazione dell’ordinamento delle Borse di commercio,
dell’esercizio della mediazione e delle tasse sui contratti
di Borsa), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile
1913, n. 87.
Il testo dell’articolo 8 del regolamento di cui al
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 6
aprile 2006, n. 174 (Regolamento per il funzionamento del
sistema telematico delle Borse merci italiane, con
riferimento ai prodotti agricoli, agroalimentari ed ittici)
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 maggio 2006, n.
110.
(( Art. 6 bis

Norme per la trasparenza nelle relazioni contrattuali nelle filiere
agricole

1. Al fine di garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali
tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi, con
decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono adottate disposizioni
concernenti l’istituzione e le sedi delle commissioni uniche
nazionali per le filiere maggiormente rappresentative del sistema
agricolo-alimentare, in linea con gli orientamenti dell’Unione
europea in materia di organizzazione comune dei mercati.
2. Alle commissioni uniche nazionali partecipano, secondo oggettivi
criteri di rappresentativita’, i delegati delle organizzazioni e
delle associazioni professionali dei produttori agricoli,
dell’industria di trasformazione, del commercio e della
distribuzione.
3. Le commissioni uniche nazionali determinano quotazioni di prezzo
che gli operatori commerciali possono adottare come riferimento nei
contratti di compravendita e di cessione stipulati ai sensi della
normativa vigente.
4. Le commissioni uniche nazionali hanno sede presso una o piu’
borse merci, istituite ai sensi della legge 20 marzo 1913, n. 272,
individuate secondo criteri che tengano conto della rilevanza
economica della specifica filiera, e operano con il supporto della
societa’ di gestione «Borsa merci telematica italiana Scpa», di cui
all’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle
politiche agricole e forestali 6 aprile 2006, n. 174, e successive
modificazioni.
5. In caso di istituzione delle commissioni uniche nazionali di cui
al comma 1, le borse merci ed eventuali commissioni prezzi e sale
contrattazioni istituite presso le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura sospendono l’autonoma rilevazione per le
categorie merceologiche per cui le commissioni uniche nazionali sono
state istituite e pubblicano le quotazioni di prezzo determinate ai
sensi del comma 3 dalle commissioni uniche nazionali stesse.
6. Le autonome rilevazioni cui al comma 5 possono riprendere la
rilevazione e la pubblicazione dei relativi prezzi solo in caso di
revoca delle commissioni uniche nazionali da parte del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali.
7. La partecipazione alle commissioni uniche nazionali di cui al
presente articolo non da’ in ogni caso luogo alla corresponsione di
compensi, rimborsi di spese, emolumenti o gettoni di presenza
comunque denominati. All’attuazione delle disposizioni del presente
articolo si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))
Art. 7

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
in legge.

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 5 maggio 2015, n. 51

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