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'Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani' la Camera approva il d.l.

Fondo di 20 mln finanziato dall'aumento del 5% dell'accisa sui superalcolici

ambiente - 30 settembre 2011

Dalla Camera dei Deputati è giunto l’ok per il disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. L’obiettivo del d.l. è migliorare la qualità dell’aria in comuni particolarmente penalizzati dall’inquinamento atmosferico. Da esso è derivata ad esempio l’istituzione già avviata lo scorso anno della “Giornata nazionale degli alberi” che ricorrerà anche nel 2012 il 21 novembre.

Grazie alle nuove norme, presso il Ministero dell’Ambiente sarà creato un fondo di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2012 per la realizzazione di coperture a verde, giardini pensili, orti urbani e pareti rinverdite. I finanziamenti al fondo arriveranno dall’aumento del 5% dell’accisa sui superalcolici.

Fanno parte del decreto le green-belts, filari alberati e aree verdi permanenti che saranno create nei comuni e nelle province interessate e che delimiteranno le conurbazioni più grandi.

Per sostenere queste operazioni il Fondo riceverà 15 milioni di euro per il triennio 2011-2013, ma i comuni interessati potranno anche usufruire di sponsorizzazioni, e inserire il logo dello sponsor nella documentazione ufficiale di comunicazione.

Le amministrazioni locali potranno inoltre mettere in atto programmi di formazione di personale specializzato nella cura, nella progettazione e nella manutenzione delle aree verdi, che sorgeranno su aree residenziali esistenti e non su quelle non ancora urbanizzate.

E’ previsto anche l’apporto del privato che voglia concorrere al miglioramento ambientale: alle opere che immettono più verde nei centri abitati, e che abbiano anche una funzione di abbattimento dell’inquinamento atmosferico e acustico, spetta infatti una detrazione dall’imposta lorda pari al 55% a carico del contribuente, fino ad un massimo di 10.000 euro.

Lo sfruttamento delle aree verdi pubbliche da parte di sponsor  o privati ai fini commerciali o pubblicitari deve avvenire in modo da non compromettere la normale fruizione da parte del pubblico.

Adesso l’ultima parola spetta al Senato, che dovrà votare in terza lettura il disegno di legge.

C.C.

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